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A Chieti dal 24 al 26 maggio la seconda edizione del ConfArte Festival celebra i 70 anni di Confartigianato Chieti L’Aquila

Chieti. Una catartica satira 4.0, a velocità 5G, per dare vita a urticanti e divertenti situazioni surreali: il giornalista romano Federico Palmaroli, con le sue #lepiubellefrasidiosho, in scena a Chieti. L’appuntamento è per domani, sabato 25 maggio alle ore 21:00, al Teatro Marrucino. I biglietti sono disponibili sul circuito CiaoTickets (online e punti vendita), gli ultimi saranno in vendita prima dello spettacolo al botteghino del teatro. Lo spettacolo rientra nell’ambito della seconda edizione del ConfArte Festival, promosso da ConfArte, categoria Cultura, Turismo e Spettacolo di Confartigianato Chieti L’Aquila. L’edizione 2024 è finalizzata a celebrare i 70 anni dell’associazione di categoria. Per tre giorni, dal 24 al 26 maggio, il festival animerà Chieti, con numerosi eventi: concerti, convegni, mostre, dibattiti, show cooking e street food.

Uno degli appuntamenti principali è proprio quello con Federico Palmaroli che, decontestualizzando le immagini, catturate dal flusso mediatico tramite tagli originali, attribuisce irriverenti battute ai loro eminenti protagonisti. Sono irresistibili carrellate di personaggi della politica, del costume, dello sport e della spiritualità che si esprimono con un linguaggio “da strada” e che proprio per quel senso del contrario innescano meccanismi del tutto esilaranti. Il successo, inizialmente misurato a colpi di “mi piace”, deve la sua fortuna ad un sottotesto drammaturgico che restituisce sempre qualcosa di estremamente aderente alla realtà dei fatti, alla loro attualità, e sovente alla loro crudeltà.

Dal vivo, in scena sul palco, Federico Palmaroli fa sfilare una dopo l’altra le scoppiettanti vicende di questi ultimi anni, immagini e parole s’accoppiano in una catartica satira 4.0, a velocità 5G, anzi alla velocità della luce. Per contraltare la velocità del suono è affidata ai Furano Saxophone Quartet (Antonio Bruno, sax soprano; Matteo Quitadamo, sax alto; Alberto Napolitano, sax tenore; Marco Destino sax baritono), giovane quartetto di musicisti particolarmente sensibile ai temi della contemporaneità. L’ensemble, spingendo l’acceleratore su fatti e personaggi in scena, interpreta alcuni brani che dialogano alla perfezione con i toni di questa parata semiseria. Lo spettacolo di Palmaroli è a cura di Corvino Produzioni.

Nata nel 2019, la categoria ConfArte è uno dei primi esperimenti di questo tipo lanciati in Italia nell’ambito del mondo Confartigianato. L’obiettivo è quello di promuovere lo sviluppo delle potenzialità culturali, turistiche ed attrattive delle province di Chieti e L’Aquila e, più in generale, dell’Abruzzo. Consapevole di questa mission, Confartigianato Imprese Chieti L’Aquila ha deciso di promuovere il “ConfArte Festival” che, giunto alla sua seconda edizione, quest’anno va in scena in grande stile in occasione del 70° anniversario dell’associazione. Tante le sorprese e gli appuntamenti, che verranno svelati nelle prossime settimane.

by Francesco

Chieti. Verrà presentata sabato 25 maggio alle ore 17, nella splendida cornice della Nuova libreria Bosio, la nuova silloge del poeta e scrittore teatino Stefano Maria Simone intitolata “Le verità dell’anima”, per le edizioni di Irdidestinazionearte. La copertina è stata realizzata da Francesca Gizzarelli mentre le illustrazioni che arricchiscono la raccolta, sono opera dell’artista teatina Valeria Di Toro.

La prefazione del noto critico letterario Massimo Pasqualone afferma che “Vive il tempo dell’inquietudine e della meditazione con l’utilizzo della parola poetica il poeta Stefano Maria Simone, con un verso che si fa malinconia ed al contempo bellezza, sulla scia dell’amore, fiume carsico della raccolta che, a vent’anni, si mostra incomprensibile, con le sue bizze e le sue non ragioni. La poesia, allora, si fa compagna fedele, diario segreto, quaderno di lamentazioni, che prova a descrivere quello che accade, quello che dovrebbe essere ed anche quello che non dovrebbe essere. Non mancano colti riferimenti ai poeti amati, alla classicità che emerge tra le pagine e si fa modernità, per una poesia che propugna la conoscenza del qui ed ora della vita. Stefano Maria Simone, alla sua seconda prova poetica, e carico di successi e di riconoscimenti, prosegue il suo percorso zetetico alla ricerca del sé più profondo, quello che solo la poesia può svelare, perché, con Saba, l’opera d’arte è sempre una confessione, un cercarsi per ritrovarsi, quando le tempeste della vita si fanno potenti, ma il sorriso e la voglia di combattere, nonostante i nonostante, vincono tutto.”

Mentre, all’interno della postfazione a cura della professoressa Nella Martino si precisa che “Le verità dell’anima, almeno nell’intento dell’autore, avrebbero dovuto costituire la naturale prosecuzione di quel sentire poetico, che aveva manifestato al suo debutto con Amarillys. Lacrime di passione. L’ispirazione poetica, però, nel suo volare libero, ha esplorato nuovi orizzonti e nuove situazioni, dilatandosi in un universo più ampio e, per certi versi, anche più strutturato dal punto di vista artistico. Se nella prima fortunata raccolta prevaleva l’urgenza di chiarire i contorni della passione amorosa e degli effetti spesso dolorosi, che genera nell’animo del poeta, qui, invece, è posto l’accento sull’amara consapevolezza dell’impossibilità di connettere con il sentimento amoroso mondi interiori diversi. L’amore è visto come una forza portentosa che, pur sprigionandosi impetuosa, rimane solo in potenza e il poeta, rinchiuso nei confini del proprio io, molte volte, la subisce, restandone travolto. Poiché non si verifica nessuna condivisione empatica dei sentimenti tra gli amanti, rimane cantore di se stesso in un solipsismo spesso autoreferenziale in un contesto di amara e cocente disillusione. Le varie muse ispiratrici del poeta saranno anche persone reali, incontrate forse in varie occasioni di vita, ma qui perdono i contorni della contingenza e della fisicità in un gioco aoristico di proiezioni intellettuali e si fanno archetipi dei caratteri dell’universo femminile, che oscillano dalla lusinga alla dolcezza, alla scaltrezza, al fascino della seduzione e infine alla freddezza della razionalità, così come si evince anche dagli pseudonimi delle dediche. L’amore, però, non è l’unico sentimento cantato dall’autore: la speranza nella forza della parola poetica, che svela la conoscenza e la soglia del futuro, il dolore per una perdita fisica e intellettuale, la cocente disillusione sulla vanità delle certezze, sulla ragione e sulla teleologia della vita umana e dell’universo, la pace e l’inquietudine nel contemplare un’alba o un tramonto o il firmamento o il moto incessante delle onde del mare. I sentimenti appunto sono le verità dell’anima che incatenano il poeta, novello Odisseo, all’albero della nave e, infine, lo salvano dal canto ammaliatore di molte sirene e gli permettono di varcare il mare dell’infinito. Anche dal punto di vista stilistico la raccolta si rivela composita, con molte ascendenze poetiche e letterarie note, che, lontane dalla mera imitazione, costituiscono strumenti espressivi di autentico sentire.”
Alla presentazione partecipano in qualità di relatori la professoressa Nella Martino, archeologa ed ex docente di materie letterarie; il critico d’arte e letterario, professor Massimo Pasqualone; il professor Tiziano Viani, docente di lettere. Saluti iniziali del direttore della libreria, Antonio Di Giosafat ed interventi da parte del comparto artistico. Sarà presente l’autore.

Stefano Maria Simone nasce a Chieti l’8 settembre 2002. È iscritto alla facoltà di lettere classiche dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti. Nel 2022 ha presentato la sua prima raccolta di poesie dal titolo “Amaryllis, lacrime di passione”, edizioni Irdidestinazionearte, con prefazione di Massimo Pasqualone e seconda classificata al premio Internazionale Luca Romano 2023. Sempre nel 2022 viene insignito del premio Internazionale “Gabriele Basile” e del premio Internazionale di Letteratura “Francavilla Urban Festival” con la composizione “Vuoti interiori” che conquista il primo posto. Le sue poesie “Ricordi”, “Ero innamorato di un sogno” ed “Attimi”, vengono inserite nell’antologia “Il canto di Zefiro” edita da Teaternum edizioni. Dal 2022 entra a far parte del comitato scientifico dell’associazione culturale “Irdidestinazionearte” presieduta dal critico letterario e d’arte Massimo Pasqualone. Nel 2023 partecipa al simposio “Thaumazein”, in occasione del Francavilla Urban Festival, durante il quale intervista l’ex Rabbino capo di Torino, Rav Ariel Di Porto, sugli aspetti della cultura e della religione ebraica. Nello stesso anno presenta l’antologia italo-francese, edita da Teaternum edizioni, “Du coté de la beauté, anthologie d’écrivains italiens à Paris”, a Parigi, nel celebre caffè “Les deux Magots” e a Minori nel corso della “Festa del Libro in Mediterraneo, incostieraamalfitana.it” insieme al giornalista e scrittore Alfonso Bottone. All’interno del volume è contenuta una sua prosa poetica intitolata “Non voglio parlare”. Nel 2023, viene insignito nuovamente del premio Internazionale di Letteratura “Francavilla Urban Festival” con la raccolta “Le verità dell’anima”, in quel momento ancora inedita, che si aggiudica il primo posto. Viene nominato membro della giuria tecnico scientifica del premio Marrucino 2024 che si è svolto nell’omonimo teatro teatino. Da gennaio 2024 collabora con il Giornale di Chieti curando una rubrica di letteratura e dedicandosi anche alle interviste. Tra i personaggi intervistati: la flautista di fama internazionale Rita D’Arcangelo, l’attore napoletano Carlo Buccirosso, il politico e critico d’arte professor Vittorio Sgarbi ed il duo comico Ale e Franz. È stato membro di tre giurie letterarie di cui una a Londra. Tiene spesso alcune conferenze sull’italianistica presso l’Università del Sapere di Scafa diretta dalla professoressa Nella Martino.

by Francesco

Chieti. Domani venerdì 17 maggio alle ore 21:00 si concluderà ufficialmente la settima edizione della Rassegna di Teatro Amatoriale “Premio Marrucino 2024”, organizzata dall’Istituzione Deputazione Teatrale Teatro Marrucino presieduta dal Presidente Ing. Giustino Angeloni e dal Direttore Amministrativo Dott. Cesare Di Martino e dal Comitato Regionale Fita Abruzzo (Federazione Italiana Teatro Amatori) presieduto dal Presidente Antonio Potere, con il patrocinio della Regione Abruzzo e del Comune di Chieti nella persona del sindaco dottor Diego Ferrara.
La Rassegna, composta da otto spettacoli in concorso e due fuori concorso, organizzata e realizzata per dare spazio alle compagnie teatrali amatoriali abruzzesi che, con passione ed impegno, contribuiscono a salvaguardare e valorizzare un importante patrimonio linguistico collettivo. Le otto compagnie in concorso sono state giudicate da due giurie: popolare e tecnica. La giuria tecnica, presieduta dal noto critico d’arte Prof. Massimo Pasqualone e composta dalla psicologa Adriana Gaspari, dal consigliere Fita Abruzzo e attore Manlio Cocco, dal dottor Alberto Cremonese, dal dottor Ugo Iezzi e dallo studente di lettere classiche Stefano Simone. La giuria tecnica ha avuto l’arduo compito di aggiudicare i seguenti premi: alla migliore compagnia viene assegnato il Premio Marrucino 2024 ovvero al migliore spettacolo più gradito sul piano drammaturgico, registico ed interpretativo, poi la migliore regia, il migliore allestimento scenografico, la migliore ricerca linguistica, la migliore attrice e il migliore attore protagonista, la migliore attrice e il migliore attore non protagonista, la migliore attrice e il migliore attore caratterista. Sulla base del giudizio espresso esclusivamente dagli abbonati, compilando un’apposita scheda con una valutazione da 5 a 10, sarà conferito il Premio della Giuria Popolare alla compagnia più gradita.
La rassegna è stata condotta dalla presentatrice Loredana Verticelli, attrice della storica compagnia teatrale “I Marrucini” di Chieti.
Alla cerimonia di premiazione verrà affiancata anche dalla presentatrice Ambra Porreca, Vice Presidente, segretaria e addetta stampa Fita Abruzzo, anche lei attrice della compagnia teatrale “I Marrucini” di Chieti.
Aprirà la rassegna la Compagnia teatrale “Amici della ribalta” di Lanciano.
La compagnia porta in scena una commedia brillante in due atti intitolata “Parenti serpenti” scritta da Carmine Amoroso e diretta da Mario Pupillo.
La rassegna è iniziata venerdì 12 gennaio con la compagnia “Amici della ribalta” di Lanciano che ha portato in scena la compagnia “Parenti serpenti” scritta da Carmine Amoroso e diretta da Mario Pupillo, venerdì 2 febbraio la Compagnia “Theatre Ensemble” di Torino Di Sangro si è esibita con lo spettacolo “Na fame nere” scritto da Antonio Potere e diretto da Luciano Martelli, venerdì 16 febbraio la compagnia “I giovani amici del teatro” di Pescara ha rappresentato la commedia “Pure lu Paradise è d’accorde!” scritta e diretta da Paolo Crisante, venerdì 1 marzo la compagnia “Lu Passatempe” di Penne ha portato in scena la commedia “Ma vì lì so arcundat mai? Ovvero “La cose chiù belle” scritta da Antonio Ranalli e diretta da Valeria Almonti, venerdì 15 marzo si è esibita la compagnia “Atriana” di Atri con la commedia “Non è mai troppo tardi” scritta e diretta da Giancarlo Verdecchia, venerdì 5 aprile è salita sul palcoscenico la compagnia “Drago D’Oro” di Atessa con la commedia “Io non so niente!” scritta e diretta da Paolo Villanese, venerdì 19 aprile la compagnia teatrale “Da grande voglio crescere” di Chieti ha portato in scena la commedia “Tenere in serbo la vita – La resistenza di Pizzoferrato” scritta e diretta da Carmela Caiani e liberamente tratta dal libro “Pizzoferrato, un paese in guerra”, e venerdì 26 aprile la compagnia “I Temerari” di Chieti ha concluso la rassegna in concorso con la commedia “Ddù rape strascenate” scritta da Antonio Potere e diretta da Paolo Pieretti. Venerdì 3 maggio alle ore 21 la storica compagnia teatrale “I Marrucini” di Chieti, in occasione del 50° anniversario della compagnia, si è esibita con lo spettacolo fuori concorso dal intitolato “La veduvelle di Ggisillà” scritto da Oberdan Merciaro, libero riadattamento e regia di Antonio Potere. Domani, venerdì 17 maggio alle ore 21, a chiudere la rassegna, dopo la cerimonia di premiazione del Premio Marrucino, la compagnia “La bottega del sorriso” di Castellalto si esibirà fuori concorso, poiché ha vinto la scorsa edizione della rassegna aggiudicandosi il Premio Marrucino 2023 della giuria tecnica, e porterà in scena la commedia “Nin va tante bone” scritta da Antonio Ranalli e diretta da Elisabetta Gianforte.
Ingresso unico 13 Euro. Per Info e prenotazioni è possibile acquistare presso il botteghino del Teatro Marrucino aperto dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 17 alle ore 20 – Tel. 0871 330470, oppure è possibile acquistare online sul sito www.ciaotickets.com e nei punti vendita autorizzati Ciaotickets.

by Francesco

Chieti. Nell’ambito del Maggio Teatino, la Nuova Libreria Bosio organizza, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale di Chieti, la mostra personale di Anna Maria Galterio, in arte Mimagalt, a cura del critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone.
La mostra verrà inaugurata il 21 maggio alle 17 con l’intervento di Pasqualone, di Antonio Di Giosafat, direttore della libreria Bosio, della pittrice e resterà aperta fino al 28 maggio.
Nel testo critico approntato per l’occasione, Pasqualone scrive che ” il tempo della bellezza e della ricerca artistica si fondono nell’opera di Anna Maria Galterio con un’attenzione precipua ad un meraviglioso correlativo oggettivo che è il fiore, simbolo della bellezza, della caducità della vita umana, della possibilità di essere nella natura con superba altezzosità ed al contempo malinconia, perché la bellezza è sempre impastata di malinconia, ci ricorda Bruno Forte, e ricorda agli abitanti del tempo la caducità della loro esistenza.
Eppure il percorso artistico della Galterio è immersione nella natura, ricerca della verità, attraverso gli attimi ed i frammenti di un’auscultazione del paesaggio che avviene attraverso il silenzio, potente sinestesia di un’opera d’arte che si fa comprensione, miracolo ogni volta, mai pura imitazione di imitazione, per dirla con Platone, ma ermeneutica del vissuto, nel quale l’uomo, forse, è solo ospite, e non sempre gradito, come dimostrano le elisioni del brutto operate dalla nostra artista in talune tele.
L’inquietudine dell’entronauta cerca la quiete nel paesaggio, si fa attenta confessione nella potenza delle emozioni cromatiche, aggancia un iperealismo profondo e mai di maniera, perché la realtà non è mai quella che si vede e solo il vero artista sa e può interpretarla, con la complicità del fruitore dell’opera sua che cerca in essa una chiave di lettura dell’esistente e dell’esistenza.
Percorso zetetico, dunque, mirabile, affascinante, vicino al panenteismo di spinoziana memoria, che ad ogni tratto spinge alla meditazione.”

by Francesco
La Banda Città di Chieti, diretta dal Maestro Marco Vignali, terrà un concerto in Piazza Mazzini presso la Villa Comunale di Chieti.
Il concerto, finanziato dal Consiglio della Regione Abruzzo, è volto innanzitutto ad avvicinare I più fragili alla musica colta e alla banda. Durante il concerto ci sarà anche una raccolta fondi ad offerta libera per la struttura “La Capanna di Betlemme ” dell’Associazione “Papa Giovanni Paolo XXIII”.
All’evento, dunque, parteciperanno gli ospiti della struttura e di altre associazioni umanitarie, ma è ovviamente aperto a tutta la popolazione,  essendo anche patrocinato dal Comune di Chieti e facendo parte del cartellone del Maggio Teatino.
Il presidente Antonio Morricone e il Maestro Marco Vignali invitano la popolazione a partecipare numerosa ad un concerto della banda di Chieti che per le festività di San Giustino mancava da diversi anni.
Ha commentato il Maestro Marco Vignali: “Questa è un’iniziativa molto importante per la nostra associazione per vivere con tutti, nel magnifico scenario della Villa Comunale di Chieti, un concerto all’insegna della solidarietà e della musica, ed è anche una buona occasione per festeggiare San Giustino, il nostro Santo Patrono, e far innamorare i teatini di una tradizione musicale che li rappresenta sotto la mia direzione ormai da diversi anni per tutto l’Abruzzo e anche fuori regione. Ci tengo, inoltre, a ringraziare Luca Fortunato della “Capanna di Betlemme” per aver accolto subito con favore questa mia volontà di fare una raccolta fondi per la sua struttura di accoglienza faro di pace nella nostra città. La classe politica regionale e cittadina – ha continuato Marco Vignali – si è dimostrata molto sensibile verso questa nostra idea di creare concerti per avvicinare la musica ai più fragili e, dunque, io e tutta l’associazione ci teniamo a ringraziare Lorenzo Sospiri del Consiglio della Regione Abruzzo, il Sindaco di Chieti Diego Ferrara, il Vicesindaco Paolo De Cesare e la Consigliera Comunale Barbara Di Roberto, senza i quali questo evento non si sarebbe potuto attuare in tempi così brevi. Un plauso indubbiamente va anche alla Dott.ssa Carla Assetta del Comune di Chieti e a Dario De Remigiis, alias “Mago Dario”, direttore artistico e coideatore insieme a me e a Simone D’angelo (Presidente Endas Abruzzo) di questa serie di concerti. Questa – ha spiegato il Maestro della Banda di Chieti – è un’ottima occasione per tutti i Teatini di riscoprire una delle più grandi eccellenze cittadine, la banda”.
 A tal proposito, ci sarà un repertorio che prevede un doveroso omaggio al Maestro Centofanti (grande direttore in passato della banda di Chieti) con una sua marcia, ed alla regione Abruzzo con la Rapsodia Abruzzese di Antonio Di Jorio, per poi proseguire con la rapsodia ungherese di Liszt, per concludere con la grande musica da film di John Williams e Ennio Morricone.
by Redazione

Chieti. Sabato 11 maggio alle 9.30, alle 10.30 e alle 11.30 il critico d’arte Massimo Pasqualone effettuerà delle visite guidate alla torre arcivescovile, alla scoperta dei segreti dell’affresco in essa contenuto.
L’iniziativa è organizzata dalla Nuova Libreria Bosio, con la presenza di figuranti in costume medievale dell’Associazione Teate Nostra ed una chiarina.
L’affresco della torre, voluta dal vescovo Colantonio Valignani nel 1470, è sicuramente un unicum straordinario- sottolinea Pasqualone- e rappresenta la Geografia tradotta in latino dell’astronomo alessandrino Tolomeo.

by Francesco

Chieti. Terzo appuntamento con Ut pictura poesis, la kermesse culturale ideata e diretta dal critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone per l’Ets Luca Romano nel Museo Barbella, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale di Chieti: martedì 7 maggio alle 16 verrà inaugurata la mostra di Giuseppe Menozzi, curata dallo stesso Pasqualone, che per l’occasione presenterà anche il libro di Anna Menozzi, Storie di vita vissuta e Controvento di Francesco Carbini.
Inoltre verranno assegnati i Premi Luca Romano alla cultura 2024 a Franca Maroni, Franca Berardi , Rossella Frollà, Daniele Paolanti, Domenico Cornacchia , Beniamino Cardines , Pierfranco Bruni, Alessia Nobile, Marco Strona , Nino Iacovella, Miranda Ranalli, Giovanna Mattucci, Dimitri Ruggeri, Mario Santini, Andrea D’Aurelio, Florena Iavarone, Ugo Assogna, Sabrina Galli, Simona Zavarella, Davide Spinelli, Salvatore Barbagallo, Nadia Portelli, Isabela Seralio, Paola Caporale, Raffaella Capannolo, Sandra Tiberti, Patrizia Giannone, Michele Pezone, Lilia D’Alesio, Rosario Cascone, Marinella Bezzu, Alessandro Russo, Alessandro Monticelli, Alessia Giovanna Matrisciano, Pierpaolo Mancinelli, Francesco Carbini.
“Avere a Chieti un artista di fama internazionale come Giuseppe Menozzi, è per noi un vanto ed un onore- sottolinea Pasqualone.
Giuseppe Menozzi nasce il 14 ottobre 1956 a Mirandola in provincia di Modena: tantissimi i riconoscimenti ottenuti con la sua arte ed innumerevoli le mostre in Italia ed all’estero. A Chieti propone una sua antologica che ha visto già mostre in importanti location espositive in tutto il mondo.
Nel catalogo allestito per l’occasione, Maurizio Pochesci, importante art director romano, scrive che “L’evoluzione artistica del maestro è un continuo crescendo, dal primo ciclo figurativo all’informale degli ultimi lavori al più recente “Ciclo della Luce e del Tau”. Il Tau, noto anche come Croce di San Francesco, ventiduesima e ultima lettera della maggior parte degli alfabeti come il fenicio, l’aramico, il siriaco, l’ebraico e l’arabo, è il simbolo attraverso il quale offrire un significato, una chiave di lettura che Giuseppe Menozzi declina attraverso un linguaggio che lo identifica e lo contraddistingue in una ricerca interiore profonda e sincera, attraverso la quale ha preso forma e volume questo simbolo.
“Siamo onorati altresì della presenza di Francesco Carbini, prosegue Pasqualone- revisore Legale dei Conti, Revisore Enti Locali. Una lunga esperienza nel Consiglio Comunale della sua città (25 anni), e due candidature a Sindaco nel 2014 e 2019 con un raggruppamento Civico al di fuori degli schieramenti dei partiti nazionali che hanno sfiorato il successo, sperimentando un’esperienza unica. Ha promosso molteplici iniziative culturali e politiche, oltre che pubblicazioni e riviste ed attualmente è Presidente dell’Associazione “Sandro Pertini” di San Giovanni Valdarno. In piena pandemia ha dato vita ad una piattaforma di discussione nazionale (Agorà) che ha ospitato relatori di alto livello del mondo culturale e dello spettacolo, accademico, scientifico, politico, giuridico e giornalistico con lo scopo di dibattere su varie tematiche in modo trasversale. Verrà presentato il suo libro Controvento.

by Francesco

Chieti. Il terzo appuntamento di Omnia Artis, organizzato da ArteMind, patrocinata dal Comune di Chieti e con Direzione Scientifica di Angela Rossi, è previsto per 5 maggio alle ore 10.00 presso il Museo Barbella con uno spazio culturale intitolato NEL SEGNO DI DIONISO, che prevede la presentazione della Rivista di letteratura e didattica greca e latina Scholia e una Conferenza-spettacolo sul ruolo delle Menadi e dei misteri dionisiaci nel teatro greco antico e sull’iconografia del dio nella pittura vascolare e nell’arte. L’evento, inserito nel Maggio teatino, sarà introdotto dal Presidente del CDA del Teatro Marrucino Giustino Angeloni.
Valeria di Toro, Barbara Lovecchio, Annalisa Michetti, Giulia Pelaccia, Maria Cristina Stumpo, Mauro Vavotici, Allievi della Scuola di Recitazione del Teatro Marrucino con la regia di Giuliana Antenucci e con i costumi di Mariella Artizzu eseguiranno passi delle Baccanti di Euripide e delle Rane di Aristofane
In onore di Dioniso si svolgevano i riti misterici. Elemento tipico del suo culto era la partecipazione essenzialmente femminile alle cerimonie, che si celebravano in svariate zone della Grecia. Le Baccanti (Βάκχαι), dette anche Menadi (Μαινάδες), le Tiadi (Θυιάδες), le Lene (Ληναι), le Bassaridi (Βασσαρίδες) si identificavano con il dio e ne acquisivano il furore, inteso come stato d’invasamento divino, invocando la sua presenza soprannaturale anche per mezzo delle maschere e attraverso la riproduzione del corteo di sileni, satiri, e ninfe. Scopo del rito era quello di ricordare le vicende mitologiche di Dioniso, per poi acquisire una katharsi purificatrice, dopo aver raggiunto con l’estasi dionisiaca il superamento della condizione umana inaccessibile ai mortali. Le Menadi erano incoronate da frasche di alloro, tralci di vite e pampini. Cinte da pelli di animali selvatici, reggevano il tirso, una verga appesantita a un’estremità da una pigna, che ne rendeva instabili i movimenti. Ebbro di vino, il corteo festoso e disordinato, chiamato tiaso o komos, si abbandonava alla vorticosa suggestione musicale del ditirambo, lirica corale e danza ritmica ossessiva ed estatica, da cui trae origine la prima forma di rappresentazione teatrale. Tale rito è descritto nelle Baccanti di Euripide, che prese dalla manίa (μανία) perdono il controllo, diventando crudeli e vendicative.
Nelle Rane di Aristofane Dioniso decide di raggiungere l’Ade per riportare in vita Euripide e salvare Atene, ormai decaduta, con le sue rappresentazioni teatrali, ma verrà scelto Eschilo, che simboleggiava i valori più autentici e genuini del tempo passato. Il coro principale della commedia è composto da iniziati ai Misteri eleusini, legati a Demetra, Kore e a Dioniso-Iacco. La sfrenatezza dionisiaca è ricondotta nella dimensione civica del culto eleusino, regolamentata e controllata dalla polis. Approvando la sofia eschilea, Dioniso, il dio straniero, il cui culto aveva origine nella Tracia, acquista un’identità civica, quella attica come dio demotikòs delle Antesterie, delle Lenee e dei Misteri Eleusini. Nel momento in cui Dioniso risulta integrato nella polis, protettore delle istituzioni familiari e sociali è accolto dalla lira, arpa, cetra e barbit, mentre nella fase primitiva da flauti, cembali e timpani.
Il mito di Dioniso ha ispirato innumerevoli artisti tra cui Tiziano, Diego Velaquez, Cima da Conigliano, Rosso Fiorentino, Caravaggio, che hanno fatto rivivere attraverso le arti visive il mondo greco-romano, già esplicato dal ritrovamento di preziosi vasi antichi nell’area mediterranea.
Il critico d’arte Massimo Pasqualone, che cura la sezione artistica, inaugurerà la Mostra Mario Di Paolo, che espone dal 30 aprile al 7 maggio nel Museo Barbella.
Mario Di Paolo è un pittore abruzzese, che vive a Chieti, dove porta avanti i suoi continui studi artistici. Nato a San Martino sulla Marrucina il 31/01/1947 e poi trasferitosi a Francavilla al Mare ha conseguito il diploma presso l’Istituto Statale d’Arte di Chieti, continuando successivamente la sua formazione artistica, girovagando in varie città italiane, studiando ed affinando le varie tecniche pittoriche.
La sua pittura è ricerca, una continua evoluzione, che si rinnova costantemente nelle tecniche. Nei suoi dipinti rappresenta i luoghi della sua memoria (il mare, il cielo, i paesaggi naturali, ecc.), rivisitandoli attraverso gli occhi di un artista, che mescola sapientemente elementi reali con altri di fantasia, giocando con i colori e con la materia per dare forma ai propri sentimenti e guidare lo spettatore in un viaggio allegorico nella natura. Per l’artista non ci sono confini e ciò si raffigura nella profondità dei paesaggi, che egli dipinge con enfasi e nei quali si viene rapiti dalle tonalità calde dei colori, che avvolgono l’animo di chi li osserva quasi a volerlo sostenere. Gli elementi, da cui trae ispirazione sono gli elementi stessi della natura, che l’artista riporta nei suoi dipinti con abile maestria.
La forma d’arte che preferisce è, appunto, essenziale e la sua pittura predilige sfondi naturali, che vengono dipinti con diverse tonalità cromatiche proprio per attirare l’attenzione dell’osservatore e sorprenderlo diritto nell’animo. Dal 1967, data della sua prima mostra, ha continuato ad esporre in Italia ed all’estero. Sue opere figurano in collezioni pubbliche e private.
Ha esposto a Copenaghen, Lubiana, Zurigo, Blankenberge, Fuerteventura, Roma, Padova, Busto Arsizio, Foggia, Ferrara, Torino, Urbino, Forte dei Marmi, Pescara, Pompei, Acropoli, Taranto, Chieti, Ortona, Sulmona, L’Aquila, Francavilla al Mare, Guardiagrele ecc.

Cosi ama definirsi l’artista Mario Di Paolo nella prefazione della sua prima produzione poetica: – Non sono un poeta, sono un pittore, amo la pittura, ma do sfogo alle parole, quando non dipingo. Il mio linguaggio semplice può sembrare banale ma, a detta degli altri, ha il potere di entrare nel cuore di chi legge. Parole scritte con il cuore in momenti particolari, di gioia o di dolore. Tutti abbiamo bisogno di dare sfogo a ciò che il cuore suggerisce alla nostra mente, alla nostra fantasia. Si può essere bravi o meno bravi, piacere o non piacere, ma rimane la soddisfazione personale di aver cercato in qualche modo di trasmettere sensazioni che forse altri non hanno percepito. E’ un lavoro folle fatto per folli, che amano trasmettere sentimenti puri e sinceri anche se non accettati o condivisi. Chiedo ai veri professionisti della scrittura di perdonarmi per essere stato per un attimo egoista, invadendo il loro campo. L’ingresso all’evento è libero. Agli studenti, che saranno presenti, verrà rilasciato un attestato di partecipazione. La cittadinanza è invitata a partecipare.

by Francesco

Chieti. Il comitato scientifico del Premio Flora 2024, composto da Orietta Spera, Francesca Pomponio, Eugenia Tabellione, Maria Chiara Boccasini e presieduto da Massimo Pasqualone, comunica le personalità premiate per questa edizione: Micaela Camiscia, Rosella Carloni, Fioralba Castellano, Maria D’Alessandro , Vilma Campitelli, Lorena Cerqueti, Maria Pia Luzi, Emma Bitri, Rosanna Reategui, Mariagrazia Di Cocco, Lorena Massucci, Maria Cristina Ranieri, Maria Venezia, Lucia Spagnuolo, Daniela Cellamare, Marisa Cesanelli, Valeria e Federica Rossetti, Elena Parissi, Stefania Cornacchia, Lucia Tornabene, Cristina Bravi, Assunta Perilli, Lidia Yanko, Marusca Mei, Cinzia Zappacosta, Cristina Caselli, Marta Trobitz, Gianna Danese, Florida Stati, Lavinia Hellequin Di Profio, Maria Assunta Oddi, Manuela Rotili, Rosanna Narducci, Assunta Milano, Pasquina Fracassi, Simonetta Campana, Rachele Lupi, Lara Parisse.

La cerimonia di premiazione si terrà il 12 maggio alle 18 nel Nuovo Albergo di Chieti Scalo con la mostra e l’intervento di Carlo Gentili, nell’ambito di Syn, l’incanto delle emozioni, kermesse culturale ideata e diretta dal critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone. Il premio, alla seconda edizione, è dedicato alla creatività femminile ed ha come madrina Maria Lina Vitturini, presidente della commissione pari opportunità della Regione Marche.

by Francesco
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Nel pomeriggio di martedì 23 aprile 2024, dalle 17.30 alle 20.30, si terrà presso la Sala Conferenze del Grande Albergo Abruzzo di Chieti l’evento culturale “Pace per la Palestina”.

Il moderatore del convegno sarà il giornalista Cristiano Vignali. Interverranno: in collegamento il portavoce della comunità palestinese in Italia Salameh Ashour (docente di lingua araba e cultura islamica), il Gran Maestro dell’Ordine Nobiliare di San Nicola Dott. Roberto d’Amato (saggista storico e critico d’arte), il Prof. Claudio Moffa (Premio Cultura Presidenza del Consiglio, già Ordinario di Storia delle Relazioni Internazionali presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Teramo), l’analista geopolitico Dott. Daniele Ciacci.

L’evento è organizzato dal gruppo civico del Censorino Teatino, dall’Ordine Nobiliare di San Nicola, e dall’Ordine Nobiliare di Vandea.

Nel corso dell’evento ci saranno le premiazioni della Terza edizione del Premio “Censorino Teatino, Achille a Cavallo, Città di Chieti 2023/2024”.

A tal proposito, ha commentato il moderatore del convegno Cristiano Vignali: “Sono soddisfatto per questo importante evento di grande attualità, di geopolitica, storia e politica internazionale, pressoché unico nel suo genere che abbiamo portato nella città di Chieti.  Ancora più soddisfatto per il Premio Censorino Teatino che premia i cittadini teatini e le personalità anche di fuori regione contraddistintesi in particolari ambiti; sta avendo continuità, e giunge ormai alla sua terza edizione. Questa volta, la premiazione, assume maggiore importanza perché celebra anche il decennale del blog “Censorino Teatino” che fondai oltre un decennio fa”.

Ingresso gratuito. Per info.: 3888931953.

by Redazione