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Tag Archives: salute e benessere

ortucchio

Giornate di prevenzione dell’osteoporosi, ad Ortucchio il Centro Santa Lucia organizza tre giornate di screening gratuito con esame MOC.

Mercoledì 5, giovedì 6 e venerdì 7 agosto dalle 8:30 le giornate in programma, consentendo ai pazienti di evitare i lunghi tempi di attesa attualmente necessari per questi controlli.

L’osteoporosi è una malattia dello scheletro che aumenta la fragilità delle ossa e la predisposizione alle fratture, in quanto comporta il deterioramento del tessuto osseo e una riduzione della massa ossea.

Prevenire questa malattia è possibile con uno stile di vita sano e, nei casi più avanzati, con l’utilizzo di integratori e farmaci per contrastare la riduzione della massa ossea.

È molto importante eseguire controlli periodici, soprattutto per le categorie a rischio come i pazienti in età avanzata, le donne e i pazienti con fratture.

Proprio a causa dell’elevato numero di richieste, lo screening avverrà in tre giornate anziché in una sola, con la continua supervisione di uno specialista.

Per prenotazioni: 371/1935865 – 0863/839329

by Redazione
asl

La Regione Abruzzo rompa ogni indugio e paghi immediatamente i premi ai dipendenti delle Asl: solo così sarà veramente riconosciuto il valore del loro lavoro durante l’emergenza Covid.

È quanto afferma Giuseppe De Angelis (nella foto), segretario regionale Uilfpl Abruzzo, in merito all’accordo con la Regione Abruzzo sottoscritto da Uilfpl e Uilfpl Medici, che prevede una premialità aggiuntiva una tantum – a decorrere dal 1° marzo al 30 aprile 2020 – a tutto il personale direttamente impiegato nelle attività di contrasto alla emergenza durante questo periodo.

Tale premialità corrisponde a 40 euro per ogni giorno di lavoro, mentre, per il personale impegnato occasionalmente, è stato concordato 20 euro per ogni giorno lavorato.

I premi sono riconosciuti anche al personale che ha contratto il covid, per tutto il periodo di quarantena.

“Il risultato ottenuto – dice De Angelis – è nettamente più vantaggioso di altri accordi regionali che prevedono una premialità una tantum di soli 1000 euro. La nostra priorità è stata quella di dare risposte immediate ai numerosissimi dipendenti delle Asl direttamente impiegati nelle attività di contrasto alla emergenza covid 19. Al tavolo regionale, si era venuta a determinare una congiuntura di stallo, anche in funzione di precisi vincoli di carattere legislativo. Come Uil abbiamo ritenuto di rompere gli indugi per mettere in atto le azioni che portano a soddisfare le giuste aspettative degli operatori delle Asl abruzzesi. D’altra parte, l’intervento si rendeva necessario anche per abbandonare un primato negativo che vedeva la Regione Abruzzo fanalino di coda fra tutte le regioni d’Italia nella specifica classifica relativa alla sottoscrizione del particolare accordo”.

Una novità dell’accordo è rappresentata anche dal sistema di ripartizione delle risorse regionali disponibili alle quattro Asl abruzzesi: una quota pari ai quattro quinti viene ripartita in misura proporzionale al numero delle unità in servizio al 31 dicembre 2019 (personale a tempo determinato e a tempo indeterminato) e il restante quinto in misura proporzionale alla media del numero dei pazienti positivi presi in carico dalle Asl nel bimestre marzo-aprile 2020.

“La vera novità – dice il segretario regionale Uilfpl – è rappresentata dal fatto che viene demandata alla contrattazione aziendale la individuazione del personale beneficiario della premialità, inclusi i lavoratori somministrati e convenzionati direttamente e/o occasionalmente impegnati nelle attività di contrasto, in base alla verifica del grado di raggiungimento degli obiettivi, tempestività nella risposta emergenziale, adeguatezza degli interventi organizzativi e qualità del setting assistenziale utilizzando gli attuali sistemi aziendali di misurazione e valutazione”. Quest’ultimo aspetto rappresenta per la Uilfpl “un valore aggiunto considerato cha da anni a livello nazionale nella stipula dei nuovi contratti nazionali abbiamo sempre sostenuto, potenziato e valorizzato la cosiddetta contrattazione decentrata”.

L’accordo, inoltre, prevede che laddove si rendessero disponibili ulteriori risorse economiche saranno destinate all’estensione del periodo temporale di riferimento per il quale è riconosciuta la premialità fino al 31 luglio 2020.

Infine, si registra l’impegno della Regione ad individuare ulteriori e specifiche risorse finanziarie da destinare per l’estensione del diritto premiale anche a favore del personale non dipendente dalle Asl, visto che attualmente le risorse disponibili sono destinate esclusivamente per legge dello Stato al personale dipendente delle aziende e degli enti del Servizio sanitario nazionale.

“Naturalmente – conclude De Angelis – in fase di conversione in legge dei vari decreti, questa organizzazione sindacale, già impegnata a livello nazionale attraverso la proposizione di specifici emendamenti, rimarrà obbligata per far riconoscere la premialità di cui si parla anche al personale non dipendente delle aziende e degli enti del Servizio sanitario nazionale che ha comunque partecipato alla gestione dell’emergenza Covid 19”.

by Redazione
infermieri

La tutela della salute dei cittadini passa attraverso il potenziamento e il miglioramento qualitativo dell’assistenza territoriale e una riorganizzazione generale della rete multiprofessionale.

L’esperienza drammatica del Covid ha messo in luce come il servizio sanitario regionale oggi abbia urgentemente bisogno di investire sulla professione infermieristica per potenziare i servizi domiciliari, territoriali e di emergenza.

L’Ordine delle professioni infermieristiche di Pescara ritiene che questo sia il momento opportuno per la Regione Abruzzo di implementare gli organici degli infermieri, esaltare lo sviluppo delle competenze e riconoscere nuove responsabilità professionali.

Per rispondere ai bisogni di cura dei cittadini con fragilità e migliorare gli accessi ospedalieri, garantendo una risposta immediata alle esigenze della popolazione che in questi mesi di emergenza si è dovuta scontrare con il congelamento dei servizi e con un ulteriore allungamento delle liste di attesa, l’OPI considera fondamentale puntare sulla figura trasversale dell’infermiere di famiglia e di comunità, previsto ufficialmente dal Patto per la salute 2019-2021 e inserito anche nel decreto Rilancio.

L’infermiere di famiglia è responsabile dei processi infermieristici in ambito familiare e di comunità, ha conoscenze e competenze specialistiche nelle cure primarie e nella sanità pubblica che gli consentono di intervenire per potenziare le terapie domiciliari e riabilitative e la sanità di territorio, fornendo così l’assistenza necessaria alle persone non autosufficienti e con malattie croniche.

Nelle Regioni in cui l’infermiere di famiglia e di comunità è già stato attivato, come in Friuli Venezia Giulia dove è stato istituito dal 2004, si stima una riduzione degli accessi al Pronto Soccorso (in un triennio in Friuli Venezia Giulia i codici bianchi si sono abbassati di circa il 20%), una diminuzione dei ricoveri e del tasso di ospedalizzazione di circa il 10% rispetto alla normale assistenza domiciliare integrata.

L’OPI Pescara ribadisce inoltre la necessità di sperimentare nuovi modelli organizzativi che possano fare la differenza sul territorio abruzzese, concretizzando reti territoriali multiprofessionali di cui esistono già i presupposti normativi, come l’ospedale di comunità a gestione infermieristica normato a inizio 2020 da un’intesa Stato-Regioni.

“La politica – sottolinea Irene Rosini (nella foto), presidente dell’OPI Pescara – deve mettere gli infermieri in condizione di partecipare già dalla programmazione e pianificazione dei piani di assistenza territoriale e ospedaliera, all’interno di una equipe realmente multiprofessionale, e di ricoprire un ruolo centrale e autonomo nello sviluppo di nuovi modelli organizzativi. Non possiamo essere meri spettatori ed esecutori perché siamo stanchi di essere considerati api operaie e soldati semplici. Noi infermieri crediamo nelle istituzioni e vogliamo il giusto riconoscimento, iniziando anche dalla costituzione dei Dipartimenti delle Professioni Sanitarie, presenti negli atti aziendali e mai istituiti. Se questo non avverrà, non potranno essere implementati in autonomia gli ambulatori infermieristici, gli infermieri di famiglia, la governance della professione da parte di chi la esercita. Oggi purtroppo il nostro lavoro viene deciso sistematicamente da altre professioni. Non cerchiamo le lodi durante le emergenze, ma il diritto di parola nell’attivazione della rete di cure sanitarie e sociali, nella guida dei cittadini nei percorsi di cura territoriali, nella pianificazione, gestione e valutazione degli interventi assistenziali. Abbiamo dimostrato con il nostro lavoro, la nostra professionalità e la nostra abnegazione che possiamo fare la differenza e vogliamo dimostrarlo sul campo”.

Infine l’OPI esprime la propria vicinanza e la propria solidarietà nei confronti degli infermieri che negli ultimi giorni stanno manifestando il proprio disappunto con flash-mob e manifestazioni in diverse parti d’Italia, Pescara compresa, per rivendicare il giusto riconoscimento economico e professionale.

“È giusto – fa sapere Irene Rosini – non dimenticare il grande sacrificio umano e professionale pagato dalla categoria, da subito in prima linea nella battaglia contro il Covid-19, e ribadire le legittime richieste di riconoscimento che da anni sono rimaste lettera morta”.

by Redazione
counseling

Counseling telefonico gratuito per il personale medico di tutta Italia: ecco Prima Linea, servizio partito il 23 marzo e che sarà attivo per un mese, nato dalla collaborazione fra l’azienda Hal Allergy – con sede a Roma – e Avalon Counseling – con sede a Pescara.

Per usufruirne è sufficiente chiamare il numero 0669310443, così da avere un colloquio immediato, gratuito, senza prenotazione. Il servizio è attivo tutti i giorni dalle 17 alle 20.

Il servizio è ottemperato dai professionisti Avalon, secondo il rispetto della riservatezza e del segreto professionale (articoli 7 e 8 del codice deontologico di riferimento visibile sul sito www.ancore.org).

“In questo momento di allerta generale per l’insorgenza dell’epidemia del Coronavirus-Covid 19 e della sua rapida diffusione, Hal Allergy in collaborazione con Avalon Counseling offre un servizio di counseling telefonico a sostegno del personale medico e sanitario di tutta Italia, impegnato in prima linea nella gestione dell’emergenza – spiegano i promotori – L’obiettivo è quello di offrire un sostegno immediato a professionisti tra i più esposti nel fronteggiare questo momento di difficoltà, il cui benessere è fondamentale non solo, come per noi tutti, a livello personale, ma anche nell’esercizio di un’attività lavorativa essenziale rivolta alla collettività”.

Avalon Counseling, riconosciuto dall’associazione professionale di categoria Ancore, propone un approccio al counseling basato sulla Media-Comunic-Azione, modello teorico elaborato da Zuleika Fusco (Counselor relazionale supervisor – iscrizione n. 43 Ancore), che mira alla formazione di esperti umanisti nella ricerca e nella trasformazione (www.centroavalon.it)

Hal Allergy è un’azienda di livello internazionale che opera dal 1959 nei settore della ricerca, sviluppo, e produzione relativamente al trattamento delle allergie mediante immunoterapia con allergeni.

La priorità del benessere dei pazienti è da sempre coniugata a politiche di sostenibilità ambientale e al supporto di progetti e progettualità che operano nel sociale, in un’ottica complessiva di partecipazione alla crescita della qualità della vita della collettività
(https://www.hal-allergy.com/it/).

Pagina Fb di riferimento per il counseling Prima Linea: https://www.facebook.com/avalon.counseling.mediacomunicazione/

by Redazione
ricette mediche

Il presidente della Regione Marco Marsilio ha firmato l’ordinanza (n.4 dell’11 marzo 2020) che prevede fra le misure urgenti per la gestione dell’emergenza da Covid-19 sino al 3 aprile 2020 e a nuovo diverso provvedimento, le prescrizioni mediche dematerializzate al fine di ridurre il flusso di pazienti negli ambulatori dei Medici di Medicina generale e dei Pediatri di Libera scelta e riservare tale accesso alle sole prestazioni non differibili.

L’ordinanza prevede che, in caso di farmaci prescrivibili attraverso Ricetta Elettronica Dematerializzata (Dem) e per problematiche che potrebbero non necessitare di visita medica, il medico comunica al cittadino il numero di ricetta elettronica (Nre) attraverso le modalità che ritiene più opportune (via mail, WhatsApp e altro. Il cittadino potrà quindi recarsi in farmacia esibendo la Tessera Sanitaria e il Nre comunicato dal medico e il farmacista, individuata la prescrizione e verificata la correttezza della stessa, effettua la dispensazione dei farmaci, stampa il promemoria e apporre le relative fustelle.

La durata della prescrizione non può comunque superare i 180 giorni di terapia.

by Redazione
asl 1

In merito all’assunzione di nuovo personale presso la Asl 1 L’Aquila-Avezzano-Sulmona, riceviamo e pubblichiamo la nota di Maurizio Sacchetta, segretario generale Uiltemp Abruzzo:

Abbiamo appreso con piacere, dopo tanti anni, dell’indizione di bandi di concorso da parte della Asl 1 L’Aquila-Avezzano-Sulmona per l’assunzione definitiva di 107 infermieri e 53 amministrativi, e per l’assunzione di 82 OOSS

Sempre con piacere, abbiamo constatato che è stata accolta, in maniera parziale, una delle richieste emerse nelle assemblee svolte, negli ultimi giorni, dai lavoratori e lavoratrici in somministrazione nella Asl 1, nei presidi ospedalieri e negli uffici amministrativi delle sedi di L’Aquila Avezzano e Sulmona, cioè il riconoscimento di un punteggio per gli anni di servizio svolti anche ai somministrati.

Ricordiamo che attualmente sono occupati in questa azienda sanitaria in somministrazione 200 infermieri, 100 OOSS e 50 amministrativi. Tutti i lavoratori e le lavoratrici in somministrazione sono occupati, alcuni da più di un decennio, non per sostituire personale assente o per emergenze ma sono stati utilizzati per sopperire le carenze strutturali, createsi nel corso degli anni dal blocco del turn over.

Alla luce di tutto questo, e alla luce della delibera di aggiudicazione da parte dell’agenzia per il lavoro Orienta Spa, per 4 anni, dell’appalto di fornitura di personale sanitario e amministrativo del maggio 2019, ci poniamo e poniamo alcune domande all’assessore regionale alla Sanità e alla direzione generale della Asl 1:

  1. l’urgenza del bando è stata necessaria per aumentare il personale sanitario per fronteggiare l’epidemia che attualmente sta interessando la nostra nazione? Oppure vi è l’urgenza di sostituire quello attualmente occupato a tempo determinato?
  2. Viste anche le dichiarazioni dei presidenti dell’associazioni degli infermieri regionali che lamentano una carenza di circa 2mila infermieri (quindi oltre quelli già occupati), perché non si è indetto il concorso per coprire definitivamente i fabbisogni? Cosi da dare maggiori chance anche ai lavoratori e lavoratrici, del territorio, in somministrazione che in questi anni hanno garantito e mantenuto in piedi un servizio essenziale come quello sanitario.
  3. Il punteggio riconosciuto per anzianità di servizio è riservato a quelli che hanno prestato servizio presso la Asl 1 oppure tale riconoscimento è esteso a tutti i servizi svolti, dalle lavoratrici e lavoratori, di tutto il territorio nazionale ed estero sia nel pubblico che nel privato?
  4. Il 50% della riserva dei posti messa in bando, vale per i tempi determinati che hanno svolto servizio e anche per i somministrati?
  5. Perché, invece di attivare avvisi pubblici per contratti a tempo determinato in attesa dell’espletamento del concorso e delle successive assunzioni a tempo indeterminato, non si garantisce la continuità occupazionale ai 350 lavoratori e lavoratrici attualmente occupati?

Crediamo che il territorio della provincia di L’Aquila, già martoriato dalla perdita occupazionale derivante dalle crisi industriali e dai terremoti che si sono susseguiti nell’ultimo decennio, non si possa permettere il lusso di perdere altra occupazione.

Pertanto, chiediamo un incontro urgente sia all’assessore regionale sia alla direzione generale della asl 1 per trovare insieme la soluzione per evitare tale prospettiva.

Cogliamo l’occasione per inviare un ringraziamento a tutto il personale sanitario, diretto e indiretto, per il lavoro e i sacrifici a cui sono sottoposti in questo momento di crisi epidemiologica che il nostro paese sta attraversando.

by Redazione
Un centinaio di esercizi commerciali ed artigianali coinvolti tra Pescara e Montesilvano in nome della tutela della salute della donna.
Sarà un week-end nel segno della solidarietà quello organizzato il 6, 7 e 8 marzo da un gruppo di sigle del mondo dell’impresa, del commercio e dell’artigianato (Cna, Confcommercio e Confesercenti) e del commercio dei due centri coinvolti (“Viviamo Pescara” e “Montesilvano nel cuore”) per sostenere, attraverso una raccolta fondi, i progetti di Komen Italia, associazione basata sul volontariato, in prima linea da 20 anni ormai nel campo della lotta e della prevenzione dei tumori del seno su tutto il territorio nazionale.
Da ottobre 2018 Komen Italia è presente anche in Abruzzo con un suo Comitato regionale, nato con l’intento di diventare un punto di riferimento per  le “Donne in Rosa” (donne che si sono confrontate con un tumore del seno in passato o che stanno ancora combattendo la loro battaglia) in Regione e di diffondere ad ampio raggio la “cultura della prevenzione”.
Con la prima edizione della Race for the Cure Pescara, la più grande e importante manifestazione dedicata alla lotta ed alla prevenzione dei tumori del seno al mondo, lo scorso 22 settembre la città  è stata avvolta in una nuvola rosa con oltre 5mila partecipanti e 500 Donne in Rosa e in Piazza Salotto, all’interno del Villaggio della Salute anche grazie alla presenza della “Carovana della Prevenzione” sono state erogate ben 825 prestazioni clinico-diagnostiche per la prevenzione delle principali patologie oncologiche femminili e non solo in un giorno e mezzo.
Questo progetto nazionale itinerante di tutela della salute femminile di Komen Italia ha lo scopo di portare la prevenzione nei luoghi dove arriva con maggiore difficoltà ed è principalmente dedicato alle donne appartenenti a categorie svantaggiate sotto il profilo socio-economico e fuori dalle fasce screening previste dal sistema sanitario.
L’obiettivo di questa iniziativa di fundraising è proprio quello di riportare nuovamente la Carovana della Prevenzione a Pescara per diffondere l’importanza della Prevenzione e degli screening.
Piccolo simbolo dell’iniziativa, che mira a tingere dei colori dell’impegno e della solidarietà la ricorrenza dell’8 marzo, sarà un salvadanaio, presente all’interno degli esercizi che hanno scelto di aderire- piccoli nogozi, botteghe artigiane, pub, bar, ristoranti che addobberanno le loro vetrine con i colori di Komen Italia- permetterà a clienti e avventori che lo vorranno, di effettuare piccole donazioni per sostenerne i progetti dell’Associazione in Abruzzo.
Un primo momento, quello del prossimo fine settimana, destinato ad essere replicato in futuro, ma che ha tra l’altro il merito di mettere assieme per la prima volta attività tra loro molto diverse come il commercio, l’artigianato e la ristorazione, per sostenere insieme un progetto di solidarietà e di tutela della salute femminile: progetto ancor più valido se si considera il particolare momento di difficoltà e criticità che attraversano le diverse attività produttive.
Previsto a fine mese il momento della consegna a Komen Italia del ricavato della tre giorni di solidarietà, probabilmente all’interno di un evento legato all’imprenditoria in rosa.
by Redazione
coronavirus

Dopo il primo caso accertato di Coronavirus in Abruzzo, si è svolto un incontro del Comitato ristretto dei Sindaci presso l’Azienda sanitaria locale Lanciano Vasto Chieti.

Queste le parole del diretto generale Thomas Schael:

Non abbiamo un’emergenza Coronavirus in Abruzzo né in provincia di Chieti, ma se dovessero verificarsi casi positivi, anche complessi, la nostra Asl è pronta e attrezzata a gestirli.

E’ necessario in momenti come questi garantire governance ai processi e tranquillità alla popolazione: abbiamo messo in campo una sorveglianza alta per eventuali casi che presentino i sintomi e che saranno gestiti dai medici di medicina generale e dal nostro Dipartimento di Prevenzione.

Ma se anche dovessero presentarsi situazioni di accertato contagio, siamo in grado di affrontarle in sicurezza perché abbiamo strutturato e condiviso percorsi e protocolli operativi.

In particolare all’ospedale di Chieti possiamo accogliere anche casi più gravi: la Rianimazione e Malattie infettive sono dotate di  posti letto a pressione negativa, una soluzione ottimale per garantire il biocontenimento in malattie contagiose in fase sospetta o iniziale.

E’ un sistema in grado di proteggere il personale sanitario e la collettività isolando il caso non appena la malattia è sospetta e prima ancora che costituisca un rischio di tipo infettivo per la struttura ospedaliera.

Inoltre è stato strutturato il percorso di accesso al Pronto soccorso riservato a casi sospetti o contagiati, mentre entro il fine settimana saranno completati i lavori per l’area di eventuale decontaminazione per i pazienti e il personale.

udito

A causa dell’emergenza Coronavirus riteniamo opportuno rinviare l’evento Ospedali Aperti – Controlla il tuo udito, previsto per martedì 3 marzo in numerose strutture ospedaliere sul territorio nazionale.

Di conseguenza annullato anche l’appuntamento che doveva svolgersi sempre martedì 3 marzo presso l’Unità Operativa Complessa (UOC) di Otorinolaringoiatria del Presidio Ospedaliero di Pescara.

Le parole di Valentina Faricelli  presidente Nonno Ascoltami! – Udito Italia Onlus:

In un momento come questo ci sembra doveroso lasciare liberi gli ospedali e il personale sanitario, già gravati dalla situazione del tutto eccezionale che stanno alacremente fronteggiando. 

Ringraziamo i reparti Orl e le Direzioni Sanitarie che in gran numero si erano rese disponibili per realizzare la nostra campagna di prevenzione dei disturbi uditivi, dimostrando ancora una volta grande sensibilità verso l’importante tema della prevenzione.

Ci scusiamo per il disagio e confidiamo nella comprensione di tutti.
 

coronavirus abruzzo

In Abruzzo nessun caso di Coronavirus, è quanto emerge dopo l’incontro, convocato dal presidente Marco Marsilio e dall’assessore alla Salute Nicoletta Verì, a cui hanno partecipato, oltre ai dirigenti e funzionari del Dipartimento, i rappresentanti della Protezione civile regionale, delle Asl, dei medici di medicina generale, dell’Anci e delle Prefetture.

Al termine della riunione, ecco il punto della situazione:

Al momento in Abruzzo non c’è alcuna evidenza di circolazione locale del Covid 19, ma per far fronte a eventuali emergenze che potessero verificarsi nei prossimi giorni, sono stati stabiliti dei protocolli operativi nel rispetto di quanto previsto dal nuovo Decreto.

In particolare, per coloro che provengono dalle aree del Nord Italia non rientranti nelle zone rosse, si distinguono due tipologie di casi: gli asintomatici che non hanno avuto contatti significativi con persone a rischio (per essere considerato contatto significativo non basta essere stati su un vagone ferroviario o in un centro commerciale) non vengono presi in carico; per coloro che accusano invece stati febbrili o altre sintomatologie, viene attivata la sorveglianza sanitaria passiva, vale a dire che il soggetto dovrà prendere contatti con la propria Asl di competenza, comunicare i propri dati e successivamente informare la stessa Asl di eventuali improvvisi peggioramenti.

Per coloro – sempre asintomatici – che hanno avuto invece contatti significativi con persone provenienti dalle zone rosse (o che siano partiti dalle zone rosse prima del divieto di lasciare le stesse aree), c’è l’obbligo dell’isolamento fiduciario domiciliare con sorveglianza sanitaria attiva. Vale a dire che sarà la Asl a contattare, a intervalli regolari, il soggetto e verificare eventuali mutamenti del quadro clinico.

Su queste categorie di soggetti non viene eseguito il test per il Covid 19, a meno di un mutamento significativo del quadro clinico.

Per tutti gli altri casi, restano ferme le indicazioni già introdotte nei giorni scorsi, vale a dire il non recarsi autonomamente nei Pronto soccorso (per evitare la potenziale diffusione di un eventuale contagio), ma rivolgersi sempre prima telefonicamente al proprio medico di famiglia o alle guardie mediche, che attueranno un triage telefonico e solo eventualmente attiveranno il protocollo di presa in carico ospedaliera, che verrà gestito dal 118 in sicurezza.

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