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Fabrizio Mocata

Avalon Progetto Tango, in collaborazione con cu_i comunicazione umanistica integrata, presenta Lezioni a casa con Fabrizio Mocata. Musicalità nel tango per ballerini e musicisti

Lezioni a casa con Fabrizio Mocata. Musicalità nel tango per ballerini e musicisti, con appuntamenti il 28 maggio, 1° e 8 giugno prossimi.

Avalon Progetto Tango, in collaborazione con cu_i comunicazione umanistica integrata, presenta Lezioni a casa con Fabrizio Mocata. Musicalità nel tango per ballerini e musicisti.

Fabrizio Mocata guida in un ciclo di incontri dedicato al vasto panorama delle orchestre storiche del tango per comprendere e delinearne gli aspetti caratteristici, attraverso l’analisi di alcuni brani rappresentativi del loro stile.

Pianista, compositore e arrangiatore di formazione classica e jazzistica, trova nel tango lo stile che gli permette di esprimere appieno la sua poetica musicale.

Le prime lezioni sono monografie dedicate a: Carlos Di Sarli, L’eleganza, la morbidezza e il canto dei violini; Anibal Troilo, “El tango es fácil o imposible”, Pichuco del tango diceva così; Juan D’arienzo, D’Arienzo e i ballerini: nervi, pause e pulsazione.

Si parlerà del periodo storico e di come orchestre e compositori si approcciavano al tango.

Sarà interessante capire cosa hanno prodotto e si cercherà di indagare sul perché e con quale obiettivo.

Le prime tre lezioni si tengono il 28 maggio, l’1 e 8 giugno 2020 alle 20.30, sempre su piattaforma Zoom.

Le lezioni sono utili ad avere un quadro ricco della storia del tango, ad acquisire elementi musicali e caratteristiche utili al ballo e ad approcciarsi con stile alla musica che viene proposta in milonga, ad immaginare il colore e le sfumature più adatte al proprio tango, oltre che a visualizzare insieme momenti caratteristici che regalano spunti alle coreografie.

Sono inoltre interessanti anche per chi ha una conoscenza della musica, per approcciarsi al meglio allo studio del tango o a proporre musica nelle milonghe.

Alla fine di ogni lezione sarà messo a disposizione degli iscritti il video dell’incontro e il materiale illustrato dal Maestro.

Foto: Festival Internacional de Tango de Medellín; Maria Paulina Pérez.

by Redazione
istituto moretti

L’Istituto Moretti di Roseto degli Abruzzi, ancora una volta, sceglie di puntare sui ragazzi, percorrendo la consolidata via di generare occasioni formative che rappresentino spazi idonei alla piena espressione delle competenze, passioni, peculiarità ed emozioni degli studenti.

Dopo la WebTV e WebRadio, infatti, è nato il coro Note di Speranza, fortemente voluto dalla Dirigente Scolastica Sabrina Del Gaone, come segno e modello di una didattica a distanza che non solo accompagna ed innova, ma incoraggia ed offre momenti di condivisione importanti.

Dichiara l’alunna Cristina Di Remigio:

Con la musica non solo mi sono divertita, ma ho potuto riflettere molto su quanto sia importante non gettare la spugna alla prima difficoltà e andare avanti, condividendo con gli altri la passione per il canto, la gioia dello stare insieme e l’impegno per ottenere ciò che si desidera.

Il motivo di questa nuova pagina nella storia della scuola è racchiuso proprio nel nome: un coro che vuole essere un messaggio positivo per contagiare di speranza.

Non a caso il debutto della corale avviene con la pubblicazione sulla WebTV d’Istituto del brano Foglie al Gelo di Gabbani (https://youtu.be/IvdPMdleO2Q), interpretato coralmente da alcuni studenti che con la propria voce danno forma e forza alle già significative parole del testo.

Sabrina Del Gaone
La dirigente scolastica dell’Istituto Moretti di Roseto Sabrina Del Gaone

Nel video prodotto sono i ragazzi stessi ad introdurre l’esecuzione dichiarando “vorremmo trasmettere un messaggio positivo in questo periodo per tutti molto duro”.

La canzone che abbiamo scelto rappresenta proprio la speranza che ci ha spinti a farci sentire e che ci fa gridare ‘ritorneremo’.

“Una vera e propria manifestazione di intenti che spalanca una finestra in un periodo storico segnato dall’isolamento fisico, al quale il Moretti sceglie di reagire con una delle forme di vicinanza ed unità per eccellenza: il coro. “Un’esperienza bellissima – dichiara l’alunno Gianpiero Feliciani – che ci aiuta a liberarci dei pensieri brutti che, cantando, svaniscono e rende tutto più bello e spontaneo”.

Una prima esperienza è stata vissuta dall’Istituto con il coro inclusivo “Premio Borsellino”, uno strumento per diffondere il messaggio di denuncia alle mafie e di sostegno alla legalità.

Oggi, con Note di Speranza, la coralità diventa un altro punto di forza del Moretti, vedendo attivamente impegnati gli alunni Chiara Carlomagno, Roberta Cerquone, Simone Di Giacinto, Gaia Di Giuseppe Cristina Di Remigio, Gianpiero Feliciani, Francesca Frenquelli, Gloria Iannetti, Annalisa Leone, Paola Leone, Marco Quaranta e Giannina Spiriticchio.

“Quando la preside con entusiasmo ha presentato il nostro lavoro a tutto il corpo docenti della scuola – continua Cristina Di Remigio – è stato emozionante sentire il sostegno degli insegnanti che ci hanno incoraggiati con un caloroso applauso. L’esperienza, che spero possa continuare ancora a lungo, ha lasciato in me e credo anche in tutte le persone che ci hanno sostenuto, un segno indelebile”.

by Redazione

Dal 29 aprile al 9 maggio 2020, il capoluogo adriatico ospita il Beethoven Festival, rassegna organizzata dal Colibrì Ensemble Orchestra da Camera di Pescara (progetto dell’Associazione Libera delle Arti), in occasione dei 250 anni dalla nascita del grande compositore.

Il Festival durerà 11 giorni e toccherà diversi luoghi della città. Partendo dalla musica (con l’Integrale delle nove sinfonie), si spazierà dal teatro, al cinema, alle conferenze a tema, agli eventi all’aria aperta. Dall’Auditorium Flaiano (dove si svolgeranno i concerti sinfonici), il festival si sposta all’Auditorium Petruzzi, al Caffè letterario, all’Auditorium del Conservatorio, fino all’ex-Aurum, alla Pineta Dannunziana e al nuovo spazio antistante il Flaiano.

“Per la città di Pescara è un grande onore ospitare un’iniziativa prestigiosa come il “Beethoven Festival” – dichiara Alfredo Cremonese, assessore comunale ai Grandi eventi. Un festival di altissimo profilo culturale, che inserisce il nome di Pescara tra le città protagoniste della musica classica in Italia”.

“Siamo lieti di sostenere l’Orchestra Colibrì Ensemble, che ormai da sette anni porta alto il nome di Pescara sui maggiori palcoscenici italiani” – aggiunge Maria Rita Paoni Saccone, assessore alla Cultura.

La rassegna si articola in cinque macro-aree: Music, Theatre, Movie, Talk, Open air.

Il fulcro del Festival è l’Integrale delle Sinfonie di Beethoven (30 aprile-2-4-6-9 maggio, Auditorium Flaiano), cinque concerti che permetteranno di ascoltare per la prima volta in Abruzzo, nell’arco di così pochi giorni, tutte le nove sinfonie.

 L’ultimo concerto (9 maggio) vedrà in programma la Nona Sinfonia. Sul palcoscenico ospiti prestigiosi: Enrico Dindo, in veste di direttore, il baritono Mauro Borgioni, il tenore Bechara Moufarrej, il mezzo soprano Rosa Bove e il soprano Caterina Di Tonno. Il Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini” darà voce al celebre “Inno alla gioia”.

Beethoven è anche uno dei primi esploratori del pianoforte, strumento “nuovo” per l’epoca, dunque ci sarà spazio anche per le Sonate per Pianoforte (29 aprile, 3 maggio, 7 maggio)  presso l’Auditorium Petruzzi. La musica da camera sarà protagonista l’8 maggio all’Auditorium del Conservatorio.

Trattandosi di uno dei compositori che ha fatto del ritmo e dell’armonia degli innovativi mezzi espressivi, non poteva mancare una contaminazione con la musica jazz, con 3 appuntamenti in programma al Caffè letterario (Beeth’in Jazz).

In programma anche 3 appuntamenti di Teatro (30 minuti ciascuno), incentrati sul racconto della vita di Beethoven e volti ad approfondire la sua personalità attraverso letture di lettere, diari e appunti. Gli eventi sono realizzati in collaborazione con l’Associazione Cuntaterra, la voce narrante è dell’attore Marcello Sacerdote.

Anche dal Cinema arriva l’omaggio al grande compositore: le tre serate del Beeth’in Movies vedranno la proiezione dei film “Eroica – il giorno che cambiò per sempre la musica”, “Amata Immortale” e “Io e Beethoven” (1-5-8 maggio, Auditorium Petruzzi).

Tra le novità del festival, anche gli eventi Open Air, che daranno la possibilità di festeggiare Beethoven in luoghi simbolici della città, come la Pineta Dannunziana o il nuovo spazio appena rinnovato di fronte al Teatro Flaiano.

L’ultima serata del festival prevede la Conferenza conclusiva presso l’ex-Aurum, realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Arti e Scienze Sociali dell’Università “G. d’Annunzio”. Temi d’obbligo, nel pomeriggio che precede l’esecuzione della nona sinfonia, la pace nel mondo e l’unione dei popoli, da cui il titolo preso in prestito dai versi dell’inno alla gioia “Abbracciatevi moltitudini!”.

“Un grande evento di musica e non solo, che vuol essere una festa popolare dedicata a un personaggio che appartiene al mondo intero – dichiara Andrea Gallo direttore artistico del Colibrì Ensemble e ideatore del Festival – Sarà un’occasione per avvicinarsi alla musica classica anche attraverso altre discipline artistiche. Abbiamo pensato inoltre di omaggiare il genio di Beethoven coinvolgendo i principali enti culturali del territorio, come il Conservatorio e l’Università, con i quali siamo lieti di collaborare”.

Non mancano il Food&Drink con gli aperitivi al Flaiano inclusi nel biglietto d’ingresso e la possibilità di prenotare la cena al Caffè Letterario in occasione degli eventi serali.

“Un festival eterogeneo, in linea con quanto avviene nel 2020 nelle più importanti capitali del mondo – aggiunge Gina Barlafante, presidente del Colibrì – Diversi eventi sono a ingresso gratuito, o a  costo simbolico, mentre per l’integrale delle sinfonie è previsto  un abbonamento che permette l’ingresso anche a  tutti gli eventi del Festival. Per gli abbonati alla Stagione del Colibrì, infine, c’è un ulteriore sconto: per loro in pratica il Festival è in regalo!”.

Gli abbonamenti sono già disponibili in tutti punti vendita o online su www.ciaotickets.com.

Info: www.colibriensemble.it (tel. 328.3638738).

Punti vendita:

– Outlet Città Sant’Angelo Village (sede)

– Gong music workshop (via Palermo, 190 Pescara)

– Centro Abaton (via Caravaggio, 127 Pescara)

diane blue

Continuano gli appuntamenti musicali di spessore internazionale a “Spazio Soft Loft” del giovedì organizzato dal Loft 128 di Spoltore in collaborazione con Music Force.

Questa volta sarà Diane Blue che, direttamente dagli Usa, calcherà il prestigioso palco del Loft 128 giovedì 13 alle ore 22.

Una nomination al Blues Music Awards 2020 della Blues Foundation, seguita dall’uscita del suo ultimo album Look for the Light, inserito nella classifica internazionale Roots Music Report Top 50 Contemporary Blues Album of the Year 2019, fanno di Diane Blue un’autentica star internazionale del panorama blues.

Una voce profonda, uno stile appassionato, una lirica potente: sono solo alcune delle peculiarità che la contraddistinguono e che da più di quindici anni la portano a solcare i palchi dei miglior jazz club in tutto il mondo.

Attualmente è impegnata nella tournée europea coadiuvata da una band tutta italiana con Franco Angelozzi all’organo, Maurizio Matt alla chitarra, Luigi Ridolfi al basso e Valerio Pompei alla batteria.

Per tutti gli amanti del soul blues e non solo, questo è un concerto da non perdere.

 

Arezzo Wave band 2020

E’ partito ufficialmente il nuovo concorso Arezzo Wave Band 2020, sarà possibile iscriversi gratuitamente fino al 22 marzo. Le band o gli artisti che si vorranno cimentare in questa opportunità potranno farlo gratuitamente accendendo al sito di Arezzo Wave.

Le modalità sono immutate dalle scorse edizioni, dopo un primo ascolto e selezione sui brani presentati – rigorosamente originali – le proposte ritenute più interessanti e di qualità saranno chiamate a confermarsi sul palco in una o più serate “live” per quello che rappresenta ormai da più di 30 anni lo stato dell’arte della musica attuale regionale.

Le selezioni, infatti, sono organizzate su base regionale e se a livello nazionale sono più di 50mila i gruppi/artisti iscritti negli anni al concorso, su base regionale sono quasi 900 (894 n.d.r.) le band nello storico del concorso.

Al termine dei concerti regionali sarà nominata la Arezzo Wave Best Band Abruzzo che andrà a far parte del roster di Arezzo Wave 2020 con l’opportunità di suonare allo showcase del SudWave, al concerto del 1° Maggio o al Festival Collisioni 2020 ed altri festival lungo lo stivale.

Quest’anno per i gruppi partecipanti ci sono anche dei vantaggi economici. Music Service offrirà sconti a partire dal 30% sull’attrezzatura tecnica audio e luci, mentre ci saranno dei canali preferenziali scontati del 50% per chi vorrà partecipare ad A.R.I.A. Arezzo Rock Italian Academy, la  libera università del rock, che proporrà corsi di formazione e perfezionamento per i mestieri della filiera musicale.

Novità di quest’anno è l’ingresso nell’organizzazione regionale della giovane associazione AnimusLAB.

Con la sua vocazione all’uso dei nuovi media darà un contributo alla promozione dei giovani talenti, oltre ad essere un nuovo punto di forza nella coordinazione degli eventi.

Ma torniamo al concorso, gli artisti che vorranno partecipare dovranno compilare il form.

Nella foto: UMMO vincitori Arezzo Wave Abruzzo 2019

by Redazione

Dopo “Baby Love”, venerdì 24 gennaio è arrivato su tutte le piattaforme digitali “Military Man”, il secondo singolo di Omar Faye Gawane & Shine I Dub. La collaborazione tra il cantante senegalese e la band italiana, iniziata nel 2019, porterà all’uscita di un Ep nel 2020. “Military Man” è accompagnato da un videoclip diretto da Andrea D’Amico e girato in due location meravigliose, entrambe situate in Abruzzo: Gessopalena e Montebello sul Sangro.

Proprio nel territorio comunale di Gessopalena, il 21 gennaio 1944, avvenne ciò che è passato alla storia come “eccidio di Sant’Agata”: all’alba di quel giorno quarantadue civili vennero brutalmente uccisi dai nazisti. Il messaggio veicolato da “Military Man” è chiaro: le conseguenze della guerra, di qualunque guerra, sono devastanti. Specialmente per i più deboli. Qualcosa di simile a ciò che accadde in quel triste giorno a bambini, donne e anziani nel villaggio di Sant’Agata, accade ancora oggi in tanti posti nel mondo, spesso nell’indifferenza dei più. Ma, come la storia del Reggae insegna, anche tra le nuvole più fitte può filtrare un raggio di sole.

Di seguito il link youtube:

by Redazione

Un pubblico attento e partecipe ha applaudito e molto apprezzato il Concerto Bandistico Vittorio e Bruno Celli di Casoli di Atri che ieri, 27 dicembre 2019, si è esibito nella cornice del Teatro Comunale di Atri con la direzione del M° Concezio Leonzi. Da Norma di BelliniLa Gazza Ladra e L’Italiana in Algeri di Rossini, al Nabuco di Verdi, gli spettatori hanno potuto apprezzare opere meravigliose delle musica classica, ma non solo. Durante ul concerto sono stati proposti anche i brani per banda di Antonio Di Jorio, il Poeta e Contadino di Von Suppé, l’Orfeo all’Inferno di Offenbach, il Valzer n. 2 di Sostakòvic, la Marcia funebre per una marionetta di Gounod, per concludere con una fantasia di brani natalizi. Durante il concerto è stato proposto anche il brano Prima Sinfo del M° Artemisio Luciani e Casoli Allegra del M° Leonzi. L’iniziativa, che si è avvalsa del coordinamento artistico dei professori Gabriele Tallero e Artemisio Luciani, è stata patrocinata dall’Amministrazione Comunale e realizzata anche con il contributo della Fondazione Tercas.

Il Concerto Bandistico Vittorio e Bruno Celli di Casoli di Atri – commenta l’Assessore alla Cultura del Comune di Atri, Domenico Felicione – è stato molto apprezzato dal pubblico, una serata unica con musiche della tradizione classica miste a brani attuali e natalizi. L’omaggio al compositore abruzzese Antonio Di Jorio, al quale la Banda ha di recente dedicato anche un Cd, è stato molto applaudito e ha emozionato i presenti. Ringrazio il M° Concezio Leonzi, i professori Tallero e Luciani e tutti i musicisti che hanno dimostrato, ancora una volta, il grande valore della Banda del nostro territorio che è tra le più antiche esistenti in regione”. 

Simona Molinari

Simona Molinari, cantautrice e musicista jazz tra le più apprezzate del panorama musicale italiano e I Solisti Aquilani, saranno in concerto per la Riccitelli venerdì 20 alle ore 18.30 nell’Auditorium del centro congressi del camping Salinello a Tortoreto Lido.

L’evento, con il patrocinio del Comune di Tortoreto, vede sul palco anche la Jazz Band con Fabio Colella alla batteria, Fabrizio Pierleoni al basso, al pianoforte Raffaele Pallozzi. La direzione è affidata a Luciano Di Giandomenico.

Simona Molinari  ha collaborato e duettato con artisti di fama mondiale tra i quali Al Jarreau, Gilberto Gil, Peter Cincotti, Andrea Bocelli, Ornella Vanoni, Lelio Luttazzi, Renzo Arbore, Massimo Ranieri, Fabrizio Bosso, Franco Cerri, Stefano Di Battista, Dado Moroni, Roberto Gatto, Roy Paci e Danny Diaz.

E’ nota al pubblico per la hit radiofonica In cerca di te e per le due partecipazioni al Festival di Sanremo, nel 2009 con il brano Egocentrica e nel 2013, in coppia con il jazzista newyorkese Peter Cincotti, con il brano La Felicità che ha raggiunto il Disco d’Oro.

L’artista è stata inoltre coinvolta nella colonna sonora del Film Tiramisù di Fabio De Luigi ed è stata impegnata in una lunga tournée che ha superato 100 concerti in Italia e nel mondo: dal Blue Note di New York  al Teatro Estrada di Mosca, dall’Arena di Umbria Jazz  al Premio Tenco solo per citarne alcuni.

Maldamore è il primo singolo estratto del nuovo lavoro discografico di Simona Molinari, confermando così un talento unico e straordinario.

Subito dopo il concerto, tradizionale scambio di auguri con brindisi e panettone per concludere in bellezza una serata imperdibile, prima delle festività natalizie.

La Riccitelli, per l’occasione, metterà a disposizione degli abbonati un servizio pullman da e per Teramo, con il contributo di 3 euro a persona, attivo solo al raggiungimento del numero necessario.

E’ quindi indispensabile che gli interessati ne facciano comunicazione alla Riccitelli, aperta tutti i giorni (sabato e festivi esclusi) dalle 9 alle 13.

Musica, concerti, demo, seminari, arte, esposizione e tanto altro ancora: questo è Musica in Fieral’evento per eccellenza dedicato agli strumenti musicali e alla formazione alla musica.

Ad accogliere l’importante iniziativa, che vedrà la partecipazione di espositori provenienti da ben tredici regioni italiane, sarà il centro espositivo della Camera di Commercio di Chieti Scalo che con i suoi 8000 metri quadrati ospiterà sabato 23 novembre e domenica 24 la kermesse.

L’iniziativa, organizzata da Starklin nelle persone di Tommaso Di Mascio e Gianluca Tiberio, con la direzione artistica di Claudio Canzano e con il patrocinio del Comune di Chieti, della Camera di Commercio Chieti-Pescara e della Confartigianato Chieti-L’Aquila, è stata presentata questa mattina alla presenza degli ideatori e dell’assessore agli Eventi del Comune di Chieti Antonio Viola.

Saranno due giorni intensi, dalle ore 10.00 del mattino fino alle 20.00, interamente dedicati alla musica e ai suoi appassionati . L’allestimento sarà così strutturato: nel primo padiglione ci saranno gli spazi espositivi, aperti dalle 10.00 alle 18.30, con tutte le aziende più rappresentative del settore che giungeranno da tutta Italia per partecipare ad un evento unico nel suo genere; nel secondo padiglione si alterneranno momenti di formazione e didattica con interessanti demo musicali; nel terzo padiglione ci saranno concerti e performance di artisti di altissimo spessore musicale che si alterneranno sui palchi per concedere al pubblico presente momenti esclusivi di ascolto; saranno inoltre allestite due sale conferenze dove si terranno dibattiti e corsi di formazione.

“Il nostro obiettivo – hanno spiegato gli organizzatori – è quello di diventare un punto di riferimento a livello nazionale nel campo della musica e degli strumenti musicali”. “La finalità dell’evento – hanno aggiunto gli ideatori che sono a lavoro da mesi per la perfetta e impeccabile riuscita della manifestazione –  è quella di portare a conoscenza del musicista dell’esistenza di una varietà di strumenti per la sua musica e la sua creatività artistica, a seconda delle esigenze tecniche e di prestazione. Tutto questo attraverso un’offerta fieristica corposa che propone la musica in tutte le sue sfaccettature”.

Il programma musicale è stato illustrato stamattina dal direttore artistico Claudio Canzano che ha presentato i nomi e le performance dei tantissimi ospiti che si esibiranno  sul palco dedicato ai grandi eventi collocato all’interno del Padiglione 3: primo tra tutti Tony Esposito, noto cantautore, musicista e percussionista italiano che con il suo format “Racconta Pino”, dedicato a Pino Daniele, insieme a Claudio Romano e Lino Patriota darà vita sabato 23 alle 18.20 ad un momento musicale unico, arricchito dai suoi inconfondibili sound tribali e partenopei. Sempre nella giornata di sabato ci sarà l’esibizione dell’orchestra giovanile Delfico (ore 12.20) con gli alunni del Liceo Musicale di Teramo coordinati dalla prof.ssa Irene Tella i quali, già noti per premi e riconoscimenti avuti in diversi concorsi nazionali e internazionali,  proporranno un ampio repertorio che spazierà da Vivaldi a Piazzolla. A seguire, alle 13.00, ci saranno Max Tempia feat. Massimo Zagonari, musicisti e responsabili del sound di famosi programmi televisivi tra i quali Maurizio Costanzo Show, Buona Domenica, I Migliori Anni, apprezzati anche per l’incredibile numero di dischi, musiche per fiction e tour che i due musicisti hanno realizzato. Alle 14:20 si potrà assistere alla performance del Duo Bissanti-La Manna, costituito da Francesco Bissanti al pianoforte e Angelo La Manna alla marimba, che si contraddistingue per la rarità della formazione strumentale e per la versatilità nella scelta del repertorio, in quanto realizzano personalmente trascrizioni e riadattamenti di brani originali. Alle 15.20 salirà sul palco il trio 3G Hammond con Glauco di Sabatino (batteria), Fabrizio Ginoble (hammond) e Giovanni Baleani (chitarra) mentre a seguire ci sarà “Musica da camera”, uno spettacolo di canto moderno con brani cantati dal vivo legati tra loro in forma di medley.

La giornata di domenica 24 si aprirà la mattina con le esibizioni dello stimato batterista Federico Paulovich, del duo Christian Grassart & Gianni Di Carlo  e di Luca Martelli, conosciutissimo batterista dei Litfiba e di Piero Pelù, peraltro uno dei batteristi italiani più talentuosi attualmente in attività. La sua performance è prevista per le ore 13.20, sempre nel terzo padiglione della fiera.

Il pomeriggio sarà la volta dell’artista partenopeo Giovanni Imparato e Cesareo, chitarrista di Elio e le Storie Tese  (ore 15.20) che prima parteciperà alla demo “L’importanza di essere un cavo” e poi proporrà al pubblico presente due medley musicali dei brani del gruppo che lo hanno reso celebre.

A seguire l’esibizione di Ciro Manna con Marco Galiero (bassista) e Antonio Muto (batterista) e la performance di Maurizio Rolli, che ha partecipato anche alla conferenza stampa di stamattina, e Conspe Big band del “Conservatorio di Pescara” featuring Greg Howe (direttore M. Applebaum). La kermesse si concluderà con l’evento “Dj Awards 2019” curato da Giorgio Santovito che premierà i migliori dj, storici ed emergenti, che attualmente occupano le più prestigiose consolle.

“Ospitare un evento di questa portata nella nostra città – ha commentato l’assessore Viola – è motivo di orgoglio e soddisfazione; il tema oltretutto è molto interessante e credo che le fiere tematiche nazionali e internazionali siano le uniche destinate ad avere successo. E sarà così anche per Musica in Fiera”.

Il ricchissimo programma musicale, sarà accompagnato da una esclusiva esposizione composta da oltre 60 brand nazionali e internazionali, produttori di strumenti musicali. Non mancherà uno spazio dedicato ai dischi grazie alla presenza di Ernyaldisco che offrirà una full immersion in tutti i generi musicali attraverso vinili, 33 e 45 giri, CD e DVD.

Sarà allestita inoltre un’area didattica per bambini con momenti di musicoterapia e corsi di canto; iniziative, queste, che hanno il nobile scopo di avvicinare le giovani generazioni all’affascinante mondo della musica.

Ma non è tutto. Gli ospiti di “Musica in Fiera” potranno partecipare non solo a demo, workshop, conferenze, corsi di formazione ma anche a momenti dedicati all’arte. Di particolare importanza la conferenza “La Musica nell’Arte” curata dalla dott.ssa Valentina Michetti che si terrà domenica 24 (ore 17.00) nella sala Rossa che arricchirà la manifestazione con un singolare viaggio nelle opere d’arte sulle relazioni tra musica e pittura con l’intervento della “Compagnia Virtuosa”, ensemble vocale specializzata in musiche antiche, e la partecipazione del maestro liutaio Mario Vorraro che costruisce e restaura liuti, mandolini e chitarre barocche.

E poi ancora ci sarà il corso “Musica, Arte e Movimento come strumento di integrazione e relazione” curato dal Centro Didattico Musicale, ente accreditato al MIUR per la formazione di insegnanti e del personale scolastico.

Da sottolineare inoltre l’imperdibile seminario riservato agli espositori (sabato 23) di Copywriting e Lead Generation con Massimo Petrucci uno dei più autorevoli formatori al mondo.

Al fine di agevolare i visitatori sarà attivo nelle due giornate un servizio navetta gratuito che partirà ogni mezz’ora dal PalaTricalle e ogni ora dal terminal bus della stazione Centrale di Pescara.

Dopo il grande successo del romanzo “Per Francesco, che illumina la notte”, la scrittrice e Professoressa Elsa Flacco torna a far parlare di sé con un nuovo grande capolavoro, frutto di un’intensa ricerca ed una grande passione: al centro di questa nuova scommessa c’è Giuseppe Dell’Orefice compositore e direttore d’orchestra attivo a Napoli e in Abruzzo nella seconda metà dell’800, uomo di grande valore ma a lungo dimenticato. Il libro in questione si chiama “Giuseppe Dell’Orefice. Un canto interrotto sulla scena napoletana dell’Ottocento”, Libreria Musicale Italiana,  e verrà presentato in occasione del Fla a Pescara, domenica 10 novembre alle ore 17 presso la Sala Fucsia del Circolo Aternino; a dialogare su quest’ultimo capolavoro, con la Professoressa Flacco sarà la giornalista Alessandra Renzetti.

Nato a Fara Filiorum Petri, in provincia di Chieti, nel 1848, in una famiglia modesta ma appassionata di musica (il padre sarto suonava nella banda del paese), Giuseppe Dell’Orefice venne mandato giovanissimo a Napoli, a studiare musica presso il Conservatorio di San Pietro a Majella con i fratelli maggiori Nicola e Biagio.

Contrariamente a loro, divenuti professori rispettivamente di clarinetto e tromba, abbandonò presto lo studio del flauto per seguire lezioni di pianoforte e composizione. La breve ma intensa carriera di direttore d’orchestra e compositore lo vede produrre due opere maggiori, la Romilda dei Bardi nel 1874 e l’Egmont nel 1878, entrambe su libretto di Nunzio Federigo Faraglia, opere minori come Il segreto della duchessa, musica sacra, pezzi per pianoforte, romanze e canzoni napoletane (di cui una su testo di Salvatore Di Giacomo e una di Roberto Bracco, nel 1882 e 1883).

La sua carriera culmina con il quinquennio al teatro San Carlo, dal 1877 al 1882, quando si alterna con colleghi più anziani nel ruolo di direttore stabile: sono questi gli anni di maggiore fama e prestigio di Dell’Orefice, come dimostrano lettere e documenti che lo accreditano come uno dei musicisti più influenti di Napoli.

Nel ’78 si è sposato con Elvira Taranto, giovane di ottima famiglia, e ha avuto due bambini tra il 1880 e il 1882 ma nel 1883 perde il posto di direttore al San Carlo e sembra quasi sparire dalle cronache musicali, a parte qualche notizia di composizioni minori e direzioni di concerti in sale di società filarmoniche: tutta quella fama e popolarità all’improvviso sembrano sgonfiarsi, forse per contrasti con colleghi e conseguente emarginazione dagli ambienti che contano, o per una banale crisi di ispirazione artistica, impossibile saperlo. È certo che il 1884 rappresenta l’annus horribilis di Giuseppe Dell’Orefice: a marzo perde la moglie ventottenne, morta di qualche morbo ignoto. Due mesi dopo è costretto a dirigere tre opere al teatro Marrucino di Chieti, in sostituzione di un direttore cacciato per contrasti con l’orchestra, ma con il dolore nel cuore; i bambini vengono affidati e allevati dalla famiglia della moglie, che lo terrà lontano nei pochi anni che gli restano. Subito dopo iniziano i primi sintomi di quella demenza progressiva, forse causata da una forma di sifilide contratta anni prima, che si aggraverà costringendolo a più ricoveri in manicomio, fino alla morte sopraggiunta il 4 gennaio del 1889, a soli quarant’anni. Pochi e tristissimi i documenti di questi ultimi anni, quando restano solo i fratelli ad assisterlo nel lento struggente declino. Alla sua morte viene ricordato solo da alcuni brevi necrologi venati di rimpianto. Anni dopo i figli riceveranno riconoscimenti e omaggi alla sua memoria. La sua figura sopravvive alcuni anni nel ricordo di chi l’ha conosciuto, dei familiari e dei figli, poi più nulla: per un secolo viene ricoperta dall’oblio, letteralmente cancellata. Poi, pian piano, ricompare nelle ricerche di qualche appassionato e nella volontà dei discendenti di rendergli l’onore che merita, come uomo e come musicista.

In seguito nasce l’Istituto Giuseppe Dell’Orefice, fondato e animato dai pronipoti Giorgio e Fabrizio e dal direttore d’orchestra Maurizio Colasanti, sostenuto da figure importanti della politica e della cultura: tutti uniti dal desiderio di rivalutare una figura importante della scena musicale partenopea tra gli anni ’70 e ’80 dell’Ottocento. E nasce la ricerca documentaria, bibliografica e archivistica che ha portato alla realizzazione di questa biografia: un testo basato su una documentazione rigorosa, doverosamente riportata in appendice, ma attento anche a rendere le atmosfere, i colori, le parole, i suoni di un momento storico e di un contesto artistico irripetibili. Quelli della Napoli di allora, quando la musica era al centro della vita culturale e sociale di ampi strati della popolazione: un ruolo che in seguito ha tristemente perduto.

“Quando per la prima volta, ormai quattro anni fa, – spiega Elsa Flacco – ho sentito il nome di Giuseppe Dell’Orefice dall’amico direttore d’orchestra Maurizio Colasanti che mi proponeva di fare ricerche sulla sua vita, non avrei mai creduto che sarebbe diventato così importante per me. All’inizio non ero particolarmente attratta dall’idea di scrivere la biografia di un musicista vissuto un secolo e mezzo fa, tra l’altro non mi ero mai cimentata prima di allora in questo genere di scrittura. Ma dopo aver trascorso tanti mesi in sua compagnia, alla ricerca delle tracce del suo passaggio su e giù per l’Italia, attraverso biblioteche, archivi di conservatori e di teatri, fondi documentali privati e pubblici, la sua storia mi è entrata dentro fino a diventare parte di me. Raccontare Giuseppe Dell’Orefice, con i suoi successi, le delusioni, gli entusiasmi e le illusioni, il dolore, la malattia e la fine così triste, lo sento adesso come un dovere nei confronti di un amico che non c’è più. Ascoltare la sua musica, riscoperta ed eseguita di nuovo dopo più di un secolo grazie al maestro Colasanti e ai pronipoti Giorgio e Fabrizio, che hanno fondato l’Istituto Giuseppe Dell’Orefice, mi procura un’emozione difficile da spiegare. Presentare questo lavoro, pubblicato dalla Libreria Musicale Italiana, al FLA è per me una grande soddisfazione, prima di un evento importante che stiamo organizzando per l’inizio di dicembre a Roma”.

by Alessandra Renzetti