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Tag Archives: cultura 2020

interno8

Saranno il maestro Pier Francesco Pingitore e il violoncellista e compositore Enrico Melozzi i due protagonisti della seconda puntata di Interno8, in onda venerdì 23 alle 21 su Rete8 e relativi canali social.

Il maestro Pier Francesco Pingitore non ha bisogno di presentazioni, la sua storia di regista e scrittore racconta perfettamente il suo indiscusso ruolo di “re” della satira politica a teatro.

Patron di divertenti spettacoli al Salone Margherita con la compagnia Il Bagaglino da lui fondata, Pingitore è anche noto per le sue qualità di scrittore, così agli amici di Interno 8 presenterà il suo nuovo libro Memorie dal Bagaglino – Diario intimo di un Cabaret (Masciulli Edizioni).

Il Maestro Enrico Melozzi, invece, è noto ai più per aver diretto durante lo scorso Festival di Sanremo ben 4 artisti e aver curato 8 orchestrazioni.

Ma nel suo curriculum si fanno largo numerosi altri lavori di grande prestigio: come l’aver prodotto, arrangiato e diretto il disco Cello songs della cantante britannica Sarah Jane Morris e l’aver scritto la colonna sonora per il film Il gioco di Adriano Giannini, premiato poi con il Nastro d’Argento nel 2009.

Attualmente, Melozzi è impegnato con un’opera teatrale accanto a Rocco Papaleo. A dirigere il condominio di Interno 8, invece, sarà la giornalista e conduttrice Paola De Simone, affiancata dall’insostituibile collega Luca Pompei.

Mentre l’attrice Tiziana Di Tonno tornerà a sorprendere con una delle sue imperdibili parodie e Alessandro De Berardinis allieterà la serata con le sue incursioni musicali. Svelata nella prima puntata, infine, la preziosa partecipazione del pizza-chef Luciano Passeri, campione del mondo di pizza classica nel 2005, che direttamente dalla sua cucina, offrirà di puntata in puntata utili consigli.

by Redazione

Quando faremo camminare le idee dei giudici Falcone e Borsellino sulle nostre gambe avremo sconfitto definitivamente la mafia. Solo i giovani hanno questo potere, ma per farlo devono essere liberi, devono rifiutare ogni compromesso. Ecco perché dico loro di non bussare mai alle porte per chiedere favori e privilegi, perché poi ci sarà sempre qualcuno che tornerà a chiedere la restituzione di quei favori. Ricordiamo che la mafia continua a esistere, ha messo da parte la lupara, ha indossato una giacca e una cravatta e proprio per questo è più pericolosa, perché si insinua più facilmente nei posti di potere ed è più difficile da riconoscere, diventa invisibile.

Lo ha detto il Generale dell’Arma dei Carabinieri Angiolo Pellegrini, Comandante della Sezione Antimafia di Palermo dal 1981 al 1985, protagonista del secondo evento organizzato dall’Istituto Alberghiero Ipssar ‘De Cecco’ di Pescara, nell’ambito del XXV Premio Nazionale ‘Paolo Borsellino’.

Presenti all’iniziativa, oltre al Generale Pellegrini, uomo di fiducia del Pool antimafia di Falcone e Borsellino, autore di alcune delle più importanti indagini nei confronti di Cosa Nostra e del volume Noi, gli Uomini di Falcone – La guerra che ci impedirono di vincere, la Dirigente dell’Istituto Alberghiero Ipssar ‘De Cecco’ Alessandra Di Pietro, organizzatrice dell’iniziativa, Daniela Puglisi per l’Ufficio Scolastico Provinciale, il docente e attore Edoardo Oliva che ha letto un brano del volume, Francesca Martinelli come referente del Premio Borsellino, Don Antonio De Grandis Presidente del Tribunale Ecclesiastico Regionale di Abruzzo e Molise, e le docenti di riferimento del Premio Renata Di Iorio, Rossella Cioppi, Roberto Melchiorre e Rosa De Fabritiis, oltre a una delegazione, necessariamente ristretta causa Covid-19, di 10 studenti.

“Il Premio Borsellino ha sempre un forte impatto sui nostri studenti grazie alla testimonianza che ci arriva da magistrati, esponenti delle Forze dell’Ordine, uomini di chiesa, cittadini comuni, che hanno avuto la forza e il coraggio di portare avanti la guerra contro le Organizzazioni criminali – ha sottolineato la dirigente Di Pietro – e infatti il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca ha definito come ‘percorso d’eccellenza’ il nostro progetto sulla Legalità. Le testimonianze hanno l’obiettivo di trasmettere un messaggio forte di giustizia ai nostri ragazzi, un monito a rifiutare le logiche mafiose ed è importante raccontare ai nostri studenti, che negli anni della strage di Capaci e di via D’Amelio non erano neanche nati, cosa hanno significato quegli anni, cos’è stata la seconda ondata delle stragi di mafia, che hanno segnato lo spartiacque tra una guerra in cui morivano i Dalla Chiesa, i Chinnici, e una fase di consapevolezza e di ribellione, di rispetto e di cambiamento, di cui la scuola dev’essere custode e garante”.

“Quando sono arrivato a Palermo, agli inizi degli anni ’80, la mafia era fortissima, si riteneva più forte dello Stato – ha ricordato il Generale Pellegrini -, la Sicilia era ‘Cosa Loro’ ed era gravissimo se pensiamo che era una regione dello Stato italiano in cui però comandava la mafia perché per anni si era trascurata l’importanza di combatterla e tante persone avevano approfittato dell’amicizia con i mafiosi per trarne benefici reciproci, specie quando c’erano le campagne elettorali. La mafia aveva la convinzione di essere padrona della Sicilia e i mafiosi godevano di una doppia cittadinanza, quella data dall’appartenenza a ‘cosa nostra’ e quella di cittadini italiani. La mafia si era arricchita con il traffico di droga, di eroina, venduta negli Stati Uniti da dove arrivavano centinaia di migliaia di dollari. A Palermo c’erano cinque distillerie di droga che veniva portata negli Stati Uniti da cui tornavano indietro centinaia di migliaia di dollari che poi la mafia provvedeva a riciclare con una serie di investimenti e attraverso un’altra componente della mafia stessa che è la corruzione politica. Pensiamo alla vicenda del ‘sacco di Palermo’, a Salvo Lima, che non poteva rifiutare e ha dovuto firmare in una notte quattromila licenze edilizie per permettere a Rosario Spatola di costruire 4mila palazzi a Palermo distruggendo le più belle ville liberty che esistevano da piazza Libertà fino al mare. E proprio quegli appoggi politici hanno permesso che per anni tutti i processi a carico di mafiosi finissero con assoluzioni per insufficienza di prove, era impossibile trovare le prove. E quando la mafia si è sentita più forte dello Stato, a fine anni ’70, ha lanciato la sua sfida allo Stato stesso uccidendo tutti coloro che pure avevano tentato di contrastarla, come il Presidente della Regione Piersanti Mattarella, fratello del nostro Presidente della Repubblica, il Procuratore Costa reo di aver firmato 55 ordini di cattura proprio per il ‘sacco di Palermo’, il capo della squadra mobile Boris Giuliano che aveva capito i canali attraverso i quali la droga prodotta in Italia arrivava negli Stati Uniti e rispediva in Italia i dollari, e poi il Capitano Basile, arrivato dopo Giuliano, ucciso di spalle mentre teneva in braccio la sua bambina per guardare i fuochi d’artificio della festa di paese. Gli hanno sparato tre balordi di tre diverse famiglie mafiose che, arrestati dai Carabinieri pochi minuti dopo l’omicidio, sono stati assolti per insufficienza di prove”.

La dirigente Di Pietro ha allora introdotto il tema della “scultura in Pietra della Majella realizzata a Castelli, che raffigura i giudici Falcone e Borsellino, rimasta nel cortile della nostra scuola per due giorni, e che si chiama Il Sorriso”.

Foto di gruppo con generale Pellegrini2
Foto di gruppo con generale Pellegrini

“Il Sorriso – ha ripreso il Generale Pellegrini – è quello che si scambiavano sempre Falcone e Borsellino, quello con cui si vincevano le avversità e gli attacchi diretti, quando ci accusavano di combattere la mafia per avere visibilità, per fare carriera, dicevano che Falcone aveva interessi politici, noi ci scambiavamo un sorriso e andavamo avanti e in dieci anni abbiamo costretto lo Stato ad ammettere che la mafia esisteva e che aveva un vertice con un uomo che si chiamava ‘Papa’, Michele Greco, e che c’erano collusioni della cupola con il potere politico e con quello imprenditoriale. La seconda guerra di Mafia ha portato 300 omicidi, uno al giorno, 150 bare bianche, gente che spariva e non si trovava più, poi si scoprirà che venivano uccisi e gettati in una vasca piena d’acido. Con Falcone e Borsellino abbiamo vinto il sentimento della paura e di fronte all’indifferenza di tanti abbiamo trovato un riferimento in colui che fu il promotore del pool antimafia, Rocco Chinnici e attraverso quel pool il giudice Falcone ha stravolto i metodi investigativi, non inseguendo gli omicidi, ma i soldi, facendo abolire il segreto bancario, aveva capito che la guerra di mafia era in realtà una guerra di potere. Il giro di boa fu l’assassinio del generale Dalla Chiesa, mandato a fare il Prefetto a Palermo senza poteri, ma il suo omicidio risvegliò la Palermo dei cittadini perbene. Qualcuno, però, non ci ha voluto far vincere la guerra alla Mafia e lo ha fatto lasciando solo Falcone: nell’84, arrivato il giudice Caponnetto, dopo le dichiarazioni del pentito Tommaso Buscetta e i 366 mandati di cattura, la mafia capì che questa volta avevamo fatto le cose in modo serio, e per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica, alla vigilia di Natale dell’84, mise la bomba sul treno Rapido 904. Ma si comprese subito che non era terrorismo, ma un attentato di mafia, e allora la mafia comprese che dovevano combattere Falcone. Per prima cosa – ha ricordato il Generale Pellegrini – gli hanno tolto tutti i più stretti collaboratori, me compreso, poi il primo attentato fallito, che però non fermarono Falcone, arrivando alla sentenza definitiva del maxi-processo in Cassazione con 19 ergastoli ai capimafia, e 2.265 anni di reclusione ai gregari. A quel punto Falcone andava punito, andava ucciso, nella sua Palermo e in modo eclatante, per evitare che andasse a capo della Procura Nazionale Antimafia a Roma. Ho voluto raccontare quegli anni a Palermo per lasciarne memoria ai ragazzi, ai giovani, per ricordare loro che il compromesso non è mai la strada per raggiungere l’obiettivo”.

“Credo che sia questo il messaggio più forte del Generale Pellegrini – ha concordato la dirigente Di Pietro – ossia: essere liberi significa non dover mai essere condizionati nelle proprie scelte. E poi: è chiaro che la mafia c’è dove lo Stato è fragile, assente, e dove non sono tutelati i diritti primari alla salute, alla giustizia, al lavoro e la mafia diventa un welfare sostitutivo. E allora ai nostri ragazzi diciamo di combattere per i loro diritti che non devono essere un privilegio per pochi”.

“Ritengo fondamentali giornate di formazione in cui a farla la da padrona è il tema della legalità – ha detto la responsabile dell’Ufficio Scolastico Puglisi – e credo che, per tali iniziative, l’Istituto Alberghiero possa a buon diritto fregiarsi di un marchio di qualità”.

 

 

by Redazione
Giornate FAI

Tornano le Giornate FAI d’Autunno che quest’anno saranno dedicate a Giulia Maria Crespi, scomparsa lo scorso luglio.

Mille aperture a contributo libero in 400 città in tutta Italia, organizzate per la prima volta in due fine settimana, sabato 17 e domenica 18, sabato 24 e domenica 25 ottobre.

Anche quest’anno promotori e protagonisti sono i Gruppi FAI Giovani, ideali eredi e testimoni dei valori che per tutta la vita hanno guidato la fondatrice e presidente Onoraria del FAI – Fondo Ambiente Italiano: l’inesauribile curiosità, la voglia di cambiare il mondo e l’instancabile operosità per un futuro migliore per tutti.

Ispirandosi a lei, i giovani del FAI – con la collaborazione delle Delegazioni e degli altri Gruppi di volontari della Fondazione – scenderanno in piazza per “seminare” conoscenza e consapevolezza del patrimonio di storia, arte e natura italiano e accompagneranno il pubblico, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria, alla scoperta di luoghi normalmente inaccessibili, poco noti o poco valorizzati in tutte le regioni: un caleidoscopio di meraviglie nella proposta effervescente del FAI e dei suoi delegati che reagiscono con ancor più energia e impegno, positività ed entusiasmo al periodo difficile che l’Italia sta attraversando.

La delegazione FAI di Teramo ha scelto la città di Atri, conosciuta per le sue bellezze artistiche e architettoniche, come protagonista delle Giornate FAI d’Autunno 2020, volgendo, in questa occasione, uno sguardo alla storia: infatti verranno esibiti per la prima volta documenti e materiali storici di impagabile importanza: si potranno ammirare i documenti storici del fondo pergamenaceo e altri documenti provenienti da biblioteche pubbliche e private presso le Cisterne Romane del Palazzo Ducale, nel Palazzo Sorricchio e nel Palazzo Cardinal Cicada.

Visitabile inoltre la Cattedrale e la Riserva Naturale Regionale Oasi WWF dei Calanchi di Atri con escursioni guidate.

Sono in programma tre conferenze alla presenza di esperti per conoscere nel dettaglio la storia della città ducale, porgendo particolare attenzione alle monete antiche e pergamene medievali fino a oggi mai esposte.

Non solo storia, ma anche arte: nella giornata di sabato 17 ottobre l’attenzione sarà rivolta a celebrare la figura di uno dei massimi esponenti della pittura centro-meridionale del Rinascimento, Andrea Delitio, cui ricorre il sesto centenario dalla nascita e che unisce la Città di Atri, la quale ospita la sua più famosa opera, il ciclo pittorico sulle Storie della Vergine, nella Cattedrale Santa Maria Assunta e il Comune di Lecce nei Marsi, suo luogo natio.

L’iniziativa si avvale del patrocinio del Comune di Atri e del contributo della Fondazione Tercas.

Nel dettaglio alle Cisterne Romane del Palazzo Ducale saranno esposti i documenti del Fondo Pergamenaceo e lo Statuto di Atri del 1503, facenti parte dell’Archivio della Sezione Storica del Comune di Atri; l’”Asse”: reperto della monetazione atriana; la serie completa artisticamente ricostruita della monetazione atriana di Giovanni Zanni e stampi per l’antico procedimento di fusione.

Nel Palazzo Sorricchio, che riapre dopo 100 anni, saranno esposti i manoscritti di Nicola Sorricchio, gli Annali Acquaviviani e i Monumenti Adriani; nel Palazzo Cardinal Cicada sarà possibile ammirare i documenti del Fondo Rosati e gli elaborati grafici storici della Scuola Arti e Mestieri di Atri, conservati nella Biblioteca Dèlfico di Teramo.

I tre palazzi saranno visitabili dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17,30.

Nelle quattro giornate sono previste anche visite guidate alla Cattedrale in particolare il ciclo pittore di Andrea Delitio, il 17 ottobre dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17; domenica 18 ottobre alle 9 alle 11, dalle 15 alle 16 e dalle 17 alle 18; il 24 ottobre dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17. Il 25 ottobre dalle 9 alle 11 e dalle 15 alle 17.

Previste anche delle conferenze alla presenza di esperti di arte e cultura.

Sabato 17 ottobre alle 17,30 nella Cattedrale ci sarà l’incontro dal titolo Andrea Delitio e l’arte italiana del Quattrocento con lo storico dell’arte Giovanbattista Benedicenti.

La conferenza, che prevede la proiezione di immagini su grande schermo, sarà accompagnata da brani musicali del Quattrocento, eseguiti da un ensemble diretto da Cristina Palucci, con riproduzioni di strumenti musicali d’epoca.

Il 24 ottobre alle 17,30 nell’Auditorium Sant’Agostino ci sarà il convegno sulla Monetazione di Hatria con l’archeologo e numismatico Fiorenzo Catalli e il numismatico Alberto D’Andrea.

Sabato 25 ottobre alle 10,30 sempre nell’auditorium Sant’Agostino ci sarà il convegno Atri meravigliosa. Arte, Storia e Natura”a cura del Prof. Roberto Ricci.

“Dopo aver ospitato con successo qualche anno fa le giornate FAI di primavera – commenta l’assessore alla Cultura del Comune di Atri, Domenico Felicione – siamo davvero felici di poter ospitare le giornate d’Autunno in questo nuovo e originale doppio appuntamento. Atri è una cittadina tutta da scoprire con i suoi palazzi meravigliosi, i suoi scorci e la sua arte, ma ha anche tantissimi documenti storici originali che raccontano molto e che meritano di essere scoperti dal pubblico. Ringrazio il FAI Teramo, in particolare il capo delegazione Pietro Costantini, la Fondazione Tercas, la famiglia Sorricchio di Valforte, la Diocesi di Teramo-Atri, la Biblioteca “Melchiorre De`lfico” di Teramo, i professori Roberto Ricci e Giovanbattista Benedicenti, l’avvocato Giuseppe Zanni, l’architetto Domenico Graziosi, don Giuseppe Bonomo per la preziosa collaborazione”.

“Non potevamo non prendere in considerazione la città di Atri per le Giornate FAI d’Autunno – commenta il capo delegazione FAI Teramo, Pietro Costantini – una cittadina meravigliosa che ha ancora tanto da svelare. Per la prima volta saranno esposti documenti dal grande valore storico e sarà possibile ammirare palazzi meravigliosi solitamente chiusi in quanto privati. In occasione delle Giornate FAI di Primavera qualche anno fa, Atri si è svelata per aspetti allora inediti come l’antica filanda, ora ci saranno novità assolute e dal grande pregio che invito tutti a scoprire e conoscere. Ringrazio l’Amministrazione Comunale per il prezioso lavoro e quanti hanno collaborato e collaboreranno per la riuscita delle quattro giornate”.

Prenotazione online su www.giornatefai.it. I posti sono limitati.

by Redazione
musei

L’occasione è quella delle Giornate europee del Patrimonio, in programma sabato e domenica prossimi, 26 e 27 settembre; la scelta è quella di integrare tutte le anime e le sensibilità della Fondazione delle Genti d’Abruzzo: divulgazione culturale, conservazione dei beni, servizi al territorio.

Così, dopo l’inaugurazione, sabato pomeriggio, della mostra-evento Per altre stanze di Lucio Rosato, curata da Mariano Cipollini (in collaborazione con Astra – Associazione Studi Tradizioni Popolari Abruzzesi) domenica, sempre nel pomeriggio, verranno presentati i due progetti che saranno la spina dorsale dell’attività del Museo Cascella e del Museo delle Genti d’Abruzzo fino a fine anno.

La mostra vedrà, a partire dalle ore 17, l’interazione con Stefano Odoardi, sceneggiatore, regista e artista visivo in una performance di grande impatto visivo.

In contemporanea al Museo Cascella  laboratori stem per bambini ore 17-19 (per info e prenotazioni scrivere a didattica@gentidabruzzo.it).

Proprio il Museo Cascella domenica sarà la cornice delle due grandi iniziative stagionali: alle 18 primo appuntamento con la rassegna Musei Narranti, alle 19 la presentazione del progetto Il sabato del restauro-La scala ritrovata a cura della restauratrice Chiara Russo, iniziativa che vuole sensibilizzare i cittadini alla complessa e delicata attività di recupero dei beni culturali.

Musei narranti è un ciclo di visite tematiche (calendario nel dettaglio nella scheda allegata) con il quale vengono approfonditi i diversi percorsi culturali offerti dalle due strutture museali.

La storia e la cultura abruzzesi vengono rilette attraverso le opere esposte nelle collezioni.

Non una semplice visita guidata, ma un lavoro di recupero di tradizioni, ritualità e connessioni tra oggetti, pensiero e attività umana.

Dall’antropologia all’arte, dallo studio dei materiali all’evoluzione della creatività, alla ricerca di tutto ciò che ha reso l’Abruzzo quel territorio dalle grandi risorse di cui non sempre si comprende totalmente la complessità.

Le visite, gratuite e comprese nel biglietto di ingresso (tariffa unica € 6,00) sono curate da operatori culturali che da anni collaborano con la Fondazione: Christian Dolente, Chiara Russo, Serena D’Orazio e Roberta Tinarelli.

Si comincia con Cascella: un viaggio lungo un secolo che guiderà i visitatori lungo l’arte di una famiglia che con le sue opere ha tracciato il cammino della nostra regione, accompagnandone la storia e l’evoluzione.

A seguire la presentazione del progetto: Il sabato del restauro – La scala ritrovata; si tratta di un intervento di recupero della scala del Museo Cascella aperto alla partecipazione del pubblico.

Nel corso della presentazione con l’hashtag #insiemesipuò! sarà lanciata la campagna di raccolta fondi che la Fondazione attiverà per riuscire a portare a compimento il restauro.

“Contiamo – sottolinea la direttrice Letizia Lizza – sulla sensibilità di tutti i pescaresi, oltre che su quella delle istituzioni, per attuare un progetto di recupero che nasca nel segno della totale condivisione. Nei momenti difficili cultura e solidarietà sono, storicamente, le stelle polari della ripresa”.

Operazione Quercia

Mi ha fatto molto piacere che la Rai abbia trasmesso, in coincidenza con la sera dell’8 settembre, il filmato di Operazione Quercia, di cui sono autore e regista.

A commentare l’appuntamento “con il passato” andato in onda martedì 8 settembre  alle 22.10 su Rai Storia è il regista Pier Francesco Pingitore che con l’opera teatrale Operazione Quercia – Mussolini a Campo Imperatore è riuscito a proporre una ricostruzione psicologica delle ore drammatiche prima della liberazione del Duce.

L’8 settembre 1943 il Maresciallo Pietro Badoglio annunciava la resa dell’Italia.

“Lo spettacolo – prosegue il maestro – che ha per tema la prigionia di Benito Mussolini nell’albergo di Campo Imperatore nel settembre 1943, e la sua  successiva liberazione, fu messo in scena proprio nei luoghi in cui si svolse la vicenda storica, i cui sviluppi furono così importanti per la storia d’Italia. Ho cercato di mettere in quest’opera il massimo dell’obiettività, senza rinunciare a rievocare le forti passioni che agitarono le vite degli uomini di quel periodo”.

Al centro di questa svolta per la storia, successivamente proposta a teatro, c’è la figura di Mussolini che a Campo Imperatore (L’Aquila), meraviglia d’Abruzzo, si mostra anche nei suoi aspetti più intimi ed emotivi prima della liberazione da parte dei paracadutisti tedeschi: non mancano i pensieri, i ricordi ed il timore; proprio lui che aveva tenuto in pugno l’Italia per vent’anni, in quel momento era solo, prigioniero delle preoccupazioni per il futuro e tormentato anche da rimorsi per eventuali colpe ed errori commessi.

Sul palco, tra i personaggi che hanno dato lustro allo spettacolo 70 anni dopo gli eventi, anche l’attore abruzzese Federico Perrotta che con orgoglio commenta l’appuntamento storico ambientato a Campo Imperatore e proposto dalla Rai:

E’ un’emozione unica vedere che un servizio di Stato decide di mandare in onda nel giorno che ricorda l’Armistizio lo spettacolo registrato nel Rifugio di Campo Imperatore nel 2013, spettacolo tra l’altro che nasce proprio dall’intuito di un grande Maestro, Pier Francesco Pingitore e realizzato a 2300 metri di altezza proprio dove i fatti accaddero davvero.

E’ altrettanto emozionante  rivivere quei tre anni di tutto esaurito con prenotazioni che arrivavano da tutta Italia.

Lo spettacolo, si ricorda, ha visto sul palco l’interpretazione di altri grandi nomi oltre a Perrotta: Luca Biagini, nei panni del Duce, Mauro Mandolini, Marco Simeoli, Barbara Lo Gaglio, Valentina Olla e Morgana Giovannetti, oltre alla coppia di ballerini Leonardo Bizzarri e Raffaella Saturni.

penna sant'andrea

Un’occasione per presentare i risultati e le prospettive di un meticoloso e attento lavoro di ricerca che va avanti da 8 anni nell’ambito del progetto Rete Tramontana e che, lo scorso 7 maggio, ha ottenuto il prestigioso Premio European Heritage Awards 2020.

Queste alcune delle finalità dell’incontro in programma venerdì 31 luglio , a Penna Sant’Andrea (Te), in piazza Vittorio Veneto dalle 20,45.

Si tratta della prima cerimonia locale in Europa legata al Premio per l’anno 2020 con la finalità anche di celebrare l’importante riconoscimento ottenuto da Rete Tramontana III.

Dopo essere stato riconosciuto come una delle “Success stories” di Europa Creativa, infatti, il progetto “Rete Tramontana”, costituito da 8 associazioni di 5 paesi (Francia, Italia, Polonia, Portogallo e Spagna), ha visto aggiudicarsi due mesi fa questo importante Premio per le azioni in favore del patrimonio europeo, arrivando a essere, tra i 21 progetti premiati da Europa Nostra, l’unico italiano premiato nella Categoria “Ricerca” sul tema della conservazione del patrimonio culturale immateriale insieme al progetto del Museo Egizio di Torino, premiato per la digitalizzazione e messa a disposizione online in una piattaforma della propria collezione papirologica (patrimonio materiale).

La cerimonia di venerdì, organizzata dalle associazioni teramane Bambun per la Ricerca demo-etno-antropologica e Visuale e LEM-Italia (Lingue d’Europa e del Mediterraneo), sarà ospitata dal Comune di Penna Sant’Andrea, capofila del progetto Gran Sasso Laga Intangible Cultural Heritage (ICH – www.gransassolagaich.it) sviluppato all’interno del più ampio progetto europeo “Rete Tramontana III”.

Il sindaco di Penna Sant’Andrea, Severino Serrani, aprirà la cerimonia, durante la quale verrà trasmesso anche un videomessaggio dedicato all’evento e al progetto Rete Tramontana del Professor Paolo Vitti, membro del Consiglio direttivo di Europa Nostra.

Saranno presenti anche il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Teramo, Dino Mastrocola, e il presidente della Fondazione Tercas, Marino Iommarini, sostenitori del progetto. Interverranno, inoltre, Luis Gomes da Costa, Presidente dell’Associazione portoghese Binaural Nodar, capofila della Rete internazionale Tramontana, Gianfranco Spitilli e Giovanni Agresti, responsabili scientifici del progetto per le associazioni abruzzesi Bambun e LEM-Italia, e Mauro Vanni, presidente dell’Associazione Itaca per lo Sviluppo dei Territori, partner amministrativo di progetto.

Durante l’incontro verrà presentato anche il volume Memoria Tramontana. Cambiamenti nell’Europa rurale visti dai suoi abitanti in lingua francese e inglese curato da Gianfranco Spitilli, Giovanni Agresti e Luís Costa, in cui sono state inserite otto interviste, una per ogni organizzazione partner delle ricerche, frutto degli incontri e delle testimonianze raccolte sul territorio sul tema del cambiamento nell’Europa rurale, un cui ci sono anche link accessibili tramite QR code alle interviste video.

 

by Redazione
tornareccio

Dopo una pausa di quattro anni, torna la rassegna estiva di arte contemporanea Un Mosaico per Tornareccio, ideata nel 2006 dal mecenate Alfredo Paglione e all’origine del museo a cielo aperto fatto di 93 opere installate sulle facciate delle case.

Dal 1° al 30 agosto, nella sala polifunzionale “Remo Gaspari”, saranno esposti i nuovi bozzetti tra cui selezionare quelli da trasformare in mosaici destinati ad arricchire la collezione en-plein-air.

Giunto alla sua XII edizione, l’evento è promosso dall’Associazione Amici Mosaico Artistico con il patrocinio del Comune di Tornareccio e il contributo della Bcc Sangro Teatina, e coordinato da Elsa Betti.

Curatrice 2020 sarà Ida Mitrano: storica e critica d’arte, svolge la sua attività al Polo museale La Sapienza di Roma e collabora al Corso di Museologia e gestione dei beni culturali per il Corso di Laurea in Tecnologie per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali presso la stessa università.

È sua la selezione dei sedici artisti partecipanti: Evita Andujar, Giovanni Arcangeli, Valeria Cademartori, Antonella Cappuccio, Antonella Catini, Solveig Cogliani, Giovambattista Cuocolo, Carlo Frisardi, Simonetta Gagliano, Matteo Montani, Giorgio Ortona, Lina Passalacqua, Nino Pollini, Pino Reggiani, Vincenzo Scolamiero, Andrea Volo.

I bozzetti, del formato 40×40, rimarranno in esposizione sin dall’inaugurazione, in programma sabato 1 agosto, per essere ammirati dai visitatori che, con il loro voto, potranno contribuire a scegliere il vincitore di questa edizione, annunciato in occasione della cerimonia di chiusura del 30 agosto.

Oltre alla giuria popolare, contribuirà alla scelta una giuria di esperti composta da Bianca Maria De Luca, Fabrizio Di Marco, Mario Di Nisio Laura Gavioli, Francesca Guerrucci, Nicola Iannone, Piergiorgio Greco, Alfredo Paglione, Gabriele Simongini, Marco Santi e Lucio Trojano.

Come in passato, oltre al bozzetto vincitore anche altri potranno diventare mosaici, qualora si palesassero degli sponsor desiderosi di sostenere le spese di realizzazione. Tutte le opere di Tornareccio sono state realizzate a Ravenna, nella bottega del Gruppo Mosaicisti di Marco Santi, in virtù di un’amicizia e di una storica collaborazione.

by Redazione
simone racioppo

I Luoghi del Cuore Fai hanno un nuovo testimonial abruzzese: si tratta dello stilista Simone Racioppo che sarà legato al Monastero delle Clarisse di Sezze (Latina).

Un posto del cuore per il lo stylist abruzzese in quanto legato a un suo grande amico scomparso due anni fa Francesco Sagnelli.

E proprio nel secondo anniversario della tragica scomparsa, Racioppo lo ricorda dedicandogli un posto magico come il Monastero delle Clarisse di Sezze.

“Ognuno di noi ha un luogo del cuore, quel posto incantato dove rifugiarsi e dove vivono le persone che non sono più tra noi” le parole di Simone Racioppo nel ricordare l’amico.

“Un ricordo indissolubile, e per tale motivo sento di far conoscere questo territorio e di farlo ripartire dalle sue bellezze; perché non c’è niente come la bellezza in grado di attraversare secoli e smuovere le coscienze. Sono dunque felice – conclude Racioppo – di partecipare al censimento e accogliere l’invito del Fai”

“Se mi cerchi nel cuore io nel tuo cuore vivrò.” 

Le cose che vivi Laura Pausini

by francesca
Luca Di Francescantonio

Carriera inarrestabile per il designer di marchi e pubblicitario Luca Di Francescantonio che nel 2020 è di nuovo tra i primi venti logo designer negli internazionali Best Brand Awards, nella sezione “Europa-Africa”, con ben tre marchi che hanno ricevuto gli esclusivi riconoscimenti.

Un altro importante traguardo per il creativo abruzzese che, con estro e intuizione, elementi che lo contraddistinguono da sempre,  incassa un altro grandissimo successo che si aggiunge ad ulteriori premi ricevuti precedentemente nel settore del logo design.

Il segno come sintesi tra eleganza e concetto, questo il nobile intento con il quale Di Francescantonio si approccia a chi si rivolge a lui per creare o trascrivere la propria identità.

Che sia un’azienda, un professionista o altra tipologia di realtà, il modus operandi di uno dei logo designer più acclamati del momento è sempre lo stesso.

La sua capacità di tradurre l’identità in  grafica è ormai riconosciuta e apprezzata da tanti; l’empatia è sicuramente alla base dei suoi lavori, insomma quella capacità innata di interpretare gli intenti e gli umori di chi si avvale della sua professionalità che poi lui traspone egregiamente nello studio e nella progettazione di un marchio.

Tra i percorsi di creatività di quest’anno ce ne sono tre che hanno ricevuto i riconoscimenti internazionali del Best Brand Awards: il logo “Comodi Ristrutturiamo” per la sezione runner up e i marchi “I Musici” e “Monica Mamoré” che rientrano tra i prestigiosi lavori selezionati come “Award of Excellence”.

“Dire che sono emozionato è poco – commenta Luca Di Francescantonio – un ringraziamento particolare va a chi mi ha dato fiducia affidandomi i lavori ai quali è stato riconosciuto il prestigio internazionale. La qualità di studiare, progettare e determinare un buon marchio – aggiunge –  si rivela sempre fondamentale per interpretare un cliente e per definire ogni campagna pubblicitaria. Il design è comunicazione contemporanea, poiché lo studio del marchio descrive non solo un’azienda ma un periodo storico, una filosofia, un approccio verso la società”.

Questa la descrizione dei marchi premiati:

  1. “I Musici” : il logo si basa sulla compostezza e allo stesso tempo sul dinamismo delle lettere come se fossero note collocate su uno spartito, ma in chiave moderna e contemporanea.
  2. Monica Mamoré: il marchio rappresenta l’ispirazione della curatrice dell’immagine Monica Mamoré. L’occhio esprime la sua visione e ha due M come ciglia sopra e sotto.
  3. Comodi Ristrutturiamo: descrive il progetto di due architetti che offrono il servizio di ristrutturazione di case antiche. La matita nasce dall’incontro delle lettere C e R nel loro movimento creativo.

 

by Redazione
straperetana

Torna l’appuntamento con Straperetana, in programma nel borgo di Pereto, in provincia dell’Aquila.

Ideato da Paola Capata insieme a Delfo Durante e curato da Saverio Verini, quest’anno il progetto artistico arriva alla quarta edizione.

Gli interventi di straperetana saranno visibili a partire dalla giornata di apertura, sabato 18 luglio, dalle 11 alle 20 si proseguirà poi dal 19 luglio al 16 agosto.

Le visite alla mostra saranno organizzate per gruppi ristretti di persone, nel rispetto delle attuali norme di sicurezza, in diverse fasce orarie.

Tra luglio e agosto le opere di 21 artisti saranno disseminate nel borgo abruzzese, dialogando con edifici storici, vicoli, abitazioni dismesse: un percorso che si sviluppa in tutta Pereto, nel tentativo di offrire un’esperienza inedita di fruizione delle opere, ma anche dello stesso borgo.

Il titolo della quarta edizione, Produttori di silenzio, trae ispirazione da una icastica espressione dello scrittore Giorgio Manganelli (1922 – 1990), che nel 1987, in una serie di reportage dal carattere squisitamente letterario, definì l’Abruzzo “un grande produttore di silenzio”.

Una qualità attribuibile anche a Pereto – al paesaggio che la circonda – e che intercetta un “topos” della creazione artistica: dallo scenario desolato della rinascimentale La città ideale fino al tentativo di catturare il silenzio di 4’33” del compositore John Cage, passando per le piazze realizzate di Giorgio de Chirico, sono molte le opere che in qualche modo hanno prestato un corpo a questa condizione di assenza di suono e rumore.

Ma l’idea di silenzio offre numerose possibilità di declinazione: nel caso di straperetana, si è cercato di individuare artisti che, attraverso i loro lavori, sottolineassero una dimensione contemplativa, una predisposizione alla creazione di immagini essenziali e asciutte, cercando di stabilire un “patto d’attenzione” con il visitatore.

Si tratta di un’attitudine che da sempre accompagna il lavoro di molti artisti, in tutti i campi, ma che trova una sua attualità anche nel momento storico che stiamo attraversando: persistono ancora nella memoria di ognuno le immagini delle città deserte e silenziose durante le settimane di clausura; una condizione che ha portato a un fisiologico rallentamento delle attività, dal quale, in alcuni casi, è scaturita la necessità di una sospensione del “rumore di fondo” che accompagna la nostra quotidianità.

Produttori di silenzio intende intercettare anche questo tipo di reazione, intima e individuale, senza tuttavia proporre alcun tipo di cronaca legata alle vicende che riguardano la pandemia.

L’edizione 2020 di Straperetana intende anche mettere a confronto diverse generazioni di artisti: dai quasi ottant’anni di Guido Guidi fino alla ventitreenne Alice Pilusi, la mostra vedrà la compresenza di autori ampiamente affermati e artisti emergenti – aspetto che da sempre caratterizza la rassegna – proponendo di fatto uno sguardo su cinquant’anni di ricerca e produzione artistica, con particolare riferimento all’Italia.

Un ruolo fondamentale nella selezione degli artisti più giovani è toccato all’artista e docente dell’Accademia di Belle Arti di Urbino Matteo Fato (Pescara, 1979), già presente alle tre precedenti edizioni di straperetana; in quest’occasione Fato, profondo conoscitore della scena artistica abruzzese emergente, ha infatti collaborato con il curatore Saverio Verini all’individuazione di alcuni degli artisti – per lo più formatisi all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila – che prenderanno parte a Produttori di silenzio.

Anche a livello di media utilizzati, nel percorso espositivo attraverso le varie sedi della mostra, si potranno incontrare installazioni su scala ambientale e site specific, dipinti, proiezioni, opere fotografiche, sculture, offrendo uno sguardo ad ampio spettro sulle ricerche e sulle pratiche degli artisti coinvolti.

Straperetana 2020

“Lavoravamo già da mesi a questo quarto episodio di straperetana quando è scattato il lockdown su scala globale, con le conseguenti chiusure di spazi espositivi, posticipazioni e cancellazioni di numerosi eventi”, commentano gli organizzatori della manifestazione. “Abbiamo tuttavia deciso di continuare a dialogare con gli artisti e lavorare all’organizzazione, nella speranza di poter inaugurare Produttori di silenzio in estate, come da programma. Per questo siamo particolarmente felici di poter annunciare l’edizione 2020 del progetto: una conferma che ha un valore speciale, viste le tante incertezze e le difficoltà incontrate, in linea il desiderio di ripartire da parte nostra, del pubblico e, in generale, di tutti gli appassionati d’arte e degli operatori”.

I 21 artisti invitati alla quarta edizione di Straperetana sono:

  • Lorenzo Aceto (Pescara, 1985),
  • Francesco Barocco (Susa, 1972),
  • Lula Broglio (Sanremo, 1993),
  • Lucia Cantò (Pescara, 1995),
  • Daniela Comani (Bologna, 1965),
  • Marco De Leonibus (Pescara, 1993),
  • Petra Feriancova (Bratislava, Slovacchia, 1977),
  • Alberto Garutti (Galbiate, 1948),
  • Franco Guerzoni (Modena, 1948),
  • Guido Guidi (Cesena, 1941),
  • Helena Hladilova (Kroměříž, Repubblica Ceca, 1983),
  • Elena Mazzi (Reggio Emilia, 1984), Sabrina Mezzaqui (Bologna, 1964),
  • Nunzio (Cagnano Amiterno, 1954),
  • Mattia Pajè (Melzo, 1991),
  • Alice Pilusi (Atri, 1997),
  • Gianni Politi (Roma, 1986),
  • Fabrizio Prevedello (Padova, 1972),
  • Letizia Scarpello (Pescara, 1989),
  • Danilo Sciorilli (Atessa, 1992),
  • Eliano Serafini (Pescara, 1991).

È gradita la prenotazione all’indirizzo: info@straperetana.org.

Nelle settimane di apertura, le opere saranno liberamente fruibili dal pubblico nel fine settimana (sabato e domenica), dalle 16 alle 20; negli altri giorni su appuntamento.

 

Nella foto: Silvia Mantellini Faieta “Protezione visibile”

by Redazione