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Tag Archives: cultura 2020

Jobs of the Future

Michael Toro, 17 anni, Carmine Trugli, 17 anni, e Ion Ureche, 19 anni, studenti del corso serale dell’Istituto tecnico Aterno-Manthoné di Pescara, diretto da Antonella Sanvitale, sono risultati vincitori per l’Italia del contest Jobs of the Future, lanciato dal consorzio Future, tra cui il Centro Italiano per l’Apprendimento Permanente (CIAPE), in 7 paesi partner.

Il contest è stato inquadrato all’interno del progetto Future Time Traveller e co-finanziato dalla Commissione Europea, con lo scopo di “trasformare l’orientamento professionale della generazione Z attraverso un approccio di scenario innovativo basato sui giochi” (http://future-time-traveller.eu/).

L’iniziativa ha incoraggiato i giovani di età compresa tra 13 e 19 anni a esplorare la loro idea di professioni future, spiegare perché potrebbero emergere, come potrebbero essere e di che tipo di abilità si potrebbe aver bisogno, con l’aiuto di una piattaforma dedicata che prevedeva un’attività ludica suddivisa in 7 fasi.

Per i lavori del futuro sono state inviate 93 idee: 62 saggi, 30 presentazioni e 1 video provenienti dai sette Paesi partner: Italia, Bulgaria, Grecia, Germania, Polonia, Portogallo e Regno Unito.

I vincitori dei Paesi partecipanti saranno premiati a Roma, in autunno, durante l’evento finale nazionale e riceveranno alcuni gadget tecnologici come un caricabatterie solare, una action cam e altoparlanti Bluetooth.

Le proposte di tutti gli studenti che hanno preso parte all’iniziativa saranno incluse in un e-book e distribuite in Europa attraverso la rete Euroguidance.

Inoltre, i partecipanti che hanno ricevuto il maggior numero di Like hanno già ricevuto un certificato e le loro idee sono state presentate sia sul sito che sulla pagina Facebook di Future Time Traveller.

Questi i progetti degli studenti del corso serale dell’Aterno-Manthoné.

Primo posto – Michael Toro, Humanoid Robot Designer

Il designer progetterà robot che sembreranno e si comporteranno come esseri umani, umanoidi che eseguiranno le noiose faccende di casa al posto delle persone.

Questi designer dovranno essere specializzati nel settore di meccanica e tecnologia dell’informazione.

Inoltre, al fine di ridurre sprechi e costi, le parti meccaniche e tecnologiche già esistenti verranno riciclate e grazie al loro reimpiego, i robot avranno un prezzo accessibile.

Secondo posto – Carmine Trugli, Perpetual Motion Designer

Il motion designer perpetuo avrà una conoscenza approfondita delle materie ambientali, della fisica, della meccanica e della matematica.

Il moto perpetuo, che può essere paragonato all’ebollizione e al ciclo di condensazione, produrrà energia con un potenziale elevato e zero consumi.

Ciò consentirà di risparmiare risorse a livello economico e migliorare la sostenibilità ambientale.

Terzo posto – Ion Ureche, Inventor of futuristic means of transport

Questo progettista avrà conoscenze di Information Technology, meccatronica e ingegneria per progettare e costruire mezzi di trasporto a guida autonoma e non inquinanti.

Essi dovranno poter viaggiare in modo indipendente per piccoli e grandi distanze, favorendo la sostenibilità ambientale, non essendoci emissioni di CO2.

Auto e aerei del futuro saranno forniti di pannelli fotovoltaici in grado di autogenerare elettricità. I veicoli ibridi non saranno più necessari.

by francesca
maria basile

Fase 2 a pieno regime, i dati dalla Regione fanno ben sperare (ieri in Abruzzo per la prima volta, si sono registrati zero contagi). Ma durante l’isolamento di oltre due mesi, qualcosa (o qualcuno) può essere cambiato e modificato le proprie abitudini.

Magari, per chi ha la possibilità, dopo aver lavorato in smart working, si è dato più spazio ai webinar e workshop che dominano il web, a leggere o a dipingere.

Magari l’arte è stata un hobby da riprendere o magari una professione, un mestiere da coltivare anche stando a casa perché il web e l’arte non litigano, anzi!

Proprio per parlare di arte ai tempi del post Coronavirus, abbiamo fatto quattro chiacchiere con l’artista abruzzese Maria Basile fresca di un nuovo riconoscimento da mettere in bacheca: il Premio internazionale Margherita D’Austria.

Complimenti per il riconoscimento ottenuto, l’ultimo di una lunga serie!

“Grazie! Sì, questo prestigioso riconoscimento mi ha emozionata in modo particolare poichè si tratta del premio Internazionale Margherita d’Austria che mi è stato tributato per l’arte dall’Inner Weel di Ortona. Premio ricevuto insieme a Remo Croci, giornalista di Mediaset e alla dottoressa Roberta Bruzzone; ringrazio il professor Massimo Pasqualone per aver proposto la mia candidatura”.

Il Coronavirus secondo te ha fermato l’arte?

“Il flagello del Coronavirus è stato un colpo durissimo per tutti, nessuno escluso, non ci si aspettava una tragedia di portata planetaria. L’arte e la cultura dovranno riscrivere molte certezze venute meno ed è in questo momento più che mai che l’arte deve e può dare risposte facendosi voce e veicolo di sentimenti che ci attanagliano in questo momento per trasmettere ai posteri il dramma che viviamo oggi”.

Quanto i social e il web possono dare all’arte in questo momento?

“Devo essere sincera, in tempi passati mi sono espressa negativamente sull’utilizzo del web per quanto riguarda la divulgazione dell’arte. Forse perchè siamo stati travolti dall’eccesso che si è fatto di questo strumento, senza controllo e senza misura critica, perchè l’arte era uscita dagli ambienti istituzionali e diventata un’occasione per presupporre, dagli hobbysti, il talento, cosa ben diversa che continuerò sempre a difendere alla strenua. Ma all’apparire del vero, per dirla alla Leopardi, riconosco che oggi è l’unico mezzo che dà voce a noi artisti”.

Pensi che anche nel futuro l’arte sarà sempre più online?

“Credo che il futuro l’arte se lo troverà da sola. Questa disciplina è come l’acqua non la puoi fermare e il suo percorso se lo costruirà con la sua forza. Penso che però il web darà un grosso contributo, basti pensare alla mostra di Raffaello nelle scuderie del Quirinale, che purtroppo è sospesa per decreto ed è visitabile solo online”.

by francesca

Voglia di evoluzione esce per edizioni Tracce nel 2014 ma dopo pochi mesi la casa editrice ha dei problemi e la distribuzione finisce dopo il lancio del libro al FLA2014 di Pescara. È un testo in cui credo molto, un testo ricco di vita, di energia e di follia”.

Proprio nel giorno del suo compleanno, il 30 maggio, Alessio Masciulli l’editore di Catignano (Pe) che ha conquistato tutti con il suo concetto di editoria positiva, torna a stupire i suoi “followers”con una novità: il nuovo lancio del suo libro Voglia di evoluzione che si potrà acquistare anche in libreria dopo il 3 giugno.

E’ Alba la giovane protagonista. La ragazza viene licenziata e si ritrova senza speranze così improvvisa un viaggio di fortuna con i pochi risparmi e dopo tante avventure si ritrova nel cuore pulsante dell’Africa dove si lascia conquistare dal senso vero del viaggio e della scoperta.

“Nulla accade per caso – sottolinea Alessio – e ogni pagina è un gradino che porta in alto verso le riflessioni quotidiane con le quali ognuno di noi convive”.

Sfide, amore, rabbia, paure e coraggio, potere e povertà, polvere e tecnologia, un misterioso incontro: tutto si proietta costantemente verso la scoperta dell’io più intimo che insegnerà alla protagonista come dare un senso alla sua vita.

In qualità di promotore di grandi idee anticipa alcune novità:

Ho deciso di cambiare copertina e impaginazione per dare un tocco più personale al libro, la foto di copertina è di Riccardo Titta un bimbo di 10 anni che ha saputo cogliere l’attimo giusto così come accade ai protagonisti del libro. Ho voglia di ripartire con la mia promozione folle, senza limiti e senza regole.

Ho voglia di nuove sfide e di nuova energia per tornare e credere nelle emozioni selvagge della scrittura e sono ancora pronto a tutto.

Voglia di evoluzione gode della prefazione di Tamara Donà e di Red Ronnie che hanno letto e apprezzato lo spirito positivo del progetto.

by Redazione
Fabrizio Mocata

Avalon Progetto Tango, in collaborazione con cu_i comunicazione umanistica integrata, presenta Lezioni a casa con Fabrizio Mocata. Musicalità nel tango per ballerini e musicisti

Lezioni a casa con Fabrizio Mocata. Musicalità nel tango per ballerini e musicisti, con appuntamenti il 28 maggio, 1° e 8 giugno prossimi.

Avalon Progetto Tango, in collaborazione con cu_i comunicazione umanistica integrata, presenta Lezioni a casa con Fabrizio Mocata. Musicalità nel tango per ballerini e musicisti.

Fabrizio Mocata guida in un ciclo di incontri dedicato al vasto panorama delle orchestre storiche del tango per comprendere e delinearne gli aspetti caratteristici, attraverso l’analisi di alcuni brani rappresentativi del loro stile.

Pianista, compositore e arrangiatore di formazione classica e jazzistica, trova nel tango lo stile che gli permette di esprimere appieno la sua poetica musicale.

Le prime lezioni sono monografie dedicate a: Carlos Di Sarli, L’eleganza, la morbidezza e il canto dei violini; Anibal Troilo, “El tango es fácil o imposible”, Pichuco del tango diceva così; Juan D’arienzo, D’Arienzo e i ballerini: nervi, pause e pulsazione.

Si parlerà del periodo storico e di come orchestre e compositori si approcciavano al tango.

Sarà interessante capire cosa hanno prodotto e si cercherà di indagare sul perché e con quale obiettivo.

Le prime tre lezioni si tengono il 28 maggio, l’1 e 8 giugno 2020 alle 20.30, sempre su piattaforma Zoom.

Le lezioni sono utili ad avere un quadro ricco della storia del tango, ad acquisire elementi musicali e caratteristiche utili al ballo e ad approcciarsi con stile alla musica che viene proposta in milonga, ad immaginare il colore e le sfumature più adatte al proprio tango, oltre che a visualizzare insieme momenti caratteristici che regalano spunti alle coreografie.

Sono inoltre interessanti anche per chi ha una conoscenza della musica, per approcciarsi al meglio allo studio del tango o a proporre musica nelle milonghe.

Alla fine di ogni lezione sarà messo a disposizione degli iscritti il video dell’incontro e il materiale illustrato dal Maestro.

Foto: Festival Internacional de Tango de Medellín; Maria Paulina Pérez.

by Redazione
pescara

“Un concorso di progettazione che individui la migliore idea, per conciliare il recupero e la valorizzazione dei reperti storici e le esigenze della città contemporanea”. Dalle ipotesi sulle prime forme della città – facendo riferimento alle fonti e agli studi effettuati negli anni – al nuovo disegno di come potrebbe essere.

Il ritrovamento del bastione della fortezza di Pescara durante i lavori ferroviari di fronte al campo Rampigna, offre all’ordine degli Architetti, pianificatori paesaggisti e conservatori di Pescara, l’occasione di ribadire la necessità di un progetto di architettura, facendo appello allo specifico ruolo dell’architetto per gli interventi sul patrimonio storico-artistico, a fronte peraltro delle dichiarazioni del sindaco Carlo Masci sull’intento di valorizzare il ritrovamento.

“Ci affacciamo alla finestra – dicono dall’ordine – e immaginiamo una nuova idea di città. Non possiamo non sentirci chiamati in causa in questo progetto, ribadendo la necessità di una visione complessiva e di un’architettura di qualità”.

Il ritrovamento del bastione si aggiunge ad altri precedenti, dal mosaico romano della golena sud ai ruderi di Santa Gerusalemme, tutti da valorizzare. Fino al campo Rampigna, sotto il quale è stata ipotizzata la presenza di una necropoli romana.

Per non dire dei ritrovamenti degli anni passati, sempre di altre porzioni di bastione, poi resi inaccessibili per sempre.

“Siamo certi che il sindaco, che spesso ribadisce il suo amore per la città, vorrà mettere in atto tutte le misure necessarie per tutelare il ritrovamento, promuovendo un progetto di valorizzazione di tutti i reperti storici presenti nell’area che tenga in considerazione, allo stesso tempo, la stratificazione del tessuto storico e le esigenze della città contemporanea – commenta Angelo D’Alonzo (nella foto), presidente dell’ordine degli Architetti di Pescara – Quale migliore stimolo per noi architetti? Quale migliore occasione per un concorso di progettazione che selezioni la migliore idea in tal senso? Quale migliore opportunità per riportare all’attenzione dei cittadini la storia della città, e restituire ad essa un’identità non sempre percepita? Per esempio attraverso un convegno e una mostra che raccolga la copiosa documentazione accumulata negli anni dalle associazioni, dall’università e da tanti cittadini che hanno a cuore Pescara e le sue origini”.

Il luogo deputato ad accogliere tutto ciò è l’Urban center, le cui attività sono coordinate appunto dall’ordine degli Architetti, luogo di incontro tra cittadini ed enti territoriali su temi e  progetti urbani.

“La proposta è che l’amministrazione comunale individui opportune risorse finanziarie e bandisca al più presto un concorso di progettazione a due fasi, per avere subito un patrimonio di idee per valorizzare i reperti storici, in un’ottica di riassetto dell’intera area sulla quale insisteva l’antica fortezza – aggiunge il presidente Angelo D’Alonzo – Da queste idee saranno poi selezionate quelle ritenute migliori per gli ulteriori approfondimenti progettuali e l’individuazione dell’intervento che sarà realizzato”.

Per gestire il concorso di progettazione e garantire trasparenza e tempi certi, l’ordine degli Architetti pescarese mette a disposizione gratuita dell’amministrazione comunale la piattaforma del consiglio nazionale architetti, già utilizzata da numerose città italiane per concorsi di riqualificazione urbana (concorsiawn.it).

by Redazione
Italia Book Festival

Con il suo romanzo Donne di gesso, edito da Edizioni Ensemble, l’autrice abruzzese Valeria Masciantonio partecipa a Italia Book Festival, il primo Festival del libro online che, fino a domenica 24 maggio, ospita nel suo spazio virtuale stand, incontri con gli autori in streaming, workshop on-line e laboratori virtuali per bambini.

Valeria Masciantonio parlerà dunque del suo romanzo sabato 23 alle ore 16.

Donne di gesso è ambientato nell’entroterra abruzzese e racconta le vicissitudini di tre generazioni di donne, dai primi del Novecento alla fine degli anni 70, ripercorrendo un bel pezzo di storia di Italia dal punto di vista di una donna e delle sue figlie in una dimensione rurale e affascinante che mescola iperrealismo e realismo magico.

Italia Book Festival è un evento patrocinato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, che vede la presenza di 85 case editrici provenienti da tutta Italia.

 

by Redazione
film

Parla di diversità e accettazione il fashion film Fences, ideato dal modello abruzzese Simone D’Angelo, direttore artistico del progetto.

Due minuti intensi e incisivi che propongono una riflessione sulla società contemporanea e sul fatto che spesso si tende a giudicare le persone solo dall’apparenza. Il video vuole lanciare un messaggio di rottura rispetto ai pregiudizi, invitando a riflettere e a cambiare atteggiamento.

“Fences – spiega Simone D’Angelo –  nasce dalla voglia di trasmettere un messaggio importante. Credo che non sia possibile che nel 2020 esistano ancora tanti luoghi comuni che determinano altrettanti pregiudizi». «Tutti devono avere le stesse possibilità di dimostrare chi sono e cosa sanno fare – aggiunge –  indipendentemente dall’aspetto esteriore”.

Il fashion film racconta la storia di un ragazzo che soffre per la solitudine causata dall’emarginazione e che, ad un certo punto della sua vita, capisce di non essere solo, di non essere l’unico ad essere diverso, e fa della sua diversità una ricchezza.

Questo gli permette di accettarsi ed essere accettato anche da chi, sbagliando, lo aveva emarginato.

Un invito ad essere se stessi e a non nascondere la propria identità, rompendo gli schemi dei facili giudizi: questo è l’intento di Fences, iniziativa che si ispira anche al percorso artistico e professionale del teramano D’Angelo impegnato nella moda dall’età di 16 anni, quando inizia a muovere i primi passi in concorsi e shooting a livello locale.

Oggi, ventisettenne, vive a Milano dove lavora come modello.

Protagonista di prestigiose campagne di moda, Simone ha collaborato con noti personaggi del panorama artistico italiano, tra i quali Salmo, Francesca Monte ed Herbert Ballerina. Nel 2019 è stato uno dei protagonisti della campagna Ray-Ban, motivo per lui di grande soddisfazione.

“La moda è la mia passione più grande – commenta il modello –grazie alla quale ho avuto modo di visitate posti splendidi e trarre degli insegnamenti che oggi sono i punti di riferimento della mia vita. Uno dei  motivi per cui amo la moda è proprio perché in questo settore più sei diverso e più sei unico”.

L’invito di Simone a non nascondere la propria identità, la propria diversità, è perfettamente visibile in Fences.

Il videoclip, prodotto da Mad Light Creative, vede la collaborazione di Andrea Riva (videomaker), Leo Mel (voce narrante) Lee Hook (colonna sonora), Demba, Thiago Perri e Luca Maurino  (modelli protagonisti insieme a Simone D’Angelo), Stefano Guerrini ( visual consultancy).

“Sono una persona a cui piace prendere iniziativa – spiega ancora l’art director – non riesco a stare fermo, amo lanciarmi in nuovi progetti soprattutto quando rispecchiano il mio stile, proprio come questo. In ogni ambito bisogna avere voglia di fare altrimenti si rimane ancorati e non si va mai avanti. Il mio motto è ‘il carattere fa la differenza’ e spero che anche Fences faccia la sua differenza”.

Il fashion film (visibile al link https://youtu.be/kBYjnwE59OQ ), che è stato diffuso dal magazine Man in town e su diversi canali web, ha già ricevuto diversi apprezzamenti positivi e si candida ad essere uno dei video dedicati all’abbattimento delle barriere create dal pregiudizio più cliccati del momento.

by francesca
premio letterario

A causa dell’emergenza Coronavirus, la IV edizione del Premio Letterario Nazionale “Luigi D’Amico Parrozzo”, la cui cerimonia di premiazione era prevista a Pescara per il mese di ottobre 2020, è stata rinviata alla primavera 2021.

La decisione è stata presa dagli organizzatori a causa dell’impossibilità di riunire la Giuria per la valutazione e la selezione delle opere in concorso.

Il Premio letterario nazionale nasce nel 2017 da un’idea della scrittrice Paola Di Biase e dell’imprenditore pescarese Pierluigi Francini. Sin dalla prima edizione, la manifestazione vanta il prestigioso supporto dello scrittore e presidente di giuria, Giovanni D’Alessandro. Oltre 300 i volumi pervenuti nelle passate edizioni, nelle diverse sezioni di letteratura, poesia e saggistica.

Il Premio “Luigi D’Amico Parrozzo” ha portato a Pescara volti illustri della cultura nazionale, tra cui il giornalista di Report, Sigfrido Ranucci, lo scrittore e regista de Il nome della rosa, Giacomo Battiato e il giornalista Marco Tarquinio, direttore dell’Avvenire.

La pubblicazione del nuovo bando 2021 avverrà presumibilmente nel prossimo mese di novembre sui siti locali e nazionali.

by Redazione
coronavirus

A otto mesi dall’uscita del libro di Edda Migliori Cinque racconti e una fiaba e dal lancio della galleria fotografica del testo sui principali social network, con la creazione dell’apposito hashtag #doveCinqueRaccontieunaFiaba, l’autrice presenta il progetto realizzato durante la pandemia.

Dopo il successo riscontrato dalla prima iniziativa, in cui l’autrice e i lettori hanno immortalato il libro in tante località italiane ma anche in tante estere (dall’Egitto alla Francia, dalla Spagna alla Germania, dal Qatar agli Stati Uniti, fino alla lontanissima Australia), a partire dall’inizio del lockdown è stato lanciato un nuovo hashtag che si aggiunge ai due precedenti #cinqueraccontieunafiaba e #doveCinqueRaccontieunaFiaba, ovvero #cinqueraccontieunafiabaaitempidelcoronavirus.

Dall’8 marzo scorso l’autrice ha iniziato a pubblicare le immagini del libro ritratto esclusivamente tra le mura domestiche (le proprie o quelle dei lettori).

Una quotidianità caratteristica del periodo di emergenza legata al Covid-19 fatta di mascherine e disinfettante per le mani, di momenti dedicati ad hobby e bricolage, di impasti deliziosi, di giardinaggio in terrazza, di musica e relax.

Non sono mancati scatti dedicati a temi importanti e a spunti di riflessione come in occasione della “Giornata Mondiale per la Consapevolezza dell’Autismo” o dell’anniversario del terremoto che nel 2009 colpì L’Aquila per citarne alcuni.

Cinque racconti e una fiaba

“Dalla mia prima presentazione di Cinque racconti una fiaba a metà settembre, cui ne sono seguite molte altre in varie località, ho pubblicato uno scatto al giorno del libro immortalato in moltissime favolose città. Da subito i lettori hanno seguito il mio esempio ed hanno iniziato ad inviarmi decine e decine di scatti che ho pubblicato nel corso dei mesi; non smetterò mai di ringraziarli per l’entusiasmo e il calore che mi hanno sempre dimostrato – ha spiegato Edda Migliori – E’ stato così fino al 7 marzo poi è iniziata la quarantena e, ancora una volta, attraverso il mio libro ho voluto lanciare un messaggio forte: di speranza e resilienza. Così tutti gli scatti sono stati accompagnati all’invito a rimanere a casa e a vivere questa reclusione forzata come un’esperienza e un’opportunità. L’occasione per dedicarsi alla famiglia e a tante attività dimenticate a causa di uno stile di vita spesso troppo frenetico. Anche in questo caso ho ricevuto delle bellissime foto dai lettori e sono circa 70 le immagini accompagnate dall’hashtag dedicato a questo progetto: #cinqueraccontieunafiabaaitempidelcoronavirus mentre sono 250 quelle totali pubblicate in questi mesi con l’hashtag #doveCinqueRaccontieunaFiaba”.

Il libro scritto dalla giornalista abruzzese Edda Migliori narra storie che hanno in comune il tema della resilienza, della forza e della speranza.

I racconti si svolgono nel territorio abruzzese e sono quasi sempre declinati al femminile con protagoniste donne.

In questo libro, edito da Epigraphia, l’autrice affronta temi importanti, reali, toccanti e profondi; racconta di origini da ritrovare, di antichi insegnamenti dei nonni, di ritorni alla propria terra, di rispetto per il lavoro, di sacrifici e tanto sudore, di vigneti da “accudire” e di terre da coltivare, all’insegna di “Pane e fatije”, ovvero “Pane e lavoro”.

“Durante la settimana che precedeva l’8 Marzo avevo in programma ben tre nuove presentazioni legate alle celebrazioni della Giornata Internazionale della Donna, annullate a causa del lockdown. Inoltre nei mesi di Aprile e Maggio ce n’erano previste altre a Milano, Torino e sul Lago Maggiore – ha concluso l’autrice – Un tour interrotto prima ancora di iniziare ma che riprenderà nelle modalità più opportune non appena sarà possibile. Approfitto però per ringraziare tutte le persone che erano coinvolte in questi progetti e tutti i lettori che quotidianamente mi dimostrano, in mille favolosi modi, affetto e stima da tutta la Penisola ( e in alcuni casi dall’estero). Ci rivedremo presto e sarà bellissimo!”.

by Redazione

La fattoria didattica ora diventa… online! È l’originale idea di Apicoltura Luca Finocchio, l’azienda apistica di Tornareccio che da anni nel periodo primaverile organizza seguitissime giornate in azienda rivolte ad alunni ed insegnanti: le fortunate fattorie didattiche, appunto, che hanno permesso a migliaia di bambini di tutto l’Abruzzo ma anche di fuori regione di toccare con mano e palato l’appassionante mondo del miele.

Non potendo realizzare le giornate dal vivo per via delle restrizioni dovute al Coronavirus, Apicoltura Luca Finocchio ha deciso di realizzare due coinvolgenti videolezioni che saranno inviate a partire dalla settimana prossima alle scuole che avevano già aderito alla proposta di fattoria didattica, oltre che a quelle che negli anni scorsi hanno già partecipato al percorso didattico.

Fattoria didattica Apicoltura Luca Finocchio
Fattoria didattica Apicoltura Luca Finocchio

“Nel primo video – racconta Fabiana Finocchio, instancabile animatrice delle fattorie didattiche – spieghiamo come nasce il miele, dalle api alle fioriture fino all’uscita dai favi: un momento, quest’ultimo, tradizionalmente molto emozionante per i bambini che vedono concretizzarsi il duro lavoro che nasce dall’alleanza tra uomo e natura. Nel secondo, invece, accompagniamo alunni e insegnanti alla scoperta del miele attraverso i cinque sensi: per chi fosse interessato, abbiamo anche predisposto dei kit school disponibili sul nostro sito, che sono box con mieli, palette, bicchierini e attestato di degustatore doc. le due videolezioni racchiudono un percorso interessante, che abbiamo pensato di differenziare per la scuola dell’infanzia e quella primaria, con linguaggi diversi per età diverse, grazie all’elaborazione didattica a cura di Lisa Finocchio, da sempre in prima linea nell’ideazione della fattoria didattica. Siamo sicuri che sarà un modo originale per entrare in contatto con il mondo del miele, oltre che una simpatica possibilità per concludere in bellezza e dolcezza l’anno scolastico. Naturalmente – conclude – non appena sarà possibile, le nostre porte torneranno ad essere aperte alle scolaresche e a quanti vorranno fare una visita aziendale. Sin da ora, i nostri prodotti sono comunque disponibili in negozio e sulla piattaforma e-commerce del nostro sito”.

by Redazione