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Category Archives: Cultura

gianni maritati

Sarà un volto noto al grande pubblico, il giornalista Gianni Maritati, vice capo della redazione cultura di RaiUno e presidente dell’Associazione Clemente Riva, ad accogliere l’ultima tappa ad Ostia (Roma) dell’ormai famoso progetto il Cammino Letterario Italiano la cui prima edizione è stata ideata e viene promossa dall’editore pescarese Alessio Masciulli.

Il cammino, Covid permettendo, inizierà il 26 Luglio 2021 ed abbraccerà circa 30 comuni da definire per un totale di 240 km. Il comune di partenza è Catignano (Pescara): ogni pomeriggio sarà organizzato un evento all’aperto nel luogo d’arrivo dove verranno raccontati libri e autori, risorse del territorio e tradizioni, saranno presentati prodotti tipici locali e si parlerà di personaggi e borghi.

L’evento è aperto a tutte le case editrici italiane che vorranno presentare i propri libri, a tutti gli artisti che vorranno esporre e a chiunque voglia camminare e mettersi alla prova. Sarà la poetessa Silvia Elena Di Donato, autrice di punta della Masciulli Edizioni che ha  regalato grandi emozioni durante le presentazioni della sua raccolta di testi poetici La Maschera di Euridice, a curare gli appuntamenti letterari previsti nel corso della maratona culturale.

Entusiasta di questa iniziativa è Maritati che ha accolto immediatamente di buon grado la proposta; lo stesso giornalista ammette che è importante tornare a far progetti da poter concretizzare con lo spegnersi dell’emergenza come sottolinea in questa intervista.

 Primo “Cammino Letterario Italiano”: in questo progetto c’è tanta voglia di andare avanti, di non farsi sopraffare dalla pandemia, pensi che la cultura possa essere un punto di “ripartenza”?

“La cultura può e deve essere sinonimo di ripartenza, speranza, rinnovato impegno. E’come l’aria che respiriamo, perciò non possiamo farne a meno. La cultura ci aiuta a restare umani, a riflettere su noi stessi e sul mondo, a non farci spaventare da nulla, nemmeno dalla pandemia”.

Con “Piccoli mondi di carta”, il tuo famoso libro Edizioni Masciulli, hai avuto modo di confrontarti con l’entusiasmo di Alessio Masciulli, l’editore pescarese che nemmeno in questo periodo particolarmente complesso ha mostrato segni di sconforto, ed ha portato avanti la sua passione malgrado le difficoltà: quanto conta nella vita questo atteggiamento? 

Alessio Masciulli è un editore atipico nel panorama italiano: o lo si rinchiude in manicomio (scherzo) oppure lo si lascia fare. Come pochi, è un suscitatore di energie, un fabbricatore e un concretizzatore di sogni. Crede sempre nel gioco di squadra. La sua tenacia è illimitata e contagiosa. Nell’editoria, ma non solo, servono persone come lui”.

Da Catignano (Pescara) ad Ostia (Roma): quali sono le novità che tu pensi possano emergere in questo “cammino culturale”?

“Una, sostanzialmente: i libri non sono inerti e candidati alla polvere di una biblioteca o a fare solo bella mostra di sé in una libreria. I libri viaggiano e fanno viaggiare, camminano, aprono nuovi orizzonti, fanno incontrare le persone e le comunità. Il Cammino riscopre il valore dinamico e trasformante dei libri”.

 

by francesca
cammino letterario

Si lavora ininterrottamente al primo “Cammino Letterario Italiano” by Masciulli Edizioni.

L’idea nasce dalla voglia di essere sempre in movimento e dal desiderio di creare interesse, sinergie, condivisioni e spostare i propri limiti per crescere.

Già nel 2020 l’idea di andare in bici da Catignano (Pe) a Roma aveva preso forma: un giro turistico di quattro giorni con tappe e presentazioni di libri tra Abruzzo e Lazio, poi a causa del Covid sono state introdotte restrizioni e cancellati eventi e manifestazioni ma l’idea e la voglia sono rimaste, amplificandosi e trasformandosi in una camminata di sei giorni con partenza da Catignano (Pe) il paesino dove ha sede la Masciulli Edizioni creata e gestita da Alessio Masciulli fino a Ostia Lido (Roma).

La data di inizio del cammino è fissata per il 26 Luglio 2021 alle ore 9.00 (Covid permettendo) ed abbraccerà circa 30 comuni (non si può ancora dare un numero preciso) per un totale di 240 km. Ogni tappa dista dalla precedente circa 40 km, il tracciato è principalmente asfaltato anche se si potranno trovare brevi sentieri sterrati.

Ogni pomeriggio sarà organizzato un evento all’aperto nel luogo d’arrivo dove verranno raccontati libri e autori, risorse del territorio e tradizioni, saranno presentati prodotti tipici locali e si parlerà di personaggi e borghi.

L’evento è aperto a tutte le case editrici italiane che vorranno presentare i propri libri, a tutti gli artisti che vorranno esporre e a chiunque voglia camminare e mettersi alla prova. Per il cammino non è prevista nessuna quota d’iscrizione, ognuno si muoverà in autonomia sia per trovare alloggi che per ogni altra esigenza e ognuno sarà responsabile di se stesso.

In concomitanza con l’evento ci sarà un concorso gratuito nazionale gestito da Cristina Corazza (Rock Wedding Planner) aperto a tutte le band musicali italiane che potranno proporre un loro brano inedito, dieci dei quali verranno scelti per far parte di un CD (prodotto e curato dalla Masciulli Edizioni) a tiratura limitata che uscirà in occasione della manifestazione.

Perché questo cammino?

Ho voluto ideare tutto questo per dare un messaggio chiaro a tutti quelli che si pongono un obiettivo nella vita: nulla è facile ma gran parte delle cose che sogniamo è possibile solo se c’è determinazione, costanza, inventiva e una gran dose di coraggio. Lo faccio perché ho voglia di farlo, ho voglia di andare oltre, di ripartire, di dare un messaggio positivo a tutti, di spostare i miei limiti e dimostrare ancora una volta a me stesso che nessuna distanza è incolmabile – spiega l’editore Alessio Masciulli.- Voglio riscoprire la lentezza dei passi, il sapore della Natura, il suono dei ruscelli, il calore dei piccoli borghi persi tra i monti, il silenzio di strade di campagna, la bellezza che si estende tra Lazio e Abruzzo. Tante le collaborazioni in vista: realizzeremo video promozionali per i Comuni interessati, interviste agli autori che partecipano, dirette social, tanti eventi dedicati ai libri e tanti sorrisi. E’ vero che l’emergenza sanitaria in corso ci impone il distanziamento, ma è altrettanto vero che non ci sono limiti per le idee e dunque sono sicuro che creeremo un programma unico”.

Per avere informazioni e aggiornamenti basta andare sul sito www.masciulliedizioni.com alla sezione Cammino Letterario o mandare una mail a masciulliedizioni@gmail.com.

by francesca
miglianico

Miglianico sceglie di caratterizzarsi come “città della poesia”, anzi come “Borgo in poesia”: si chiama così infatti, insieme al titolo PoetaMi, l’iniziativa che il prossimo 20 giugno porterà nelle vie del centro storico decine di poeti di tutta Italia e centinaia di studenti partecipanti anche quest’anno al “Premio Paride Di Federico”, giunto alla XII edizione.

Ed è proprio grazie al pluridecennale concorso dedicato alla memoria del giovane poeta miglianichese che l’amministrazione comunale ha deciso di legare il proprio territorio alla poesia, iniziando a mettere su, mattone dopo mattone, anzi, libro dopo libro, il primo “museo italiano della poesia”, che sarà ospitato nella “Casa della Cultura” aperta ormai da tre anni presso la “Casa delle Monache Sant’Anna”, nel cuore del centro storico del paese. Infatti tutti i partecipanti al concorso nazionale (che per la prima volta permette di presentare raccolte poetiche già edite in un’apposita sezione) dovranno presentare una copia cartacea della propria opera che sarà custodita nel museo, così da avere nel tempo una traccia di tutta la produzione poetica italiana, che verrà incrementata dal Comune di Miglianico che ogni anno farà un investimento economico per acquistare libri di poesia e ampliare la dotazione della struttura.

La giuria, presieduta da Davide Rondoni, poeta, fondatore della rivista ClanDestino, opinionista di Avvenire, critico letterario nel supplemento domenicale de Il Sole 24 Ore e direttore della collana I Passatori – Contrabbando di poesia per Carta Canta Editore , selezionerà i dieci autori più significativi per le due categorie previste (poesia singola e raccolta di poesie) e li inviterà a Miglianico per il 20 giugno, che sarà una vera e propria giornata di poesia, in cui il borgo sarà trasformato in versi.

Ci saranno infatti la XII edizione del “Premio Paride Di Federico”, rivolto agli studenti di tutta Italia, un convegno sulla comunicazione poetica con il prof. Andrea Lombardinilo, docente di Sociologia della Comunicazione dell’Università “G.d’Annunzio” di Chieti-Pescara, tre laboratori poetici della Scuola Macondo, rivolti ai giovani, un contest di murales a tema poetico, che arricchiranno le vie del paese, la serata di gala finale con l’assegnazione del primo premio “PoetaMI – Miglianico Borgo in poesia”.

“In un periodo così difficile per la nostra storia contemporanea – ha commentato il sindaco, Fabio Adezio – abbiamo scelto di caratterizzare la nostra cittadina con un messaggio eterno che doni speranza, pace, gioia, ma anche riflessione, attenzione, cultura: grazie alla Scuola Macondo, che ci è stata vicina nelle ultime edizioni del Premio Paride Di Federico, all’infaticabile opera del Gruppo di Studio per la Promozione della Cultura, che ho di recente rinnovato, alla squisita disponibilità e vicinanza dei familiari di Paride Di Federico, stiamo costruendo qualcosa che sarà per Miglianico un punto fermo per la propria stessa identità. Sono felice di poter mettere a disposizione il nostro centro storico ed uno degli immobili da noi riportati all’antico splendore per la costruzione del primo vero museo della poesia italiana, dove gioie, dolori, ricordi, memorie saranno messe in versi eterni. Ma soprattutto sono orgoglioso del fatto che tutto questo verrà fatto con una speciale attenzione ai giovani, che sono il nostro futuro e vanno educati al bello, al buono, alla poesia della vita”.

 

by francesca
turismo regionale

Un hub in cui confluiscono le variegate realtà turistiche regionali: è una delle molteplici sfaccettature con cui si configura il Parco museale Abruzzo in Miniatura.

La nostra regione, a vocazione prettamente turistica, con un incoming aeroportuale in costante incremento, offre un potenziale paesaggistico e architettonico di alto profilo.

Un patrimonio che ad oggi viene sintetizzato fedelmente dalle riproduzioni in miniatura del Parco museale presieduto da Livio Bucci, divenuto sede e quartier generale di una rete capillare di associazioni turistiche regionali quali I borghi più belli d’Italia ed enti esterni al territorio come Destination Abruzzo che ha già fatto conoscere il progetto a New York; altre partnership sono state attivate con AbruzziAMO e Fantastico Abruzzo.

Ma L’Abruzzo in Miniatura ha esteso il suo fascino anche in direzione est verso il Medio Oriente, catalizzando l’attenzione degli Emirati Arabi.

Il tutto coordinato dalla dottoressa Dominique Di Stefano, responsabile dell’area Turismo all’interno dell’Abruzzo in Miniatura.

“All’interno del parco museale, non solo opere del nostro territorio riprodotte in scala – spiega il presidente Livio Bucci – ma stiamo mettendo su una vera e propria rete turistica regionale. Cosa vuol dire? Che puntiamo a diventare un hub per tutti i tour operator del territorio: I Borghi più belli d’Italia per fare un esempio saranno nostri partner; AbruzziAMO, Destination Abruzzo che fa conoscere la nostra regione a New York, Giallonardo Viaggi e tanti altri si sta stanno via via aggiungendo. Un punto d’incontro e di confronto per tutte queste realtà che hanno, come noi, a cuore il turismo regionale insieme a grandi aziende che già collaborano con noi”.

Dunque, l’Abruzzo in Miniatura non si ferma: il parco museo è chiuso a causa dell’emergenza sanitaria ma, presidente e il suo staff non lasciano nulla al caso.

“Ringrazio tutti gli operatori turistici per la grande stima e fiducia che mi stanno dimostrando – ci tiene a precisare il presidente Bucci – Già dalla prima volta che li ho incontrati, tutti hanno sottolineato la qualità e l’unicità del progetto a livello nazionale”.

Ultima novità, ma solo in ordine di tempo, un’Associazione Culturale di Promozione Sociale ed Economico-Finanziaria, dal nome Cultura & Finanza: “Mi hanno contatto per essere parte di questo progetto che punta a raccontare e parlare del business nell’ambito culturale” chiude Livio Bucci.

by Redazione
Officina Lanciano

Nasce l’associazione “Officina Lanciano”, un laboratorio di idee e progetti da realizzare per il bene del cittadino e dell’intera città.

Perché, come spiega la nota di presentazione della nuova realtà  associativa, “bisogna essere presenti sul territorio, ascoltare e capire le problematiche, solo così si possono trovare le soluzioni che rendano seriamente vivibile e ospitale la nostra città”.

L’associazione, presieduta dall’avv. Dalila Di Loreto e completata, come consiglio direttivo, dall’imprenditore Rocco Finardi (vicepresidente) e dal commercialista dott. Giuseppe Luciani (tesoriere, nella foto), vanta già numerosi iscritti nonostante la sua recente costituzione.

 Dalila Di Loreto
Dalila Di Loreto

“E’ un’associazione di persone che credono nella tutela del territorio e cercano di approfondire e far rispettare i valori come la libertà, l’autonomia e la solidarietà sociale – spiega la presidente Dalila Di Loreto – E’ questo il minimo comune denominatore che unisce i promotori dell’associazione. L’ obiettivo è quello di coinvolgere professionisti,  imprenditori, commercianti, lavoratori attivi e quiescenti nonché tutti coloro che vogliano contribuire fattivamente alla vita sociale e culturale della città e che vogliano avvicinarsi alla politica con un  modus operandi nuovo”.

“Abbiamo le idee chiare –  sottolinea – vogliamo offrire alla città uno strumento per cogliere le urgenze dell’attualità, per interessarsi a ciò che ci circonda con spirito critico, riflessivo e costruttivo, pronti a partecipare alla vita politica di Lanciano”.

Rocco Finardi
Rocco Finardi

“La politica senza condivisione ed unione è condannata ad avere respiro corto e la nostra città ha bisogno di persone nuove, di un cambiamento reale che porti ad amministrare persone capaci di cogliere queste esigenze – conclude l’avvocata Di Loreto – lo testimoniano i tanti avvenimenti a cui assistiamo, a volte, impotenti. In vista delle imminenti amministrative, i nostri associati saranno decisi a raccogliere questa sfida, disposti a dialogare con i rappresentanti delle forze politiche e fin d’ora pronti a sostenere il candidato sindaco di centrodestra che sia espressione di  un vero cambiamento affinché, dopo tanti anni, si possa  ridare all’espressione ‘amministrare per il bene comune’ un vero contenuto”.

by Redazione
Giornata Mondiale della Poesia

Domenica 21 marzo, alle ore 11, presso l’Ospedale di Chieti SS Annunziata, l’Associazione culturale “22 aprile” celebrerà la Giornata Mondiale della Poesia.

L’Associazione, in questo 21 marzo, conferisce un Premio al componimento Sfiatète, scritto in dialetto ortonese da Luca Di Tizio, anestesista e rianimatore all’Ospedale clinicizzato SS Annunziata di Chieti.

In un momento tanto complesso, la poesia ritorna come lingua dell’indicibile, come tentativo estremo di tenere la parola viva e abbiamo scelto, nel rispetto della salute di tutti, di conferire il Premio in Ospedale, all’esterno, con una piccola cerimonia, coinvolgendo la Direzione Sanitaria.

Luca di Tizio scrive e lo fa a cuore aperto. Lo abbiamo immaginato al termine dell’ennesima giornata sfiancante, coi nervi a pezzi e l’umore alle caviglie. Un lavoro che ha a che fare con la vita e con la morte, coi miracoli e con le tragedie, coi voli altissimi e con gli abissi.

“Il dialetto è uno strumento potentissimo per dar voce a quello che sente il cuore, nella maniera più spontanea e vera possibile – dichiara il dott. Di Tizio – Questo componimento nasce così, per fare uscire fuori le emozioni più intense e forti che, da un anno a questa parte, il mio cuore, come quello di molti altri medici e infermieri, è chiamato a provare quotidianamente. La poesia descrive un particolare momento della nostra attività, quando noi rianimatori siamo chiamati in ospedale ad intubare pazienti, affetti da questa terribile polmonite. E così devi tranquillizzare, dare parole di conforto e speranza. Nel tuo cuore però – conclude Di Tizio – c’è tristezza e preoccupazione. E allora il distacco iniziale viene meno. Il malato non è più soltanto la persona che deve beneficiare della tua professionalità, ma diventa l’uomo, solo, impotente e spaventato di fronte a questa terribile pandemia”.

Luca Di Tizio nasce a Ortona nel 1974. Nel 2000 si laurea in Medicina e Chirurgia, all’Università degli studi G. d’Annunzio di Chieti Pescara. Dal 2010, è Dirigente Medico in Anestesia e Rianimazione (Asl 02 Lanciano Vasto Chieti, Chieti).

 

by francesca
Remo Rapino

“Se non son matti non li vogliamo” è il titolo di un famoso film degli anni Quaranta, che potrebbe fungere da slogan anche per il Festival dei Matti, iniziativa annuale di singolare fortuna, giunta alla sua XI Edizione, e che, solitamente, si svolge a Venezia.

L’iniziativa culturale, che viene declinata attraverso incontri, dibattiti, laboratori e spettacoli, è pensata per scardinare i luoghi comuni e le false credenze che ruotano intorno alla follia, e per valorizzare la pazzia, intensa come forza creativa e comunicativa.

Ospite perfetto dell’edizione di quest’anno, che si svolgerà in diretta streaming, a causa delle ben note norme sanitarie, sarà, tra gli altri, lo scrittore Remo Rapino, che della follia ha fatto un baluardo e l’ha sottratta dai cliché e dagli stereotipi, trasformando lo scemo di paese nell’eroe buono del suo romanzo Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio.

L’incontro con lo scrittore lancianese sarà trasmesso in diretta domani, 10 marzo, alle ore 19, sulla pagina Facebook del Festival dei Matti. Dialogheranno con l’autore Anna Poma e Gianni Montieri, tra gli ideatori e organizzatori del Festival.

Va ricordato, inoltre, che l’attenzione di Rapino nei confronti della pazzia non è esclusiva del suo ultimo romanzo, nel quale, piuttosto, raggiunge l’acme, ma ha una lunga tradizione in molte delle sue pubblicazioni: basti pensare, tra le tante, alla raccolta di racconti Fuori margine, nitida e composita galleria di personaggi un po’ strambi, che di poco precede il romanzo di Liborio.

by Redazione

Così, come la dolce carezza di chi si ama o un soffio di vento tiepido in primavera, con la stessa delicatezza 13 donne forti, compatte, e innamorate parlano dell’amore in tutte le sue forme e si abbracciano in un unico progetto che diventa un libro grazie all’intuito di Tiziana Iozzi (di Pescara), impegnata nella formazione: “Amati o Amàti: questione di accento” arriva dritto al cuore come un’emozione forte che scalda l’anima e proprio in occasione dell’8 marzo, “Festa della Donna”.

“Nel mio lavoro di coachig – spiega la Iozzi – seguo tante donne e le accompagno nel definire i loro obiettivi di vita personali e professionali ed in questo progetto ci sono tanti sogni, ognuna ha un sogno nel cassetto e probabilmente queste dodici donne che mi hanno fatto compagnia  con le loro storie non avrebbero mai aperto il loro cuore: il 12 aprile 2020, giorno del mio compleanno, come riporto anche nel libro, in occasione di un webinar in pieno lockdown, ho lanciato il progetto”.

Sono diventate parte di quest’ultimo donne che vivono in città diverse: Sonia Genesini (Piacenza), Teresita Di Lauro (Milano), Francesca Di Giuseppe (Pescara), Loretta Saudella (Milano), Milena Di Gioia (Bari), Stefania Pieri (Prato), Annamaria Acunzo (Pescara), Annalisa Conti (Milano), Marina Egidi (Savona), Anna Nozzi (Chieti), Cristina Corazza (Milano), Patrizia Splendiani (Pescara); diverse sono le storie raccontate da queste donne che diventano autrici nel progetto e sono legate da un filo sottile e quasi impercettibile che unisce le loro emozioni e le loro sensazioni poiché si raccontano con forza e coraggio e mettono a nudo la loro interiorità. Ed è lo stesso filo che unisce anche i loro volti sulla copertina del libro.

Come spiega Tiziana Iozzi: “le storie parlano di noi, parlano della vita di tutte le autrici e  leggerle è come stare vicino alla persona che le ha vissute, emozionarsi con lei. Sono tutte storie che in un modo o in un altro raccontano l’amore, ma raccontano anche di donne che ce l’hanno fatta e se ce l’abbiamo fatta noi ce la può fare chiunque”.

Entusiasta di questo libro è l’editore pescarese, Alessio Masciulli che a proposito sostiene: “Credo moltissimo in questo libro, non potrebbe essere il contrario perché già un romanzo scritto da una sola donna che racconta di donne è quasi sempre un capolavoro se poi di donne ne sono addirittura 13 e tutte grintose, il risultato non può che essere grandioso”.

Si tratta di donne che amano e si amano, che vivono e si vivono senza privarsi di nulla, che si inchinano ai giorni come lottatrici ostinate ma senza mai perdere di vista l’orizzonte e con il sole sempre sulla fronte, “ho paragonato questo testo ad una tavolozza di colori dove tutti sono utili per creare disegni e sfumature e nessun colore è più o meno bello dell’altro. – prosegue Masciulli. – Così sono queste storie, come carezze continue che curano ferite e ci raccontano sensazioni da bere come se ci dissetassimo grazie ad una fontana da cui sgorga acqua fresca in piena estate. Non vedo l’ora di partire con la distribuzione e la promozione e di conoscere di persona tutte le autrici che provengono da varie parti d’Italia”.

Ogni storia riportata nel libro è stata scritta seguendo il cuore, ogni frase è la sintesi perfetta tra la volontà di raccontare ed il desiderio di farsi portavoce di esperienze utili e paragonabili a miliardi di vite e di storie nelle quali non è affatto difficile potersi identificare, poiché le parole utilizzate raccontano la vita vera, la vita di chi ce l’ha fatta e di chi ha imparato anche dai propri errori; ed ecco che la lettura diventa un modo per condividere le proprie emozioni oltre che riempire vuoti interiori.

“Un grazie speciale va a Tiziana Iozzi per aver creduto nella Masciulli Edizioni e per aver legato con il filo magico della vita, storie di anime e grandi emozioni. Grazie a Nicoletta Pellizzon per l’editing e a Marco Di Lillo per la copertina”- conclude l’editore.

 

by Redazione
Guido Catalano

Lunedì 1° marzo alle 18.30, collegato dalla Libreria Primo Moroni di Pescara, Guido Catalano presenterà in diretta Facebook sulla pagina del FLA – Festival di Libri e Altrecose il suo nuovissimo Fiabe per adulti consenzienti, appena pubblicato per Rizzoli.

Il poeta e performer torinese, in tempi di pandemia, ha deciso di andare a trovare i librai a casa loro, mascherato, igienizzato, distanziato, ma soprattutto accompagnato dal suo nuovo favoloso libro. Intervistato dal direttore del FLA Vincenzo d’Aquino, Guido Catalano leggerà alcune delle sue divertentissime favole e firmerà le copie del libro con dedica personalizzata a tutti coloro che si prenoteranno inviando una mail a moronisocialclub@gmail.com.

Con Fiabe per Adulti Consenzienti Guido Catalano regala ai lettori un piccolo rimedio per esorcizzare la tristezza e la paura, perché non c’è disastro da cui non ci si possa salvare grazie a una bella risata.

“In questo tempo di orchi tutto sembra difficile”, ha dichiarato, “ma ricordatevi che gli orchi, anche se fanno paura, sono piuttosto stupidi e quasi sempre più spaventati di voi. C’erano una volta un principe azzurro che si spezzò il collo, un re che organizzò una sontuosa festa a cui non venne nessuno, una famiglia poverissima che un giorno, per vincere la fame, meditò di mangiarsi il cane. E poi un uomo che tentò di suicidarsi con riso patate e cozze, un cecchino che non voleva sparare, un gelato e un ascensore travolti da un tragico amore impossibile. Spesso la vita non somiglia alle favole: è una cosa che tutti, crescendo, dobbiamo imparare. Un drago può spuntare dal nulla e, quando meno te l’aspetti, mandare il tuo universo a gambe all’aria. Ma non è il caso di abbattersi, perché proprio nei momenti più disperati, quando ci sembra che gli orchi e i draghi abbiano vinto e non ci sia più nulla da fare, in realtà una cosa da fare c’è sempre: possiamo riderci sopra, possibilmente insieme”.

Guido Catalano è nato a Torino nel 1971. Da anni porta i suoi libri in giro per l’Italia.

Collabora con Smemoranda e con l’edizione torinese de Il Corriere della Sera. Con Rizzoli ha pubblicato il romanzo D’amore si muore ma io no, disponibile in BUR insieme a Ti amo ma posso spiegarti, Piuttosto che morire m’ammazzo, e la raccolta di poesie Ogni volta che mi baci muore un nazista e Poesie al megafono (2019).

Pretoro

Nonostante le storie a lieto fine siano poche durante questa grave emergenza sanitaria, sono comunque abbastanza per regalare attimi di respiro e cospargere il mondo di semi di speranza.

Questa storia proviene dal cuore del Parco Nazionale della Maiella e precisamente dal borgo di Pretoro (Chieti), ormai noto in tutto il mondo poiché è lì che Mastro Tonino, il Geppetto D’Abruzzo, trascorre le sue giornate in penombra a lavorare il legno nella sua bottega accogliente e piena di ricordi.

L’artigiano Antonio Palmerio è anche il protagonista del libro di Fabrizio Fanciulli, L’uomo di legno che nel valorizzare le tradizioni mai perse del suo amato borgo, ha voluto raccontare e far conoscere perfino alle nuove generazioni la storia dell’ultimo dei fusari d’Abruzzo, della sua vita, del suo amato lavoro che lo porta, ancora oggi, quotidianamente a riprodurre opere universali in legno, esposte presso il museo comunale di Pretoro.

Mastro Tonino ha spesso condiviso la sua vita non semplice, ed i suoi trascorsi a volte anche dolorosi con quanti ormai lo seguono e lo amano; sopravvissuto alla guerra, alla fame, ai patimenti in passato anche per l’artigiano la vita è cambiata durante il 2020 con l’avvento della pandemia: è stato sempre molto attento in bottega, con l’aiuto dei famigliari, a non contrarre il virus, ha tenuto a distanza di sicurezza i tanti visitatori che erano desiderosi di fare la sua conoscenza nel periodo estivo, ha rispettato le regole ma purtroppo a causa di spostamenti per motivi di salute proprio nel giorno del suo novantesimo compleanno, il 15 gennaio 2021 è risultato positivo al Covid-19.

Trasferito a Fara Filiorum Petri, per essere sottoposto alle cure amorevoli ed attente della sua famiglia Mastro Tonino ha trascorso giorni difficili a causa della febbre alta, ma la forte tempra di quest’uomo di montagna ha avuto la meglio anche in questa difficile situazione ed ha vinto questa battaglia contro il “mostro invisibile”.

La speranza è tornata a splendere pochi giorni fa, dopo un mese, esattamente il 16 febbraio 2021 è arrivato l’esito dell’ultimo tampone che è risultato negativo e ben presto l’ultimo dei fusari d’Abruzzo tornerà a Pretoro.

Ora, la già straordinaria storia di Mastro Tonino si arricchisce e la ristampa del libro L’uomo di legno prevede un nuovo capitolo, poiché “il Geppetto d’Abruzzo tanto amato in tutto il mondo ha sconfitto anche il Covid” ed è tornato a sorridere.