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Category Archives: Cultura

Chieti. Il critico d’arte e letterario abruzzese Massimo Pasqualone chiuderà con un intervento critico la sedicesima Biennale internazionale di Roma il 26 settembre alle 20 nello storico Palazzo Margana a Roma.
“Da oltre quarant’anni la Biennale di Roma -sottolinea Pasqualone- è il termometro più preciso dell’arte contemporanea in Italia ed in Europa e, da alcuni anni, delle correnti letterarie più avvedute, ut pictura poesis, secondo il motto oraziano, perché la poesia e la pittura sono sempre e comunque sorelle siamesi, attaccate dalla testa e dal cuore: dalla testa, per imporre un grande ragionamento sul mondo, la realtà, la storia, il mistero della vita; dal cuore, perché la trasmissione delle emozioni è centrale in entrambi.
La Biennale è tutto questo, con le selezioni locali, l’incontro di creatività potenti e variegate e l’incredibile evento romano, che dagli anni Ottanta porta a meravigliarsi di cotanta opulenza poietica.
Il deus ex machina, il viaggiatore indefesso di lidi e porti d’arte, è Giuseppe (Pino) Chiovaro, instancabile, entronauta, poeta, scopritore di talenti e facilitatore di esperienze colte e raffinate.
Lo vedi ora a Terni e nel pomeriggio a Chieti; la mattina parte per Napoli e la sera si prepara per la Calabria, la sua terra di origine.
Alla sua corte concettuale scrittori, artisti, critici, sindaci, presidenti di associazioni, proloco, affascinati collezionisti e semplici visualizzatori di opere d’arte.
Il cammino è irto, costellato da difficoltà, tecnicismi burocratici, ma nulla lo preoccupa, nulla lo ferma, tutto lo conforta: la Biennale di Roma è la sua seconda anima.
Per me è un onore essere annoverato da diversi anni tra i critici di uno degli eventi artistici più antichi e importanti d’Italia”
Il prossimo anno le selezioni si terranno a Pescara – conclude Pasqualone.

Roma. Il critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone vince il Premio Romano Mussolini alla cultura.

Il 25 settembre 2026, nella prestigiosa Sala della Protomoteca del Campidoglio, si svolgerà la seconda edizione del Premio Romano Mussolini – Premio alla Cultura, un appuntamento dedicato al riconoscimento di personalità e realtà distintesi nel campo della cultura, dell’arte e della creatività.

Roma si prepara ad accogliere la seconda edizione di una manifestazione che riunirà numerosi protagonisti del panorama culturale e artistico italiano e internazionale, in una delle sedi più prestigiose della Capitale.

L’evento è patrocinato dall’Accademia Tiberina, istituzione culturale fondata a Roma nel 1813 da G. Gioachino Belli, e rappresenta un momento di incontro e di riconoscimento dedicato a coloro che, attraverso il proprio impegno professionale e creativo, contribuiscono alla diffusione della cultura.

La cerimonia vedrà la partecipazione di Rachele Mussolini, Presidente del Premio, e di Michel Emi Maritato, Direttore.

La serata sarà presentata da Fabio Camillacci.

L’elenco ufficiale comprende 48 vincitori, appartenenti a differenti ambiti della cultura, dell’arte, dell’informazione e della società.

Tra i premiati figurano:

Abdul Fatir Malik, Alessio Di Mauro, Angelo Acampora, Anna Fendi, Anna Józefa Sieprawska, Anna Koshkina, Antonio Desiderio, Ataul Wasih Tariq, Brunella Orecchio, Castiglioni Moda, Chiara Taigi, Ciro Re, Claudio Longobardi, Didi Leoni, Enrico Mattera, Fausto Biloslavo, Francesca Piglianelli, Gabriele Lazzaro, Gennaro Citro, Giorgio Rosciglione, Luigi Vingiani, Lino Patruno, Luisa Regimenti, Luca Marocchi, Maria Assunta de Cesare, Maria Grazia Garofoli, Alessia Martone, Marineve Martone, Mario Laione, Marco Castiglioni, Marco di Loreto, Marco Milano, Massimiliano Gobbi, Massimiliano Leone, Massimo Pasqualone, Michael Nakhla, Michi Grassi, Nausica Martone, Priscilla Rucco, Prof. Pietro Oliva, Roberto Carminati, Roberto Sigona, Riva GLDF, Stefano Pandolfi, Stefano Urbini, Tiziano Pagliaroli e Vincenzo di Fonzo.

Tra i riconoscimenti figura inoltre l’Associazione Artistico Culturale Maestro Francesco Musmarra.

A completare l’elenco, la Menzione Speciale assegnata a Maria Katarzyna Szlazak.

Il Premio Romano Mussolini – Premio alla Cultura si presenta come un appuntamento volto a mettere in luce personalità che, attraverso il proprio percorso e le proprie attività, hanno offerto un contributo nei diversi settori della cultura e dell’arte.

La scelta della Sala della Protomoteca del Campidoglio conferisce alla manifestazione una cornice particolarmente prestigiosa. È qui che il 25 settembre saranno riuniti premiati, ospiti, organizzatori e rappresentanti istituzionali per una giornata dedicata alla cultura e al riconoscimento dell’impegno individuale e collettivo.

La seconda edizione sarà dunque scandita da momenti istituzionali, dalla memoria, dalla consegna dei premi e dalle menzioni speciali, in un programma che accompagnerà la manifestazione fino alla sua conclusione.

Vasto. Ci sono legami che il tempo non riesce a spezzare. E quando le parole non bastano più, può essere l’arte a continuare a parlare.
È questo il senso più profondo di “Talis Mater… Due anime, la stessa luce”, la mostra che dal 13 al 21 settembre 2026 sarà ospitata nella splendida Sala “R. Bontempo” di Palazzo d’Avalos, a Vasto, con le opere di Mirta Maranca e della madre Diana Varanese.
Una mostra fortemente voluta da Mirta per ricordare la madre, scomparsa poco meno di un anno fa. Ma soprattutto per sentirla ancora vicina.
Non un passaggio di testimone artistico. Non una successione. Ma un dialogo.

Diana e Mirta sono due artiste diverse, con percorsi e sensibilità proprie. Eppure qualcosa le unisce profondamente: l’amore per la pittura che Diana ha trasmesso alla figlia, insieme alla cura della tecnica, alla sensibilità nella scelta dei soggetti e, soprattutto, alla capacità di guardare il mondo con occhi capaci di coglierne la bellezza.
Mirta ha seguito negli anni la propria strada, diventando la “pittrice-pellegrina” che racconta attraverso colori, figure, danze e paesaggi il mondo, la memoria e le emozioni.
Ma gli insegnamenti della madre sono rimasti dentro di lei. Come rimangono dentro di noi le cose più importanti.

La memoria che diventa colore
Diana amava dipingere paesaggi, figure femminili, soggetti sacri e ballerine. Amava soprattutto i luoghi della sua memoria, a cominciare da Campolieto, il paese della sua infanzia. Da bambina osservava quel paese affacciata al balcone della casa dei nonni. Da quello sguardo è nato Dal balcone, il libro nel quale ha raccontato i ricordi della propria infanzia. Mirta l’aveva incoraggiata a portarlo a termine, perché quei ricordi non andassero perduti. E proprio a Campolieto è accaduto qualcosa di straordinario. Mirta ha fotografato i ruderi delle vecchie case, quei muri consumati dal tempo che ancora sembravano custodire voci, vite e storie. Poi quelle fotografie sono diventate pittura. Quelle case sono tornate a vivere attraverso il colore. E forse, in quel gesto, c’è tutto il significato della mostra. Mirta non dipinge soltanto un luogo. Dipinge la memoria di sua madre.

Due anime, una stessa luce
A Palazzo d’Avalos si incontreranno dunque due mondi artistici differenti. Due mani. Due sensibilità. Due epoche della vita. Ma una stessa luce. La luce che Diana ha acceso con la sua passione per l’arte e che Mirta, nel corso della propria vita artistica, ha trasformato in qualcosa di nuovo e personale. Per questo la mostra non racconta soltanto una madre e una figlia. Racconta ciò che una madre può lasciare dentro una figlia senza nemmeno accorgersene: un modo di guardare, di sentire, di cercare la bellezza. Diana oggi non è più accanto a Mirta. Ma sarà nelle sue tele. Nei ricordi. Nei colori. In quello sguardo che continua a cercare, come un tempo, qualcosa da trasformare in pittura. E così, dal 13 al 21 settembre, nella Sala “R. Bontempo” di Palazzo d’Avalos, madre e figlia torneranno a incontrarsi. Non attraverso un’eredità artistica, ma attraverso l’amore. Perché alcune persone non se ne vanno davvero. Restano nella luce che hanno acceso dentro di noi.

Ortona. Domenica 13 settembre, alle ore 16:00, presso lo stabilimento balneare La Riccetta, in contrada Lido Riccio a Ortona, si terrà l’ottava edizione del Premio di Poesia in Spiaggia “La Riccetta”.

Un appuntamento dedicato alla poesia e alla cultura, nella suggestiva cornice del mare di Lido Riccio. Il fondatore del Premio, Ortolano Attilio Alessandro, invita poeti, appassionati e cittadini a partecipare all’iniziativa e a condividere un pomeriggio all’insegna dei versi, delle emozioni e dell’incontro.

L’appuntamento è dunque per domenica 13 settembre alle ore 16:00, allo stabilimento balneare La Riccetta di Ortona.

Chieti. All’Università degli Studi “G. d’Annunzio” il Master dedicato a Sergio Marchionne, progetto di alta formazione in memoria di uno dei più grandi manager internazionali degli ultimi decenni, si arricchisce di nuovi docenti: Luca De Meo, Antonio Filosa, Alfredo Altavilla, tre manager italiani dalla fama mondiale, che hanno una grande cosa in comune: sono stati tutti allievi di Sergio Marchionne, ex compianto numero uno di FCA scomparso prematuramente a luglio del 2018 all’età di 66 anni. Luca De Meo si trova a capo del gruppo Kering, dopo aver risanato il Gruppo Renault, riportandolo in alto. Antonio Filosa, invece, è il CEO di Stellantis, Alfredo Altavilla ricopre uno dei ruoli principali in BYD.

L’iniziativa prende forma grazie al via libera del Magnifico Rettore, professor Liborio Stuppia, con il contributo professionale del dirigente Francesco Di Giovanni.

Il percorso formativo si svolgerà presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche e Sociali (DSGS) dell’Ateneo, diretto dal professor Federico Briolini (foto), con la collaborazione della professoressa Grazia Buta. Il master è dedicato alla figura di Sergio Marchionne, nato proprio a Chieti e protagonista di una delle più importanti trasformazioni industriali della storia recente.

Primo appuntamento il 12 settembre nel Museo Barbella

Chieti. Primo appuntamento di Omnia Artis, previsto per sabato 12 settembre alle ore 10.00 nel Museo Barbella, rassegna culturale, organizzata da ArteMind, patrocinata dal Comune di Chieti, inserita negli appuntamenti del cartellone dell’Estate Teatina, con Direzione Scientifica di Angela Rossi.

Omnia Artis è un progetto culturale, che vuole mettere insieme tutti gli aspetti dell’arte: pittura, scultura, scrittura, musica, recitazione, letteratura, perché- L’opera d’arte è un messaggio fondamentalmente ambiguo, una pluralità di significati, che convivono in un solo significante. – (Umberto Eco).

Ricco è il programma del primo incontro, che prevede la conferenza di Angela Rossi, incentrata sulla figura di Saturnino Gatti, un pittore aquilano di grande importanza, ritenuto il rappresentante per eccellenza del Rinascimento Abruzzese. Egli realizzò alcune opere a L’Aquila, come pale d’altare e gli affreschi di Collemaggio, ma la sua opera più importante è il ciclo di affreschi della Chiesa di San Panfilo a Tornimparte. Il Gatti fu allievo di Leonardo da Vinci, Sandro Botticelli e del Perugino. Si apre così lo spazio Abruzzart, dedicato all’arte abruzzese con questo omaggio a L’Aquila, Capitale della Cultura comla partecipazione del Gruppo Danze Teate Nostra. Il Critico d’arte Massimo Pasqualone inaugurerà la Mostra di Mauro Primiano, che espone al Museo Barbella dal 12 al 19 settembre. – Primiano vive il tempo dell’originalità e della creativa energia, poliedrico entronauta e fine cesellatore di emozioni, non solo cromatiche: tra tela, ceramica, argilla, legno, materiali desueti e di riciclo, l’artista molisano riesce ad estroiettare una meravigliosa potenza cromatica, che si fa opera d’arte, attingendo alla storia dell’arte e, soprattutto, al serbatoio di un’anima inquieta, aperta al mistero che si fa storia, vita, essere nel tempo, ricerca zetetica. Le nature morte, i paesaggi, i volti femminili, persino le visioni astratte e informali, conducono Primiano verso una decisa visione generale della vita, verso uno sguardo innanzitutto introspettivo, che sulla tela materializza correlativi oggettivi, simboli audaci della quotidianità da cui talvolta rifuggiamo- così lo descrive il Critico d’arte Massimo Pasqualone, che presenterà anche il libro di Ivana Barbara Torto, Garbate Dissonanze( tra dubbi e verità in un taccuino odeporico), Ed.Sigraf.,- un diario odeporico, di un quaderno di appunti di viaggio, un itinerarium mentis nel guazzabuglio dell’animo umano, negli attimi e nei frammenti emozionali che solo un viaggio può dare, liberi dalle costrizioni professionali, capaci di vagare nello spazio e nel tempo,- come lo definisce Massimo Pasqualone nella sua Prefazione.

TORTO IVANA BARBARA è nata a Ottawa nel 1970 e vive a Bucchianico, in Abruzzo. Laureatasi in Lettere nel 1995, attualmente è docente di ruolo nei licei del teatino. In una variegata produzione di contributi demo-etno-antro-pologici e linguistici, a partire dal 1996 ha supportato studi di storia locale, specialmente con scritti relativi a toponomastica, antroponimia e tradizioni popolari in alcune aree del territorio abruzzese, a partire dall’esame di documenti d’archivio alla traduzione di testi latini medievali fino alla trascrizione dialettale della novellistica devozionale camilliana; è stata relatrice nei convegni organizzati in Bucchianico nell’aprile 2013, all’apertura dell’Anno Giubilare Camilliano, e poi nel novembre 2023, sulla gura femminile di Germana Sommaruga e sulla sua visione interculturale e di speranza cristiana nella pedagogia del Novecento.

Ha ricevuto riconoscimenti e premiazioni in concorsi letterari di narrativa e poesia, di cui si segnalano il Premio Letterario Prof. Ernesto Giammarco – Il dialetto: norma linguistica della nostra identità culturale, 2019, il Premio Racconto breve G. Sgattoni 2015 – 2019, il Premio di Poesia Domenico Ciampoli 2016, il Concorso UNPLI 2022 “Salva la tua lingua locale” in Roma-Campidoglio, il Premio Internazionale “Michelangelo Buonarroti” 2024, presso il Palazzo della Cultura Cardoso – Stazzema (LU), il Premio Internazionale di Letteratura Francavilla Urban Festival 2025. Ha pubblicato la silloge poetica Sotto i riflettori della poesia – luci, suoni e fragranze, edita da Europa Edizioni, 2021, la raccolta di novelle Il tocco delle Muse (2022) e il romanzo breve Non dirlo alla brezza (2024), entrambi editi da Casa Editrice Carabba di Lanciano. In qualità di ex-atleta di danze sportive, nella sua ispirazione poetica e narrativa ha attinto spesso dal mondo della musica e delle danze, in cui ha conseguito importanti risultati (a Jesi, Rimini, Roma, Velletri, Bari, Montecatini Terme, Bassano del Grappa, nei Campionati Regionali Abruzzo e Campionati Italiani di Danze Sportive FIDS).

A coronamento della manifestazione è previsto un intervento musicale a cura della Music &Art International Academy del M.Giuliano Mazzoccante.

Bucchianico. Verrà presentato domenica 6 settembre alle 18 a Bucchianico, nella sala Concerti dell’associazione musicale e culturale Michele Aldemario Curti il libro di Ivana Barbara Torto, Garbate Dissonanze (tra dubbi e verità in un taccuino odeporico), edizioni Sigraf con gli intermezzi musicali di Maurizio Martinelli e l’intervento del critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone, prefatore del libro, che così scrive nella sua nota critica: Ivana Barbara Torto è, innanzitutto, uno scrigno inesauribile di conoscenze, aneddoti, riferimenti culturali e domina la cultura umanistica senza tentennamenti: lo dimostrano tutte le sue pubblicazioni, lo dimostra questo ultimo libro che ho l’onore di prefare. Il titolo Garbate dissonanze, quasi ossimorico, è la sintesi perfetta di quello che sembra un diario odeporico, di un quaderno di appunti di viaggio, in realtà è un itinerarium mentis nel guazzabuglio dell’animo umano, negli attimi e nei frammenti emozionali che solo un viaggio può dare, liberi dalle costrizioni professionali, capaci di vagare nello spazio e nel tempo. Quando viaggi, la mente è sollecitata da un universo di stimoli, di ricordi, di memorie, e l’accostamento allo statuto epistemologico della filosofia è naturale, nascendo la filosofia, secondo la lezione aristotelica, dalla meraviglia: nel testo, infatti, riaffiorano considerazioni filosofiche, antropologiche, psicologiche, sociologiche che lo rendono denso a tal punto da consentire una lettura a più livelli, quando i pensieri si incontrano, non distratti da agende e post it.”
TORTO IVANA BARBARA è nata a Ottawa nel 1970 e vive a Bucchianico, in Abruzzo. Laureatasi in Lettere nel 1995, attualmente è docente di ruolo nei licei del teatino. In una variegata produzione di contributi demo-etno-antro-pologici e linguistici, a partire dal 1996 ha supportato studi di storia locale, specialmente con scritti relativi a toponomastica, antroponimia e tradizioni popolari in alcune aree del territorio abruzzese, a partire dall’esame di documenti d’archivio alla traduzione di testi latini medievali no alla trascrizione dialettale della novellistica devozionale camilliana; è stata relatrice nei convegni organizzati in Bucchianico nell’aprile 2013, all’apertura dell’Anno Giubilare Camilliano, e poi nel novembre 2023, sulla gura femminile di Germana Sommaruga e sulla sua visione interculturale e di speranza cristiana nella pedagogia del Novecento.
Ha ricevuto riconoscimenti e premiazioni in concorsi letterari di narrativa e poesia, di cui si segnalano il Premio Letterario Prof. Ernesto Giammarco – Il dialetto: norma linguistica della nostra identità culturale, 2019, il Premio Racconto breve G. Sgattoni 2015 – 2019, il Premio di Poesia Domenico Ciampoli 2016, il Concorso UNPLI 2022 “Salva la tua lingua locale” in Roma-Campidoglio, il Premio Internazionale “Michelangelo Buonarroti” 2024, presso il Palazzo della Cultura Cardoso – Stazzema (LU), il Premio Internazionale di Letteratura Francavilla Urban Festival 2025. Ha pubblicato la silloge poetica Sotto i riflettori della poesia – luci, suoni e fragranze, edita da Europa Edizioni, 2021, la raccolta di novelle Il tocco delle Muse (2022) e il romanzo breve Non dirlo alla brezza (2024), entrambi editi da Casa Editrice Carabba di Lanciano. In qualità di ex-atleta di danze sportive, nella sua ispirazione poetica e narrativa ha attinto spesso dal mondo della musica e delle danze, in cui ha conseguito importanti risultati (a Jesi, Rimini, Roma, Velletri, Bari, Montecatini Terme, Bassano del Grappa, nei Campionati Regionali Abruzzo e Campionati Italiani di Danze Sportive FIDS).

Un libro. Documenti inediti. Una storia che non è mai stata raccontata fino in fondo. Ci sono storie che appartengono alla memoria di una città. E ce ne sono altre che, per lungo tempo, sembrano voler restare nascoste tra le pieghe dei documenti, delle carte d’archivio, delle testimonianze del passato. È da una di queste storie che nasce “Gli Storpi e le Serpi – Il grido silenzioso di Michetti-“, il nuovo libro di Sandro Lucio Giardinelli, che sarà presentato il 5 giugno 2027 in occasione dell’inaugurazione della XII edizione di MumArt – “Omaggio a Francesco Paolo Michetti”. Non è un libro nato per caso: è un punto d’arrivo. Quattro anni, quattro libri, un’unica ostinata ricerca attorno a Francesco Paolo Michetti e al mondo del Cenacolo Michettiano, un percorso che si è fatto via via più fitto di scoperte, e che ora approda al capitolo più delicato: quello dei documenti mai visti prima. Un cammino iniziato con “I magnifici cinque del Cenacolo Michettiano”, proseguito con “Il Cenacolo Michettiano – Nella storia e nella leggenda” e con “Francesco Paolo Michetti – Il Genio senza tempo-“, e che oggi, dopo quattro anni sulle tracce di carte, archivi e testimonianze, si spinge fin dentro il non detto. Gli Storpi, Le Serpi. Due opere che tutti credono di conoscere. Ma cosa si nasconde davvero dietro quelle immagini? Il libro nasce da un lungo lavoro di ricerca e dall’esame di una documentazione che permette di guardare “Gli Storpi” e “Le Serpi” non più soltanto come opere d’arte, ma come testimonianze di un’epoca, di una sensibilità, e di una vicenda molto più complessa di quella che si è sempre creduto di conoscere. Tra le pagine trovano spazio documenti inediti mai portati prima all’attenzione del pubblico: materiali che aggiungono elementi nuovi alla storia dei due dipinti e che aprono interrogativi tutt’altro che scontati. Carte rimaste per decenni negli archivi, che a distanza di tanti anni sembrano ancora capaci di porre domande. L’obiettivo non è raccontare due dipinti. È ricostruire una vicenda — un intreccio di arte, storia, documenti e memoria — in cui, pagina dopo pagina, emergono particolari che fino a oggi non erano mai stati messi insieme in questo modo. Alcune cose, però, è meglio scoprirle direttamente dalle pagine del libro: è spesso proprio ciò che non viene detto subito a rendere una storia ancora più avvincente. La data della presentazione non è casuale: il 5 giugno 2027, a Francavilla al Mare, prenderà il via anche la XII edizione di MumArt, e sarà in quell’occasione che il pubblico potrà scoprire per la prima volta questo nuovo, atteso capitolo della ricerca. Un omaggio a Michetti — pittore nato a Tocco e da sempre legato a Francavilla al Mare, città che la sua opera contribuì a far conoscere nel mondo, ma anche l’ultimo tassello, il più rivelatore, di un percorso di studi che da decenni continua a scavare nella storia del grande artista e del mondo che lo circondava. Un titolo che pone una domanda. Documenti che sembrano avere ancora qualcosa da dire. Due opere che tornano a parlare. Perché alcune storie non smettono mai di parlare. Aspettano soltanto che qualcuno torni ad ascoltarle.

Oggi, domenica 30 agosto, su Rete4 prende il via il programma “I Giganti” condotto da Toni Capuozzo e la prima puntata, dedicata a Karol Wojtyla (San Giovanni Paolo II), porta anche la firma dello storico e giornalista pescarese Marco Patricelli che ha curato i testi di tre delle sei complessive previste. Si parte quindi da Papa Giovanni Paolo II per un primo ciclo di quattro puntate per la regia di Roberto Burchielli che proseguiranno con Elisabetta II, John Fitzgerald Kennedy e Leonardo da Vinci.

Le altre due saranno su Napoleone e Anita Garibaldi. Lo storico pescarese oltre che di alcuni degli speciali che saranno mandati in onda nel corso della trasmissione condotta da Capuozzo, è stato anche consulente storico del programma che partirà tra pochi giorni.

Patricelli, che tra i riconoscimenti ottenuti vanta quello di Cavaliere della Repubblica assegnatogli dal presidente Sergio Mattarella nel 2019 per le benemerenze acquisite nel campo delle scienze, delle lettere e delle arti, oltre a quello di “Testimone della Storia” (Świadek Historii), il prestigioso riconoscimento internazionale assegnato a Varsavia nel 2021 dall’Istituto nazionale per la memoria polacco (Ipn) per la sua attività di ricerca e divulgazione della storia della Polonia, è stato in passato già consulente storico per programmi televisivi come il Tg1 Storia di Roberto Olla oltre che autore di documentari tra cui “1943 – L’anno che…” a cura di Carlo Gorla per la regia di Roberto Burchielli, in onda su Focus per l’80° dell’armistizio.

Ora per lui arrivano “I Giganti” di Capuozzo. Un ciclo di approfondimenti con cui “raccontiamo persone che hanno cambiato il loro tempo e hanno lasciato un segno anche e chi è venuto dopo – dice il conduttore nella promo già in onda -. Fanno parte della nostra memoria, del nostro album di famiglia collettivo. Lo faremo andando nei loro luoghi, cercando di rispondere e alle domane che i loro destini pongono, curiosando nei retroscena delle loro vite. Loro: i ‘Giganti’, i protagonisti della storia”. E si parte proprio con una delle vite raccontate e sceneggiate da Patricelli assieme a Beba Slijepcevic quella del santo polacco, Papa Wojityla, e del solco che il suo pontificato ha lasciato nella storia.

by Francesco

Castel d’Ario. Il critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone è stato invitato a Castel d’Ario in provincia di Mantova per presentare il libro della poetessa Anna Capitani nella Sala del Palazzo Pretorio sabato 29 agosto alle 17.
Un po’ di me, per le edizioni Sigraf, è il terzo libro di Anna Capitani (foto) e porta la copertina di Giuseppe Amoroso De Respinis, artista di Sant’ Angelo Dei Lombardi e nella prefazione Pasqualone scrive: “La seconda raccolta di Anna Capitani è un inno all’amore, da un lato, dall’altro la consapevolezza che la poesia riesca sempre a dare la quadra del misterioso cammino che chiamiamo vita. La poetessa, infatti, vive il tempo della storia come tempo della dialettica io-tu, di quel noi che solo può aiutarci a percorrere l’itinerarium degli anni, fortunati quando si incontra chi lo permette. Leggendo questa raccolta emerge e si fa fiume carsica la necessità del fare memoria, del divenire fatto il ricordo, affinché il lettore possa fare sua la condivisione delle emozioni.”
Anna Capitani ha al suo attivo diversi premi nazionali ed internazionali ed è presente in diverse antologie.

by Francesco