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Category Archives: Cultura

interno8

Saranno il maestro Pier Francesco Pingitore e il violoncellista e compositore Enrico Melozzi i due protagonisti della seconda puntata di Interno8, in onda venerdì 23 alle 21 su Rete8 e relativi canali social.

Il maestro Pier Francesco Pingitore non ha bisogno di presentazioni, la sua storia di regista e scrittore racconta perfettamente il suo indiscusso ruolo di “re” della satira politica a teatro.

Patron di divertenti spettacoli al Salone Margherita con la compagnia Il Bagaglino da lui fondata, Pingitore è anche noto per le sue qualità di scrittore, così agli amici di Interno 8 presenterà il suo nuovo libro Memorie dal Bagaglino – Diario intimo di un Cabaret (Masciulli Edizioni).

Il Maestro Enrico Melozzi, invece, è noto ai più per aver diretto durante lo scorso Festival di Sanremo ben 4 artisti e aver curato 8 orchestrazioni.

Ma nel suo curriculum si fanno largo numerosi altri lavori di grande prestigio: come l’aver prodotto, arrangiato e diretto il disco Cello songs della cantante britannica Sarah Jane Morris e l’aver scritto la colonna sonora per il film Il gioco di Adriano Giannini, premiato poi con il Nastro d’Argento nel 2009.

Attualmente, Melozzi è impegnato con un’opera teatrale accanto a Rocco Papaleo. A dirigere il condominio di Interno 8, invece, sarà la giornalista e conduttrice Paola De Simone, affiancata dall’insostituibile collega Luca Pompei.

Mentre l’attrice Tiziana Di Tonno tornerà a sorprendere con una delle sue imperdibili parodie e Alessandro De Berardinis allieterà la serata con le sue incursioni musicali. Svelata nella prima puntata, infine, la preziosa partecipazione del pizza-chef Luciano Passeri, campione del mondo di pizza classica nel 2005, che direttamente dalla sua cucina, offrirà di puntata in puntata utili consigli.

by Redazione

Quando faremo camminare le idee dei giudici Falcone e Borsellino sulle nostre gambe avremo sconfitto definitivamente la mafia. Solo i giovani hanno questo potere, ma per farlo devono essere liberi, devono rifiutare ogni compromesso. Ecco perché dico loro di non bussare mai alle porte per chiedere favori e privilegi, perché poi ci sarà sempre qualcuno che tornerà a chiedere la restituzione di quei favori. Ricordiamo che la mafia continua a esistere, ha messo da parte la lupara, ha indossato una giacca e una cravatta e proprio per questo è più pericolosa, perché si insinua più facilmente nei posti di potere ed è più difficile da riconoscere, diventa invisibile.

Lo ha detto il Generale dell’Arma dei Carabinieri Angiolo Pellegrini, Comandante della Sezione Antimafia di Palermo dal 1981 al 1985, protagonista del secondo evento organizzato dall’Istituto Alberghiero Ipssar ‘De Cecco’ di Pescara, nell’ambito del XXV Premio Nazionale ‘Paolo Borsellino’.

Presenti all’iniziativa, oltre al Generale Pellegrini, uomo di fiducia del Pool antimafia di Falcone e Borsellino, autore di alcune delle più importanti indagini nei confronti di Cosa Nostra e del volume Noi, gli Uomini di Falcone – La guerra che ci impedirono di vincere, la Dirigente dell’Istituto Alberghiero Ipssar ‘De Cecco’ Alessandra Di Pietro, organizzatrice dell’iniziativa, Daniela Puglisi per l’Ufficio Scolastico Provinciale, il docente e attore Edoardo Oliva che ha letto un brano del volume, Francesca Martinelli come referente del Premio Borsellino, Don Antonio De Grandis Presidente del Tribunale Ecclesiastico Regionale di Abruzzo e Molise, e le docenti di riferimento del Premio Renata Di Iorio, Rossella Cioppi, Roberto Melchiorre e Rosa De Fabritiis, oltre a una delegazione, necessariamente ristretta causa Covid-19, di 10 studenti.

“Il Premio Borsellino ha sempre un forte impatto sui nostri studenti grazie alla testimonianza che ci arriva da magistrati, esponenti delle Forze dell’Ordine, uomini di chiesa, cittadini comuni, che hanno avuto la forza e il coraggio di portare avanti la guerra contro le Organizzazioni criminali – ha sottolineato la dirigente Di Pietro – e infatti il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca ha definito come ‘percorso d’eccellenza’ il nostro progetto sulla Legalità. Le testimonianze hanno l’obiettivo di trasmettere un messaggio forte di giustizia ai nostri ragazzi, un monito a rifiutare le logiche mafiose ed è importante raccontare ai nostri studenti, che negli anni della strage di Capaci e di via D’Amelio non erano neanche nati, cosa hanno significato quegli anni, cos’è stata la seconda ondata delle stragi di mafia, che hanno segnato lo spartiacque tra una guerra in cui morivano i Dalla Chiesa, i Chinnici, e una fase di consapevolezza e di ribellione, di rispetto e di cambiamento, di cui la scuola dev’essere custode e garante”.

“Quando sono arrivato a Palermo, agli inizi degli anni ’80, la mafia era fortissima, si riteneva più forte dello Stato – ha ricordato il Generale Pellegrini -, la Sicilia era ‘Cosa Loro’ ed era gravissimo se pensiamo che era una regione dello Stato italiano in cui però comandava la mafia perché per anni si era trascurata l’importanza di combatterla e tante persone avevano approfittato dell’amicizia con i mafiosi per trarne benefici reciproci, specie quando c’erano le campagne elettorali. La mafia aveva la convinzione di essere padrona della Sicilia e i mafiosi godevano di una doppia cittadinanza, quella data dall’appartenenza a ‘cosa nostra’ e quella di cittadini italiani. La mafia si era arricchita con il traffico di droga, di eroina, venduta negli Stati Uniti da dove arrivavano centinaia di migliaia di dollari. A Palermo c’erano cinque distillerie di droga che veniva portata negli Stati Uniti da cui tornavano indietro centinaia di migliaia di dollari che poi la mafia provvedeva a riciclare con una serie di investimenti e attraverso un’altra componente della mafia stessa che è la corruzione politica. Pensiamo alla vicenda del ‘sacco di Palermo’, a Salvo Lima, che non poteva rifiutare e ha dovuto firmare in una notte quattromila licenze edilizie per permettere a Rosario Spatola di costruire 4mila palazzi a Palermo distruggendo le più belle ville liberty che esistevano da piazza Libertà fino al mare. E proprio quegli appoggi politici hanno permesso che per anni tutti i processi a carico di mafiosi finissero con assoluzioni per insufficienza di prove, era impossibile trovare le prove. E quando la mafia si è sentita più forte dello Stato, a fine anni ’70, ha lanciato la sua sfida allo Stato stesso uccidendo tutti coloro che pure avevano tentato di contrastarla, come il Presidente della Regione Piersanti Mattarella, fratello del nostro Presidente della Repubblica, il Procuratore Costa reo di aver firmato 55 ordini di cattura proprio per il ‘sacco di Palermo’, il capo della squadra mobile Boris Giuliano che aveva capito i canali attraverso i quali la droga prodotta in Italia arrivava negli Stati Uniti e rispediva in Italia i dollari, e poi il Capitano Basile, arrivato dopo Giuliano, ucciso di spalle mentre teneva in braccio la sua bambina per guardare i fuochi d’artificio della festa di paese. Gli hanno sparato tre balordi di tre diverse famiglie mafiose che, arrestati dai Carabinieri pochi minuti dopo l’omicidio, sono stati assolti per insufficienza di prove”.

La dirigente Di Pietro ha allora introdotto il tema della “scultura in Pietra della Majella realizzata a Castelli, che raffigura i giudici Falcone e Borsellino, rimasta nel cortile della nostra scuola per due giorni, e che si chiama Il Sorriso”.

Foto di gruppo con generale Pellegrini2
Foto di gruppo con generale Pellegrini

“Il Sorriso – ha ripreso il Generale Pellegrini – è quello che si scambiavano sempre Falcone e Borsellino, quello con cui si vincevano le avversità e gli attacchi diretti, quando ci accusavano di combattere la mafia per avere visibilità, per fare carriera, dicevano che Falcone aveva interessi politici, noi ci scambiavamo un sorriso e andavamo avanti e in dieci anni abbiamo costretto lo Stato ad ammettere che la mafia esisteva e che aveva un vertice con un uomo che si chiamava ‘Papa’, Michele Greco, e che c’erano collusioni della cupola con il potere politico e con quello imprenditoriale. La seconda guerra di Mafia ha portato 300 omicidi, uno al giorno, 150 bare bianche, gente che spariva e non si trovava più, poi si scoprirà che venivano uccisi e gettati in una vasca piena d’acido. Con Falcone e Borsellino abbiamo vinto il sentimento della paura e di fronte all’indifferenza di tanti abbiamo trovato un riferimento in colui che fu il promotore del pool antimafia, Rocco Chinnici e attraverso quel pool il giudice Falcone ha stravolto i metodi investigativi, non inseguendo gli omicidi, ma i soldi, facendo abolire il segreto bancario, aveva capito che la guerra di mafia era in realtà una guerra di potere. Il giro di boa fu l’assassinio del generale Dalla Chiesa, mandato a fare il Prefetto a Palermo senza poteri, ma il suo omicidio risvegliò la Palermo dei cittadini perbene. Qualcuno, però, non ci ha voluto far vincere la guerra alla Mafia e lo ha fatto lasciando solo Falcone: nell’84, arrivato il giudice Caponnetto, dopo le dichiarazioni del pentito Tommaso Buscetta e i 366 mandati di cattura, la mafia capì che questa volta avevamo fatto le cose in modo serio, e per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica, alla vigilia di Natale dell’84, mise la bomba sul treno Rapido 904. Ma si comprese subito che non era terrorismo, ma un attentato di mafia, e allora la mafia comprese che dovevano combattere Falcone. Per prima cosa – ha ricordato il Generale Pellegrini – gli hanno tolto tutti i più stretti collaboratori, me compreso, poi il primo attentato fallito, che però non fermarono Falcone, arrivando alla sentenza definitiva del maxi-processo in Cassazione con 19 ergastoli ai capimafia, e 2.265 anni di reclusione ai gregari. A quel punto Falcone andava punito, andava ucciso, nella sua Palermo e in modo eclatante, per evitare che andasse a capo della Procura Nazionale Antimafia a Roma. Ho voluto raccontare quegli anni a Palermo per lasciarne memoria ai ragazzi, ai giovani, per ricordare loro che il compromesso non è mai la strada per raggiungere l’obiettivo”.

“Credo che sia questo il messaggio più forte del Generale Pellegrini – ha concordato la dirigente Di Pietro – ossia: essere liberi significa non dover mai essere condizionati nelle proprie scelte. E poi: è chiaro che la mafia c’è dove lo Stato è fragile, assente, e dove non sono tutelati i diritti primari alla salute, alla giustizia, al lavoro e la mafia diventa un welfare sostitutivo. E allora ai nostri ragazzi diciamo di combattere per i loro diritti che non devono essere un privilegio per pochi”.

“Ritengo fondamentali giornate di formazione in cui a farla la da padrona è il tema della legalità – ha detto la responsabile dell’Ufficio Scolastico Puglisi – e credo che, per tali iniziative, l’Istituto Alberghiero possa a buon diritto fregiarsi di un marchio di qualità”.

 

 

by Redazione
abruzzo

La scelta di ambientare in Abruzzo un film, utilizzando il borgo di Rapino come scenario, muove nella giusta direzione.

Ma adesso deve nascere un percorso che possa finalmente vedere il nostro territorio protagonista, e capace di proporsi come credibile concorrente e alternativa di regioni che da anni battono con successo questa strada, e quindi occorre aprire un confronto tra le istituzioni e gli addetti ai lavori abruzzesi e i portatori di interessi della filiera legata alla produzione cinematografica.

E’ quanto chiede alla Regione ed al suo strumento operativo del settore, la “Abruzzo Film Commission”, Cna Cinema e Audiovisivo, sigla che associa numerosi e qualificati operatori della filiera produttiva legata al settore; un segmento di cultura ed economia del nostro territorio che chiede di poter condividere con i protagonisti delle scelte politiche ed economiche tanto le strategie quanto i percorsi.

“I progetti di marketing territoriale che vogliono coniugare diverse filiere come cinema e promozione del turismo sono convincenti – dice la presidente Anna Paolini (nella foto) – anche se l’Abruzzo deve recuperare i gravi ritardi accumulati negli anni passati nei confronti di regioni molto più agguerrite, che su questo campo hanno puntato con decisione, investendo ingenti risorse economiche. Ma tutto questo ha senso solo se i tanti professionisti e le tante professioniste che vivono in Abruzzo possono vedersi riconosciuto un ruolo”.

“Ed è per questo – aggiunge – che torniamo anche in questa sede pubblica a chiedere un incontro all’assessore regionale al Turismo, Mauro Febbo, che ha anche la delega alla Film Commission. Perché crediamo di avere al nostro interno competenze e professionalità in grado di aiutare questo percorso”.  

by Redazione
interno8

Promosso in prima serata, dopo i grandi consensi raccolti con la prima edizione, il programma web-tv Interno8 tornerà venerdì 16 ottobre alle 21.

Il debutto di questa seconda stagione sarà accompagnato da tre ospiti d’eccezione: Federico Zampaglione dei Tiromancino, Mara Maionchi e Alberto Salerno.

I Tiromancino sono attualmente nella Top10 dei brani più programmati dalle radio italiane con il singolo Finché ti va, inedito che annuncia un nuovo progetto discografico della band di Federico Zampaglione.

Con l’artista si parlerà anche del suo prossimo film, essendo in procinto di tornare dietro la macchina da presa per girarlo.

Si tratta di un lungometraggio intitolato Morrison e tratto dal suo libro Dove tutto è a metà (ed. Mondadori, 2017).

Con la discografica e volto televisivo Mara Maionchi e con l’autore Alberto Salerno si farà un veloce excursus incrociato delle loro rispettive carriere.

Mara è nota ai più per aver incoraggiato l’emergere di talenti indiscussi della portata di Gianna Nannini e Umberto Tozzi, lasciando un solco nella discografia italiana.

Alberto Salerno, autore e produttore, nonché suo marito e persona brillante, è celebre per aver firmato testi ormai storici come Io vagabondo incisa dai Nomadi e Terra promessa cantata da Eros Ramazzotti.

Ma oltre a grandi ospiti, “Interno8” vanta una grande squadra in casa, a partire dalla giornalista Paola De Simone, ideatrice, curatrice e conduttrice del programma.

Proseguendo con il giornalista Luca Pompei, volto storico di Rete8, che con i suoi editoriali lancerà approfondimenti e riflessioni; l’attrice Tiziana Di Tonno, tra i nomi di punta della scena artistica  abruzzese, con i suoi esilaranti personaggi e la sua raffinata presenza.

E infine il “musico felice” Alessandro De Berardinis, da anni dedito all’intrattenimento musicale e che, con il suo pianoforte, offrirà al programma piacevoli intervalli.

Diverse le novità anche riguardo il team, che si arricchirà via via di sorprese, puntata dopo puntata.

Come nella scorsa stagione, inoltre, tornano protagonisti i telespettatori che potranno interagire in diretta con gli ospiti e con i “condomini”, lasciando commenti e messaggi nella pagina Facebook di “Interno8” (https:// www.facebook.com/Interno8.Rete8) e in quella ufficiale di Rete8 (https:// www.facebook.com/rete8), dove il programma sarà trasmesso in diretta.

by Redazione
Peppe Millanta 

E’ tempo di una buona lettura a Spoltore; è il momento di sciogliere le tensioni e dare nuova linfa vitale agli umori e così venerdì 16 ottobre dalle ore 18 sarà sul palco del Centro Commerciale L’Arca il geniale scrittore Peppe Millanta con il suo ultimo libro: La rotta delle nuvole. Piccole bussole per sognatori testardi, Ediciclo Editore.

L’evento è possibile grazie alla collaborazione della libreria Giunti al Punto che malgrado lo stop forzato a causa dell’emergenza sanitaria non ha smesso mai di sperare e credere alla rassegna #IOLEGGOLIBRI, un appuntamento con la cultura e con la lettura incoraggiato da un “hashtag” dedicato che ha già portato grandi nomi ad inizio anno presso il Centro spoltorese e che proprio con Millanta torna a dar forza al pubblico di lettori, nel frattempo cresciuto, favorendo grandi novità ma sempre nel rispetto delle norme anti-Covid previste.

Dopo il successo ottenuto con il pluripremiato Vinpeel degli orizzonti (Neo Edizioni) l’autore abruzzese si presenta con un nuovo libro a metà tra il saggio, la letteratura di viaggio e la narrativa, che parla attraverso aneddoti, racconti e suggestioni della meravigliosa storia del rapporto dell’essere umano con le nuvole, e di quanto esse l’abbiano reso un “animale sognante”.

Ed ecco che si sviluppa “la rotta della nuvole”, grazie al percorso affrontato nel libro ed è proprio attraverso le nuvole che si può imparare ad essere liberi ed oltrepassare la linea degli orizzonti che ognuno ha, è grazie alle nuvole che si trova la costanza di portare avanti i propri sogni, esse non stanno mai ferme e sono in continua evoluzione.

Modera l’evento la giornalista pescarese Alessandra Renzetti.

Ci sarà come sempre la musica ad accompagnare Millanta sul palco con Giacomo Salario alle tastiere, Francesco Di Tizio fisarmonica e tromba, Andrea Di Marcoberardino alla batteria.

E’possibile prenotare o acquistare il libro presso la libreria Giunti al Punto. Per info si può chiamare il numero 085.4159813.

Inoltre si sottolinea che l’evento è organizzato nel pieno rispetto delle norme previste per l’emergenza sanitaria; si ricorda, altresì, l’uso obbligatorio della mascherina.

 

by Redazione
MuMi

Nella splendida cornice dell’Abruzzo in Miniatura situata presso il MuMi di Francavilla al Mare, arrivano le Domeniche in Miniatura, un’occasione unica durante la quale i bambini saranno proiettati in un mondo fatto di stupore, scoperta e conoscenza dell’Abruzzo.

Tre appuntamenti a partire dal 1° novembre 2020 che “sono il punto di partenza di una offerta ricchissima ed articolata che sarà comunicata a breve” precisa il curatore dell’iniziativa Christian Dolente (nella foto).

La sorprendente collezione presente nel museo, realizzata in massima parte dal maestro Livio Bucci nell’arco di 30 anni di infaticabile e meticoloso lavoro, si presenta come uno strumento didattico eccezionale ed unico nel panorama nazionale.

L’Abruzzo In Miniatura si pone tra i numerosi obiettivi quello di portare alla conoscenza di tutti, grandi e piccini, la lezione dei grandi maestri d’ arte e dei validissimi maestri di bottega. Parola d’ordine del museo: il sapere è nelle mani.

“L’Abruzzo in Miniatura porta dentro di sé i marcatori genetici del saper fare – aggiunge Christian Dolente – e si pone con un approccio didattico nella restituzione delle opere esposte. Il percorso suggerisce molteplici tematiche che possono essere vissute dai bambini e dagli adulti attraverso attività formative specifiche. La tutela del patrimonio parte dalla conoscenza diretta della storia e dei tesori presenti sul territorio. Il progetto di Livio Bucci punta a questo, e il polo didattico che si sta costituendo ha tra gli obiettivi quello di sensibilizzare ed avvicinare pubblici diversi alla fruizione dei musei. Intanto – conclude il curatore – iniziamo dai bambini: aree tematiche sostenute da percorsi guidati che si concludono sempre con attività laboratoriali. Il sapere è nelle mani”.

I dettagli dell’iniziativa

Età: a partire dai 6 anni

Orario: 16.30/19:00

Costo: 10 euro comprensivo di biglietto di ingresso.

Partecipanti: massimo 12

info e prenotazione: 328 1745336; kridol@gmail.com

Per le date e il programma completo: https://www.abruzzoinminiatura.it/le-domeniche-in-miniatura/

Visto il numero contenuto dei partecipanti è vivamente consigliata la prenotazione. Nel caso ci fosse un esubero di richieste ci riserviamo la possibilità di organizzare l’attività anche di mattina

Chi è Christian Dolente

Ha maturato 20 anni di esperienza nell’ambito dei servizi didattico museali lavorando con il Museo delle Genti d’Abruzzo, il museo Cascella e con centinaia di scuole attivando proposte formative rivolte alle scuole di ogni ordine e grado, alle famiglie e al mondo delle associazioni culturali.

by Redazione
Abruzzo in Miniatura

All’Abruzzo in Miniatura si amplia il numero delle opere e degli artisti che donano i loro lavori al parco museale permanente diretto da Livio Bucci.

Dopo lo stadio Adriatico di Pescara realizzato in polistirene da Fabrizio Costantini, ieri è stata la volta di Matteo Di Nardo de L’Aquila con la sua opera fatta interamente di Lego.

Un’idea originale che sicuramente stupirà i bambini, della quale Di Nardo ci racconta in questa intervista.

Matteo Di Nardo, come nasce l’idea di realizzare un’opera utilizzando i Lego?

“Principalmente perché tra le mie passioni c’è sempre stato il giocattolo, quindi i Lego ne rappresentano l’eccellenza. Nel tempo, collezionandoli, mi è venuto in mente di rifare un qualcosa di personale”.

Hai diversi lavori già fatti?

“Sì, ho fatto diversi lavori; questa però può essere ufficialmente definita la prima opera pensata, organizzata e strutturata da me come gioco dal quale però è venuto fuori un lavoro spiritoso, che rappresenta qualcosa di concreto: un posto di lavoro. Anche un aspetto importante come il lavoro, secondo me, può spronare ad affrontare la quotidianità…giocando”.

Livio Bucci e Matteo Di Nardo
Livio Bucci e Matteo Di Nardo

L’idea di donare la tua opera all’Abruzzo in Miniatura, da dove nasce?

“Nasce dal fatto che un’altra mia passione sono gli oggetti realizzati in scala. Amando la mia regione poi, la ritengo un’occasione unica e che mancava in Abruzzo. E’ una realtà bella, interessante che mi ha incuriosito molto. Se donerò altre opere al museo? Sì, qualsiasi altra idea avrò, sarà fonte di collaborazione”.

Cosa hai rappresentato dunque e donato al parco museale permanente?

“E’ la stazione di servizio sita lungo la A24 nella zona de L’Aquila, ed è il posto in cui lavoro. Ho rappresentato il bar, l’area di servizio e i miei colleghi. I bambini? Li ringrazio per l’affetto che mi hanno dimostrato sin da quando esposi l’opera all’interno del locale, e spero sia così anche qui all’Abruzzo in Miniatura”.

by Redazione
Università della Terza Età

Diritto alla salute e una sanità di prossimità, rispetto per l’ambiente e per la dignità della persona con una economia più giusta e attenta alle fasce più deboli, questi alcuni degli argomenti affrontati nel corso dell’incontro organizzato in occasione dell’inaugurazione del 14esimo anno accademico dell’Università Popolare della Terza Età di Montesilvano, realtà di educazione permanente ormai consolidata nel locale panorama culturale e tra i comuni del medio Adriatico.

All’iniziativa, che si è svolta in piazza Diaz di Montesilvano, hanno partecipato: il Vicario Foraneo don Paolo Curioni, il quale ha aperto con delle riflessioni sull’enciclica Laudato Sì di Papa Francesco; il vice presidente dell’Università della Terza età Giuliano Lenaz, che ha incentrato il suo intervento sulla necessità di una sanità prossima ai cittadini; Raffaele Bonanni già Segretario Generale della Cisl e Gaetano Mambella segretario pensionati Cisl di Montesilvano, i quali hanno affrontato il tema dell’economia e delle opportunità da cogliere in questo periodo difficile caratterizzato dalla pandemia.

L’infettivologo della Asl Pescara, Giustino Parruti, ha arricchito l’appuntamento con le sue considerazioni sulla situazione sanitaria attuale e sul lavoro che si sta facendo per gestire l’emergenza invitando al senso di responsabilità nel rispetto delle indicazioni anti-Covid.

Il sindaco di Montesilvano Ottavio De Martinis ha rassicurato sul lavoro che si sta portando avanti per il distretto sanitario e per stare vicini ai cittadini in un periodo così delicato.

Il presidente dell’Università Popolare della Terza età, Giuseppe Tini, ha infine ribadito l’importanza di questa realtà sia dal punto di vista formativo che sociale.

Le lezioni ripartiranno venerdì prossimo e saranno concentrate in particolare sulla scoperta dell’Abruzzo: tipicità, luoghi, personaggi e storia.

Oltre ai tradizionali corsi di area (Medicina, Scienze Naturali, Area Sociale, Area Umanistica) e ai tre corsi integrativi di Cultura Musicale, Storia dell’arte e Lingua e Letteratura, sarà possibile iscriversi, a corsi di Fotografia, Ricamo e Informatica, questi ultimi molto richiesti, per garantire l’alfabetizzazione informatica e per rafforzare le competenze digitali della popolazione della terza età.

Saranno organizzate inoltre, compatibilmente con la situazione generale e locale della pandemia, visite didattiche a mostre, musei e incontri a teatro.

Durante il pomeriggio sono state esposte opere pittoriche e fotografiche realizzate sul tema dell’enciclica Laudato Sì.

Foto di Bruno Colalongo

Abruzzo in Miniatura

Si chiude con un indice più che positivo il bilancio del primo mese di attività dell’Abruzzo in Miniatura.

Una scommessa vinta che tiene fede all’impegno del maestro Livio Bucci, direttore del progetto fortemente voluto e supportato dall’amministrazione comunale di Francavilla al Mare.

“Bilancio più che positivo visto che, in meno di un mese, abbiamo già registrato 3mila visite di cui mille paganti e più di 2mila bambini – ha detto Bucci –  Una delle cose che finora mi ha reso più felice è stato accogliere persone provenienti da Ascoli, Roma, Campobasso; insomma un passaparola imponente che ha scavalcato i confini dell’Abruzzo. Onestamente non mi aspettavo una risposta così importante e sono contento, soprattutto perché i visitatori hanno dimostrato un affetto immenso; visitatori che voglio ancora ringraziare. Il futuro? Il museo non si ferma mai; sarà infatti ricco di momenti di condivisione e di  idee già in cantiere che svilupperemo nel tempo”.

Nuove opere in scala si aggiungono alle 100 iniziali, tutte rigorosamente di fattura artigianale. Un plauso speciale è pervenuto da parte degli abruzzesi nel mondo; se ne fa portavoce Marcelo Castello, presidente della Federazione degli abruzzesi d’Argentina, nonché vice presidente del Cram Abruzzo nominato a febbraio:

“Nel 1994 ho conosciuto l’Italia in miniatura.

Sono fiero che l’Abruzzo abbia una sua identità grazie a questa magnifica idea. Sarà un piacere e un dovere per me prodigarmi al fine di promuovere e valorizzare la nostra regione”.  

Il parco museo spalanca le porte a nuove iniziative che danno impulso alla territorialità accogliendo turisti stranieri: è la mission del progetto Destination Abruzzo di Angela Rapino, abruzzese nel mondo originaria di Francavilla al Mare:

 Attraverso la mia pagina Facebook e Instagram “La valigia a stelle e strisce racconto a tutti gli italiani all’estero e americani quanto sia preziosa la mia regione.

La valigia è il contenitore delle mie esperienze che mi rendono orgogliosamente italiana pur essendo cittadina americana.

Mi sono innamorata dell’Abruzzo in Miniatura e non appena riprenderemo la nostra attività con i tour condurremo i turisti americani qui al MuMi.

Ringrazio il direttore Livio Bucci per averci concesso l’opportunità di appoggiarci al parco museo con il nostro progetto Destination Abruzzo.           

Tante le attività didattiche dedicate ai più piccoli tra visite guidate e laboratori ; tra queste, una novità interessante è quella proposta dall’associazione culturale Un Mondo di Abruzzo, presieduta da Monica Recchia, Scopri l’Abruzzo in Allegria progettato da Polvere di Eventi.

Ed è proprio la presidente che spiega l’originalità e le caratteristiche del progetto:

Si tratta di un’iniziativa riservata agli alunni delle scuole elementari e medie. Verrà presentato alla Regione Abruzzo ed esposto nell’angolo dedicato ai laboratori didattici in programma all’Abruzzo in Miniatura.

Al suo interno convivono un aspetto sia ludico che didattico in quanto, attraverso percorsi non statici bensì dinamici, i bambini imparano a comprendere la valenza del territorio insieme alla storia che riprende vita. Infatti lo slogan del progetto è Scoprendo il passato ameremo il futuro.

Nell’anfiteatro i bambini potranno trovare persone realmente esistite (storicamente parlando) che raccontano la storia del maestoso complesso e del territorio circostante.

La cultura è dunque la nostra identità e con Scopri l’Abruzzo in Allegria, vogliamo instaurare un contatto diretto con il passato per amare la storia e le proprie peculiarità territoriali.

Il tutto grazie a rappresentazioni recitate in relazione al periodo storico di riferimento. Si partirà dal parco museo Abruzzo in Miniatura per poi recarsi all’anfiteatro di Alba Fucens e arrivare, nel pomeriggio, al Castello di Celano.

Il calendario delle attività didattiche per ragazzi prevede anche un corso di disegno e fumetti in programma a partire da fine ottobre.

musei

L’occasione è quella delle Giornate europee del Patrimonio, in programma sabato e domenica prossimi, 26 e 27 settembre; la scelta è quella di integrare tutte le anime e le sensibilità della Fondazione delle Genti d’Abruzzo: divulgazione culturale, conservazione dei beni, servizi al territorio.

Così, dopo l’inaugurazione, sabato pomeriggio, della mostra-evento Per altre stanze di Lucio Rosato, curata da Mariano Cipollini (in collaborazione con Astra – Associazione Studi Tradizioni Popolari Abruzzesi) domenica, sempre nel pomeriggio, verranno presentati i due progetti che saranno la spina dorsale dell’attività del Museo Cascella e del Museo delle Genti d’Abruzzo fino a fine anno.

La mostra vedrà, a partire dalle ore 17, l’interazione con Stefano Odoardi, sceneggiatore, regista e artista visivo in una performance di grande impatto visivo.

In contemporanea al Museo Cascella  laboratori stem per bambini ore 17-19 (per info e prenotazioni scrivere a didattica@gentidabruzzo.it).

Proprio il Museo Cascella domenica sarà la cornice delle due grandi iniziative stagionali: alle 18 primo appuntamento con la rassegna Musei Narranti, alle 19 la presentazione del progetto Il sabato del restauro-La scala ritrovata a cura della restauratrice Chiara Russo, iniziativa che vuole sensibilizzare i cittadini alla complessa e delicata attività di recupero dei beni culturali.

Musei narranti è un ciclo di visite tematiche (calendario nel dettaglio nella scheda allegata) con il quale vengono approfonditi i diversi percorsi culturali offerti dalle due strutture museali.

La storia e la cultura abruzzesi vengono rilette attraverso le opere esposte nelle collezioni.

Non una semplice visita guidata, ma un lavoro di recupero di tradizioni, ritualità e connessioni tra oggetti, pensiero e attività umana.

Dall’antropologia all’arte, dallo studio dei materiali all’evoluzione della creatività, alla ricerca di tutto ciò che ha reso l’Abruzzo quel territorio dalle grandi risorse di cui non sempre si comprende totalmente la complessità.

Le visite, gratuite e comprese nel biglietto di ingresso (tariffa unica € 6,00) sono curate da operatori culturali che da anni collaborano con la Fondazione: Christian Dolente, Chiara Russo, Serena D’Orazio e Roberta Tinarelli.

Si comincia con Cascella: un viaggio lungo un secolo che guiderà i visitatori lungo l’arte di una famiglia che con le sue opere ha tracciato il cammino della nostra regione, accompagnandone la storia e l’evoluzione.

A seguire la presentazione del progetto: Il sabato del restauro – La scala ritrovata; si tratta di un intervento di recupero della scala del Museo Cascella aperto alla partecipazione del pubblico.

Nel corso della presentazione con l’hashtag #insiemesipuò! sarà lanciata la campagna di raccolta fondi che la Fondazione attiverà per riuscire a portare a compimento il restauro.

“Contiamo – sottolinea la direttrice Letizia Lizza – sulla sensibilità di tutti i pescaresi, oltre che su quella delle istituzioni, per attuare un progetto di recupero che nasca nel segno della totale condivisione. Nei momenti difficili cultura e solidarietà sono, storicamente, le stelle polari della ripresa”.