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Tag Archives: l’aquila

Solisti Aquilani

Doppio appuntamento per I Solisti Aquilani sabato 16 luglio, alle 21, nella chiesa di San Domenico a Imola e nel capoluogo domenica 17 luglio, sempre alle 21, nell’Oratorio di Sant’Antonio dei Cavalieri de Nardis.

La compagine orchestrale sarà diretta da Aldo Sisillo e ospiterà il solista Massimo Mercelli, al flauto. Quest’ultimo eseguirà i due concerti per flauto di autori contemporanei: Contrafactus di Giovanni Sollima (1962) e Dante concerto di Gabriel Prokofiev (1975), che sarà eseguito a Imola in prima assoluta.

Il focus del programma sarà proprio il brano del giovane compositore inglese Gabriel Prokofiev (nipote del celebre Serghej), un lavoro di grande ispirazione sul Sommo Poeta che l’autore ha voluto creare in occasione del recente anniversario.

«Sono rimasto davvero affascinato dalla notevole gamma emotiva e descrittiva dell’Inferno dantesco: c’è molta oscurità e disperazione, ma anche tristezza, rimpianto, dubbio, e persino speranza e amore», dice Prokofiev. «Massimo Mercelli mi ha suggerito di creare un Concerto “dantesco” a partire da alcuni miei schizzi originali creati per un lavoro più ampio, ed è così che è nato questo Concerto per flauto. Non c’è un narratore, quindi la musica ha più spazio per evocare le immagini del viaggio di Dante negli inferi e il flauto diventa il principale narratore della storia. In effetti, questo concerto mi ha dato la possibilità di permettere alle mie idee musicali (che erano state ispirate da Dante) di fiorire a pieno titolo».

Il programma è completato dalla St. Paul suite per archi di Gustav Holst (1874 – 1934) e dalla Serenade per archi in mi minore op. 20 di Edward Elgar.

La formazione, la cui direzione artistica è di Maurizio Cocciolito, è composta da Daniele Orlando, violino di spalla; Daniela Marinucci, Cristina Ciura, Matteo Pizzini, violini primi; Federico Cardilli, Hinako Kawasaki, Giulia Durante, Virginia Galliani, violini secondi;

Gianluca Saggini, Margherita Di Giovanni, Luana De Rubeis, viole; Giulio Ferretti, Matteo Bodini, violoncelli; Marco Boffa, contrabbasso.

 

by Redazione
L'Aquila

Ridare al lavoro dignità, diritti e tutele, affinché torni ad essere strada privilegiata di realizzazione personale, e non solo sostentamento.

È la richiesta chiara e forte che si alza dal congresso della Uiltemp Abruzzo, la federazione dei lavoratori autonomi, atipici, temporanei e partite iva della Uil, che si è chiuso questa mattina, 22 giugno, a L’Aquila.

Dopo due giorni intensi di dibattito e confronto, che hanno visto la partecipazione anche di docenti, formatori, rappresentanti datoriali e della segretaria nazionale Lucia Grossi, Maurizio Sacchetta è stato rieletto segretario regionale, con una segreteria che sarà composta anche da Chiara Pupi e Alessio Zanon, tesoriere Stefano Santucci.

“In questi ultimi anni – ha detto Sacchetta nel corso della sua relazione – sembra di essere tornati nel passato, dove molte società erano basate sulla schiavitù. Prevenire le forme di sfruttamento del lavoro significa garantire alle persone una vita equa e giusta perché se il lavoro garantisce la sola sussistenza, esso non rende più libero l’uomo, ma diventa una dipendenza necessaria alla sopravvivenza”. Provando ad analizzare il futuro del mercato del lavoro, Sacchetta ha detto che “si baserà sulle competenze, sia tecniche che non. Centrale quindi sarà la rigenerazione del sistema delle politiche attive del lavoro. L’alternanza scuola-lavoro e i tirocini dovranno mutare forma e strutturarsi sempre più come laboratori, come luogo in cui fare esperienza e misurarsi con le aziende”.

Venendo ai temi del precariato, il segretario ha ricordato come “noi siamo per l’eliminazione di tutti quei contratti che creano precarietà e sponsorizziamo l’utilizzo del solo contratto della somministrazione perché rappresenta quella forma di flessibilità contrattata necessaria a garantire la continuità occupazionale e la parità di trattamento ai lavoratori, sia in termini di tutele dei diritti sia in termini economici e alle aziende garantisce la flessibilità richiesta”. Negli ultimi due anni vi è stato un forte aumento dell’utilizzo della somministrazione: “In particolare in questi primi tre mesi del 2022 c’è stato un incremento del quasi 32,6 per cento e quindi a fine anno si arriverà al 50 per cento di incremento. Tutto questo dimostra che l’utilizzo della somministrazione non è più solo per picchi di produzione ma è diventata strutturale. In Abruzzo, secondo i dati Inail relativi all’anno 2021, la somministrazione ha occupato l’equivalente di circa 16.650 occupati netti: Chieti con 5882 lavoratori, Pescara con 4631 lavoratori, Teramo con 3787 lavoratori e L’Aquila con 2350 lavoratori. Nelle piccole aziende artigiane abruzzesi, da 1 a 14 addetti, l’utilizzo della somministrazione è pari a 2708 lavoratori netti. La somministrazione, inoltre, è l’unica modalità che riesce a ricollocare i lavoratori e lavoratrici che hanno perso il posto di lavoro nelle fasce di età dai 50 fino ai 65 anni e più: infatti sempre in Abruzzo la somministrazione garantisce occupazione a 4056 lavoratori nella suddetta fascia di età, nello specifico 1934 addetti dai 65 anni in su (età pensionabile 67 anni), 2122 addetti dai 50 ai 64, e se volessimo aggiungere la fascia di età dai 40 ai 49 anni avremmo un totale di addetti pari a 7040 che rispetto ai 16650 occupati netti rappresentano circa il 42.5 per cento degli occupati netti”.

Sacchetta, inoltre, ha passato in rassegna le varie vertenze, nazionali e regionali, che hanno avuto al centro i cosiddetti “invisibili”:

La pandemia ha portato alla luce lavoratori e lavoratrici che fino a questo momento vivevano sottotraccia e al limite della sopravvivenza, perché sottopagati e senza tutele né contrattuali né previdenziali. Gli invisibili che hanno sofferto di più in questo periodo sono stati i lavoratori dello spettacolo e dello sport in quanto, in molti casi, non considerati dai vari interventi straordinari che si sono susseguiti nel corso degli anni dell’emergenza sanitaria.

E ancora, al centro della relazione, la cosiddetta “Gig economy”, i somministrati delle Poste, la questione Navigator, la somministrazione nella Sanità, fino a situazioni abruzzesi come i somministrati in Sevel e Lfoundry, Comdata, Ecare, Movè e Asl 1.

“Ad oggi il nostro impegno è – ha concluso Sacchetta – dare tutela e rappresentanza a tutti i lavoratori, che vivono la flessibilità, la precarietà attraverso tutti quei contratti non tutelanti, far diventare la somministrazione, correggendone l’utilizzo distorto, l’unico contratto flessibile utilizzabile, creare un welfare di sostegno, attraverso accordi Regionali, nei periodi di non lavoro per rendere la flessibilità non fonte di precarietà, far realizzare uno studio sui fabbisogni formativi delle aziende, in tutta la Regione, per evitare di far diplomare o laureare i giovani in ambiti che non danno sbocchi occupazionali. In un contesto come quello attuale, l’unica strada per avere possibilità lavorative è quella della formazione continua”.

Da parte sua, la segretaria nazionale Lucia Grossi ha ribadito che “abbiamo presentato una piattaforma nazionale per la riforma del contratto di somministrazione, che rappresenta, come detto, lo strumento su cui puntiamo. Oggi siamo di fronte a lavoratori e lavoratrici plurilaureati e, quindi, il mondo del lavoro è cambiato: tutti gli attori del sistema devono modificare il modo di pensare la formazione di qualità per garantire il lavoro alle future generazioni”.

Al congresso è intervenuto anche Michele Lombardo, segretario generale Uil Abruzzo, che ha rimarcato come “gli atipici devono avere la massima attenzione istituzionale, le decisioni legislative devono essere a loro sostegno, e bisogna superare la precarietà, per guardare al lavoro di qualità che possa dare alle giovani generazioni una stabilità che consenta di programmare la propria vita. In Abruzzo, in particolare, gli ultimi fatti che riguardano aziende importanti ci preoccupano molto: chiediamo alle controparti che ci sia maggiore attenzione, e che i somministrati possano avere una possibilità seria di trasformazione a tempo indeterminato dei loro contratti di lavoro. Purtroppo, così non è e noi continueremo a lavorare per dare il massimo di tutela a questi lavoratori e lavoratrici”.

by Redazione
L'Aquila

L’Aquila accoglie la presentazione del secondo romanzo del giornalista pescarese e scrittore Luca Pompei, Come gli Alberi Spogliati ad Aprile (Masciulli Edizioni) presso la Maccarrone Libri con un appuntamento, per sabato 30 aprile alle ore 18, possibile grazie a Roberto Maccarrone e l’editore Alessio Masciulli.

A moderare sarà la giornalista pescarese Alessandra Renzetti; non mancheranno interventi a cura della giornalista Marianna Gianforte.

Luca Pompei, in questo romanzo, ha voluto cambiare in qualche modo direzione, esplorando il dramma del dopo terremoto, quello vissuto in un borgo alle porte de L’Aquila, Casentino (frazione di S.Eusanio Forconese). Prestigiosa è la collaborazione con il giovane e già pluripremiato scrittore abruzzese Peppe Millanta che per questo romanzo ha scritto una prefazione di assoluto valore. La foto di copertina, invece, è di Rossella Caldarale.

Attraverso un’attività di studio ed inchiesta, il giornalista ha visitato questi luoghi, ha conosciuto i suoi pochi abitanti, raccolto storie ed aneddoti per poi ricamare una storia di finzione che fa da legante ad una serie di vicende e personaggi reali.

Il tema principale, ovviamente, è quello di una ricostruzione sociale, al fianco di quella materiale, quasi impossibile da immaginare, ma, nonostante questo, l’estremo attaccamento per le tradizioni, le origini e la storia di questo borgo, porterà i personaggi di questo romanzo a combattere per un proprio riscatto.

“Il titolo – spiega l’autore – nasce dalla prima immagine che mi ha colpito nel viaggio  verso l’Aquila quel 6 aprile del 2009, per documentare la tragedia:  sul ciglio della Statale alberi completamente spogli tanto violenta è stata la scossa delle 3.32, uno scenario autunnale in piena primavera”.Alberi spogliati ad aprile sono anche i tanti personaggi del romanzo, privati di tutto e non solo della loro casa, ma il loro senso di appartenenza ed il profondo senso di resilienza danno loro, in fondo, quell’immagine di piccoli eroi di provincia.

In “Come gli alberi spogliati ad Aprile”, ci si trova dunque a Casentino, frazione di S.Eusanio Forconese alle porte de L’Aquila; un giovane e rampante avvocato romano, Bruno Tussi, torna nel paese d’origine dei suoi genitori per disfarsi di tutte le proprietà.

Ha con se suo figlio, Emilio, affetto da disturbi comportamentali. Di contorno le storie e gli aneddoti della comunità locale e sullo sfondo una losca vicenda di corruzione legata alla ricostruzione. Di questo ed altre situazioni si parlerà a L’Aquila.

 

by Redazione
calcio femminile

Calcio femminile, per NOI una questione di CULTURA…” è il titolo dell’evento che si terrà lunedì 2 maggio all’Aquila, ma al contempo è anche il vero tema alla base dello sviluppo di questo settore in Abruzzo e in Italia. Gli aspetti culturali del movimento del calcio femminile accompagnano la parte agonistica dando  forza al lavoro che si fa nei Comitati regionali e nelle società. Dedicare a questi aspetti attenzione e renderli il centro del confronto è parte integrante della strategia di crescita del settore e del movimento messa in atto dalla LND Abruzzo nella nostra regione.

L’evento, promosso e organizzato proprio dalla LND Abruzzo, rientra nell’ambito delle iniziative realizzate per “L’Aquila Città Europea dello Sport 2022” e si terrà lunedì 2 maggio nell’Auditorium del GSSI alle ore 17.

All’iniziativa, che sarà aperta dai saluti istituzionali, parteciperanno, oltre ai vertici regionali della LND Abruzzo, come il presidente Ezio Memmo e la responsabile Calcio femminile, Laura Tinari, il presidente LND, Giancarlo Abete, e il consigliere Federale, Daniele Ortolano. Ma l’attenzione sarà incentrata soprattutto sulle interviste alla CT della Nazionale Femminile, Milena Bertolini, e alla Capo delegazione, Cristiana Capotondi, che dal loro osservatorio privilegiato permetteranno di conoscere e capire meglio questo settore, ispirando dal vivo le giovani e le società abruzzesi. Insieme a loro, anche le due calciatrici della AS Roma Femminile e della Nazionale Italiana, Elisa Bartoli ed Elena Linari, che racconteranno la storia e l’esperienza di chi il calcio lo gioca ogni giorno in un grande Club e nella Nazionale.

“Il percorso culturale che abbiamo intrapreso a partire dallo scorso anno è intenso e fatto di tanti progetti e iniziative – dice la responsabile Tinari – ed è per questo che abbiamo voluto accanto a noi in questa occasione coloro che stanno permettendo a questo settore un grande scatto di orgoglio, rendendosi protagoniste del suo sviluppo”.

Per il presidente della LND Abruzzo Memmo: “Partono da qui le nostre idee per un’azione sinergica e condivisa, tesa alla divulgazione delle tematiche e delle sensibilità che ruotano intorno al movimento femminile del calcio. Solo attraverso la strategia della ‘cultura’ e dei suoi valori fondamentali e unici il calcio  verrà sostenuto, innovato e promosso per e da tutti”.

by Redazione
Castelvecchio Calvisio 

Castelvecchio Calvisio (L’Aquila) 1.045 metri sul livello del mare, sorge tra le montagne del Gran Sasso e la Valle del Tirino; situato nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga ne costituisce di fatto una delle porte di accesso meridionali.

Le telecamere Rai con Sem Cipriani, hanno raggiunto questo borgo insieme allo scrittore Peppe Millanta per la rubrica a cura di Paolo Pacitti, Quota Mille: le sue origini sono difficili da ricostruire ma si pensa che risalga all’antica Calvisia, città di origine romana; l’odierno centro abitato fu edificato durante il periodo feudale, quando i piccoli agglomerati della zona circostante per motivi di sicurezza confluirono nello stesso luogo, adatto alla difesa ed al controllo del territorio.

Molte importanti famiglie si susseguirono al potere: questo fa comprendere l’importanza strategica del posto, vera porta d’accesso alla Piana di Campo Imperatore e alle sue preziose greggi.

Come spiega Peppe Millanta: “Il borgo di Castelvecchio Calvisio è anche rinomato per una scoperta avvenuta negli anni ’90: qui è stata ritrovata la Adonis Vernalis, un fiore di cui si erano perse ormai le tracce da tempo in Italia e che molti ritenevano estinto. Prende il nome da Adone, il dio greco: secondo la leggenda alla sua morte Venere, innamorata pazza di lui, trasformò alcune gocce del suo sangue in questo fiore per continuare ad averlo vicino, ma appassì e Zeus per lenire il dolore di Venere permise ad Adone di venire via dall’Ade ogni anno per quattro mesi che è all’incirca il periodo di fioritura di questa pianta che è possibile ammirare qui da aprile a giugno”.

Castelvecchio Calvisio è una vera attrazione a cielo aperto: un esempio unico di impianto urbanistico giunto intatto fino ai giorni nostri, derivante da un raro caso di pianificazione medioevale.

Ogni dettaglio architettonico qui è stato infatti studiato per massimizzare le possibilità di difesa e diversi sono i particolari che rivelano questo aspetto; inoltre la pianta del borgo traccia un’ellisse perfetta con due ingressi speculari e presenta delle strette stradine coperte da volte ed archi, con le caratteristiche case che si sviluppano su più livelli, raggiungibili grazie a ripide scale che poggiano su mensole dette “barbacani”.

Il viaggio tra i borghi d’Abruzzo continua su Buongiorno Regione; novità, curiosità e qualche piccola anticipazione sono sulla pagina Facebook peppemillanta, dov’è possibile saperne di più anche sulla puntata dedicata a Castelvecchio Calvisio.

Tatua

È Tatua la nuova invenzione dei dermopigmentisti abruzzesi Toni Belfatto ed Ennio Orsini, innovatori nel mondo dell’estetica e del benessere.

Si tratta di un assistente virtuale personalizzato, creato a propria immagine e somiglianza, che potrà interagire con il pubblico 24 ore su 24.

Insomma un ‘avatar’ che, grazie all’intellligenza artificiale, sarà in grado di percepire, comprendere, agire e imparare.

L’invenzione, di calibro mondiale poiché nessuno aveva mai applicato l’AI – Artificial Intelligence –  al mondo della bellezza, è stato appena lanciato dai pluripremiati professionisti dell’estetica che sono stati anche gli inventori, nel 2007, della dermopigmentazione, tecnica sempre più utilizzata per mascherare inestetismi legati a calvizie ed esiti cicatriziali.

Dal punto di vista tecnico Tatua è un un work bot, vale a dire un software in grado di comprendere e apprendere il linguaggio naturale e  interpretarlo per instaurare un rapporto conversazionale ed interattivo con l’utenza. Risponderà ad ogni domanda in modo logico, ragionato e pertinente e fornirà, su richiesta, consigli attinenti all’argomento trattato. Potrà fissare appuntamenti attraverso la gestione diretta di un calendario, fare consulenze e vendere prodotti e servizi tramite una piattaforma e-commerce.

La particolarità della creazione, oltre alle sue innumerevoli funzioni, è la disponibilità in ogni momento e il fatto che sia fruibile da ogni dispositivo.

Attraverso un sito web, i social media, WhatsApp, Telegram e QRcode.

Toni Belfatto ed Ennio Orsini, da sempre pionieri nel settore della dermopigmentazione e dell’estetica in generale, spiegano così l’intuizione di potersi avvalere in ogni momento di un alter ego virtuale e personalizzato:

L’idea è nata sicuramente da una necessità. Il nostro è un lavoro di estrema precisione che richiede una grossa concentrazione durante i trattamenti. E questo ci porta via molto tempo. Tatua si occuperà di tutte quelle mansioni legate ai nostri interventi: gestione degli appuntamenti, assistenza e consulenze.

“Siamo costantemente alla ricerca di nuove sfide – aggiungono – il concetto di accostare il nostro mestiere, che è di carattere artigianale, all’intelligenza artificiale ci è piaciuto molto”.

“Ed è molto bello – concludono –  poter pensare che in Abruzzo sia nato un progetto che rivoluzionerà il mondo dell’estetica a livello internazionale”.

 

by Redazione
L'Aquila

Dal mese di novembre sarà di nuovo attiva nell’ateneo de L’Aquila la scuola di specializzazione in Oftalmologia, che formerà i nuovi specialisti oculisti.

Una buona notizia che si affianca al raddoppio dei posti disponibili nel corso di laurea in Ortottica e all’attivazione del Master in Neuro oftalmologia, unico in Italia: completando una offerta formativa a tutto campo per i professionisti che operano per la tutela della vista.

“Questo è il risultato dell’impegno profuso da tutto il personale docente e dalle risorse messe in campo dall’università degli studi dell’Aquila e dall’Azienda sanitaria locale”, dice Marco Ciancaglini, ordinario di Malattie dell’apparato visivo e responsabile della Oculistica universitaria all’Aquila. “Il settore della formazione medica è altamente competitivo e richiede l’impiego di molte risorse in strutture cliniche, personale e risorse organizzative. Spero che questi risultati positivi per l’ateneo e la città dell’Aquila possano servire anche a migliorare gli standard operativi e le dotazioni delle Unità operative oculistiche di riferimento”.

l'aquila

Sarà la storica scalinata di San Bernardino a L’Aquila a ospitare il Concerto di Angelo Valori & la Medit Voices, a partire dalle ore 21 di questa sera.

A incorniciare l’evento che caratterizzerà l’ultimo scorcio dell’estate aquilana, sarà un suggestivo gioco di luci in uno scenario unico nel suo genere.

“Siamo onorati di poter portare il nostro repertorio di Voci soliste, Ensemble Vocale e la nostra Sezione ritmica in un luogo sacro e prezioso – ha detto il Maestro Angelo Valori che dirigerà l’evento -. Onorati di essere stati scelti dall’amministrazione comunale quale evento omaggio per la città che rappresenta tutto l’Abruzzo e il cuore stesso della nostra regione”.

Il concerto presenta una rielaborazione originale di grandi successi internazionali del repertorio Pop rivisitati in una travolgente rielaborazione Soul/Funk.

Sulla scale di San Bernardino risuoneranno le note di pezzi come Dancing in the street, Stand by me, Moon River, I say a little prayer, September, con una carrellata sul repertorio di Lucio Battisti con Nessun Dolore, Una donna per amico, Si viaggiare, per poi offrire una versione straordinaria di Halleluja e chiudere con Happy e Could be magic.

L’Aquila

Il giornalista e scrittore Michelangelo Iossa, nato a L’Aquila, presenta nella sua città l’ultimo libro dal titolo RINO GAETANO. Sotto un cielo sempre più blu (Hoepli Editore, 2021), Modera l’incontro Paolo Tocco. Appuntamento martedì 31 alle ore 18,30 presso il Cortile Polarville a L’Aquila. Il testo è uscito in occasione del quarantesimo anniversario della scomparsa di Rino Gaetano.

Rino Gaetano è un unicum nella storia del cantautorato italiano e nella vita culturale del nostro Paese. In un manipolo di album, di 45 giri, di apparizioni televisive e di interviste ha rivelato tutta la sua forza espressiva, dimostrando di essere un cantautore del futuro.

Nella sua produzione si rivela una dimensione di working class hero capace di connettere Jannacci e Beckett, l’emigrazione e il nonsense, Dylan e la Magna Grecia in un personale sentiero, su cui non aveva mai camminato nessuno.

Rino Gaetano ha illuminato la canzone italiana con brani irregolari e amatissimi, da Ma il cielo è sempre più blu a Nuntereggae più, passando per Mio fratello è figlio unico, Gianna e Berta Filava.

Il volume, aperto da una testimonianza di Renzo Arbore, è arricchito da un’intervista esclusiva a Sergio Cammariere, cugino dell’artista – che firma anche la prefazione – e da due appendici dedicate agli incontri di Rino con grandi musicisti internazionali e ai luoghi della sua vita.

Un racconto che parte dall’infanzia vissuta a Crotone agli anni scolastici di Narni, passando per il Folkstudio di Roma e il Festival di Sanremo fi no all’incidente mortale di via Nomentana e all’incredibile culto sviluppatosi nei decenni: il 2 giugno 1981 muore Rino Gaetano, ma le sue canzoni viaggiano di bocca in bocca e il cielo di Rino “è sempre più blu”.

Michelangelo Iossa, note biografiche

Giornalista e scrittore, Michelangelo Iossa (L’Aquila, 1974) collabora da quasi trent’anni con alcune delle più importanti testate italiane. Contributor del Corriere del Mezzogiorno – Corriere della Sera e di altri periodici del gruppo-RCS, ha firmato reportage, special radiofonici e televisivi.

Dal 1999 è docente presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli e cura due insegnamenti legati al mondo della comunicazione e il Laboratorio di Musicologia.

Ha firmato libri su icone della musica italiana e internazionale, da Pino Daniele a Michael Jackson. Il suo penultimo volume è “007 Operazione Suono”, dedicato alle musiche della saga cinematografica di James Bond.

Iossa è tra i più autorevoli biografi italiani dei Beatles, a cui ha dedicato sei differenti libri pubblicati tra il 2003 e il 2016, e ha ricevuto il Premio per l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2004.

by francesca
rugby

“Il rugby come metafora della vita”.

Con questo messaggio FIR Abruzzo ricorda l’anniversario del sisma che il 6 Aprile 2009 distrusse la città dell’Aquila provocando 309 vittime.

La grafica realizzata da Roberto Grillo richiama ai valori principi della palla ovale, lottare e soffrire tutti insieme nonostante le difficoltà, nonostante i rimbalzi imprevedibili della vita, per raggiungere tutti insieme quell’agognata meta che per gli aquilani significa ricostruzione e rinascita.

“Sono davvero molto grato a chi ha pensato a me per commemorare questa data così significativa per la nostra città, e di farlo attraverso il rugby, altra mia grande passione” dichiara il fotografo, che con le sue foto ha negli anni raccontato il dramma del terremoto e la voglia degli aquilani di ricominciare.

Ho scelto questa frase in memoria di un progetto realizzato in passato, penso che il rugby, con le sue regole, il rispetto reciproco sia tra i giocatori che tra i tifosi, è la metafora di una vita migliore. Un gioco complesso ma facile, bello e difficile, sono convinto sia così.

“Il legame tra la città e il rugby è inscindibile, impossibile da spezzare” prosegue Grillo. “Mi piace dire che noi aquilani abbiamo i globuli a forma ovale, questo sport è nel nostro sangue. Proprio come la città, anche il rugby a livello di vertice è andato distrutto, e sempre come la città si sta riprendendo; sono convinto che entrambe, insieme, torneranno allo splendore di un tempo”.

by francesca
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