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Category Archives: Politica

caramanico
Questa mattina, presso la Sala Corradino D’Ascanio della sede pescarese del Consiglio Regionale, si è svolta una conferenza stampa congiunta di Gruppo Consiliare del Partito Democratico, Gruppo Comunale Uniti per Caramanico e l’ex sindaco Mario Mazzocca, incentrata sul futuro delle terme, chiuse ormai da anni a causa del fallimento dell’ex concessionaria con evidenti ripercussioni su una parte caratterizzante dell’offerta turistica abruzzese.
Il crack della Società delle Terme e la conseguente chiusura del complesso non giustificano l’atteggiamento passivo di Giunta Regionale e Comune di Caramanico, che stanno dando prova di inerzia impelagandosi in attività istituzionali confuse, inconsistenti e indecifrabili, prive di prospettive che garantiscano una concreta e rapida soluzione del problema già dalla prossima estate.
Dopo l’ennesimo ed infruttuoso tentativo di stimolare una riflessione e un intervento nell’ultimo Consiglio regionale di agosto, con la presentazione dell’emendamento a firma dei Consiglieri Blasioli e Paolucci per il ristoro delle attività turistico-ricettive del comprensorio della Maiella – le più penalizzate dalla chiusura -, il Gruppo Pd in Regione e il Gruppo Uniti per Caramanico hanno pianificato e portato avanti varie interlocuzioni con la curatela fallimentare e tecnici esperti del settore termale, al fine di individuare soluzioni percorribili che consentano la riapertura delle terme nel più breve tempo possibile.
La curatela fallimentare, che ringraziamo per aver accettato l’incontro ed esplicitato le difficoltà dell’incarico, auspica la vendita dei beni del fallimento in autunno. Se costi e tempistiche precludono di fatto la riattivazione delle terme in capo alla stessa curatela, è altresì probabile, come spesso accade nelle aste, che non vada a buon fine la prima vendita, anche perché la cessione dello stabilimento svincolata dalla concessione delle acque – in capo alla Regione e anch’essa da assegnare con evidenza pubblica -, rischia di rendere poco appetibile l’investimento per i privati. Un ulteriore ritardo che rischierebbe di infliggere un colpo fatale all’economia della comunità di Caramanico e dell’intero comprensorio della Maiella.
Per questo intendiamo proporre, con spirito costruttivo, alla maggioranza di centro-destra e all’opinione pubblica tre strade alternative:
1)    La prima si rinviene nella legge regionale 15/2002. L’art. 67 prevede che la Regione, attraverso la FIRA, possa sottoscrivere quote di partecipazione nelle società termali. In sostanza si potrebbe attuare per qualche anno una gestione in house delle terme, modello che questo Governo regionale aveva in precedenza prospettato per l’impianto natatorio delle Naiadi, e che permetterebbe inoltre di avvalersi dell’esperienza lavorativa dei dipendenti che a lungo hanno curato la struttura e saprebbero valorizzarla. I vantaggi che deriverebbero da questa scelta sono innegabili: la riattivazione in tempi brevi e certi del complesso termale e dello sfruttamento della risorsa idrica, scongiurando un eventuale compromissione della qualità delle acque sulfuree, che per non deteriorarsi necessitano di un deflusso costante.
2)    Se la Regione venisse in possesso dei beni necessari all’attività termale, oltre a quelli pertinenziali che già le spettano per legge, potrebbe indire un unico bando tanto per lo stabilimento termale che per la concessione delle acque.
3)    L’ultima opzione, senz’altro più complessa ma quantomeno da verificare, sarebbe quella del partenariato pubblico-privato, che dovrebbe coinvolgere la curatela e avrebbe bisogno di un vaglio del giudice fallimentare.
C’è infine la questione della piscina termale pubblica, la cui realizzazione (relativamente al 1° lotto del progetto) all’interno del parco termale era stata finanziata nel 2017 dalla Giunta D’Alfonso con un importo pari a 600mila euro. «Ad oggi i lavori non sono stati ancora avviati, pur essendo stati appaltati alla fine del 2019 dal Comune di Caramanico, che un anno dopo ha incomprensibilmente avanzato richiesta di delocalizzazione dell’opera ad appalto concluso» ha sottolineato Mario Mazzocca. «Viene spontaneo chiedersi se il finanziamento sia ancora in essere, perché i lavori siano fermi e se sia stato attribuito il successivo finanziamento di 1 milione di euro per il 2° ed ultimo lotto. Domande a cui la Regione non ha mai risposto, ignorando una richiesta di accesso agli atti formalizzata 14 mesi fa e trascurando il fatto che oggi, qualora il cronoprogramma degli interventi fosse stato rispettato, la comunità avrebbe potuto disporre di un’opera strategica e già funzionante, che costituirebbe – per la prima volta dopo 80 anni – un solido presidio (pubblico) all’interno dello storico stabilimento termale (privato) in grado di sopperire, seppur parzialmente, alla situazione di perdurante stallo e di grave crisi che l’intero territorio sta vivendo».
«Quella del Partito Democratico è un’iniziativa lodevole – hanno evidenziato il consigliere comunale Luca La Selva e l’ex assessore Rita Selvaggi del gruppo Uniti per Caramanico -, in quanto per la prima volta, a livello istituzionale, un soggetto politico mette sul tavolo delle proposte concrete. Trattandosi di una vertenza di primaria importanza, anche per la profonda crisi strutturale dell’indotto che ne deriva, stupisce che l’assunzione di responsabilità venga da un gruppo di opposizione e non dalla maggioranza, che continua a dimostrare una totale assenza di visione, nascondendosi dietro la procedura fallimentare».
«Sul web sono facilmente reperibili i video in cui esponenti della maggioranza annunciavano che sotto la loro amministrazione le terme non avrebbero mai chiuso – le dichiarazioni dei consiglieri Blasioli e Paolucci -. E invece non solo questo non è avvenuto, ma sono state anche stornate le risorse stanziate senza mettere in campo nuovi fondi. Invitiamo dunque la Giunta, già nel prossimo consiglio regionale, ad esaminare seriamente ciascuna delle soluzioni da noi prospettate al fine di scongiurare che le terme restino chiuse per il terzo anno consecutivo. E a rispondere alle esigenze di un’intera economia approvando l’emendamento sui ristori che intendiamo riproporre».  
francavilla

E’ prevista per martedì 6 settembre alle ore 11 presso il Chiostro del Mu.Mi la conferenza stampa indetta dal consigliere di Francavilla al Mare Roberto Angelucci sulla proposta del bypass ferroviario San Silvestro Pescara – Francavilla al Mare Ortona e sulle condizioni di arretratezza della ferrovia adriatica lungo il tratto di competenza, argomento già contemplato dallo stesso Angelucci nel programma elettorale presentato in occasione della sua candidatura a sindaco alle scorse elezioni amministrative nel comune teatino.

Tra i punti chiave della conferenza ci saranno inoltre: la velocità, le barriere antirumore, il rilancio del prolungamento della variante ANAS che va anche raddoppiata, in un momento di grande progresso; “è indispensabile dopo quasi un anno dalle elezioni – secondo Angelucci – riprendere contatto con gli argomenti individuati, poichè sono legati al miglioramento della vita nell’area urbana ed i cittadini hanno bisogno della tranquillità e dei servizi per vivere bene”.

 

caramanico

Da tre anni e mezzo nulla di nuovo sul tema del contributo delle istituzioni alla soluzione della vicenda.

Nessuno ha invocato la riunione del Tavolo Tecnico del MISE, non più riunitosi dal 3 aprile 2019, per ricercare le condizioni istituzionali atte a validare interventi straordinari, come si fa e si sta facendo per altre crisi aziendali, con cui sostenere il comparto termale abruzzese.

Fin da allora sostenevamo come, con il consolidarsi di un contesto tecnico-giuridico di estrema difficoltà, in mancanza di interventi efficaci si sarebbe arrivati all’imminente e prevedibile di chiusura dell’attività. Siamo stati facili profeti.

Dalle istituzioni finora solo dichiarazioni generiche e distanti dalla sostanza dei problemi, nessun atto amministrativo!

Insomma, le istituzioni hanno fatto e fanno ancora “spallucce”, inspiegabilmente distratte, in attesa del passaggio del cadavere sulla riva del fiume. Ad esse ponemmo e poniamo ancora 10 domande, otto delle quali sono ad oggi senza risposta alcuna.

1)    Possibile che non si parli più dei possibili interventi della Regione, nelle competenze sia della Sanità che delle Attività estrattive? Possibile che la Regione si sia limitata a sporadici atti di natura esclusivamente tecnica volti alla verifica delle condizioni della concessione, come per altro da noi introdotte dalla Delibera di Giunta Regionale n. 101 del 17 febbraio 2015, con una doverosa ispezione tecnica e senza che gli esiti di questa abbiano determinato alcun atto di attenzione politico-istituzionale?

2)    Dove sono “le azioni istituzionali necessarie per evitare la mancata riapertura dello stabilimento termale” nel frattempo messe in atto dall’Amministrazione Comunale, di concerto con quella Regionale, dello stesso colore politico, che avevano assicurato in campagna elettorale e durante il Consiglio Comunale straordinario (l’unico) del 21 giugno 2019?

3)    Come mai, nonostante gli annunci, Comune e Regione non hanno mai provveduto ad inviare l’istruttoria di competenza al Tavolo di Crisi del MISE, al fine di ottenere l’applicazione straordinaria del documento tecnico dell’Azienda Sanitaria Regionale “Qualificazione sanitaria nel settore termale – modello assistenziale. Linee di indirizzo” e valutare la possibilità di un atto straordinario per le Terme di Caramanico ad erogare prestazioni riabilitative a costo zero per il Servizio Sanitario?

4)    Dove sono i 900mila euro della Legge di Stabilità Regionale 2019, trovati dal Governo regionale del Presidente Vicario Lolli, per il rifinanziamento della L.R. 15/2002 per “Promuovere il termalismo” (art.64, L.R. 15/2002), incentivando la valorizzazione dei centri termali con concessioni in atto? A questo rispondiamo noi: sono stati cancellati! A dicembre scorso i Consiglieri Paolucci e Blasioli tentarono di reinserire la posta in bilancio con uno specifico emendamento. Risultato? La maggioranza regionale lo respinse!!!

5)    Che fine ha fatto l’appalto del 1° lotto delle Piscine Termali finanziato con 600mila euro dalla Giunta D’Alfonso?  A quasi tre anni dall’aggiudicazione dei lavori e ad un anno dalla richiesta di delocalizzazione la Regione tace!!! Langue ancora un’opera che, oggi più di ieri, è strategica per innovatività, capacità di intercettare la nuova domanda, possibilità di compartecipazione degli operatori locali e aggiunta di reali elementi di supporto economico-finanziario alla pianificazione di settore.

6)    Che fine ha fatto il disposto della Delibera della Giunta D’Alfonso n. 626/2017, con cui si è attribuito l’ulteriore finanziamento di 1 milione di euro per le piscine termali? Buio pesto; eppure, quando si è trattato di sostenere il ritiro del Napoli Calcio il tempo l’hanno trovato ed anche i soldi (tanti)!!! Il territorio della valle dell’Orta è forse figlio di un Dio Minore?

7)    L’Amministrazione Comunale è timida e non vuole incalzare la Regione? Ritiene prevalga il proprio allineamento politico sulla tutela degli interessi della Comunità?

8)    La Regione di Marsilio è incapace di procedere o non vuole procedere? Ha forse altri piani, assolutamente non chiari e comunque non condivisi attualmente con i portatori di interesse e le parti sociali?

9)    Possibile che sia questa l’attenzione della Regione nei confronti del sistema termale di Caramanico e del suo comprensorio? Possibile che non ci sia visione per un settore così importante dell’economia turistica abruzzese, e che invece in frettolose e, ormai, datate riunioni, si continui a farneticare su fantasiosi modelli di sviluppo alternativi, senza invece nulla chiarire delle intenzioni della Regione sulla tutela dell’utilizzo delle acque termali? O si perseguono altri e misteriosi fini?

Chiarezza, determinazione, correttezza intellettuale e sostegno istituzionale e finanziario. Questo chiediamo nel rispetto delle famiglie, che sono ancora senza lavoro e in gravi difficoltà economiche, e di un territorio di eccellenza che non merita una politica approssimativa e superficiale.

by Redazione
caramanico terme
Nell’ultima seduta di consiglio comunale di lunedì 30 maggio scorso, tre componenti della maggioranza – Giovanni Di Michele, Gregorio Sperduti e Danilo D’Ortona – si sono autocostituiti in gruppo consiliare autonomo staccandosi da quello originario.
“Dopo aver preso atto della costituzione di un nuovo gruppo autonomo in Consiglio comunale – dichiara il Capogruppo di minoranza Luca La Selva – pur se sostanzialmente ancora legato alla maggioranza, non possiamo fare altro che giungere ad una semplice conclusione: l’amministrazione, che non ha più la maggioranza dei numeri in Consiglio, è decisamente spaccata. Tant’è che nella nota costitutiva del suddetto gruppo si chiede espressamente al Sindaco un rimpasto di Giunta, ovvero la sostituzione di uno degli assessori (o di entrambi), come hanno dichiarato in consiglio, per dare una fantomatica ‘scossa’ all’amministrazione comunale. Chiediamo, pertanto, al Sindaco e ai consiglieri – conclude Luca La Selva – di fare chiarezza sulla vicenda e, soprattutto, di fare una scelta per il futuro di Caramanico: continuare con questi teatrini oppure scegliere la via più ovvia, quella delle dimissioni”.
by Redazione
spoltore
Riceviamo e pubblichiamo dall’Avv. Marina Febo, Capogruppo consiliare InComune, Vice Presidente Consiglio comunale di Spoltore, Presidente Commissione Ambiente “Nuova Pescara” e Vice Presidente Vicario Commissione Statuto Nuova Pescara
Un mese fa, a nome del gruppo civico che rappresento, denominato InComune, ho lanciato una proposta politica per le elezioni comunali, ovvero quella di avviare una fase costituente nuova e di costruire una “coalizione di larghe intese”, o grosse koalition, per affrontare al meglio la prossima e ultima consiliatura che traghetterà Spoltore verso la “Nuova Pescara”, come impone una legge regionale.
Il tempo ci sta dando ragione. Sul processo di fusione, infatti, le posizioni favorevoli e contrarie sono trasversali ai partiti politici e quello che prevale è l’elemento della “territorialità”. Nei giorni scorsi ne abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione: da un lato, il PD provinciale ha rimarcato, ancora una volta, la sua posizione favorevole sulla Nuova Pescara, mentre a Spoltore il PD locale resta unanimemente contrario; dall’altro lato, il Centrodestra provinciale e regionale si è riunito per valutare la proroga al 2027 e nessun amministratore o politico spoltorese di centrodestra è stato interpellato o invitato a partecipare.
Ciò dimostra, ancora una volta, che la “Nuova Pescara” non genera la consueta contrapposizione politica tra partiti, ma la sana e giusta competizione tra territori, tra i Comuni che andranno a comporla, ovvero Spoltore, Pescara e Montesilvano. Dei tre, Spoltore ha il territorio più grande, ma il numero di cittadini minore e quindi una rappresentatività più debole nell’ambito del processo di fusione.
Pertanto, il miglior servizio che possiamo rendere alla nostra città per le prossime elezioni, è quello di mettere da parte le differenze che ci dividono e rafforzare al massimo la rappresentatività territoriale, creando una squadra forte, unita e trasversale, cercando di ottenere il risultato migliore possibile, valorizzando al meglio tutte le frazioni ed evitando di relegare il nostro bel territorio a mera periferia della nuova città, rischio che è dietro l’angolo.
Nel rilanciare nuovamente questa proposta politica, annuncio che non sarò candidata alle prossime elezioni comunali. Nei dieci lunghi anni di impegno politico in prima linea a Spoltore, ho dato vita a un gruppo civico di cittadini, InComune, che ha una chiara connotazione di centrodestra – ispirandosi ai valori del Partito Popolare europeo – e che sposa in pieno questa visione politica ed è aperto a tutti coloro che vogliono prenderne parte.
Ma il mio non è affatto un passo indietro, ma di lato, perché continuerò a guidare il mio gruppo nella prossima consiliatura, mettendo a disposizione la mia esperienza amministrativa e politica. Ho sempre vissuto la politica con spirito di servizio e la mia più grande soddisfazione oggi è aver avvicinato persone nuove della società civile alla cosa pubblica. Ritengo, però, doveroso fare spazio affinché anche loro possano rivestire ruoli in prima linea, prendendo a cuore le sorti del nostro territorio e della nostra comunità, come è stato per me dieci anni fa. Io sarò certamente al loro fianco e a disposizione di tutti i cittadini, come è sempre stato.
In questa veste, pertanto, e a nome del gruppo che rappresento InComune, rinnovo a tutti i partiti presenti sul territorio l’invito a valutare la costruzione di una coalizione di larghe intese per valorizzare al meglio “Spoltore” nella Nuova Pescara e ricordando che il nostro obiettivo più importante in questa fase storica non è far grande un partito o un’area politica, ma far grande la nostra amata città, Spoltore, insieme a tutti coloro che l’hanno a cuore.
by francesca
Regione Abruzzo

 Il lavoro è un diritto sancito dalla Costituzione, e lo è ancor di più per quelle famiglie che hanno la responsabilità di gestire un figlio diversamente abile che determina anche oneri sociali ed economici suppletivi. Per garantire tale diritto la Regione Abruzzo si rende capofila nella presentazione di una Proposta di legge per agevolare l’accesso al lavoro dei genitori con figli portatori di diversa abilità, una proposta redatta dal Garante dei diritti per l’Infanzia e l’Adolescenza, l’avvocato Marina Falivene, che ho firmato con il vicepresidente del Consiglio regionale Sabrina Bocchino, che sottoporremo al voto sensibile del Consiglio regionale, per poi inviarla all’esame delle Camere, secondo quanto stabilito dall’articolo 121 della nostra Costituzione, affinchè sia anche da stimolo per aprire un dibattito sul tema.

Lo ha annunciato il Presidente del Consiglio della Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri aprendo la conferenza stampa di presentazione della Riforma della legge 12 marzo 1999, n. 68 in materia di ‘Norme per il diritto al lavoro dei disabili’, svoltasi alla presenza del vicepresidente Bocchino, del Garante Marina Falivene, del Direttore d’Azienda Marco Di Giovanni, dello psicologo Andrea Carapellotti, del consigliere comunale Ivo Petrelli e, in collegamento dal Parlamento europeo, l’eurodeputato Antonio Rinaldi.

“L’articolo 121 della Costituzione consente ai Consigli regionali di presentare proposte di legge alle altre Regioni e alla Camera dei deputati, con una funzione di stimolo, affinchè la stessa Camera faccia proprio il progetto di legge, magari anche ottimizzando il testo là dove si ritenga necessario, anche se riteniamo che il lavoro svolto dal Garante della Regione Abruzzo sia straordinario – ha rimarcato il Presidente Sospiri – L’obiettivo finale è quello di introdurre il tema nel dibattito politico attribuendogli la giusta priorità, e non è la prima volta che la Regione Abruzzo ricorre a tale fattispecie e ricordo le battaglie normative condotte sulla chiusura dei Tribunali o la battaglia su Ombrina, dunque è una prassi ormai consolidata. Auspico ora la sensibilità del Parlamento, che volge alla fine della propria legislatura, affinchè possa trovare nella propria agenda dei lavori lo spazio per la discussione. Il principio che vogliamo salvaguardare è sicuramente il valore della famiglia e del ruolo della donna-madre che lavora fuori casa, quasi una moderna superdonna o una eroina in una società che non ti mette nelle condizioni di sfruttare il tuo tempo e conciliare le molteplici necessità. Se poi aggiungi che magari dentro casa c’è il compito di sostenere anche un figlio diversamente abile credo che il tema debba trovare il tempo per essere sostenuto. Faremo il possibile per approvare la legge in Consiglio regionale il più velocemente possibile e per sostenerne l’iter nel Parlamento della Repubblica, puntando anche sul sostegno della Lega che conta tra le proprie fila il Ministro alle Disabilità, l’onorevole Stefani che nei giorni scorsi è stato in Abruzzo”.

“L’iniziativa legislativa – ha spiegato la Garante Falivene – prende spunto da quanto previsto dal secondo comma dell’articolo 3 della Costituzione che ribadisce i principi di uguaglianza e il compito della Repubblica di rimuovere gli ostacoli sociali che ‘limitando la libertà impediscono lo sviluppo della persona umana’. Spesso purtroppo i genitori che hanno figli diversamente abili vivono la situazione da soli, in silenzio, con dignità, secondo i dati nazionali in Italia ci sono più di 350mila minori che vivono con una disabilità e noi abbiamo il dovere di consentire un ingresso agevolato nel mercato del lavoro ai genitori di tali minori per tutelare la loro stessa dignità di persone. Parliamo di un problema sociale ed economico enorme, al quale spesso si associano risvolti psicologici perché spesso i genitori sono affiancati alla patologia del figlio disabile e quindi sono portati all’isolamento. La nostra proposta di legge volge lo sguardo a tale debolezza e ripristina il principio di uguaglianza in ambito sociale. In particolare miriamo a un intervento legislativo sul mercato del lavoro e nella normativa in vigore che possa aiutare le madri di figli disabili ad accedere a professioni e settori con migliori retribuzioni e con condizioni vantaggiose che permettano di conciliare la vita lavorativa con la vita familiare. E’ proprio a tutela del diritto all’occupazione e alle pari opportunità che nasce l’esigenza di una modifica della legge sul diritto al lavoro dei disabili, la quale permetterebbe ai genitori, e in particolare alle madri di figli che versano in una condizione di handicap fisico e psicologico di avere riservati dei posti di lavoro stabiliti, il cosiddetto collocamento mirato da cui deriva l’istituto delle assunzioni obbligatorio, a seconda del numero di dipendenti presenti nelle singole aziende, permettendo la valutazione adeguata non solo delle capacità lavorative del disabile, ma anche delle loro madri. In Abruzzo ci sono ben 7.103 minori diversamente abili, ossia 7.103 famiglie che vivono nella solitudine e vivono le difficoltà nel processo di ingresso nell’ambito lavorativo”.

“Che ci sia un divario occupazionale tra uomini e donne è un dato di fatto – ha aggiunto il vicepresidente Bocchino, cofirmataria della proposta di legge -, la situazione si aggrava se si ha un figlio disabile ed è qui che deve inserirsi l’intervento normativo”.

“Le aziende – ha detto direttore Di Giovanni – hanno bisogno di strumenti, di essere sostenute nel fronteggiare il trauma della disabilità che si abbatte su una famiglia, perché la disabilità non colpisce solo il singolo, ma tutto il nucleo, la prima reazione è il rifiuto, dunque la persona è abbattuta e non reagisce e continua a sperare che tutto torni alla normalità; poi c’è la rabbia; poi arrivano le due reazioni positive, ovvero l’accettazione del trauma e la partecipazione ed entrambe vedono protagoniste le donne, le madri, che decidono di partecipare socialmente e di lottare affinchè la disabilità non venga vissuta come tale. Ritengo che la legge odierna debba essere solo l’inizio del percorso”. A illustrare i risvolti psicologici del trauma della disabilità in una famiglia è stato lo psicologo Carapellotti, quindi l’intervento dell’europarlamentare l’onorevole Rinaldi, padre di un ragazzo di 28 anni affetto da tetraparesi spastica: “Quello che ancora non si comprende è che il problema principale è la famiglia, il contesto in cui le persone vivono e il supporto più grande va dato alle famiglie sulle cui spalle ricade l’onere maggiore di sostegno e formazione dei figli, soprattutto le madri”.

by Redazione
dissesto idrogeologico

Con un’interrogazione presentata ieri ai Ministri dell’Interno, della Transizione ecologica e dell’Economia e delle Finanze, il Senatore Luciano D’Alfonso torna a sollevare il grave problema del dissesto idrogeologico che interessa il versante pescarese della Majella, con particolare riferimento al Comune di Caramanico Terme, e della necessità di riallocare urgentemente i fondi necessari per gli interventi.

Nell’interrogazione – cui hanno apposto la loro firma anche i Senatori Gianni Pittella e Mauro Laus – D’Alfonso fa riferimento in particolare alle emergenze iniziate dal 1989 e alla frana di crollo verificatasi nel giugno 2020 a Caramanico, versante Colle Alto-La Civita, con lo scivolamento a valle di un masso di grosse dimensioni che ha concluso la sua corsa vicino allo svincolo Fontegrande (strada SS 487), determinando la chiusura al traffico dell’importante arteria.

“Tenuto conto che in data 26 giugno 2019 il consiglio comunale ha deliberato la modifica al Piano triennale dei lavori pubblici individuando tre specifici interventi necessari (dissesto idrogeologico del centro abitato di Caramanico Terme – Movimenti gravitativi del versante in DX Idrografica del Fiume Orta 3° stralcio funzionale; sistemazione delle frane di crollo Colle Alto-La Civita; sistemazione dei movimenti franosi in Località Vitritillo)”, scrive nell’interrogazione il Senatore D’Alfonso “tenuto altresì conto che in data 15 settembre 2020 è stata operata la scelta, per il tramite del primo cittadino, di avanzare e a valere delle risorse stanziate dal decreto del Ministero dell’interno del 5 agosto 2020, un’unica richiesta di contributo collegato al solo intervento relativo ai “Lavori inerenti al dissesto idrogeologico in Via Vetritillo successivamente ammesso a finanziamento – Decreto 23 febbraio 2021 – per un importo di 990.000 euro, tralasciando gli altri due prioritari interventi individuati nella richiamata Deliberazione di Consiglio Comunale n. 38 del 26 giugno 2019, tra cui la “’Sistemazione delle frane di Crollo Colle Alto-La Civita’”, i senatori chiedono ai tre ministri “quali iniziative intendano adottare per far fronte ad una necessaria riallocazione delle risorse stanziate, in grado di porre rimedio all’emergenza che ha colpito il Comune di Caramanico Terme a causa della frana di crollo in località Colle Alto-La Civita”.

“Sono ormai 5 mesi – interviene il Gruppo Consiliare Uniti per Caramanico – che il masso staziona sulla statale impedendo il transito sulla galleria per S.Eufemia, mentre nel 2012 l’allora amministrazione, con la dovuta assunzione di responsabilità, impiegò solo 14 giorni per rimuoverne uno di ben più grandi dimensioni e mettere temporaneamente in sicurezza il versante. Da allora si sono succedute una serie di attività, fra studi analisi, progettazioni e richieste di finanziamento, culminate con l’ultima del 18 maggio 2009 dell’allora Sindaco Angelucci. Oggi, finalmente, ci sono le condizioni per mettere in sicurezza permanente il costone della Civita. Ma il Comune, al contrario, decide di intervenire prioritariamente in Località Vitritillo sulla base di fantomatiche segnalazioni verbali. Invitiamo, pertanto, il Sindaco a ordinare un intervento immediato; i soldi sono nelle casse comunali fin dall’8 marzo scorso. Si muova presto se non vuole continuare nella sua pericolosa sottovalutazione del problema”.

by Redazione
Miglianico Insieme

Rispetto dell’ambiente, sicurezza e pulizia di strade e quartieri cittadini al centro del nuovo intervento del gruppo consiliare di minoranza al Comune di Miglianico, Miglianico Insieme. Nel dettaglio, l’accento è puntato sulla protratta chiusura del Centro di Raccolta Rifiuti della cittadina Teatina.

Un’inaugurazione imponente, quella del Centro Raccolta rifiuti di Miglianico fatta prima delle elezioni comunali del 2019, a cui ha fatto seguito una chiusura alla quale non è stata data nessuna spiegazione.

Il sindaco Adezio – afferma il consigliere comunale di Miglianico Insieme Antonio Di Sipio – nel suo intervento datato 7 agosto 2020, aveva garantito la riapertura del centro nel giro di pochi giorni e invece… Se si contatta la società di smaltimento rifiuti, Consac by Rieco, per lo smaltimento di rifiuti ingombranti, dà il primo appuntamento utile il 27 dicembre prossimo. C’è altresì da aggiungere che il primo cittadino sollecitato, sempre nel consiglio comunale suddetto, sulla TARI aveva definito impossibile comprimere le spese sulla tassa dei rifiuti ritenendo dunque opportuno mantenere il Centro di raccolta aperto 3 giorni in più piuttosto che abbassare le bollette per i cittadini di 5 euro. In tutto ciò – continua Di Sipio – il sindaco Adezio ha altresì omesso di dire che, nel contratto con il soggetto privato, non è contemplato il funzionamento del Centro di raccolta. A questo punto ci domandiamo: cosa non ha funzionato? Bisogna rivedere il contratto? E’ necessario cercare un altro soggetto privato?”.

“Il sindaco e la sua maggioranza non su nascondano dietro i comportamenti incivili di chi getta rifiuti ovunque – puntualizza la consigliera comunale di Miglianico Insieme Antonella Santucci Cavuto – Atteggiamenti che vanno certamente scoraggiati ma, bisogna anche pensare alla maggior parte dei cittadini che rispettano l’ambiente e pagano per avere un servizio efficiente”.

Alcune cittadine del Teatino si danno molto da fare in termini di decoro urbano e rifiuti; un esempio e Tollo che organizza delle vere e proprie giornate dedicate alla raccolta degli ingombranti con una frequenza assai maggiore rispetto a Miglianico; in tal senso la consigliera Santucci Cavuto conclude:

Noi restiamo chiusi mentre in altre cittadine limitrofe si aprono nuovi Centri di raccolta. Chiediamo all’amministrazione comunale di informare i cittadini su come stanno realmente le cose e cioè una data precisa sulla riapertura del Centro Raccolta rifiuti di Miglianico.

 

 

by francesca
Luigi Albore Mascia

“Considero questo grande onore come attribuito a tutti ed a ciascun cittadino di Pescara”: con queste parole l’assessore ai Lavori pubblici e alla Mobilità, Luigi Albore Mascia, ha accolto il riconoscimento della cittadinanza onoraria di Gardone Riviera nel corso di una cerimonia che si è svolta questa mattina nella sala del Consiglio comunale del Comune lombardo.

Una cerimonia intensa, che lega a doppio filo due comunità nel nome di Gabriele d’Annunzio che a Pescara è nato e a Gardone ha trovato il suo rifugio.

Negli anni in cui è stato sindaco di Pescara Albore Mascia  ha contribuito a riallacciare il legame tra la città e le memorie dannunziane, anche attraverso il rapporto costruito con il direttore del Vittoriale, Giordano Bruno Guerri. Quelle memorie oggi sono parte integrante della programmazione culturale di Pescara, attraverso mostre, convegni e spettacoli.

“Immagino, allora, – ha concluso l’assessore Albore Mascia – quanto sia auspicabile una collaborazione culturale non più episodica,   uno scambio umano finalmente stabile e  ricorrente tra le nostre due realtà cittadine,   nel nome di quella conoscenza,   di quell’amore per il Vate che rappresenta la  nostra  comune   cifra   distintiva”.

Il sindaco di Gardone, Andrea Cipani, ha voluto ricordare come il gemellaggio tra le due città sia nato per iniziativa del sindaco Carlo Pace, per poi riprendere vigore con le iniziative intraprese proprio da Luigi Albore Mascia, che ha stabilito con la città lombarda e il Vittoriale un fortissimo rapporto umano.

Un sodalizio, che, come ha ribadito il primo cittadino pescarese, Carlo Masci, proseguirà con intensità anche nei prossimi anni.

Per consolidare ulteriormente le relazioni istituzionali, l’amministrazione comunale di Gardone Riviera ha voluto dedicare alla Città di Pescara il giardino antistante il palazzo municipale: un’area verde che, da oggi, sarà il simbolo di una vitale crescita culturale di due luoghi uniti dalla storia e dall’arte di Gabriele d’Annunzio.

by Redazione
Fabrizio Papponetti

“Un milione e seicento mila euro incassati dalle sanzioni per l’autovelox di cui 400mila spesi per il servizio. Somma nella quel sono compresi: i costi dovuti alla società che li fornisce, a percentuale alla Polizia Municipale e le spese di notifica” sono alcune cifre che, il consigliere del Comune di Miglianico Fabrizio Papponetti di Miglianico Insieme, snocciola in merito all’annosa questione del sistema di misurazione della velocità.

“Sono cifre che accumulate dal 2014 – continua Papponetti- cioè dall’insediamento della Giunta Adezio; cifre che in realtà il sindaco non dice anzi, nelle dirette afferma che tali cifre non contribuiscono a mantenere in piedi il bilancio comunale. Com’è possibile?”

L’autovelox costa al Comune di Miglianico il 40% degli incassi “perché darli alle società esterne – si chiede il consigliere Papponetti – il tutto si traduce in spreco di denaro, energie e risorse. Sarebbe più opportuno invece acquistare la strumentazione e fare prevenzione non solo con un doppio cartello di avviso ma, magari, realizzando una rotatoria in zona Masciulli tra l’altro prevista nell’attuale Piano Regolatore”.

In merito alla prevenzione e sicurezza stradale inoltre, Miglianico Insieme ha fatto delle proposte non prese in considerazione dalla maggioranza, quali:

  • installazione pensiline per autobus laddove assenti;
  • costruzione di un marciapiede in Strada Comunale Ortona;
  • ristrutturazione stradale come quella in Contrada Elcine.

E invece “con gli incassi delle multe dell’autovelox – precisa Fabrizio Papponetti – sono stati acquistati: un proiettore dal costo di mille euro, un software digitale da circa 5mila euro e la Jeep Renegade del quale il sindaco non si è privato di circa 20mila euro”.

“Prevenzione o tassazione?” si chiede il consigliere di minoranza “dato che l’autovelox ultimamente è attivo solo a Cerreto e alla Piane, dove la circolazione dei mezzi è più intensa”.

“Sulle Piane andiamo piano” conclude Papponetti “solo rispettando i limiti di velocità potremmo vanificare l’efficacia dell’autovelox”.

 

Nel link il video completo dell’intervento del consigliere di Miglianico Insieme Fabrizio Papponetti https://www.youtube.com/watch?v=p9U0GzaepIw

by francesca
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