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Category Archives: Politica

spoltore
Riceviamo e pubblichiamo dall’Avv. Marina Febo, Capogruppo consiliare InComune, Vice Presidente Consiglio comunale di Spoltore, Presidente Commissione Ambiente “Nuova Pescara” e Vice Presidente Vicario Commissione Statuto Nuova Pescara
Un mese fa, a nome del gruppo civico che rappresento, denominato InComune, ho lanciato una proposta politica per le elezioni comunali, ovvero quella di avviare una fase costituente nuova e di costruire una “coalizione di larghe intese”, o grosse koalition, per affrontare al meglio la prossima e ultima consiliatura che traghetterà Spoltore verso la “Nuova Pescara”, come impone una legge regionale.
Il tempo ci sta dando ragione. Sul processo di fusione, infatti, le posizioni favorevoli e contrarie sono trasversali ai partiti politici e quello che prevale è l’elemento della “territorialità”. Nei giorni scorsi ne abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione: da un lato, il PD provinciale ha rimarcato, ancora una volta, la sua posizione favorevole sulla Nuova Pescara, mentre a Spoltore il PD locale resta unanimemente contrario; dall’altro lato, il Centrodestra provinciale e regionale si è riunito per valutare la proroga al 2027 e nessun amministratore o politico spoltorese di centrodestra è stato interpellato o invitato a partecipare.
Ciò dimostra, ancora una volta, che la “Nuova Pescara” non genera la consueta contrapposizione politica tra partiti, ma la sana e giusta competizione tra territori, tra i Comuni che andranno a comporla, ovvero Spoltore, Pescara e Montesilvano. Dei tre, Spoltore ha il territorio più grande, ma il numero di cittadini minore e quindi una rappresentatività più debole nell’ambito del processo di fusione.
Pertanto, il miglior servizio che possiamo rendere alla nostra città per le prossime elezioni, è quello di mettere da parte le differenze che ci dividono e rafforzare al massimo la rappresentatività territoriale, creando una squadra forte, unita e trasversale, cercando di ottenere il risultato migliore possibile, valorizzando al meglio tutte le frazioni ed evitando di relegare il nostro bel territorio a mera periferia della nuova città, rischio che è dietro l’angolo.
Nel rilanciare nuovamente questa proposta politica, annuncio che non sarò candidata alle prossime elezioni comunali. Nei dieci lunghi anni di impegno politico in prima linea a Spoltore, ho dato vita a un gruppo civico di cittadini, InComune, che ha una chiara connotazione di centrodestra – ispirandosi ai valori del Partito Popolare europeo – e che sposa in pieno questa visione politica ed è aperto a tutti coloro che vogliono prenderne parte.
Ma il mio non è affatto un passo indietro, ma di lato, perché continuerò a guidare il mio gruppo nella prossima consiliatura, mettendo a disposizione la mia esperienza amministrativa e politica. Ho sempre vissuto la politica con spirito di servizio e la mia più grande soddisfazione oggi è aver avvicinato persone nuove della società civile alla cosa pubblica. Ritengo, però, doveroso fare spazio affinché anche loro possano rivestire ruoli in prima linea, prendendo a cuore le sorti del nostro territorio e della nostra comunità, come è stato per me dieci anni fa. Io sarò certamente al loro fianco e a disposizione di tutti i cittadini, come è sempre stato.
In questa veste, pertanto, e a nome del gruppo che rappresento InComune, rinnovo a tutti i partiti presenti sul territorio l’invito a valutare la costruzione di una coalizione di larghe intese per valorizzare al meglio “Spoltore” nella Nuova Pescara e ricordando che il nostro obiettivo più importante in questa fase storica non è far grande un partito o un’area politica, ma far grande la nostra amata città, Spoltore, insieme a tutti coloro che l’hanno a cuore.
by francesca
Regione Abruzzo

 Il lavoro è un diritto sancito dalla Costituzione, e lo è ancor di più per quelle famiglie che hanno la responsabilità di gestire un figlio diversamente abile che determina anche oneri sociali ed economici suppletivi. Per garantire tale diritto la Regione Abruzzo si rende capofila nella presentazione di una Proposta di legge per agevolare l’accesso al lavoro dei genitori con figli portatori di diversa abilità, una proposta redatta dal Garante dei diritti per l’Infanzia e l’Adolescenza, l’avvocato Marina Falivene, che ho firmato con il vicepresidente del Consiglio regionale Sabrina Bocchino, che sottoporremo al voto sensibile del Consiglio regionale, per poi inviarla all’esame delle Camere, secondo quanto stabilito dall’articolo 121 della nostra Costituzione, affinchè sia anche da stimolo per aprire un dibattito sul tema.

Lo ha annunciato il Presidente del Consiglio della Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri aprendo la conferenza stampa di presentazione della Riforma della legge 12 marzo 1999, n. 68 in materia di ‘Norme per il diritto al lavoro dei disabili’, svoltasi alla presenza del vicepresidente Bocchino, del Garante Marina Falivene, del Direttore d’Azienda Marco Di Giovanni, dello psicologo Andrea Carapellotti, del consigliere comunale Ivo Petrelli e, in collegamento dal Parlamento europeo, l’eurodeputato Antonio Rinaldi.

“L’articolo 121 della Costituzione consente ai Consigli regionali di presentare proposte di legge alle altre Regioni e alla Camera dei deputati, con una funzione di stimolo, affinchè la stessa Camera faccia proprio il progetto di legge, magari anche ottimizzando il testo là dove si ritenga necessario, anche se riteniamo che il lavoro svolto dal Garante della Regione Abruzzo sia straordinario – ha rimarcato il Presidente Sospiri – L’obiettivo finale è quello di introdurre il tema nel dibattito politico attribuendogli la giusta priorità, e non è la prima volta che la Regione Abruzzo ricorre a tale fattispecie e ricordo le battaglie normative condotte sulla chiusura dei Tribunali o la battaglia su Ombrina, dunque è una prassi ormai consolidata. Auspico ora la sensibilità del Parlamento, che volge alla fine della propria legislatura, affinchè possa trovare nella propria agenda dei lavori lo spazio per la discussione. Il principio che vogliamo salvaguardare è sicuramente il valore della famiglia e del ruolo della donna-madre che lavora fuori casa, quasi una moderna superdonna o una eroina in una società che non ti mette nelle condizioni di sfruttare il tuo tempo e conciliare le molteplici necessità. Se poi aggiungi che magari dentro casa c’è il compito di sostenere anche un figlio diversamente abile credo che il tema debba trovare il tempo per essere sostenuto. Faremo il possibile per approvare la legge in Consiglio regionale il più velocemente possibile e per sostenerne l’iter nel Parlamento della Repubblica, puntando anche sul sostegno della Lega che conta tra le proprie fila il Ministro alle Disabilità, l’onorevole Stefani che nei giorni scorsi è stato in Abruzzo”.

“L’iniziativa legislativa – ha spiegato la Garante Falivene – prende spunto da quanto previsto dal secondo comma dell’articolo 3 della Costituzione che ribadisce i principi di uguaglianza e il compito della Repubblica di rimuovere gli ostacoli sociali che ‘limitando la libertà impediscono lo sviluppo della persona umana’. Spesso purtroppo i genitori che hanno figli diversamente abili vivono la situazione da soli, in silenzio, con dignità, secondo i dati nazionali in Italia ci sono più di 350mila minori che vivono con una disabilità e noi abbiamo il dovere di consentire un ingresso agevolato nel mercato del lavoro ai genitori di tali minori per tutelare la loro stessa dignità di persone. Parliamo di un problema sociale ed economico enorme, al quale spesso si associano risvolti psicologici perché spesso i genitori sono affiancati alla patologia del figlio disabile e quindi sono portati all’isolamento. La nostra proposta di legge volge lo sguardo a tale debolezza e ripristina il principio di uguaglianza in ambito sociale. In particolare miriamo a un intervento legislativo sul mercato del lavoro e nella normativa in vigore che possa aiutare le madri di figli disabili ad accedere a professioni e settori con migliori retribuzioni e con condizioni vantaggiose che permettano di conciliare la vita lavorativa con la vita familiare. E’ proprio a tutela del diritto all’occupazione e alle pari opportunità che nasce l’esigenza di una modifica della legge sul diritto al lavoro dei disabili, la quale permetterebbe ai genitori, e in particolare alle madri di figli che versano in una condizione di handicap fisico e psicologico di avere riservati dei posti di lavoro stabiliti, il cosiddetto collocamento mirato da cui deriva l’istituto delle assunzioni obbligatorio, a seconda del numero di dipendenti presenti nelle singole aziende, permettendo la valutazione adeguata non solo delle capacità lavorative del disabile, ma anche delle loro madri. In Abruzzo ci sono ben 7.103 minori diversamente abili, ossia 7.103 famiglie che vivono nella solitudine e vivono le difficoltà nel processo di ingresso nell’ambito lavorativo”.

“Che ci sia un divario occupazionale tra uomini e donne è un dato di fatto – ha aggiunto il vicepresidente Bocchino, cofirmataria della proposta di legge -, la situazione si aggrava se si ha un figlio disabile ed è qui che deve inserirsi l’intervento normativo”.

“Le aziende – ha detto direttore Di Giovanni – hanno bisogno di strumenti, di essere sostenute nel fronteggiare il trauma della disabilità che si abbatte su una famiglia, perché la disabilità non colpisce solo il singolo, ma tutto il nucleo, la prima reazione è il rifiuto, dunque la persona è abbattuta e non reagisce e continua a sperare che tutto torni alla normalità; poi c’è la rabbia; poi arrivano le due reazioni positive, ovvero l’accettazione del trauma e la partecipazione ed entrambe vedono protagoniste le donne, le madri, che decidono di partecipare socialmente e di lottare affinchè la disabilità non venga vissuta come tale. Ritengo che la legge odierna debba essere solo l’inizio del percorso”. A illustrare i risvolti psicologici del trauma della disabilità in una famiglia è stato lo psicologo Carapellotti, quindi l’intervento dell’europarlamentare l’onorevole Rinaldi, padre di un ragazzo di 28 anni affetto da tetraparesi spastica: “Quello che ancora non si comprende è che il problema principale è la famiglia, il contesto in cui le persone vivono e il supporto più grande va dato alle famiglie sulle cui spalle ricade l’onere maggiore di sostegno e formazione dei figli, soprattutto le madri”.

by Redazione
dissesto idrogeologico

Con un’interrogazione presentata ieri ai Ministri dell’Interno, della Transizione ecologica e dell’Economia e delle Finanze, il Senatore Luciano D’Alfonso torna a sollevare il grave problema del dissesto idrogeologico che interessa il versante pescarese della Majella, con particolare riferimento al Comune di Caramanico Terme, e della necessità di riallocare urgentemente i fondi necessari per gli interventi.

Nell’interrogazione – cui hanno apposto la loro firma anche i Senatori Gianni Pittella e Mauro Laus – D’Alfonso fa riferimento in particolare alle emergenze iniziate dal 1989 e alla frana di crollo verificatasi nel giugno 2020 a Caramanico, versante Colle Alto-La Civita, con lo scivolamento a valle di un masso di grosse dimensioni che ha concluso la sua corsa vicino allo svincolo Fontegrande (strada SS 487), determinando la chiusura al traffico dell’importante arteria.

“Tenuto conto che in data 26 giugno 2019 il consiglio comunale ha deliberato la modifica al Piano triennale dei lavori pubblici individuando tre specifici interventi necessari (dissesto idrogeologico del centro abitato di Caramanico Terme – Movimenti gravitativi del versante in DX Idrografica del Fiume Orta 3° stralcio funzionale; sistemazione delle frane di crollo Colle Alto-La Civita; sistemazione dei movimenti franosi in Località Vitritillo)”, scrive nell’interrogazione il Senatore D’Alfonso “tenuto altresì conto che in data 15 settembre 2020 è stata operata la scelta, per il tramite del primo cittadino, di avanzare e a valere delle risorse stanziate dal decreto del Ministero dell’interno del 5 agosto 2020, un’unica richiesta di contributo collegato al solo intervento relativo ai “Lavori inerenti al dissesto idrogeologico in Via Vetritillo successivamente ammesso a finanziamento – Decreto 23 febbraio 2021 – per un importo di 990.000 euro, tralasciando gli altri due prioritari interventi individuati nella richiamata Deliberazione di Consiglio Comunale n. 38 del 26 giugno 2019, tra cui la “’Sistemazione delle frane di Crollo Colle Alto-La Civita’”, i senatori chiedono ai tre ministri “quali iniziative intendano adottare per far fronte ad una necessaria riallocazione delle risorse stanziate, in grado di porre rimedio all’emergenza che ha colpito il Comune di Caramanico Terme a causa della frana di crollo in località Colle Alto-La Civita”.

“Sono ormai 5 mesi – interviene il Gruppo Consiliare Uniti per Caramanico – che il masso staziona sulla statale impedendo il transito sulla galleria per S.Eufemia, mentre nel 2012 l’allora amministrazione, con la dovuta assunzione di responsabilità, impiegò solo 14 giorni per rimuoverne uno di ben più grandi dimensioni e mettere temporaneamente in sicurezza il versante. Da allora si sono succedute una serie di attività, fra studi analisi, progettazioni e richieste di finanziamento, culminate con l’ultima del 18 maggio 2009 dell’allora Sindaco Angelucci. Oggi, finalmente, ci sono le condizioni per mettere in sicurezza permanente il costone della Civita. Ma il Comune, al contrario, decide di intervenire prioritariamente in Località Vitritillo sulla base di fantomatiche segnalazioni verbali. Invitiamo, pertanto, il Sindaco a ordinare un intervento immediato; i soldi sono nelle casse comunali fin dall’8 marzo scorso. Si muova presto se non vuole continuare nella sua pericolosa sottovalutazione del problema”.

by Redazione
Miglianico Insieme

Rispetto dell’ambiente, sicurezza e pulizia di strade e quartieri cittadini al centro del nuovo intervento del gruppo consiliare di minoranza al Comune di Miglianico, Miglianico Insieme. Nel dettaglio, l’accento è puntato sulla protratta chiusura del Centro di Raccolta Rifiuti della cittadina Teatina.

Un’inaugurazione imponente, quella del Centro Raccolta rifiuti di Miglianico fatta prima delle elezioni comunali del 2019, a cui ha fatto seguito una chiusura alla quale non è stata data nessuna spiegazione.

Il sindaco Adezio – afferma il consigliere comunale di Miglianico Insieme Antonio Di Sipio – nel suo intervento datato 7 agosto 2020, aveva garantito la riapertura del centro nel giro di pochi giorni e invece… Se si contatta la società di smaltimento rifiuti, Consac by Rieco, per lo smaltimento di rifiuti ingombranti, dà il primo appuntamento utile il 27 dicembre prossimo. C’è altresì da aggiungere che il primo cittadino sollecitato, sempre nel consiglio comunale suddetto, sulla TARI aveva definito impossibile comprimere le spese sulla tassa dei rifiuti ritenendo dunque opportuno mantenere il Centro di raccolta aperto 3 giorni in più piuttosto che abbassare le bollette per i cittadini di 5 euro. In tutto ciò – continua Di Sipio – il sindaco Adezio ha altresì omesso di dire che, nel contratto con il soggetto privato, non è contemplato il funzionamento del Centro di raccolta. A questo punto ci domandiamo: cosa non ha funzionato? Bisogna rivedere il contratto? E’ necessario cercare un altro soggetto privato?”.

“Il sindaco e la sua maggioranza non su nascondano dietro i comportamenti incivili di chi getta rifiuti ovunque – puntualizza la consigliera comunale di Miglianico Insieme Antonella Santucci Cavuto – Atteggiamenti che vanno certamente scoraggiati ma, bisogna anche pensare alla maggior parte dei cittadini che rispettano l’ambiente e pagano per avere un servizio efficiente”.

Alcune cittadine del Teatino si danno molto da fare in termini di decoro urbano e rifiuti; un esempio e Tollo che organizza delle vere e proprie giornate dedicate alla raccolta degli ingombranti con una frequenza assai maggiore rispetto a Miglianico; in tal senso la consigliera Santucci Cavuto conclude:

Noi restiamo chiusi mentre in altre cittadine limitrofe si aprono nuovi Centri di raccolta. Chiediamo all’amministrazione comunale di informare i cittadini su come stanno realmente le cose e cioè una data precisa sulla riapertura del Centro Raccolta rifiuti di Miglianico.

 

 

by francesca
Luigi Albore Mascia

“Considero questo grande onore come attribuito a tutti ed a ciascun cittadino di Pescara”: con queste parole l’assessore ai Lavori pubblici e alla Mobilità, Luigi Albore Mascia, ha accolto il riconoscimento della cittadinanza onoraria di Gardone Riviera nel corso di una cerimonia che si è svolta questa mattina nella sala del Consiglio comunale del Comune lombardo.

Una cerimonia intensa, che lega a doppio filo due comunità nel nome di Gabriele d’Annunzio che a Pescara è nato e a Gardone ha trovato il suo rifugio.

Negli anni in cui è stato sindaco di Pescara Albore Mascia  ha contribuito a riallacciare il legame tra la città e le memorie dannunziane, anche attraverso il rapporto costruito con il direttore del Vittoriale, Giordano Bruno Guerri. Quelle memorie oggi sono parte integrante della programmazione culturale di Pescara, attraverso mostre, convegni e spettacoli.

“Immagino, allora, – ha concluso l’assessore Albore Mascia – quanto sia auspicabile una collaborazione culturale non più episodica,   uno scambio umano finalmente stabile e  ricorrente tra le nostre due realtà cittadine,   nel nome di quella conoscenza,   di quell’amore per il Vate che rappresenta la  nostra  comune   cifra   distintiva”.

Il sindaco di Gardone, Andrea Cipani, ha voluto ricordare come il gemellaggio tra le due città sia nato per iniziativa del sindaco Carlo Pace, per poi riprendere vigore con le iniziative intraprese proprio da Luigi Albore Mascia, che ha stabilito con la città lombarda e il Vittoriale un fortissimo rapporto umano.

Un sodalizio, che, come ha ribadito il primo cittadino pescarese, Carlo Masci, proseguirà con intensità anche nei prossimi anni.

Per consolidare ulteriormente le relazioni istituzionali, l’amministrazione comunale di Gardone Riviera ha voluto dedicare alla Città di Pescara il giardino antistante il palazzo municipale: un’area verde che, da oggi, sarà il simbolo di una vitale crescita culturale di due luoghi uniti dalla storia e dall’arte di Gabriele d’Annunzio.

by Redazione
Fabrizio Papponetti

“Un milione e seicento mila euro incassati dalle sanzioni per l’autovelox di cui 400mila spesi per il servizio. Somma nella quel sono compresi: i costi dovuti alla società che li fornisce, a percentuale alla Polizia Municipale e le spese di notifica” sono alcune cifre che, il consigliere del Comune di Miglianico Fabrizio Papponetti di Miglianico Insieme, snocciola in merito all’annosa questione del sistema di misurazione della velocità.

“Sono cifre che accumulate dal 2014 – continua Papponetti- cioè dall’insediamento della Giunta Adezio; cifre che in realtà il sindaco non dice anzi, nelle dirette afferma che tali cifre non contribuiscono a mantenere in piedi il bilancio comunale. Com’è possibile?”

L’autovelox costa al Comune di Miglianico il 40% degli incassi “perché darli alle società esterne – si chiede il consigliere Papponetti – il tutto si traduce in spreco di denaro, energie e risorse. Sarebbe più opportuno invece acquistare la strumentazione e fare prevenzione non solo con un doppio cartello di avviso ma, magari, realizzando una rotatoria in zona Masciulli tra l’altro prevista nell’attuale Piano Regolatore”.

In merito alla prevenzione e sicurezza stradale inoltre, Miglianico Insieme ha fatto delle proposte non prese in considerazione dalla maggioranza, quali:

  • installazione pensiline per autobus laddove assenti;
  • costruzione di un marciapiede in Strada Comunale Ortona;
  • ristrutturazione stradale come quella in Contrada Elcine.

E invece “con gli incassi delle multe dell’autovelox – precisa Fabrizio Papponetti – sono stati acquistati: un proiettore dal costo di mille euro, un software digitale da circa 5mila euro e la Jeep Renegade del quale il sindaco non si è privato di circa 20mila euro”.

“Prevenzione o tassazione?” si chiede il consigliere di minoranza “dato che l’autovelox ultimamente è attivo solo a Cerreto e alla Piane, dove la circolazione dei mezzi è più intensa”.

“Sulle Piane andiamo piano” conclude Papponetti “solo rispettando i limiti di velocità potremmo vanificare l’efficacia dell’autovelox”.

 

Nel link il video completo dell’intervento del consigliere di Miglianico Insieme Fabrizio Papponetti https://www.youtube.com/watch?v=p9U0GzaepIw

by francesca
paride di febo

“Solidarietà al Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio per le inaccettabili minacce ricevute dal Governo”. Esordisce così l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Cappelle sul Tavo (Pescara), Paride Di Febo giovane esponente di Fratelli d’Italia, che ha preso posizione in merito alla tempesta che si è scatenata intorno alle scelte di Marsilio.

“In questo periodo così difficile – spiega Di Febo – non mi sembra il caso di confondere ancor di più gli italiani ed in particolare le categorie più vulnerabili con questo discorso monotono sulla divisione delle zone a colori; ad oggi si parla insistentemente della diatriba tra Governo Nazionale e Governo Centrale sui due giorni di anticipo della zona arancione voluta da Marsilio con l’intento di  risollevare, dati alla mano, le sorti dell’economia locale in vista delle festività natalizie”.

“Da amministratore tengo presente la coraggiosa scelta del Presidente ed esprimo la mia vicinanza politica e personale ad un Governatore attaccato a prescindere e forse proprio per i colori politici! Non vi sono giustificazioni nell’inveire così crudelmente su chi si spende per la nostra tutela in un periodo ostico come questo”.

Altro argomento rilevante e che fa discutere è quello sui “buoni spesa”, e così come spiega l’assessore:

Colgo l’occasione per anticipare ai cittadini che insieme al sindaco Lorenzo Ferri e agli uffici comunali stiamo provvedendo a preparare l’avviso pubblico con le rispettive domande per i buoni natalizi sotto indirizzo dello Stato Centrale: sicuramente è una scelta non da poco per sostenere le persone in difficoltà, ma è allo stesso tempo faticosa in quanto il lavoro è totalmente a carico degli Enti comunali già sotto pressione per il periodo, tanto più per i comuni piccoli come quello di Cappelle sul Tavo. Abbiamo già avuto a Pasqua molte difficoltà e dispendio di risorse quindi sappiamo a cosa andiamo incontro, ma per il bene dei cittadini siamo di nuovo sul fronte, ma troppo spesso abbiamo la sensazione di essere soli.

 

by Redazione
uniti per caramanico

Dal gruppo “Uniti per Caramanico” riceviamo e pubblichiamo:

L’inadeguatezza dell’attuale Amministrazione Comunale si manifesta anche attraverso le inerzie sugli interventi riguardanti i plessi scolastici di Caramanico.

Le nostre precedenti amministrazioni hanno sempre dato massima priorità alla sicurezza dei nostri figli:

  • negli anni 2005-2010 furono realizzati interventi di miglioramento strutturale dello stabile di Via D’Aquino che portarono il plesso scolastico ad un indice di rischio pari a 0,65 e ad ottenere il certificato di idoneità statica;
  • a seguito degli eventi sismici del 24 agosto e del 30 ottobre 2016, l’allora Amministrazione Comunale eseguì una serie di sopralluoghi ispettivi in tutti gli edifici scolastici e operò una verifica di vulnerabilità dell’edificio della scuola materna di Via Dietro le Mura. Tali indagini rilevarono che l’edificio non era adeguato alla prestazione sismica SLV (Stato Limite di Salvaguardia), in quanto presentava un indice di Vulnerabilità pari a 0.20. Il Sindaco dispose, con propria Ordinanza dell’8 novembre 2017, il trasferimento temporaneo delle attività didattiche della scuola dell’infanzia presso i locali della Piscina Comunale, e successivamente, ad esito di ulteriori valutazioni, con il consenso della dirigenza scolastica e la collaborazione del personale docente e non docente, riunì la Scuola dell’Infanzia al plesso della Scuola Primaria di Via D’Aquino. A tal proposito, l’allora Sindaco Angelucci emanò l’Ordinanza N.17 del 18 giugno 2018, per i cui effetti, ancora oggi le attività scolastiche vengono realizzate unicamente all’interno del plesso di Via D’Aquino;
  • l’Amministrazione Comunale, al contempo, elaborò un progetto per la realizzazione di un nuovo plesso scolastico, e lo candidò per il Piano Regionale Triennale di Edilizia Scolastica, risultando 1° tra le 34 istanze avanzate dal territorio provinciale di Pescara, per un valore di € 2.100.000, basato su elementi di innovazione, risparmio energetico (NZEB – edifici a energia quasi zero), comfort psico-fisico (utilizzo del legno, soprattutto per gli interni) e massima sicurezza antisismica, che consentirà le migliori condizioni di benessere per i nostri ragazzi;
  • successivamente il Comune di Caramanico, in esito alla Deliberazione di Giunta Regionale n. 306 del 29 aprile 2015, con la quale si approvava una graduatoria delle istanze per i Piani Regionali di Edilizia Scolastica, fu assegnatario di un apposito finanziamento di € 205.000 per la ristrutturazione della palestra comunale;
  • il Comune di Caramanico, rispondendo ad apposito Bando Regionale del 2017, ottenne un altro finanziamento di € 100.000 per l’ulteriore efficientamento energetico del plesso elementari-medie, con sistemazioni necessarie a produrre risparmio di energia con il massimo comfort termico.

Quindi? Cosa manca affinché tutto sia portato a compimento? È molto semplice!

L’Amministrazione Comunale deve approntare tutte le azioni politico-istituzionali ed amministrative necessarie (irresponsabilmente ferme ormai da oltre un anno!) per assicurare, senza ulteriore ritardo, l’avvio e il completamento delle opere citate che costituiscono l’articolazione del nuovo polo scolastico caramanichese!

“Considerando l’importanza e l’estrema attualità del tema ‘scuola’ – dichiara il consigliere del gruppo Uniti per Caramanico Luca La Selva -, in relazione alla incolumità dei bambini e degli studenti caramanichesi, nonché della strategicità in termini sociali, culturali ed economici della disponibilità e del pieno funzionamento di ambienti idonei alla istruzione e alla formazione dei giovani della nostra Comunità, non si può far finta di niente e sperare nella buona sorte.

È per questi motivi che responsabilmente abbiamo presentato una specifica mozione in consiglio comunale affinché l’Amministrazione si dia una smossa almeno su questo argomento scongiurando che le somme concesse vengano disimpegnate e che vengano debitamente impiegate a beneficio del nostro futuro, di alunne e alunni caramanichesi, ai quali vanno i nostri migliori auguri di buon anno scolastico”.

Momar Ndiaye

Un nuovo tesserato per la Lega Salvini Premier di Pescara: Momar Ndiaye, ragazzo senegalese da lungo tempo simpatizzante di Matteo Salvini, era apparso sui canali ufficiali del leader della Lega per una intervista dove si dichiarava sostenitore delle politiche leghiste su immigrazione e sicurezza urbana.

Momar afferma che la Lega non è un partito razzista o xenofobo e che si è sentito subito accolto dall’ambiente pescarese leghista dove , tra i primi, ha avuto modo di conoscere il coordinatore provinciale giovanile Bryan Perfetto, il referente della Val Pescara Daniele Ciacci e il consigliere regionale Vincenzo D’Incecco.

Dopo una serie di incontri amichevoli e di contatti, purtroppo intervallati dall’emergenza Covid, Momar ha deciso finalmente di tesserarsi e di concretizzare un percorso che già seguiva con entusiasmo.

Da venditore ambulante con licenza, afferma che il rispetto delle regole è essenziale e che una politica migratoria seria non può spalancare i confini senza criterio, relegando tanti ragazzi nei centri di accoglienza, senza alcuna speranza per il futuro. Si schiera anche contro chi delinque e degrada la città e la sicurezza dei cittadini, senza distinzioni.

”La sua presenza ci farà vedere alcuni temi da una prospettiva diversa, necessaria al confronto e all’ideazione di politiche serie in alcune materie dove spesso si fa tanta retorica, ma si conclude ben poco. E’ un piacere avere Momar tra noi, un ragazzo per bene e con le idee chiare”.

by Redazione
Abruzzo pride

Dopo gli ultimi avvenimenti è necessario uno scatto di orgoglio della politica abruzzese nella lotta contro le discriminazioni di genere, l’omotransfobia e le violenze che ne scaturiscono.

La società abruzzese d’altronde ha già dimostrato di essere sensibile al tema, ne è un esempio il partecipato AbruzzoPride che si è tenuto la settimana scorsa a Pescara.

Purtroppo nella notte tra il 25 e il 26 giugno a Pescara si è registrata l’ennesima aggressione omofoba ai danni di una giovane coppia “alla quale esprimiamo tutta la nostra vicinanza. Rimaniamo profondamente e negativamente colpiti dall’ostinata opposizione della destra pescarese che ha votato contro l’o.d.g. presentato dal Consigliere Di Iacovo per far costituire il Comune parte civile contro questa e tutte le aggressioni”.

Articolo Uno Pescara dunque, in una nota a firma Francesco D’Agresta, segretario provinciale Articolo Uno Pescara e Mario Mazzocca, già capogruppo di Articolo Uno al consiglio regionale d’Abruzzo affermano anche che: “non sia più rinviabile una legge regionale contro le discriminazioni di genere.  Tale legge è già pronta ed è stata depositata presso il Consiglio Regionale nel settembre 2017 dal gruppo di Articolo Uno dopo un partecipato confronto con le associazioni LGBTQ+”.

Nello specifico la legge prevede:

  • misure per il superamento delle discriminazioni e per la prevenzione e il contrasto alla violenza motivate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere;
  • l’accesso a parità di condizioni agli interventi ed ai servizi di competenza regionale senza alcuna discriminazione determinata dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere;
  • l’integrazione tra le politiche scolastiche e formative e le politiche socio-sanitarie;
  • l’istituzione dell’Osservatorio regionale sulle discriminazioni di genere e sull’omofobia nonché la possibilità per la Regione di costituirsi parte civile in quei casi di violenza che siano di particolare impatto e rilevanza sociale nella vita della comunità regionale, devolvendo l’eventuale risarcimento a sostegno delle azioni di prevenzione contro la violenza.

Mario Mazzocca precisa:

Chiediamo alla politica regionale tutta e in particolar modo ai consiglieri regionali di approvare celermente questa legge per dare all’Abruzzo un complesso normativo contro le discriminazioni e la violenza di genere. La legge è pronta, basta solo volerlo.

Aggiunge Francesco D’Agresta:

Da tempo in Abruzzo si manifesta contro le discriminazioni di genere, ora c’è bisogno di una legge, la politica abruzzese deve dimostrare di saper ascoltare i cittadini.

by Redazione