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Tag Archives: cultura 2021

turismo regionale

Un hub in cui confluiscono le variegate realtà turistiche regionali: è una delle molteplici sfaccettature con cui si configura il Parco museale Abruzzo in Miniatura.

La nostra regione, a vocazione prettamente turistica, con un incoming aeroportuale in costante incremento, offre un potenziale paesaggistico e architettonico di alto profilo.

Un patrimonio che ad oggi viene sintetizzato fedelmente dalle riproduzioni in miniatura del Parco museale presieduto da Livio Bucci, divenuto sede e quartier generale di una rete capillare di associazioni turistiche regionali quali I borghi più belli d’Italia ed enti esterni al territorio come Destination Abruzzo che ha già fatto conoscere il progetto a New York; altre partnership sono state attivate con AbruzziAMO e Fantastico Abruzzo.

Ma L’Abruzzo in Miniatura ha esteso il suo fascino anche in direzione est verso il Medio Oriente, catalizzando l’attenzione degli Emirati Arabi.

Il tutto coordinato dalla dottoressa Dominique Di Stefano, responsabile dell’area Turismo all’interno dell’Abruzzo in Miniatura.

“All’interno del parco museale, non solo opere del nostro territorio riprodotte in scala – spiega il presidente Livio Bucci – ma stiamo mettendo su una vera e propria rete turistica regionale. Cosa vuol dire? Che puntiamo a diventare un hub per tutti i tour operator del territorio: I Borghi più belli d’Italia per fare un esempio saranno nostri partner; AbruzziAMO, Destination Abruzzo che fa conoscere la nostra regione a New York, Giallonardo Viaggi e tanti altri si sta stanno via via aggiungendo. Un punto d’incontro e di confronto per tutte queste realtà che hanno, come noi, a cuore il turismo regionale insieme a grandi aziende che già collaborano con noi”.

Dunque, l’Abruzzo in Miniatura non si ferma: il parco museo è chiuso a causa dell’emergenza sanitaria ma, presidente e il suo staff non lasciano nulla al caso.

“Ringrazio tutti gli operatori turistici per la grande stima e fiducia che mi stanno dimostrando – ci tiene a precisare il presidente Bucci – Già dalla prima volta che li ho incontrati, tutti hanno sottolineato la qualità e l’unicità del progetto a livello nazionale”.

Ultima novità, ma solo in ordine di tempo, un’Associazione Culturale di Promozione Sociale ed Economico-Finanziaria, dal nome Cultura & Finanza: “Mi hanno contatto per essere parte di questo progetto che punta a raccontare e parlare del business nell’ambito culturale” chiude Livio Bucci.

by Redazione
Officina Lanciano

Nasce l’associazione “Officina Lanciano”, un laboratorio di idee e progetti da realizzare per il bene del cittadino e dell’intera città.

Perché, come spiega la nota di presentazione della nuova realtà  associativa, “bisogna essere presenti sul territorio, ascoltare e capire le problematiche, solo così si possono trovare le soluzioni che rendano seriamente vivibile e ospitale la nostra città”.

L’associazione, presieduta dall’avv. Dalila Di Loreto e completata, come consiglio direttivo, dall’imprenditore Rocco Finardi (vicepresidente) e dal commercialista dott. Giuseppe Luciani (tesoriere, nella foto), vanta già numerosi iscritti nonostante la sua recente costituzione.

 Dalila Di Loreto
Dalila Di Loreto

“E’ un’associazione di persone che credono nella tutela del territorio e cercano di approfondire e far rispettare i valori come la libertà, l’autonomia e la solidarietà sociale – spiega la presidente Dalila Di Loreto – E’ questo il minimo comune denominatore che unisce i promotori dell’associazione. L’ obiettivo è quello di coinvolgere professionisti,  imprenditori, commercianti, lavoratori attivi e quiescenti nonché tutti coloro che vogliano contribuire fattivamente alla vita sociale e culturale della città e che vogliano avvicinarsi alla politica con un  modus operandi nuovo”.

“Abbiamo le idee chiare –  sottolinea – vogliamo offrire alla città uno strumento per cogliere le urgenze dell’attualità, per interessarsi a ciò che ci circonda con spirito critico, riflessivo e costruttivo, pronti a partecipare alla vita politica di Lanciano”.

Rocco Finardi
Rocco Finardi

“La politica senza condivisione ed unione è condannata ad avere respiro corto e la nostra città ha bisogno di persone nuove, di un cambiamento reale che porti ad amministrare persone capaci di cogliere queste esigenze – conclude l’avvocata Di Loreto – lo testimoniano i tanti avvenimenti a cui assistiamo, a volte, impotenti. In vista delle imminenti amministrative, i nostri associati saranno decisi a raccogliere questa sfida, disposti a dialogare con i rappresentanti delle forze politiche e fin d’ora pronti a sostenere il candidato sindaco di centrodestra che sia espressione di  un vero cambiamento affinché, dopo tanti anni, si possa  ridare all’espressione ‘amministrare per il bene comune’ un vero contenuto”.

by Redazione
Giornata Mondiale della Poesia

Domenica 21 marzo, alle ore 11, presso l’Ospedale di Chieti SS Annunziata, l’Associazione culturale “22 aprile” celebrerà la Giornata Mondiale della Poesia.

L’Associazione, in questo 21 marzo, conferisce un Premio al componimento Sfiatète, scritto in dialetto ortonese da Luca Di Tizio, anestesista e rianimatore all’Ospedale clinicizzato SS Annunziata di Chieti.

In un momento tanto complesso, la poesia ritorna come lingua dell’indicibile, come tentativo estremo di tenere la parola viva e abbiamo scelto, nel rispetto della salute di tutti, di conferire il Premio in Ospedale, all’esterno, con una piccola cerimonia, coinvolgendo la Direzione Sanitaria.

Luca di Tizio scrive e lo fa a cuore aperto. Lo abbiamo immaginato al termine dell’ennesima giornata sfiancante, coi nervi a pezzi e l’umore alle caviglie. Un lavoro che ha a che fare con la vita e con la morte, coi miracoli e con le tragedie, coi voli altissimi e con gli abissi.

“Il dialetto è uno strumento potentissimo per dar voce a quello che sente il cuore, nella maniera più spontanea e vera possibile – dichiara il dott. Di Tizio – Questo componimento nasce così, per fare uscire fuori le emozioni più intense e forti che, da un anno a questa parte, il mio cuore, come quello di molti altri medici e infermieri, è chiamato a provare quotidianamente. La poesia descrive un particolare momento della nostra attività, quando noi rianimatori siamo chiamati in ospedale ad intubare pazienti, affetti da questa terribile polmonite. E così devi tranquillizzare, dare parole di conforto e speranza. Nel tuo cuore però – conclude Di Tizio – c’è tristezza e preoccupazione. E allora il distacco iniziale viene meno. Il malato non è più soltanto la persona che deve beneficiare della tua professionalità, ma diventa l’uomo, solo, impotente e spaventato di fronte a questa terribile pandemia”.

Luca Di Tizio nasce a Ortona nel 1974. Nel 2000 si laurea in Medicina e Chirurgia, all’Università degli studi G. d’Annunzio di Chieti Pescara. Dal 2010, è Dirigente Medico in Anestesia e Rianimazione (Asl 02 Lanciano Vasto Chieti, Chieti).

 

by francesca
Remo Rapino

“Se non son matti non li vogliamo” è il titolo di un famoso film degli anni Quaranta, che potrebbe fungere da slogan anche per il Festival dei Matti, iniziativa annuale di singolare fortuna, giunta alla sua XI Edizione, e che, solitamente, si svolge a Venezia.

L’iniziativa culturale, che viene declinata attraverso incontri, dibattiti, laboratori e spettacoli, è pensata per scardinare i luoghi comuni e le false credenze che ruotano intorno alla follia, e per valorizzare la pazzia, intensa come forza creativa e comunicativa.

Ospite perfetto dell’edizione di quest’anno, che si svolgerà in diretta streaming, a causa delle ben note norme sanitarie, sarà, tra gli altri, lo scrittore Remo Rapino, che della follia ha fatto un baluardo e l’ha sottratta dai cliché e dagli stereotipi, trasformando lo scemo di paese nell’eroe buono del suo romanzo Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio.

L’incontro con lo scrittore lancianese sarà trasmesso in diretta domani, 10 marzo, alle ore 19, sulla pagina Facebook del Festival dei Matti. Dialogheranno con l’autore Anna Poma e Gianni Montieri, tra gli ideatori e organizzatori del Festival.

Va ricordato, inoltre, che l’attenzione di Rapino nei confronti della pazzia non è esclusiva del suo ultimo romanzo, nel quale, piuttosto, raggiunge l’acme, ma ha una lunga tradizione in molte delle sue pubblicazioni: basti pensare, tra le tante, alla raccolta di racconti Fuori margine, nitida e composita galleria di personaggi un po’ strambi, che di poco precede il romanzo di Liborio.

by Redazione

Così, come la dolce carezza di chi si ama o un soffio di vento tiepido in primavera, con la stessa delicatezza 13 donne forti, compatte, e innamorate parlano dell’amore in tutte le sue forme e si abbracciano in un unico progetto che diventa un libro grazie all’intuito di Tiziana Iozzi (di Pescara), impegnata nella formazione: “Amati o Amàti: questione di accento” arriva dritto al cuore come un’emozione forte che scalda l’anima e proprio in occasione dell’8 marzo, “Festa della Donna”.

“Nel mio lavoro di coachig – spiega la Iozzi – seguo tante donne e le accompagno nel definire i loro obiettivi di vita personali e professionali ed in questo progetto ci sono tanti sogni, ognuna ha un sogno nel cassetto e probabilmente queste dodici donne che mi hanno fatto compagnia  con le loro storie non avrebbero mai aperto il loro cuore: il 12 aprile 2020, giorno del mio compleanno, come riporto anche nel libro, in occasione di un webinar in pieno lockdown, ho lanciato il progetto”.

Sono diventate parte di quest’ultimo donne che vivono in città diverse: Sonia Genesini (Piacenza), Teresita Di Lauro (Milano), Francesca Di Giuseppe (Pescara), Loretta Saudella (Milano), Milena Di Gioia (Bari), Stefania Pieri (Prato), Annamaria Acunzo (Pescara), Annalisa Conti (Milano), Marina Egidi (Savona), Anna Nozzi (Chieti), Cristina Corazza (Milano), Patrizia Splendiani (Pescara); diverse sono le storie raccontate da queste donne che diventano autrici nel progetto e sono legate da un filo sottile e quasi impercettibile che unisce le loro emozioni e le loro sensazioni poiché si raccontano con forza e coraggio e mettono a nudo la loro interiorità. Ed è lo stesso filo che unisce anche i loro volti sulla copertina del libro.

Come spiega Tiziana Iozzi: “le storie parlano di noi, parlano della vita di tutte le autrici e  leggerle è come stare vicino alla persona che le ha vissute, emozionarsi con lei. Sono tutte storie che in un modo o in un altro raccontano l’amore, ma raccontano anche di donne che ce l’hanno fatta e se ce l’abbiamo fatta noi ce la può fare chiunque”.

Entusiasta di questo libro è l’editore pescarese, Alessio Masciulli che a proposito sostiene: “Credo moltissimo in questo libro, non potrebbe essere il contrario perché già un romanzo scritto da una sola donna che racconta di donne è quasi sempre un capolavoro se poi di donne ne sono addirittura 13 e tutte grintose, il risultato non può che essere grandioso”.

Si tratta di donne che amano e si amano, che vivono e si vivono senza privarsi di nulla, che si inchinano ai giorni come lottatrici ostinate ma senza mai perdere di vista l’orizzonte e con il sole sempre sulla fronte, “ho paragonato questo testo ad una tavolozza di colori dove tutti sono utili per creare disegni e sfumature e nessun colore è più o meno bello dell’altro. – prosegue Masciulli. – Così sono queste storie, come carezze continue che curano ferite e ci raccontano sensazioni da bere come se ci dissetassimo grazie ad una fontana da cui sgorga acqua fresca in piena estate. Non vedo l’ora di partire con la distribuzione e la promozione e di conoscere di persona tutte le autrici che provengono da varie parti d’Italia”.

Ogni storia riportata nel libro è stata scritta seguendo il cuore, ogni frase è la sintesi perfetta tra la volontà di raccontare ed il desiderio di farsi portavoce di esperienze utili e paragonabili a miliardi di vite e di storie nelle quali non è affatto difficile potersi identificare, poiché le parole utilizzate raccontano la vita vera, la vita di chi ce l’ha fatta e di chi ha imparato anche dai propri errori; ed ecco che la lettura diventa un modo per condividere le proprie emozioni oltre che riempire vuoti interiori.

“Un grazie speciale va a Tiziana Iozzi per aver creduto nella Masciulli Edizioni e per aver legato con il filo magico della vita, storie di anime e grandi emozioni. Grazie a Nicoletta Pellizzon per l’editing e a Marco Di Lillo per la copertina”- conclude l’editore.

 

by Redazione
Guido Catalano

Lunedì 1° marzo alle 18.30, collegato dalla Libreria Primo Moroni di Pescara, Guido Catalano presenterà in diretta Facebook sulla pagina del FLA – Festival di Libri e Altrecose il suo nuovissimo Fiabe per adulti consenzienti, appena pubblicato per Rizzoli.

Il poeta e performer torinese, in tempi di pandemia, ha deciso di andare a trovare i librai a casa loro, mascherato, igienizzato, distanziato, ma soprattutto accompagnato dal suo nuovo favoloso libro. Intervistato dal direttore del FLA Vincenzo d’Aquino, Guido Catalano leggerà alcune delle sue divertentissime favole e firmerà le copie del libro con dedica personalizzata a tutti coloro che si prenoteranno inviando una mail a moronisocialclub@gmail.com.

Con Fiabe per Adulti Consenzienti Guido Catalano regala ai lettori un piccolo rimedio per esorcizzare la tristezza e la paura, perché non c’è disastro da cui non ci si possa salvare grazie a una bella risata.

“In questo tempo di orchi tutto sembra difficile”, ha dichiarato, “ma ricordatevi che gli orchi, anche se fanno paura, sono piuttosto stupidi e quasi sempre più spaventati di voi. C’erano una volta un principe azzurro che si spezzò il collo, un re che organizzò una sontuosa festa a cui non venne nessuno, una famiglia poverissima che un giorno, per vincere la fame, meditò di mangiarsi il cane. E poi un uomo che tentò di suicidarsi con riso patate e cozze, un cecchino che non voleva sparare, un gelato e un ascensore travolti da un tragico amore impossibile. Spesso la vita non somiglia alle favole: è una cosa che tutti, crescendo, dobbiamo imparare. Un drago può spuntare dal nulla e, quando meno te l’aspetti, mandare il tuo universo a gambe all’aria. Ma non è il caso di abbattersi, perché proprio nei momenti più disperati, quando ci sembra che gli orchi e i draghi abbiano vinto e non ci sia più nulla da fare, in realtà una cosa da fare c’è sempre: possiamo riderci sopra, possibilmente insieme”.

Guido Catalano è nato a Torino nel 1971. Da anni porta i suoi libri in giro per l’Italia.

Collabora con Smemoranda e con l’edizione torinese de Il Corriere della Sera. Con Rizzoli ha pubblicato il romanzo D’amore si muore ma io no, disponibile in BUR insieme a Ti amo ma posso spiegarti, Piuttosto che morire m’ammazzo, e la raccolta di poesie Ogni volta che mi baci muore un nazista e Poesie al megafono (2019).

Pretoro

Nonostante le storie a lieto fine siano poche durante questa grave emergenza sanitaria, sono comunque abbastanza per regalare attimi di respiro e cospargere il mondo di semi di speranza.

Questa storia proviene dal cuore del Parco Nazionale della Maiella e precisamente dal borgo di Pretoro (Chieti), ormai noto in tutto il mondo poiché è lì che Mastro Tonino, il Geppetto D’Abruzzo, trascorre le sue giornate in penombra a lavorare il legno nella sua bottega accogliente e piena di ricordi.

L’artigiano Antonio Palmerio è anche il protagonista del libro di Fabrizio Fanciulli, L’uomo di legno che nel valorizzare le tradizioni mai perse del suo amato borgo, ha voluto raccontare e far conoscere perfino alle nuove generazioni la storia dell’ultimo dei fusari d’Abruzzo, della sua vita, del suo amato lavoro che lo porta, ancora oggi, quotidianamente a riprodurre opere universali in legno, esposte presso il museo comunale di Pretoro.

Mastro Tonino ha spesso condiviso la sua vita non semplice, ed i suoi trascorsi a volte anche dolorosi con quanti ormai lo seguono e lo amano; sopravvissuto alla guerra, alla fame, ai patimenti in passato anche per l’artigiano la vita è cambiata durante il 2020 con l’avvento della pandemia: è stato sempre molto attento in bottega, con l’aiuto dei famigliari, a non contrarre il virus, ha tenuto a distanza di sicurezza i tanti visitatori che erano desiderosi di fare la sua conoscenza nel periodo estivo, ha rispettato le regole ma purtroppo a causa di spostamenti per motivi di salute proprio nel giorno del suo novantesimo compleanno, il 15 gennaio 2021 è risultato positivo al Covid-19.

Trasferito a Fara Filiorum Petri, per essere sottoposto alle cure amorevoli ed attente della sua famiglia Mastro Tonino ha trascorso giorni difficili a causa della febbre alta, ma la forte tempra di quest’uomo di montagna ha avuto la meglio anche in questa difficile situazione ed ha vinto questa battaglia contro il “mostro invisibile”.

La speranza è tornata a splendere pochi giorni fa, dopo un mese, esattamente il 16 febbraio 2021 è arrivato l’esito dell’ultimo tampone che è risultato negativo e ben presto l’ultimo dei fusari d’Abruzzo tornerà a Pretoro.

Ora, la già straordinaria storia di Mastro Tonino si arricchisce e la ristampa del libro L’uomo di legno prevede un nuovo capitolo, poiché “il Geppetto d’Abruzzo tanto amato in tutto il mondo ha sconfitto anche il Covid” ed è tornato a sorridere.

Simona Molinari

Simona Molinari firma un nuovo contratto discografico con BMG e, a 8 anni dalla pubblicazione del suo ultimo album, entra in studio con rinnovato entusiasmo per lavorare al progetto che la riporterà sulle scene in una nuova veste.

“Si dice che c’è un momento nella vita in cui bisogna fare spazio affinché nuove cose possano arrivare e che i momenti di vuoto sono lí perché possano essere riempiti di vita. Io li ho riempiti di musica. Oggi entro a far parte di una nuova famiglia, con la quale condivido pensieri, visioni e obiettivi. Sono davvero contenta di lavorare con Dino Stewart e grata alla BMG tutta e al mio nuovo manager Marco Nuzzi per l’entusiasmo, la fiducia e la stima accordatami. Faró del mio meglio!” commenta Simona Molinari.

“Con Simona è stato feeling immediato ed è stato sorprendente vedere come, in questo periodo di incertezza collettiva, abbia una visione così coerente e lucida del suo futuro musicale” così Dino Stewart, Managing Director di BMG Italia, dà il benvenuto a Simona Molinari.

In attesa dei nuovi brani, oggi nel giorno del suo compleanno e a 12 anni esatti dal suo esordio a Sanremo, Simona Molinari pubblica sulle piattaforme digitali due nuove versioni di Egocentrica, il brano con cui ha partecipato nella categoria Proposte al Festival del 2009: Egocentrica (Una nuova me version) ed Egocentrica (Live in the kitchen).

Quest’ultima è una versione live che Simona ha realizzato durante questi mesi di Covid lavorando a distanza con i suoi musicisti storici (Claudio Filippini al pianoforte, Nicola Di Camillo al basso, Fabio Colella alla batteria, Gian Piero Lo Piccolo al clarinetto) e Nicola Valente per la parte elettronica, e che il pubblico dei suoi concerti conosce bene.

Egocentrica (Una nuova me version) è prodotta da Fabio Ilacqua, una versione tutta beat, cori e R&B spoglia di armonie complesse e giochi di voce con un beat preciso dall’inizio alla fine che lascia spazio al racconto delle fragilità nascoste dietro la maschera dell’egocentrismo. Il primo passo verso un nuovo percorso musicale.

In questo nuova fase della sua carriera, accanto a Simona Molinari per le attività live l’agenzia Baobab Music & Ethics di Massimo Levantini che annuncia due eventi speciali previsti per il prossimo autunno: 8 novembre, Roma – Teatro Brancaccio e 9 novembre, Milano – Teatro Nazionale.

 

Ascolta qui: https://BMGItaly.lnk.to/SimonaMolinari_EgocentricaPR

 

Mediamuseum Pescara

“La cultura non si ferma”, un monito ma anche un “hashtag” simbolico utilizzato sulle pagine social del Mediamuseum Pescara che prosegue senza sosta nella proposta degli incontri con grandi autori promossi dai Premi Internazionali Flaiano.

Dal Mediamuseum, museo del Cinema di Pescara è possibile seguire in diretta sui social gli incontri proposti al pubblico in questo momento difficile a causa dell’emergenza sanitaria: giovedì 25 febbraio 2021 alle ore 18.30 è il turno del giornalista pescarese Luca Pompei, che è anche autore del libro Come gli alberi spogliati ad aprile promosso dalla casa editrice Masciulli, di Alessio Masciulli. L’appuntamento sarà presentato dalla giornalista Alessandra Renzetti.

Il libro, che ha commosso ed incuriosito durante un tour di presentazioni molto partecipato, vede anche la collaborazione dell’autore con la nota fotografa abruzzese Rossella Caldarale che ha curato la foto di copertina.

E’ il pluripremiato scrittore abruzzese Peppe Millanta, invece, che per questo romanzo ha scritto una prefazione di assoluto valore.

Pompei ha voluto esplorare il dramma del dopo terremoto, quello vissuto in un borgo alle porte de L’Aquila, Casentino (frazione di S.Eusanio Forconese): protagonista è un giovane e rampante avvocato romano, Bruno Tussi che torna nel paese d’origine dei suoi genitori per disfarsi di tutte le proprietà. Ha con se suo figlio, Emilio, affetto da disturbi comportamentali.

Di contorno ci sono le storie e gli aneddoti della comunità locale e sullo sfondo una losca vicenda di corruzione legata alla ricostruzione.

Dunque attraverso un’attività di studio ed inchiesta, l’autore ha visitato questi luoghi, ha conosciuto i suoi pochi abitanti, raccolto storie ed aneddoti per poi ricamare una storia di finzione che fa da legante ad una serie di vicende e personaggi reali.

Il tema principale, ovviamente, è quello di una ricostruzione sociale, al fianco di quella materiale, quasi impossibile da immaginare, ma, nonostante questo, l’estremo attaccamento per le tradizioni, le origini e la storia di questo borgo, insieme porteranno i personaggi di questo romanzo a combattere per un proprio riscatto.

Anche il titolo Come gli alberi spogliati ad Aprile nasce dalla prima immagine che ha colpito il giornalista nel viaggio verso l’Aquila quel 6 aprile del 2009, per documentare la tragedia:  sul ciglio della Statale gli alberi erano completamente spogli tanto violenta è stata la scossa delle 3.32, uno scenario autunnale in piena primavera; ma “alberi spogliati ad aprile” sono anche i tanti personaggi del romanzo, privati di tutto e non solo della loro casa, ma anche del loro senso di appartenenza.

E’ possibile seguire l’appuntamento cliccando sul seguente link: www.facebook.com/mediamuseum.pescara

 

Fotografia paesaggistica

Ogni paesaggio ha una storia, ogni storia ha un colore, ogni colore ha una tradizione soprattutto in Abruzzo: qui a volte il tempo sembra fermarsi per regalare un’immagine di sé ricca di sfumature e di grandi emozioni.

Quando la fotografia paesaggistica diventa una passione, anche l’orologio smette di scandire il tempo: ogni attimo del giorno può diventare un momento perfetto da catturare, anche una semplice passeggiata si trasforma nell’occasione giusta per guardarsi intorno e dare corpo all’arte.

Ogni angolo del mondo, certamente, può evocare ricordi o regalare attimi di serenità, e la fotografia, attraverso gli occhi di chi la scatta, può permettere di proteggere nel calore della propria dimora anche il mare in tempesta, o la magia di un prodigioso tramonto; soprattutto in un momento così complesso causato dell’emergenza sanitaria in corso, godere delle immagini catturate esternamente è sollievo per l’anima.

Bellezze architettoniche, paesaggi di mare o di montagna, i colori caldi e rilassanti di un tramonto o un’alba, la bellezza di un cielo stellato e non solo, sono protagonisti indiscussi di chi, ha fatto della fotografia la “cornice” più bella sua vita: Ascanio Buccella, 59enne pescarese, dipendente dell’azienda di trasporto pubblico abruzzese, ammette di amare particolarmente la sua regione tanto da approfittare delle pause, dei week end o delle ore notturne, addirittura, per partire in compagnia dei suoi strumenti.

Com’è nato questo forte interesse per la fotografia?

“Nel 1982 per curiosità ho preso in mano la prima macchina fotografica, una Zenit; è scoppiato subito l’amore, tra l’altro in quel momento ero a Roma per il servizio militare”.

Lei preferisce fotografare in particolar modo paesaggi, come mai?

“Si perché nel fotografare il paesaggio voglio far vedere momenti particolari che a me suscitano emozioni; diciamo che l’immagine è un modo diverso di comunicare: c’è chi ama parlare, chi preferisce scrivere, io mi faccio aiutare dalla luce del paesaggio per raccontare”.

A tal proposito, qual è l’ora del giorno che predilige?

“La Golden Hour, ossia l’ora d’oro; solitamente mi diletto a fotografare le albe o i tramonti per i meravigliosi colori caldi, e garantisco che in Abruzzo ho avuto modo di apprezzare scene straordinarie”.

C’è un paesaggio che ha fotografato  e che le sta particolarmente a cuore?

“Amando soprattutto i paesaggi di montagna, direi Rocca Calascio: ho fotografato il magnifico castello spesso, ed in tutte le stagioni oltre che nelle diverse ore del giorno”.

Quanto è importante l’immagine nell’era Covid?

“Molto. Ora riesce a trasportare le persone in quei luoghi che non possono essere raggiunti a causa delle misure restrittive previste in questa emergenza sanitaria. Talvolta si guarda una foto ed immediatamente sembra di essere nel posto che essa ritrae”.

C’è una foto che sogna di scattare?

“Si, probabilmente è una delle foto più ambite da ogni paesaggista: l’aurora boreale”.