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Ciclostazione dei Trabocchi

La Ciclostazione dei Trabocchi oggi apre, con sede a Francavilla al Mare (Ch) in piazza Benedetto Croce, uno nei locali della stazione ferroviaria.

Una scelta, quella degli spazi, che già annuncia la ciclostazione come punto di riferimento del territorio nelle scelte di mobilità urbana, intermodalità e cicloturismo.

La Ciclostazione dei trabocchi, nuovo servizio di Bikelife, tour operator di vacanza attiva, apre in piena Fase due, in un momento in cui la bicicletta si presenta come regina dello spazio urbano e non solo.

Non a caso la stessa Organizzazione mondiale della sanità la propone come scelta per gli spostamenti, garantendo distanziamento sociale ed evitando così il ricorso al mezzo privato.

E numerose città in tutto il mondo stanno già realizzando azioni volte a favorire la migliore circolazione delle bici, da Bogotà a Berlino, passando per Parigi, Bruxelles, Londra, per citarne alcune.

Con, inoltre, gli esempi di metropoli italiane come Milano, Torino, Napoli, Roma, fino a Bologna.

“Dopo tanta attesa dovuta all’emergenza Coronavirus finalmente si parte – commenta Claudio Di Dionisio di Bikelife – Portiamo sul territorio un nuovo servizio, in un momento in cui la bicicletta, ancora di più, ha assunto un ruolo da protagonista, per lo spazio urbano e per il cicloturismo. Lo dimostra anche il bonus messo a disposizione dal Governo, spendibile anche da noi. Peraltro, considerate le disposizioni legate alla limitazione del virus, si annuncia un’estate di turismo all’interno della propria regione e scoprire l’Abruzzo in bici, come con noi hanno già fatto tanti gruppi di stranieri, può essere una fantastica scelta, considerate le proposte di natura, arte, enogastronomia”. 

E dunque la ciclostazione si presenta come deposito custodito per le bici, per lavoratori, studenti, pendolari in arrivo o in partenza dalla stazione di Francavilla al Mare, per viaggiatori in treno o bus, chi vive e lavora nelle vicinanze e chi torna nel weekend o durante le feste.

Personale qualificato opera nell’officina, anche con servizio express per riparazioni di emergenza.

Disponibile una postazione per autoriparazione, nonché controllo della pressione delle gomme e ricarica della e-bike. Questi ultimi due servizi sono gratuiti.

La Ciclostazione è anche deposito bagagli, nonché info point per percorsi, itinerari ciclabili, mappe, cartine e consigli utili su alimentazione e biomeccanica. Oltre ad abbigliamento e accessori per la mobilità ciclistica.

Non da meno il servizio di noleggio, con la vasta gamma di bici da città, mountain bike, bici da strada, bici elettriche.

Mezzi di ogni tipo – in collaborazione con Bianchi, storico marchio del Made in Italy – per famiglie, piccoli e grandi gruppi, fino al ciclista più esigente. Al noleggio si affianca il servizio tour in bici, da quello con guida ai tour autoguidati.

La struttura fornisce mappa o traccia, proponendo itinerari per tutti i gusti.

Tutte le strutture che aderiscono al circuito Bike Friendly della regione Abruzzo, sono in rete con la Ciclostazione, con servizi e sconti dedicati a chi viaggia in bici. Ciclostazione dei Trabocchi è anche sede locale del Touring Club.

by Redazione
fondazione Paolo VI

Nei vari centri della Fondazione Paolo VI da lunedì 18 maggio ripartiranno i servizi riabilitativi.

Le attività riprenderanno con gradualità, iniziando dalle esigenze più acute per poi proseguire, nel tempo, con tutti i trattamenti.

La scelta della gradualità è dettata dalla necessità di offrire prestazioni in totale sicurezza, in un contesto emergenziale non ancora terminato.

Ma in questi mesi, la Fondazione non è stata a guardare, offrendo consulenze da remoto e curando un seguitissimo blog con approfondimenti, suggerimenti e tante altre informazioni.

E, da qualche settimana, ha attivato anche il prezioso servizio di teleriabilitazione, in risposta a quanto richiesto dall’ordinanza 33 del presidente della Regione Abruzzo: si tratta di interventi forniti tramite un’apposita piattaforma online, che permette ad utenti e personale della Fondazione di entrare in contatto e riprendere in maniera più stabile il percorso di cura.

Forte della sua esperienza sul campo, la Fondazione è partita da pazienti con il disturbo dello spettro autistico, per implementare in seguito il servizio ad altre problematiche.

Spiega Paola De Palma, psicologa e coordinatrice Progetto Autismo della Fondazione Paolo VI:

L’attività consiste in sedute da remoto che vedono alternarsi le varie figure.

Siamo partiti dalla nostra esperienza, portando avanti un forte e proficuo lavoro di équipe, e abbiamo determinato i vari criteri di intervento per un servizio realmente efficace: dal primo colloquio a quelli successivi fino ad una sorta di cartella clinica online, che aggiorniamo in un’apposita area della piattaforma.

Devo dire che il servizio sta andando molto bene, oserei dire oltre ogni più rosea aspettativa in quanto stiamo ottenendo una buona risposta dagli utenti.

Sicuramente nei bambini più piccoli, il ruolo dei genitori si sta rivelando indispensabile, mentre i ragazzi più grandi stanno rispondendo in autonomia.

Si tratta di un’esperienza interessante, che ci sta fornendo conoscenze e metodologie che sicuramente torneranno utili in futuro per l’implementazione di altre attività.

Nel dettaglio, sono già 100 le persone con autismo che stanno utilizzando il servizio, circa la metà di quelle che normalmente afferiscono alla Fondazione Paolo VI.

Gli operatori coinvolti nel servizio di telemedicina sono quattro psicologi, una neuropsichiatra infantile, tre coordinatori, due amministrativi, e una trentina di terapisti.

Aggiunge Flaviana Bianco, neuropsichiatra infantile:

L’attività di teleriabilitazione sta presentando un indubbio vantaggio: ci permette di entrare virtualmente nelle case dei pazienti, facendoci parlare di più con le famiglie, e dandoci la possibilità di supportarle da vicino.

Così, abbiamo scoperto che proprio le famiglie hanno delle risorse interne superiori a quelle che immaginavamo, e questo va a tutto vantaggio del benessere della persona autistica.

È del tutto evidente che la tecnologia è un’alleata delle nostre attività, ragion per cui questo periodo si è dimostrato utile a nuove conoscenze.

Scoprirci ancora di più squadra con i tanti operatori coinvolti è poi stato un elemento di sicuro valore aggiunto in questa fase.

Commenta monsignor Tommaso Valentinetti, presidente della Fondazione Paolo VI:

La grande famiglia della nostra Fondazione non ha mai smesso di far sentire la sua vicinanza ai pazienti e alle loro famiglie. Siamo contenti dunque di poter ripartire, seppur con gradualità.

E siamo ancora più soddisfatti per un servizio come la teleriabilitazione, che tanto successo sta riscuotendo: è testimonianza di una passione per le persone che a noi si affidano, che sboccia in innovazione e capacità di rispondere ai bisogni.

Ancora una volta il mio grazie va a quanti, in questa difficile situazione, si sono prodigati per non lasciare nessuno indietro.

 

by Redazione

La voglia di ripartire e di emozionare diventano una canzone e un video virale

“Il pubblico dov’è?” non è infatti solo il titolo di una canzone che diventa un manifesto artistico, ma anche una domanda più che lecita, in un momento in cui l’emergenza Coronavirus  ed il lockdown della Fase 1 lasciano spazio ad una speranza che trascina con sé molti dubbi.

Ed ecco che, in particolar modo tra gli artisti ci si interroga su quando si potrà tornare a divertire, emozionare, ed intrattenere il pubblico.

La canzone scritta da Massimiliano Elia musicata da Elio Depasquale, edita dall’etichetta discografica Music Force, ha anche un videoclip, prodotto da Uao Spettacoli, che è diventato subito virale sul web e sui canali social. Il pezzo è interpretato magistralmente dalla coppia di artisti, sul palco e nella vita, Federico Perrotta e Valentina Olla e vanta la straordinaria partecipazione dell’attore e doppiatore Pino Insegno con il suo timbro vocale inconfondibile.

Pino Insegno

Il ‘messaggio musicale’ è disponibile proprio dal 15 maggio 2020 su Youtube, ITunes, Spotify e Amazon Music diventa, quasi come per uno strano scherzo del destino, una dedica sentita al Maestro Ezio Bosso, il compositore, pianista e direttore d’orchestra che non ha mai smesso di sorridere, appena scomparso a 48 anni dopo una lunga malattia: “la musica ci insegna la cosa più importante che esista: ascoltare”- sottolineava il Maestro, senza mai perdere la speranza.

Gli artisti desiderano tornare ad esprimersi e suscitare emozioni, “c’è una gran voglia di ripartire, – commentano Federico Perrotta e Valentina Olla – c’è una gran voglia di tornare in scena e ritrovare il pubblico con cui condividere le emozioni che ci fanno sentire vivi. E questo è un messaggio che tutti noi abbiamo ereditato dal Maestro Bosso, la cui morte ci addolora; è stato proprio lui a farci capire che la musica ci salverà, ecco perché è stato un onore incidere questo pezzo”.

Federico Perrotta

Le immagini del video, diventato immediatamente virale sui social, e registrato nel pieno rispetto delle regole, lasciano un velo di amarezza perché dove prima c’era arte ora c’è solo polvere, le luci sono spente,  i manifesti degli ultimi spettacoli sono ancora affissi nel foyer, ma il cuore no, non smette mai di battere per il teatro e  “tutto tornerà come prima – come dice il testo- perché noi non sappiamo fermarci mai, la vita dell’artista così non ha vita”.

La registrazione delle voci è a cura di Pierangelo Ambroselli per Procube Studio, le chitarre sono di Matteo Troiano, i cori di Laura Di Pancrazio ed Elio Depasquale. La regia del videoclip è stata curata da Stefano Gabriele per Framexs Multimedia, la grafica, infine è di Marco D’Angelo per MD design.

“Quando abbiamo inciso questo brano – aggiunge Valentina Olla – mi sono sentita di nuovo viva. C’è un turbamento psicologico che rende questo momento davvero complesso dunque è stato davvero emozionante vedere amici e colleghi abbracciare per amore questo progetto che ci ha dato nuova linfa vitale: la musica, lo ribadiamo, ci salverà”.

“Grazie Maestro Bosso, per la tua grande lezione di vita” – concludono i due artisti nel ricordare un grande uomo.

by Redazione
istituto moretti

L’Istituto Moretti di Roseto degli Abruzzi, ancora una volta, sceglie di puntare sui ragazzi, percorrendo la consolidata via di generare occasioni formative che rappresentino spazi idonei alla piena espressione delle competenze, passioni, peculiarità ed emozioni degli studenti.

Dopo la WebTV e WebRadio, infatti, è nato il coro Note di Speranza, fortemente voluto dalla Dirigente Scolastica Sabrina Del Gaone, come segno e modello di una didattica a distanza che non solo accompagna ed innova, ma incoraggia ed offre momenti di condivisione importanti.

Dichiara l’alunna Cristina Di Remigio:

Con la musica non solo mi sono divertita, ma ho potuto riflettere molto su quanto sia importante non gettare la spugna alla prima difficoltà e andare avanti, condividendo con gli altri la passione per il canto, la gioia dello stare insieme e l’impegno per ottenere ciò che si desidera.

Il motivo di questa nuova pagina nella storia della scuola è racchiuso proprio nel nome: un coro che vuole essere un messaggio positivo per contagiare di speranza.

Non a caso il debutto della corale avviene con la pubblicazione sulla WebTV d’Istituto del brano Foglie al Gelo di Gabbani (https://youtu.be/IvdPMdleO2Q), interpretato coralmente da alcuni studenti che con la propria voce danno forma e forza alle già significative parole del testo.

Sabrina Del Gaone
La dirigente scolastica dell’Istituto Moretti di Roseto Sabrina Del Gaone

Nel video prodotto sono i ragazzi stessi ad introdurre l’esecuzione dichiarando “vorremmo trasmettere un messaggio positivo in questo periodo per tutti molto duro”.

La canzone che abbiamo scelto rappresenta proprio la speranza che ci ha spinti a farci sentire e che ci fa gridare ‘ritorneremo’.

“Una vera e propria manifestazione di intenti che spalanca una finestra in un periodo storico segnato dall’isolamento fisico, al quale il Moretti sceglie di reagire con una delle forme di vicinanza ed unità per eccellenza: il coro. “Un’esperienza bellissima – dichiara l’alunno Gianpiero Feliciani – che ci aiuta a liberarci dei pensieri brutti che, cantando, svaniscono e rende tutto più bello e spontaneo”.

Una prima esperienza è stata vissuta dall’Istituto con il coro inclusivo “Premio Borsellino”, uno strumento per diffondere il messaggio di denuncia alle mafie e di sostegno alla legalità.

Oggi, con Note di Speranza, la coralità diventa un altro punto di forza del Moretti, vedendo attivamente impegnati gli alunni Chiara Carlomagno, Roberta Cerquone, Simone Di Giacinto, Gaia Di Giuseppe Cristina Di Remigio, Gianpiero Feliciani, Francesca Frenquelli, Gloria Iannetti, Annalisa Leone, Paola Leone, Marco Quaranta e Giannina Spiriticchio.

“Quando la preside con entusiasmo ha presentato il nostro lavoro a tutto il corpo docenti della scuola – continua Cristina Di Remigio – è stato emozionante sentire il sostegno degli insegnanti che ci hanno incoraggiati con un caloroso applauso. L’esperienza, che spero possa continuare ancora a lungo, ha lasciato in me e credo anche in tutte le persone che ci hanno sostenuto, un segno indelebile”.

by Redazione
telelavoro

La Commissione per le Pari Opportunità del Comune di Pineto a seguito della difficile situazione in corso a causa della pandemia di Covid-19  ha messo in evidenza, anche in considerazione dei dati derivati dal questionario Conosciamo chi lavora somministrato nelle aziende della Zona Industriale di Pineto all’inizio del 2019, alcune riflessioni, possibilità e proposte nell’ambito del lavoro.

Tra le voci emerse dal sondaggio dello scorso anno (dunque molto prima dell’emergenza in corso) quelle maggiormente auspicate dai dipendenti furono quelle legate alla flessibilità del lavoro e al telelavoro.

Con la riapertura delle aziende del 4 maggio, a seguito del DPCM del 26 04 2020, considerata la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado ancora in essere e la momentanea indisponibilità dei nonni e spesso purtroppo la loro scomparsa a causa del Covid-19, la situazione dei dipendenti è diventata particolarmente complessa.

Sulla base di queste considerazioni La CPO di Pineto ha deciso di chiedere alle aziende di considerare attentamente la grande opportunità del telelavoro e la flessibilità di orari nei limiti del possibile e delle mansioni come una grande risorsa anche per il futuro, per i dipendenti sia essi uomini che donne, per consentire di gestire meglio la casa e i figli, di ridurre le spese di assistenza da parte di terze persone, di ridurre il consumo quotidiano di carburante e il rischio da strada.

“Siamo convinte che la produttività di un dipendente non dipenda esclusivamente dal suo orario, siamo convinte che si possa, in ragione della situazione attuale estendere questo modello anche per il futuro, riconsiderare degli schemi ormai prefissati e forse obsoleti e provare con determinazione a poter conciliare famiglia, risparmio, produttività e ambiente- ha dichiarato la presidente della CPO Anna D’Amario- Noi crediamo fermamente che in futuro, e non solo in emergenza, lo sviluppo della tecnologia possa migliorare di molto la qualità della vita delle famiglie consentendo loro più risparmio e meno stress”.

Un altro interessante dato messo in evidenza nella ricerca Conosciamo chi Lavora fu quello dell’utilizzo indiscriminato dell’automobile.  Dalla ricerca risultò infatti che l’83 % dei dipendenti viaggiava in macchina da solo, un dato che si traduce sulla strada in centinaia di autoveicoli che nelle ore di punta ingorga il traffico (ben lo sanno gli abitanti della frazione Scerne), di spesa giornaliera eccessiva, di stress e in una quantità di inquinamento atmosferico eccessivo.

Se osserviamo la distribuzione delle aree rosse del mondo notiamo che esse corrispondono a zone molto inquinate e non c’è bisogno di evidenza scientifica per dedurre che l’inquinamento è uno dei fattori, di certo non il solo, che ha permesso direttamente o indirettamente una maggiore diffusione del virus. Anche per questo motivo la CPO chiede di valutare attentamente soluzioni diverse per il futuro che ci si augura, sia un futuro florido in cui però la salute, la famiglia, le donne e l’ambiente siano non solo salvaguardate ma, se possibile, al primo posto.

“Ho ricevuto la lettera della nostra Commissione per le Pari Opportunità con la proposta per le aziende che ho accolto con grande entusiasmo. Un ottimo lavoro che sottoporrò all’attenzione dell’Amministrazione Comunale e che penso possa essere una preziosa occasione di ripartenza sia per le aziende che per i dipendenti” ha dichiarato l’assessora alle Pari Opportunità Marta Illuminati.

by Redazione
coronavirus

A otto mesi dall’uscita del libro di Edda Migliori Cinque racconti e una fiaba e dal lancio della galleria fotografica del testo sui principali social network, con la creazione dell’apposito hashtag #doveCinqueRaccontieunaFiaba, l’autrice presenta il progetto realizzato durante la pandemia.

Dopo il successo riscontrato dalla prima iniziativa, in cui l’autrice e i lettori hanno immortalato il libro in tante località italiane ma anche in tante estere (dall’Egitto alla Francia, dalla Spagna alla Germania, dal Qatar agli Stati Uniti, fino alla lontanissima Australia), a partire dall’inizio del lockdown è stato lanciato un nuovo hashtag che si aggiunge ai due precedenti #cinqueraccontieunafiaba e #doveCinqueRaccontieunaFiaba, ovvero #cinqueraccontieunafiabaaitempidelcoronavirus.

Dall’8 marzo scorso l’autrice ha iniziato a pubblicare le immagini del libro ritratto esclusivamente tra le mura domestiche (le proprie o quelle dei lettori).

Una quotidianità caratteristica del periodo di emergenza legata al Covid-19 fatta di mascherine e disinfettante per le mani, di momenti dedicati ad hobby e bricolage, di impasti deliziosi, di giardinaggio in terrazza, di musica e relax.

Non sono mancati scatti dedicati a temi importanti e a spunti di riflessione come in occasione della “Giornata Mondiale per la Consapevolezza dell’Autismo” o dell’anniversario del terremoto che nel 2009 colpì L’Aquila per citarne alcuni.

Cinque racconti e una fiaba

“Dalla mia prima presentazione di Cinque racconti una fiaba a metà settembre, cui ne sono seguite molte altre in varie località, ho pubblicato uno scatto al giorno del libro immortalato in moltissime favolose città. Da subito i lettori hanno seguito il mio esempio ed hanno iniziato ad inviarmi decine e decine di scatti che ho pubblicato nel corso dei mesi; non smetterò mai di ringraziarli per l’entusiasmo e il calore che mi hanno sempre dimostrato – ha spiegato Edda Migliori – E’ stato così fino al 7 marzo poi è iniziata la quarantena e, ancora una volta, attraverso il mio libro ho voluto lanciare un messaggio forte: di speranza e resilienza. Così tutti gli scatti sono stati accompagnati all’invito a rimanere a casa e a vivere questa reclusione forzata come un’esperienza e un’opportunità. L’occasione per dedicarsi alla famiglia e a tante attività dimenticate a causa di uno stile di vita spesso troppo frenetico. Anche in questo caso ho ricevuto delle bellissime foto dai lettori e sono circa 70 le immagini accompagnate dall’hashtag dedicato a questo progetto: #cinqueraccontieunafiabaaitempidelcoronavirus mentre sono 250 quelle totali pubblicate in questi mesi con l’hashtag #doveCinqueRaccontieunaFiaba”.

Il libro scritto dalla giornalista abruzzese Edda Migliori narra storie che hanno in comune il tema della resilienza, della forza e della speranza.

I racconti si svolgono nel territorio abruzzese e sono quasi sempre declinati al femminile con protagoniste donne.

In questo libro, edito da Epigraphia, l’autrice affronta temi importanti, reali, toccanti e profondi; racconta di origini da ritrovare, di antichi insegnamenti dei nonni, di ritorni alla propria terra, di rispetto per il lavoro, di sacrifici e tanto sudore, di vigneti da “accudire” e di terre da coltivare, all’insegna di “Pane e fatije”, ovvero “Pane e lavoro”.

“Durante la settimana che precedeva l’8 Marzo avevo in programma ben tre nuove presentazioni legate alle celebrazioni della Giornata Internazionale della Donna, annullate a causa del lockdown. Inoltre nei mesi di Aprile e Maggio ce n’erano previste altre a Milano, Torino e sul Lago Maggiore – ha concluso l’autrice – Un tour interrotto prima ancora di iniziare ma che riprenderà nelle modalità più opportune non appena sarà possibile. Approfitto però per ringraziare tutte le persone che erano coinvolte in questi progetti e tutti i lettori che quotidianamente mi dimostrano, in mille favolosi modi, affetto e stima da tutta la Penisola ( e in alcuni casi dall’estero). Ci rivedremo presto e sarà bellissimo!”.

by Redazione

Al via da pochi giorni l’iniziativa promossa dai comuni dell’Unione Montana dei Comuni del Sangro finalizzata ad effettuare test immunocromatografici nei confronti di tutte le categorie a rischio e dei cittadini che ne faranno liberamente richiesta, con priorità per quelli che sono rientrati e che rientreranno da fuori regione.

“Il piano è stato ideato e  avviato – spiega il presidente dell’Unione Montana Arturo Scopino –  per salvaguardare al meglio la salute dei cittadini residenti in paesi che hanno avuto un solo caso accertato da Coronavirus”. I test, che saranno effettuati nei comuni di Montebello sul Sangro, Colledimezzo, Montelapiano, Monteferrante, Montenerodomo, Roio del Sangro, Rosello e Pietraferrazzana, sono rivolti sia alle categorie a rischio, quali dipendenti comunali, personale sanitario ecc., sia a tutti quei cittadini che manifesteranno la volontà di sottoporsi all’esame, con un’attenzione particolare rivolta a chi rientra da fuori regione.

“In estate c’è un forte incremento della popolazione dovuta al rientro di cittadini residenti all’estero o in varie città italiane e all’arrivo di turisti – spiega Scopino che è anche sindaco di Montelapiano – questo ci ha spinto, in qualità di amministratori locali,  a mettere a disposizione un servizio atto ad effettuare test con risposta rapida in modo da monitorare le persone che intendono volontariamente sottoporsi all’esame. Un modo, questo, anche per mettere a loro agio tutti coloro che tornano in paese garantendo loro un immediato e  adeguato inserimento nelle collettività locali che sono fortemente scosse dall’emergenza Covid-19”.

Gli screening, che rappresentano un’iniziativa singolare per l’intero Abruzzo, sono finalizzati alla rilevazione qualitativa di anticorpi specifici contro il COVID-19 presenti nel siero, nel plasma o nel sangue intero umani, sono di grande affidabilità scientifica a marchio CE,  e definiti STANDARD Q COVID-19 IgM/IgG Duo, tipo STANDARD M nCoV Real-Time Detection Kit, prodotti dalla ditta SD BIOSENSOR Inc., inserita nell’allegato 1 alla Circolare del Ministero della Salute del 3 Aprile 2020 per la produzione di dispositivi diagnostici per il rilevamento di SARS CoV- 2 RNA.

I cittadini che intendono volontariamente sottoporsi al test devono prenotarsi contattando gli uffici comunali, ritirare la modulistica appositamente predisposta dall’ente e consegnarla agli ambulatori autorizzati ad effettuare lo screening.

Al fine di contenere le spese sostenute per l’erogazione del  servizio, l’Unione Montana informa i fruitori che è gradita una libera donazione.

I comuni membri dell’Unione avevano già adottato, dall’inizio della fase due, linee guida condivise per la gestione del territorio e dei suoi residenti con indicazioni comuni rivolte alla collettività:  l’invito a utilizzare dispositivi di protezione anche nei luoghi all’aperto, il divieto di creare assembramenti rispettando il distanziamento interpersonale di almeno un metro e altre disposizioni per tutti coloro che sono rientrati o rientreranno nei singoli paesi per residenza o visita a congiunti.

by Redazione

L’emergenza Covid non ha fermato gli interventi di manutenzione straordinaria delle strade provinciali avviati nei mesi scorsi dalla Provincia di Chieti riguardanti le arterie del Distretto n. 6 per un importo complessivo di 4.450.000,00 di euro. Oggi sono stati inaugurati i cantieri che insistono sui comuni del Sangro a ridosso dell’Alto Vastese per un totale interventi di 1.760.000,00 €.

“Sono partiti questa mattina i lavori nei comuni di Atessa, Tornareccio, Archi, Perano, Castiglione Messer Marino, Montazzoli, Colledimezzo, Roio del Sangro, Monteferrante e Carpineto Sinello”, spiega il vice presidente della Provincia di Chieti Arturo Scopino. “Sono stati consegnati i lotti di intervento alle ditte appaltatrici – aggiunge Scopino – ed entro l’estate completeremo tutte le realizzazioni conseguenti al Masterplan per l’Abruzzo”. Questi gli importi dei singoli interventi ricadenti nei comuni del Sangro: 315mila euro per la S.P. 115 Perano Tornareccio, 550mila euro per la S.P. 152 Castiglione Messer Marino – Crocetta di Colledimezzo, 315mila euro per la S.P. 153 Colledimezzo – Borrello, 210mila euro per la S.P. Carpineto Sinello – Atessa e 370mila euro per la S.P. 216 ex S.S. 364 di Atessa.

I lavori del lotto A del Distretto 6 sono stati affidati alla ditta Conti e Mastroiacovo s.r.l. di Trivento (Is) e saranno completati entro la fine della bella stagione. La Provincia annuncia la realizzazione di nuovi interventi che saranno attuati con altri fondi e ricorda l’importanza del lavoro di sinergia svolto con il territorio. “I sindaci sono molto soddisfatti di quanto è stato e sarà realizzato – spiega Arturo Scopino –  Sono interventi, questi, che le amministrazioni comunali e i cittadini attendevano da tempo. Ma non bisogna dimenticare che le segnalazioni sono state fatte direttamente dalle amministrazioni locali, sono istanze che provengono dal territorio. Per questo sostengo che soltanto la collaborazione costante tra l’ente provinciale e le singole realtà territoriali possa portare a risultati davvero soddisfacenti”.

All’inaugurazione dei lavori di stamane c’era anche il sindaco di Atessa Giulio Borrelli che ha sottolineato:“Si tratta di un intervento molto importante che la Provincia realizza sul nostro territorio. La strada provinciale 216 è un’arteria di collegamento strategica tra Atessa e i paesi dell’entroterra e le sue condizioni disastrate rendono, non solo nella stagione invernale, molto difficili gli spostamenti che avvengono maggiormente per la fruizione dei servizi e per tutte le attività di lavoro. Non dimentichiamo che sono numerose le persone che dai paesi di montagna si spostano per ragioni di lavoro nella nostra zona industriale”.

“ Questo – aggiunge il sindaco Borrelli – è un territorio unico dal punto di vista naturalistico e monumentale. Rendere fruibile la viabilità permette  l’accesso a tutti coloro che vogliono godere delle bellezze che la zona custodisce, a partire dal convento quattrocentesco di San Pasquale alle rovine megalitiche sul Monte Pallano,  fino ai panorami incantevoli delle zone montane”.

by Redazione

Un viaggio avvincente tra le bellezze del paesaggio italiano in bici, un tour delle regioni in compagnia di due conduttori che non sono lo stereotipo dei volti televisivi ma i ragazzi della porta accanto, una coppia anche fuori dal set, l’abruzzese Federico Perrotta, attore teatrale, comico con all’attivo moltissimi spettacoli e la bellissima Valentina Olla, show girl televisiva ed ora attrice teatrale e cantante: sulla scia delle emozioni approda su Prime Video Bicibicitalia.

Il progetto nasce dalla intuizione di Stefano Gabriele, regista televisivo e cinematografico romano,  titolare di Framexs Multimedia, azienda che da anni è attiva nella produzione di contenuti cinematografici, televisivi e video in senso generale.

Federico e Valentina danno vita ad alcune gag e poi, pedalando raggiungono i luoghi che vogliono mostrare. Spesso si soffermano a parlare con persone comuni, anche con le istituzioni ma ancora più spesso incontrano degli ospiti illustri in ogni campo.

L’idea di fondo come spiega il regista “è quella di raccontare il nostro meraviglioso Paese, soprattutto nelle sue aree meno sfruttate e conosciute, attraverso un mezzo di trasporto ecologico, salutare e fruibile per tutti: la bicicletta. Non una bicicletta sportiva o estrema ma una bici adatta a tutti, alle famiglie, ai ragazzi e agli anziani”.

La produzione del programma è targata Format srl e il produttore  è Mauro Venditti che ha creduto nel progetto investendo in esso uno sforzo non indifferente: la troupe di 16 persone infatti si è mossa in tutta Italia nell’arco di due stagioni per un totale di 40 puntate (due per ogni regione di lavoro).

La troupe vede la presenza di figure professionali di alto livello come Gianluca Gallucci (D.O.P.  e steadicam operator), Iulian Calugaru (D.I.T. e drone pilot), Davide Zucchetti ( montatore), Lorenzo Gabriele (colorist) ed Eugenio Vatta autore di alcune musiche ma soprattutto responsabile del mixage audio.

Un altro valore aggiunto al programma rappresenta la sigla finale Bicibicitalia composta ed eseguita dai Tetes de Bois.

E’Zenit Distribution a chiudere l’accordo con Prime Video per la diffusione del format.

“Quando ci hanno offerto questo programma abbiamo pensato di realizzare un sogno: stavamo per girare l’Italia con un mezzo così bello comodo, ecologico”- spiegano Federico Perrotta e Valentina Olla.

“Durante la tappa in Abruzzo ero entusiasta di far conoscere non solo a mia moglie, ma anche a tutta la troupe, le bellezze incredibili della nostra regione che in un territorio relativamente stretto rispetto alle vastità di altre regioni, riesce a comprendere la montagna, la collina, il mare, la pianura ma soprattutto l’aspetto enogastronomico che non va sottovalutato – prosegue Federico. – Insieme agli autori abbiamo studiato il percorso: Santo Stefano di Sessanio con l’albergo diffuso e la camminata straordinaria verso Campo Imperatore, un viaggio nell’anima per vari motivi”.

Il tuffo tra le bellezze d’Abruzzo, da sempre meta di turisti in qualsiasi stagione ha regalato grandi emozioni ma la passeggiata tutta abruzzese non finisce qui infatti come anticipano gli artisti, “siamo scesi anche giù a valle e tra centinaia di chilometri della costa abruzzese abbiamo scelto quella un po’ più rude e dunque la Costa dei Trabocchi ed è li che abbiamo testato il romanticismo di potersi affacciare sul mare da questa terrazza chiamata ‘trabocco’ e sorseggiare un calice di Pecorino locale guardando il tramonto sul mare: un’esperienza straordinaria”. Proprio in questa regione Federico e Valentina, hanno incontrato due grandi nomi: Stefano Magni ed Arianna Ciampoli.

Bicibicitalia in Abruzzo

Così concludono gli artisti: “tutto questo si lega molto bene con le iniziative dalla Regione Abruzzo che da anni sta lavorando sul cicloturismo: a noi piace la bicicletta slow, che va piano e con la quale è possibile godere di paesaggi straordinari insieme a tutta la famiglia”.

Il tour ‘virtuale’ tra le bellezze italiane di Bicibicitalia è già disponibile su Prime Video.

by Redazione
federazione italiana bocce

In relazione alle ordinanze emanate dalle Regioni e dai Comuni in merito alla ripresa dell’attività negli impianti sportivi, bocciofile comprese, si ravvisa che spesso tali ordinanze sono in contraddizione tra loro e che in alcuni casi permettono la pratica all’aperto, in altri casi consigliano la pratica all’aperto, in altri casi ancora permettono l’uso degli impianti sportivi e a volte includono lo sport delle bocce nelle attività permesse, in altre non menzionano lo sport delle bocce fra le attività permesse.

La FIB (Federazione Italiana Bocce), nel pieno rispetto delle norme emanate dal Governo nazionale, ha consentito, al momento, esclusivamente l’allenamento in forma individuale degli atleti di interesse nazionale.

È evidente che la FIB non può predisporre piani di riapertura dell’attività sportiva sulla base di decine di ordinanze regionali e comunali di differente contenuto.

Pertanto, la Federazione continuerà ad attenersi alle disposizioni del Governo nazionale che per loro natura stabiliscono regole e parametri uguali per tutto il territorio nazionale.

Si sottolinea infine che, laddove le ordinanze locali lo consentano, la riapertura dell’attività esula dalle autorizzazioni federali per la ripresa dell’attività nelle bocciofile e per l’eventuale riapertura dell’attività federale ufficiale.

La responsabilità di tali aperture ed il rispetto di tutti i protocolli igienico-sanitari sono di esclusiva competenza dei Presidenti delle Società in accordo con i Comuni, se proprietari, e che tutte le tutele previste dai protocolli di sicurezza devono essere rispettate verificando inoltre la validità delle coperture assicurative per lo svolgimento dell’attività all’interno dei Bocciodromi.

by Redazione