Ha preso il via lo scorso 22 aprile, la campagna di beneficenza “Non vi lasciamo soli” promossa da Anna Ricca e Matteo Pantalone, fondatori di Studio 214 di Francavilla al Mare.
“Nella vita come nell’arte, la sensibilità è un grande dono. Facendo nostra questa filosofia, abbiamo avviato questa raccolta fondi con l’obiettivo di offrire un aiuto concreto per sostenere l’intera comunità nella lotta contro l’emergenza Covid-19″ – afferma Matteo.
Prosegue Anna: “per questa iniziativa solidale abbiamo messo a disposizione 5 scatti fotografici del mio progetto fotografico Urban Pastel e si potrà scegliere il proprio scatto preferito che stamperemo a tiratura limitata e autenticata dal nostro studio fotografico”.
La gran parte del ricavato sarà devoluto in beneficenza all’Azienda sanitaria locale di Lanciano, Vasto e Chieti per l’acquisto di attrezzature destinate ai reparti di terapia intensiva dei rispettivi presidi ospedalieri sicuri che ogni singolo gesto ha un immenso valore.
“Tante fotografie danno vita ad un grande album, allo stesso modo ogni contribuito alimenterà il supporto di cui abbiamo bisogno per vincere questa battaglia, insieme”– affermano.
Maggiori info su www.studio214.it e sui propri canali social.
In concomitanza con l’avvio della fase 2 legata alla contenimento dell’epidemia COVID-19, l’amministrazione comunale di Teramo, l’assessore Maurizio Verna e il gestore delle linee di trasporto pubblico locale, hanno concordato la riattivazione di alcune prime corse urbane.
Così da lunedì 4 maggio, riprenderanno ad essere attive due corse della linea 1 – 7:30 e 8:30 e una della linea 3, a metà mattinata.
I mezzi di trasporto saranno attrezzati nel rispetto di tutte le prescrizioni indicate dai decreti governativi e dalle ordinanze sindacali.
Nello specifico si ricorda che:
gli utenti non potranno usare il trasporto pubblico se si hanno sintomi di infezioni respiratorie acute quali febbre, tosse e congiuntivite;
dovranno acquistare, se possibile, i biglietti tramite SMS al numero 4850304 scrivendo Baltour ed esibendo poi il messaggio ricevuto al controllore;
seguire la segnaletica e i percorsi indicati all’interno delle stazioni o alle fermate, mantenendo sempre la distanza di 1 m dalle altre persone;
utilizzare le porte di accesso ai mezzi indicate per la salita e la discesa, rispettando sempre la distanza di sicurezza;
sedersi solo nei posti consentiti, mantenendo il distanziamento degli altri occupanti;
evitare di avvicinarsi e chiedere informazioni al conducente;
usare mascherine.
Un’apposita segnaletica sarà posizionata all’interno dei mezzi stessi per facilitare il rispetto delle norme.
Già prima dell’emergenza Coronavirus, più di un terzo della popolazione abruzzese viveva in una situazione di fragilità economica: ora questa fascia rischia di ampliarsi in maniera preoccupante, mettendo a rischio la tenuta sociale dell’Abruzzo.
È l’allarme lanciato da Massimiliano Monetti (nella foto), presidente di Confcooperative Abruzzo, che snocciola i dati di un’analisi del reddito Irpef degli abruzzesi nel 2017, realizzata dal Centro Studi dell’Agenzia per l’Abitare, il consorzio di Confcooperative Abruzzo che si occupa di dinamiche urbane, social housing, servizi all’abitazione e via dicendo.
Se il reddito medio in regione si attesta a 18.703 euro, già più basso di quello nazionale pari a 20.940 euro, il 63,05 per cento dei contribuenti si attesta sotto questa soglia: un dato che già da solo parla di un potere di acquisto e di spesa ridotto per oltre la metà degli abruzzesi.
All’interno di questa maggioranza, l’1,10% (pari a 9.789 contribuenti) vive in totale emergenza, con un reddito pari a zero, e il 34,61%, equivalente a 309.363 contribuenti, oltre un terzo del totale, in una situazione di fragilità economica, con redditi che vanno da 0 a 10mila euro annui, per un massimo di 833 euro al mese.
A seguire, il 12,01% (137.054 contribuenti) vive con redditi tra i 10 mila e i 15mila euro (max 1.250 euro al mese) e 15,34 % (107.305 contribuenti) con redditi tra i 15mila e i 18mila euro, per un massimo di 1.500 euro al mese.
Commenta Monetti:
Già il quadro di partenza non è rassicurante.
Con la crisi economica che si preannuncia particolarmente dura, moltissime persone perderanno il lavoro e quindi la fascia di popolazione fragile, che oggi vive con meno di 800 euro al mese, aumenterà significativamente, con quel che ne consegue in termini di capacità di spesa e di accesso a servizi essenziali come la salute e l’assistenza.
In tanti si preoccupano giustamente per la ripresa economica, ma al tempo stesso dobbiamo essere pronti a fronteggiare un’emergenza sociale.
Confcooperative Abruzzo dunque lancia l’allarme:
Oggi più che mai è indispensabile strutturare un sistema di welfare integrato di territorio, che sul territorio sappia farsi capace di sostenere queste fragilità.
Il mondo della cooperazione ancora una volta è pronto a fare la sua parte, nella certezza che lo Stato da solo non può farcela ad affrontare questa situazione mentre il privato, attento solo alla redditività, non può garantire servizi a una fascia di popolazione che non può più permetterseli.
Si agisca subito, prima che la crisi da economica si trasformi in vera e propria emergenza sociale.
Rabbia, delusione, timori per il futuro delle proprie attività.
E’ l’amaro menu – è il caso di dirlo – che compone ogni giorno il pasto di migliaia di operatori abruzzesi legati a vario modo alla filiera produttiva del cibo: aziende di produzione, bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, pasticcerie, rosticcerie. Ma pure banchetti e catering, settori tutt’altro che di nicchia, che lo stop alle cerimonie religiose e civili (battesimi, prime comunioni, matrimoni) sta letteralmente radendo al suolo.
La sveglia di un malcontento generalizzato è suonata alla lettura del testo del Dpcm del 26 aprile scorso, che nulla dice sulle tanto richieste aperture: che stando invece alle parole del Premier slitteranno a giugno.
Che in ballo ci sia il destino di tanti, lo conferma la forza dei numeri, il cui linguaggio è universale: in Abruzzo ci sono circa 11mila aziende, stando ai dati di Movimprese.
Così, mentre a condire il tutto si profila pure uno scontro di carattere istituzionale – con la Regione che promette di anticipare “motu proprio” la riapertura – le preoccupazioni che vivono le imprese della ristorazione, che si dicono perfettamente informate della problematica della sicurezza, sono quelle di ristabilire innanzi tutto un clima di fiducia.
Capire cosa voglia dire realmente il rispetto delle distanze di sicurezza, perché almeno un metro potrebbe imporre a ristoranti, bar, pizzerie forse un dimezzamento delle sedute e degli ingressi, con gravi conseguenze per l’occupazione.
Senza contare che, senza riaperture, finiranno nel cassonetto dell’immondizia quantità industriali di prodotti e scorte di magazzino scaduti.
“Serve un piano di ripresa con regole certe: la stagione estiva è alle porte: gelaterie e pasticcerie hanno bisogno non solo di riaprire a pieno regime ma soprattutto di sapere come riaprire. L’aspetto dell’igiene è determinante sia dalla parte degli imprenditori sia da quella dei clienti. Ma indebitarsi senza regole certe non vale la pena: è necessario eliminare tutti i lacci e lacciuoli della burocrazia da qui ai prossimi sei mesi, ed è per questo che CNA Alimentare chiede a tutti i 305 comuni abruzzesi di concedere l’occupazione del suolo pubblico all’aperto gratis e a quelli impossibilitati di sostenere un possibile trasferimento di locazione con l’aiuto del credito di imposta” dice Antonella Antenucci, titolare a Cupello di un’azienda che produce confetture e marmellate “Colline di Evagrio”, presidente regionale di CNA Alimentare.
Antonella Antenucci
Sulla condizione di stremo del settore insiste Giulia Mistichelli (nella foto), presidente a Pescara di Cna Giovani Imprenditori, titolare di Santa Ignoranza:
Senza aiuti concreti da parte del governo sarà difficile per molti ripartire e poter continuare a garantire un lavoro ai propri collaboratori.
I ristoratori hanno bisogno informazioni e tempistiche chiare per poter capire come riprogrammare la propria attività.
Un ristorante o un locale, poi, non vendono solo del cibo o bevande, ma anche atmosfera: molti di noi si stanno attrezzando con asporto per cercare di tamponare le spese che comunque si sono accumulate nei mesi di chiusura, ma vogliamo tornare a fare il nostro lavoro e abbiamo bisogno di sapere le nuove regole del gioco.
A inquadrare i problemi serissimi della filiera di banchetti e catering è Laura Del Vinaccio, che sulle colline di Mosciano Sant’Angelo gestisce “Borgo Spoltino”:
Di questo settore non parla nessuno, eppure muove grandi numeri e soprattutto si collega a una filiera che dà occupazione anche all’indotto con hotel, agriturismi, b&b, escursioni.
Le ombre nel nostro settore si allungano dal presente al futuro, perché sono state cancellate decine di prenotazioni fino a luglio: se non si fanno cerimonie religiose o civili poi non si festeggia.
Tanto per capirsi, per la mia azienda rappresentano il 90% del fatturato.
Abbiamo provato a lavorare con la consegna a domicilio, ma non funziona: un conto è stare in una realtà urbana, altra cosa in campagna.
Laura Del Vinaccio
Proprio sui legami tra tavola, turismo e sulle possibilità di movimento delle persone, pone l’accento Gino Di Masso, titolare nella splendida Scanno, oltre che di una pasticceria e di un caffè, dell’azienda produttrice del Pan dell’Orso:
Il problema è legato soprattutto al post riapertura: ora scontiamo la caduta dei ricavi dovuti all’assenza di clienti.
Certo, siamo consapevoli del periodo eccezionale e siamo disponibili a stringere i denti, ma è necessario un piano sul dopo, perché il legame tra settore alimentare, prodotti tipici e turismo è indissolubile.
C’è un grande potenziale nei bambini e per farlo emergere occorre ascoltare ed evitare alcuni atteggiamenti.
Ma come fare per far sbocciare al meglio figli e nipoti? Come fare per migliorare la quotidianità in casa insieme a bambini e adolescenti?
Dopo il sold out del primo incontro, ecco il secondo webinar Come fare per diventare genitori migliori! organizzato da Medicina per Me! e la coach adolescenziale dottoressa Roberta Cesaroni.
L’appuntamento online, nel quale è possibile anche fare domande alla coach, è per giovedì 30 aprile alle ore 17.30: per scoprire insieme, con riflessioni e suggerimenti pratici, come rigenerare la quotidianità in casa insieme a bambini e adolescenti e, di riflesso, la relazione.
È indubbiamente difficile essere genitore ed essere figlio in questo periodo di clausura. Avere in casa adolescenti e bambini piccoli richiede impegno, energia, comprensione, amore e pazienza. I genitori sono messi molto alla prova e lo sono, è importante non dimenticarlo, i più piccoli e i ragazzi. E allora come si può fare per sopravvivere, vivere e non far affogare i rapporti genitori-figli?
Durante il webinar dialogheranno la dottoressa Roberta Cesaroni e la giornalista Agnese Testadiferro, curatrice del format Medicina per Me!.
“A volte basta poco per fare la differenza nel rapporto genitore-figlio, ma per poter cambiare il proprio approccio è necessario capire in profondità l’importanza di ogni piccolo passo verso l’altro e allenarsi ad ascoltare con il cuore mettendo da parte preconcetti e atteggiamenti negativi – spiegano le organizzatrici – Con questo webinar vogliamo parlare in modo diretto e semplice ai genitori di bambini e adolescenti che in questo periodo di convivenza h24 7 giorni su 7, stanno sperimentando nuove emozioni non sempre facili da gestire. Guardiamo il lato positivo di questo periodo: il tempo per poter rafforzare le basi dei rapporti familiari e costruire, con i giusti strumenti, solide relazioni in cui ad emergere saranno fiducia e autostima, sia per i grandi, i giovanissimi e i più piccoli”.
Seguirà poi il link specifico per collegarsi al webinar. Iscrizione gratuita.
Il format Medicina per Me! nasce nel 2016 dall’idea della giornalista Agnese Testadiferro specializzata in giornalismo scientifico.
Il format ha l’obiettivo di divulgare, attraverso incontri a tu per tu con i professionisti della medicina, argomenti di salute e benessere attraverso un linguaggio semplice e ben comprensibile, senza l’uso di tecnicismi poco comprensibili.
Siamo ristretti nelle nostre dimore, ma vogliamo mantenere aperta la comunicazione con la nostra comunità e impegnarla non solo col programma culturale che stiamo sviluppando sul web, ma con una iniziativa concreta di solidarietà verso gli operatori sanitari in prima fila nel contrastare il morbo del Coronavirus.
Queste le parole di Massimo Palladini, presidente della Sezione Italia Nostra di Pescara e Domenico Valente presidente del Consiglio delle Sezioni Italia Nostra d’Abruzzo
“Per questo – proseguono – abbiamo fatto appello ad un gruppo di artisti, soci o amici di Italia Nostra, chiedendogli in dono delle opere, sicuri della loro sensibilità in questo momento difficile;abbiamo quindi organizzato un’asta via Internet, che chiameremo Entusi-ASTA per rimarcare la fiducia con cui tutti dobbiamo guardare al dopo pandemia”.
Verranno esposte le opere in un catalogo digitale e raccoglieremo le offerte on-line tramite le nostre piattaforme per assegnarle al miglior offerente.
Chi se le sarà aggiudicate avrà fatto un ottimo affare per il valore dei pezzi in catalogo, tutti di ottimi artisti e per il plusvalore di bontà di cui sono carichi.
Gli artisti sono: Gabriella Albertini, Nicola Costanzo, Francesco Di Lauro, Antonio Matarazzo, Albano Paolinelli, Ippolita Ranù, Mimmo Sarchiapone.
Le somme raccolte saranno utilizzate per acquisto e donazione di materiale di consumo per la protezione degli operatori dei reparti impegnati nell’emergenza Covid-19 dell’ospedale civile di Pescara.
“Fiduciosi in una partecipazione numerosa – concludono – informeremo quotidianamente, mediante il nostro sito web www.italianostra.pescara.it, associati ed opinione pubblica sugli esiti della nostra Entusi-ASTA che avrà inizio alle ore 19 del 30 aprile e si concluderà, con l’ultima offerta pervenuta su detto sito, alle ore 19 del 9 maggio”.
Cover per mascherine, come quelle per i cellulari, per far sì che i bambini indossino più facilmente, e con il sorriso, i dispositivi di protezione.
Parte dall’Abruzzo l’idea, la prima nel suo genere, destinata a rivoluzionare il settore delle mascherine. Disegni, slogan, supereroi, bandiere e, soprattutto, tanti colori e tanta fantasia: elementi che rispecchiano le personalità, il gusto e le diverse passioni dei più piccoli, consentendo di coprire i più anonimi modelli tradizionali che cancellano le espressioni del volto.
Proteggersi con il sorriso è lo slogan del progetto lanciato da un giovane imprenditore che ha registrato il marchio #andratuttobene e creato il sito covermascherine.com.
Vero e proprio boom subito dopo il lancio: nel giro di una settimana sono quasi diecimila gli ordini e decine di migliaia gli accessi al sito e sui social network.
Trentasette anni, creativo, imprenditore immobiliare con trascorsi nel mondo della moda e della comunicazione, è il pescarese Alessio Sarra ad aver ideato, durante l’isolamento sociale, all’inizio dell’emergenza, il progetto che coinvolge anche Stefano Esposto, operatore del settore moda, e Luca Gialluca, il quale, con le sue sarte, realizza materialmente le cover per Sarra. La produzione avviene tra Silvi e San Giovanni Teatino.
Lavorazione sartoriale artigianale, materiali di alta qualità e certificati, doppio strato di cotone con certificazione di antitossicità, stampa fronte retro, ferretti per il fit del naso e mollette resistenti. Le cover #andratuttobene sono assolutamente Made in Italy.
Sono studiate per coprire ed adattarsi ad ogni genere di mascherina, nonché lavabili e riutilizzabili, come un qualsiasi capo di abbigliamento.
Dai disegni ai colori di ogni tipo, dagli slogan che ironizzano sul virus, alle bandiere degli stati, dai supereroi ai colori della squadra del cuore, le cover rispecchiano i gusti, le sensibilità e gli interessi di ogni bambino.
Tanti gli ordini arrivati da parafarmacie, negozi di moda, tabaccherie e attività di vario genere, dove le cover possono essere posizionate e messe in vendita in espositori a tema. Si sta inoltre lavorando su prodotti personalizzati aziendali e tanti imprenditori ne hanno ordinati in quantità per i propri dipendenti. E per i più grandi c’è il progetto “Proteggersi con stile!”, la cui filosofia di base è sostanzialmente la stessa, che prevede anche la linea business destinata alle occasioni di lavoro. Si stanno inoltre studiando modelli con filtro, cioè mascherine pronte all’uso, e altre in tessuto non tessuto.
“L’idea – racconta Sarra – è nata nelle prime 24ore di isolamento, mentre ero a casa con mia moglie e i nostri due figli. Ho subito immaginato quanto sarebbe stato difficile far indossare loro le mascherine. E ho pensato immediatamente a quando si uscirà da questa situazione e, soprattutto, a come lo faranno i più piccoli. L’obiettivo, infatti, è anche quello di porre i bambini al centro del dibattito, perché, in prospettiva, saranno le vere vittime di questa emergenza. I bimbi non vanno più a scuola, non vedono più gli amici e, a breve, quando si potrà uscire di casa, dovranno rispettare una distanza che fanno fatica a comprendere e dovranno indossare la mascherina. Probabilmente con una cover personalizzata e colorata useranno i dispositivi di protezione più volentieri e, magari, anche con un pizzico di entusiasmo. In questo modo si consente ai più piccoli di affrontare con più serenità le fasi successive dell’emergenza e ai genitori di riuscire a proteggere più facilmente i propri figli. La produzione procede spedita e i primi riscontri superano ogni aspettativa. Segno che forse abbiamo colto un’esigenza molto sentita – conclude l’imprenditore – cioè l’attenzione per i più piccoli”.
Incomprensibile e inaccettabile. Così Confartigianato Chieti L’Aquila definisce la decisione del Governo di rinviare al 1° giugno la riapertura di acconciatori e centri estetici.
Concreto, secondo l’associazione, il rischio di ripercussioni sull’occupazione, in un settore che in Abruzzo dà lavoro a migliaia di operatori.
La perdita economica, secondo le stime dell’associazione, è di svariate decine di milioni di euro, pari al 20% circa del fatturato annuo.
Oltre ad una crescita esponenziale del fenomeno dell’abusivismo, il rischio, ora, è che molti addetti non ce la facciano a ripartire.
“Il 4 maggio saranno nove settimane di chiusura. E’ impensabile chiedere di stare fermi altre quattro settimane – afferma il presidente Confartigianato Acconciatori Chieti L’Aquila, Denis Iezzi (nella foto) – Tutto questo non farà altro che alimentare il sommerso, sia perché i clienti non vogliono più attendere sia perché gli operatori non riescono più a reggere dato che lo Stato non li aiuta. Di conseguenza c’è chi è disposto a correre rischi”.
“La decisione di attendere il primo giugno è inaccettabile ed incomprensibile. Ci dicono che dobbiamo abituarci a convivere con il virus, ma allora perché aspettare un altro mese? Ci insegnassero a convivere con il Covid-19. Con senso di responsabilità abbiamo elaborato tempestive proposte dettagliate su come tornare a svolgere queste attività osservando scrupolosamente le indicazioni su distanziamento, dispositivi di protezione individuale, igiene e sanificazione. Proposte che penalizzano fortemente il lavoro, ma della cui importanza siamo consapevoli. Il primo giugno – aggiunge – cosa potremo fare di più rispetto ad oggi? E’ inammissibile”.
“E’ fondamentale, a questo punto, inasprire i controlli contro l’abusivismo e cercare di arginare quanto più possibile il lavoro sommerso. La nostra associazione, su tutti i livelli, dal nazionale a quelli locali – conclude Iezzi – non resterà in silenzio e farà la sua parte”.
La macchina della solidarietà abruzzese non si ferma, la voglia di aiutare gli altri e mettersi a disposizione della comunità è sempre elevata come nel caso del fashion designer Simone Racioppo.
Lo stilista abruzzese di fama internazionale infatti, dopo aver donato un suo abito all’interno della campagna “Doniamo un respiro” insieme a Kiwanis di Varese, si sta dedicando alla produzione di mascherine.
Una nuova produzione dunque volta anche ad aiutare che in questo momento è in difficoltà: “Ho pensato di aiutare chi non può permettersi l’acquisto di mascherine donandone dalla mia produzione”.
Una produzione fatta interamente a mano realizzate “a forma”: “Hanno cioè un taglio particolare con il disegno di mento e naso che permettono un’adesione perfetta agevolando così anche la respirazione. Il tutto ovviamente dopo prove di modellistica”.
“Sono mascherine – prosegue Racioppo – in puro cotone con all’interno un filtro in tessuto non tessuto che può essere lavato in acqua corrente insieme alla mascherina stessa”.
Anche una linea fashion di alta moda: “Sì, realizzo anche mascherine in pizzo francese ricamate a mano con cristalli di Swarovski”.
Per acquistare e ricevere la mascherina, si può contattare lo stilista sulle sue pagine social di Instagram e Facebook.
Idee per disegnare, per interventi artistici da fare insieme, per un ballo o per ascoltare l’oroscopo. Il tutto online, da una pagina Facebook nata in questi giorni di lockdown.
L’iniziativa è a cura del Centro Avalon, associazione di Pescara che si rivolge alla crescita della consapevolezza personale ed allo sviluppo.
Ecco quindi Il tesoro del tempo, senza coperchio uno spazio per svagarsi e per andare incontro alle esigenze dei genitori, in compagnia della pentola Potty.
Il nome è stato scelto coinvolgendo gli stessi utenti della pagina.
“Dallo scenario generale del momento – spiegano dal Centro Avalon – emerge che in famiglia si creano tensioni perché i genitori hanno difficoltà a intrattenere i bambini per tante ore al giorno, essendo di fronte ad una quotidianità che non è quella usuale. Quindi abbiamo voluto creare uno spazio di evasione, anche a fini educativi, anche per stemperare le tensioni e facilitare i genitori nella gestione del tempo del bambino”.
La realizzazione della pagina è di Luciano D’Amore, del duo comico Uno e due e vede la partecipazione di collaboratori del Centro Avalon nonché di Anastasia animazione. Con il contributo degli stessi utenti, di mamme e papà che condividono la loro esperienza e suggeriscono link interessanti per l’intrattenimento dei bambini.