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Tag Archives: Economia abruzzo

occupazione

L’Abruzzo nel 2020 perde 9.306 occupati rispetto al 2019, con una flessione dell’1,87%, comunque migliore se paragonata al -1,95% dell’Italia e al -2,03% del Mezzogiorno.  Estremamente consistente, però, il calo registrato nel quarto trimestre dello scorso anno: 9.344 occupati in meno, pari al -1,87%, dato peggiore sia della media nazionale (-1,77%) sia di quella del Mezzogiorno (-0,79%).

E’ quanto rileva la Cgil Abruzzo Molise, secondo cui “l’andamento occupazionale è strettamente legato all’andamento della pandemia e per favorire la ripresa del mercato del lavoro è fondamentale contrastare la diffusione del virus e procedere rapidamente con la campagna vaccinale”.

“Spiccano i dati del quarto trimestre – commenta il segretario generale della Cgil Abruzzo Molise, Carmine Ranieri – Tra le regioni del Mezzogiorno peggio dell’Abruzzo ci sono solo Molise e Sardegna. Dopo il crollo dell’occupazione nel primo trimestre del 2020 (-22mila unità pari al -4,5%), nel secondo e terzo trimestre vi era stata una lieve ripresa, ma il quarto trimestre ha visto un nuovo calo importante dell’occupazione”.

“E’ evidente – sottolinea il segretario – come i livelli occupazionali abbiano una forte correlazione con l’andamento della pandemia e delle restrizioni imposte alle attività economiche. Da questo punto di vista, l’aver registrato un aumento dei contagi nella parte finale dell’anno ed in particolare nel periodo natalizio ha costituito un problema per l’occupazione in Abruzzo”.

“Alla luce di tutto questo, la vera priorità della Regione deve essere quella della lotta alla pandemia, soprattutto per garantire il diritto alla salute dei cittadini, ma anche per far ripartire al più presto l’economia regionale e l’occupazione. Da questo punto di vista solo una ampia e rapida campagna di vaccinazione, un efficace sistema di tracciamento ed adeguate misure di prevenzione del contagio – conclude Ranieri – potranno far ripartire l’economia e far tornare a crescere i livelli occupazionali”.

by francesca
Uil Abruzzo

Come sempre, è la realtà a dettare legge: nonostante l’avvio della campagna di vaccinazione, la gestione sanitaria dell’emergenza rimane la priorità, seguita dal rilancio del lavoro e dell’occupazione.

È quanto chiede la Uil a livello nazionale con una propria piattaforma pubblicata in questi giorni. È quanto chiede il sindacato anche a livello regionale.

Dice Michele Lombardo, segretario generale Uil Abruzzo:

Nel ribadire che l’organizzazione sanitaria è di competenza regionale, rimarchiamo ancora una volta che senza un sistema in grado di contenere le potenti ondate cui stiamo assistendo ogni altro discorso ha senso fino ad un certo punto.

La permanenza dell’Abruzzo in zona gialla per un periodo molto limitato sta lì a dimostrare che il sistema sanitario regionale è ancora debole e quindi va rinforzato strutturalmente.

Per questo, crediamo che il 2021 debba connotarsi come l’anno della svolta, con il consolidamento della nostra sanità regionale, anche per evitare situazioni come quelle dei mesi scorsi, quando a causa della pressione sugli ospedali siamo finiti in zone con forti penalizzazioni per la nostra economia.

La garanzia del diritto alla salute, in questa fase di incertezze, è di assoluta priorità.

Altrettanto rilevante è la necessaria opera di sensibilizzazione sulle vaccinazioni come atto di responsabilità e di dovere civico.

Pensiamo che i tagli ed i ritardi nel rinnovamento del sistema sanitario siano stati un segno di inciviltà.

La sanità deve essere una delle fondamenta nell’opera di ricostruzione economica e sociale del nostro paese.

È il momento di ricorrere a tutti gli strumenti per invertire la rotta, a cominciare dall’utilizzo delle risorse del Mes.

Connesso al tema della sanità, è quello del lavoro:

Poniamo le basi per creare nuova occupazione e di qualità per i tanti giovani e le tante donne che dobbiamo inserire nel mondo del lavoro.

Alla Regione, in particolare, anche in questo campo chiediamo una svolta: non solo investimenti per l’occupazione ma anche la velocizzazione delle pratiche per la liquidazione dei sostegni promessi con le varie leggi Cura Abruzzo, visto che ad oggi solamente una parte è finita realmente nelle tasche dei beneficiari.

E alla Regione chiediamo di tornare ad avere una politica industriale capace di individuare i settori realmente strategici, come quelli connessi alla grande industria, comprese tutte le realtà che generano il nostro Pil regionale.

Anche perché, non dimentichiamolo, salvo cambiamenti a fine marzo finirà il blocco dei licenziamenti: se avremo seminato per il futuro o avremo perso tempo lo si vedrà proprio allora.

by Redazione
Export abruzzese

I danni causati dalla pandemia all’export abruzzese risparmiano il comparto farmaceutico, che grazie alle sue performance permette di contenere una crisi generale, ed alla provincia aquilana di imporsi con il risultato di gran lunga migliore tra i diversi territori.

Tutto questo mentre crollano i risultati di altri settori, a cominciare dalla produzione di mezzi di trasporto, che da sempre rappresenta la punta di diamante dell’export regionale.

E’ quanto emerge dallo studio realizzato per la Cna Abruzzo, su dati Istat, da Aldo Ronci, relativo all’andamento delle esportazioni tra gennaio e settembre dello scorso anno: una ricerca in cui spicca soprattutto il risultato clamoroso del settore farmaceutico.

“L’export degli articoli farmaceutici – illustra l’autore – registra uno strepitoso incremento di 229 milioni, che in percentuale vuol dire 107,8% in più, 14 volte superiore a quello italiano che è del 7,6%”. 

Un risultato lusinghiero che conosce una destinazione su tutte: gli Stati Uniti e il loro mercato, che assorbono ben 228 milioni complessivi.

Il risultato, di per sé eccezionale, consegna al territorio aquilano, dove hanno sede gli stabilimenti più importanti, il primato assoluto in Abruzzo: anche perché è l’unico a poter esibire il segno “+” davanti ai suoi valori, visto che nell’insieme vanta un aumento di 244 milioni di euro, cui conferisce un sostegno poderoso proprio il comparto della farmaceutica, con ben 205 milioni di incremento.

Come detto, però, la crisi generata dal Covid-19 ha inciso profondamente in negativo sui risultati complessivi dell’export.

Lo confermano innanzi tutto i valori assoluti: perché se nei primi nove mesi del 2019 ammontava complessivamente a 6 miliardi e 478 milioni, dodici mesi dopo l’Abruzzo deve fare i conti con cifre assai ridimensionate (5 miliardi e 752 milioni) che si traducono in una flessione di ben 726 milioni.

E poi perché ad essere colpito nel modo più pesante è stato soprattutto il settore dei mezzi di trasporto, che ha subito una caduta di 654 milioni, con una decrescita del 19%.

Con il farmaceutico, dice ancora lo studio, a passarsela bene sono stati anche il settore delle apparecchiature elettroniche, cresciuto di 36 milioni (+24,2%) e quello dell’alimentare (+19 milioni).

Quanto ai territori, ovviamente, a determinare le gerarchie nella classifica dei risultati ottenuti è l’andamento dei settori di riferimento.

Così, se la farmaceutica ha permesso all’Aquilano di diventare la sola provincia con valori positivi (+244 milioni), la caduta speculare dei trasporti sospinge il Chietino all’ultimo posto (-753 milioni), con note assai negative anche per plastica e gomma (-88 milioni) e macchinari (-48).

Anche il Teramano presenta un quadro in evidente affanno (-215 milioni, ben 81 dei quali provocati dai problemi dell’abbigliamento), mentre il solo Pescarese resta più o meno in linea di galleggiamento: solo 2 milioni di perdite.

 

by Redazione
Festività in Abruzzo

In Abruzzo, a dicembre, mese delle festività di Natale, le famiglie, secondo le stime, spenderanno 287 milioni di euro per prodotti alimentari e bevande, pari al 60,8% del totale della spesa del mese in prodotti e servizi tipici del Natale.

La cifra complessiva scende rispetto ai 322 milioni dello scorso anno, ma tutto sommato regge, considerato il difficile momento dovuto alla pandemia da Covid-19.

Del totale, 84 milioni verranno spesi in provincia di Chieti (-11 mln), 69 in provincia di Pescara (-9 mln), 67 in provincia dell’Aquila (-8) e 66 in provincia di Teramo (-8).

Centoquarantanove prodotti agroalimentari tradizionali, molti dei quali tipici proprio del periodo natalizio, e undici quelli “di qualità”, tra Dop, Igp e Stg.

Lo rileva un’indagine del Centro studi di Confartigianato Imprese Chieti L’Aquila.

Dai dati emerge chiaramente la vocazione artigiana della food economy abruzzese: il 18,2% del totale degli addetti delle imprese del settore (16,1% in Italia) – cioè 7.151 operatori – lavora nell’artigianato, dato che colloca l’Abruzzo al nono posto della classifica nazionale.

Nella regione, al terzo trimestre del 2020, sono attive 2.320 imprese artigiane. Il peso dell’artigianato alimentare sull’artigianato totale è pari al 7,9%.

A fronte della tenuta del settore alimentare manifatturiero, la crisi Covid-19 ha determinato effetti pesanti sulle imprese della ristorazione.

In attesa dei dati ufficiali, non si può non evidenziare che nei primi tre trimestri del 2020 il fatturato dei servizi di ristorazione ha registrato un drastico calo del fatturato.

Di conseguenza, segnali di fragilità provengono dal mercato del lavoro, con l’occupazione nei settori della food economy che scende in modo significativo, più del resto dell’economia.

“I nostri prodotti del territorio – sottolinea il direttore di Confartigianato Chieti L’Aquila, Daniele Giangiulli – hanno una qualità eccellente. Ora più che mai, soprattutto a Natale, periodo in cui i consumi aumentano, bisogna sostenere le attività locali, affinché possano ripartire. In una logica di promozione e rilancio del ‘made in Abruzzo’ invitiamo la cittadinanza ad acquistare produzioni locali. In questo momento è fondamentale preferire le prelibatezze tipicamente abruzzesi, non solo per un discorso di qualità alimentare, ma anche per contribuire, a partire da un piccolo gesto, quale l’acquisto di un regalo o di un dolce, al rilancio dell’economia locale, del suo artigianato e delle sue micro e piccole imprese, messe in ginocchio dalla gravissima crisi conseguente all’emergenza sanitaria”.

Cna Abruzzo

Entro la fine dell’anno devono essere corrisposti a quanti ne hanno diritto i fondi previsti dalle diverse misure di ristoro volute dalla Regione Abruzzo. Anche a costo di lavorare senza soluzione di continuità nei giorni festivi.

Lo sostiene il presidente regionale di Cna Abruzzo, Savino Saraceni, che chiede “alla giunta regionale e al presidente Marsilio di dire ai cittadini e agli imprenditori come stanno effettivamente le cose, indicando tempi e modi in cui avverrà effettivamente l’erogazione. Perché adesso al caos di aperture e chiusure non si può sommare il rinvio a data da destinare di quanto promesso”.

L’Abruzzo – prosegue – versa in una situazione estremamente preoccupante, per via della particolare situazione in  cui siamo finiti. Perché siamo in Italia gli unici ad essere rimasti penalizzati, seppur per pochi giorni, con la ‘zona arancione’; e perché frastornati dalla confusione generata dai contrasti istituzionali tra Regione e Governo circa la potestà decisionale sulle restrizioni, culminati con la sentenza del Tar che ha dato ragione al Governo. Un caos cui ora non si può certo sommare anche l’incertezza nella erogazione di quanto promesso con i provvedimenti ‘Cura Abruzzo 1 e 2′”.

“In queste ore – ricorda ancora Saraceni – abbiamo assistito, nel silenzio della Giunta, a prese di posizione di segno opposto tanto di autorevoli esponenti della maggioranza di governo regionale che di opposizione. Con gli uni che indicano, dandola per certa, la fine dell’anno come limite per la liquidazione di oltre 11mila pratiche; e gli altri a dire che invece non se ne farà nulla, stante la mancanza di indicazione degli uffici, esibendo oltretutto numeri non proprio entusiasmanti su quanto fatto sin qui”.

“Serve dunque che la giunta regionale e lo stesso presidente Marsilio – conclude Saraceni – dicano agli abruzzesi come stanno effettivamente le cose, ed indicando tempi e modi per l’erogazione di quanto promesso”.

 

_ioriparto

Nuovo appuntamento a cura di IoRiparto, progetto abruzzese inserito nella Repubblica digitale, iniziativa strategica nazionale promossa dal dipartimento per la trasformazione digitale della presidenza del Consiglio dei ministri per contrastare ogni forma di divario digitale di carattere culturale.

In diretta su www.ioriparto.it venerdì 18 dicembre, a partire dalle 10 con interventi di esperti del settore e amministratori.

Appuntamento numero cinque per IoRiparto – storie di chi non si ferma. Dopo gli eventi online dedicati a turismo, prevenzione, refunding Italy e Abruzzo digital divide, ecco un nuovo laboratorio, per tornare sul tema della digitalizzazione.

E’ Digital Rinascimento – questo il nome scelto per l’evento online di venerdì 18 dicembre, a partire dalle 10 – arriva proprio nel momento in cui il progetto IoRiparto, diventato nel frattempo una Aps-Associazione di promozione sociale, viene inserito nella Repubblica Digitale, iniziativa strategica nazionale promossa dal dipartimento per la trasformazione digitale della presidenza del Consiglio dei ministri per contrastare ogni forma di divario digitale di carattere culturale. L’obiettivo è combattere il divario digitale di carattere culturale presente nella popolazione italiana, per sostenere la massima inclusione digitale e favorire l’educazione sulle tecnologie del futuro, accompagnando il processo di trasformazione digitale del paese.

“Solo la diffusione della cultura e delle competenze digitali in tutti i settori della vita pubblica e privata potranno agire da leva fondamentale per lo sviluppo economico, culturale e sociale del paese” si legge nelle note di presentazione dell’incontro.

Ed è in questo filone dunque che si inserisce il nuovo evento, sempre secondo la formula consolidata della diretta web, con 300 secondi per argomentare il proprio topic, una sala di attesa, l’Oiko bar, all’interno della quale socializzare con i relatori, i quaderni con gli interventi.

Partecipano all’incontro: Gianni Alfonsetti, rental manager MG project; Serena Battilomo, direzione generale della digitalizzazione, del sistema informativo sanitario e della statistica ministero della Salute; Luca Borrelli, responsabile affari istituzionali Open fiber; Anna Maria Casini, sindaco di Sulmona; Lanfranco Chiola, sindaco di Cugnoli; Linda D’Agostino, amministratore unico Elica innovation technology; Alessandro D’Ascanio, sindaco di Roccamorice; Domenico Di Francescantonio, ICT executive director Fater; Diego Ferrara, sindaco di Chieti; Domenico Fontemurato, direzione operations and network rete di Backhauling – Infratel; Alessandro Longo, direttore Agenda digitale; Gianfranco Macrini,     sindaco di Montebello di Bertona; Rocco Micucci, sindaco di Rapino – vice presidente Anci; Rita Oggianu, consulting trader advisor Sardex S.p.A.; Marco Pasini, responsabile network & operations Abruzzo e Molise – Open Fiber; Andrea Sammarco, vice segretario generale di Unioncamere.

Protagonisti di IoRiparto sono Digital Valley, polo digitale abruzzese, un progetto nato dalla filiera delle aziende più rappresentative sul territorio nel campo del digitale e delle tecnologie innovative, la Oiko service, agenzia leader nel campo del branding e marketing sportivo, collaborando dal 1999 con prestigiosi marchi e federazioni sportive internazionali e la Camera di commercio Chieti Pescara in qualità di network Pid-Punti impresa digitale previsti dal Piano nazionale impresa 4.0, (ora Transizione 4.0) il cui obiettivo è la sensibilizzazione e diffusione di conoscenza base sulle tecnologie 4.0, in modo che le micro, piccole e medie imprese possano migliorare il proprio livello di digitalizzazione e dunque essere più competitive sul mercato.

Nonché Open Fiber, operatore all’ingrosso nel mercato italiano di infrastrutture di rete, posseduto con quota paritaria da Cdp Equity ed Enel, con un programma di rete a banda ultra larga il più diffusa ed efficiente possibile in tutto il territorio nazionale, garantendo la copertura non solo nelle grandi città ma anche nei piccoli centri e nelle aree rurali.

Il programma per la banda ultra larga di Open fiber prevede lo sviluppo della rete in oltre 270 città entro il 2023.

“La pandemia ha evidenziato una forte carenza di cultura digitale: nei prossimi cinque anni saranno richiesti ben 1,5 milioni di posti di lavoro nel settore delle tecnologie che si faticherà ad occupare – commenta Gennaro Strever, presidente Camera di Commercio Chieti Pescara – In Italia, allo stato attuale meno di 4 imprese su 10 sono dotate di sistemi di cloud e cyber security. Tra le priorità che, come sistema camerale, ci siamo posti, ci sono il potenziamento dei servizi offerti dai nostri sportelli Punto di impresa digitale e Enterprise Europe network per la formazione gratuita e la consulenza qualificata alle imprese. Che ben vengano, quindi, iniziative come queste che hanno il ruolo di supportarci in un cambio culturale impellente ed epocale”.

“Io riparto è un cantiere aperto sul mondo economico e sociale italiano, un canale di comunicazione nato per fare rete e suggerire opportunità creative in un momento in cui è difficile trovarle e ripartire – commenta Giancarlo Alfani, founder Io-Riparto – Un progetto nato per supportare aziende, istituzioni, associazioni e cittadini raccontando storie di best practice e favorendo la condivisione di iniziative di valore sociale ed economico”.

covid

Circa 5 milioni di euro a disposizione di 81 comuni delle aree interne della provincia di Chieti per il sostegno alle attività produttive economiche, artigianali e commerciali.

A tanto ammontano per il Chietino le risorse previste dal Dpcm che, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 4 dicembre, ripartisce 210 milioni di euro tra 3.101 Comuni.

Confartigianato Imprese Chieti L’Aquila si mette a disposizione degli enti locali, per facilitare l’utilizzo delle risorse da parte dei Comuni e supportare al meglio le imprese.

I contributi rientrano nell’ambito del Fondo di sostegno alle attività economiche, artigianali e commerciali per ciascuno degli anni dal 2020 al 2022.

Per ottenere le annualità successive è indispensabile gestire al meglio e rapidamente quelle relative all’anno in corso.

Proprio per questo l’associazione artigiana ha scritto una lettera agli 81 Comuni, con l’obiettivo di sottoscrivere un protocollo d’intesa finalizzato ad una gestione ottimale delle risorse.

Il contributo potrà essere utilizzato per la realizzazione di azioni a sostegno economico in favore delle micro e piccole imprese, anche al fine di contenere l’impatto dell’epidemia Covid-19 e le azioni a sostegno possono ricomprendere l’erogazione di contributi a fondo perduto per spese di gestione e iniziative che agevolino la ristrutturazione, l’ammodernamento, l’ampliamento per innovazione di prodotto e di processo di attività artigianali e commerciali, incluse le innovazioni tecnologiche indotte dalla digitalizzazione dei processi di marketing on line e di vendita a distanza (contributi in conto capitale).

“Il Dpcm – si legge nella lettera – consente, di fatto, il rilancio della strategia delle aree interne del Paese e può, in un momento di difficoltà come quello che stiamo attraversando, consentire l’utilizzo di risorse, seppur limitate, a beneficio delle imprese rappresentate che insistono in questi Comuni. Confartigianato, rappresentando le micro e piccole imprese e le imprese artigiane, ha sostenuto una Strategia per le Aree interne in grado di poter valorizzare il nostro territorio ed i nostri tanti piccoli Comuni, che in questo periodo di pandemia sono riusciti, spesso più delle città più grandi, a soffrire meno della crisi”.

L’associazione sottolinea, poi, che “è indispensabile far bene e fare presto” perché “l’erogazione delle annualità successive alla prima sarà subordinata al completo utilizzo delle risorse erogate in riferimento alle precedenti annualità, verificato all’esito del monitoraggio previsto dallo stesso decreto. In caso di non utilizzo – conclude la missiva – i fondi rientreranno nella disponibilità del Fondo per lo Sviluppo e la coesione”.

Moda abruzzese

Un calo di fatturato, per il 2020, che oscilla dal 35 al 60%, con previsioni anche peggiori – dal 50 al 70% – sulla stagione primavera-estate 2021.

Sono le cifre, tutt’altro che rosee prospettare per il  settore del tessile abbigliamento e pelletteria da Federmoda Cna, dando voce alle preoccupazioni e ai timori di una filiera che in Abruzzo vanta circa 1.300 imprese, ovvero un segmento di tutto rispetto dell’imprenditoria regionale.

“Come ha sottolineato in una lettera recente inviata dai nostri vertici nazionali al Capo del Governo e a diversi ministri – sottolinea il presidente regionale Giovanni Di Michele (nella foto) – le varie misure fin qui introdotte a sostegno dei diversi settori produttivi non dedicano la dovuta attenzione a questo comparto che ha tanta rilevanza in termini sulla bilancia commerciale del Paese e rappresenta da sempre un biglietto da visita dell’Italia nel mondo”.

La filiera della moda, particolarmente diffusa e vivace nel territorio teramano, ma con presenze significative anche in altri territori, nella nostra regione raggruppa circa 700 aziende dell’abbigliamento, 300 della pelletteria, 250 del tessile, 55 del calzaturiero.

E se è vero che due soli sono i grandi gruppi da oltre 200 dipendenti ciascuno e fatturati che superano i 50 milioni di euro, è vero anche che una settantina di imprese superano i 10 dipendenti (con fatturati fino a 50 milioni) ed il resto è un patrimonio di micro imprese fino a 9 dipendenti e 3 milioni di fatturato.

“Un sistema vitale ma fragile – osserva ancora Di Michele – che risente delle incertezze gravissime provocate dalla crisi che la pandemia ha generato. E che proprio per questo deve ragionare in termini di certezze, se non vuole ritrovarsi a fare i conti con un quadro ancora più negativo, perché adesso è in gioco davvero la sopravvivenza stessa di questa filiera. Servono misure come una moratoria finanziaria e contributiva per 18 mesi a partire da gennaio 2021, l’adozione degli ammortizzatori sociali per tutto il 2021, agevolazioni fiscali sull’acquisto di prodotti made in Italy nel nostro Paese. La moda è settore ad alta intensità di manodopera, e per essere competitivo ha bisogno di un’ulteriore riduzione del cuneo fiscale e di flessibilità nell’utilizzo dei contratti a termine e di un taglio contributivo importante per chi stabilizza e forma il personale in azienda”.

A colpire duramente il settore, poi, ci si sono messi tempi e modi con cui la crisi da Covid 19 ha colpito:

Forse è bene ricordare, come hanno fatto il presidente e il responsabile nazionale Marco Landi e  Antonio Franceschini, che la vita produttiva delle aziende di moda è organizzata sulle collezioni autunno/inverno e primavera/estate.

La pandemia, e la conseguente progressiva chiusura del traffico di persone a livello internazionale esploso a fine febbraio in Italia, ha determinato l’interruzione della campagna vendita invernale.

Nello stesso momento erano in corso le consegne della primavera/estate 2020, e in questo caso la merce inviata dalle aziende o non è stata ritirata oppure è stata ritirata dai negozianti che dopo pochi giorni hanno dovuto chiudere per il lockdown.

Ma mentre nel primo caso i fornitori sono sono stati pagati, nel secondo sono state concesse dilazioni di pagamento.

E adesso dobbiamo pure fare i conti con le previsioni per la seconda ondata, che genererà un calo di fatturato per il 2020 che si stima dal 35% al 60%,e su una ulteriore previsione sulla primavera/estate del 2021che va dal 50% al 70%.

 

by francesca
Cna Abruzzo

L’emergenza Covid-19 non modifica l’andamento del credito concesso alle imprese, tranne che per le piccole, ma l’Abruzzo continua a guardare dal basso in alto il resto del paese.

Tutto ciò, mentre gli abruzzesi continuano a gonfiare conti correnti e libretti di risparmio.

Le tre tendenze emergono dallo studio realizzato da Aldo Ronci per la Cna Abruzzo, che passa sotto la lente d’ingrandimento i dati elaborati da Bankitalia sui finanziamenti concessi dagli istituti di credito nel secondo trimestre dell’anno: ovvero tra quei mesi di aprile e giugno segnati dai colpi durissimi inferti all’economia italiana dall’esplosione della pandemia, prima, e dalla chiusura generalizzata delle attività che ne è seguita.

“Degli 11 miliardi e 71 milioni di euro di prestiti concessi alle imprese in quel periodo – illustra così il curatore dell’indagine – 605 sono stati erogati con le garanzie dello Stato, ovvero il 5% del totale. Percentuale che però sale al 12% del totale delle erogazioni se si guarda al credito concesso al mondo delle piccole imprese, pari a 2 miliardi e 693 milioni”.

Questi numeri, è il caso di dirlo, fotografano però solo un pezzo della verità.

Perché – è lo stesso studio a dirlo – a prefigurare “un caso Abruzzo” sono soprattutto le differenze di valori percentuali con il resto d’Italia, sia al lordo che al netto dei finanziamenti erogati per l’emergenza Covid-19.

In dettaglio, nel primo caso, le cifre dicono che si è verificata una diminuzione di 191 milioni per il totale delle imprese (-1,7% Abruzzo contro +3,7% Italia), ma scomponendo il dato si scopre che per le piccole il rapporto si ribalta: 126 milioni in più (+4,9% contro +2,6% Italia).

Il Covid-19, dunque, non ha modificato almeno fino a giugno la sostanza nell’andamento del credito in Abruzzo, se non per le piccole imprese.

Infatti, l’iniezione di liquidità assicurata dai fondi garantiti dallo Stato ha compensato solo in parte la diminuzione di credito alla imprese: che è stata solo di 191 milioni in meno, grazie ai citati 605 erogati con le misure dello Stato.

Altrimenti la diminuzione di credito al mondo produttivo, nella sua interezza, sarebbe stata di ben 794 milioni.

E pur in presenza del dato positivo per le piccole imprese garantito dalle misure Covid, il divario con l’andamento nazionale mostra le strutturali debolezze abruzzesi, perché il rapporto tra prestito medio nella nostra regionale e nazionale dice che siamo fermi al 60%: 82.764 euro contro 139.064.

E a proposito di finanziamenti concessi attraverso il Fondo Centrale di Garanzia, è notizia di queste ore (dati aggiornati al 30 ottobre, ndr) che l’Abruzzo ha superato “quota 30mila”: per l’esattezza 30.269 operazioni approvate, di cui 25.825 (l’85%) per le pratiche fino a 30mila euro.

In testa ai finanziamenti la provincia di Chieti (8.345), seguita da Teramo (7.763), Pescara (7.577) e L’Aquila (6.584).

Presto, tuttavia, per poter dire quanto abbiano inciso queste cifre sul totale delle somme erogate nel complesso dal sistema bancario nello stesso periodo, e soprattutto se il divario con i mesi precedenti sia stato colmato.

Come detto, però, le settimane più critiche della pandemia hanno coinciso anche con nuovi record sul fronte del risparmio bancario e postale: tra aprile e giugno sono affluiti infatti su conti correnti bancari e libretti postali delle famiglie abruzzesi qualcosa come 28 miliardi e 379 milioni di euro, ovvero un miliardo e 468 milioni in più dello stesso periodo del 2019: con un incremento del 5,46%, superiore alla media nazionale attestata al 4,8%. Insomma, si risparmia senza spendere.

 

by Redazione
Mondi Connessi

Mondi Connessi A.P.S. è un’associazione di promozione sociale nata nell’area vestina con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

L’Associazione avvia la sua attività collaborando con il mondo della Scuola e promuovendo, già ad inizio 2020, il Progetto di Educazione Ambientale La plastica e l’acqua convivono in una economia circolare rivolto alle Scuole Primarie di Pianella e Cerratina nonché alla Scuola Secondaria di I Grado di Pianella – Istituto Comprensivo Papa Giovanni XXIII.

La conoscenza degli elementi quali la plastica e l’acqua, l’apprendimento della salvaguardia e del miglioramento delle condizioni ambientali, la comprensione dell’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, servono a formare i cittadini consapevoli di domani, in grado di mantenere in salute il bene più prezioso che abbiamo, l’ambiente, per lasciarlo in eredità ai posteri.

A compimento del progetto, a tutti gli alunni delle scuole sopra indicate doveva essere donata una borraccia in alluminio: tale dono non doveva essere solo il ricordo per l’attività svolta ma anche il principio del fattivo impegno di ciascuno nell’utilizzo di materiali sempre più ecocompatibili; si trattava insomma del primo passo verso la presa di coscienza della necessità di rispettare e risparmiare l’acqua, promuovendo anche il cambiamento negli atteggiamenti verso i rifiuti, intesi non più come scarti bensì come risorse nella promozione del circolo virtuoso  delle 5R:

  1. Riduzione;
  2. Riuso;
  3. Riciclo;
  4. Raccolta;
  5. Recupero.

Purtroppo a causa del Covid 19 il progetto non è partito ma si spera di attivarlo nell’anno scolastico 2020-2021, compatibilmente con l’emergenza in atto e la collaborazione di tutti i volontari e volenterosi.

Pertanto nei giorni scorsi sono state donate 504 borracce a tuti tutti gli alunni, affinché siano di buon auspicio per questo anno così complesso.

Proprio a causa della pandemia, l’utilizzo di questa borraccia appare, infatti, più che mai attuale, in quanto la stessa può essere igienizzata e utilizzata in ogni momento anche nel tragitto casa-scuola e viceversa.

Così dichiara il presidente dell’associazione Massimo Di Tonto, in una lettera a tutte le famiglie degli alunni.

Dell’associazione fanno parte Alessandro Tortora quale Vice Presidente, Fabio Finocchio quale Tesoriere, Erika Febbo come Segretaria e molti consiglieri tra i quali Gabriele Esposito, Vincenzo Ursini,  Giuseppe Del Pretaro e tanti altri.

by Redazione