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Category Archives: Cultura

Orsogna

Parte l’avventura socio-culturale del centro direzionale Areté ad Orsogna. Sarà inaugurato domani, giovedì 18 novembre con il primo evento in diretta streaming.

La struttura è un centro culturale polifunzionale, sede anche di uffici di imprese, con elevate potenzialità di fruizione attraverso i suoi spazi interni ed esterni, immersa nei vigneti orsognesi e con una magnifica vista sulla valle frentana.

Così Andrea Mascitti, Presidente della Società Italiana di Cultura presenta Areté:

L’obiettivo è allargare l’offerta culturale con eventi ed attività di alto valore in grado di rivitalizzare il territorio. Areté, in greco significa spirito di virtù, eccellenza, bontà e valore. Questo sarà il luogo dal quale vorremo promuovere la cultura in tutte le sue forme, uno spazio per l’espressione, la formazione, la creazione e la fruizione culturale. Ad Areté saranno presenti ambienti dotati di tecnologie all’avanguardia anche con regia audio/video per dirette streaming.

Le attività inizieranno con un ciclo di venti conferenze a cura del Prof. Antonio Mobilij, cardiologo, già primario del reparto di Cardiologia del Santo Spirito di Pescara, docente dell’Università “Gabriele D’Annunzio” e noto divulgatore culturale.

Il primo appuntamento con il Prof. Mobilij, in diretta streaming dal centro “Areté”, si terrà Giovedì 18 Novembre alle 16:30 e sarà un viaggio alla scoperta del mare nella poesia e nella pittura.

Sabato 20, alle ore 20:30, sarà inaugurato, con l’attesissimo concerto del Duo Francesco Ciancetta-Claudio Canzano, il “Perlage”, bar sociale della Società Italiana di Cultura all’interno del centro Areté, con ingresso riservato ai soci.

Areté, inoltre, ha a disposizione una sala riunioni e uffici per il pubblico. Per seguire le attività del centro:

sito ufficiale www.centroarete.com e sito della Società Italiana di Cultura www.societaitalianadicultura.it.

Endas Abruzzo

Anche il settore Cultura dell’ENDAS Abruzzo avrà una guida per il nuovo quadriennio. Si tratta del critico d’arte Massimo Pasqualone, laureato in filosofia e lettere presso l’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara, plurispecializzato, ha all’attivo oltre trecento pubblicazioni, consulenze scientifiche in enti pubblici e privati per la comunicazione, l’arte, la letteratura, la formazione e la cultura.

Ha partecipato a giurie ed eventi in Italia, Polonia, Svizzera, Albania, Lituania, Germania, Austria e Portogallo e Ungheria.

Attualmente, tra gli altri incarichi, è direttore dell’Enomuseo di Tollo e presiede l’Istituto per lo studio, il recupero, la valorizzazione del dialetto abruzzese e delle lingue minoritarie in Italia ed è consulente del Museo Guidi di Forte dei Marmi.

“Sono davvero onorato di assumere un incarico così prestigioso” commenta Pasqualone, “ringrazio il presidente Simone D’Angelo per la stima e per la fiducia, metterò da subito a disposizione di ENDAS le mie competenze”.

“Con il Prof. Pasqualone è nato subito un feeling, un’unione di intenti che porterà a creare un’importante rete culturale per la nostra regione” dichiara il presidente ENDAS Abruzzo Simone D’Angelo, “lavoreremo sulla progettazione nazionale ed europea, affinché le bellezze artistico-culturali e le eccellenze del nostro Abruzzo siano valorizzate nel giusto modo”.

dacia maraini

Un incontro attento, un viaggio empatico tra passato e presente, un faccia a faccia con i temi di grande attualità come razzismo, violenza di genere, omofobia e non solo: la “Signora della Letteratura”, Dacia Maraini nel parlare del suo romanzo Trio.

Storia di due amiche, un uomo e la peste a Messina ed. Rizzoli, ha offerto numerosi spunti di riflessione al pubblico del Frantoio delle Idee di Moscufo (Pescara), dove domenica 7 è stata invitata dall’associazione Cultour Moscufo presieduta da Mimmo Ferri.

Un appuntamento esclusivo per il borgo vestino condotto dalla giornalista Renzetti Alessandra ed allietato dalle musiche di Gianmarco Di Carlo e le letture di Davide Scorrano; una storia dalle radici lontane, quella raccontata, un’amicizia che supera il tempo e la distanza quella di Agata e Annuzza che, innamorate dello stesso uomo ma fedeli al loro legame, attraverso lo scambio delle loro lettere, dettagliate e profonde giurano una ripartenza alle lore vite destabilizzate da quell’epidemia di peste che sta decimando la popolazione di Messina e le costringe a coltivare il loro rapporto epistolare.

In comune Agata e Annuzza hanno l’amore per Girolamo, appunto, ma essendo due donne forti e culturalmente molto evolute, non si fanno travolgere dalla gelosia; e come in più occasioni ha ribadito la scrittrice rispetto all’amicizia: “E’ come una piccola piantina da curare e coltivare giorno dopo giorno e che se disinteressata e libera può durare anche tutta la vita”.

E’ stato evidenziato come l’amicizia, infatti, in ogni sua forma è un grande valore e a differenza dell’amore che si presenta ingovernabile, può aiutare anche a ripartire persino, oggi, in un momento così complesso come quello dovuto all’emergenza sanitaria.

“In un momento tutt’altro che semplice, e che anzi è ricco di incertezze e talvolta ci porta quasi a vivere a metà, parole colte ed elevate come quelle che Dacia Maraini ha condiviso con il pubblico sono davvero una forma di incoraggiamento forte – ammette Mimmo Ferri nel commentare l’appuntamento con la scrittrice – Sono davvero contento di aver offerto al nostro borgo, insieme all’impegno di Cultour Moscufo che ringrazio, la possibilità di vivere l’entusiasmante incontro con chi ha fatto delle sue emozioni una ragione di vita. Per tutti quanti noi la sua presenza è stata luce, e mai dimenticheremo il suo prezioso contributo e l’eleganza con cui la Maraini si è rivolta ai presenti. Il suo entusiasmo è stato percepito da tutti, abbiamo imparato molto da questa grande scrittrice che ha elogiato il grande valore dell’amicizia”.

 

 

by Redazione
moscufo

Una delle missioni dell’associazione Cultour Moscufo presieduta da Mimmo Ferri, è quella di offrire al gioiello vestino nel pescarese, la possibilità di conoscere grandi nomi del panorama culturale italiano; ed ecco che proprio Moscufo avrà l’onore di ospitare la scrittrice Dacia Maraini che presenterà domenica 7 novembre alle ore 16 al Frantoio delle Idee il suo capolavoro Trio. Storia di due amiche, un uomo e la peste a Messina (Ed. Rizzoli).

“Cultour Moscufo – spiega il suo presidente – torna al Frantoio delle Idee, con un appuntamento straordinario: la scrittrice Dacia Maraini nota ai più come ‘la signora della letteratura italiana’, sarà ospite della serata con il suo romanzo ‘Trio’. Come associazione abbiamo desiderato tanto questo momento, ossia portare nel nostro piccolo borgo una donna meravigliosa, dotata di grande sensibilità ed intelligenza unica. Si tratta di un evento di spessore e nello stesso tempo un appuntamento storico che difficilmente sarà dimenticato”.

L’appuntamento sarà impreziosito da intervalli musicali grazie a Gianmarco di Carlo e non mancheranno le letture di Davide Scorrano. A moderare sarà la giornalista Alessandra Renzetti.

“Dacia Maraini è una donna capace di indagare nell’animo umano, una penna che sa descrivere egregiamente le figure femminili – prosegue Mimmo Ferri – Il romanzo che la scrittrice presenterà si concentra su delle missive tra due amiche, impegnate a difendere fino in fondo la loro amicizia”.

Sicilia, 1743. Il legame di queste due amiche viene da lontano, e ha radici molto profonde. È nato quando, ancora bambine, Agata e Annuzza, appunto, hanno imparato l’arte tutta femminile del ricamo sotto lo sguardo severo di suor Mendola ed è sopravvissuto agli strani scherzi del destino, che ha reso Agata la sposa di Girolamo ed Annuzza una giovane donna ancora libera dalle soggezioni e dalle gioie del matrimonio.

Ora, mentre un’epidemia di peste sta decimando la popolazione di Messina, le due amiche coltivano a distanza il loro rapporto epistolare, perché la paura del contagio le ha allontanate dalla città ma non ha spento la voglia di far parte l’una della vita dell’altra.

E anche se è lo stesso uomo ad accendere i loro desideri, e il cuore scalpita per imporre le proprie ragioni, Agata e Annuzza sapranno difendere dalla gelosia e dalle convenzioni del mondo la loro amicizia, che racconta meglio di qualunque altro sentimento le donne che hanno scelto di essere.

Oltre ai numerosi parallelismi con l’attualità, come il distanziamento sociale dovuto al Covid-19 che non ha spento i legami autentici momentaneamente alimentati dalla tecnologia, è proprio l’amicizia la punta di diamante di questo libro in cui emerge come il più grande valore, quello per cui vale la pena vivere, a tal punto da soffocare il desiderio per uno stesso uomo. Anche la gelosia, talvolta accecante e pericolosa, perde il suo slancio impetuoso.

“In questo libro si legge di una relazione forte che genera una carica emotiva basata su rispetto, sincerità, fiducia, valori di cui oggi il mondo necessita. Ma è importante vedere come la vera amicizia è quella che non tramonta mai anche di fronte alle avversità della vita”  conclude Ferri.

L’evento, ad ingresso gratuito, gode del Patrocinio del Comune di Moscufo ed è organizzato secondo le regole vigenti anti Covid-19, pertanto è richiesto il Green Pass.

by Redazione
violinista pescarese

Quanto vale un’anima in subbuglio, senza radici sociali, ma con la finezza di un intelletto acuto ed educato? Quanto vale una donna cresciuta in clausura, senza genitori, avviata all’amore per la musica e poi collocata in una società che non riconosce il suo valore? La metà di un soldo.

Ed è questo il titolo che Cinzia Zuccarini dà alla storia di Prudenza, la giovane donna che le suore del Conservatorio della Pietà mandano in casa di una ricca famiglia veneziana come insegnante di musica per i figli.

Prudenza è un’orfana e, come per tante ragazze nella sua condizione, poco conta che abbia talento: quando esce fuori dall’alveo protetto dell’istituto il confronto con la vita è duro, difficile. In quella casa splendida, animata da tutte le vibrazioni culturali del Settecento veneziano, lei è poco più che una domestica, nonostante si senta parte di quel fervore.

Ammira lo splendore del palazzo, descritto in ogni sua meraviglia, ma nello stesso tempo è presa da un forte senso di spaesamento e di solitudine.

Cinzia Zuccarini, musicista e insegnante, ha lavorato sul suo primo romanzo nel periodo del lockdown, partendo simbolicamente da quella chiusura al mondo alla quale orfane e illegittime venivano costrette per lavare colpe non loro. Con questa opera ha vinto il premio “Lorenzo Da Ponte”, concorso letterario per romanzi musicali inediti, organizzato a Treviso dalla casa editrice Diastema con l’associazione Diastema studi e ricerche.

Il premio, per la prima classificata, consiste proprio nella pubblicazione dell’opera, che nel mese di novembre arriverà in libreria.

“E’ un riconoscimento che dedico a tutte le donne che hanno avuto difficoltà ad affermare il proprio talento – dice Cinzia Zuccarini – Quello di Prudenza è un monologo interiore espressione di un’identità che è alla ricerca di un posto nel mondo. Consapevole che potrà ottenerlo solo con l’approvazione maschile. Così la scrittura musicale diventa per lei un’espressione di affrancamento”.

La trama si articola attraverso luoghi reali e situazioni storiche definite, disegna un mondo di convenzioni regole e aspettative sociali ancorandolo a personaggi di fantasia: eppure l’immagine delle strumentiste che coltivano il loro talento prigioniere delle grate di un convento è asetticamente reale. E’ l’immagine di una prigione interiore che Prudenza racconta nelle pagine del suo diario.

“Credo che si debba arrivare a una riscoperta della composizione musicale al femminile – conclude Cinzia Zuccarini – attraverso un lavoro di ricostruzione storica e musicologica con cui riuscire a rileggere un passato scritto esclusivamente al maschile”.

 

by Redazione
Simone D’Angelo

Anche il pescarese Simone D’Angelo tra i premiati del prestigioso “Premio Adriatico”, il cui scopo è quello di riconoscere il merito a tutte quelle eccellenze, ciascuno nel proprio ambito, di ogni regione e nazione che si affaccia sul mare Adriatico.

L’edizione del 2021 che si è tenuta il 30 ottobre sulla motonave Zenit nel porto di Termoli, una sede suggestiva, proprio sul mare Adriatico, affinché se ne evidenzi maggiormente l’obiettivo di unione tra le regioni di questo mare.

La commissione, presieduta dal critico d’arte e letterario prof. Massimo Pasqualone, ha istituito il premio internazionale “Adriatico, un mare che unisce” giunto alla terza edizione, sotto l’egida dell’associazione Irdidestinazionearte, ed ha visto premiare, tra gli altri, importanti personalità quali Luca Zaia, Red Canzian e Pierluigi Castagnetti.

Per ogni regione che si affaccia sul mare Adriatico, sia sulla sponda italiana che sulla sponda opposta, sono state premiate quindici personalità che hanno dato lustro al loro territorio nel mondo dello Sport, della Narrativa, del Giornalismo, dell’Arte, della Saggistica, della Poesia, della Musica, del Folklore, del Teatro, dell’Ambiente, della Scuola, dell’Imprenditoria, della Politica, del Sociale e un premio alla Memoria.

“Onorato ed emozionato” si definisce Simone D’Angelo, “ringrazio la commissione tutta perchè, con questo riconoscimento, mi hanno dato un ulteriore stimolo ad impegnarmi ancora di più”.

Tutti i premiati della regione Abruzzo sono: Alberto Rasetti, folklore; Alessandra Lopardi, ambiente; Chiara Tarquini, musica; Daniele Morelli, narrativa; Dante Mantini, scienza; Ennio Bellucci, giornalismo; Luca Di Nunzio, scuola; Fernando Bellafante, saggistica; Mirko Zauri, politica; Raf Dragani, imprenditoria; Simone D’Angelo, sport; Tiziano Viani, poesia; Vincenzo Olivieri, teatro; Associazione A.G.B.E, sociale; Ignazio Silone, memoria; Roberto Galanti e Giulia Di Rocco, amicizia tra i popoli.

by Redazione
Lanciano

La Galleria La Nuova Forma di Lanciano (Ch) presenta Oltre le apparenze, personale dell’artista Maurizio Romani, a cura di Patrizia Testa. La mostra verrà inaugurata alla presenza dell’artista con intervento critico di Elsa Betti, sabato 6 novembre alle ore 18.

Torna a Lanciano l’appuntamento con l’arte contemporanea: dopo la pausa dettata dalla pandemia, riprende l’attività espositiva della Galleria La Nuova Forma che, con Oltre le apparenze, personale dedicata all’artista Maurizio Romani, dà il via ad una nuova stagione espositiva.

Attraverso trenta opere uniche l’esposizione offre al pubblico frentano un saggio dell’ultima produzione dell’artista reggiano, la cui ricerca si sviluppa nell’ambito di generi pittorici tradizionali, puntualmente rinnovati.

Romani si dedica, con una esecuzione raffinata, al paesaggio, alla natura morta e alle composizioni floreali, collocandoli con la sua sensibilità nello spirito del nostro tempo.

Lo sguardo di Romani, in rapporto dialettico con la pittura del passato, restituisce una osservazione minuziosa e compiaciuta della realtà; egli enuncia, nelle sue nature morte, il nitore di vetri delicati, la consistenza setosa dei petali affidati allo scorrere del tempo e la concretezza usurata di superfici lignee o in pietra, celebrando il fascino dell’aspetto materico e vitale della realtà.

Una realtà soggetta al fluire del tempo, destinata quindi alla finitezza e proprio per questo ricca di mistero, un mistero evocato attraverso scelte compositive oniriche e accostamenti inusuali.

La stessa tensione permea anche i paesaggi di Romani: in essi il tratto diventa sintetico e quasi sfuggente, atto a delineare spazi ampi, costruiti da una natura essenziale, in cui la presenza dell’uomo è un accidente e in cui cielo ed orizzonte dilatano il campo del visibile oltre la superficie fisica, in una dimensione lirica e mentale.

Gli olii e i pastelli esposti sussurrano ai nostri occhi l’invito ad indugiare sulla superficie pittorica, a rallentare davanti alle immagini sensibili per poter recuperare il tempo necessario e salvifico della contemplazione.

by Redazione
remo rapino

Oggi, giovedì 28 ottobre, esce ufficialmente in libreria Cronache dalle terre di Scarciafratta, il nuovo romanzo dello scrittore lancianese Remo Rapino, edito per la casa editrice romana minimum fax, la stessa che ha pubblicato nel 2019, dello stesso autore, l’ormai celebre “Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio”, vincitore del Premio Campiello 2020.

Protagonista del libro è Mengo, solitario custode, insieme al vecchio cane Sciambricò, di un paese immaginario, Scarciafratta appunto, idealmente collocato sull’appennino abruzzese, che è stato dilaniato dal terremoto e nel quale non è rimasta anima viva: solo gli oggetti, sepolti dalle macerie e recuperati dal protagonista, trasudano ancora le storie di chi vi ha vissuto.

Sarà proprio Mengo, alla fine della sua vita, mentre è ospite nella casa di riposo Villa Adriatica, “a ridare voce”, attraverso la scrittura, a quell’umanità sommersa e inabissata, e a sottrarla a una apparentemente inesorabile damnatio memoriae.

Nel romanzo Rapino prosegue con la sua sperimentazione linguistica, felicemente avviata con la trovata del linguaggio “liboriano”, cifra identificativa di Liborio Bonfiglio, personaggio che si esprime attraverso un impasto, sapientemente dosato dallo scrittore, di italiano e dialetto, un idioma “guasto e meticciato” come l’ha definito più volte l’autore.

by Redazione
Ortona

Gli allievi del terzo anno del corso di pittura dell’associazione culturale Kalòs, tenuto dalla maestra Daniela Ricciardi, dopo i successi della mostra estiva tenuta al Palazzo Ducale Valignani di Torrevecchia Teatina, espongono opere ad olio su tela ed acrilico alla Galleria Vigna – Visuale Innovativa Galleria Nuove Arti di Caldari di Ortona in piazza Garibaldi, 10.

La mostra sarà inaugurata venerdì 29 ottobre alle ore 18.30 e rimarrà aperta fino al 15 novembre prossimo. All’inaugurazione ci sarà l’intervento critico del professor Massimo Pasqualone, la mostra è curata dalla maestra Daniela Ricciardi.

by Redazione
Premio Sulmona

Un’opera pittorica e un’elaborazione digitale. Così due docenti del Mibe-Liceo artistico musicale e coreutico Misticoni – Bellisario di Pescara hanno ricevuto apprezzamenti positivi in occasione dell’ultima edizione del Premio Sulmona-Rassegna internazionale di Arte visiva Gaetano Pallozzi. L’evento, organizzato dal Circolo di arte e cultura Il Quadrivio, si è tenuto nei giorni scorsi a Sulmona.

Oltre 150 gli artisti che hanno esposto le loro opere, provenienti da tutto il mondo. Fra questi, appunto, i professori Franco Di Nicola, pittore-incisore e Sebastiano Privitera-scultore, che hanno partecipato su selezione del critico Roberto Di Giampaolo.

Il primo ha presentato l’opera pittorica Atmosfere notturne, anno 2021 mentre il secondo ha esposto l’elaborazione digitale Apparizione cosmica, anno 2020.

Apprezzamenti per le opere degli artisti del Mibe, sono stati espressi anche dal critico Vittorio Sgarbi, intervenuto alla cerimonia conclusiva tenutasi nel Teatro di Sulmona.

by Redazione