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Category Archives: Cultura

È ancora esposto all’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona il trittico di arazzi Retina di Stefano Arienti, a cura di Simone Ciglia (e a giorni sarà possibile ammirarlo a Castelbasso), ma la Fondazione presieduta da Osvaldo Menegaz ha ottenuto un altro importante riconoscimento internazionale con un finanziamento di oltre 100 mila euro.

L’anno scorso, infatti, la Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture con Retina si era aggiudicata il secondo posto nel bando Italian Council, concorso ideato dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo. 

Quest’anno, uno dei pochi enti a rientrare due volte nei rigidi canoni del bando internazionale, arriva il bis. 

Il nuovo progetto, dal titolo Modellare l’acqua di Mario Airò, sempre a cura di Simone Ciglia, vede come partner: Artribune, l’Istituto Italiano di Cultura di Tirana, l’Officina delle Invenzioni di Pescara, il Liceo artistico statale per il design  Grue di Castelli (Teramo) e il Mic, Museo internazionale delle ceramiche di Faenza (riconosciuto dall’Unesco Espressione dell’arte ceramica nel mondo).

Emerso nella vivace scena milanese alla fine degli anni Ottanta, Airò ha creato un universo formale in cui gravita una complessità di riferimenti che spaziano con grande libertà fra letteratura, filosofia, storia dell’arte, architettura e cinema. Dopo aver toccato una grande varietà di materiali e tecniche, l’artista ha avviato recentemente una sperimentazione con la ceramica. 

Quest’antica arte è al centro del progetto Modellare l’acqua, per la cui realizzazione l’artista si è rivolto alla tradizione della maiolica di Castelli. Il paese in provincia di Teramo è storicamente uno dei maggiori centri di produzione ceramica in Italia, che ha toccato i vertici qualitativi nel Cinque e Seicento. Nella modellazione castellana Airò ha riconosciuto le qualità ideali per formalizzare la propria idea progettuale, nata dalla fascinazione per il mondo naturale e i fenomeni legati all’acqua. Interpretando in senso contemporaneo la maiolica, l’artista ha ideato un’installazione che rielabora il tema della fontana, modellando una forma ispirata poeticamente al greto di un fiume che fa da supporto a un ciclo di scorrimento di olio. 

Per le sue componenti tecniche, il progetto si avvale della collaborazione dell’Officina delle Invenzioni, studio-laboratorio dei designer Elisabetta Di Bucchianico e Dario Oggiano (Arago design), sodalizio artistico basato in Abruzzo che si occupa di progettazione e ricerca nell’ambito del design del prodotto, con una specializzazione nella tecnica ceramica.

Modellare l’acqua prosegue il percorso di valorizzazione delle eccellenze artigianali abruzzesi che innerva una delle linee programmatiche della Fondazione Malvina Menegaz.

“Il supporto all’arte contemporanea italiana è per noi una priorità – ha dichiarato il ministro Alberto Bonisoli, – Sostenere il talento dei nostri artisti significa promuovere attivamente un settore di importanza strategica affinché il nostro Paese possa interagire a livello internazionale in modo competitivo e presentarsi come realtà dinamica e attrattiva per il resto del mondo. Italian Council è un programma unico che fornisce un contributo determinante”.

“I risultati ottenuti con Italian Council sono stati eccezionali – sottolinea Federica Galloni, direttore DGAAP. – Dal 2017 abbiamo contribuito alla realizzazione di 40 progetti e registrato il coinvolgimento di 50 Paesi. Siamo orgogliosi di poter incrementare e rinnovare un programma che assicura un contributo concreto alla crescita dell’arte contemporanea italiana”.

 

by Redazione
patrimonio culturale abruzzese

Il patrimonio culturale abruzzese al centro di una serie di investimenti da parte del Mibac (Ministero per i beni e le attività culturali).

Sono 18 nel dettaglio i progetti ammessi in Abruzzo al finanziamento per il biennio 2019-2020 pari a milioni 343.130,69 euro.

Tra i progetti finanziati in Abruzzo, le cifre più significative vanno al completamento di recupero e valorizzazione dei siti archeologici di Chieti (1.550.000 euro), restauro della Domus Romana di Teramo (1.700.000 euro).

Nonchè dei dipinti murali dell’abside e delle navate della Cattedrale di Santa Maria Assunta ad Atri (700mila euro).

In merito il ministro Alberto Bonisoli:

Un’attenzione al patrimonio che necessita di interventi di tutela e che è frutto di un puntuale lavoro di ricognizione sui territori, attraverso il coinvolgimento di tutti gli istituti periferici del Ministero.

Tra le priorità di questi progetti:

  • il restauro dei beni culturali, in particolare quelli colpiti da calamità naturali;
  • il recupero di aree paesaggistiche degradate;
  • la prevenzione contro i rischi sistemici e ambientali;
  • l’efficientamento energetico;
  • il miglioramento dell’accessibilità intesa come obiettivo per la partecipazione e l’inclusione sociale.

Foto: Ansa

by Redazione

La Protezione Civile Abruzzo, stamattina insieme al Centro Funzionale, all’Ing. Federica De Santis, al dirigente Dottor Antonio Iovino, alla Sala Operativa, Giuseppe Fiaschetti e Valeria Iampieri con il prezioso contributo dei Vigili del fuoco e Carabinieri Forestali presenti in Soup, ha ospitato i ragazzi del Campo Scuola “Anch’io sono la Protezione Civile” del Comune di Morro D’Oro (Te) accompagnati dalla Sindaca Romina Sulpizii.

Grazie al lavoro instancabile dei volontari, orgoglio della Protezione Civile, centinaia di ragazzi tra i 10 e 16 anni iscritti ai 22 Campo scuola 2019 della Regione Abruzzo, conosceranno dunque il mondo della Protezione civile.

Nel post su Facebook della Protezione Civile si legge in merito all’iniziativa:

“Tutti insieme, in qualità di uomini e donne delle istituzioni, siamo impegnati nel rendere i nostri ragazzi di oggi futuri cittadini di domani, consapevoli del ruolo attivo che possono svolgere all’interno delle comunità, a partire dai piccoli gesti di ogni giorno”.

“Anch’io sono la Protezione Civile”, non è una novità in Abruzzo.

È infatti un progetto che si svolge da anni ed è rivolto agli alunni delle scuole medie e superiori della regione, finalizzato all’apprendimento, da parte dei ragazzi partecipanti, di alcuni principi fondamentali che saranno comunicati all’interno di campi scuola allestiti in collaborazione tra le Organizzazioni di Volontariato, la Protezione Civile, i sindaci e le strutture operative coinvolte dai piani di emergenza (Vigili del Fuoco, Forze dell’ordine, Arma dei Carabinieri).

by mediaplus.adv

E’ giunto alla sesta edizione il progetto culturale della Fondazione Aria in collaborazione con il Comune di Atri ‘Stills of Peace and Everyday Life’ che per l’edizione 2019 propone – attraverso l’arte con mostre, incontri, cinema in lingua e molto altro – l’incontro e il confronto con l’Iran. L’apertura della manifestazione è prevista per sabato 6 luglio, alle 18,30 nel Cortile di Palazzo Acquaviva di Atri, sede del Comune. In questa occasione sarà ufficialmente aperta al pubblico la ‘Ma.Co/Maratona del Contemporaneo’, una kermesse di tre giorni che ospiterà artisti, curatori e importanti figure che si confronteranno sulla possibilità dei linguaggi artistici contemporanei di intervenire nelle dinamiche interculturali in favore dell’integrazione sociale. Due le mostre allestite ad Atri aperte dal 6 luglio: le Scuderie Ducali ospitano gli artisti Navid Azimi Sajadi e Enrico Tealdi con “Transfiguration Mode” a cura di Antonio Zimarino e Mariano Cipollini e le artiste performer iraniane Samin Kamal BeikMona MohagheghiZoya Shokoohi in “Are You Protected?” a cura di Eva Comuzzi. A seguire nel Museo Archeologico di Atri, sarà inaugurata la mostra di fotografia “Iran” di Mauro Vitale a cura di Maryam Mavaddat che traccia un ritratto sincero di un paese attraverso il suo popolo. Le mostre saranno visitabili fino al primo settembre a ingresso libero.

Stills of Peace a partire dal 2013 ha instaurato fruttuosi sodalizi con Pakistan, Spagna, Francia, Cina e Marocco, questa estate il paese di riferimento è l’Iran con la sua arte e la sua cultura. Il programma spazia dalla pittura alla fotografia, dal cinema alla performance con un’incursione nell’enogastronomia persiana. L’Iran è un paese misterioso e ricco di fascino, con una cultura millenaria di grande raffinatezza estetica e intellettuale, dove la dimensione spirituale si intreccia costantemente nelle architetture, nell’immaginario, nelle tradizioni millenarie in cui affonda la sua storia.

Domenica 7 luglio 2019, alle 19 ci saranno visite guidate con i curatori delle mostre “Transfiguration Mode” e “Are You Protected?”. Seguiranno le presentazioni di “Stills of Peace for Young – Un nuovo giorno” di Dino Viani, che racconta l’esperienza di un gruppo di adolescenti che ha vissuto il cinema come terapia, e l’incontro “Cibo e Riti: memorie persiane” a cura di “Anima Food & Photography“, con la chef Mania Mehrabi e la fotografa Anamaria Draghici. Lunedì 8 luglio, si terrà il primo dei consueti e apprezzati appuntamenti con il cinema in lingua persiana con i sottotitoli in italiano. L’inaugurazione della rassegna Cine Iran a cura di Pino Bruni, avverrà alle 21 nel Cortile di Palazzo Acquaviva con la proiezione del film “Dov’è la casa del mio amico?” con la regia di Abbas Kiarostami, l’ingresso è gratuito.

La VI edizione di Stills of Peace coinvolge anche un’altra sede, l’incantevole Castello di Roccascalegna, dove sarà possibile ammirare “Countries, Landscapes & Wool” di Lucilla Candeloro e Jenny Charlotta Wood, a cura di Klas Barthelsson e Antonio Zimarino. Per consultare il programma nel dettaglio e per maggiori informazioni su Stills of Peace è possibile visionare il sito: www.stillsofpeace.com.

 “Siamo molto felici di ospitare anche quest’anno Stills of Peace – commenta l’Assessore alla Cultura del Comune di Atri, Domenico Felicione– una iniziativa dall’alto valore culturale cresciuta nel tempo e di grande valore. Attraverso l’arte e gli artisti è possibile veicolare un messaggio straordinario e importante: l’incontro tra i popoli come necessità, esigenza e grande valore. Ringrazio la Fondazione Aria, la Fondazione Tercas e quanti hanno contribuito e lavorato per questa edizione che si annuncia, come sempre, ricca di stimoli e altamente formativa”. 

by Redazione

Inizierà venerdì 5 luglio a Farindola, comune duramente colpito dal sisma del 2017, il corso gratuito di musica e liuteria per imparare a costruire e suonare i flauti di canna e osso e i corni naturali. Così grazie al progetto RAdiCI, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, i ragazzi dagli 11 ai 18 anni, ma anche adulti, potranno imparare a costruire e suonare gli strumenti dell’antica tradizione farindolese, salvaguardando un ricchissimo patrimonio sonoro che rischierebbe di essere dimenticato dalle nuove generazioni.

A guidare il corso sarà l’etnomusicologo Carlo Di Silvestre, impegnato ormai da trent’anni nello studio e nella riproposizione della musica popolare abruzzese. A lui è affidata, nell’ambito del progetto RAdiCI, la formazione dell’Orchestra Popolare intergenerazionale e interculturale del Gran Sasso.

Dopo il primo incontro del 5 luglio, che si terrà dalle 15.30 alle 18.30 nella Sala Consiliare di Farindola, le lezioni proseguiranno il 12, 20 e 26 luglio negli stessi orari presso la sede della Pro loco e riprenderanno, dopo la pausa estiva, nel mese di settembre. La partecipazione è gratuita. Per informazioni e iscrizioni è possibile chiamare il numero 338.7070751.

Il corso è organizzato dalla Sezione italiana dell’Istituto Internazionale del Teatro del Mediterraneo, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Farindola, per il progetto RAdiCI, selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e realizzato da 5 organizzazioni del terzo settore, 11 scuole e 17 Comuni delle aree terremotate di Teramo e Pescara.

Cos’è “RAdiCI”?

“RAdiCI” è un progetto selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org

by Redazione
Tutto pronto, è tempo di festa a Villa Badessa. Sabato e domenica prossimi 6 e 7 luglio, si terranno due giorni interessanti all’insegna dell’artigianato artistico con stand espositivi, gastronomici, mostre fotografiche, esibizioni, degustazioni di birra artigianale e, assicurano gli organizzatori, molto altro ancora. Il Comitato Festa Villa Badessa e l’Associazione Culturale di Villa Badessa organizzano “ARTI UMANE IN FESTA”.
Staff Villa Badessa
Le due serate saranno allietate dalla musica live dei Ilaria Francesca Sonia Redblack con musica Italiana e Internazionale rivisitata in chiave acustica, mentre il 7 luglio alle 21:00 la cover di Rino Gaetano in compagnia di Rino e gli altri.
Festa a Villa Badessa
Inoltre la giornata del 7 Luglio, dalle ore 19 alle 21 è interamente dedicata alla tradizione degli Albanesi d’Italia; Arbëreshë, appunto. Saranno ospitati i rappresentanti di un’associazione che verrà da Casalvecchio di Puglia, Tallandishat Të Katundit ed insieme ai rappresentanti Albanesi di Villa Badessa si ballerà, canterà e sfilerà con i costumi tradizionali Arbëreshë. Ci saranno visite guidate alla Chiesa di Villa Badessa e al Museo, con degustazioni di piatti tipici e vini tradizionali Arbëreshë.
Locandina evento
A Villa Badessa, lo ricordiamo, esiste una delle comunità Arbebeshe più a nord del Paese.
by Redazione
film commission abruzzo

Film Commission Abruzzo, il sito è pronto. Da domani, lunedì 1° luglio, online il portale dedicato al mondo del cinema e l’Abruzzo.

La nostra terra, l’Abruzzo, avrà dunque anche nella rete la Film Commissione Abruzzo; un modo incisivo di rappresentare un territorio set cinematografico naturale.

Come dimenticare infatti il castello di Rocca Calascio oppure Campo Imperatore o ancora Montesilvano al centro di pellicole come Ladyhawke, Il deserto dei Tartari, Il nome della Rosa, La guerra degli Antò.

Arte, cultura, ambiente selvaggio, sono certamente i punti di forza su cui far leva per dare stimolo ad una nascente industria cinematografica regionale ed al mondo dell’indotto che ruota attorno ad essa.

Adesso, finalmente, Film Commission Abruzzo è realtà a distanza di un anno dall’attivazione del gruppo.

L’assessore al Turismo e Attività Culturali Mauro Febbo, così nel presentare il sito:

Il sito si presenta come vetrina delle bellezze e delle potenzialità che la regione offre per essere utilizzata come set delle future produzioni cinematografiche.

Quello che si vuole far emergere come peculiarità della regione Abruzzo, in grado di portarla all’attenzione di registi e autori cinematografici interessati, sono i suoi vasti spazi poco o nulla antropizzati, le sue montagne, le aree protette e la natura incontaminata, i suoi borghi medievali e le sue città rinascimentali nonché la sua meravigliosa costa.

Un punto di forza del sito, inoltre è il database delle professioni: dalle aspiranti comparse, agli artigiani idraulici o elettricisti, alle sartorie, ai semplici fornitori di servizi come il cibo e l’alloggio.

Un dettaglio interessante, secondo il direttore del Dipartimento Turismo e Cultura, Francesco Di Filippo, è rappresentato dal collegamento del sito Film Commission Abruzzo con il mondo della cultura.

Infatti c’è la possibilità, per gli utenti, di effettuare ricerche bibliografiche inerenti in senso lato l’Abruzzo sul patrimonio librario delle biblioteche regionali.

In modo diretto grazie a un collegamento con il catalogo del Polo Bibliotecario unico, sia facendo richiesta alle biblioteche specificando il soggetto o l’autore cercato.

Il sito inoltre nasce dalla sinergica collaborazione fra la redazione Portale del Servizio Informatica e il Gruppo di Lavoro Film Commission d’Abruzzo del Servizio Beni e Attività Culturali.

E il prezioso contributo dell’Ufficio Promozione Turistica Digitale del Servizio Turismo.

by Redazione

La Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture di Castelbasso espone (da venerdì 21 giugno a domenica 14 luglio) a Barcellona, nella sede dell’Istituto italiano di Cultura, l’opera Retina di Stefano Arienti, a cura di Simone Ciglia.

Il progetto, che consta di tre arazzi realizzati dall’Arazzeria pennese, oggi del gruppo Brioni, è incentrato sull’artigianato abruzzese ed è in grado di veicolare, a livello internazionale, il territorio regionale.

Retina, promosso dall’ente presieduto da Osvaldo Menegaz, si è classificato al secondo posto nell’edizione 2018 del bando Italian Council, concorso ideato dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo.

I tre arazzi, dopo l’esposizione nella capitale catalana, saranno il fulcro delle manifestazioni di Castelbasso 2019 nella sede dell’istituzione culturale nel piccolo borgo del Teramano, durante l’ormai ventennale rassegna d’arte estiva. Un’edizione dell’opera, inoltre, entrerà a far parte della Collezione permanente del Museo MAXXI di Roma.

L’idea vincente della Fondazione Menegaz è basata sulla realizzazione di tre soggetti ideati dall’artista in altrettanti tessuti, realizzati nei laboratori di arazzeria. Questa nuova produzione è al centro di una serie articolata di attività – dalla residenza artistica alla didattica – che ne accompagnano la creazione e la presentazione. Il progetto nasce dal desiderio di svelare le possibilità contemporanee di una tecnica di antiche origini, che nella sua secolare storia non ha cessato di sollecitare la creazione artistica. Retina si inserisce in un programma di azioni che la Fondazione intende portare avanti con altre, ulteriori, iniziative volte alla valorizzazione delle eccellenze artigianali abruzzesi, qualificandosi sempre più, in Italia e all’estero, come un ente che promuove il territorio abruzzese attraverso il coinvolgimento di artisti contemporanei.

Arienti è partito da una matrice fotografica che, tramite un processo di retinatura, è stato riportato su un arazzo confrontandosi, in questo modo, con una tradizione artigiana abruzzese molto forte.

“È la prima volta – spiega l’artista – che realizzo un progetto nel quale mi confronto con un processo di tessitura, piuttosto complesso, che può essere fatto a mano o tramite tecnologie comandate da un computer, come si fa adesso, però l’obiettivo che mi interessava è che l’immagine restasse su un oggetto che ha una materia speciale, particolare. Sono fotografie molto differenti tra di loro”, aggiunge Arienti illustrando i soggetti delle opere, “Una è stata scattata al Museo Batha di Fes, in Marocco, e ritrae un pavimento con il riflesso di luce sulle piastrelle e il colore è il giallo, complementare al nero. Un’altra è un paesaggio abruzzese, un dettaglio di Campo Imperatore, una foto che ho scattato durante un mio viaggio, un elemento di natura che contrasta con le altre. L’ultima è la coperta di un letto, sempre presa in Abruzzo, in particolare a Santo Stefano di Sessanio, molto più intima. Sono tre immagini molto diverse, con una differente profondità: una dominata dalla luce che è quella filosofica, del barocco; una con una atmosfera rarefatta di sassi in montagna e l’ultima più calda con un colore di fondo un rosa carico che contrasta con l’antracite, il disegno di una coperta tradizionale abruzzese”.

“La proposta s’iscrive nella cornice di una riflessione sul lavoro artigiano nella contemporaneità che la Fondazione Malvina Menegaz ha posto al centro della propria attività”, sottolinea il curatore, Simone Ciglia, “Tramite il confronto tra artigiani, piccole e grandi imprese, designer, artisti, esperti di tecnologia, la Fondazione ha voluto ribadire che i frutti di questa tradizione possono essere testimonianze di comunità in movimento, “prodotti ad alta intensità di cultura” capaci di costituire un formidabile fattore di crescita economica e sociale. Se il tocco artigianale, la ricerca di qualità e la tradizione continuano a rappresentare una costante nella produzione di manufatti, gli apporti più recenti del design e delle nuove tecnologie hanno comportato una radicale riabilitazione dell’artigianato artistico e delle professioni legate all’abilità manuale. La Fondazione vuole dunque farsi promotrice di un nuovo dialogo tra artigianato e arte contemporanea, capace di costituire un’occasione per reinventare i processi creativi, offrire nuovi standard di qualità ed esclusività, rappresentare un’opportunità di crescita per il territorio”.

Le foto utilizzate sono del fotografo Gino Di Paolo.

 

by Redazione

Sono sbarcati nelle vie del centro storico di Napoli, suscitando attenzione e curiosità, i Pulcinella abruzzesi dell’Associazione Fontevecchia, protagonisti della settima edizione de ‘O Ghinnéss, la più importante manifestazione che raduna il più alto numero al mondo di suonatori di mandolino e la fila più lunga dei musicisti della posteggia napoletana e che nei giorni scorsi ha mobilitato la città campana. L’evento, che per la quarta volta ha visto la collaborazione tra l’Associazione Fontevecchia e la città partenopea è stata organizzata dall’Associazione Culturale Mastro Masiello Mandolino con la partecipazione dell’Associazione Onlus I Sedili di Napoli, e ha preso il via alle ore 10 dal centro storico antico di Napoli, con un lungo corteo che, attraversando la via dei Presepi, San Gregorio Armeno, terminerà a piazzetta Nilo.

“Per l’Associazione Fontevecchia e l’intero Borgo Case Troiano è una enorme soddisfazione poter proseguire nella partnership con le Associazioni culturali di Napoli, in virtù di un gemellaggio nato dalla condivisione di usi, costumi, tradizioni, cultura e origini – ha sottolineato il Presidente dell’Associazione Fontevecchia Luciano Troiano -. Parliamo di una collaborazione che ha già vissuto diversi momenti importanti, con due edizioni della Processione dei Frati Morti, che hanno catturato l’attenzione dei turisti e dei napoletani presenti a San Gregorio Armeno, e la partecipazione, già lo scorso anno, a ‘O Ghinnéss’”.

Sfilata Pulcinella

“Per l’amministrazione comunale di Spoltore – ha commentato il sindaco Luciano Di Lorito – l’evento che ha visto la presenza imponente di oltre una decina di ‘Pulcinella Abruzzesi’, significa non solo esportare un simbolo della nostra terra oltre i confini regionali, ma anche rafforzare un legame naturale con Napoli e con tutta la Campania. Ed è stato un vanto per Spoltore essere rappresentati dall’Associazione Fontevecchia che rappresenta il trait d’union tra le due città”.

Sfilata Pulcinella

La Compagnia dei Pulcinella di Fontevecchia ha aperto la sfilata di suonatori di mandolino e di Posteggiatori. La Posteggia napoletana, nello specifico, è un complesso musicale ambulante o anche il luogo dove un complesso musicale si ferma a suonare, e la parola posteggia deriva, naturalmente, da ‘puosto’ che è il luogo occupato da chi svolge un’attività che è rivolta al pubblico. La settima edizione de ‘O Ghinnéss’ è stata dedicata come sempre alla maschera di Pulcinella e l’iniziativa nasce proprio come contributo per il riconoscimento da parte dell’Unesco della maschera di Pulcinella come patrimonio mondiale dell’umanità. Già da tempo, infatti, è stata avviata una richiesta in tal senso da parte di numerose associazioni partenopee su volontà del professor Domenico Scafoglio, professore ordinario di Antropologia culturale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Salerno, richiesta sottoscritta, in Abruzzo, anche dall’Associazione Fontevecchia. Nei giorni scorsi i colorati Pulcinella, comandati dal capo Angelo Iannelli, e da ‘O Capitano di vico Pazzariello’, hanno animato le vie del centro storico antico, percorrendo Vico Pallonetto a Santa Chiara, via Santa Chiara, via Benedetto Croce, piazza San Domenico, terminando a piazzetta Nilo, accompagnati dalla musica dei mandolini e dei gruppi di posteggia. E i Pulcinella abruzzesi si sono caratterizzati per l’abito bianco con le due bande colorate e l’altissimo cappello a forma di cono, colorato da centinaia di pon-pon e nastri. Padrini artistici de ‘O Ghinnéss quest’anno sono stati il cantautore partenopeo Gianni Lamagna e il Maestro Romeo Barbaro e la manifestazione ha celebrato anche il Centenario della morte di Aniello Califano, l’autore del brano ‘O Surdato ‘Nnammurato’.

Numerosi i nomi che hanno dato la loro adesione tra cui, oltre all’Associazione Fontevecchia, in collaborazione con l’Associazione Camminando Insieme di Chieti, ‘O Capitano di Vico Pazzariello, Enzo Tammuriello Esposito, Piermacchiè, Miryam’s Harmony Performance Group di Lara Corace, il Capo Pulcinella Angelo Iannelli, Lucia Oreto – Colombina, Carmen Percontra ballatrice de ‘I ritmi del sud’, Tonino Torino, Giovanni Leonetti e Salvatore Minopoli. La manifestazione sarà seguita dai fotografi Ferdinando Kaiser, Luigi Ricchezza e Marcello Erardi.

by Redazione