Search

Category Archives: Cultura

Francavilla al Mare. Il critico d’arte e letterario abruzzese Massimo Pasqualone, con la sua poesia Lu jurne cchjiù bbelle, è tra i dieci finalisti del Concorso Nazionale di Poesia Dialettale “Nicola Piacente”
la cui Cerimonia di Premiazione si terrà giovedì 4 dicembre presso il Teatro Traetta di Bitonto (BA). Pasqualone, in veste di poeta dialettale, ha al suo attivo cinque pubblicazioni, un centinaio di premi ed ha dedicato alla poesia dialettale abruzzese diversi saggi e presiede i premi di poesia dialettale di Vacri, Guardiagrele, Celenza sul Trigno, Tollo, Francavilla ed il premio di teatro dialettale del Marrucino ed è presidente dell’Istituto per lo studio dei dialetti e delle lingue minoritarie in Italia.

Questo il testo presentato:

“Lu jurne cchjiù bbelle

Allanganite,
s’arroscele ‘sta jurnate.
A sulagne la porte de lu core
a uragne nu desiderije
che nen more.

Ss’ucchie,
bille gne ‘na sere de magge
fìveze,
gne lu sole d’ahoste,
alluntane na spere de sole.

Lu jurne cchjiù bbelle
è quelle ‘nchiuvate
sopr’a l’anime”.

by Francesco

Lanciano. Sabato 6 dicembre, alle 17.30, a Lanciano, presso la Sala Benito Lanci della Casa di conversazione, in Piazza Plebiscito, l’Associazione culturale e teatrale Amelie presenterà Non ho paura di Jack di Eliana D’Onofrio (Edizioni SIGRAF) e La compagnia di Luisa Di Labio ( Albatros). Due scrittrici a confronto con due storie tutte da scoprire, a raccontarle insieme a loro la Presidente di Amelie, Paola Caporale, con l’intervento del critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone, le voci recitanti di Chiara Di Nunzio, Lilia Giangregorio e Francesca Morgione, e la musica del sassofonista Osvaldo Barbella. A seguire una degustazione del rinomato Pan ‘agrumato (R) della famiglia Ricci di Lanciano e le pregiate bollicine della Cantina La VINARTE di Santa Maria Imbaro.
Luisa Di Labio è nata a Guardiagrele (CH) nel 1973 e vive a Chieti. Esperta di ricamo e merletto a tombolo, micologa, frequenta le montagne del Gran Sasso e della Laga.
Eliana D’Onofrio, vincitrice del Premio Adriatico 2025 per la letteratura per la Regione Abruzzo, ha ricevuto numerosi premi, ed i suoi libri sono stati presentati in tutta Italia e a Londra. Da sempre amante della pittura e delle varie forme d’arte, consegue il titolo di grafico illustratore. Il suo primo romanzo Viola, l’amore secondo me, liberamente ispirato alla figura di sua nonna, ha ottenuto il premio Antonio Galasso 2024, il Premio Luca Romano, il Premio Ut pictura poesis; il Premio Città di Cefalù 2024, il Premio Francavilla Urban Festival, il Premio Parole e vita, il Premio Caravaggio.

Chieti. Verrà presentato sabato 6 dicembre alle 11, nel Piccolo teatro dello Scalo a Chieti Scalo, il volume di liriche di Italo Radoccia, “Riflessi dell’anima”, con l’organizzazione di Marco Di Paolo e dell’associazione culturale Il Canovaccio. Gli interventi dei relatori Massimo Pasqualone e Americo Carissimo saranno seguiti dalle letture a cura dell’attore Giancamillo Marrone e dall’intervento del cantante lirico Andrea Piazza.

Italo Radoccia (foto) ha maturato diverse esperienze sia nelle funzioni requirenti che giudicanti, ed è giudice presso il Tribunale di Vasto. In precedenza ha svolto le funzioni di sostituto procuratore presso il Tribunale di Crotone ed è stato applicato alla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro occupandosi della ‘Ndrangheta e di criminalità transnazionale tanto è vero che è stato anche accreditato in diverse riunioni di coordinamento investigativo presso Eurojust a Bruxelles. Ha lavorato anche presso il Tribunale di Chieti come giudice del lavoro, e per un periodo di tempo ha ottenuto l’applicazione per la trattazione di diversi processi presso la Corte d’Appello di L’Aquila. È stato docente a contratto di diritto presso l’Università della Calabria di Cosenza e presso l’Università D’Annunzio di Chieti. Collabora con diverse riviste giuridiche di livello nazionale come Giurisprudenza di merito edizioni Giuffrè, Nuovi studi politici, edizioni Bulzoni e Archivio Giuridico, edizioni Mucchi. Radoccia è anche un appassionato di poesia, ha vinto numerosi premi nazionali e ha pubblicato due raccolte: L’Ago della meridiana nel 1999 e L’ora dei gabbiani nel 2010, opere in cui spesso si scorge la bellezza del mare di Vasto.

chieti

Chieti. Il 5 dicembre alle 11, nella sala Cascella della Camera di Commercio di Chieti, un convegno celebrativo ricorderà i cento anni dalla morte di Costantino Barbella, avvenuta il 5 dicembre 1925.
Per l’occasione verrà presentata al pubblico una medaglia commemorativa, in lega metallica, rappresentante l’opera “Canestro d’Amore” , realizzata da Teate Gioielli che, pur essendo una realtà commerciale, propone iniziative per la promozione e valorizzazione del territorio, affiancando Enti Pubblici e Associazioni.
La medaglia non è solo un oggetto- dicono gli orafi-, ma un omaggio profondo alla memoria e all’eredità artistica di Costantino Barbella, nel centenario della sua scomparsa. La realizzazione è stata possibile grazie all’autorizzazione ricevuta dal Museo Borgogna di Vercelli proprietaria dell’opera.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Chieti, Diego Ferrara, del sottosegretario alla Giunta Regionale con delega al turismo, Daniela D’Amario, del presidente Aniac Abruzzo, Tommaso Rutolo, e del consigliere provinciale, Carla Di Biase, sono previsti gli interventi di Paolo Rapposelli, Oscar D’Angelo e Massimo Pasqualone, con la moderazione di Alessandra Melideo.
Il critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone, che ha curato la parte scientifica dell’evento, sottolinea che “Costantino Barbella, con la sua straordinaria produzione plastica, supera i confini non solo nazionali, ma attinge alla speranza di eternità anche nel tempo, come dimostra la necessaria celebrazione del centenario della morte e la medaglia commemorativa realizzata da Teate gioielli, vera fucina di idee e di proposte tese alla valorizzazione del territorio di Chieti e non solo.
Difatti, é questo il vulnus più profondo della nostra epoca: dimenticare le proprie radici, le proprie origini, gli uomini e le donne che hanno costruito le fondamenta della nostra società, perché, sempre e comunque, siamo nani sulle spalle dei giganti, per dirla con Bernardo di Chartres.
Lo sguardo, da un lato incantato del mondo e della società, la capacità di fissare gli attimi ed i momenti della vita e delle relazioni, dall’altro, fanno di Barbella un alfiere della possibilità di decriptare la realtà attraverso il meraviglioso strumento ermeneutico dell’arte e la scultura di Barbella va in questa direzione, ostinata e contraria alla sirene dell’oblio, sempre in agguato, con l’aiuto della polvere del tempo, come ci ricorda lo storico dell’arte Cusatelli: ” Le sue sculture… sintomatiche di una stagione culturale in cui la storia locale diventa ispiratrice, in modi e con risultati diversi, di molti nostri artisti”.
Barbella va oltre, come dimostrano le sue innumerevoli relazioni amicali e culturali e, a cent’anni dalla morte, è più attuale che mai.”

Pescara. Sarà inaugurata martedì 25 novembre, alle 16:30, nella sala Flaiano dell’Aurum di Pescara, la mostra fotografica sui bombardamenti atomici su Hiroshima e Nagasaki organizzata nell’ambito della mostra d’arte di pittura, scultura e fotografia “A. Rocchi – luci e colori d’Abruzzo”, che aprirà subito dopo, alle 17:30 e rimarrà aperta fino al 30 novembre prossimo (dalle ore 16 alle 19). Sarà presente Michela Lipari, in rappresentanza della Federazione Esperantista Italiana, che ha messo a disposizione la documentazione fotografica dei bombardamenti. L’esposizione è stata allestita nella ricorrenza degli 80 anni da quei fatti, con l’obiettivo di tramandare la memoria storica e stimolare una riflessione collettiva sul valore della pace e sulla responsabilità delle nuove generazioni, dicono gli organizzatori della rassegna promossa dall’Intercral Abruzzo, guidato da Ernesto D’Onofrio.

Pescara. Giovedì 27 novembre alle 17.30, l’Aurum di Pescara ospita la presentazione del libro di Eliana D’Onofrio, Non ho paura di Jack, con l’intervento del critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone. L’evento è inserito nell’ambito della mostra d’arte “A. Rocchi, Luci e colori d’Abruzzo” organizzata dall’Intercral Abruzzo, presieduta da Ernesto D’Onofrio.
La presentazione pescarese segue le presentazioni di Lanciano, Roma ed Avezzano, mentre il 10 dicembre il testo verrà presentato a Francavilla, nella Biblioteca Russo.

Nella prefazione, Massimo Pasqualone scrive: “Eliana D’Onofrio, in questo nuovo libro, ci propone, attraverso la visione multipla di vite sofferenti, la possibilità di dire il negativo, di raccontare le storie nella storia con una malinconia di fondo che è la consapevolezza che le storie narrate vanno in quella direzione, che la Storia le accoglie e le accoglie un tempo di sospensione del giudizio, perché il narratore racconta e non giudica, illustra giornalisticamente e direi quasi cinematograficamente, il fatto che ogni volta si carica di emozione. In queste pagine, però, oserei dire che si insinua una caducità dei sentimenti, delle emozioni, una labilità delle relazioni, che sfaldano le granitiche certezze di ognuno e di ciascuno.” Vincitrice del Premio Adriatico 2025 per la letteratura per la Regione Abruzzo, Eliana D’Onofrio ha ricevuto numerosi premi, ed i suoi libri sono stati presentati in tutta Italia e a Londra. Da sempre amante della pittura e delle varie forme d’arte, consegue il titolo di grafico illustratore. Il suo primo romanzo Viola, l’amore secondo me, liberamente ispirato alla figura di sua nonna, ha ottenuto il premio Antonio Galasso 2024, il Premio Luca Romano, il Premio Ut pictura poesis; il Premio Città di Cefalù 2024, il Premio Francavilla Urban Festival, il Premio Parole e vita, il Premio Caravaggio.

La comunità degli scrittori d’Abruzzo piange Irma Radica, scomparsa a 85 anni dopo una breve malattia. A comunicarlo è il critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone (nella foto con la scrittrice), che così la ricorda: “Irma Radica ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama letterario abruzzese, con diverse pubblicazioni poetiche in lingue ed in dialetto, racconti e, per ultimo, un ponderoso saggio su Dante Alighieri, Viaggio con Dante attraverso l’Italia” sulle orme dei luoghi della Divina Commedia 700 anni dopo” le cui presentazioni erano state rinviate a causa dei problemi di salute della scrittrice.”

Docente per 41 anni nella Scuola primaria, Irma Radica era definita “poetessa di Tollo” e la poesia- come amava ripetere- è vita, è il respiro delle parole: la certezza segreta e silenziosa che la lingua possa seguire la corrente della realtà e le sue condivise, illimitate e sconosciute forme. La poesia è un sentire irremovibile ed irrefrenabile, una coscienza immaginabile dell’anima, ciò che “ditta dentro” per usare il tema dantesco stilnovistico.”

Dopo due raccolte di poesie intitolate Il Canto dell’anima, nel 2021 ha pubblicato VOCI E VOLTI DEL NATALE DI OGGI E DI IERI: raccolta di poesie, che vuole essere un confronto tra il Natale del presente: ricco e abbagliante e il Natale del passato: fatto di poco ma fatto di tutto; e vuole sottolineare l’aspetto benessere della società odierna che, spesso e soprattutto a Natale, degenera in un consumismo esagerato (abulia del consumo) facendo dimenticare la vera Essenza del Natale, quella che si viveva prima, negli anni antecedenti al boom economico, quella che si viveva con poco, ma con serenità e fervore religioso.

Altra raccolta di poesie: CUORE E PAROLE sul tema della donna e in particolare della Mamma, da quella celeste a quella terrena, pubblicata nel 2015 da Irdi/destinazionearte.

Per conto dell’editore Noubs nel 2013 ha pubblicato: LE FARFALLE DI VILLA BRILLY , una delle favole che l’autrice scriveva per i ragazzi all’epoca in cui insegnava.

Nel 2010, dello stesso editore, usciva TOLLE DE ‘NA VOTE, l’opera in vernacolo che tratta del folclore tollese negli anni ’50 e che è arricchita da ricette culinarie tipiche della tradizione agreste – abruzzese.

Irma Radica, inoltre, ha partecipato a concorsi letterari nazionali ed internazionali e ha ricevuto premi e riconoscimenti importanti, tra cui la II Edizione Premio di Poesia “Paride Di Federico” Miglianico (CH) nel 2009.

A Firenze è stata premiata al Premio Ut Pictura Poesis 2018, nel 2020 al Premio Kalos di Forte dei Marmi.

Francavilla al Mare. Terzo appuntamento per la kermesse culturale InBiblioteca- Tra versi, anima e tela, rassegna di parole, colori ed emozioni curata dal critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone, nella biblioteca Russo di Francavilla al Mare: giovedì 20 novembre, alle 17.30, verrà presentato il libro di Carlo Palazzi (foto), Il futuro dei sogni. Relatore Massimo Pasqualone. L’Autore, Carlo Palazzi, è un medico reumatologo di 67 anni. È nato e vive a Pescara da pensionato, dopo aver lavorato dapprima nella Casa di Cura Villa Pini di Chieti, e poi, per oltre 16 anni, a Matera, in qualità di Responsabile della locale sede ospedaliera del prestigioso dipartimento Regionale di Reumatologia della Basilicata. È autore di oltre 150 articoli scientifici, oltre la metà dei quali su importanti riviste mediche internazionali per molte di cui ha svolto anche attività di reviewer. È stato spesso invited speaker in congressi medici di rilevanza nazionale e internazionale. Da giovane ha praticato tennis, anche a livello agonistico. Inoltre, ha alle spalle attività di conduttore radiofonico (negli anni 70) e di volontariato. È sposato e ha due figli. Da sempre è appassionato di letteratura americana oltre che di molteplici forme d’arte, cinema, musica e pittura soprattutto.

Per l’edizione speciale del Premio Internazionale Cicognini, fondato e presieduto dal maestro Davide Cavuti, sarà assegnato il premio speciale “una vita per la musica” a Lucio Fumo e i riconoscimenti alla memoria di Vittorio Antonellini e di Edoardo Tiboni. Presidente onorario della giuria è il maestro Bruno Zambrini. Ospite d’onore della serata sarà l’attore e regista Michele Placido

Francavilla al Mare. Una vera e propria festa della musica da film con alcuni dei più grandi compositori del cinema che saranno premiati nell’edizione speciale del «Premio Internazionale Cicognini 2025»: i noti maestri Pivio e Aldo De Scalzi, Andrea Guerra, il “Premio Oscar” Kris Bowers, il compositore e attore Jonis Bascir e uno “Special Award” a Lucio Fumo, per la sua straordinaria attività nell’ambito della musica jazz e non solo. Saranno assegnati anche due premi “alla memoria”, dedicati al maestro Vittorio Antonellini, fondatore dell’“Istituzione Sinfonica Abruzzese”, e al dottore Edoardo Tiboni, fondatore dei “Premi Internazionali Flaiano”.
Il “Premio Internazionale Cicognini” è stato fondato ed è presieduto dal compositore e regista Davide Cavuti. La manifestazione rientra nel programma del “Festival Cicognini” che è sostenuto dal Ministero della Cultura, dalla Regione Abruzzo e dal Comune di Francavilla al Mare. Il progetto multidisciplinare vanta numerose collaborazioni con enti e istituzioni culturali, tra cui l’“Università degli Studi Chieti-Pescara Gabriele D’Annunzio”, il Conservatorio Musicale dell’Aquila “Alfredo Casella”, “I-Jazz”, oltre alla «Biblioteca Luigi Chiarini del Centro Sperimentale di Cinematografia» di Roma. Il premio è organizzato artisticamente dal “Centro Studi Nazionale Cicognini”, istituzione di musica applicata alle immagini.
«Francavilla al Mare è una vera e propria “città della musica da film” grazie ai suoi straordinari autori di colonne sonore che hanno vissuto e operato qui. Oltre al celebre Cicognini, ricordo il compositore e direttore d’orchestra Ettore Montanaro, autore di pregevoli opere per il cinema e il compositore Bruno Zambrini, che ha firmato le musiche di numerosi film per il cinema e di canzoni come “In ginocchio da te”, “Non son degno di te”, “La bambola”, “La fisarmonica” e tante altre interpretate da Gianni Morandi, Patty Pravo, Domenico Modugno, Mina», ha dichiarato Gabriele Antinolfi, direttore della Biblioteca Luigi Chiarini del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.
E proprio il maestro Bruno Zambrini, nato nel 1935 a Francavilla al Mare nel 1935, sarà il presidente onorario di questa edizione speciale. La serata vedrà la partecipazione straordinaria dell’attore e regista Michele Placido, interprete del ruolo di Vittorio De Sica nel film biografico “Un’avventura romantica” (2016) con la regia e la colonna sonora di Davide Cavuti.
«Il maestro Alessandro Cicognini è uno dei grandi “Figli d’Abruzzo”. La sua eredità è custodita nei capolavori cinematografici che lui stesso ha arricchito con estrema sapienza costruttiva. Questo Premio vuole contribuire alla divulgazione della sua opera che comprende trecento colonne sonore per il cinema, musica da camera, sinfonica e un’opera lirica. La naturalezza e la forza del suo accento drammatico assicurano l’unità stilistica che contraddistingue tutta la sua produzione musicale, dimostrando appieno un’intima sostanza e un raro eclettismo», ha dichiarato il maestro Davide Cavuti, presidente del Premio Internazionale Cicognini.

«Francavilla al Mare conferma la sua vocazione culturale e il profondo legame con la musica e il cinema. Il Premio Internazionale Cicognini rappresenta un’occasione prestigiosa per celebrare i grandi maestri della composizione musicale e per valorizzare la figura di Alessandro Cicognini, artista straordinario che ha contribuito a rendere la nostra città un punto di riferimento per la cultura nazionale e internazionale.
Desidero rivolgere un sentito ringraziamento al maestro Davide Cavuti per il suo impegno costante nella promozione della cultura e per aver ideato e portato avanti con passione questo progetto che unisce arte, formazione e memoria. Questa amministrazione sosterrà sempre con convinzione iniziative culturali di così alto valore, capaci di arricchire la nostra comunità e di trasmettere alle nuove generazioni l’importanza della cultura come strumento di crescita e identità», ha dichiarato la Sindaca di Francavilla al Mare Luisa Russo.
«Il Premio Cicognini è una manifestazione che unisce la memoria di un grande compositore del nostro territorio al riconoscimento di talenti contemporanei che rendono viva la musica per il cinema e per il teatro. La collaborazione tra istituzioni, artisti e centri di ricerca fa di questo evento un modello di sinergia culturale. È una gioia per noi accogliere personalità di fama internazionale e offrire al pubblico momenti di autentica bellezza e condivisione artistica», ha detto l’Assessora alla Cultura Cristina Rapino.
Nel corso degli anni, il “Premio Internazionale Cicognini” è stato conferito a quattro compositori vincitori del “Premio Oscar”: Ennio Morricone, Nicola Piovani, Luis Bacalov, Michael Giacchino, Dario Marianelli; accanto a loro, hanno vinto il prestigioso riconoscimento i noti compositori Franco Piersanti, Bruno Zambrini, Pino Donaggio, Michel Portal, Paolo Fresu, Manuel De Sica, Detto Mariano, Umberto Scipione, Tullio De Piscopo, e musicisti di chiara fama come Uto Ughi, Bob Mintzer, Russell Ferrante, Enrico Rava. Per l’edizione 2025, il riconoscimento è stato assegnato, per la sezione “migliore colonna sonora internazionale”, al compositore statunitense Kris Bowers, vincitore del “Premio Oscar al miglior cortometraggio documentario 2024”, candidato al “Premio Oscar” 2025 per le musiche del film “Il robot selvaggio” di Chris Sanders e autore di numerose colonne sonore tra cui quella del film “Green Book” del 2018 (vincitore di due Premi Oscar) e “Il colore viola” (2023). Per la sezione “migliore colonna sonora cinematografica”, il riconoscimento è stato assegnato ai maestri Pivio e Aldo De Scalzi (vincitori di tre “David di Donatello” su dieci candidature e di quattro “Nastri d’argento” su quindici candidature); per la sezione “colonne sonore per la televisione” il premio è stato conferito al maestro Andrea Guerra, vincitore del “David di Donatello” nel 2003 per il film “La finestra di fronte” su quattro candidature, del “Globo d’Oro 2003” e di un “Nastro D’Argento per la miglior canzone “Gocce di memoria” nel 2003, oltre alle candidature nel 2005 ai “Grammy Awards” al “Golden Globe” per la canzone “Million Voices”; per la sezione “migliore colonna sonora per il teatro” il riconoscimento è stato assegnato a Jonis Bascir, autore delle musiche dello spettacolo “Ti racconto una storia” di e con Edoardo Leo.
Il riconoscimento speciale “Una vita per la musica” è stato assegnato a Lucio Fumo, fondatore del “Pescara Jazz”, che ha coinvolto negli anni artisti come Ella Fitzgerald, Duke Ellington, Bill Evans, Astor Piazzolla e tanti altri. Due i riconoscimenti alla memoria: al maestro Vittorio Antonellini, direttore d’orchestra e fondatore e direttore artistico dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese e de “I Solisti Aquilani” e al dottore Edoardo Tiboni, fondatore dei “Premi Internazionali Flaiano” e promotore di numerose iniziative per la valorizzazione dei personaggi abruzzesi.
La giuria del Premio ha assegnato, inoltre, tre “riconoscimenti speciali” nel corso del 2025: per la “sezione musica classica” al maestro Salvatore Accardo, per la “sezione musica jazz” al maestro Danilo Rea, e per la categoria “migliore interprete internazionale” alla cantante statunitense Dee Dee Bridgewater.

CENTRO STUDI NAZIONALE CICOGNINI

Il “Centro Ricerche e Studi Nazionale Alessandro Cicognini” è stato fondato nel 2011 dal maestro Davide Cavuti, che ne è il direttore sin dalla sua fondazione, per divulgare le opere del celebre autore di colonne sonore Alessandro Cicognini: nel corso degli anni, per il progetto di riscoperta dell’illustre compositore abruzzese, Cavuti ha coinvolto celebri personaggi del mondo del cinema, tra cui i “Premi Oscar” Ennio Morricone, Nicola Piovani, Luis Bacalov, Michael Giacchino, Dario Marianelli, e i musicisti di chiara fama come Uto Ughi, Salvatore Accardo, Franco Piersanti, Bruno Zambrini, Pino Donaggio, Manuel De Sica, Detto Mariano, Umberto Scipione, Bob Mintzer, Russell Ferrante, Fred Hersch, Enrico Rava e tanti altri.
Nel corso degli anni, Cavuti ha realizzato, in omaggio al celebre compositore, il disco “I Capolavori di Alessandro Cicognini” (2014), il cine-concerto “De Sica/Fellini in musica” (2016); i volumi “Alessandro Cicognini e la musica sacra” (2022) e “Ritratto di Alessandro Cicognini” (2024).
Nel 2016, ha firmato, inoltre, la colonna sonora e la regia del film biografico “Un’avventura romantica” sulla figura del celebre compositore, presentato alla “Mostra del Cinema di Venezia” e al “Festival del Cinema Latino Americano” a Cuba, vincendo il “Premio Flaiano” e risultando tra i finalisti dei “Nastri d’argento” 2017.

Alessandro Cicognini (1906-1995), simbolo della musica cinematografica del neorealismo e autore di opere sinfoniche e liriche, ha composto oltre trecento colonne sonore per il cinema. Mantenne la residenza nella città di Francavilla al Mare per circa cinquant’anni. Fu autore delle musiche di straordinari capolavori del cinema, collaborando con registi come Alessandro Blasetti («La corona di ferro», «4 passi fra le nuvole», «Prima comunione», «Peccato che sia una canaglia», etc.), Vittorio De Sica («Sciuscià», «Ladri di biciclette», «Umberto D.», «Miracolo a Milano», «Il giudizio universale», etc.), Luigi Comencini («Pane amore e fantasia», etc.), Mario Camerini («Una romantica avventura», «Ulisse», etc.), Steno e Mario Monicelli («Guardie e ladri»), e molti altri ancora.
La sua musica ha commentato le scene di film interpretati dai più grandi attori del suo tempo: Gino Cervi, Fernandel, Totò, Peppino De Filippo, Aldo Fabrizi, Marcello Mastroianni, Sophia Loren, Gina Lollobrigida, Vittorio De Sica, Alberto Sordi, Nino Manfredi, Rossano Brazzi, Anthony Queen, Linda Darnell, Kirk Douglas, Clark Gable, Jennifer Jones, Montgomery Clift, Katharine Hepburne.
In sua memoria, sono stati istituiti il “Festival Cicognini” e il “Premio Internazionale Cicognini”, entrambi diretti dal compositore e regista Davide Cavuti.

Pescara. Proseguono gli eventi culturali nella scuola di Musica Minuetto, in Viale Colonna a Pescara: lunedì 24 novembre alle 19, verrà presentato il libro di Emiliano Scenna (foto), Prima di dormire, con l’intervento del critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone.Emiliano Scenna ha 40 anni. Vive e lavora nella provincia di Pescara. Ha una laurea in lettere moderne ed è un insegnante. Per anni è stato attore di teatro. Prima di dormire è il suo primo romanzo scritto con Thomas Bernhard, Samuel Beckett, Louis-Ferdinand Céline, William Faulkner e László Krasznahorkai sul comodino. Così racconta la sua ultima fatica: “Un corpo disfatto in un letto d’ospedale, un uomo cieco, confuso, in bilico tra ricordi e allucinazioni. Una voce lo interroga, lo incalza, lo costringe a raccontarsi. E il racconto è una spirale discendente: l’ultimo giorno prima del crollo, l’amore malato per Dina, i locali notturni e i volti deformi, la violenza cieca, il sogno di fuga e la corsa suicida verso il fondo. Ma cosa è accaduto davvero? Il protagonista ha distrutto tutto ciò che amava o ha tentato di salvarlo? La realtà vacilla, la memoria è un inganno, e la verità si dissolve in un’ultima visione di pace. Prima di dormire è un viaggio disturbante dentro se stessi, scritto in una lingua sporca e febbrile, una discesa nel buio, un monologo teatrale che cerca la realtà nel suo stesso sgretolarsi. Una confessione senza redenzione. O forse solo l’ultima grande messa in scena.”