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Author Archives: Redazione

Al via la sperimentazione di mobilità sostenibile lungo tutta la Costa dei Trabocchi con l’attivazione delle bike station nelle stazioni ferroviarie da Francavilla al mare a Vasto-San Salvo.

L’iniziativa aggiunge un altro tassello al progetto di green mobility voluto e pensato dentro il Contratto di Costa e che vede protagonisti la Camera di commercio Chieti-Pescara insieme al Gal Costa dei Trabocchi, il Polo Inoltra e Legambiente, in collaborazione con la Regione Abruzzo.

Un ruolo importante è anche quello di Rete ferroviaria Italiana che, insieme a Legambiente, ha dato vita e ruolo alle bike station in Abruzzo, come elemento di centro servizi per il territorio, punto informativo turistico e hub di accesso alla mobilità sostenibile.

“Stiamo promuovendo la mobilità alternativa lungo la Costa dei Trabocchi – commenta il vicepresidente vicario della Camera di Commercio Chieti-Pescara, Lido Legnini – perché crediamo fortemente nella sostenibilità come il mezzo più efficiente per preservare la bellezza del territorio e contribuire, così, alla esaltazione di quella che sarà una delle vie ciclabili più affascinanti d’Europa”.

“Questo progetto rappresenta un esempio moderno di condivisione e dialogo in cui vengono contemplati gli interessi e le ragioni tanto dell’economia quanto dell’ambiente. In questo modo diamo il massimo sostegno alle istituzioni coinvolte ed educhiamo la cittadinanza ed il turista ad una fruizione completa della Costa”.

by Redazione

Sarà il 16 agosto a Pescara il primo e unico Concerto-show in veste Rock Sinfonica basato sulle musiche dei Queen.

Orchestra dal vivo e rock band fanno da sfondo a uno spettacolo che dal 2014 raccoglie standing ovation e tutto esaurito, con un seguito molto positivo tra il pubblico. Il prossimo appuntamento con Queen At The Opera e il 16 agosto a Pescara nel Teatro Gabriele D’Annunzio sul Lungo Mare Colombo Cristoforo, 122. 

Nato da un’idea di Simone Scorcelletti, prodotto Duncan Eventi, Queen At The Opera è interamente basato sulle leggendarie musiche dei Queen arrangiate dal Maestro Piero Gallo.

Talentuose le voci in scena: Luca Marconi (teramano che torna nella sua terra di origine), Alessandro Marchi, Valentina Ferrari e Giada Maragno già noti al pubblico per spettacoli come “Notre Dame de Paris“, “Romeo e Giulietta“, “Priscilla la Regina del deserto“, “Hair”. Si confrontano con i più grandi capolavori di Freddie Mercury, Brian May, John Deacon, Roger Taylor. Classici senza tempo come We are the champions, Barcelona, Bohemian rhapsody, We will rock you, The show must go on, Radio ga ga, A kind of magic, Under pressure, Another one bites the dust, e tanti altri, rivivranno nel loro travolgente splendore grazie alla perfetta fusione sonora, potente ed elegante, che solo un’orchestra sinfonica e una rock band possono generare. Il tutto sarà impreziosito da un suggestivo visual show, che renderà l’atmosfera dello spettacolo ancora più emozionante e coinvolgente. Nell’anno in cui Bohemian Rapsody si classifica al primo posto tra le canzoni acquistate in vinile in Italia, e il video di questa canzone raggiunge un miliardo di visualizzazioni, lo show perpetua e rinnova l’unione di generi alla base dei capolavori dei Queen. Registri lirici estesissimi della voce soprano si mescolano al graffiante rock, arpeggi acrobatici della chitarra si fondono con la dolcezza degli archi mentre si compongono le voci di cantanti in un tributo straordinario, senza una sbavatura. 

Il tour prevede tappe nelle migliori arene Italiane, a testimoniare l’assoluto rilievo che si è ritagliato nel mondo degli eventi: dopo Pescara, lo show sarà il 20 Agosto a Sanremo, il 21 agosto a Cinquale.

Queen At The Opera

Informazioni sullo spettacolo 
La parola “QUEEN” non poteva mancare nel titolo di questo show. Ma il tocco originale sta nel fatto che tutto è arrangiato dal Maestro Piero Gallo in chiave sinfonica, con un’orchestra che non stravolge, piuttosto impreziosisce le canzoni di Freddie Mercury e degli altri membri della band. Lo show è un omaggio ai QUEEN che ha una sua propria originalità, rimanendo fedele ai brani, affrontati con rispetto e riconoscenza.

La musica sta cambiando, E noi stiamo facendo del nostro meglio per ricordare al mondo che la vera musica è immutabile nelle sue continue trasformazioni, perché fa emozionare sempre.

Con questo spettacolo, infatti, spesso si unisce un pubblico di tutte le età, si può condividere un ricordo con nuove esperienze e far conoscere ai giovanissimi la “regale” arte dei Queen.

I Queen sono per me semplicemente il modo più bello di emozionarmi. Quando ascolto la loro musica è ho una sensazione di profonda commozione e leggerezza e mi auguro che il nostro show possa suscitarne analoghe, nel pubblico, ma per ognuno diverse.

Dobbiamo a Freddie Mercury un modo di concepire l’arte completamente diverso dal passato, il suo approccio alla musica, il suo modo di eseguirla e di rapportarsi al pubblico sono stati assolutamente unici ed immortali. Questa eredità dovrebbe essere tramandata.

by Redazione
Il giorno di Ferragosto è tradizionalmente dedicato alle gite fuori porta con lauti pranzi al sacco e, data la calura stagionale, a rinfrescanti bagni in acque marine, fluviali o lacustri. Molto diffuso anche l’esodo verso le località montane o collinari, in cerca di refrigerio.
Infatti, il termine “Ferragosto” deriverebbe da “Feriae Augusti” (riposo di Augusto, cioè dell’Imperatore Ottaviano Augusto), poiché la festività è stata istituita proprio dal primo imperatore romano il 18 a.C. Per i Romani le festività nel mese dedicato all’imperatore Augusto, appunto “Agosto” si svolgevano a partire dal 1° del mese andando ad aggiungere e ad inglobare delle festività già esistenti come i “°Vinalia Rustica”, i “Neomoralia” e i “Consualia”, festa dedicata al Dio della terra e della fertilità “Conso” che celebrava la fine dei lavori agricoli. L’insieme delle festività agostane riunite dall’Imperatore Augusto venivano appunto chiamato “Augustali” (Lodovico Antonio Muratori, “Dissertazioni sopra le antichità italiane“, Barbiellini, Roma 1755, tomo II, pagina 32 .
La festività con l’avvento del Cristianesimo venne spostata al 15 agosto per far coincidere la festività con l’Assunzione di Maria come si evince anche dall’enciclopedia Treccani alla voce “Ferragosto”.
A Ferragosto, secondo tradizione si usa fare delle gite fuori porta con pranzo al sacco vicino a ruscelli, laghi, fiumi o al mare. Molto diffusa la gita in campagna e in montagna dove si fanno escursioni. Ma, questa tradizione sta lentamente venendo meno, e molta gente riduce il ferragosto a lauti pranzi in ristoranti, trattorie o agriturismi, o, addirittura i più innovatori, preferiscono passare la giornata del 15 agosto in centri commerciali, dove poter mangiare nella grande distribuzione o facendo visite in città fra boutique e divertimenti mondani.
“Noi di Abruzzo Tourism – spiega Cristiano Vignali, Presidente di Abruzzo Tourism – siamo favorevoli alla tradizione e invitiamo gli Abruzzesi a passare il Ferragosto in Abruzzo, dotato di mare e montagna a pochi chilometri e di bellezze naturalistiche di flora e fauna che la rendono unica in Europa. Magari, seguendo dei percorsi esperienziali. A tal proposito, di seguito riproponiamo una simpatica ma interessante video – intervista informalmente rilasciata da me in un momento di relax al bar sul turismo in Abruzzo, video che è stato inspiegabilmente censurato da Facebook e da Instagram”.
by Redazione

Appuntamento sabato 17 agosto con il Campionato Nazionale Duathlon sotto l’egida Uisp a Farindola con la regia organizzativa del Team Iachini Cycling che torna ad allestire un evento tricolore per la terza volta dopo i precedenti datati 2013 a Casalbordino nel fuoristrada e 2015 a Montesilvano nel ciclocross.

Il borgo montano alle pendici del Gran Sasso si prepara a ricevere l’invasione pacifica degli specialisti del binomio mountain bike-corsa a piedi con partecipazione individuale e a staffetta promozionale.

Con ritrovo (alle 14:30), partenza (alle 16:00) e arrivo in località Spiaggetta, la frazione di mountain bike prevede un anello di 5 chilometri da ripetere 3 volte con 73 metri di dislivello a giro. Un percorso nel complesso veloce con due strappi molto brevi ma impegnativi e con l’attraversamento del guado del fiume Tavo. La frazione podistica contempla un tratto iniziale di 3 chilometri in asfalto nei pressi della centrale elettrica e poi quello conclusivo di 1,5 chilometri dopo aver affrontato la parte centrale della competizione in mountain bike.

Campionato Nazionale Duathlon Farindola locandina

Con il supporto della Provincia di Pescara e di Wolftour srl, con il contributo del dipartimento della gioventù e del servizio nazionale civile a valere sul fondo Politiche Giovanili Bando Restart, sta per arrivare un sabato post Ferragosto di grande sport e dalle premesse più che positive per questa inedita edizione del tricolore duathlon a Farindola.

Si precisa che il costo dell’iscrizione è di 15 euro, 7 euro per i partecipanti della gara a staffetta. Per i primi tesserati Uisp di ogni categoria è prevista la vestizione della maglia di campione nazionale.

by Redazione
Si avvicina la data del recupero del concerto di Bungaro, ospite del PescaraJazz&Songs.
Inizialmente previsto per il 10 luglio, l’atteso concerto si terrà sul palco di Estatica questo venerdì, 16 agosto alle 21.30.
Il noto autore e cantautore sarà dunque al porto turistico Marina di Pescara per una tappa di Maredentro tour (dal titolo del disco). Ingresso 15 euro (intero), 10 euro (ridotto), o in abbonamento (per chi aveva acquistato il carnet dedicato al tris di date con Anastasi e Montellanico). Biglietti disponibili anche al botteghino un’ora prima dello spettacolo. Per info: 393/9055578. Per maggiori info e per dettagli sugli acquisti online, questo il numero da comporre 085/9720014 (CiaoTickets/Pianella).

Cantautore elegante, artigiano della musica, autore di un grandissimo numero di canzoni portate al successo dai più importanti artisti italiani – Mannoia, Vanoni, Ayane, Ferreri, Mengoni, Morandi, Ruggiero, Civello, Magoni, solo per citarne alcuni – Bungaro vanta anche numerose collaborazioni con artisti della scena internazionale, tra cui quella con Ivan Lins (il loro progetto “InventaRio” ebbe la nomination ai Latin Grammy Awards 2014), Youssou N’dour, Daniela Mercury, Ana Carolina, Paula Morelembaum, Miùcha Buarque de Holanda, Ian Anderson, Omar Sosa, Lara Fabian.

Sul palco, oltre al leader che si esibirà in chitarra e voce saliranno Antonio de Luise (contrabbasso), Marco Pacassoni (vibrafono, percussioni e batteria) e Antonio Fresa (pianoforte).

“Questo disco unisce miei sogni, la mia navigazione tra l’essere interprete di me stesso e l’autore di grandi artisti – dichiara Bungaro -. L’amore per i dettagli, le parole con il cuore in bocca, l’Oriente e Sakamoto, l’impressionismo francese e Satie, gli incontri con le persone che, come me, credono nel buio luminoso e amano volare ancora con i piedi per terra”.
Maredentro ha vinto il Premio Lunezia e il Premio del Social World Film Festival. Molto apprezzato anche il videoclip di L’ombelico del mondo/Lu viddiccu di lu mundu, sempreverde della canzone italiana riadattata in dialetto brindisino e ammirata dallo stesso autore, Jovanotti,che l’ha commentata così: “Tony Bungaro è una delle voci italiane più belle della mia generazione, un artista profondo che ho sempre stimato, e mi ha fatto molto piacere quando ho saputo che nel suo nuovo progetto ha inserito una versione in dialetto de “l’ombelico del mondo” trasformandola in un canto salato e bagnato dal mare”.

In scaletta anche: Io non ho paura (resa celebre dall’interpretazione di Fiorella Mannoia); Guardastelle (vincitrice del Premio della critica al Festival di Sanremo 2004, canzone che ha girato il mondo ed è stata interpretata anche da Youssou N’Dour); Il Mare Immenso (presentata nel 2011 al Festival di Sanremo da Giusy Ferreri); Agisce (scritta per Patrizia Laquidara, Premio della critica Musicultura nel 2002); Il Deserto (cantata, in precedenza, con Fiorella Mannoia); A me non devi dire mai (scritta a quattro mani con Chiara Civello); Nottambula (una delle sue prime creazioni del lontano 1984, scritta con Pino Romanelli).

Inoltre, per la prima volta, Bungaro interpreta anche alcune canzoni di altri artisti: oltre a L’ombelico del mondo di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, anche La donna riccia (omaggio a Domenico Modugno); Passione di Libero Bovio (una delle canzoni napoletane più famose di tutti i tempi, molto amata dalla famiglia del cantautore). Bungaro propone inoltre Apri le braccia, unica versione italiana di Once in a life time di David Byrne dei  Talking Heads.
by Redazione
La tenzone finale tra i due Cavalieri per la mano di Madonna Diana, interpretata dalla giovane popolese Margherita Di Giovacchino, figlia di Giovan Giuseppe Bonaventura Cantelmo, Duca e Signore della Città, è stato il momento clou della serata, ma durante lo svolgimento del Certame de la Contea, a cura del Gruppo Storico della Città di Popoli, sono state messe in scena magnifiche coreografie e scenari che hanno stupito il numeroso pubblico intervenuto.
Palio e Certame di Popoli
La manifestazione è iniziata con un sontuoso corteo a cui hanno partecipato, oltre al folto gruppo locale formato da circa 100 figuranti, i gruppi delle Città di Lanciano – Mastrogiurato, Sulmona – Sestiere Porta Filiamabili e i sempre attesissimi trombonieri di Cava de’ Tirreni che con le loro bombarde hanno fatto tremare i cuori di tutti gli spettatori.
Palio e Certame di Popoli
Al termine della lunga sfilata si è svolto in Piazza della Libertà il Palio della Ruota (gara di tiro alla fune) che ha visto gareggiare i quattro Rioni di Popoli: Castello, Sant’Anna, Attoja e Torre de l’Aja che dopo una gara autoritaria si è aggiudicato il Palio disegnato dall’artista locale Anna Lisa Finocchi.
Alle 21.30 è partito poi senza ritardi lo spettacolo serale con la ormai celebre accensione della piazza da parte dei balestrieri e si è poi passati ai giocolieri, agli sbandieratori, ai cavalieri, agli alabardieri e ai giochi di fuoco.
Particolarmente emozionante lo spettacolo dei trampolieri della Compagnia Teatrale Accademia Creativa di Bastia Umbra che hanno proposto il mito di Orfeo ed Euridice.
Nel finale,  poi, la chiusura della manifestazione con la messa in scena della Grande Squadra  dei musici e degli sbandieratori del gruppo eseguita al buio con dei giochi di luce e “dulcis in fundo” i fuochi pirotecnici.
“Dopo tutto questo il Gruppo Storico di Popoli non si ferma – dichiara il Presidente Vito Marino – l’Associazione lavora 12 mesi l’anno, ed i prossimi impegni sono: spettacoli nelle città di Atri, Luco dei Marsi, Castel di Sangro e la partecipazione al prestigioso corteo di livello internazionale a Ischia in occasione dei festeggiamenti di Sant’Alessandro, quindi la partecipazione in autunno alla manifestazione medievale organizzata dal comune di Marino, alla famosissima Festa del Vino in onore di Marcantonio Colonna.
All’Associazione preme ringraziare tutte le persone che ogni giorno si impegnano per la riuscita degli eventi messi in scena e tutto il pubblico presente che è e sarà sempre parte integrante dello spettacolo”.
by Redazione

Stop al pesce fresco a tavola lungo tutto l’Adriatico con il fermo pesca che si estende dal 15 agosto anche al tratto di costa da San Benedetto e Termoli, dopo che la flotta aveva già interrotto le attività da Trieste ad Ancona e da Manfredonia a Bari.

A darne notizia è Coldiretti Impresapesca nel sottolineare che il blocco delle attività durerà nel tratto tra il sud delle Marche, l’Abruzzo e il Molise fino al 13 settembre.

“La novità di quest’anno è che – spiega Coldiretti Impresapesca – in aggiunta ai periodi di fermo fissati i pescherecci dovranno effettuare ulteriori giorni di blocco che vanno da 7 a 17 giorni, a seconda dalla zona di pesca alla quale sono iscritti. Le giornate di stop saranno decise direttamente dai pescatori che dovranno darne comunicazione scritta entro le ore 9 del giorno stesso. L’intero ammontare delle giornate aggiuntive dovrà essere obbligatoriamente effettuato entro il 31 dicembre 2019″.

(Foto dal web)

by Redazione

Ancora qualche giorno di attesa e prenderanno il via gli Internazionali di Tennis Città dell’Aquila | Aterno Gas & Power Tennis Cup, il quarto ATP Challenger del 2019 targato MEF Tennis Events. Sui campi in terra rossa del Circolo Tennis L’Aquila “Peppe Verna”, da lunedì 19 a domenica 25 agosto, giocatori provenienti da tutto il mondo si contenderanno il titolo conquistato la scorsa stagione dall’argentino Facundo Bagnis, attuale numero 160 ATP.

Da Musetti a Piros: le wild card – In vista dell’evento sono ufficiali le wild card del tabellone principale. Innanzitutto Lorenzo Musetti, che una volta raggiunta la prima posizione della classifica mondiale under 18 ha deciso di dedicarsi a tempo pieno all’attività “pro”.

In semifinale a giugno al Challenger di Milano, l’allievo di Simone Tartarini va a caccia di un altro grande risultato per migliorare il proprio ranking. Poi Francesco Forti, altro azzurro di belle speranze, che oltre agli ottimi piazzamenti nel circuito ITF si è fatto conoscere con i quarti di finale al Challenger di Vicenza, in cui ha sconfitto, tra gli altri, Paolo Lorenzi.

Ultimo italiano a ricevere una wild card Luca Pancaldi, vincitore del torneo della Race to MEF Challenger di Imola. Dalla Spagna, accompagnato dall’ex numero 1 del mondo Juan Carlos Ferrero, arriverà Carlos Alcaraz. Classe 2003, l’iberico è considerato uno dei giovani talenti migliori al mondo. Numero 37 della classifica mondiale under 18 e 582 ATP, Alcaraz ha vinto a luglio a Denia il suo primo ITF $25.000 e all’esordio nel circuito Challenger, ad aprile ad Alicante, si è reso protagonista dell’eliminazione del golden boy Jannik Sinner. Ultima wild card alla stella ungherese Zsombor Piros, classe ’99 vincitore anch’egli di un titolo ITF $25.000, un anno fa a Budapest.

Pietrucci annuncia: “Ci sarà il nuovo Campo Internazionale” – Entusiasta il presidente di MEF Tennis Events e direttore del torneo Marcello Marchesini: “A distanza di dieci anni dal sisma, siamo onorati di confermare L’Aquila come sede della manifestazione. Faremo del nostro meglio per contribuire alla rinascita di questa meravigliosa città”. Pronto all’evento anche Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila: “Atleti già affermati e giovani promesse della racchetta calcheranno per una settimana i campi di una struttura storica per l’Abruzzo. C’è grande attesa”. Poi Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo: “Invito tutti gli appassionati di tennis a cogliere l’opportunità di assistere al torneo dal vivo, con partecipazione emotiva, trascorrendo qualche giorno a L’Aquila e apprezzando le tante iniziative che l’amministrazione comunale organizza negli stessi giorni”.

Il pensiero di Guido Quintino Liris: “In qualità di Assessore allo Sport della Regione Abruzzo sono orgoglioso di sostenere un evento di tale portata, che conferisce al capoluogo e a tutta la regione il tributo che meritano”.

Infine l’annuncio di Pierpaolo Pietrucci, presidente del Circolo Tennis L’Aquila “Peppe Verna”: “Per questa grande occasione avrà luogo l’inaugurazione dello stadio del tennis rinominato come ‘Campo Internazionale’, recuperato e ristrutturato per volontà del nuovo direttivo con risorse proprie. A settembre prenderanno il via i lavori di ristrutturazione del circolo tennis per una somma di €400.000 che, quando ricoprivo l’incarico istituzionale, presi l’impegno di far finanziare”.

Le modalità di accesso – Capitolo biglietti e abbonamenti. Dal 19 al 22 agosto, l’accesso a tutti i campi è gratuito. Dal 23 al 25 agosto, l’accesso è possibile acquistando una delle seguenti tipologie di biglietto: giornaliero € 10,00 | Bambini 6-11 anni € 5,00 | Bambini 0-5 gratuiti senza diritto al posto; abbonamento weekend € 25,00 | Bambini 6-11 anni € 15,00 | Bambini 0-5 gratuiti senza diritto al posto; ground € 5,00 | Bambini 0-11 gratuiti (consente l’accesso ai campi 1 e Grand Stand). È possibile acquistare biglietti ed abbonamenti presso la biglietteria del Circolo Tennis L’Aquila, aperta da domenica 18 agosto a domenica 25 agosto dalle ore 10:00 alle 19:00 o sul sito www.diyticket.it.

by Redazione

Tutto pronto per “Musica Maestro”, l’evento organizzato dall’associazione LiberArti che si terrà il 19 agosto a Torino di Sangro (Ch).

L’iniziativa avrà inizio alle 19.30 con l’intitolazione della piazzetta del Tiglio a Domenico Renzetti, celebre compositore e pianista nonché papà del Maestro Donato Renzetti che sarà il protagonista dell’evento.

Alle 21.00 in piazza Donato Iezzi si terrà il concerto di musica classica che vedrà la straordinaria partecipazione del Maestro di fama mondiale, nato a Torino di Sangro, Donato Renzetti che per l’occasione dirigerà l’orchestra filarmonica “Gioachino Rossini” di Pesaro composta da oltre 50 musicisti.

Locandina evento

L’esibizione musicale, che sarà introdotta dai bambini del Coretto della Biblioteca di Torino di Sangro che canteranno una canzone scritta in occasione del primo lancio di un razzo nello spazio, “Razzo Pioniere”, arrangiata da Antonio Cericola, durerà tre ore e  sarà strutturata in tre tempi. Il primo tempo vedrà la partecipazione di Silvia Esposito e del mezzo soprano Lorena Zaccaria che canteranno le opere più note del panorama lirico italiano. Nel secondo tempo si esibiranno Loris Francesco Lenti, percussionista che ha lavorato alla Scala di Milano insieme al collega di fama mondiale David Searcy, e Silvia Esposito, laureata con 110 e lode al conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Il terzo tempo vedrà la partecipazione di Maurizio Fabrizio, altro fiore all’occhiello artistico di Torino di Sangro che si esibirà in una serie  di brani conosciuti di cui lui è autore, come la famosa “Almeno tu nell’universo” di Mia Martini.

Tutte le opere saranno dirette dal Maestro Donato Renzetti, che si alternerà con altri direttori di calibro mondiale come Domenico Longo e tanti altri ancora.

Il maestro Donato Renzetti, al quale è dedicato questo evento, è natìo di torino di Sangro, è tra i direttori d’orchestra italiani più affermati nel mondo e ha ottenuto numerosi riconoscimenti in importanti concorsi internazionali: il “Diapason d’Argento” nel 1975 e nel 1976 al Gino Marinuzzi (1882-1945) di San Remo, l’Ottorino Respighi nel 1976 all’Accademia Chigiana di Siena, la medaglia di bronzo nel 1978 al “Primo Concorso Ernest Ansermet” di Ginevra, nel 1980 è stato nominato all’unanimità vincitore assoluto del “X Concorso Guido Cantelli” del Teatro alla Scala di Milano al Teatro Coccia di Novara.

La sua carriera non ha avuto sosta alternando l’attività sinfonica con produzioni d’Opera Lirica e registrazioni discografiche.

Ha diretto alcune tra le più importanti orchestre del panorama musicale internazionale: la London Sinfonietta, la London Philharmonic, la Philharmonia di Londra, l’English Chamber Orchestra, la RIAS di Berlino, l’Orchestra di Stato Ungherese, la Filarmonia di Tokyo, la Filarmonica di Buenos Aires, l’Orchestra della Scala di Milano, l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma, la Dallas Symphony, la BRT di Bruxelles, l’Orchestre National du Capitol de Toulouse, l’Orchestre National de Lille e la National del Lyon, la Zeeland Symphony, l’Orchestra della RAI di Milano, Torino, Roma e l’Orchestra Scarlatti di Napoli, l’Orchestra Sinfonica di Bilbao.

La Filarmonica Gioachino Rossini, che per l’occasione sarà diretta dal Maestro, è composta da musicisti, professionisti con consolidata esperienza in attività artistica nazionale ed internazionale. Si identifica in un progetto qualitativo fortemente radicato nella terra di Rossini e si propone di affrontare, in tutti gli aspetti, gli sviluppi della cultura musicale del territorio con lo scopo di proiettare il proprio nome, unitamente a quello della terra da cui proviene (le Marche), nei circuiti culturali più importanti a livello internazionale.

La conclusione dell’evento sarà affidata al brano “Nina”, scritto da Domenico Renzetti per sua moglie Nina, cantata per l’occasione da Silvia Baleani, moglie di Donato Renzetti che dopo tanti anni torna a esibirsi sul palco.

by Redazione

Lasciando a Barisciano la statale che solca l’altipiano per prendere la strada che s’inerpica verso Castel del Monte, già dopo i primi tornanti il paesaggio ti intriga. E’ una meraviglia questo angolo d’Abruzzo alle pendici della catena del Gran Sasso, nel Parco nazionale omonimo, uno dei quattro della regione più verde d’Europa, con oltre un terzo del suo territorio protetto. Ogni curva rivela uno scenario d’incanto: colli, boschi, vette ardite, borghi suggestivi come presepi. Ed ecco si attraversa Santo Stefano di Sessanio, antico borgo medioevale diventato caso d’accademia nel mondo – ne ha parlato anche il New York Times – perché un “visionario” architetto italo-svedese, Daniele Kihlgren, ne ha fatto un albergo diffuso, ripetendo poi l’esperienza anche nei Sassi di Matera, e in altri villaggi semiabbandonati dell’Abruzzo. Ora Santo Stefano di Sessanio, 120 abitanti, è uno dei Borghi più belli d’Italia, sta rinascendo dai danni inferti dal terremoto del 2009 ed è meta di turisti dall’Italia e dall’estero. Nel Cinquecento il fu acquistato dai Medici di Firenze per controllare la produzione della lana che da queste parti abbondava, grazie agli armenti che potevano contare d’estate sugli sterminati pascoli del Gran Sasso e d’inverno in transumanza nel Tavoliere della Puglia. La Torre medicea, simbolo del borgo, presto sarà ricostruita dopo le ferite del sisma.

 

Mentre si lascia il borgo, la strada per un po’ scorre quasi lineare verso Calascio. Eccolo il paese, con le sue case addossate alla montagna e le sue chiese ricche di opere d’arte. E sulla vetta del colle la splendida Rocca che domina dall’alto la vista sulla rigogliosa valle del Tirino. La Rocca di Calascio, famosa per essere stato scenario per diversi film, è considerata da National Geographic uno dei 15 castelli più belli del mondo per la sua meravigliosa singolarità e per l’incanto del contesto ambientale. Calascio, 135 abitanti a 1200 metri d’altitudine, è inserita nel club dei Borghi autentici d’Italia. Lasciato il paese, la strada torna ad essere tortuosa, scendendo in una piccola conca indorata dalle biade e dal grano appena mietuto. Poi risale verso Castel del Monte, che a qualche chilometro si offre di fronte, nell’esposizione delle sue suggestive architetture. E’ classificato, come Santo Stefano di Sessanio, tra i Borghi più belli d’Italia, club rigoroso che annovera 271 borghi del Belpaese, certificandone le singolari bellezze, nel quale l’Abruzzo ne conta ben 23.

 

Esposto sulle pendici del monte Bolza, a 1346 metri d’altitudine, Castel del Monte è l’avamposto abitato più elevato nei contrafforti del Gran Sasso d’Italia. Da qui la strada ascende verso il grande altopiano di Campo Imperatore, incontrando subito Monte Camicia, la vetta meridionale della catena, poi Monte Prena e il Brancastello, prima d’arrivare ai piedi del Corno Grande (2.912), la cima più alta degli Appennini. Le vestigia più antiche di Castel del Monte attestano un primitivo insediamento del popolo italico dei Vestini, sul Colle della Battaglia a sud dell’abitato, dove risultano ancora ben visibili le tracce di tre fossati circolari concentrici e di altrettante cerchia di mura a protezione del villaggio, del quale sono stati rinvenuti resti d’una grande porta d’accesso ed una piccola pusterla. Rinvenuta, nei pressi, anche un’importante necropoli italica.

 

L’attuale borgo di Castel del Monte conserva l’originario disegno altomedioevale, con architetture degne d’interesse.  Bella la Chiesa Madre dedicata a San Marco Evangelista. Il primo nucleo risale al XI-XII secolo, ma un significativo ampliamento si ebbe a fine Duecento, per volere di Corrado d’Acquaviva, che possedeva la “Terra di Castel del Monte”. L’ampio assetto attuale a tre navate con cupola ottagonale risale al Quattrocento. Particolarmente ricco l’interno, con altari in pietra, in stile rinascimentale e barocco, bassorilievi e una fonte battesimale del Cinquecento, con inciso lo stemma dei Medici che per quasi due secoli ebbero in proprietà il borgo. Notevole il pulpito ligneo, cesellato e decorato ad oro zecchino. A lato della chiesa s’erge l’imponente campanile quadrato, con duplice funzione di torre campanaria e torre d’avvistamento. Interessanti anche la quattrocentesca Chiesa di S. Maria del Suffragio, che ha una magnifica pala d’altare attribuita al fiorentino Bernardino di Lorenzo, donata nel 1585 dal principe Francesco Antonio de Medici, e la settecentesca Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria.

 

Nell’alto medioevo Castel del Monte, come gli altri territori circostanti, fu soggetto ai monaci Volturnensi, che facevano capo alla grande abbazia benedettina di S. Pietro ad Oratorium, nella piana di Capestrano. Passò poi ai conti di Celano, agli Acquaviva di Atri, ai Piccolomini di Siena, per un brevissimo periodo ad Alessandro Sforza, ad Ottavio Cattaneo dal 1569 ed infine, nel 1579, ai Medici di Firenze. Castel del Monte compare per la prima volta nel 1223 in una bolla pontificia di papa Onorio III, con il nome di Castellum de Monte. Fece quindi parte del marchesato di Capestrano (principato dal 1584), seguendo le vicende, sotto lo stesso signore, della baronia di Carapelle, che comprendeva oltre a Carapelle Calvisio anche Castelvecchio Calvisio, Calascio e S. Stefano di Sessanio. Questi borghi costituivano lo “Stato di Capestrano”, dove aveva sede il governatore, nel castello Piccolomini.

 

Castel del Monte, ora 434 abitanti, fino alla prima metà del Novecento era un paese molto più popolato (nel 1921 contava 3.188 abitanti). La sua economia fondava sulla pastorizia, che vantava fino a 50 mila capi di pecore, e sulla produzione della lana. Da qui, in settembre, scendevano le greggi verso il Tratturo magno che dall’Aquila portava milioni di pecore a svernare nella Capitanata di Foggia. Per i pastori in transumanza una storia plurisecolare di fatiche, di ataviche tradizioni, di commistioni culturali.  Per i grandi armentari e proprietari del latifondo montano una storia di ricchezze, prosperate con i prodotti dell’allevamento e con i commerci della lana. Una storia di sacrifici e floridezze, che tuttavia avrebbe avuto fine nel secondo dopoguerra, con la crisi della produzione della lana causata dall’arrivo sul mercato di lane più competitive e delle fibre sintetiche. La transumanza prese dunque altre strade, questa volta non i tratturi ma quelle dell’emigrazione. E come tutti i paesi dell’entroterra abruzzese anche Castel del Monte alimentò il fiume migratorio verso il nord e sud America, verso l’Australia e nella vecchia Europa. Anzitutto la Francia e il Belgio. Proprio in Belgio, nella più tremenda tragedia mineraria che l’8 agosto 1956 a Marcinelle fece 262 vittime – 136 erano italiani e tra essi ben 60 abruzzesi – pure Castel del Monte diede il suo tributo di dolore, con due morti nel rogo di Bois du Cazier.

 

Attualmente a Castel del Monte la storia della Pastorizia e della Transumanza è raccontata dal Museo omonimo, come pure dal Museo dell’Arte della Lana, mentre tre altri piccoli musei raccontano la cultura materiale e contadina. Ma soprattutto la pastorizia abruzzese è oggi rappresentata dall’annuale Rassegna degli ovini a Fonte Macina di Campo Imperatore, promossa dalla Municipalità. La storia dell’Emigrazione, invece, ha trovato un’antesignana in Lina Petricola, emigrata in Francia, che dieci anni fa, tornata al paese natale organizzò, con la collaborazione del Comune, la prima Festa dell’Emigrante. Nel 2012 la manifestazione si arricchì con il Premio “La valigia di cartone”, organizzato dal Comune, grazie al forte impulso del sindaco Luciano Mucciante e dell’assessore Caterina Bernardoni. Da allora ogni anno si tributa il riconoscimento a personalità che all’estero onorano la terra d’origine o che in patria dedicano particolare attenzione all’emigrazione italiana e alla sua storia. Straordinario ed infaticabile coordinatore del Premio è Geremia Mancini, già sindacalista di rango nazionale, ma soprattutto appassionato studioso dell’emigrazione abruzzese, ricercatore attento delle storie che ne costituiscono l’epopea, ora raccolte insieme ad altre nella trilogia “Abruzzo, Stars&Stripes”, di cui sono usciti i primi due volumi – autori Generoso D’Agnese, Dom Serafini, Geremia Mancini – per i tipi di Ricerche & Redazioni.

 

Il Premio, quest’anno, è alla sua ottava edizione. Chi scrive è venuto per assistervi. L’evento, come di consueto, si tiene nel teatro “F. Giuliani”. Nel corso degli anni ha insignito personaggi di caratura nazionale ed internazionale. La cerimonia ha inizio appena dopo le 11, con l’intervento di saluto dell’assessore Caterina Bernardoni, cui è seguita la relazione introduttiva del coordinatore Geremia Mancini, che del Premio ha riassunto le più significative presenze nel corso delle edizioni precedenti, prima d’illustrare, con la collaborazione di Generoso D’Agnese, giornalista e saggista del fenomeno migratorio, le biografie degli insigniti. Dapprima però la consegna di tre riconoscimenti speciali: a Lina Petricola per aver dato impulso alla Festa dell’Emigrante, e al prof. Vittorio Mastrangelo, scienziato e docente all’Università di Parigi, entrambi nativi di Castel del Monte; infine al parroco Josep Mazola Aynepa, d’origine congolese. E’ quindi iniziata la consegna delle Targhe del Premio “La valigia di cartone”, conferito per il 2019 a Maurizio Mariano (Sud Africa), Paolo Di Francesco (Messico), Berenice Rossi (Argentina), Anthony Molino (Stati Uniti), Pierluigi Spiezia e Stefano Monticelli, che non ha potuto essere presente. Quelle che seguono, in estrema sintesi, sono le biografie degli insigniti che, con parole e testimonianze molto toccanti, hanno ciascuno ripercorso la propria storia d’emigrazione.

 

Maurizio Mariano, 55 anni, è nato a Johannesburg da genitori entrambi abruzzesi, padre di Fallo e madre di Villa Santa Maria. Avvocato di successo, gestisce cinque studi legali, di cui uno nella capitale Pretoria. E’ uomo di spicco in Sud Africa, dove ha iniziato nel 2002 a fare politica nelle file dell’African National Congress. E’ stato stretto collaboratore di Nelson Mandela, Presidente del Sud Africa e Premio Nobel per la Pace. Del grande uomo politico sudafricano, nell’intervento di ringraziamento per il Premio ricevuto, Mariano ha tracciato un ricordo personale, illustrando i valori profondi del pensiero politico e sociale di Mandela. Con Maurizio Mariano erano presenti il sindaco di Fallo, Alfredo P. Salerno, e il consigliere comunale Annarita Di Paolo. Chi scrive conobbe Maurizio Mariano nel settembre del 2007, in Sud Africa. Quell’anno si tenne là, a Johannesburg, il Meeting annuale del Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo (CRAM) di cui ero uno dei componenti. L’avv. Mariano, con l’Associazione Abruzzese di Johannesburg, fu uno degli esponenti che contribuì alla perfetta organizzazione dell’evento, insieme al presidente dell’Associazione, Carmine Angelucci, e a Mario Di Cicco, consigliere del CRAM. Mariano coordinò l’agenda degli incontri che il CRAM ebbe con rappresentanti del governo e con altre istituzioni sudafricane, a Johannesburg e Pretoria.

 

Paolo Di Francesco, imprenditore e docente. Emigrato da Atessa nel 1985, in Messico a Monterrey, capitale industriale ed economica del grande paese centroamericano, è presidente della Dante Alighieri di quella città. Insegna italiano alla Dante e all’Istituto Tecnologico y de Estudios Superiores, una delle Università di Monterrey. Da quasi 30 anni Di Francesco organizza programmi di scambio culturale per giovani tra l’Italia ed il Messico. E’ inoltre impegnato con diverse imprese commerciali ed industriali, per facilitare i loro rapporti con l’Italia. E’ stato addetto culturale del Consolato italiano a Monterrey e Segretario generale della Camera di Commercio italiana in Messico. Notevoli le sue iniziative per la promozione della lingua italiana, ma soprattutto l’impegno, realizzato in collaborazione con l’Università di Monterrey, nella formazione professionale di giovani che ogni anno, dopo aver imparato l’italiano, vengono in Italia (e in Abruzzo) a formarsi in seno a fabbriche con alto contenuto tecnologico e in forte innovazione.

 

Berenice Rossi, docente e saggista del fenomeno migratorio italiano in Argentina, il Paese dove vive. La prof. Rossi, in particolare, ha condotto sul campo un’approfondita ricerca sull’emigrazione abruzzese, poi pubblicata, indagando con interviste in seno alla costellazione dell’associazionismo abruzzese, che è diffuso su tutto il territorio del grande paese latinoamericano. L’Argentina, infatti, che ha la più alta incidenza di oriundi italiani (circa il 50% della sua attuale popolazione di oltre 45 milioni d’abitanti), conta anche una numerosa comunità abruzzese, con le presenze più significative nelle province di Buenos Aires, Santa Fe, Cordoba, Entre Rios e Neuquen. La prof. Rossi ha nel suo intervento richiamato l’importanza di inserire nei programmi delle scuole la storia dell’emigrazione italiana.

 

Anthony Molino, nato nel 1957a Philadelphia (Usa), è psichiatra, antropologo e traduttore. Da quasi 25 anni vive in Italia, tra Vasto e Pescara. Psicoanalista di formazione anglo-americana, ha conseguito il Ph.D. in antropologia presso la Temple University di Philadelphia. E’ anche membro della National Association for the Advancement of Psychoanalysis (New York) e della Site for Contemporary Psychoanalysis (Londra). In Italia ha pubblicato i seguenti libri: Liberamente Associati (Astrolabio, 1999), Psicoanalisi e buddismo (R. Cortina, 2001), nonché due volumi di cui è co-curatore: La Vitalità degli Oggetti (Borla, 2007), e Tra sogni del Buddha e risvegli di Freud (Arpanet, 2010). Pluri-premiato traduttore di letteratura italiana, Molino ha pubblicato, per importanti case editrici americane, otto libri di traduzioni dei poeti V. Magrelli, L. Mariani, e A. Porta, nonché commedie di Manlio Santanelli e Eduardo De Filippo, di cui ha reso in inglese “Natale in casa Cupiello”. Il prof. Molino ha raccontato, con commozione, la storia dei nonni abruzzesi emigrati a New York. La nonna vi emigrò nel 1929, rimanendo vedova dopo appena 6 mesi dall’arrivo negli States, per la morte sul lavoro di suo marito, mentre aveva due figli in tenera età.

 

Pierluigi Spiezia, giornalista e direttore responsabile della testata web ilmondo.tv, anche televisiva. Attento al fenomeno migratorio italiano, Spiezia è componente dell’Osservatorio Regionale dell’Emigrazione ed è stato collaboratore del CRAM, seguendo negli ultimi dodici anni tutte le missioni e le annuali adunanze dell’organismo rappresentativo delle comunità abruzzesi nel mondo.

 

Anche questa ottava edizione del Premio “La valigia di cartone”, brillantemente condotta da Geremia Mancini, presidente onorario dell’Associazione “Ambasciatori della fame”, non ha mancato di offrire spunti di riflessione e testimonianze, sulla scorta di esemplari vite vissute dentro e intorno all’emigrazione italiana. La splendente giornata nell’incantevole borgo di Castel del Monte, tra le suggestioni del prezioso centro storico intricato di viuzze, scalette, archi e case di pietra indorate dal sole, ha regalato agli insigniti e agli ospiti intervenuti all’evento non poche emozioni, in un angolo d’Abruzzo davvero assai ricco di bellezze architettoniche, artistiche e naturali.

 

Albo d’Oro del Premio “La valigia di cartone”

 

2012 – Prima edizione

Silvano Console, per il film “Monongah”

Rocco Paternostro, Università di Roma “La Sapienza”, per il libro “La letteratura italiana dell’Emigrazione”

Maurilio Di Giangregorio, storico ed autore di diversi libri legati all’emigrazione

Generoso D’Agnese, giornalista di “America Oggi”

Antonio D’Orazio, direttore Ires Cgil, autore de “L’umanità sepolta”.

“La Valigia di Cartone” – sezione speciale – al dr. Gianni Letta e a Maurizio Lodi-Fe, produttore del film “Pane e Cioccolata”, con attore protagonista Nino Manfredi.

 

2013 – Seconda edizione

Marco Ottavio Graziano, regista del film “Emigranti” e giornalista Mediaset

Emiliano Giancristofaro, etnologo e saggista, studioso dell’emigrazione abruzzese ed autore del volume “Cara moglia… lettere a casa di emigranti abruzzesi”

Giovanna Di Lello, giornalista e direttore artistico del Festival “Il dio di mio padre” dedicato a John Fante “Abruzzo nel Mondo”, periodico (compiva 30 anni), premio ritirato da Sofonia Berardinucci Palestini.

 

2014 – Terza edizione

Federica Vicino, regista de “L’uomo carbone”

Michele Di Mauro, autore del libro “L’uomo carbone”

Nino Domenico Di Pietrantonio, presidente Associazione “Vittime Bois du Cazier – Marcinelle” Associazione “Voci Dalla Miniera” di Palombar

Benedicta Boccoli, attrice

Claudio Botosso, attore.

 

2015 – Quarta edizione

Toni Ricciardi, Università di Ginevra, storico delle migrazioni e autore del libro “Morire a Mattmark

Marino Valentini, autore del libro “Il naufragio dell’Utopia

Goffredo Palmerini, giornalista e scrittore, presidente ANFE Abruzzo

Norberto Lombardi, storico e studioso dell’emigrazione

Associazione culturale “Tutti pazzi per Corvara” per il film documentario Rai “Un rosario di chiavi. Una storia di emigrazione abruzzese”.

 

2016 – Quinta edizione

Donato Di Matteo – Assessore Regione Abruzzo con delega Emigrazione e Tradizioni Locali

Maria Fosco, Queens College di New York, già dirigente del John D. Calandra Institute

Mario Daniele, Console onorario d’Italia a Rochester, Stati Uniti

Valeria De Cecco, per il film documentario «Anima abruzzese – L’avventura dell’emigrazione»

Gabriele Giandomenico, autore del libro “Memorie di un Emigrante”

 

2017 – Sesta edizione

Marcello Maviglia, Università del New Mexico (Usa), psichiatra e studioso dei nativi americani

Vincent Scarza, produttore televisivo e regista

Veronica Pace, regista ed autrice de “I Love Litaglia”

  1. D’Agnese – G. Mancini – D. Serafini, autori del libro “Abruzzo Stars&Stripes”

Gino Berardi, pittore

Joseph D’Andrea, già Console onorario d’Italia a Pittsburgh

Maurizio Di Fazio, giornalista

 

2018 – Settima edizione

Pierpaolo Pietrucci, Consigliere Regione Abruzzo

Antonio Razzi, già Senatore della Repubblica

Associazione “Marcinelle, per non dimenticare”, di Manoppello

Antonio De Fabritiis, ex sindacalista CISL, presidente Associazione Abruzzesi a Cuba

Frank Salvatore, scrittore, già docente universitario alla Villanova University di Philadelphia

Luciano Borsari, fotoreporter per la Zuma Press, negli Stati Uniti

Rosanna Di Pierdomenico, emigrata in Canada, già direttore di Bank of Montreal e TD Bank Lia Di Menco, docente, presidente del Circolo Abruzzese e Molisano di Belluno

Antonio Giallonardo, presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri, sezione di Toronto Antonella Barbella, chef internazionale, vive ad Amsterdam promuovendo la cucina abruzzese Giacinto Damiani, editore di Teramo.

 

2019 – Ottava edizione

Maurizio Mariano (Sud Africa), avvocato, personalità di spicco già collaboratore di Nelson Mandela

Paolo Di Francesco (Messico), imprenditore e presidente della Dante Alighieri di Monterrey
Berenice Rossi (Argentina), docente e saggista sul fenomeno migratorio in Argentina
Anthony Molino (Usa), psichiatra, antropologo e traduttore
Pierluigi Spiezia, direttore responsabile “Il Mondo Tv” e componente del CRAM

Stefano Monticelli, autore produttore e regista “Gambero Rosso Channel”
Riconoscimento speciale a Vittorio Mastrangelo, docente Università di Parigi, Lina Petricola, realizzatrice della prima Festa dell’Emigrante a Castel del Monte, e Josep Mazola Aynepa, parroco di Castel del Monte.

by Redazione