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Tag Archives: turismo regionale

Souvenir d'Abruzzo

Le vacanze agli sgoccioli anzi, per tanti sono già finite da giorni. Per chi può godere di qualche altro giorno di riposo, una delle domande a cui dare risposta è: cosa riporto a casa?

Per chi è stato in Abruzzo, la risposta è: mortadella di Campotosto (nella foto), zafferano di Navelli e Montepulciano d’Abruzzo.

Questi i souvenir che i turisti riportano a casa dalle vacanze abruzzesi secondo Coldiretti; un dato che dimostra quindi come l’enogastronomia della nostra regione, ha un valore importante e acquista sempre più fascino.

Afferma Coldiretti Abruzzo:

L’acquisto di prodotti tipici come ricordo delle vacanze è una tendenza in rapido sviluppo favorita.

In Abruzzo, a fare la parte del leone sono i prodotti tradizionali legati alle specificità territoriali che riescono ad accontentare tutti i gusti e le diverse esigenze.

Il risultato è che il cibo è diventata la voce principale del budget delle famiglie in vacanza con circa un terzo della spesa di italiani e stranieri destinato alla tavola.

by francesca
treglio

L’estate sta finendo ma la voglia di trascorrere una domenica fuori porta c’è sempre; l’Abruzzo infatti regala scorci di natura e luoghi per ogni momento.

Come Treglio per esempio, in provincia di Chieti, a pochi chilometri da San Vito (una delle mete turistiche preferite per il suo mare pulito).

Il nome del paese deriva dal personale latino Trellus che risale al XII e XIII secolo. Come molti paesi del circondario fu feudo dell’Abbazia di San Giovanni in Venere.

La parte più antica della città è costituita dal centro cittadino posta sul colle centrale mentre le sue contrade Sacchetti e Paglieroni nate nell’Ottocento e sviluppatesi agli inizi del Novecento sono situate su altri due colli.

Cosa visitare a Treglio? Sicuramente non può mancare un giro all’ex palazzo vescovile in piazza San Giorgio. La facciata ha pianta rettangolare, è suddivisa su due livelli ha una copertura del tetto a quattro falde. Al centro della facciata si erge una torre. Al pian terreno vi sono delle attività commerciali, mentre, al primo piano vi sono degli appartamenti privati.

C’è poi la chiesa di San Rocco su via Roma. L’edificio, di dubbia attribuzione storica pare essere dell’Ottocento. La chiesa inoltre è adibita al culto solo in occasioni speciali, ad esempio la festa di San Rocco, per cui viene portata in processione la statua lignea posta dentro la navata.

Tra gli eventi, da segnalare Borgo Rurale, che si tiene ogni anno a novembre, la Festa del Vino Novello Castagne e Olio Nuovo il cui obiettivo è quello di far conoscere il mondo dei contadini e degli agricoltori a quello turistico, consentendo alle aziende agricole ed artigianali di offrire ai turisti le prelibatezze tipiche della Frentania e di far conoscere questa parte dell’Abruzzo.

Foto: Di Giorgio Pietrocola – Opera propria, CC BY-SA 4.0

by mediaplus.adv
Camminata per Santa Maria Arabona

Torna la 7^ edizione della Camminata per Santa Maria Arabona (Manoppello) domenica 15 settembre; un modo naturale e sano alla scoperta di luoghi religiosi, storici e mistici, nelle varie tappe non mancheranno le degustazioni ma soprattutto delle piacevoli sorprese.

Santa Maria de Arabona è l’abbazia risalente alla fine dell’XII secolo che si trova nell’omonima frazione nel comune di Manoppello (Pescara), dichiarata monumento nazionale nel 1902.

La partenza è a gruppi, al momento della prenotazione bisogna indicare il gruppo in base alle disponibilità.

L’itinerario è di circa 7 Km, si consiglia un abbigliamento comodo è possibile portare il passeggino.

camminata Manoppello

Per i disabili in carrozzina è consigliato l’uso di un supporto elettronico o di una spinta alla vecchia maniera.

È possibile partecipare con il vostro amico a 4 zampe (anche se siamo in campagna, ricordiamoci che ci sono altri viandanti e animali in libertà. Nella Villa Romana non possono accedere).

Info e iscrizioni: Mirco 3387819110 – Maurizio 3337424261.

Foto: Di Alan p at it.wikipedia, CC BY-SA 3.0

by Redazione
gole del salinello

Una Riserva naturale a tutela dell’habitat delle gole create dal fiume Salinello: sono le Gole del Salinello nella provincia di Teramo all’interno Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

La riserva è stata istituita con la legge regionale n. 84/1990; le gole possono essere definite un enorme canyon scavato dall’acqua del fiume omonimo tra i Monti Gemelli, il Foltrone (1720 m) e il Girella (1814 m).

Area verde dunque dove la Natura la fa da padrona con i mammiferi che vivono all’interno del Parco; camminando per i sentieri infatti è frequente incontrare tracce del passaggio di lupi, cinghiali, volpi e tassi.

Le pareti delle gole offrono l’habitat naturale per la nidificazione di numerose specie di volatili, tra cui l’aquila e corvo reale. Nelle acque del fiume vive la trota iridea.

Una Riserva, quelle delle Gole del Salinello, che al suo interno hanno anche due importante zone attrattive:

Grotta Sant’Angelo o di San Michele Arcangelo

La grotta più nota ed estesa è profonda 30 m e larga 10 m, in alcuni punti raggiunge un’altezza di 30 m. Utilizzata fin dal Paleolitico, è stata oggetto di scavi archeologici che hanno portato alla luce reperti databili fino al 6000 a.C.

Eremo di Santa Maria Scalena ed Eremo di San Francesco alle Scalelle

Di difficile accesso quello di Santa Maria Scalena, sono più facili da raggiungere i resti dell’Eremo di San Francesco alle Scalelle.

by mediaplus.adv
rifugi d'Abruzzo

Pensare di trascorrere qualche giorno ad alta quota mentre a valle l’afa avanza: non è una cattiva idea se si ama il freddo e si soffre il caldo.

Una soluzione che in Abruzzo c’è; la regione che vede il mare dalla montagna offre anche questa possibilità: i rifugi d’Abruzzo sono un’ottima alternativa alle vacanze al mare.

Noi vi raccontiamo in breve la storia di due di essi.

Rifugio Garibaldi

Inaugurato il 16 settembre 1886. Prima costruzione del genere sugli Appennini, ad essa si lega il ricordo del periodo eroico della conquista alpinistica, condotta sistematicamente dalla Sezione Romana del Cai (Club alpino italiano), del massiccio del Gran Sasso.
La costruzione dell’Albergo di Campo Imperatore e della Funivia di Fonte Cerreto nel 1933 segnerà un secondo declino del Rifugio.

Rifugio Coppo dell’Orso

Costruito nel 1927, all’altezza di m.1870, sul gruppo di monti Serra Lunga.

E’ stato costruito in pietra a faccia vista e cemento, da maestranze locali. Essi hanno dormito per mesi su in montagna, fino alla fine della costruzione.

Le pietre sono state raccolte tutto intorno. La rena e l’acqua per l’impasto è stata trasportata dai muli ed asini.

All’interno c’è un soppalco in legno – locale notte – con 10 posti letto.

Il rifugio è messo in modo tale da avere tanti paesaggi per ogni grado di visuale e per 360°.

Tutte le sensazioni del momento sono state raccolte in un libro tenuto all’interno del rifugio, come un giornale di bordo.

by mediaplus.adv
il ferragosto

E’ il capodanno dell’estate, la giornata dove il divertimento la fa da padrona: stiamo parlando del Ferragosto, il giorno dedicato interamente al cibo come il buon abruzzese comanda.

E in Abruzzo il Ferragosto vuol dire scampagnata, pic nic per chi vive al mare in montagna e per chi vive sui monti si scende al mare; l’importante è non manchino le cose essenziali: copertina (o telo mare), cocomero, canaletta per gli arrosticini, musica e tanto risate in buona compagnia.

Ma dove andare a Ferragosto in Abruzzo?

Il bosco di Sant’Antonio per stare immersi completamente nella natura; 550 ettari di natura incontaminata, con alberi dalle dimensioni monumentali. In alcune zone dell’area è possibile fermarsi per una grigliata con amici, ovviamente cercando di rispettare il più possibile la meraviglia circostante

La montagna Spaccata dove ci sono aree appositamente attrezzate per pic nic e ritrovi tra amici e magari, nel pomeriggio, visitare uno dei borghi più belli d’Abruzzo e d’Italia: Scanno.

Per il mare una zona su tutti: la Costa dei Trabocchi e le sue meravigliose calette dove prendere il sole diventa un’esperienza unica grazie a scenari incredibili e acque pulitissime.

by mediaplus.adv
le gole del sagittario

L’Abruzzo tra mare e monti nasconde piccoli e grandi scrigni naturali che meritano di essere scovati, ammirati e protetti come le Gole del Sagittario ad Anversa degli Abruzzi (L’Aquila).

La Riserva Naturale Regionale-Oasi WWF Gole del Sagittario si trova all’interno di un Sito d’Importanza Comunitario e si estende per circa 400 ettari; un’area che dunque inizia dalla diga di San Domenico (zona in cui sorge anche l’eremo del Santo) nei pressi di Villalago.

Nelle gole, a livello di fauna, trovano rifugio molti animali selvatici dai lupi ai falchi, dai moscardini (piccoli ghiri color nocciola) ai gufi all’orso marsicano.

Allo stesso modo non è difficile osservare l’aquila reale o il falco pellegrino; numerosi sono pure i gracchi corallini e le rondini montane; queste ultime sono solite edificare i loro nidi anche all’interno delle gallerie stradali.

Un posto più unico che raro formatosi dalla millenaria erosione delle acque del fiume Sagittario che ha così dato vita a un canyon spettacolare.

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in abruzzo le cascate

Sono le cascate del Verde a Borrello (Chieti), quelle più alte dell’Appennino e le seconde in Italia; si trovano nella Riserva Naturale Regionale e Oasi Wwf Cascate del Verde.

Hanno un dislivello di poco più di 200 metri e sulla parete rocciosa ci sono tre distinti salti. Il Rio Verde, le cui sorgenti si trovano al confine con il Molise, è uno degli affluenti del fiume Sangro.

Un paesaggio mozzafiato dunque fatto di natura, quella più vera e più selvaggia; un patrimonio tutto da difendere e ancora troppo poco considerato ma che merita attenzione.

Acque, quelle del Rio Verde, di una qualità eccellente al punto da garantire la sopravvivenza della fuana bentonica, cioè di insetti acquatici, come tricotteri, plecotteri ed efemerotteri, che rappresentano una delle principali risorse trofiche per numerosi altri animali.

Tra questi, anche il merlo acquaiolo e la ballerina gialla, uccelli particolarmente sensibili all’inquinamento delle acque e specie tipiche dei corsi d’acqua montani, freschi e ricchi di ossigeno.

La ricca vegetazione lungo il Rio Verde e i boschi circostanti sono anche l’habitat principale per mammiferi rari come la puzzola e il gatto selvatico.

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tagliacozzo

E’ uno dei tanti gioielli d’Abruzzo incastonati tra le montagne della regione; nel suo caso si tratta del monte Civita.

Una storia millenaria quella del borgo marsicano le cui origini del nome si perdono nella leggenda; una delle più accreditate in realtà fa risalire il nome Tagliacozzo a due termini latini: Talus e Cotium, ovvero sia “taglio nella roccia”. Il borgo si è infatti sviluppato lungo la fenditura che divide in due il monte.

Una storia dunque di secoli che vede uno dei momenti più importanti risalente al Medioevo e, per la precisione, alla battaglia tra Corradino di Svevia e Carlo D’Angiò, nel 1268, che segnò la fine della dinastia sveva in Italia (e la conseguente disfatta dell’idea di trasferire la capitale dell’Impero della Germania in Sicilia).

Un profumo di storia che si respira tra vie e viuzze del borgo: dopo la piazza, tra le più scenografiche e armoniche del Centro Italia, ci si imbatte in una ramificazione di viuzze che ti riportano indietro nel tempo.

La località delle 5 porte cioè le 5 mura: Porta Romana verso Roma,

  • Porta Valeria all’opposto,
  • Porta S. Rocco adiacente ai Palazzo Ducale,
  • Porta da’ Piedi (o Porta dei Marsi) nel paese basso,
  • Porta Corazza verso il fiume Imele.

Cosa vedere a Tagliacozzo?

  • La chiesa di S. Maria del Soccorso: di cui restano della costruzione originale solo due locali posteriori;
  • chiesa di S. Cosma e Damiano: la più antica e ricca di pregio;
  • Palazzo Ducale: è il capolavoro artistico cittadino con le sue finestre istoriate, le bifore, le sale ornamentali, i dipinti e la Cappellina centrale;
  • Piazza Obelisco: chiamata Piazza da’ Piedi ed è contornata da numerosi palazzi signorili.
by mediaplus.adv
rocca di mezzo

Sabato 3 agosto a Rovere, frazione di Rocca di Mezzo, apre nuovamente ai visitatori il Centro Visita e punto informativo del Parco naturale regionale Sirente Velino, dedicato al Camoscio D’Abruzzo.

Il Centro, gestito dal Parco attraverso il personale di Sherpa ed Ambecò, responsabili del Centro di educazione ambientale dell’Ente, offrirà ai visitatori la possibilità di conoscere il Camoscio attraverso il “murales” che riproduce il suo habitat, i pannelli illustrativi e un plastico ed una teca contenenti alcuni esemplari “dell’ungulato”.

La struttura offrirà, anche grazie alla presenza di un’aula didattica, la possibilità di ospitare gruppi e scuole per laboratori di educazione ambientale.

Molto vicino al centro, nel suo ambiente naturale vi è un’area faunistica ospitante diversi esemplari di camoscio.

Area prevista nell’ambito di un progetto per la riproduzione e reintroduzione della specie all’interno del Parco Regionale Sirente Velino.

Attraverso l’ausilio di binocoli i visitatori, come veri esploratori, potranno osservare gli animali dall’interno del centro visita senza arrecare alcun disturbo.

Il Centro visita del Camoscio e la sua area faunistica, insieme al Centro visita del Capriolo e alla relativa area faunistica presente a Fontecchio, rappresentano un valido punto di contatto tra i visitatori ed il Parco per azioni di sensibilizzazione, educazione e informazione sul rispetto dell’ambiente.

L’inaugurazione del Centro, alla presenza delle autorità, è prevista per venerdì 9 agosto alle ore 17.

by Redazione