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Tag Archives: turismo abruzzo

il ferragosto

E’ il capodanno dell’estate, la giornata dove il divertimento la fa da padrona: stiamo parlando del Ferragosto, il giorno dedicato interamente al cibo come il buon abruzzese comanda.

E in Abruzzo il Ferragosto vuol dire scampagnata, pic nic per chi vive al mare in montagna e per chi vive sui monti si scende al mare; l’importante è non manchino le cose essenziali: copertina (o telo mare), cocomero, canaletta per gli arrosticini, musica e tanto risate in buona compagnia.

Ma dove andare a Ferragosto in Abruzzo?

Il bosco di Sant’Antonio per stare immersi completamente nella natura; 550 ettari di natura incontaminata, con alberi dalle dimensioni monumentali. In alcune zone dell’area è possibile fermarsi per una grigliata con amici, ovviamente cercando di rispettare il più possibile la meraviglia circostante

La montagna Spaccata dove ci sono aree appositamente attrezzate per pic nic e ritrovi tra amici e magari, nel pomeriggio, visitare uno dei borghi più belli d’Abruzzo e d’Italia: Scanno.

Per il mare una zona su tutti: la Costa dei Trabocchi e le sue meravigliose calette dove prendere il sole diventa un’esperienza unica grazie a scenari incredibili e acque pulitissime.

by mediaplus.adv
pescara

Una passeggiata lungomare, una sosta sul Ponte del Mare o un tramonto al Porto Turistico: non stiamo parlando di una grande capitale europea o di una località tropicale.

Parliamo della nostra città, Pescara tanto viva e reattiva di giorno quanto magicamente romantica al calar del sole.

Già dal tramonto è possibile respirare un’aria più pura; già con il tramonto si può ascoltare il suono del mare, di un flebile vento che accarezza anima e corpo, magari al mare, magari al Porto Turistico con le barche che rientrano da una giornata al largo, per poi guardare il rosso del sole calante che si specchia sull’acqua.

Di notte poi c’è il Ponte del Mare, dal suo punto più alto, e in dolce compagnia, si può guardare l’orizzonte tra cielo e mare da un lato e la magnificenza dei monti dall’altro, il tutto costellato dalle luci gentili della Città o della torre del Comune, del ponte Flaiano e delle Torri Camuzzi.

Spettacolo da non credere? E’ tutto vero invece, Pescara è “Abruzzo”: forte e gentile con quella vena magicamente romantica che cattura il cuore di tutti e tutte.

by francesca
il volto santo

Abruzzo terra di luoghi unicità e incantati, terra di santi e chiese conosciuti nel mondo.

Per gli abruzzesi, nell’ambito religioso, sono tanti i luoghi di culto meta di pellegrinaggi e visite ma due su tutti hanno un posto speciale: San Gabriele (Teramo) e il Volto Santo (Pescara).

La Basilica del Volto Santo è sita a Manoppello; è la chiesa principale della cittadina insieme all’abbazia di Santa Maria Arabona.

La basilica è meta di pellegrinaggio perché ospita una reliquia che secondo la leggenda sarebbe il velo della Veronica (Volto Santo di Manoppello).

Secondo il racconto tradizionale, dunque, nel 1506 un pellegrino sarebbe giunto a Manoppello, recando un pannello con quello che sosteneva fosse il ritratto del volto di Cristo, che avrebbe consegnato al fisico Giacomo Antonio Leonelli, e sarebbe quindi sparito misteriosamente.

L’erudito, inizialmente scettico, si sarebbe in seguito ricreduto sull’autenticità della reliquia in seguito ad un accurato esame.

La famiglia Leonelli lo avrebbe conservato fin quando Marzia Leonelli lo vendette, in cattive condizioni, a Donato Antonio de Fabritiis, il quale incaricò di dare alla reliquia una sistemazione più consona il padre Clemente da Castelvecchio.

Frate Remigio da Rapino eseguì la cornice in legno di noce e difese l’immagine con i due vetri tuttora conservati, ma eliminò anche tutta la parte della stoffa, che aveva le proporzioni di una tovaglia, intorno all’immagine.

La storia è narrata nella Relatione historica di padre Donato di Bomba, nell’atto notarile della donazione del Velo ai padri cappuccini nel 1638 da parte di Antonio de Frabritis.

Dal 1703 inoltre la festa della Trasfigurazione di Gesù divenne la festa del Volto Santo.

Infine, nel settembre 2006, fu visitata da papa Benedetto XVI ed elevata alla dignità di basilica minore.

by mediaplus.adv
le gole del sagittario

L’Abruzzo tra mare e monti nasconde piccoli e grandi scrigni naturali che meritano di essere scovati, ammirati e protetti come le Gole del Sagittario ad Anversa degli Abruzzi (L’Aquila).

La Riserva Naturale Regionale-Oasi WWF Gole del Sagittario si trova all’interno di un Sito d’Importanza Comunitario e si estende per circa 400 ettari; un’area che dunque inizia dalla diga di San Domenico (zona in cui sorge anche l’eremo del Santo) nei pressi di Villalago.

Nelle gole, a livello di fauna, trovano rifugio molti animali selvatici dai lupi ai falchi, dai moscardini (piccoli ghiri color nocciola) ai gufi all’orso marsicano.

Allo stesso modo non è difficile osservare l’aquila reale o il falco pellegrino; numerosi sono pure i gracchi corallini e le rondini montane; queste ultime sono solite edificare i loro nidi anche all’interno delle gallerie stradali.

Un posto più unico che raro formatosi dalla millenaria erosione delle acque del fiume Sagittario che ha così dato vita a un canyon spettacolare.

by mediaplus.adv
in abruzzo le cascate

Sono le cascate del Verde a Borrello (Chieti), quelle più alte dell’Appennino e le seconde in Italia; si trovano nella Riserva Naturale Regionale e Oasi Wwf Cascate del Verde.

Hanno un dislivello di poco più di 200 metri e sulla parete rocciosa ci sono tre distinti salti. Il Rio Verde, le cui sorgenti si trovano al confine con il Molise, è uno degli affluenti del fiume Sangro.

Un paesaggio mozzafiato dunque fatto di natura, quella più vera e più selvaggia; un patrimonio tutto da difendere e ancora troppo poco considerato ma che merita attenzione.

Acque, quelle del Rio Verde, di una qualità eccellente al punto da garantire la sopravvivenza della fuana bentonica, cioè di insetti acquatici, come tricotteri, plecotteri ed efemerotteri, che rappresentano una delle principali risorse trofiche per numerosi altri animali.

Tra questi, anche il merlo acquaiolo e la ballerina gialla, uccelli particolarmente sensibili all’inquinamento delle acque e specie tipiche dei corsi d’acqua montani, freschi e ricchi di ossigeno.

La ricca vegetazione lungo il Rio Verde e i boschi circostanti sono anche l’habitat principale per mammiferi rari come la puzzola e il gatto selvatico.

by mediaplus.adv
tagliacozzo

E’ uno dei tanti gioielli d’Abruzzo incastonati tra le montagne della regione; nel suo caso si tratta del monte Civita.

Una storia millenaria quella del borgo marsicano le cui origini del nome si perdono nella leggenda; una delle più accreditate in realtà fa risalire il nome Tagliacozzo a due termini latini: Talus e Cotium, ovvero sia “taglio nella roccia”. Il borgo si è infatti sviluppato lungo la fenditura che divide in due il monte.

Una storia dunque di secoli che vede uno dei momenti più importanti risalente al Medioevo e, per la precisione, alla battaglia tra Corradino di Svevia e Carlo D’Angiò, nel 1268, che segnò la fine della dinastia sveva in Italia (e la conseguente disfatta dell’idea di trasferire la capitale dell’Impero della Germania in Sicilia).

Un profumo di storia che si respira tra vie e viuzze del borgo: dopo la piazza, tra le più scenografiche e armoniche del Centro Italia, ci si imbatte in una ramificazione di viuzze che ti riportano indietro nel tempo.

La località delle 5 porte cioè le 5 mura: Porta Romana verso Roma,

  • Porta Valeria all’opposto,
  • Porta S. Rocco adiacente ai Palazzo Ducale,
  • Porta da’ Piedi (o Porta dei Marsi) nel paese basso,
  • Porta Corazza verso il fiume Imele.

Cosa vedere a Tagliacozzo?

  • La chiesa di S. Maria del Soccorso: di cui restano della costruzione originale solo due locali posteriori;
  • chiesa di S. Cosma e Damiano: la più antica e ricca di pregio;
  • Palazzo Ducale: è il capolavoro artistico cittadino con le sue finestre istoriate, le bifore, le sale ornamentali, i dipinti e la Cappellina centrale;
  • Piazza Obelisco: chiamata Piazza da’ Piedi ed è contornata da numerosi palazzi signorili.
by mediaplus.adv
rocca di mezzo

Sabato 3 agosto a Rovere, frazione di Rocca di Mezzo, apre nuovamente ai visitatori il Centro Visita e punto informativo del Parco naturale regionale Sirente Velino, dedicato al Camoscio D’Abruzzo.

Il Centro, gestito dal Parco attraverso il personale di Sherpa ed Ambecò, responsabili del Centro di educazione ambientale dell’Ente, offrirà ai visitatori la possibilità di conoscere il Camoscio attraverso il “murales” che riproduce il suo habitat, i pannelli illustrativi e un plastico ed una teca contenenti alcuni esemplari “dell’ungulato”.

La struttura offrirà, anche grazie alla presenza di un’aula didattica, la possibilità di ospitare gruppi e scuole per laboratori di educazione ambientale.

Molto vicino al centro, nel suo ambiente naturale vi è un’area faunistica ospitante diversi esemplari di camoscio.

Area prevista nell’ambito di un progetto per la riproduzione e reintroduzione della specie all’interno del Parco Regionale Sirente Velino.

Attraverso l’ausilio di binocoli i visitatori, come veri esploratori, potranno osservare gli animali dall’interno del centro visita senza arrecare alcun disturbo.

Il Centro visita del Camoscio e la sua area faunistica, insieme al Centro visita del Capriolo e alla relativa area faunistica presente a Fontecchio, rappresentano un valido punto di contatto tra i visitatori ed il Parco per azioni di sensibilizzazione, educazione e informazione sul rispetto dell’ambiente.

L’inaugurazione del Centro, alla presenza delle autorità, è prevista per venerdì 9 agosto alle ore 17.

by Redazione
l'Abruzzo e i suoi castelli

L’Abruzzo e i suoi castelli: un ricco patrimonio culturale e storico che hanno fatto grande la nostra terra ieri e oggi appassionano turisti di tutto il mondo.

Tra mare e monti, tra spiagge e natura: questo è l’Abruzzo; e tra i monti i suoi castelli che colpiscono al punto da diventare scenari di film che fanno epoca.

La nostra terra ne ha tanti, tantissimi ma oggi ne abbiamo selezionati 3 tra i più significativi.

  • Castello Aragonese (Ortona)

Realizzata su edificazioni di origini medievali, risale al 1400 ed è legata alla dominazione aragonese sul territorio abruzzese. Oggi il Castello (nella foto) è luogo di cultura per la cittadina, in quanto ospita mostre, concerti ed eventi culturali di ogni tipo, soprattutto nel periodo estivo. Un paesaggio mozzafiato quello che si vede al suo interno: la meravigliosa Costa dei Trabocchi.

  • Castello Rocca Calascio (L’Aquila)

Qui si entra in uno dei luoghi più suggestivi d’Italia e d’Europa visto che la National Geographic l’ha inserito tra i 15 castelli più belli al mondo.
Qui sono state girate scene di altri film come Il viaggio della sposa, film del 1997 di Sergio Rubini e The American, con George Clooney.

  • Castello di Rocca Scalegna (Chieti)

Storie, leggende e miti: pare furono i Longobardi nel 600 d.C. a volere la costruzione di Roccascalegna, durante l’occupazione dell’Abruzzo e del Molise. Leggenda come quella della mano del barone sulle sue mura: si racconta infatti che nel 1646 il Barone Corvo De Corvis ripristinò lo Jus Primae Noctis, una legge risalente al Medioevo secondo la quale ogni novella sposa del Feudo era costretta a passare con lui la prima notte di nozze. Questa usanza andò avanti fino a che un marito particolarmente geloso si presentò alla camera del barone travestendosi da sposa e lo pugnalò a morte nel suo letto.Oggi si narra che il Barone, prima di morire, abbia appoggiato una mano insanguinata sulla torre d’ingresso, lasciando la sua impronta. Quella impronta pare sia rimasta nonostante i tentativi di lavarla via.

 

by mediaplus.adv
l'aquila

Capoluogo d’Abruzzo, terra ricca di storia e di emozioni: l’Aquila, una città che dopo il terremoto del 2009 si è rialzata, subito senza lasciare nulla al caso.

Una città che dopo 10 anni emana tutta la sua maestosità, tutto il suo desiderio di mostrarsi al mondo oltre il dramma.

La forza di volontà di popolo, quello aquilano, abruzzese, riparte dal turismo e dai suoi meravigliosi punti di riferimento tornati a nuova vita.

Uno su tutti: la Basilica di Collemaggio legata al culto di Celestino V, uno dei monumenti simbolo della città nonché sede di un giubileo annuale, il primo della storia, istituito con la Bolla del Perdono del 29 settembre 1294 e noto con il nome di Perdonanza Celestiniana.

Pertanto, è caratterizzata dalla presenza di una Porta Santa sulla facciata laterale.

Come dimenticare poi la chiesa di Santa Maria del Suffragio, detta delle Anime sante, nel cuore della città, simbolo de L’Aquila ferita ma non abbattuta che è tornata a volare. È un monumento in stile Barocco, anch’esso molto importante a livello architettonico.

Altro aspetto caratteristico de L’Aquila è la Fontana delle 99 cannelle; essa sarebbe legata alla leggenda dei 99 feudi che parteciparono alla fondazione della città dell’Aquila nel 200.

Una fontana molto suggestiva in quanto si trova in una piazza di cui tre lati sono coperti da fontanelle.

Tra l’altro, il numero 99 è un numero che ricorre spesso quando si pensa al capoluogo d’Abruzzo; si dice, per esempio, che vi siano 99 piazze, proprio a testimonianza di questi 99 castelli che avrebbero contribuito alla fondazione della città.

Una città, un capoluogo, una storia che tutto l’Abruzzo ama e porta nel cuore.

Foto di Simon Steinberger da Pixabay

by mediaplus.adv