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Tag Archives: tradizioni d’Abruzzo

San Vito

Ci sono dei momenti della vita in cui fai i conti con il passato, anche se il passato non è il tuo.  Almeno non direttamente.

Ti ritrovi comunque a contatto con il passato di un territorio che non hai mai conosciuto e nemmeno immaginato ma che, oggi, è tutto così attualmente vivo e presente da sembrare ancora lì storie, persone, vite, luoghi e immagini.

Il Festival Culturale dei Borghi Rurali della Laga ha il merito di aver portato al presente storie del passato mai sentite, mai raccontate, mai immaginate.

Come quella di ieri, sabato 27 aprile, svoltasi a San Vito di Valle Castellana in provincia di Teramo, ma a un passo dal confine marchigiano, dove si è vissuto un pomeriggio di ricordi, di storia e tradizioni (anche culinarie) che in tanti ignoravano che tutti neanche immaginavano.

Dalla transumanza alle torri/campanili vedette per proteggere le popolazioni del luogo dagli invasori; dai briganti agli arrosticini, dall’architettura all’arte; insomma un viaggio nel passato che grazie al Festival vive nel presente.

Santa Rufina

Un merito particolare al giovane Domenico Cornacchia, scrittore, originario di Santa Rufina di Valle Castellana (TE) referente del Festival in grado di realizzare questo evento in maniera eccellente; una capacità dovuta alla sua grande volontà di far conoscere la sua terra, il suo territorio e la sua storia anche attraverso le parole dei suoi libri tra cui “Resto qui” dedicato proprio alla sua Santa Rufina.

by francesca

Pescara, la città che ha le migliori campane del paese grazie alle migliori fonderie nelle costruzioni di campane per le chiese. La chiesa della Madonna del Rosario per esempio; nella torre campanaria ci sono 9 campane alcune risalenti al 1988, tra le migliori realizzate. Come a San Cetteo concerto non unico nelle composizioni ma con una storia davvero unica delle loro campane.

La campana quando oscilla amplifica di 4 volte il suo peso originale.

Dettagli, particolari di cui siamo venuti a conoscenza grazie a Matteo Liberatore, 14 anni di Pescara, suona pianoforte e percussioni classiche ed è iscritto al Conservatorio.

Una dote innata, un talento puro che inizia in fasce ascoltando le campane delle chiese quando faceva i capricci…

E questo suono se l’è portato dietro al punto da diventare una vera (rara) passione: diventare un campanaro che giro l’Abruzzo e non solo tra chiese e campanili che rendono speciale la nostra Italia.

Matteo, come nasce questa passione per le campane?

“Diciamo da piccolissimo… Già a 7 mesi quando piangevo mio nonno mi portava col passeggino vicino alla Basilica della Madonna dei Sette Dolori mentre suonavano le campane e con quella melodia riuscivo a calmarmi. Crescendo, ho continuano ad ascoltare sempre più campane in giro per l’Abruzzo e non solo fino a partecipare a delle vere e proprie gite per visitare i campanili. A Trasacco, per esempio, l’ultimo incontro: è stato bellissimo, i campanari mi hanno accolto a braccia aperte; sono stati gentilissimi mi hanno fatto sentire a mio agio sin da subito”.

Quindi, spiegaci un po’: ogni campana ha un suo suono.

“Sì, sì, ogni campana ha una sua identità nel senso che ognuna ha un suo timbro, una sua risonanza che dipendono anche dai criteri di fusione delle campana come il materiale, la sagoma, la grandezza, etc… Generalmente in Abruzzo il concerto campanario delle nostre chiese e composto da 4/5 campane differenti e ognuno con un ruolo preciso: la campana più grande, il campanone suona l’Angelus a mattina e la sera; la seconda, detta la mezzana suona per la messa insieme alla terza; la quarta che dà i tocchi orari”.

Matteo Liberatore a Trasacco

Tra le tue tante visite in giro per la nostra regione, c’è un campanile che ti ha colpito?

“La scelta non è facile, diciamo che le più belle che ho sentito sono state quella di Vasto (Santa Maria Maggiore) un concerto bellissimo fatto da campane grandi e davvero importanti; Trasacco perché lì c’è la tradizione di suonare a mano quelle campane da 32 quintali… Poi ricordo quando sono salito due anni fa la sera della vigilia di Natale sul campanile della chiesa della Madonna del Rosario, in via Cavour a Pescara, quando il parroco mi ha dato l’opportunità di suonare ‘Tu scendi della Stelle’ dalla tastiera della centralina; un’emozione unica”.

Il suono, le note, la musica: hai orecchio anche perché sei un compositore. Ti chiedo: un concerto campanario, tu ha ispirato mai un testo?

“In realtà il contrario: ho pensato a una melodia da arrangiare su delle campane”.

Come ogni giovane di oggi, Matteo usa i social e attraverso essi fa conoscere il suo mondo fatto di rintocchi e suoni; ecco seguirlo: https://www.youtube.com/channel/UCOtcmI9MzXv9z8oESuPhgiQ.

 

 

Un viaggio nella memoria, nei ricordi e nell’Abruzzo che fu l’incontro dal titolo Le antiche carte geografiche dell’Abruzzo. Diario di un collezionista, il quinto appuntamento sulle Mura dell’Aquila in programma al Munda, il Museo nazionale d’Abruzzo, giovedì 20 febbraio alle 17.30.

Collezionista e appassionato di cartografia, Pace parlerà delle mappe e dei volumi esposti al Munda.

L’ingresso è gratuito per possessori di card e studenti universitari; biglietto ridotto a 2 euro per i soci delle associazioni, intero per gli altri utenti.

il pianeta maldicenza

L’associazione culturale Confraternita Aquilana dei Devoti di Sant’Agnese, con tutto il Comitato organizzatore, pubblica il bando relativo alla 15esima edizione del “Concorso d’arte varia” sulla maldicenza.

Ciò allo scopo di rafforzare ancora di più le finalità di questa iniziativa, indirizzata a un’adeguata e corretta conoscenza della singolare tradizione aquilana della “festività” di Sant’Agnese, legata alla maldicenza intesa non come pettegolezzo o come insulto, ma come strumento valenza sociale e di leale antagonismo.

In definitiva, un aspetto che si riconduce a una critica sincera e costruttiva, linea guida di questa tradizione tipica del capoluogo d’Abruzzo.

Anche questa edizione de Il Pianeta Maldicenza si svolge con il patrocinio del Comune dell’Aquila.

Fino al prossimo 15 dicembre sarà possibile presentare interventi- in lingua o in dialetto- di poesia, prosa e sketch, che dovranno essere contenuti nel limite massimo e inderogabile di esecuzione di 6 minuti.

La novità di quest’anno, su sollecitazione di alcune Confraternite raccolte favorevolmente dall’assemblea degli organizzatori, è rappresentata dal fatto che i singoli possono partecipare anche individualmente, oltre alle Congreghe e le Associazioni legate alla tradizione di Sant’Agnese.

In caso di partecipazione individuale, senza collegamento iniziale con una Confraternita, sarà l’organizzazione a procedere all’abbinamento con una Congrega o Associazione agnesina che non ha partecipato al concorso.

Il bando, come di consueto, prevede che, in occasione della presentazione, l’Autore non dovrà essere rivelato. Il nome del solo vincitore diverrà di dominio pubblico al momento della premiazione.

Gli elaborati selezionati saranno presentati al pubblico presso l’Auditorium Comunale nel pomeriggio del giorno sabato 18 gennaio 2019, in occasione dello svolgimento della Festa cittadina anticipatrice della tradizionale ricorrenza della Sant’Agnese.

Il bando integrale, con tutte le informazioni e le modalità per partecipare all’iniziativa, sarà pubblicato sul sito internet www.maldicenza.it e sulla Pagina Facebook del Movimento Agnesino (#maldicenza).

La designazione del vincitore sarà affidata a una giuria popolare e, con pari dignità, a una giuria artistica formata da rappresentanti delle Istituzioni culturali aquilane e della città di Amatrice, per mantenere sempre saldo il legame con i luoghi devastasti dal sisma del centro Italia.

Le giurie designeranno la Confraternita vincitrice, cui sarà assegnato dall’associazione il labaro Palio di Sant’Agnese.

L’autore del lavoro sarà proclamato al Parco del Castello, davanti all’Auditorium, dove il sindaco della città gli consegnerà la targa di Agnesino 2020.

A dicembre si terrà la consueta conferenza stampa nel corso della quale verrà illustrato il programma completo de Il Pianeta Maldicenza, mentre nei prossimi giorni sarà annunciata un’altra importante novità riguardante lo “scatto d’autore”, la foto che da diversi anni costituisce l’immagine del festival del Pianeta Maldicenza.

by Redazione
recupero dei tholos

La storia architettonica d’Abruzzo torna a splendere: al via il bando da 500mila euro per il recupero dei Tholos e Case Terra nella provincia di Pescara.

Il tutto è infatti reso possibile dallo sblocco del fondo Masterplan da 500mila euro da parte della giunta Marsilio che ha incrementato l’anticipo necessario per la progettazione esecutiva e il bando.

Sette i comuni del Pescarese coinvolti nel progetto di recupero:

  • Roccamorice,
  • Roccamontepiano,
  • Manoppello,
  • Lettomanoppello,
  • Abbateggio,
  • Turrivalignani,
  • Casacanditella.

Il presidente della Provincia di Pescara Antonio Zaffiri dichiara in merito:

Il nostro obiettivo è quello di mettere in rete strutture che fanno parte del nostro patrimonio tradizionale e che hanno un potenziale turistico inimmaginabile.

La finalità è quella di valorizzare, promuovere, mettere in rete tali strutture, per rilanciare il “turismo agrario”.

Il progetto prevede il recupero e il restauro conservativo di tali strutture già esistenti. Per quanto riguarda le Capanne di Pietra interverremo a Roccamorice dove c’è l’unico esemplare di Tholos a due livelli, separati da un solaio di legno.

Ad Abbateggio, invece, c’è proprio un nucleo di Tholos che storicamente servivano come pertinenze delle case agricole.

A Lettomanoppello c’è un Tholos ad anfiteatro e si andranno a recuperare le linee di terrazzamento anche per lo svolgimento di manifestazioni all’aperto.

Poi le Case di Terra: a Casacanditella c’è un borgo di case di terra dove andremo a recuperare le coperture per preservarle e per mettere in evidenza il borgo stesso.

C’è poi una casa di terra a Manoppello vicino all’Abbazia di Santa Maria d’Arabona e, infine, andremo a recuperare le Case anche a Turrivalignani.

 

Foto: Ansa