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Appuntamenti tra Caramanico e San Valentino

Dopo 10 anni di stop, tornano ‘Le Giornate della Libertà’ a Caramanico Terme (Pe), e ripartono dall’edizione XI, come se il tempo si fosse fermato proprio in occasione dell’ultima edizione del 2015.

Il programma 2025, allestito dall’Associazione Culturale “ReteAbruzzo” del Presidente Mario Mazzocca e dalla locale Sezione ANPI Val d’Orta “Nicola Cappellucci” presieduta da Rita Silvaggi, si prefigge di celebrare degnamente le ricorrenze della primavera italiana (dalla Liberazione alla Festa dei Lavoratori, dalla Festa della Repubblica alla caduta di Mussolini).

“Ottant’anni. È questo il tempo che ci separa da quel 25 aprile 1945, quando l’Italia rialzava la testa, usciva dalla lunga notte del fascismo e apriva finalmente le porte alla democrazia – dichiara il Presidente di “ReteAbruzzo” Mario Mazzocca -. E nel 2025 non si tratta solo di una ricorrenza ma di una vera e propria Festa nazionale, popolare, condivisa, un’occasione unica per far risuonare in ogni angolo del Paese il valore eterno della Liberazione e per ricordare la Resistenza, l’antifascismo e il sacrificio di chi ha lottato per la libertà. Per questi motivi abbiamo aderito all’appello del Forum delle Associazioni Antifasciste e della Resistenza, cercando di rendere questo 25 aprile un momento collettivo di memoria, impegno e festa”.

Nutrito il programma di eventi che avranno inizio giovedì 24 aprile con la consegna mattutina della Costituzione agli alunni delle scuole primarie di Caramanico Terme e San Valentino in A.C. e con il convegno di apertura “La Liberazione di Caramanico dal nazi-fascismo” che si terrà in sala consiliare alle 17.30; interverrà l’Anpi Pescara con Nicola Palombaro ed inoltre Nicola Trifuoggi, Mario Croce, lo stesso Mazzocca. Modera la Silvaggi. Mentre in serata alle ore 21.15 per “Aspettando la Liberazione” ci sarà il concerto del gruppo Bandalarga a viale Fontegrande.

Si prosegue il 25 aprile con la partecipazione alla manifestazione istituzionale con il Corteo e la deposizione della corona di alloro presso la targa dei martiri caramanichesi sul monumento ai caduti in Piazza Salvo D’Acquisto alle ore 10.45 e lo spettacolo teatrale itinerante “Sulla lunga linea di fuoco” della Compagnia Indaco Teatrogiovani.

“É fondamentale – dichiara la Presidente della Sezione ANPI “Val d’Orta” Rita Silvaggi celebrare degnamente, oggi più che mai, i momenti fondanti la nostra civile convivenza e sottolineare, a 80 anni di distanza, la loro importanza in maniera opportuna e doverosa soprattutto a beneficio delle giovani generazioni”. Sulla scia di quanto dichiarato dalla Silvaggi si prosegue anche il 26 aprile con un’escursione alle ore 11.00 lungo il “Sentiero della Libertà” a cura di Majambiente per poi spostarcisi a San Valentino dove presso la sala polivalente del Museo dei Fossili e delle Ambre si terrà alle 17.00 un concerto per la Liberazione, l’Orchestra”Giovani Archi” diretta dalla Direttrice M°Giulia Di Fabio e alle ore 18.00 ci sarà il convegno “Emidio Cesarone, un eroe della Resistenza”, modera Maurizio Mastrodicasa.

“Dunque quella che celebreremo è una Festa per chi ha lottato, una memoria per chi verrà. La Costituzione del 1948, pilastro della nostra democrazia, è figlia diretta di quella lotta. Ogni articolo (dalla libertà alla solidarietà, dal diritto al lavoro alla pace) è intriso dello spirito della Resistenza. Celebrare l’80° significa anche difendere quei valori oggi, in un tempo in cui il vento della riscrittura della storia sembra volerli mettere in discussione. Celebrare l’80° per ricordare. Perché ricordare non è mai un atto neutro, ma un gesto profondamente politico e umano. Ricordare è scegliere da che parte stare” – conclude il Presidente Mario Mazzocca.

Le celebrazioni di aprile si chiudono il 30 con il convegno “Costituzione e Liberazione” alle ore 17.30 nella sala consiliare del Comune di Caramanico: tra gli interventi Giuseppe Belelli, Luca Prosperi, Gianni Melilla, Nicola Palombaro, modera Mazzocca. Alle 21.15 per “Aspettando il 1 maggio” ci sarà il concerto di Farabola con Gianluca Di Toro a piazzale Fontegrande. Per la Festa del Lavoro, invece, alle ore 18.00 presso l’ex convento delle Clarisse ci sarà lo spettacolo “Chi ha paura dell’uomo nero” di Indaco Teatrogiovani, ed ispirato alla tragedia di Marcinelle.

Il programma, in realtà, prevede un ulteriore appuntamento che si terrà il 25 luglio sempre a Caramanico Terme alle ore 17.30 dove a piazza Conti si terrà il convegno “L’Italia dal 25 luglio 1943 al 25 aprile 1945” con Luciano D’Amico e l’Osservatorio Antifascista 25 settembre ’43, Matteo Settepanella, Marta Viola e Rita Silvaggi. Modera Mario Mazzocca. Nella stessa piazza alle ore 20.00 ci sarà la passtasciutta antifascista e alle 21.15 il concerto di Antonello Persico che canta De Andrè.

Oltre al patrocinio del Comune di Caramanico, il programma ha anche il patrocinio dei Comuni di Salle e San Valentino in A.C.

by Redazione

Si parte il 19 aprile con il teatro

Si accende la bella stagione sul territorio di Caramanico Terme (Pe), uno dei Borghi più belli d’Italia, nel cuore del Parco Nazionale della Maiella dove dal 19 aprile al 2 giugno, l’Amministrazione guidata dal Sindaco Franco Parone propone gli “Incontri di Primavera” grazie anche all’impegno dell’assessore all’Ambiente e allo Sport, Ermanno Mazzocca e alla consigliera delegata alla Turismo, Sabrina Orsini; inoltre per l’organizzazione del vasto programma, è stata di grande importanza la presenza delle associazioni presenti sul territorio e della compagnia teatrale Indaco Teatrogiovani di Federica Vicino che inaugurerà la rassegna proprio il 19 aprile alle ore 18.00 con lo spettacolo “La guerra dei murales” presso l’ex convento delle Clarisse e si occuperà di quasi tutti gli appuntamenti teatrali; nel corso della giornata inoltre ci sarà l’e-bike tour sulla Maiella: alla scoperta dei geositi e dei sapori di Fattoria Maiella, a cura di Majambiente e “Fattoria Maiella”.

Gli incontri saranno un vero e proprio viaggio tra natura, cultura e musica nel Parco, “abbiamo cercato di variegare l’offerta degli appuntamenti per i nostri cittadini ed anche per coloro che avranno il piacere di trascorrere momenti di aggregazione e di riposo nel nostro territorio; i turisti – spiegano gli amministratori – sono da sempre il target del nostro paese. Non dimentichiamo che il programma prevede incontri anche in occasione di ricorrenze particolari quali Pasqua, 25 aprile e 1 maggio che quest’anno consentono lunghi ponti per chi avrà la fortuna di approfittarne”.

Nel giorno di Pasqua domenica 20 Aprile dalle ore 19:00 ci sarà lo spettacolo itinerante fantasy e cyberpunk lungo le vie del centro storico di Caramanico, Bitter Moonrise”, favole e leggende metropolitane ed il Lunedì di Pasquetta (21 aprile), invece, come da tradizione ci sarà la scampagnata “Come una Volta”; inoltre non mancheranno l’escursione e picnic tradizionale sulla Maiella a cura di Majambiente e “DA Come una Volta” con e-bike tour e picnic tradizionale sulla Maiella, sempre a cura di Majambiente e “DA Come una Volta”; queste attività verranno riproposte anche il 25 aprile, l’11 maggio ed il 2 giugno.

Giovedì 24 Aprile alle ore 17:30 ci sarà il convegno “La liberazione di Caramanico dal Nazifascismo” in sala consiliare, a cura della Sezione Anpi di Caramanico Terme e alle 21:30 “Banda Larga” in concerto, Viale Fontegrande.

Venerdì 25 Aprile alle ore 18:00 ci sarà lo spettacolo teatrale “Sulla lunga linea di fuoco”, spettacolo storico dedicato alla Liberazione che racconta la storia del periodo a cavallo fra il 1943 e il 1945 in Abruzzo, su quella porzione della Linea Gustav che attraversava la regione Abruzzo, presentando storie note (e meno note) di eroi locali. È itinerante: da piazza Marconi verso piazza S. D’acquisto, Monumento ai Caduti (in caso di pioggia presso l’ex Convento delle Clarisse).

Sabato 26 aprile verrà ripercorso il Sentiero della Libertà nella Valle dell’Orfento, a cura di Majambiente; alle 18.00 presso l’ex Convento delle Clarisse ci sarà lo spettacolo teatrale “Non impedire al vento di soffiare”.

Il 27 aprile ci sarà l’inaugurazione con escursione sui sentieri de “L’altra valle” mentre il 30 aprile alle 17.30 è previsto il convegno “Costituzione e Liberazione”, a cura della Sezione Anpi di Caramanico Terme in sala consiliare e alle 21.30 “FARABOLA” in concerto, a piazzale Fontegrande.

Il 1 maggio oltre alla scampagnata ci sarà anche un’escursione per bambini sul Rifugio Barrasso, a cura delle associazioni locali “Amici del Barrasso” e “Pesca sportiva Camanico” e dell’Arci Pesca Fisa Vigilanza ittica ambientale mentre alle ore 18.00 “Chi ha paura dell’uomo nero”, lo spettacolo teatrale ispirato alla tragedia di Marcinelle sul tema del lavoro, dell’emigrazione e della sicurezza sui luoghi dei lavori. Appuntamento all’ex Convento delle Clarisse.

Venerdì 2 maggio alle 17.30 l’autore Lorenzo Marvelli sarà il protagonista della presentazione del libro “Afasia” in sala consiliare e sarà in dialogo con l’editore Arturo Bernava mentre sabato 3 maggio alle ore 21.00 ci sarà il Cantina Majella Festival con Gabriel Moreno, Umberto Palazzo & Sandra Ippoliti, presso l’ex Convento delle Clarisse.

Domenica 25 maggio ci sarà la finale del concorso musicale internazionale “P. Barrasso”, a cura dell’Accademia musicale “Marino da Caramanico” (ex Convento delle Clarisse) mentre in sala consiliare alle ore 18.00: il 31 maggio ci sarà l’incontro con l’attrice Yassmin Pucci e con il suo “Non chiamatemi principessa”; il 1 giugno con Pino Pellegrino, casting director di Ferzan Ozpetek ed il 2 giugno con l’attore e regista Emiliano De Martino (attore di “Un posto al sole”) e con il suo “Le scarpe piene di sassi”.

Inoltre, in sala consiliare sarà possibile far visita alla mostra fotografica Feste d’Abruzzo tra sacro e profano, a cura di Antonio Sergente, fino a domenica 4 maggio, nei giorni festivi e prefestivi.

Gli eventi sono gratuiti; gli appuntamenti con Majambiente sono su prenotazione sul sito www.majambiente.it.

News al tag @caramanicotermenatura.

by Redazione
caramanico
Questa mattina, presso la Sala Corradino D’Ascanio della sede pescarese del Consiglio Regionale, si è svolta una conferenza stampa congiunta di Gruppo Consiliare del Partito Democratico, Gruppo Comunale Uniti per Caramanico e l’ex sindaco Mario Mazzocca, incentrata sul futuro delle terme, chiuse ormai da anni a causa del fallimento dell’ex concessionaria con evidenti ripercussioni su una parte caratterizzante dell’offerta turistica abruzzese.
Il crack della Società delle Terme e la conseguente chiusura del complesso non giustificano l’atteggiamento passivo di Giunta Regionale e Comune di Caramanico, che stanno dando prova di inerzia impelagandosi in attività istituzionali confuse, inconsistenti e indecifrabili, prive di prospettive che garantiscano una concreta e rapida soluzione del problema già dalla prossima estate.
Dopo l’ennesimo ed infruttuoso tentativo di stimolare una riflessione e un intervento nell’ultimo Consiglio regionale di agosto, con la presentazione dell’emendamento a firma dei Consiglieri Blasioli e Paolucci per il ristoro delle attività turistico-ricettive del comprensorio della Maiella – le più penalizzate dalla chiusura -, il Gruppo Pd in Regione e il Gruppo Uniti per Caramanico hanno pianificato e portato avanti varie interlocuzioni con la curatela fallimentare e tecnici esperti del settore termale, al fine di individuare soluzioni percorribili che consentano la riapertura delle terme nel più breve tempo possibile.
La curatela fallimentare, che ringraziamo per aver accettato l’incontro ed esplicitato le difficoltà dell’incarico, auspica la vendita dei beni del fallimento in autunno. Se costi e tempistiche precludono di fatto la riattivazione delle terme in capo alla stessa curatela, è altresì probabile, come spesso accade nelle aste, che non vada a buon fine la prima vendita, anche perché la cessione dello stabilimento svincolata dalla concessione delle acque – in capo alla Regione e anch’essa da assegnare con evidenza pubblica -, rischia di rendere poco appetibile l’investimento per i privati. Un ulteriore ritardo che rischierebbe di infliggere un colpo fatale all’economia della comunità di Caramanico e dell’intero comprensorio della Maiella.
Per questo intendiamo proporre, con spirito costruttivo, alla maggioranza di centro-destra e all’opinione pubblica tre strade alternative:
1)    La prima si rinviene nella legge regionale 15/2002. L’art. 67 prevede che la Regione, attraverso la FIRA, possa sottoscrivere quote di partecipazione nelle società termali. In sostanza si potrebbe attuare per qualche anno una gestione in house delle terme, modello che questo Governo regionale aveva in precedenza prospettato per l’impianto natatorio delle Naiadi, e che permetterebbe inoltre di avvalersi dell’esperienza lavorativa dei dipendenti che a lungo hanno curato la struttura e saprebbero valorizzarla. I vantaggi che deriverebbero da questa scelta sono innegabili: la riattivazione in tempi brevi e certi del complesso termale e dello sfruttamento della risorsa idrica, scongiurando un eventuale compromissione della qualità delle acque sulfuree, che per non deteriorarsi necessitano di un deflusso costante.
2)    Se la Regione venisse in possesso dei beni necessari all’attività termale, oltre a quelli pertinenziali che già le spettano per legge, potrebbe indire un unico bando tanto per lo stabilimento termale che per la concessione delle acque.
3)    L’ultima opzione, senz’altro più complessa ma quantomeno da verificare, sarebbe quella del partenariato pubblico-privato, che dovrebbe coinvolgere la curatela e avrebbe bisogno di un vaglio del giudice fallimentare.
C’è infine la questione della piscina termale pubblica, la cui realizzazione (relativamente al 1° lotto del progetto) all’interno del parco termale era stata finanziata nel 2017 dalla Giunta D’Alfonso con un importo pari a 600mila euro. «Ad oggi i lavori non sono stati ancora avviati, pur essendo stati appaltati alla fine del 2019 dal Comune di Caramanico, che un anno dopo ha incomprensibilmente avanzato richiesta di delocalizzazione dell’opera ad appalto concluso» ha sottolineato Mario Mazzocca. «Viene spontaneo chiedersi se il finanziamento sia ancora in essere, perché i lavori siano fermi e se sia stato attribuito il successivo finanziamento di 1 milione di euro per il 2° ed ultimo lotto. Domande a cui la Regione non ha mai risposto, ignorando una richiesta di accesso agli atti formalizzata 14 mesi fa e trascurando il fatto che oggi, qualora il cronoprogramma degli interventi fosse stato rispettato, la comunità avrebbe potuto disporre di un’opera strategica e già funzionante, che costituirebbe – per la prima volta dopo 80 anni – un solido presidio (pubblico) all’interno dello storico stabilimento termale (privato) in grado di sopperire, seppur parzialmente, alla situazione di perdurante stallo e di grave crisi che l’intero territorio sta vivendo».
«Quella del Partito Democratico è un’iniziativa lodevole – hanno evidenziato il consigliere comunale Luca La Selva e l’ex assessore Rita Selvaggi del gruppo Uniti per Caramanico -, in quanto per la prima volta, a livello istituzionale, un soggetto politico mette sul tavolo delle proposte concrete. Trattandosi di una vertenza di primaria importanza, anche per la profonda crisi strutturale dell’indotto che ne deriva, stupisce che l’assunzione di responsabilità venga da un gruppo di opposizione e non dalla maggioranza, che continua a dimostrare una totale assenza di visione, nascondendosi dietro la procedura fallimentare».
«Sul web sono facilmente reperibili i video in cui esponenti della maggioranza annunciavano che sotto la loro amministrazione le terme non avrebbero mai chiuso – le dichiarazioni dei consiglieri Blasioli e Paolucci -. E invece non solo questo non è avvenuto, ma sono state anche stornate le risorse stanziate senza mettere in campo nuovi fondi. Invitiamo dunque la Giunta, già nel prossimo consiglio regionale, ad esaminare seriamente ciascuna delle soluzioni da noi prospettate al fine di scongiurare che le terme restino chiuse per il terzo anno consecutivo. E a rispondere alle esigenze di un’intera economia approvando l’emendamento sui ristori che intendiamo riproporre».  
Caramanico

Finalmente una luce nella vicenda della ricostruzione della Cattedrale di Santa Maria Maggiore di Caramanico Terme: a breve vedranno la luce i lavori di consolidamento e restauro conservativo della Chiesa di Santa Maria Maggiore di Caramanico Terme.

È quanto ha dichiarato l’assessore regionale emerito Mario Mazzocca, che sottolinea come siano già “trascorsi quasi cinque anni dal 17 novembre 2017 allorquando, in seduta di ‘Cabina di Regia per la Ricostruzione’ a Palazzo Chigi e in rappresentanza della Regione Abruzzo, diedi il via libera all’approvazione del Piano Triennale Mibact per la ricostruzione post-sisma delle chiese extra-cratere, poi approvato dal Governo il successivo 22 dicembre, con cui furono stanziati oltre 40 milioni di euro per il restauro di 52 edifici di culto, fra cui il finanziamento di 1,5 milioni di euro per i lavori di consolidamento e restauro della Chiesa Abbadiale di Caramanico”.

Mazzocca sottolinea come “dal giugno scorso, facendo propri i ripetuti appelli della comunità e considerata l’endemica noncuranza della locale istituzione pubblica, abbiamo intrapreso un serrato e costruttivo confronto con il Ministero e la proprietà affinché si giungesse ad una rapida soluzione del problema ed all’avvio del procedimento per l’affidamento dei lavori. Oggi, grazie alle interlocuzioni intraprese dalla nostra Associazione, possiamo affermare come le opere di restauro del prezioso gioiello di edilizia religiosa abruzzese possono essere concretamente avviate entro l’anno, con l’obiettivo di recuperare buona parte del tempo incomprensibilmente perso sinora che ha determinato riflessi non proprio benefici sulla preservazione del bene e che, purtroppo, incidono negativamente sulla attuale disponibilità di risorse; infatti si rende ormai necessario reperire ulteriori fondi in aggiunta al milione e mezzo di euro stanziato nel 2017, importo necessario all’epoca ma oggi chiaramente insufficiente anche a causa della lievitazione dei prezzi. Si apprende, a tal riguardo, come sia attualmente in corso la procedura per l’inserimento di un 2° lotto di intervento nell’ambito della nuova programmazione ministeriale”.

Foto Tetto
Foto Tetto Cattedrale

“Una buona notizia, anche se come avevamo preannunciato nei mesi scorsi – conclude Mazzocca -, alla luce della tempistica del procedimento avviato e della documentazione progettuale, il monumento difficilmente potrà riaprire i battenti entro l’anno 2023. Gli effetti dei danni al monumento, generati dalla tremenda azione congiunta neve-sisma del gennaio 2017, sono stati sinora mitigati grazie ad un finanziamento straordinario di 450mila euro dell’allora Protezione Civile Regionale (Giunta D’Alfonso) per l’esecuzione di un intervento tampone; la sua attuazione si deve al Comune di Caramanico Terme, che nella primavera del 2018 si sobbarcò l’onere di realizzare autonomamente la copertura provvisionale del monumento, copertura che ancora oggi, nonostante qualche criticità, assolve seppur transitoriamente alla funzione di preservazione del monumento”.

by Redazione
caramanico

Da tre anni e mezzo nulla di nuovo sul tema del contributo delle istituzioni alla soluzione della vicenda.

Nessuno ha invocato la riunione del Tavolo Tecnico del MISE, non più riunitosi dal 3 aprile 2019, per ricercare le condizioni istituzionali atte a validare interventi straordinari, come si fa e si sta facendo per altre crisi aziendali, con cui sostenere il comparto termale abruzzese.

Fin da allora sostenevamo come, con il consolidarsi di un contesto tecnico-giuridico di estrema difficoltà, in mancanza di interventi efficaci si sarebbe arrivati all’imminente e prevedibile di chiusura dell’attività. Siamo stati facili profeti.

Dalle istituzioni finora solo dichiarazioni generiche e distanti dalla sostanza dei problemi, nessun atto amministrativo!

Insomma, le istituzioni hanno fatto e fanno ancora “spallucce”, inspiegabilmente distratte, in attesa del passaggio del cadavere sulla riva del fiume. Ad esse ponemmo e poniamo ancora 10 domande, otto delle quali sono ad oggi senza risposta alcuna.

1)    Possibile che non si parli più dei possibili interventi della Regione, nelle competenze sia della Sanità che delle Attività estrattive? Possibile che la Regione si sia limitata a sporadici atti di natura esclusivamente tecnica volti alla verifica delle condizioni della concessione, come per altro da noi introdotte dalla Delibera di Giunta Regionale n. 101 del 17 febbraio 2015, con una doverosa ispezione tecnica e senza che gli esiti di questa abbiano determinato alcun atto di attenzione politico-istituzionale?

2)    Dove sono “le azioni istituzionali necessarie per evitare la mancata riapertura dello stabilimento termale” nel frattempo messe in atto dall’Amministrazione Comunale, di concerto con quella Regionale, dello stesso colore politico, che avevano assicurato in campagna elettorale e durante il Consiglio Comunale straordinario (l’unico) del 21 giugno 2019?

3)    Come mai, nonostante gli annunci, Comune e Regione non hanno mai provveduto ad inviare l’istruttoria di competenza al Tavolo di Crisi del MISE, al fine di ottenere l’applicazione straordinaria del documento tecnico dell’Azienda Sanitaria Regionale “Qualificazione sanitaria nel settore termale – modello assistenziale. Linee di indirizzo” e valutare la possibilità di un atto straordinario per le Terme di Caramanico ad erogare prestazioni riabilitative a costo zero per il Servizio Sanitario?

4)    Dove sono i 900mila euro della Legge di Stabilità Regionale 2019, trovati dal Governo regionale del Presidente Vicario Lolli, per il rifinanziamento della L.R. 15/2002 per “Promuovere il termalismo” (art.64, L.R. 15/2002), incentivando la valorizzazione dei centri termali con concessioni in atto? A questo rispondiamo noi: sono stati cancellati! A dicembre scorso i Consiglieri Paolucci e Blasioli tentarono di reinserire la posta in bilancio con uno specifico emendamento. Risultato? La maggioranza regionale lo respinse!!!

5)    Che fine ha fatto l’appalto del 1° lotto delle Piscine Termali finanziato con 600mila euro dalla Giunta D’Alfonso?  A quasi tre anni dall’aggiudicazione dei lavori e ad un anno dalla richiesta di delocalizzazione la Regione tace!!! Langue ancora un’opera che, oggi più di ieri, è strategica per innovatività, capacità di intercettare la nuova domanda, possibilità di compartecipazione degli operatori locali e aggiunta di reali elementi di supporto economico-finanziario alla pianificazione di settore.

6)    Che fine ha fatto il disposto della Delibera della Giunta D’Alfonso n. 626/2017, con cui si è attribuito l’ulteriore finanziamento di 1 milione di euro per le piscine termali? Buio pesto; eppure, quando si è trattato di sostenere il ritiro del Napoli Calcio il tempo l’hanno trovato ed anche i soldi (tanti)!!! Il territorio della valle dell’Orta è forse figlio di un Dio Minore?

7)    L’Amministrazione Comunale è timida e non vuole incalzare la Regione? Ritiene prevalga il proprio allineamento politico sulla tutela degli interessi della Comunità?

8)    La Regione di Marsilio è incapace di procedere o non vuole procedere? Ha forse altri piani, assolutamente non chiari e comunque non condivisi attualmente con i portatori di interesse e le parti sociali?

9)    Possibile che sia questa l’attenzione della Regione nei confronti del sistema termale di Caramanico e del suo comprensorio? Possibile che non ci sia visione per un settore così importante dell’economia turistica abruzzese, e che invece in frettolose e, ormai, datate riunioni, si continui a farneticare su fantasiosi modelli di sviluppo alternativi, senza invece nulla chiarire delle intenzioni della Regione sulla tutela dell’utilizzo delle acque termali? O si perseguono altri e misteriosi fini?

Chiarezza, determinazione, correttezza intellettuale e sostegno istituzionale e finanziario. Questo chiediamo nel rispetto delle famiglie, che sono ancora senza lavoro e in gravi difficoltà economiche, e di un territorio di eccellenza che non merita una politica approssimativa e superficiale.

by Redazione
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Nell’ultima seduta di consiglio comunale di lunedì 30 maggio scorso, tre componenti della maggioranza – Giovanni Di Michele, Gregorio Sperduti e Danilo D’Ortona – si sono autocostituiti in gruppo consiliare autonomo staccandosi da quello originario.
“Dopo aver preso atto della costituzione di un nuovo gruppo autonomo in Consiglio comunale – dichiara il Capogruppo di minoranza Luca La Selva – pur se sostanzialmente ancora legato alla maggioranza, non possiamo fare altro che giungere ad una semplice conclusione: l’amministrazione, che non ha più la maggioranza dei numeri in Consiglio, è decisamente spaccata. Tant’è che nella nota costitutiva del suddetto gruppo si chiede espressamente al Sindaco un rimpasto di Giunta, ovvero la sostituzione di uno degli assessori (o di entrambi), come hanno dichiarato in consiglio, per dare una fantomatica ‘scossa’ all’amministrazione comunale. Chiediamo, pertanto, al Sindaco e ai consiglieri – conclude Luca La Selva – di fare chiarezza sulla vicenda e, soprattutto, di fare una scelta per il futuro di Caramanico: continuare con questi teatrini oppure scegliere la via più ovvia, quella delle dimissioni”.
by Redazione
caramanico
Se c’è un’unica certezza è che le Terme di Caramanico sono state chiuse, dopo più di un secolo di storia, da quando la Regione è governata dalla Giunta Marsilio e nemmeno la vergogna per aver consentito nella totale inerzia che questo avvenisse, lasciando senza lavoro oltre cento famiglie, frena il Presidente Marsilio e la sua Giunta dallo scaricare ad altri il loro fallimento.
E’ quanto dichiara Silvio Paolucci, consigliere regionale del PD, dopo aver letto le dichiarazioni del presidente Marsilio e dell’assessore alla Sanità Verì, a margine dell’incontro avuto dagli stessi con la curatela fallimentare della società gestore dell’impianto termale.
La precedente giunta regionale ha lasciato in eredità un pacchetto di strumenti normativi e finanziari che avrebbero potuto consentire la continuità produttiva delle strutture termali anche in un contesto di procedura fallimentare, come avviene per numerose aziende della nostra regione, senza distruggere l’immagine di un comparto strategico per l’Abruzzo. L’istituzione di un tavolo tecnico annunciato dalla Verì, attivato da noi già nel 2018, è un maldestro tentativo di far passare atti dovuti delle strutture regionali come una illuminata iniziativa politica.
Sulla vicenda interviene anche il Senatore Luciano D’Alfonso: “La comunità di Caramanico deve avere risposte chiare e concrete, perché è stata beffata da tutti coloro che hanno promesso ma non hanno mosso un dito per risolvere una situazione ad oggi del tutto precipitata a causa delle difficoltà che hanno accerchiato la proprietà e della perdurante e incomprensibile inerzia dell’attuale governo regionale”.
Chiosa Mario Mazzocca, sottosegretario regionale della giunta D’Alfonso, che sostiene come “l’ormai quasi triennale inoperosità di Marsilio & co. sull’argomento fa sorgere spontanea una domanda: cui prodest?
Caramanico Terme

“Finalmente si cominciano a intravedere i frutti di oltre un decennio di duro lavoro e di impegno costante”, commentano così a caldo i consiglieri del Gruppo “Uniti per Caramanico” la recente e attesa decisione della competente Azienda Sanitaria Locale.

“È di oggi, infatti, la Deliberazione del D.G. della ASL di Pescara con la quale l’Azienda dispone la locazione «di un immobile da adibire a postazione del 118” nel nostro Comune. “Istituita con il Piano Sanitario Regionale del 2008, dopo anni di encomiabile gestione del Gruppo CRI di Caramanico di allora, subentró famigerato il decreto della Sub commissaria Baraldi che, alla fine del 2011, la eliminò con semplice un tratto di penna. Con la Deliberazione della Giunta Regionale Lolli (DGR 751-2018) la postazione 118 di Caramanico Terme fu nuovamente e finalmente re-istituita. Oggi, per almeno sei anni, viene a completarsi l’iter previsto e ci si auspica che la sana decisione della vecchia Regione venga al più presto definitivamente e completante attuata”.

caramanico

La questione Terme a Caramanico, non ha ancoro messo la parola fine; la querelle è ancora in corso. Questa volta interviene il capogruppo consiliare del PD Silvio Paolucci

“Era una fine annunciata quella delle terme di Caramanico – afferma Paolucci – dopo un anno di stop e di tante inerzie anche da parte di chi avrebbe potuto aprire un percorso positivo per mantenere attiva la struttura e scrivere un futuro diverso da quello contenuto nell’istanza di fallimento depositata recentemente dall’amministratore straordinario della società. Ma non può essere la parola fine la soluzione per impianti termali storici e vitali come quelli di Caramanico, le istituzioni devono costruire un nuovo inizio per dare lavoro agli operatori rimasti fermi e opportunità al territorio”.

“La prolungata chiusura delle Terme è senza dubbio dovuta alla ingiustificabile irresponsabilità della proprietà, ma bisogna rilevare che sotto il Governo Marsilio la situazione è precipitata ed ha toccato il punto più basso, fino ad arrivare al tramonto di un settore che poteva continuare a lavorare – rimarca il consigliere – Era scontato che senza una precisa volontà dei titolari a riprendere le attività e a restituire lavoro e servizi a famiglie e territorio, non ci sarebbe stato un nuovo inizio, così come lo era il fatto che senza un’azione della Regione per rendere operativi i ristori decisi e portare a buon fine l’iter di una serie di interventi avviati dai governi D’Alfonso e Lolli a supporto del Sistema termale Caramanico, non si sarebbe mai usciti dal limbo in cui le terme, gli operatori e le loro famiglie sono finiti in questi mesi. Oggi l’unica strada percorribile è quella della rinascita, ma bisogna percorrerla con decisione, mettendo in campo fondi, strumenti operativi subito e tutto ciò che serve a renderla possibile”.

“La Regione lasci l’inerzia e assuma il ruolo di coordinamento che non abbiamo visto in questo tempo, raduni tutti i soggetti coinvolti e dia agli atti già in essere la continuità amministrativa che in questi due anni è del tutto mancata, solo così si potrà promuovere sostegno e rilancio di uno dei settori strategici del turismo del wellness, su cui il governo regionale ha peraltro anche dichiarato di voler puntare, salvo poi finire in un gioco di rimpalli di responsabilità con la proprietà, altro soggetto chiave di una storia che ha messo in ginocchio un comprensorio per anni di riferimento all’economia del turismo regionale. La strada – continua il consigliere del PD – era tracciata, ma è storia che nei mesi scorsi e nonostante la volontà di risolvere dichiarata dai vertici di Giunta e Consiglio regionale, di fatto la Regione non ha fatto, in verità, nulla di concreto per rendere davvero possibile la ripresa, producendo atti esecutivi e le necessarie erogazioni dei fondi utili alla ripartenza. Come non ricordare il no della V Commissione all’emendamento in cui come centrosinistra chiedevamo che fossero avviati interventi istituzionali necessari a superare la crisi delle Terme di Caramanico per aprire una fase nuova con la valorizzazione di tutto il termalismo abruzzese. A ciò si aggiunge addirittura la bocciatura da parte della maggioranza dell’emendamento alla finanziaria per reintrodurre in Finanziaria 1 milione di euro per il termalismo abruzzese. Si lamenta immobilismo, ma vero è che il Bando pubblico per l’impiego dei fondi 900.000 euro stanziati dalla Regione a guida Lolli, di cui alla Legge di Stabilità Regionale 2019, art. 7, comma 2, lettera h, per il rifinanziamento della l.r. 15/2002, non c’è stato ed è ormai quasi una chimera. Com’è rimasto solo sulla carta l’impegno di dare seguito, per il tramite degli uffici, alla Deliberazione di Giunta Regionale n. 626 del 27 ottobre 2017, con cui si assicurava l’ulteriore finanziamento di 1.000.000 di euro per le piscine termali, che non hanno trovato posto nelle milionarie rimodulazioni di risorse lasciate in eredità dalla vecchia Regione. Senza fondi non sarebbe stato possibile sostenere e riattivare il termalismo, né poteva essere pensabile che un privato tenesse in ostaggio un paese e l’immagine del territorio. Oggi la comunità di Caramanico deve avere risposte – conclude Paolucci –  perché è stata beffata da tutti coloro che hanno promesso ma non hanno risolto una situazione oggi del tutto precipitata, a causa delle gravi responsabilità della proprietà e dell’inerzia dei governi di destra al comune di Caramanico e in Regione”.

by Redazione
uniti per caramanico

Dal gruppo “Uniti per Caramanico” riceviamo e pubblichiamo:

L’inadeguatezza dell’attuale Amministrazione Comunale si manifesta anche attraverso le inerzie sugli interventi riguardanti i plessi scolastici di Caramanico.

Le nostre precedenti amministrazioni hanno sempre dato massima priorità alla sicurezza dei nostri figli:

  • negli anni 2005-2010 furono realizzati interventi di miglioramento strutturale dello stabile di Via D’Aquino che portarono il plesso scolastico ad un indice di rischio pari a 0,65 e ad ottenere il certificato di idoneità statica;
  • a seguito degli eventi sismici del 24 agosto e del 30 ottobre 2016, l’allora Amministrazione Comunale eseguì una serie di sopralluoghi ispettivi in tutti gli edifici scolastici e operò una verifica di vulnerabilità dell’edificio della scuola materna di Via Dietro le Mura. Tali indagini rilevarono che l’edificio non era adeguato alla prestazione sismica SLV (Stato Limite di Salvaguardia), in quanto presentava un indice di Vulnerabilità pari a 0.20. Il Sindaco dispose, con propria Ordinanza dell’8 novembre 2017, il trasferimento temporaneo delle attività didattiche della scuola dell’infanzia presso i locali della Piscina Comunale, e successivamente, ad esito di ulteriori valutazioni, con il consenso della dirigenza scolastica e la collaborazione del personale docente e non docente, riunì la Scuola dell’Infanzia al plesso della Scuola Primaria di Via D’Aquino. A tal proposito, l’allora Sindaco Angelucci emanò l’Ordinanza N.17 del 18 giugno 2018, per i cui effetti, ancora oggi le attività scolastiche vengono realizzate unicamente all’interno del plesso di Via D’Aquino;
  • l’Amministrazione Comunale, al contempo, elaborò un progetto per la realizzazione di un nuovo plesso scolastico, e lo candidò per il Piano Regionale Triennale di Edilizia Scolastica, risultando 1° tra le 34 istanze avanzate dal territorio provinciale di Pescara, per un valore di € 2.100.000, basato su elementi di innovazione, risparmio energetico (NZEB – edifici a energia quasi zero), comfort psico-fisico (utilizzo del legno, soprattutto per gli interni) e massima sicurezza antisismica, che consentirà le migliori condizioni di benessere per i nostri ragazzi;
  • successivamente il Comune di Caramanico, in esito alla Deliberazione di Giunta Regionale n. 306 del 29 aprile 2015, con la quale si approvava una graduatoria delle istanze per i Piani Regionali di Edilizia Scolastica, fu assegnatario di un apposito finanziamento di € 205.000 per la ristrutturazione della palestra comunale;
  • il Comune di Caramanico, rispondendo ad apposito Bando Regionale del 2017, ottenne un altro finanziamento di € 100.000 per l’ulteriore efficientamento energetico del plesso elementari-medie, con sistemazioni necessarie a produrre risparmio di energia con il massimo comfort termico.

Quindi? Cosa manca affinché tutto sia portato a compimento? È molto semplice!

L’Amministrazione Comunale deve approntare tutte le azioni politico-istituzionali ed amministrative necessarie (irresponsabilmente ferme ormai da oltre un anno!) per assicurare, senza ulteriore ritardo, l’avvio e il completamento delle opere citate che costituiscono l’articolazione del nuovo polo scolastico caramanichese!

“Considerando l’importanza e l’estrema attualità del tema ‘scuola’ – dichiara il consigliere del gruppo Uniti per Caramanico Luca La Selva -, in relazione alla incolumità dei bambini e degli studenti caramanichesi, nonché della strategicità in termini sociali, culturali ed economici della disponibilità e del pieno funzionamento di ambienti idonei alla istruzione e alla formazione dei giovani della nostra Comunità, non si può far finta di niente e sperare nella buona sorte.

È per questi motivi che responsabilmente abbiamo presentato una specifica mozione in consiglio comunale affinché l’Amministrazione si dia una smossa almeno su questo argomento scongiurando che le somme concesse vengano disimpegnate e che vengano debitamente impiegate a beneficio del nostro futuro, di alunne e alunni caramanichesi, ai quali vanno i nostri migliori auguri di buon anno scolastico”.