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Author Archives: Redazione

Si è svolta la scorsa domenica 25 agosto per tutta la mattinata, presso lo stabilimento balneare Plinius di Pescara, un’esercitazione di salvataggio in mare con cani addestrati e dimostrazioni pratiche di rianimazione cardiopolmonare e rilevazione gratuita parametri vitali promossa dall’Associazione di volontariato “Sea Rescue Dog” in collaborazione con l’OPI (Ordine Professionale degli Infermieri) di Pescara.

Sea Rescue Dog Pescara

Sono state simulate tre operazioni di recupero di persone in difficoltà: cadute da una “tavola” (sup), da un pattino e da un pedalò.

Il recupero è stato effettuato dalle unità cinofile con i loro proprietari/conduttori.

Fabrizio Calgione, presidente “Sea Rescue Dog” – ha dichiarato – l’Associazione ha ormai superato i 10 anni di attività ed attualmente abbiamo oltre 30 soci e 24 cani da salvamento. I Corsi si tengono annualmente con inizio nel mese di settembre e si concludono a giugno dell’anno successivo. I cani sono ciascuno di proprietà del conduttore. Chi fosse interessato a partecipare o avere ulteriori informazioni le trova sul sito web http://www.searescuedog.org/

L’Assessore Nicoletta Di Nisio ha partecipato in rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Pescara ed ha assistito sia alle prove di recupero in mare che alle prove di rianimazione cardio polmonare effettuate sotto la supervisione dell’OPI. Ha voluto, sotto la loro guida, effettuare anche una prova di rianimazione.

Prova di rianimazione

“Penso che oggi abbiamo assistito – ha dichiarato – a una iniziativa importante per la sicurezza in mare. Sicurezza che ha come attori principali il personale di salvamento che è sulle spiagge – anche quelle “libere” – che ha il coordinamento della Capitaneria di Porto ma che hanno il supporto di queste splendide unità cinofile che grazie al loro addestramento, sono in grado di intervenire e salvare vite umane. Giornate come queste lasciano veramente il segno in chi vi partecipa. Vedere tante persone che, disinteressatamente e a titolo gratuito, svolgono attività di Volontariato per aiutare chi è in pericolo o in difficoltà ci fa comprendere come sono tante le Associazioni ed i Volontari in questa città che – spesso silenziosamente – ogni giorno è attivo in tantissimi settori. Come Assessorato saremo sempre al loro fianco, pronti a sostenerli”.

by Redazione

Il 29 agosto, nel giorno della sua incoronazione a papa, Pietro da Morrone, torna protagonista nella città ducale a lui profondamente legato, con l’evento presentato dall’Associaizone Cul.tur.A’ – Cultura Turismo Ambiente – Celestino V, il Papa Eremita un viaggio storico, letterario e enogastronomico alla scoperta del papa del gran rifiuto. L’esperienza avrà inizio alle 17,30 con una visita guidata alla Cattedrale Santa Maria Assunta e al museo Capitolare. A seguire, nell’elegante e suggestivo giardino del palazzo Vescovile, avrà luogo il reading dedicato al capolavoro letterario che narra la sofferenza del papa molisano “Avventure di un povero cristiano”, di Ignazio Silone. La lettura sarà curata da Sara Settepanella, le musiche da Alessio Fratoni. Il viaggio alla scoperta di Pietro da Morrone, si concluderà sempre nella preziosa cornice del palazzo vescovile, con un percorso degustativo che da lui trae ispirazione, curato da Tosto il ristorante segnalato dall’autorevole Guida Michelin –  in abbinamento ai vini della cantina Ausonia.

Locandina

“L’idea – spiegano le organizzatrici – è quella di raccontare la figura di un grande uomo, profondamente legato alla nostra città,  attraverso un’esperienza immersiva che coinvolga vari sensi e stili: quello storico, quello letterario e quello enogastronomico. Un viaggio alla scoperta di parole, suoni e sapori”.

 Pietro Angelerio, asceta di origine molisane, si ritirò sul monte Morrone, sopra Sulmona, per condurre una vita solitaria in preghiera. Divenne Papa nel 1294, con il nome di Celestino V. All’Aquila ci fu uno dei suoi primi atti ufficiali: l’emissione della bolla del perdono, che elargisce l’indulgenza plenaria a tutti coloro che confessati e pentiti dei propri peccati si rechino nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio, dai vespri del 28 agosto al tramonto del 29. Uguale riconoscimento fu attribuito, pare l’anno successivo nel 1295, alla Cattedrale Santa Maria Assunta di Atri, dove il rito dell’apertura della Porta Santa avviene in concomitanza con la celebrazione della Vergine Assunta, il 15 agosto. Pietro da Morrone è una figura affascinante e controversa. Dante Alighieri lo definisce “colui che fece il gran rifiuto“ e lo colloca nel girone degli ignavi dell’Inferno. Papa dei poveri, asceta, è una figura profondamente complessa  che da sempre incuriosisce e attira le attenzioni di studiosi e intellettuali di ogni tempo.

L’evento è proposto dall’Associazione Cul.Tur.A’ in collaborazione con la Parrocchia Santa Maria Assunta, il Museo Capitolare e il Comune di Atri. Per partecipare è necessario prenotarsi con almeno 48 ore di anticipo ai seguenti recapiti 3495509293 / 3299260980 û info@cultourabruzzo.it.

by Redazione

Compie 725 anni la Perdonanza Celestiniana, il primo giubileo della storia della cristianità, concesso da Papa Celestino V giusto un mese dopo la sua incoronazione all’Aquila, avvenuta il 29 agosto 1294. E’ nella ricostruzione di Goffredo Palmerini che si può comprendere il senso di questa vera rivoluzione. L’indulgenza plenaria gratuita per chiunque, sinceramente pentito e confessato, ogni anno avesse varcato la soglia della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, dai vespri del 28 a quelli del 29 agosto. Da allora, secondo la Bolla papale che la istituì, il cui originale è conservato dalla Municipalità e custodito, fino al 6 aprile 2009, nella cappella blindata della torre civica – dove tornerà dopo gli accurati restauri dai danni inferti dal terremoto –, si vive questo speciale giubileo di un giorno, culmine d’una settimana di grandi eventi religiosi, artistici e culturali e d’un suggestivo Corteo dal Municipio alla Basilica di Collemaggio. Quest’anno sarà S. Em. Giuseppe Bertello il Cardinale incaricato da Papa Francesco ad aprire la Porta Santa, l’unica fuori Roma, battendovi tre colpi con il bastone d’ulivo del Getsemani.

Il vegliardo monaco, Pietro Angelerio, arrivò all’Aquila il 27 luglio 1294 dall’eremo sul monte Morrone. Un asino la sua cavalcatura, come Gesù entrando a Gerusalemme. Lo accompagnava un lungo corteo festante: due sovrani, Carlo II d’Angiò e suo figlio Carlo Martello, re d’Ungheria, alti prelati e dignitari, e tanta popolo che man mano si era aggiunto, durante il viaggio che da Sulmona lungo la Valle Subequana lo conduceva all’Aquila. Dal 5 luglio l’umile religioso era stato eletto al soglio pontificio, dopo 27 mesi di conclave a Perugia. Pietro del Morrone sarebbe dunque diventato Papa Celestino V. Giungeva finalmente all’Aquila, la città che tanto amava e dove, di ritorno da Lione, egli aveva fatto edificare la splendida abbazia gotica di Santa Maria di Collemaggio. Aveva scelto L’Aquila, malgrado i cardinali secondo prassi lo esortassero a raggiungere Perugia, per la solenne incoronazione, fissata al 29 agosto, festività di San Giovanni Battista.

 

La sua elezione era stata salutata da grande entusiasmo, interpretata come un segno profetico per la Chiesa da coloro che attendevano la venuta d’un Pastore angelico. Era stata infatti profetizzata una nuova era per restituire all’umanità tormentata di quel secolo una spiritualità nuova e per redimerla dalla decadenza e dal disordine. La Chiesa si sarebbe finalmente liberata dei vincoli con il potere terreno, come avevano predicato l’abate calabrese Gioacchino da Fiore nella seconda metà del XII secolo, e qualche anno dopo Francesco d’Assisi, scegliendo la povertà. Il carisma del nuovo Pontefice, l’aura di santità che lo accompagnava, il prestigio morale che gli aveva permesso di fondare e far riconoscere l’ordine dei Celestini, secondo la regola benedettina, sembravano proprio i segni dell’avverarsi di quella profezia. I suoi monaci dall’Abruzzo s’erano diffusi in Molise, Puglia e Campania. Edificavano monasteri, eremi su aspre montagne e grandi abbazie. Erano solleciti verso poveri e bisognosi, con una perfetta organizzazione sul territorio che ricordava i Cistercensi dei secoli addietro.

 

Al tramonto, dunque, il Papa giunse all’Aquila. Da Sulmona, lungo il percorso, era stata un tripudio d’entusiasmo. Il popolo l’amava. Si era arrivati nella “città nuova”, fondata nel 1254 anche per volere degli Svevi, come certifica il decreto emesso da re Corrado IV, figlio dell’imperatore di Federico II. La città, sul colle, era veramente bella. L’Aquila era nata non a caso, ma per un preciso ed armonico progetto, ad opera dei castelli confederati, 99 secondo la tradizione, una settantina in verità. Ciascuno di essi, in una gara d’ingegno e di perizia costruttiva, in base al piano della città aveva edificato il proprio quartiere, con chiesa piazza e fontana, di splendide architetture. I legami con i villaggi d’origine erano saldi e vitali, i cittadini dentro le superbe mura e quelli restati nei castelli d’origine vantavano eguali diritti civili nella nuova città-territorio. E tuttavia i primi quarant’anni dell’Aquila non erano stati semplici, persistevano fazioni e dispute intestine, talvolta con esiti cruenti, il governo civico spesso aveva fatto ricorso agli abati Celestini.

 

Eppure la città, ricostruita dopo la distruzione operata nel 1259 da Manfredi, era cresciuta presto e bene. In quei giorni che precedettero l’investitura pontificia, Celestino avviava il suo straordinario papato riportando pace tra le parti in lotta, ottenendo da Re Carlo privilegi e clemenza per gli Aquilani. La cerimonia d’incoronazione, in quel 29 di agosto, fu un evento memorabile, come raccontano le cronache dell’epoca. Sulla spianata antistante la Basilica un’immensa folla di duecentomila pellegrini, giunti d’ogni dove, assisteva al rito. Tra loro anche Dante Alighieri, secondo qualche cronaca. Il vecchio Papa apriva subito orizzonti nuovi alla Chiesa. Richiamava il popolo di Dio al dovere del perdono e della riconciliazione. Invocava pace per ogni uomo e per l’umanità. Ammonizione che egli non lasciava all’inerzia delle parole, ma che aveva applicato alla concretezza dei suoi primi atti dal soglio pontificio, iniziando il suo papato con gesti esemplari e profetici per quel tempo che richiamavano la misericordia, il perdono e la pace.

 

Ancor più, il 29 settembre, un mese dopo aver assunto la tiara, Papa Celestino stupiva emanando la Bolla con la quale concedeva ai sinceramente pentiti che visitavano Collemaggio nella festività della Perdonanza, dai Vespri del 28 agosto a quelli del 29, l’indulgenza plenaria ed universale, gratuita e senza distinzioni. Un grande privilegio per la città dell’Aquila e per il suo Primo Magistrato (il sindaco dell’epoca) che della Bolla ricevette l’originale, custodito gelosamente per sette secoli, fino ad oggi.  Il 13 dicembre 1294, a Napoli, aveva termine quello straordinario pontificato, con la volontaria rinuncia alla tiara e le dimissioni dal papato di Celestino V. Anch’esso gesto profetico d’umiltà, unico nella storia della Chiesa, fin quando Benedetto XVI non l’ha ripetuto nel febbraio 2013. Pochi giorni dopo, la vigilia di Natale, i porporati in conclave eleggevano papa il cardinale Caetani con il nome di Bonifacio VIII. I primi atti furono rivolti a cancellare ogni disposizione del papato celestiniano. A cominciare dalla Perdonanza. E quantunque Bonifacio ogni mezzo di pressione e di persuasione mise in essere per ottenere la restituzione del documento onde consentirne l’annullamento, mai ebbe indietro la Bolla custodita dal governo civico.

 

Ripreso il nome Pietro e le umili vesti del monaco, dopo qualche mese Celestino veniva rinchiuso nella fortezza di Fumone, poiché Bonifacio e temeva il carisma la sua grande aura di santità che lo accompagnava. In quella dura prigione il 19 maggio 1296 Pietro Celestino transitò a miglior vita, nella diffusa convinzione della sua santità che, difatti, Clemente V proclamò nel 1313, con il processo di canonizzazione. Proprio Bonifacio, cui non era riuscito sopprimere l’annuale Perdonanza celestiniana, nel 1300 ne copiava il senso, istituendo per la basilica di San Pietro in Roma il Grande Giubileo d’un anno ogni mezzo secolo, poi modificato nell’attuale cadenza venticinquennale.

 

Da Collemaggio, dove San Pietro Celestino riposa nello stupendo mausoleo scultoreo di Girolamo da Vicenza – fatto anch’esso singolare, un papa sepolto fuori la basilica vaticana – ogni anno l’universale messaggio celestiniano di pace e di perdono si rinnova. Da secoli migliaia di fedeli e pellegrini raggiungono L’Aquila da tutto il mondo per beneficiare, dal tramonto del 28 alla sera del 29 agosto, dell’indulgenza plenaria. Secondo la storica tradizione della festività, sancita negli antichi Statuti della città, anche oggi la Perdonanza è indetta dall’autorità civica e preparata da una settimana di grandi eventi, che culminano nel Corteo della Bolla del 28 agosto e nell’apertura della Porta Santa. La suggestiva sfilata dal Palazzo civico, con gli antichi i costumi, accompagna la Bolla che viene traslata a Collemaggio. Lì, accanto al torrione della basilica, secondo il rituale il Sindaco della città ne dà lettura, quindi il Cardinale delegato dal Papa può iniziare il rito di apertura della Porta Santa e il solenne pontificale che avvia il giubileo aquilano.

 

La sera del 29 agosto, richiusa la Porta Santa, il Corteo riconduce la Bolla in Municipio, dove viene riposta nel suo forziere nella cappella della Torre civica, fino all’anno successivo. Uno speciale messaggio di pace, nel 725° anno della Perdonanza, s’eleverà da Collemaggio e commuoverà la Città che quest’anno commemora il decennale del terremoto. La Perdonanza è patrimonio rilevante della storia civile e spirituale dell’Aquila, ma è ancor più patrimonio universale per i valori che richiama. Si attende con fiducia che l’Unesco riconosca quest’anno l’antico Giubileo aquilano quale Patrimonio immateriale dell’Umanità, per il quale riconoscimento la Perdonanza è candidata.

 

S’eleverà ancora una volta dalla Basilica di Collemaggio il forte appello alla tolleranza, alla riconciliazione ed al perdono, per un’umanità sfibrata dal terrorismo e dalla guerra. Ma anche un richiamo alle potenze del mondo perché operino davvero per far tacere le armi e i conflitti di varia natura che lacerano il mondo. Sia pace vera e duratura per tutti i popoli, ma soprattutto per quei martoriati popoli del Medio Oriente, terra dove le tre religioni che hanno lo stesso Dio – ebraismo, cristianesimo ed islamismo – sono nate. San Pietro Celestino è profeta di pace anche nel nostro tempo, con il messaggio universale della sua Perdonanza.

 

L’Arcivescovo dell’Aquila, Card. Giuseppe Petrocchi, l’ha richiamato nel suo messaggio di preparazione alla Perdonanza: “[…] E’ risuonata forte, durante il Giubileo della Misericordia, l’esortazione e, al tempo stesso, l’ammonizione che Papa Francesco ha pronunziato ad alta voce, davanti a tutto il Popolo di Dio: «È giunto di nuovo per la Chiesa il tempo di farsi carico dell’annuncio gioioso del perdono. È il tempo del ritorno all’essenziale per farci carico delle debolezze e delle difficoltà dei nostri fratelli. Il perdono è una forza che risuscita a vita nuova e infonde il coraggio per guardare al futuro con speranza» (MV, n. 11). Proprio noi che ci accostiamo al giubileo aquilano, allora, dobbiamo rendere transitabili le “vie” della tolleranza, della comprensione, dell’aiuto reciproco […]”.

 

Questo è il vero ed autentico magistero celestiniano. Al quale fanno da contorno straordinarie iniziative culturali e artistiche, contemplate in un ricco cartellone di eventi di forte richiamo, sotto la direzione artistica del M° Leonardo De Amicis. Anche quest’anno grandi artisti internazionali stanno rendendo testimonianza del loro amore per L’Aquila, città che sta rinascendo dalle rovine del terremoto. Con l’antica tenacia, con fiducia e con speranza nel futuro.

by Redazione
beach bocce

E’ stato un successo in termini di partecipanti e di pubblico, la tappa abruzzese del Beach Bocce, la manifestazione itinerante organizzata a livello nazionale dalla Federazione italiana bocce.

A sfidarsi sulla spiaggia del Lido La Caravella a San Salvo Marina (Chieti), ben 21 coppie.

Quarantadue persone, di tutte le età e di diversa provenienza, vista la partecipazione anche di numerosi turisti arrivati da Lombardia, Piemonte e Puglia, hanno aderito all’evento sotto lo sguardo interessato di un pubblico attento e incuriosito.

La tappa abruzzese, organizzata dal Circolo Bocciofilo Il Comunale di San Salvo con il patrocinio del Comune di San Salvo, come tutte le altre del Tour, ha avuto una valenza altamente inclusiva perché aperta a chiunque: donne, uomini, giovani, adulti, anziani, diversamente abili, turisti, residenti e anche a chi non si è mai cimentato con questo sport e proprio per questo ha registrato l’iscrizione di tanti nuovi iscritti.

Lo scopo della manifestazione, infatti, oltre a quello di condividere momenti di sport è stato quello di dare visibilità a questo sport e farlo conoscere a chi non l’ha mai praticato.

Obiettivo centrato, vista l’eterogeneità dei partecipanti, la cui attenzione è stata catturata anche dall’accattivante kit, messo a disposizione dalla Federazione Italiana Bocce, con vele e locandine colorate.

Sabato 31 agosto inoltre al “Beach Arena” di San Benedetto del Tronto si terrà la finale nazionale del “Beach Bocce Tour” cui parteciperanno i vincitori delle varie tappe regionali.

I partecipanti concorreranno alla vincita di premi ragguardevoli: alla 1° coppia classificata mille euro; alla 2° coppia 800 euro e alla 3° e 4° coppia 400 euro.

 

by Redazione

E’ partito ormai il conto alla rovescia e c’è aria di grande fervore a Barrea per l’imminente FESTA NAZIONALE DEI BORGHI AUTENTICI che si svolgerà dal 30 agosto all’1 settembre in questa amena località aquilana, incastonata tra l’omonimo lago e il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise.

 

“L’evento rappresenta l’occasione per svelare l’Abruzzo “forte e gentile”, scrigno di storia, natura e dei tanti borghi che lo caratterizzano – sottolinea Mauro Febbo, Assessore Regionale al Turismo.

 

Grazie al sostegno e al contributo della Regione Abruzzo, il calendario della Festa Nazionale dei Borghi Autentici, che quest’anno sceglie Barrea(L’Aquila), come vessillo della sua 10^ edizione, si presenta ricco di attrattive, di ogni genere.

Una tre giorni di cultura, natura, street food, musica, ballo, laboratori e divertimento tra i suggestivi scorci di un paesaggio che rapisce al primo sguardo. Infatti è proprio il paesaggio, inteso come testimone del valore identitario, il tema portante degli incontri che saranno condotti da nomi di spicco nei temi dello sviluppo sostenibile, architettura, mobilità dolce, piccoli comuni, turismo. Non mancheranno testimonianze di intere comunità locali impegnate nella valorizzazione e preservazione del loro paesaggio.

Tante le iniziative in programma tra cui la presentazione della guida “Viaggio nei Borghi d’Abruzzo”, la presentazione del film/documentario “In questo mondo” della regista Anna Kauber.

Evento nell’evento, il Festival del Saltarello, esibizione di gruppi folk che si contendono la vittoria finale. Quasi 100 artisti tra ballerini e musicisti ad animare le vie del borgo, uno spettacolo di suoni, colori e melodie della tradizione abruzzese.  Chi vorrà cimentarsi nel Saltarello potrà frequentare gli stage aperti al pubblico mentre i bambini si divertiranno scoprendo i giochi antichi dei loro nonni.

E poi ancora, lo spettacolo teatrale “Orsitudine” della compagnia Lanciavicchio in cui si racconta l’orso, quello marsicano, che abita i nostri territori e che poco si conosce.

Lo Spettacolo musicale “Melodie nei borghi” con la cantante Andrea, ricco repertorio delle più belle canzoni italiane dall’800 agli anni ’30-’40-’50

La Festa Nazionale dei Borghi Autentici diventa il contenitore di attrazione per contribuire a creare prospettive di sviluppo, e a portare nuova linfa all’Abruzzo e al Paese dei Borghi Autentici.

by Redazione

Musica e parole in un panorama suggestivo e unico, questa la formula dell’iniziativa “Cantautori in collina” che per due serate (30 e 31 agosto 2019, dalle 21,30) porterà a Notaresco (TE), in Piazza del Mercato, molti cantautori emergenti e la voce di Filippo Graziani. L’iniziativa, organizzata dal cantautore Nanco, nome d’arte di Nino Di Crescenzo, in collaborazione con Re Nero Caffé di Notaresco, nasce con l’intento di dare voce e spazio a giovani artisti, per lo più locali, e regalare a quanti interverranno ore di musica di qualità e serate piacevoli e divertenti. Il 30 agosto sul palco ci sarà Filippo Graziani il quale canterà anche brani di suo padre Ivan, ad aprire il suo concerto il cantautore di Arsita (TE) Fabrizio Trignani. Il 31 sul palco saliranno: Jena Lu di Teramo, Umberto Scataglini di Roseto degli Abruzzi e Il Palpito dell’Uno, trio proveniente da Foggia.

Locandina

“Queste due serate – spiega l’ideatore Nanco (cantautore con all’attivo apprezzati album come ‘Acerrimo’ e singoli di successo come ‘Ti invito in Abruzzo‘) – sono nate per dare spazio a giovani e validi artisti i quali si alterneranno sul palco con la loro musica e le loro parole. Notaresco, dove vivo, è un paese in collina, una località meravigliosa che si presta da sempre a ospitare la musica di qualità. Lo stesso Ivan Graziani si è esibito più volte in questo comune e per questa ragione siamo onorati e fieri di aver coinvolto il figlio Filippo, straordinario artista che ci regalerà brani indimenticabili di suo padre. Io sono anche un cantautore, conosco la fatica che si fa per far conoscere la propria arte e per arrivare al pubblico. E’ stata questa la ragione che mi ha spinto a organizzare questa iniziativa, che sono certo, verrà apprezzata dai miei concittadini e da quanti sceglieranno di partecipare”.

by Redazione
roccaraso vola

Roccaraso Vola è la kermesse che si terrà nella località sciistica aquilana dal‪ 30 agosto al 1° settembre, giunta alla VII edizione.

Grandi e bambini staranno quindi con il naso all’insù per ammirare le creazioni dei migliori aquilonisti nazionali.

I giganti del cielo, aquiloni statici e acrobatici, e molte attività tra cui l’attesissimo lancio delle caramelle dal cielo, appuntamento immancabile.

Nel programma, per sabato 31 dalle 21,30 è previsto lo spettacolo Luci in Volo, notturna in Località Pratone.‬

“Siamo orgogliose di essere giunte alla settima edizione del nostro Festival, Roccaraso continua a volare alto”, dicono Mariavittoria Bucci e Giulia Cipriani, rappresentanti dell’associazione Roccaraso Vola.

by Redazione
tornareccio

Una meravigliosa “Pietà” di Piero Vignozzi e una commovente “Natività” di Maurizio Romani.

Da venerdì 30 agosto due nuovi mosaici arricchiranno il museo a cielo aperto di Tornareccio, portando a 93 le opere esposte in tutto il paese.

Molto particolare ed elegante la collocazione delle nuove opere: la facciata del Santuario diocesano della Madonna del Carmine, cuore della religiosità popolare tornarecciana, dove la Vergine sarebbe apparsa a due pastori proprio il 30 agosto di un imprecisato anno del XVI secolo.

Natività (Romani)
Natività (Romani)

L’inaugurazione dei mosaici è in programma alle 17, proprio nel giorno della festa più solenne del santuario.

I due nuovi mosaici sono stati donati da Alfredo Paglione, gallerista e mecenate, ideatore del progetto che a partire da 2006 ha reso Tornareccio, suo paese natio, un unicum in Italia, in virtù di opere che raffigurano bozzetti originali di grandi artisti di fama internazionale come:

  • Fioroni,
  • Galliani,
  • Severini,
  • Sassu,
  • Ortega,
  • Calabria,
  • Mattioli,
  • Guccione,
  • Modica,
  • Sughi,
  • Savinio.

Particolarmente pregiati i bozzetti da cui sono tratti i nuovi mosaici, ispirati a due capolavori del Rinascimento come la “Pietà” di Sebastiano del Piombo, quello di Vignozzi, e la “Natività” di Lorenzo Lotto, quello di Romani.

Le due opere vanno ad arricchire il sagrato del santuario e la vicina via del Carmine che nell’ambito del museo di Tornareccio si caratterizzano per il tema del sacro, in virtù di una ricca serie a tema mariano e una splendida via crucis che hanno ottenuto anche il plauso del cardinale Angelo Comastri, vicario del Papa e arciprete della Basilica di San Pietro, che ha visitato Tornareccio nel 2018 rimanendone affascinato.

Commenta Alfredo Paglione:

Sono nato proprio nel quartiere del santuario della Madonna del Carmine e al suo restauro contribuì anche mio padre Ottavio.

Sono dunque molto legato a questo luogo, in termini affettivi e devozionali.

Le due nuove opere sono particolarmente prestigiose in virtù di due grandi artisti contemporanei come Vignozzi e Romani che si sono lasciati ispirare da due maestri rinascimentali: renderanno il nostro amato santuario ancora più bello, in forza di un affascinante connubio di arte e devozione.

 

by Redazione
la notte della pizzica

Una serata a suon di musica è quella in programma sabato 31 a piazza Sant’Alfonso a Francavilla: torna infatti La Notte della Pizzica.

Giunta alla sua VIII edizione, l’evento, organizzato dall’Associazione Motus, per quest’anno ospita gli “Uccio Aloisi Gruppu”, il gruppo musicale ereditario del grande maestro Uccio Aloisi (uno dei personaggi più popolari e apprezzati della tradizione musicale salentina della pizzica), che si impegnerà a riproporre in testi e melodie gli stessi valori del vecchio cantore, valorizzando e celebrando il patrimonio della musica popolare salentina senza cedere a contaminazioni di alcun genere.

Gruppo pizzica

Una notte dunque in cui farsi “pizzicare” da queste note che animano da sempre il Salento, Taranto e la Puglia intera riuscendo con il suo ritmo a scavallare i confini e contagiare anche gli abruzzesi.

by Redazione

Un successo pieno. Ieri sera, venerdì 23 agosto, il Barbiere di Siviglia di Rossini, alla Villa comunale di Roseto, è stato accolto con grande calore da una platea attenta e partecipe.

Pubblico presente

 L’opera buffa del grande pesarese è stata messa in scena dalla Green Symphony orchestra, diretta da Manfredo Di Crescenzo. La regia è di Tonino Simonetti. Sul palco Federico Buttazzo (tenore) – conte d’Almaviva; Alessandro Pento (basso) – don Bartolo, dottore in medicina; Isabella Amati (contralto) – Rosina, pupilla di Bartolo; Jorge Tello Rodriguez (baritono) – Figaro, barbiere; Alessandro Spadano (basso) – don Basilio, maestro di musica; Pietro Pino (baritono) – Fiorello, servitore d’Almaviva; Laura Surricchio (soprano) – Berta, cameriera di Bartolo; Tiziana Perna, pianista accompagnatrice e continuo; Alberto Martinelli, maestro del coro Lirico d’Abruzzo.

Il Barbiere di Siviglia

La serata, organizzata dall’associazione musicale Rossini, si inserisce nell’Adriatico Music Festival 2019 – Il solista e l’orchestra – XXVI edizione. Direzione artistica: Tiziana Perna. 

Sul palco la Green Sypmhony orchestra, formata da: violini primi, Melanie Budde, Silvia D’Annunzio, Danilo Pergolini, Paolo Moscatelli, Giulia Cianconi, Silvia Monti; violini secondi: Ervole Ricci, Elena Mashkova, Alessandro Ascani, Gioele Bellagamba; viole: Xhoana Askushaj, Chiara Piersanti, Giuseppe Giugliano; violoncelli: Galileo Di Ilio, Simona Abrugiato; contrabasso: Emiliano Macrini; flauti: Marco Di Domenico, Tazio Piergentili; oboe: Claudio Di Bucchianico; clarinetti: Cristiano Formicone, Luigi Lasalandra; fagotto: Costantino Properzi; corni: Giuliano Melchiorre, Mayra Carullo; tromba: Mario Bracalente; timpani: Alessandra Aloisi e il Coro Lirico d’Abruzzo.

“Il motivo per cui il teatro rossiniano, fin dai suoi inizi – spiega il direttore d’orchestra, Manfredo Di Crescenzo – impose una drammaturgia affatto particolare che, nel modo con cui s’organizzava il linguaggio, trovava la sua ragion d’essere ma anche, paradossalmente, una sorta di àncora capace d’impedirne quel naturale evolvere espressivo che di solito costituisce tratto essenziale del teatro davvero grande. La musica rossiniana prescinde da situazioni, caratteri, psicologie in divenire: vive per e di se stessa”.

“Immaginare una versione del Barbiere originale – aggiunge il regista Tonino Simonetti – non era affatto facile ma, rifacendomi all’opera teatrale di Beaumarchais del 1773 ho avuto la chiara sensazione di trovarmi in piena Commedia dell’arte. D’altro canto, l’azione drammaturgica poggia su una base testuale ben congegnata che ha l’unico scopo di far divertire”.

Pagina Facebook: Il Barbiere di Siviglia di G. Rossini

https://www.facebook.com/manfredo.dorindo/?modal=admin_todo_tour

by Redazione