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le feste di settembre

Da oggi fino al prossimo 16 settembre, Lanciano sarà per la 186^ volta sede delle Feste di Settembre, storica manifestazione della città in provincia di Chieti.

Sotto la direzione del presidente Maurizio Trevisan quindi ogni giorno, ci sarà un appuntamento diverso tra musica, teatro, spettacoli, cultura e tradizioni.

Le serate clou della kermesse popolare più grande d’ Abruzzo ci saranno il 14 settembre, con gli fuochi pirici dell’ “Apertura” alle 4 del mattino, e in serata il concerto di Francesco Baccini; giorno 15 ci sarà Max Gazzè e il 16 gran chiusura con Malika Ayane.

Cartellone feste di settembre 2019

Le Feste di Settembre a Lanciano dunque, una tradizione che si rinnova nel nome della Madonna del Ponte, a lei sono infatti dedicati i festeggiamenti che presero avvia ufficialmente nel 1799.

Da quel momento infatti fu emanato un bando per comunicare che la festa sarebbe durata otto giorni, con fuochi artificiali, illuminazioni, musiche e corse di barberi (cavalli del Nord-Africa).

Per il programma completo: Feste di Settembre

by Redazione

Moti Armonici presenta la mostra fotografica “Vietnam, persone, colori, emozioni” della fotografa e videomaker francavillese Martina Faccia.

La mostra sarà un’occasione per comprendere ed interpretare una realtà complessa, ricca di storia, cultura e meraviglie naturali.

Dall’artista: “Il Vietnam, i suoi colori, le sue emozioni, le sue persone.  Le sfumature, gli attimi di fugace quotidianità, il bello il brutto, il bianco e nero. Un percorso vissuto con empatia e suggestione. Le foto raccontano il mio punto di vista, di questa terra fatta di contrasti”.

La mostra, che si terrà al Foyer dell’Auditorium Sirena di Francavila al Mare, durerà da lunedì 2 a domenica 15 settembre prossimi, la presentazione avrà luogo venerdì 6 settembre alle ore 18.30 con l’intervento del professor Massimo Pasqualone.

La mostra è completamente gratuita grazie a JooMa che ha patrocinato l’evento insieme al Comune di Francavilla al Mare. Importante il contributo anche della Cantina di Miglianico, Vittoria Assicurazioni Sub Agenzia Francavilla Foro di Sandra Marinelli ed Emmeciquadro.

JooMa è lo studio creativo con sede in Abruzzo specializzato nell’ideazione, gestione e promozione di piattaforme web quali web site ed e-commerce. Con il suo progetto Human Connection, JooMa ogni anno sostiene concretamente iniziative culturali e sociali del territorio in cui opera.

L’associazione Culturale e Musicale Moti Armonici, propone, ormai da più di un decennio, eventi culturali sul territorio abruzzese e nazionale. Gestisce l’omonimo Insieme Vocale, incentiva la visibilità dei giovani concertisti, affianca gli artisti e gli scrittori, organizzando eventi culturali che ne diano il giusto valore e collabora, in rete, con le Associazioni culturali  del territorio.

by Redazione
Nella prima giornata è stato assegnato il titolo di categoria nel singolare maschile, che si è aggiudicato Antonino Zapparata (PR Tennis School) superando in finale Davide Di Pietro (Beach Tennis And Sports).
Nella seconda giornata moltissimi gli incontri ed in palio altri tre titoli. Nel doppio maschile i fratelli Zapparata (Antonino ed Edoardo) hanno concluso la loro cavalcata trionfale verso il titolo battendo nella finalissima del doppio maschile la coppia Matteo Centorame (PR Tennis School)-Alessandro Sarti (Beach Tennis And Sports).
Campionati regionali di 2^ categoria
Nel doppio femminile le giovanissime Giorgia Lanciaprima (Tennis Village Teramo) e Daniela Lacanale (Beach Tennis And Sports) hanno avuto la meglio sulle più esperte Patrizia Magnante (Beach Tennis Abruzzo) e Francesca Recinella (Beach Tennis Abruzzo) aggiudicandosi il titolo di campionesse nel doppio femminile. Nell’ultima gara del doppio misto la vittoria è andata a Giuseppina Di Lorenzo (Beach Tennis And Sports)  e Gianluca Sarti (Beach Tennis And Sports) che in finale si sono imposti sulla giovane coppia formata da Giorgia Lanciaprima e Daniela e Davide Di Pietro.
by Redazione
antoniana basket femminile

Tempo di preparazione atletica per le squadre nei vari sport. A Pescara, dopo la maschile, anche l’Antonina Basket femminile riprende la stagione con arrivi e riconferme.

Tra esse Cristina Bortone, giocatrice storica e simbolo dell’Antoniana. Tra maturità a cui pensare e una Serie B difficile con Lazio e Umbria nel girone, per Cristina e le altre ragazze, sarà un’annata impegnativa.

Classe 2001, play/guardia di 172 centimetri, ha iniziato a 5 anni alla scuola di Franco Vecchiati nella Bee Basket Pescara e poi per lei: Jamboree nazionale, due finali nazionali Join the Game con un prestigioso terzo posto Under 14, finali nazionali Under 15 e Trofeo delle Regioni 2014 e da capitana 2015.

Tutti i titoli regionali giovanili dall’Under 14 all’Under 18; la Serie C e infine la Serie B in cui si è guadagnata minuti e punti nelle ultime due stagioni (quest’anno la miglior prestazione l’ha vista in doppia cifra con 11 punti e, invece, con 26 in più di una gara Under 18).

by Redazione

Duemilatrecentoquaranta anni fa, nel 321 a.C. si consumò uno degli eventi più ingloriosi della storia di Roma, ecco quanto si evince dalla ricostruzione minuziosa di Nicola F. Pomponio.

Le legioni consolari, bloccate tra due strette gole e circondate dai nemici sulle alture, dovettero arrendersi, senza combattere, alle bellicose tribù sannite; è l’episodio delle “forche caudine” in cui i consoli e tutti i legionari furono costretti a passare, seminudi, sotto un bastone in segno di sottomissione. Ciò però non impedì che una ventina d’anni dopo i Sanniti (un insieme di popolazioni che controllavano l’Abruzzo, il Molise e la Campania settentrionale) fossero sconfitti e inglobati nei domini romani.

Di quelle lontane epoche non è rimasto molto ma due siti collegati a questo evento, ambedue in Molise, sono di grande interesse e suggestione e se ne consiglia la visita. Il primo, non lontano dal fiume Trigno che separa l’Abruzzo dal Molise, è il santuario italico di Pietrabbondante. Questo complesso, costruito tra il III e il I sec. a.C., è costituito da due templi e un teatro. Luogo principe di identità collettiva, Pietrabbondante non era riservata solo al culto ma anche alle decisioni politiche pubbliche. Il complesso si adagia sul dorso di una collina con un panorama, siamo a poco più di 1000 m. di altezza, mozzafiato. Alture fittamente boscose si stendono a perdita d’occhio mentre il santuario si articola in un grande tempio che sovrasta un ampio teatro, unico esempio dell’antichità in cui i sedili sono completati da schienali (!), e un altro tempio più piccolo a fianco del teatro. E’ dal tempio maggiore che lo sguardo spazia sia sul sito sia sulla vallata che si stende davanti; l’impressione è di una grande, solenne, composta austerità nonché di un tesoro ancora tutto da scoprirsi quando, osservando la zona non aperta al pubblico, si notano colonne e muri portati recentemente alla luce con gli scavi tuttora attivi.

Pietrabbondante il teatro con gli schienali

Il santuario fu utilizzato fino al I secolo a.C. perché questa data segnò la fine delle popolazioni sannite come soggetti ancora in parte autonomi e la definitiva romanizzazione dell’area. Il tutto avvenne molto rapidamente, in meno di dieci anni. Nel 91 a.C. scoppiò la Guerra sociale (da “socii”, cioè alleati) in cui i Sanniti insieme ad altre popolazioni italiche insorsero per ottenere lo status di cittadini romani. Militarmente sconfitti, vinsero politicamente perché i Romani per terminare il conflitto riconobbero le loro rivendicazioni concedendo la cittadinanza a tutti i popoli al sud del Po. Ma pochi anni dopo i Sanniti (che avevano continuato lo scontro con Roma), coinvolti nelle guerre civili che porteranno alla fine della Repubblica e alla nascita dell’Impero, si schierarono contro Silla e il Senato e a favore dei “populares”. La sconfitta di questi nel 82 a.C. segnò l’inizio di un vero e proprio genocidio con l’eliminazione fisica e la crocifissione di migliaia di persone ed è in questo contesto che Pietrabbondante venne proibito come luogo di riunione e ben presto abbandonato.

A pochi chilometri dal santuario vale la pena visitare un altro sito archeologico che rappresenta la continuazione di questa storia e aiuta a comprendere cosa significò per queste terre la conquista romana. Ai piedi del massiccio del Matese, in pianura, lungo l’antico tratturo Pescasseroli-Candela e oggi sulla statale per Benevento, la città di Saepinum è un esempio illuminante per comprendere come la romanizzazione agì attraverso la fondazione di nuovi centri urbani. Questo luogo, che prende il nome da un antico insediamento sannita sui monti circostanti e distrutto dalle legioni nel 293 a.C., risale al I secolo d.C. ed è quindi posteriore solo di alcune decine di anni alla chiusura di Pietrabbondante ma vi si rinvengono, con una chiarezza ammirevole, tutte le caratteristiche delle città romane. Oggi è istruttivo percorrere le due vie principali, cardo e decumano, intersecantesi ad angolo retto e ben conservate, anche se bisognose di più manutenzione; ammirare i resti della basilica con colonne con capitelli ionici; osservare il teatro perfettamente leggibile o l’unico esempio che ci è giunto dall’antichità di mulino ad acqua.

Non mancano poi quei luoghi pubblici che caratterizzano le città romane nei tre continenti su cui si stendeva l’impero: le terme, il “macellum”, il foro. Insomma, nonostante siano passati una manciata di decenni dalla chiusura di Pietrabbondante, ci si ritrova in un ambito completamente diverso; lì era il luogo di ritrovo, in un ambiente dalla selvaggia bellezza, di popoli montanari con riti e cariche politiche comuni, qui è un ordinato “municipium” di pianura ben inserito in un grande impero con pratiche e cultura comune; lì vive ancora la fierezza per la propria autonomia, ma non più indipendenza, con l’esaltazione di una particolarità in contrasto con il mondo latino, qui è l’”Urbs” che domina, ma non lo fa più con la forza bensì inserendo il territorio in un ambito più vasto attraverso, si noti il particolare fondamentale, la cittadinanza e la cooptazione delle aristocrazie nel governo locale o addirittura in quello imperiale. Pietrabbondante e Saepinum rappresentano così due momenti diversi, vicini nel tempo e nello spazio, fondamentali nella storia dei popoli di questa parte d’Italia; nella prima popolazioni fiaccate, ma non ancora domate, si adeguano ai nuovi tempi con un santuario che risente delle caratteristiche costruttive ellenistiche pur mantenendo stilemi italici, come il rialzo dei templi, nella seconda si manifesta, sia urbanisticamente sia socialmente, il pieno inserimento di questi popoli nella “pax romana”.

Saepinum teatro

Ma questi siti sono da mettere in connessione da un lato con il Museo Archeologico di Chieti, ove oltre al famosissimo Guerriero di Capestrano vengono ricostruite la storia e i caratteri di queste popolazioni prima della conquista romana, dall’altro con il piccolo ma brillantissimo gioiellino che è il Museo Archeologico di Corfinio. Questo paese in provincia dell’Aquila in epoca romana era una grande città e fu la capitale dei rivoltosi della guerra sociale. Qui si trova un elemento di notevole interesse nel passaggio storico-politico tra Pietrabbondante e Saepinum. La preziosissima collezione numismatica del museo mostra, tra le tante, due monete coniate dai ribelli sulle quali in una il toro italico abbatte la lupa romana e, nell’altra, si raffigura il giuramento di fedeltà anti-romano delle popolazioni (“sacramentum”); in ambedue i casi è iscritta sulla moneta, per la prima volta nella storia in modo coscientemente politico in quanto simbolo dell’unione di tutti i popoli della penisola coalizzati contro Roma, il nome della nazione che si era ribellata: Italia!

Come si è detto è la prima volta nella storia che questo termine geografico assume valenza politica, ma è bene non perdere la testa dietro fantasime romantico-nazionalistiche o, peggio ancora, campanilistiche. Roma vinse sull’Italia non solo per la forza delle legioni ma soprattutto per la capacità di assimilare attraverso la concessione della cittadinanza, quello che allora era il “diverso”. Saepinum mostra questa abilità e apertura al nuovo che alla fine costituì la forza di un impero durato più di quattro secoli in cui non solo gli italici potevano aspirare ai più alti posti di comando ma potevano diventare imperatori uomini provenienti dalle più lontane periferie come l’Africa, la Siria, la Britannia, la Spagna e, addirittura, l’Arabia. Forse si può dire che l’assimilazione degli italici, ben rappresentata dalla parabola Pietrabbondante-Saepinum, divenne il modello per la costruzione di un impero in grado, in questo caso, di eliminare la grettezza e chiusura dei popoli montanari per inserirli in tutto il mondo mediterraneo e oltre. Forse questa fu la più grande vittoria che i Sanniti potessero riportare e che effettivamente riportarono sull’egoismo e le paure della parte più retriva e xenofoba delle classi dirigenti dell’Urbe.

by Redazione
sound & wine

Buona musica accompagnata dal buon vino: è questo il mix che si presenterà agli ospiti del Castello di Semivicoli (Casacanditella, Chieti), lunedì 2 settembre prossimo, per l’ultimo appuntamento dell’evento Sound & Wine Festival con Latin Jazz di Martegiani & Di Fulvio trio.

Una serata di fine estate per gustare piatti tipici e vini Made Abruzzo.

Si partirà alle 21 dunque con un apericena (servito al tavolo), una degustazione di 3 calici inclusi nel prezzo, una carta vini ampia e rinnovata da cui gli ospiti potranno selezionare vini nazionali e internazionali prodotti da Masciarelli Tenute Agricole e una selezione nazionale ed internazionale delle esclusive etichette distribuite dalla Gianni’s Selection.

Il Sound & Wine Festival racconta quindi una storia musiche tutte nuove: dalle più classiche a quelle più “popolari” che aggiungono suggestione al Festival, come le romanze di Tosti e le canzoni di Totò, che non potranno fare a meno di emozionare visitatori italiani e stranieri.

Un evento particolare in una location unica: il Castello di Semivicoli sa di storia, quella che risale al XVII -XVIII secolo sul punto più alto di Semivicoli da dove è possibile estendere lo sguardo dalla Maiella fino all’Adriatico.

Appartenuto alla famiglia dei Duca di Celaya Sannita fino al 1790 venne poi venduto a una famiglia di commercianti di Sulmona.

Per secoli il palazzo è stato il centro del paese dei dintorni: sono infatti conservati tutti i luoghi di trasformazione delle materie prime caratteristiche della vita contadina, da un frantoio del 1868, alle vasche per fare il vino, a un granaio.

Foto: Pagina Facebook Castello Semivicoli

by Redazione

Presentata la 14ª Giornata del Creato, in programma 1° settembre 2019 dalle ore 19,00 in Largo Venezuela a Montesilvano. L’evento che si aprirà con una celebrazione eucaristica  è indetto dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana) che sulle esortazioni di Papa Francesco “ a coltivare e custodire il creato”, vuole sviluppare e far crescere il mondo con responsabilità attraverso una giornata di riflessione e di incontro che ha come claim 2019: Green Happening. Il Green Happening nasce come evento  finalizzato a questa missione e vuole celebrare la 14ª Giornata Nazionale per la Custodia del Creato, invitando ad un unico tavolo il mondo cattolico e il mondo ambientale per condividere i percorsi, ampliare le sensibilità,  le conoscenze, attraverso “un appuntamento dove le parole  d’ordine sono: incontrarsi, parlare, informarsi”.

Il mondo ambientale, quello culturale e cattolico  in questa giornata incontro promuoveranno gli aspetti fondamentali e necessari per essere “custodi del creato” nell’impegno religioso e non solo. Il benessere sociale,  il  grande ruolo della famiglia, i rapporti umani, il lavoro sono i capisaldi  per affrontare col giusto atteggiamento il vivere con l’ambiente imparando a guardare alla biodiversità per prendercene cura. Presente questa mattina l’assessore alle Manifestazioni Deborah Comardi, che ha illustrato l’evento di domenica: “Questa edizione del “Green Happening” vuole essere una prima edizione da riproporre stabilmente negli anni a venire. L’amministrazione comunale ringrazia la Curia nella persona di don Antonio e le parrocchie di Montesilvano in quella di don Paolo. Montesilvano è sensibile a questo tema e riteniamo quest’evento sia un forte segnale di come l’istituzione voglia fondere laicità e sacralità. Un ringraziamento particolare a Daniele Baronio, che ha avuto l’idea di proporre questa celebrazione speriamo gradita non solo ai cittadini ma anche a coloro che sono sensibili all’argomento”.

“L’idea di celebrare qui la XIV “Giornata Nazionale per la Custodia del Creato” – l’organizzatore Daniele Baronio – si realizza grazie alla sensibilità del Comune di Montesilvano. Un evento che vuole unire il mondo laico e cattolico secondo quanto espresso dal Documento della CEI, che rimarca il ruolo dell’Uomo come “sentinella del creato” e in quanto tale deve avere cura dell’uomo e dell’ambiente. L’evento si terrà in largo Venezuela e inizierà alle 19,00 con una solenne Celebrazione Eucaristica che vedrà la partecipazione di tutti i parroci della città; seguirà un incontro istituzionale organizzato con l’Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale che approfondirà in maniera più diffusa e chiara problematiche ed elementi del Documento della CEI sulla Biodiversità. Quest’appuntamento invita a riflettere su queste fondamentali tematiche, con l’auspicio possa raccogliere interesse anche da fuori regione”.

Presente anche don Antonio Del Casale, incaricato Diocesano alla Pastorale Sociale e del Lavoro: “Apprezzo e sostengo quest’iniziativa, perché con essa si è dato seguito all’invito dei vescovi, che si ripete ormai da 14 anni, a riflettere sull’impegno che dobbiamo infondere noi tutti nella salvaguardia del creato”. Don Paolo Furioni (vicario foraneo di Montesilvano) ha invitato tutte le parrocchie di Montesilvano. Organizzatore dell’evento, insieme al Comune di Montesilvano, l’Associazione “èculturalmente”. L’Associazione ha invitato a esibirsi, a conclusione della giornata, il noto cantautore sacerdote Don Elio Benedetto, di Palata.

by Redazione

Il presidente del Consiglio comunale Ernesto De Vincentiis chiede con urgenza un incontro con la maggioranza della Regione Abruzzo per discutere sulle intenzioni della Grande Pescara.

“Ribadiamo la nostra posizione contro la Grande Pescara – spiega il presidente del Consiglio Comunale De Vincentiis -, ma non ci sottraiamo al dialogo e al rispetto del referendum. E’ necessario un incontro con la Regione, che abbiamo già chiesto alcune settimane fa. La nostra commissione Commissione Affari Istituzionali si sta interessando del consiglio comunale congiunto tra i Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore in programma il prossimo 19 settembre. Non c’è dubbio che la volontà popolare, regola sancita dalla costituzione, è sovrana su qualsiasi altra e diversa interpretazione che si è opposta al risultato referendario, è altrettanto vero e legittimo la perplessità di chi, come me, nutre dubbi sullo scenario che si compose nel contesto delle votazioni del 2014, votazione che includeva oltre il referendum anche la votazione regionale, quella europea e persino quelle locali dove interessati erano tutti i Comuni oggetto di referendum. Ritengo che non vi sia stata, per le ragioni di cui sopra, ovvero dell’affollamento di schede, ben quattro contestualmente, una adeguata comunicazione sulla proposta referendaria per la costituzione di una realtà unica tra Pescara, Montesilvano e Spoltore. In questo caso hanno gioco facile i promotori del sì, che svolsero in sede di campagna elettorale, un’attività precisa e mirata unicamente a promuovere le proprie ragioni. Credo che la fusione tra i tre comuni coinvolti arrechi più danni che vantaggi, soprattutto alle due realtà più piccole, ovvero Montesilvano e Spoltore, peraltro l’identità cittadina supera ogni altro concetto in merito. Molti affermano che l’unione porterebbe benefici in quanto trasferimenti economici statali. Non vedo le differenze se non quelle, eventualmente, derivanti dall’aumento del numero dei numero di abitanti. Però a un maggior numero di abitanti corrispondono più esigenze, più superficie territoriale e quindi più strade, più scuole, più giardini, da controllare e manutentere. Non è giusto cancellare l’identità, l’orgoglio, la storia di una realtà di quasi 60.000 anime come Montesilvano, che comunque rappresenta una delle realtà più importanti dell’intera regione. Non dobbiamo dimenticarne l’importanza commerciale, geografica e soprattutto turistica, quest’ultimo settore è determinante per colmare l’emergenza economica e occupazionale, anche soprattutto in prospettiva futura. Il nuovo consiglio regionale dovrà necessariamente occuparsi della questione. Il 2022 è un appuntamento al quale sono tutti impreparati e che porterebbe al voto governi comunali appena insediati, provocando numerose difficoltà a tutti i territori. La Regione dovrà occuparsi di questa situazione, mio avviso, proponendo un altro referendum con il quale il popolo potrà esprimere il proprio pensiero in modo più lucido e concentrato. Temo che la fusione in atto possa provocare un danno irreparabile sulle due realtà più piccole e a beneficiarne potrebbe essere solo Pescara che assorbirebbe Montesilvano e Spoltore riducendole a periferie di se stessa. Da montesilvanese dico a tutta la cittadinanza: se c’è ancora speranza, se è ancora possibile fermare questa assurdità, uniamoci in un unico coro e adottiamo qualsiasi strumento possibile che possa far cambiare idea su tale questione”.

by Redazione
perdonanza celestiniana

Ha riscosso un grande successo di pubblico il momento clou della Perdonanza Celestiniana, il corteo storico della Bolla Papale, che ha visto la partecipazione di 10mila persone.

Nonostante il tempo non sia stato clemente, gli aquilani e i turisti non sono voluti mancare a un momento così importante per il capoluogo d’Abruzzo soprattutto perché, questa edizione numero 725, ha coinciso con il decennale del sisma del 6 aprile 2009.

L’edizione 2019 ha i volti della diciassettenne Sara Luce Cruciani, la Dama della Bolla e di Federico Vittorini, 24 anni, il Giovin Signore.

Per il suo articolato e profondo significato la Perdonanza Celestiniana è inserita nella rosa finale degli elementi candidati a bene immateriale dell’Unesco e in tal senso sarà valutata a dicembre prossimo dal Comitato internazionale riunito in Colombia, a Bogotà.

Presenti anche le istituzioni tra cui il sottosegretario ai Beni culturali, l’abruzzese Gianluca Vacca:

Per me è un onore, da abruzzese, essere all’Aquila oggi a rappresentare il Governo.

Nell’anno del decennale è un messaggio ancora più sentito di speranza e redenzione in questi anni di ricostruzione.

Dobbiamo voltare pagina, dobbiamo lavorare sulla fine della ricostruzione.

 

Foto: Ansa

by Redazione

Chiude in bellezza l’estate targata pro loco con un doppio appuntamento: sabato 31 agosto 2019, a partire dalle ore 21:00, presso il belvedere “A.Pietrolungo” (ex Sipes) sarà il Sound “Rastauno” a spegnere le candeline con ben 20 anni di attività e lo farà con un ospite d’eccezione ovvero Brusco in concerto (ingresso libero).

Innumerevoli anche questa estate le iniziative promosse della Pro Loco, dal torneo di calcetto fino all’ormai storica e riuscitissima festa della birra, passando per concerti, sfilate e giochi sotto le stelle, garantendo come al solito supporto e collaborazione a tutti gli altri eventi dell’”Estate Unica” pianellese, promossa dalle associazioni locali in collaborazione con il comune vestino.

In questa occasione si festeggerà con un Sound, Rastauno, tra i più longevi d’Italia, nato nel lontano 1999 dall’idea di Massimiliano (Massi G) e che, grazie soprattutto ad Antonio (La Frutta Dj), conta sulle spalle centinaia e centinaia di serate, vantando concerti e collaborazioni con i più importanti artisti nazionali ed internazionali del settore.

Special Guest Brusco, artista di comprovata fama, attivo fin dagli anni ’90, spesso protagonista con brani popolarissimi: “Ancora e ancora” dedicata alla a.s. Roma campione d’Italia, “Sotto i raggi del sole” rifacimento dancehall della hit degli anni ’60 “Abbronzatissima” di Edoardo Vianello o “Ti penso sempre” sono solo alcuni dei pezzi che hanno spopolato, scalando le hit del momento.

Un’occasione da non perdere per ballare e cantare insieme, ringraziando i tantissimi volontari che non hanno mai fatto venir meno il loro fondamentale contributo.

by Redazione