Quasi venti essenze naturali, tutte selvatiche, raccolte sulle cime delle montagne abruzzesi.
Si era abituati a vedere le botaniche, con le loro infiorescenze dare vita ai mieli dell’Appennino aquilano, o contribuire, con le centinaia di essenze foraggere censite sul Gran Sasso, a conferire qualità uniche al formaggio pecorino canestrato.
Oggi questa ampissima gamma di erbe spontanee che cresce tra panorami mozzafiato dà vita al primo gin artigianale tutto aquilano, il 67CENTO.
È in particolare la santoreggia, erbacea perenne che si sviluppa a quote medio-alte, ad essere utilizzata, forse per la prima volta al mondo, per la produzione di un distillato, che ha già trovato il favore di pubblico e bartender.
Riccardo Marino, ingegnere gestionale e Tommaso Ciuffetelli Totani, esperto in comunicazione e marketing, che hanno dato vita all’etichetta con il forte desiderio di raccontare l’Abruzzo attraverso un prodotto autoctono e unico, dopo attenti studi e ricerche hanno ripiantato in un orto botanico alle porte dell’Aquila questa e altre essenze.
Le raccolgono a mano, selezionando le foglie e le bacche migliori, prima di trasferirle nella distilleria di Cavalletto d’Ocre, dove un moderno alambicco le trasforma nel prodotto che rappresenta la base per moltissimi drink iconici.
Insieme alla santoreggia, a dare vita a uno dei due gin per ora prodotti, il Botanical Gin, molto orientato su un gusto erbaceo, ci sono, tra le altre essenze, issopo, aghi di pino, ginepro, coriandolo e angelica.
Un prodotto ispirato ai giardini botanici del Parco nazionale della Majella, con cui Marino e Ciuffetelli Totani hanno avviato un progetto di collaborazione e che ha fornito una gamma iniziale di essenze di montagna. Sono state proprio le visite a quei giardini ad aver permesso ai due di toccare con mano l’enorme patrimonio di specie arbustive ed arboree endemiche custodite in Abruzzo.
Il 67CENTO, con uno dei mascheroni delle 99 Cannelle in etichetta, è presente già nei bar di L’Aquila e Pescara e in moltissimi locali del resto dell’Abruzzo e anche fuori regione.
Mondi Connessi A.P.S. è un’associazione di promozione sociale nata nell’area vestina con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.
L’Associazione avvia la sua attività collaborando con il mondo della Scuola e promuovendo, già ad inizio 2020, il Progetto di Educazione Ambientale La plastica e l’acqua convivono in una economia circolarerivolto alle Scuole Primarie di Pianella e Cerratina nonché alla Scuola Secondaria di I Grado di Pianella – Istituto Comprensivo Papa Giovanni XXIII.
La conoscenza degli elementi quali la plastica e l’acqua, l’apprendimento della salvaguardia e del miglioramento delle condizioni ambientali, la comprensione dell’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, servono a formare i cittadini consapevoli di domani, in grado di mantenere in salute il bene più prezioso che abbiamo, l’ambiente, per lasciarlo in eredità ai posteri.
A compimento del progetto, a tutti gli alunni delle scuole sopra indicate doveva essere donata una borraccia in alluminio: tale dono non doveva essere solo il ricordo per l’attività svolta ma anche il principio del fattivo impegno di ciascuno nell’utilizzo di materiali sempre più ecocompatibili; si trattava insomma del primo passo verso la presa di coscienza della necessità di rispettare e risparmiare l’acqua, promuovendo anche il cambiamento negli atteggiamenti verso i rifiuti, intesi non più come scarti bensì come risorse nella promozione del circolo virtuoso delle 5R:
Riduzione;
Riuso;
Riciclo;
Raccolta;
Recupero.
Purtroppo a causa del Covid 19 il progetto non è partito ma si spera di attivarlo nell’anno scolastico 2020-2021, compatibilmente con l’emergenza in atto e la collaborazione di tutti i volontari e volenterosi.
Pertanto nei giorni scorsi sono state donate 504 borracce a tuti tutti gli alunni, affinché siano di buon auspicio per questo anno così complesso.
Proprio a causa della pandemia, l’utilizzo di questa borraccia appare, infatti, più che mai attuale, in quanto la stessa può essere igienizzata e utilizzata in ogni momento anche nel tragitto casa-scuola e viceversa.
Così dichiara il presidente dell’associazione Massimo Di Tonto, in una lettera a tutte le famiglie degli alunni.
Dell’associazione fanno parte Alessandro Tortora quale Vice Presidente, Fabio Finocchio quale Tesoriere, Erika Febbo come Segretaria e molti consiglieri tra i quali Gabriele Esposito, Vincenzo Ursini, Giuseppe Del Pretaro e tanti altri.
Un’associazione professionale nata allo scopo di tutelare i lavoratori e le lavoratrici intermittenti e precari del mondo dello spettacolo, che hanno subito, in modo drammatico, il blocco delle attività, a causa dell’emergenza che sta vivendo il nostro paese ed il resto del mondo.
Una categoria di lavoratori atipica che, troppo spesso, è considerata “invisibile” dai più, nonostante il comparto economico sia tra i più importanti.
L’assenza di provvedimenti specifici alimenta la tensione che si respira nel mondo dello spettacolo, le cui figure professionali sono sempre più penalizzate da una macchina burocratica farraginosa.
Ital Show è un’associazione legge 4/2013 inserita nell’elenco delle associazioni del Ministero dello Sviluppo Economico, che riunisce professionisti, tecnici e artisti del settore dello spettacolo e dell’intrattenimento, con l’obiettivo di dare risposte concrete attraverso il riconoscimento delle figure professionali, un corretto inquadramento previdenziale ed una normativa ad hoc per il settore.
Con l’obiettivo di espandere la presenza sul territorio nazionale, è nata la Sezione Abruzzo, che ha sede a Pescara ed è affidata al direttivo composto da Simone D’Angelo, Oriana Ciarrocchi e Patrizia Di Meglio, i quali si adopereranno per dar voce agli operatori dello spettacolo abruzzesi.
Un settore che, con la pandemia, ha perso la maggior parte dei contratti di lavoro ed ora, con i protocolli post-covid, non riesce ancora ad ottenere garanzie per il futuro.
Adesso, più che mai, è necessario essere uniti per poter dialogare in maniera più incisiva con le istituzioni.
Le misure restrittive contenute nel nuovo Dpcm su congressi ed eventi fieristici, strutture termali e centri benessere, parchi tematici e divertimento, professioni della montagna e guide turistiche, ristorazione e attività ricettive, noleggio veicoli e altre attrezzature e attività all’aperto, comporteranno la chiusura definitiva di tantissime attività turistiche, impossibilitate non solo a sopravvivere ma anche a restituire le esposizioni economiche contratte nel periodo del precedente lockdown.
E’ il grido d’allarme lanciato dal presidente regionale di Cna Turismo, Claudio Di Dionisio (nella foto), che mette in guardia sullo stato di salute di un comparto che la crisi provocata dalla pandemia aveva già unanimemente indicato come uno dei più in sofferenza del sistema produttivo nazionale:
E se ci fossero ulteriori restrizioni, in caso di aumento della curva infettiva, per molti sarà impossibile continuare a lavorare.
Più in generale, ad accrescere le preoccupazioni degli operatori, ci si mette anche il fattore “tempo”:
In questo specifico periodo dell’anno, in cui si sta programmando la stagione invernale, con le più grandi vetrine turistiche in corso di svolgimento e le conseguenti trattative in corso si interviene senza logica, prospettando ulteriori e gravi restrizioni fino alla chiusura di diverse attività, sconsigliando gli spostamenti considerati non necessari.
Ma così si finisce per far aumentare solo la paura di viaggiare da parte dei consumatori, rendendo impossibile una qualsiasi programmazione, che già si traduce in blocco delle prenotazioni.
Ancora, Di Dionisio critica le misure adottate dal Governo:
Seppur d’accordo nel valutare ogni forma di prevenzione necessaria a contenere l’epidemia, non riusciamo a comprendere come si intervenga senza criterio anche contro quelle attività che hanno dimostrato senso civico e responsabilità nell’attuare tutti i protocolli richiesti dai precedenti decreti.
Ma così si manda un segnale forte di impotenza verso chi, invece, ha deliberatamente ignorato ogni appello alle precauzioni, concedendo la libertà di fare qualsiasi cosa perché impossibili da intercettare, verificare e punire
Dunque, a detta di Cna Turismo Abruzzo, si chiede al Governo ed alle istituzioni locali “di valutare bene ogni iniziativa, avvalendosi di associazioni e professionisti dei settori interessati, non intervenendo per tentativi, ma organizzando in maniera organica le azioni da mettere in campo per evitare di colpire al cuore settori produttivi di primaria importanza come il turismo”.
Quest’anno la città di d’Annunzio e Flaiano dovrà posticipare l’appuntamento tanto atteso con il suo FLA-Festival di Libri e Altrecose.
A seguito dell’ultimo DPCM del 25 ottobre, infatti, l’organizzazione del FLA, in accordo con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Pescara, ha deciso di rimandare la tradizionale kermesse letteraria che, da ormai 18 anni, si svolge nel capoluogo adriatico i primi giorni di novembre.
“La chiusura di cinema e teatri e la sospensione di ogni tipo di spettacolo in qualsiasi tipo di spazio, anche all’aperto, rende ovviamente impossibile lo svolgimento del FLA nelle date che avevamo fissato già da un anno, quelle del 5, 6, 7 e 8 novembre”, ha spiegato Vincenzo d’Aquino, direttore del FLA – Festival di Libri e Altrecose. “Invece di annunciare il cartellone della rassegna, ci troviamo così a dover comunicare il suo rinvio, non volendo rassegnarci, non adesso almeno, ad una sua versione soltanto in digitale. Non possiamo far altro che accettare una decisione che non condividiamo e che ci appare violenta e insensata, se è vero com’è vero che nel periodo dal 15 giugno al 10 ottobre di quest’anno in Italia ci sono stati 2.782 spettacoli, 347.262 spettatori e un solo contagiato. Siamo arrabbiati e delusi, ma non ancora rassegnati, anche se tanti soldi e mesi e mesi di lavoro sono sfumati in un attimo: non smettiamo di lavorare e di progettare, e continueremo a resistere”.
“Sono profondamente rammaricata e dispiaciuta, il FLA è un evento importantissimo per Pescara, non solo dal punto di vista culturale, ma anche da quello turistico ed economico”, ha dichiarato l’assessore alla Cultura del Comune di Pescara Mariarita Paoni Saccone. “Come assessore alla Cultura ho sempre seguito e sostenuto il festival, soprattutto in queste settimane difficili, in cui gli scenari, giorno dopo giorno, mutavano e si complicavano. Lavoreremo fianco a fianco insieme agli organizzatori del FLA per individuare e fissare il prima possibile le nuove date della rassegna: trovo particolarmente affascinante e suggestiva l’idea di una versione natalizia del festival, a dicembre”.
Anche il Comune di Spoltore, dopo Pescara, Cappelle sul Tavo e Tocco da Casauria, ha aderito alla Campagna del ‘Nastro Rosa 2020’. A partire da domani, domenica 25 ottobre, e sino alla fine del mese, la facciata dello storico Convento sarà illuminato di rosa, a ricordare che ottobre è il mese della prevenzione del tumore al seno e che partecipare agli screening gratuiti della Lilt, fare visite periodiche, i controlli strumentali annuali come ecografia e mammografia, così come condurre uno stile di vita sano, eliminando il fumo della sigaretta, mangiando in modo corretto e praticando sport in modo costante, significa abbattere del 40 per cento la possibilità di far insorgere la malattia.
Lo ha detto il Presidente della Lilt – Lega Italiana lotta contro i Tumori – Sezione di Pescara, Marco Lombardo, presidente della Lilt Abruzzo, annunciando l’evento di domani.
“Ringrazio per la sensibilità dimostrata il sindaco di Spoltore Luciano Di Lorito e l’assessore alla Cultura e alla Salute Roberta Rullo che hanno accolto l’invito istituzionale dell’Anci a fare squadra con la Lilt, come amministrazione comunale, per il mese del Nastro Rosa – ha detto il presidente Lombardo – e quest’anno va sottolineato come neanche l’emergenza Covid-19 sia riuscita a fermare una Campagna di informazione che sa toccare i cuori della popolazione e degli amministratori, a conferma di quanto sia ancora diffuso il tumore alla mammella, che oggi colpisce anche le donne più giovani, ma è anche vero che oggi si guarisce di più dal cancro al seno. Appena sabato e domenica scorsi la Lilt ha portato in piazza gli screening gratuiti senologici garantendo ben 40 visite con il medico senologo dell’Ospedale civile di Pescara Marino Nardi e con l’oncologo sempre dell’Ospedale ‘Spirito Santo’ Francesco Malorgio. Da lunedì, invece, sono partite le visite negli ambulatori di Casa Lilt in via Rubicone e presso gli ambulatori situati nell’ex presidio ospedaliero di Tocco da Casauria. Ben 320 le donne che, nella settimana compresa tra il 12 e il 16 ottobre, hanno prenotato la propria visita, e, dovendo diluire le prestazioni adottando tutte le cautele imposte dalle prescrizioni anti-Covid, porteremo avanti la Campagna almeno fino a dicembre in modo da soddisfare tutte le richieste ricevute. E fino al 31 ottobre ci sarà il colore rosa sui luoghi simbolo di Pescara e provincia a ricordare alle donne il dovere e il diritto di tutelare la propria salute: con l’amministrazione comunale di Pescara ormai c’è una collaborazione ventennale e ogni anno, a ottobre, vengono illuminati di rosa i luoghi simbolo della città, quest’anno la torre civica e il Ponte Flaiano; a Tocco da Casauria, dove la Lilt ha una delegazione, è stata illuminata di rosa la scuola dell’infanzia; a Cappelle sul Tavo per il primo anno sono stati illuminati la facciata del Palazzo comunale e la fontana artistica del chilometro lanciato, grazie alla nuova collaborazione con il sindaco Lorenzo Ferri e l’assessore Di Febo che hanno dato la propria disponibilità per l’istituzione di una seconda delegazione. E domani – ha ribadito il presidente Lombardo – sugelleremo la nuova collaborazione anche con l’amministrazione comunale di Spoltore che, a partire dalle ore 19, accenderà di rosa l’edificio monumentale storico del Convento, su iniziativa dell’assessore Rullo, peraltro sacramentando una presenza già attiva sul territorio della Lilt che da anni può contare sulla partnership con l’Associazione Onlus Fontevecchia”.
Saranno il maestro Pier Francesco Pingitore e il violoncellista e compositore Enrico Melozzi i due protagonisti della seconda puntata di Interno8, in onda venerdì 23 alle 21 su Rete8 e relativi canali social.
Il maestro Pier Francesco Pingitore non ha bisogno di presentazioni, la sua storia di regista e scrittore racconta perfettamente il suo indiscusso ruolo di “re” della satira politica a teatro.
Patron di divertenti spettacoli al Salone Margherita con la compagnia Il Bagaglino da lui fondata, Pingitore è anche noto per le sue qualità di scrittore, così agli amici di Interno 8 presenterà il suo nuovo libro Memorie dal Bagaglino – Diario intimo di un Cabaret (Masciulli Edizioni).
Il Maestro Enrico Melozzi, invece, è noto ai più per aver diretto durante lo scorso Festival di Sanremo ben 4 artisti e aver curato 8 orchestrazioni.
Ma nel suo curriculum si fanno largo numerosi altri lavori di grande prestigio: come l’aver prodotto, arrangiato e diretto il disco Cello songsdella cantante britannica Sarah Jane Morris e l’aver scritto la colonna sonora per il film Il gioco di Adriano Giannini, premiato poi con il Nastro d’Argento nel 2009.
Attualmente, Melozzi è impegnato con un’opera teatrale accanto a Rocco Papaleo. A dirigere il condominio di Interno 8, invece, sarà la giornalista e conduttrice Paola De Simone, affiancata dall’insostituibile collega Luca Pompei.
Mentre l’attrice Tiziana Di Tonno tornerà a sorprendere con una delle sue imperdibili parodie e Alessandro De Berardinis allieterà la serata con le sue incursioni musicali. Svelata nella prima puntata, infine, la preziosa partecipazione del pizza-chef Luciano Passeri, campione del mondo di pizza classica nel 2005, che direttamente dalla sua cucina, offrirà di puntata in puntata utili consigli.
Quando faremo camminare le idee dei giudici Falcone e Borsellino sulle nostre gambe avremo sconfitto definitivamente la mafia. Solo i giovani hanno questo potere, ma per farlo devono essere liberi, devono rifiutare ogni compromesso. Ecco perché dico loro di non bussare mai alle porte per chiedere favori e privilegi, perché poi ci sarà sempre qualcuno che tornerà a chiedere la restituzione di quei favori. Ricordiamo che la mafia continua a esistere, ha messo da parte la lupara, ha indossato una giacca e una cravatta e proprio per questo è più pericolosa, perché si insinua più facilmente nei posti di potere ed è più difficile da riconoscere, diventa invisibile.
Lo ha detto il Generale dell’Arma dei Carabinieri Angiolo Pellegrini, Comandante della Sezione Antimafia di Palermo dal 1981 al 1985, protagonista del secondo evento organizzato dall’Istituto Alberghiero Ipssar ‘De Cecco’ di Pescara, nell’ambito del XXV Premio Nazionale ‘Paolo Borsellino’.
Presenti all’iniziativa, oltre al Generale Pellegrini, uomo di fiducia del Pool antimafia di Falcone e Borsellino, autore di alcune delle più importanti indagini nei confronti di Cosa Nostra e del volume Noi, gli Uomini di Falcone – La guerra che ci impedirono di vincere, la Dirigente dell’Istituto Alberghiero Ipssar ‘De Cecco’ Alessandra Di Pietro, organizzatrice dell’iniziativa, Daniela Puglisi per l’Ufficio Scolastico Provinciale, il docente e attore Edoardo Oliva che ha letto un brano del volume, Francesca Martinelli come referente del Premio Borsellino, Don Antonio De Grandis Presidente del Tribunale Ecclesiastico Regionale di Abruzzo e Molise, e le docenti di riferimento del Premio Renata Di Iorio, Rossella Cioppi, Roberto Melchiorre e Rosa De Fabritiis, oltre a una delegazione, necessariamente ristretta causa Covid-19, di 10 studenti.
“Il Premio Borsellino ha sempre un forte impatto sui nostri studenti grazie alla testimonianza che ci arriva da magistrati, esponenti delle Forze dell’Ordine, uomini di chiesa, cittadini comuni, che hanno avuto la forza e il coraggio di portare avanti la guerra contro le Organizzazioni criminali – ha sottolineato la dirigente Di Pietro – e infatti il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca ha definito come ‘percorso d’eccellenza’ il nostro progetto sulla Legalità. Le testimonianze hanno l’obiettivo di trasmettere un messaggio forte di giustizia ai nostri ragazzi, un monito a rifiutare le logiche mafiose ed è importante raccontare ai nostri studenti, che negli anni della strage di Capaci e di via D’Amelio non erano neanche nati, cosa hanno significato quegli anni, cos’è stata la seconda ondata delle stragi di mafia, che hanno segnato lo spartiacque tra una guerra in cui morivano i Dalla Chiesa, i Chinnici, e una fase di consapevolezza e di ribellione, di rispetto e di cambiamento, di cui la scuola dev’essere custode e garante”.
“Quando sono arrivato a Palermo, agli inizi degli anni ’80, la mafia era fortissima, si riteneva più forte dello Stato – ha ricordato il Generale Pellegrini -, la Sicilia era ‘Cosa Loro’ ed era gravissimo se pensiamo che era una regione dello Stato italiano in cui però comandava la mafia perché per anni si era trascurata l’importanza di combatterla e tante persone avevano approfittato dell’amicizia con i mafiosi per trarne benefici reciproci, specie quando c’erano le campagne elettorali. La mafia aveva la convinzione di essere padrona della Sicilia e i mafiosi godevano di una doppia cittadinanza, quella data dall’appartenenza a ‘cosa nostra’ e quella di cittadini italiani. La mafia si era arricchita con il traffico di droga, di eroina, venduta negli Stati Uniti da dove arrivavano centinaia di migliaia di dollari. A Palermo c’erano cinque distillerie di droga che veniva portata negli Stati Uniti da cui tornavano indietro centinaia di migliaia di dollari che poi la mafia provvedeva a riciclare con una serie di investimenti e attraverso un’altra componente della mafia stessa che è la corruzione politica. Pensiamo alla vicenda del ‘sacco di Palermo’, a Salvo Lima, che non poteva rifiutare e ha dovuto firmare in una notte quattromila licenze edilizie per permettere a Rosario Spatola di costruire 4mila palazzi a Palermo distruggendo le più belle ville liberty che esistevano da piazza Libertà fino al mare. E proprio quegli appoggi politici hanno permesso che per anni tutti i processi a carico di mafiosi finissero con assoluzioni per insufficienza di prove, era impossibile trovare le prove. E quando la mafia si è sentita più forte dello Stato, a fine anni ’70, ha lanciato la sua sfida allo Stato stesso uccidendo tutti coloro che pure avevano tentato di contrastarla, come il Presidente della Regione Piersanti Mattarella, fratello del nostro Presidente della Repubblica, il Procuratore Costa reo di aver firmato 55 ordini di cattura proprio per il ‘sacco di Palermo’, il capo della squadra mobile Boris Giuliano che aveva capito i canali attraverso i quali la droga prodotta in Italia arrivava negli Stati Uniti e rispediva in Italia i dollari, e poi il Capitano Basile, arrivato dopo Giuliano, ucciso di spalle mentre teneva in braccio la sua bambina per guardare i fuochi d’artificio della festa di paese. Gli hanno sparato tre balordi di tre diverse famiglie mafiose che, arrestati dai Carabinieri pochi minuti dopo l’omicidio, sono stati assolti per insufficienza di prove”.
La dirigente Di Pietro ha allora introdotto il tema della “scultura in Pietra della Majella realizzata a Castelli, che raffigura i giudici Falcone e Borsellino, rimasta nel cortile della nostra scuola per due giorni, e che si chiama Il Sorriso”.
Foto di gruppo con generale Pellegrini
“Il Sorriso – ha ripreso il Generale Pellegrini– è quello che si scambiavano sempre Falcone e Borsellino, quello con cui si vincevano le avversità e gli attacchi diretti, quando ci accusavano di combattere la mafia per avere visibilità, per fare carriera, dicevano che Falcone aveva interessi politici, noi ci scambiavamo un sorriso e andavamo avanti e in dieci anni abbiamo costretto lo Stato ad ammettere che la mafia esisteva e che aveva un vertice con un uomo che si chiamava ‘Papa’, Michele Greco, e che c’erano collusioni della cupola con il potere politico e con quello imprenditoriale. La seconda guerra di Mafia ha portato 300 omicidi, uno al giorno, 150 bare bianche, gente che spariva e non si trovava più, poi si scoprirà che venivano uccisi e gettati in una vasca piena d’acido. Con Falcone e Borsellino abbiamo vinto il sentimento della paura e di fronte all’indifferenza di tanti abbiamo trovato un riferimento in colui che fu il promotore del pool antimafia, Rocco Chinnici e attraverso quel pool il giudice Falcone ha stravolto i metodi investigativi, non inseguendo gli omicidi, ma i soldi, facendo abolire il segreto bancario, aveva capito che la guerra di mafia era in realtà una guerra di potere. Il giro di boa fu l’assassinio del generale Dalla Chiesa, mandato a fare il Prefetto a Palermo senza poteri, ma il suo omicidio risvegliò la Palermo dei cittadini perbene. Qualcuno, però, non ci ha voluto far vincere la guerra alla Mafia e lo ha fatto lasciando solo Falcone: nell’84, arrivato il giudice Caponnetto, dopo le dichiarazioni del pentito Tommaso Buscetta e i 366 mandati di cattura, la mafia capì che questa volta avevamo fatto le cose in modo serio, e per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica, alla vigilia di Natale dell’84, mise la bomba sul treno Rapido 904. Ma si comprese subito che non era terrorismo, ma un attentato di mafia, e allora la mafia comprese che dovevano combattere Falcone. Per prima cosa – ha ricordato il Generale Pellegrini – gli hanno tolto tutti i più stretti collaboratori, me compreso, poi il primo attentato fallito, che però non fermarono Falcone, arrivando alla sentenza definitiva del maxi-processo in Cassazione con 19 ergastoli ai capimafia, e 2.265 anni di reclusione ai gregari. A quel punto Falcone andava punito, andava ucciso, nella sua Palermo e in modo eclatante, per evitare che andasse a capo della Procura Nazionale Antimafia a Roma. Ho voluto raccontare quegli anni a Palermo per lasciarne memoria ai ragazzi, ai giovani, per ricordare loro che il compromesso non è mai la strada per raggiungere l’obiettivo”.
“Credo che sia questo il messaggio più forte del Generale Pellegrini – ha concordato la dirigente Di Pietro – ossia: essere liberi significa non dover mai essere condizionati nelle proprie scelte. E poi: è chiaro che la mafia c’è dove lo Stato è fragile, assente, e dove non sono tutelati i diritti primari alla salute, alla giustizia, al lavoro e la mafia diventa un welfare sostitutivo. E allora ai nostri ragazzi diciamo di combattere per i loro diritti che non devono essere un privilegio per pochi”.
“Ritengo fondamentali giornate di formazione in cui a farla la da padrona è il tema della legalità – ha detto la responsabile dell’Ufficio Scolastico Puglisi– e credo che, per tali iniziative, l’Istituto Alberghiero possa a buon diritto fregiarsi di un marchio di qualità”.
Si è svolto, presso la sala consiliare del Comune di Salle, l’incontro fra amministrazione comunale e vertici del Parco Nazionale della Majella.
Nell’occasione, il sindaco Davide Morante, accompagnato dal suo vice Claudio Fonzo, ha incontrato Lucio Zazzara e Luciano Di Martino, rispettivamente presidente e direttore dell’Ente Parco, per una preliminare discussione sulle potenzialità del borgo e del proprio territorio e sulla possibilità di messa a sistema e valorizzazione delle tante emergenze architettoniche, urbanistiche, storiche, antropologiche e ambientali endogene.
Il Comune aveva precedentemente elaborato una proposta integrata, denominata Sallis Castrum, base di discussione finalizzata a individuare e sviluppare congiuntamente politiche di tutela e di sviluppo del proprio territorio in grado di recuperare tutte le potenzialità fin ora non opportunamente espresse nel rapporto istituzionale tra Parco e Comune.
La proposta si articola in 12 interventi puntuali fra loro intimamente connessi:
l’insediamento di un presidio del Parco,
la valorizzazione di un edificio pubblico energeticamente autosufficiente,
il recupero di edilizia pubblica a fini ricettivi,
la realizzazione di una piattaforma paesaggistica e di due parchi ludico-didattici,
un sistema informativo di lettura del territorio,
il recupero monumentale di edilizia storica,
l’implementazione della rete sentieristica,
la creazione di un polo culturale,
il recupero dell’antico mulino comunale sul fiume Orta.
“Siamo convinti”, ha dichiarato il sindaco Davide Morante, “che una condivisione degli obiettivi ed il recupero di una naturale sinergia siano non solo un obbligo morale e politico, ma anche l’indispensabile premessa per avviare nuove strategie per Salle, paese che per la sua collocazione territoriale, per il suo patrimonio naturalistico, culturale e artistico, ma anche per il fatto di essere parte integrante del Parco Nazionale della Majella – al cui ambito territoriale contribuisce con l’85% del proprio territorio di competenza interamente protetto -. L’intento è quello di perseguire un deciso recupero del naturale ruolo del nostro borgo nei processi di sviluppo dell’intera area protetta mediante la valorizzazione delle proprie peculiarità naturalistiche nella creazione di una rete locale funzionale ad un’oculata incentivazione dell’economia turistica”.
“L’obiettivo perseguito dalla nostra Proposta di Attivazione e Valorizzazione Integrata di Servizi Sostenibili fra Parco Nazionale della Majella e Comune di Salle”, conclude il sindaco, “riannodando le fila di un percorso la cui meta era costituita da un ottimale utilizzo della propria ‘RetedelleEmergenze’, ovvero di quel compendio tanto importante quanto disarticolato di strutture, infrastrutture, emergenze ambientali e naturalistiche, eccellenze paesaggistiche e storico-architettoniche, che nel corso degli anni hanno contribuito a determinare l’attuale fisionomia del nostro centro, è quello della creazione di un Sistema Integrato ripercorrendo la storia del borgo alla ricerca del suo genius loci. Oggi più che mai ci sono tutte le condizioni per riattivare tale importante processo di sviluppo”.
Un’altra sconfitta per la Pescara Calcio: un sonoro 4-0 a Venezia dopo la sconfitta di sabato all’Adriatico contro l’Empoli. Partita finita in 10 a causa dell’espulsione di Nzita.
Un momento non facile per i biancazzurri che devono subito ritrovare la strada dei punti per non deviare già da ora nella zona playout.
Certo, il campionato è agli inizi ma a dopo 4 giornate essere l’ultima in classifica con un solo punto è una condizione complessa.
Prossima partita sabato 24 allo stadio Adriatico (ore 16) contro il Frosinone.