In pieno clima natalizio, Cultour Moscufo, associazione di promozione culturale, propone per lunedì 23 dicembre 2019 alle ore 21.00, presso la chiesa patronale di San Cristoforo, un concerto esclusivo noto come “Aspettando il Natale”, con il gruppo de “I Violoncellieri” di Pescara del maestro Gianluigi Fiordaliso.
Sette giovanissimi musicisti, Corrado, Luigi, Gianmarco, Giovanni, Davide, Mehdi, Marco si esibiranno con i loro strumenti e soprattutto con il loro talento e la loro bravura in vista della notte più magica dell’anno.
“Tra questi giovanissimi artisti c’è anche un ragazzo di Moscufo, ed è Gianmarco, dunque sono lieto di invitare l’intero gruppo per allietare i nostri concittadini e quanti vorranno partecipare. – spiega Mimmo Ferri, presidente Cultour Moscufo.– Il concerto ha un protagonista d’eccezione: il violoncello, strumento la cui nascita si colloca intorno all’inizio del 1600; verso la fine di tale secolo,poi, incomincia ad avere un ruolo autonomo e viene proposto come solista e non solo come strumento d’orchestra o di accompagnamento”.
A far vibrare le corde dei violoncelli ci sarà la passione di questi giovani che daranno vita ad una performance da vedere ma soprattutto da ascoltare: i ragazzi eseguiranno brani di celebri canzoni natalizie e non solo, ritenute melodie coinvolgenti ed emozionanti.
Il gruppo de “I violoncellieri” si è formato nell’ambito del progetto musica “ensemble” ossia del ‘suonare insieme’, e si basa sull’apprendere che un gruppo è una squadra che lavora per il bene e per il vantaggio di tutti poiché è proprio l’unione che crea la vera forza.
Merito di questo progetto è, appunto, il Maestro Gianluigi Fiordaliso diplomatosi in violoncello, presso il Conservatorio di musica di Pescara sotto la guida di famosissimi professionisti nell’ambito musicale; con la sua passione e soprattutto con la sua competenza riesce a trasmettere ai giovani talentuosi energia, ed interesse per la buona musica.
Quello proposto a Moscufo, è un concerto che dà l’opportunità di scambiarsi gli auguri in musica, in un’atmosfera di condivisione e armonia per vivere il “Natale insieme”.
Sorrisi, ma anche tanti sogni per i circa 350 piccoli ospiti del Centro Commerciale L’Arca di Spoltore che ieri mattina, all’interno di una sala del Cinema Multiplex, hanno avuto modo di conoscere la scrittrice di Pianella Felicita Romano che ha illustrato loro il nuovo libro di favole e filastrocche “Il Manuale del sorriso”; un libro che ha regalato emozioni agli studenti dell’infanzia e della primaria delle scuole di Spoltore(ultimo anno d’asilo e prima elementare), del distretto di Pianella – Moscufo, e di Nocciano – Rosciano, ma ha scatenato anche tante domande e curiosità.
Bimbi in fila per Babbo Natale
“Il segreto, cara Alice, è circondarsi di persone che ti facciano sorridere il cuore. E allora, solo allora, che troverai il paese delle Meraviglie!”: un incipit accolto da tanti applausi, visto che la scrittrice è molto nota tra i piccoli per via dei laboratori di “lettura espressiva animata” di cui si occupa per alcune classi che hanno partecipato all’evento.
Felicita Romano all’Arca
Al fianco della scrittrice, anche la giornalista Alessandra Renzetti che ha guidato il “dibattito” tra grandi e piccoli sostenuti e supportati dai loro docenti; al posto della fatina Ariele di Rai Yoyo, non presente per motivi di salute, è stato il “folletto” Fabio Fusco ad intrattenere magistralmente con letture e scenette divertentissime e coinvolgenti i piccini desiderosi di incontrare il vero Babbo Natale che si è palesato con la sua folta barba bianca ed il suo vestito rosso lasciando i piccoli increduli. L’animazione è stata affidata agli ExtraVaganti che hanno assicurato risate ed hanno avuto tante richieste di regali per la magica notte di Natale!
ExtraVaganti
Durante la sessione pomeridiana invece presso l’area bimbi dell’Arca, dov’è presente anche il Villaggio di Babbo Natale, è stato allestito il mercatino “Seconda Manina” per lo scambio di giochi, libri, vestiti, da donare direttamente all’Associazione Gruppo Solidarietà ONLUS di Pescara grazie a Il Piccolo Principe, servizio per la tutela dei minori vittime di maltrattamento e abuso, presente con uno stand.
Proprio in favore di questi piccoli meno fortunati, la scrittrice Felicita Romano ha fatto realizzare una splendida libreria artigianale per custodire testi di favole da leggere ai bimbi meno fortunati.
La libreria per i piccoli bisognosi
Presente anche lo stand UNICEF con il Presidente Provinciale di Pescara Manuela Persico ed i volontari impegnati per la tutela dei diritti dei bambini nel mondo. Il divertimento nel pomeriggio è stato affidato agli splendidi personaggi di MOLOCO Animazione.
Stand UNICEF
L’evento è stato possibile grazie anche alla libreria Giunti al Punto e a tutti i ragazzi dello staff eventi L’Arca.
La magia del Natale però prosegue: domani, 15 dicembre alle ore 16 infatti, una giuria composta dall’editore Alessio Masciulli, la maestra Roberta Rullo (assessore a Spoltore) e la giornalista Alessandra Renzetti esprimerà un giudizio in merito ai racconti con tema “Natale” presentati al contest “Pensieri in libertà” realizzato in collaborazione con Giunti al Punto e rivolto ai bambini della scuola primaria della provincia pescarese. I premi, buoni da spendere presso Giunti, Primigi ed esercizi di ristorazione, sono stati messi in palio dalla direzione del Centro Commerciale L’Arca. Successivamente ci sarà un momento musicale con Giulia D’Orazio Duo piano e voce.
I piccoli potranno nuovamente divertirsi grazie a MOLOCO Animazione durante la premiazione, mentre in piazza, domani come anche il 22 ed il 23 dicembre, saranno presenti gli Extravaganti con Babbo Natale ed i suoi aiutanti preferiti, in attesa della notte più magica dell’anno!
Si terrà sabato 14 dicembre, dalle ore 16.00 nella Sala consiliare del Comune di Tagliacozzo, il convegno “Paolo, la Terra, gli ultimi. Laudato Si’ e ecologia integrale nel ricordo di Paolo Colli”. L’evento è organizzato da Fare Verde con il Patrocinio della Città di Tagliacozzo, in collaborazione con la comunità dei Padri Francescani Conventuali di Tagliacozzo.
Con Fra’ Francesco Zecca ofm, coordinatore nazionale dell’ufficio Giustizia, Pace e Integrità del Creato dei Frati Minori, si rifletterà sulla visione integrale dell’ecologia proposta da Papa Francesco nell’enciclica “ecologica” Laudato Si’, per connettere l’attenzione per l’ambiente con aspetti umani, sociali e culturali, unendo “il grido della Terra e il grido degli ultimi”.
Alla luce dell’ecologia integrale sarà ricordata l’opera di Paolo Colli, fondatore e primo presidente di Fare Verde, scomparso prematuramente il 25 marzo 2005 all’età di 44 anni, a causa di una leucemia fulminante contratta dopo sei anni di volontariato in Kosovo. Con un filmato recentemente girato nei Balcani, sarà illustrata la sua attività per unire in progetti ecologici ragazzi albanesi e serbi messi l’uno contro l’altro dalla tremenda guerra etnica del 1999. Dalla viva voce dei protagonisti, giungerà il messaggio che “si può vivere tutti insieme” prendendosi cura della casa comune, superando odio atavico e rancori profondi.
Fare Verde
“Un importante incontro dove saranno affrontate tematiche di assoluto interesse e attualità riguardanti l’ecologia integrale – ha dichiarato il Sindaco Vincenzo Giovagnorio– alla luce del magistero pontificio dell’Enciclica “Laudato sii” di Papa Francesco e nel ricordo dell’opera di Paolo Colli, ambientalista e fondatore di “Fare Verde”. Ringrazio di cuore Massimo De Maio, attuale vice presidente nazionale di “Fare Verde” per aver scelto Tagliacozzo quale luogo per la celebrazione del Convegno. Alla spiritualità francescana, di cui Tagliacozzo è intrisa per la presenza delle spoglie mortali del Beati Tommaso da Celano, primo biografo del Poverello d’Assisi, si ispira la prima enciclica di Papa Francesco “Laudato Sii”. La lettera del Pontefice parla della terra come di una sorella, che “protesta per il male che provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che ha posto in lei”, ecco perché è importante che questo tema venga affrontato e anche la nostra Città promuova una coscienziosa cultura e una attenta sensibilizzazione all’ecologia”.
“L’enciclica Laudato Si’ è una pietra miliare del pensiero ecologista – afferma Massimo De Maio, vicepresidente nazionale di Fare Verde – non è un testo solo per credenti ma consente a tutti di affrontare in modo integrale i grandi temi ambientali e sociali del nostro tempo. L’enciclica ci dice che in natura tutto è collegato e nessun problema ecologico può essere affrontato da un solo punto di vista. Lo sappiamo bene noi che da anni ci occupiamo di rifiuti, un tema che ha implicazioni normative, tecniche, economiche ma anche sociali, culturali, antropologiche”.
“Paolo Colli è stato un fratello e ci ha lasciato un messaggio di grande attualità – continua De Maio. – In un momento storico di tensioni e paure, con Paolo raccontiamo una storia fatta di gioia, dono, umiltà, dialogo, convivenza pacifica nel rispetto delle differenze. L’appello è a superare ogni divisione politica e culturale per ritrovarci insieme nella cura della casa comune. Gli scienziati ci dicono che abbiamo solo 10 anni per evitare il collasso climatico. È tempo di mettere da parte le divisioni e agire per il futuro dei nostri figli. E se ci è riuscito Paolo in Kosovo…”.
Quello di sabato è per Fare Verde un primo passo verso una riflessione sulle proprie attività, ispirata da Francesco, protettore degli ecologisti. Un percorso che l’associazione ha voluto iniziare simbolicamente da Tagliacozzo, città che custodisce le spoglie del Beato Tommaso da Celano, primo biografo del Santo di Assisi.
Un periodo ricco di eventi per il Castello Piccolomini di Celano (L’Aquila).
Proprio domenica 15 dicembre 2019 alle ore 15:00 presso l’imponente struttura ci sarà un evento dedicato ai più piccoli e sarà la Dott.ssa Marina Nuovo (Polo Museale dell’Abruzzo, diretto dalla Dott.ssa Lucia Arbace), in collaborazione con la Coop Limes e la costumista Giovanna della Rocca a proporre un laboratorio didattico intitolato “Indossa l’Arte”.
Bambine e bambini potranno scoprire come le donne e gli uomini si vestivano tra il 1300 e la fine del 1500 attraverso una breve visita guidata al “Museo d’Arte Sacra della Marsica”.
I piccoli, poi, disegneranno il bozzetto del loro modello di abito antico preferito, lo coloreranno e lo completeranno con pezzetti di stoffe colorate, si improvviseranno dei veri artisti.
L’appuntamento si concluderà con una foto ricordo, infatti i partecipanti indosseranno riproduzioni di abiti del 1300 e del 1400 per una foto ricordo di questo appuntamento.
Il costo del biglietto per bambino è di 8euro. La prenotazione obbligatoria.
Per info e prenotazioni è possibile chiamare il numero 339 743 11 07.
“Un giorno senza sorriso, è un giorno perso”, ed è proprio su questa celebre frase di Charlie Chaplin che si sviluppa uno dei libri più sentiti della scrittrice di Pianella (Pescara), Felicita Romano che sarà presente presso il Centro Commerciale L’Arca di Spoltore, venerdì 13 dicembre, per la presentazione di “Il Manuale del Sorriso” .
All’Arca con Felicita Romano
Il titolo del libro è già eloquente, si tratta infatti di un testo dedicato al sorriso, è fatto di racconti poesie e filastrocche; all’interno viene proposto un viaggio straordinario composto da tante storie sempre diverse che, tra esperienze di vita vissuta riempiono l’esistenza, al fianco di un’analisi di quei sentimenti autentici che ne fanno parte.
Ed ecco che anche lo scopo del libro stesso è “regalare un sorriso”, e la scrittrice permetterà ad una platea d’eccezione di vivere attimi di gioia ed emozioni ed in particolare ad alcuni piccoli studenti dell’infanzia e della primaria delle scuole di Spoltore(ultimo anno d’asilo e prima elementare), del distretto di Pianella – Moscufo, e di Nocciano – Rosciano che saranno ospitati al mattino dalle ore 10 presso il Cinema per ascoltare le favole che saranno lette da Greta Pierotti la fatina Ariele di Rai Yoyo che siederà sul suo magico trono. Inoltre gli ospiti verranno coinvolti in un’intervista speciale alla scrittrice che ha tanto da raccontare ai piccoli.
“Venerdì, presso una delle sale del Multiplex Arca di Spoltore – interviene Felicita Romano –avrò la piacevole occasione di presentare il mio terzo libro Il manuale del sorriso. Con me la giornalista Alessandra Renzetti, con la quale racconteremo il testo, ci sarà la fatina Ariele da Rai Yoyo che ci accompagnerà in questa nuova avventura, leggendone alcune parti. All’evento, sono state invitate diverse scuole materne ed elementari del pescarese, in alcune delle quali, nelle ultime settimane, ho potuto svolgere laboratori di “lettura espressiva animata”, proprio partendo dal contenuto dei miei libri. Per questo, sono onorata e ancor più felice di poter prendere parte, con il mio libro, agli eventi natalizi previsti dall’Arca di Spoltore e poter così parlare a tantissimi bambini. Ringrazio infatti, presidi, insegnanti, dirigenti per aver dato la possibilità ai piccoli di partecipare all’evento”.
Il fine ultimo di ogni racconto, come sottolinea la scrittrice, è proprio quello di generare il sorriso, “perché esso è la cosa più preziosa che c’è!” ed in fondo rappresenta anche la speranza che non bisogna mai perdere di vista nonostante spesso la vita sia difficile e metta a dura prova. Inoltre sorridere è importante nella vita poiché “fa bene al cuore” e rende tutto più semplice.
Dalle ore 16 del pomeriggio invece presso l’area bimbi dell’Arca, dov’è presente anche il Villaggio di Babbo Natale, verrà allestito il mercatino dei più piccoli “Seconda Manina”: potranno essere scambiati giochi, libri, vestiti, o donati direttamente all’Associazione Gruppo Solidarietà ONLUS di Pescara grazie a Il Piccolo Principe, servizio per la tutela dei minori vittime di maltrattamento e abuso. Proprio in favore di questi piccoli meno fortunati, sarà la stessa scrittrice Romano a donare una libreria artigianale e favole, per permettere loro di sognare almeno con una lettura, ed inoltre per tutto il pomeriggio la fatina Ariele, rimarrà presso il Centro L’Arca per leggere fiabe ai piccoli ospiti e donare loro attimi di gioia.
All’Arca con Felicita Romano
“Ogni Pigotta adottata è una vita salvata” ed ecco che in questa occasione si penserà anche ai bambini meno fortunati nel mondo; sarà presente, infatti, lo stand UNICEF con l’aiuto del Presidente Provinciale di Pescara Manuela Persico: “i volontari dell’UNICEF vi aspettano per l’adozione delle pigotte e contribuire così a fornire strumenti salvavita e istruzione ai bambini più indifesi di tante parti del mondo”.
Questa giornata dedicata al mondo dei più piccoli, alle favole, ai sorrisi e all’amore incondizionato è stato organizzato dal Centro Commerciale L’Arca di Spoltore con la collaborazione della libreria Giunti al Punto, Claudia Costantino e tutti i ragazzi dello staff eventi L’Arca: “E’ sempre una grande emozione poter realizzare appuntamenti dedicati ai piccini e poterli coinvolgere in prima persona, e proprio a tal proposito mi preme ringraziare il Direttore Paolo Palombo, da sempre sensibile alle esigenze delle famiglie. Ringraziamo anche One Vision, che ci ospiterà nell’area Villaggio con il mercatino”. – conclude la Costantino.
Diversi saranno gli appuntamenti natalizi previsti presso il Centro Commerciale di Spoltore: domenica 15 dicembre, per esempio, i bambini potranno conoscere il vero Babbo Natale che sarà presso il Villaggio allestito.
Tanto è stato detto, ma ancora tanto bisognerebbe dire in merito al fenomeno del brigantaggio, argomento che in un fine settimana di inizio feste natalizie ha acceso un vero e proprio dibattito presso la sala consiliare del Comune di Tagliacozzo (L’Aquila) all’interno di un appuntamento che ha visto la partecipazione di Fabrizio Fanciulli, vicesindaco di Pretoro (Chieti) ed autore del libro “Chi vive? Uomini diventati briganti” che ha esposto il suo lungo lavoro di ricerca al pubblico intervenuto.
Presente all’incontro, moderato dalla giornalista pescarese Alessandra Renzetti, il sindaco del comune ospitante, Vicenzo Giovagnorio che ha sottolineato, nel ringraziare l’autore, l’importanza di un simile appuntamento per il comune da lui guidato che proprio l’8 dicembre di 158 anni fa è stato teatro dell’esecuzione del generale Catalano Josè Borjes, giunto dalla Spagna per riorganizzare militarmente i nazionalisti duosiciliani contro l’invasore piemontese. Una storia che, in qualche modo, ha visto coinvolti anche uomini e donne delle contrade di Tagliacozzo che con coraggio e a volte con violenza ingiustificata hanno dato vita per la prima volta al fenomeno della resistenza nazionale.
Foto presentazione
Il dibattito è stato introdotto con grande competenza dal Professor Emanuele Nicolini, Presidente dell’Associazione Culturale Marsicana che ha concesso una panoramica dettagliata del fenomeno anche in zona marsicana: diversi sono stati anche i ricordi ed echi di storie passate offerti dal pubblico.
Nella storia di Fabrizio Fanciulli, raccontata anche attraverso un docufilm realizzato con la fotografa Stefania Proietto, come egli stesso ha spiegato “prende vita il racconto di un bambino che ha studiato su un libro cartaceo, e su quello della vita che si avvale delle parole di nonno Giovanni, sempre vigile e desideroso di raccontare storie di uomini semplici che hanno combattuto per la terra, contro la fame e a favore della giustizia”.
Firma delle copie
Una lunga ricerca di Archivio quella condotta da Fanciulli, che ha visto il manifestarsi storie di eroi e di uomini di valore che hanno fatto l’Italia Unita.
“In realtà – come ha spiegato Fanciulli – si tratta di storie di uomini che hanno vissuto un tempo di cambiamento, un periodo di enorme disagio, e se ne pagano le spese ancora oggi. Ed è da qui che nasce una descrizione minuziosa di una parte di Abruzzo, quella della Majella, in cui si sono incontrati sguardi, sentimenti e valori. Figure, vicende, ambienti, scorci di paesi toccati dal passaggio dei briganti, personaggi di grande spessore umano, travolti dalla storia e da vicende tragiche di una vita difficile. Le storie raccontate si snodano lungo tutto il versante appenninico della Montagna Madre, la Majella: Pretoro, Guardiagrele, Orsogna, Filetto, Semivicoli, Casoli, Fara Filiorum Petri, Caramanico, Abbateggio, Roccamorice, Serramonacesca, Campo di Giove”.
E’ proprio sulla Majella, madre protettrice, che rimangono ancora evidenti tracce di un passato che andrebbe approfondito, anche a scuola. La storia del brigantaggio in Abruzzo è fitta di nomi ed avvenimenti. Presenta una trama complessa, alla cui base c’è la miseria che ha condotto ad una vera e propria rivolta, è stata la natura aspra e selvaggia a favorirne la diffusione in zona montana ed il connubio tra il brigantaggio, e dunque la storia, con la natura stessa, incuriosisce molto, ed è su questa realtà che Fabrizio Fanciulli prosegue nelle sue indagini storiche.
Nella Sala Consiliare del Comune di Abbateggio, alla presenza del Presidente Nazionale del Club Fiorello Primi, sindaci e delegati dei 27 Comuni di Abruzzo e Molise, hanno sottoscritto l’Atto Costitutivo dell’Associazione “I Borghi più belli d’Italia”.
Questi i Comuni che ne fanno parte: Abbateggio, Anversa degli Abruzzi, Bugnara, Campli, Caramanico Terme, Castel Del Monte, Castelli, Città Sant’Angelo, Civitella Del Tronto, Guardiagrele, Navelli, Opi, Pacentro, Penne, Pescocostanzo, Pettorano Sul Gizio, Pietracamela, Pretoro, Rocca San Giovanni, Santo Stefano Di Sessanio, Scanno, Tagliacozzo, Villalago, Fornelli, Frosolone, Oratino, Sepino.
Associazione “I Borghi più belli d’Italia”
È un successo che porta in sé due primati: è la prima Associazione Regionale ad avere l’adesione totale dei Comuni facenti parti del Club ed è la prima Associazione a coinvolgere due Regioni, l’Abruzzo ed il Molise.
“Motivo di orgoglio per me – spiega Antonio Di Marco– è stato l’essere eletto all’unanimità Presidente di questa associazione, un ruolo che mi impegnerò a ricoprire con piena dedizione, affinché si possa proseguire nella crescita e valorizzazione dei nostri Borghi certificati e dell’intero territorio regionale attraverso questo nuovo strumento associativo che ci consentirà di avviare una sinergia ancor più fruttuosa con le forze istituzionali, politiche, economiche e imprenditoriali”.
Le storie dei briganti della Majella, sono vive nel cuore degli uomini e delle donne di passate generazioni ma non lasciano indifferenti le attuali.
Alcune di queste storie raccontano episodi che sono stati tramandati dai nonni ai nipoti: si tratta di vicende ancora vive nella memoria collettiva, ancora noti sono per esempio quei periodi caratterizzati dalla miseria, e dai poveri e diseredati della terra.
Si parla del Risorgimento e ci si trova a vagare nel ricordo di un’Italia in fervore, all’interno di un paese che gridava al sud giustizia e al nord conquista: “Chi vive?”è il grido di vendetta verso l’oppressore, è l’urlo di riscatto del popolo affamato ma è anche l’eco del libro che verrà presentato sabato 7 dicembre alle ore 17.30 presso la sala consiliare del Comune di Tagliacozzo (L’Aquila).
Locandina evento
“Chi Vive? Uomini diventati briganti”è frutto di un’impegnativa ricerca in archivio condotta dall’autore di Pretoro (Chieti), Fabrizio Fanciulli che sarà accolto dal sindaco di Tagliacozzo Vincenzo Giovagnorio e dal Professore Emanuele Nicolini, Presidente dell’Associazione Culturale Marsicana; a moderare l’evento sarà la giornalista pescarese Alessandra Renzetti.
“La tensione storico politica del meridione d’Italia dopo il processo unitario del secolo XIX è caratterizzata dal cosiddetto fenomeno del brigantaggio. – commenta il sindaco di Tagliacozzo Vincenzo Giovagnorio, spiegando il motivo per cui quella di sabato è una presentazione simbolica per il suo comune. – Sicuramente una realtà storica complessa e ancora molto da indagare. A tal riguardo è con interesse che accolgo la proposta di presentare il libro di Fabrizio Fanciulli, vicesindaco di Pretoro, intitolato “Chi vive? Uomini diventati briganti”, nella nostra sala consiliare il 7 dicembre prossimo. Una data significativa per Tagliacozzo, perché l’8 dicembre di 158 anni fa la nostra città fu teatro dell’esecuzione del generale Catalano Josè Borjes, giunto dalla Spagna per riorganizzare militarmente i nazionalisti duosiciliani contro l’invasore piemontese. Luci ed ombre di una storia di cui furono protagonisti anche uomini e donne delle nostre contrade che con coraggio e a volte con violenza ingiustificata diedero vita per la prima volta al fenomeno della resistenza nazionale”.
Nella storia di Fabrizio Fanciulli prende vita il racconto di un bambino che ha studiato su due libri: uno cartaceo, mentre l’altro è il libro della vita che si avvale di parole, quelle di un nonno sempre vigile e desideroso di raccontare ad un nipote entusiasta di apprendere.
Fabrizio Fanciulli, foto di Marina Chichi
Nel primo libro l’autore ha trovato impresse nella sua memoria, storie di eroi e di uomini di valore che hanno fatto l’Italia Unita; dal secondo, ha ascoltato storie di uomini semplici che hanno combattuto per la terra, contro la fame e a favore della giustizia.
In realtà non ci sono stati né vinti né vincitori, ma uomini che hanno vissuto un tempo di cambiamento, un periodo di enorme disagio, e se ne pagano le spese ancora oggi. Ed è da qui che nasce una descrizione minuziosa di una parte di Abruzzo, quella della Majella, in cui si sono incontrati sguardi, sentimenti e valori.
Figure, vicende, ambienti, scorci di paesi toccati dal passaggio dei briganti, personaggi di grande spessore umano, travolti dalla storia e da vicende tragiche di una vita difficile.
Nel contempo, storie di tradimenti, di uccisioni, di episodi dolorosi che hanno determinato il futuro degli uomini e delle donne del posto. Le storie si snodano lungo tutto il versante appenninico della Montagna Madre, la Majella: Pretoro, Guardiagrele, Orsogna, Filetto, Semivicoli, Casoli, Fara Filiorum Petri, Caramanico, Abbateggio, Roccamorice, Serramonacesca, Campo di Giove e si prosegue fino alla Calabria, Rossano Calabro (Cosenza).
Si tratta di paesi in cui le storie di uomini, donne e bambini hanno lasciato il segno e sono rimaste in silenzio nascoste per più di centocinquant’anni. Voci riemerse da una lunga ricerca storica da parte dell’autore, nell’Archivio di Stato e nell’Archivio Storico Diocesano di Chieti, oltre che nell’Archivio Storico di Torino.
Il libro di Fabrizio Fanciulli è legato ad un progetto fotografico di Stefania Proietto che insieme allo scrittore e a numerose comparse, ha ricostruito fedelmente storie e situazioni del tempo; a Tagliacozzo sarà possibile vedere il video realizzato dalla fotografa sui luoghi del brigantaggio indicati nei documenti dell’Archivio di Stato di Chieti.
“Con questo libro voglio sottolineare che la storia deve essere raccontata interamente e bisogna sempre riportare la verità, bella o brutta che sia. L’unità d’Italia non è propriamente quella che ci hanno raccontato i libri di scuola, ed inoltre voglio sottolineare l’importanza dei valori famigliari – spiega Fabrizio Fanciulli.– Quando ero bambino visitavo spesso la montagna con mio nonno che mi raccontava sempre di storie accadute in quei luoghi e quando mi allontanavo esclamava:“Mo cal li brigant!”, per farmi spaventare. Questa frase dialettale l’ho impressa nella mia mente per molto tempo, soprattutto dopo la sua morte, quando erano cessati i racconti sui briganti. Cosicché tempo dopo sono andato all’Archivio di Stato di Chieti a documentarmi, volevo capire se quelle storie erano vere o solo frutto di una fantasia. Così è nato il libro”.
“Mi sono fatto una nuova idea del fenomeno del brigantaggio – prosegue .– Documentandomi mi sono reso conto che questi uomini erano stati etichettati con il termine briganti come “banditi”, invece, erano solo contadini che, unendosi in gruppi, si sono opposti allo Stato. Nel libro abbraccio il versante Orientale e Occidentale della Majella. Ho parlato anche dell’assalto di Pretoro del 6 giugno 1861, ma molte persone che hanno partecipato a questo scontro venivano anche dai comuni vicini come Abbateggio, Roccamorice, Caramanico. Ho trovato anche un documento nel quale la Majella veniva chiamata ‘Majella dei Fornelli’. Quindi tutti i comuni citati hanno contribuito alla stesura del libro”.
“Chi Vive? Uomini diventati briganti”, edizioni SIGRAF, gode anche del patrocinio del MiBACT.
Sarà la sede Avis di Collecorvino ad ospitare giovedì 5 dicembre alle ore 21 “Come gli Alberi Spogliati ad Aprile” (Masciulli Edizioni), il secondo romanzo del giornalista scrittore Luca Pompei. L’evento possibile grazie anche alla Pro Loco Corbino vedrà presenti oltre all’autore, l’editore Alessio Masciulli e la giornalista pescarese Alessandra Renzetti che modererà l’evento.
Luca Pompei a Collecorvino
A distanza di tre anni dall’uscita del Thriller “La T@lpa Muta”, Pompei ha voluto cambiare in qualche modo direzione, esplorando il dramma del dopo terremoto, quello vissuto in un borgo alle porte de L’Aquila, Casentino (frazione di S.Eusanio Forconese). Attraverso un’attività di studio ed inchiesta, Luca Pompei ha visitato questi luoghi, ha conosciuto i suoi pochi abitanti, raccolto storie ed aneddoti per poi ricamare una storia di finzione che fa da legante ad una serie di vicende e personaggi reali. Il tema principale, ovviamente, è quello di una ricostruzione sociale, al fianco di quella materiale, quasi impossibile da immaginare, ma, nonostante questo, l’estremo attaccamento per le tradizioni, le origini e la storia di questo borgo, porterà i personaggi di questo romanzo a combattere per un proprio riscatto.
“Il titolo ‘Come gli alberi spogliati ad Aprile’ – spiega l’autore – nasce dalla prima immagine che mi ha colpito nel viaggio verso l’Aquila quel 6 aprile del 2009, per documentare la tragedia: sul ciglio della Statale alberi completamente spogli tanto violenta è stata la scossa delle 3.32, uno scenario autunnale in piena primavera”.
Alberi spogliati ad aprile sono anche i tanti personaggi del romanzo, privati di tutto e non solo della loro casa, ma il loro senso di appartenenza ed il profondo senso di resilienza danno loro, in fondo, quell’immagine di piccoli eroi di provincia.
Il libro vede anche la collaborazione dell’autore con la nota fotografa abruzzese Rossella Caldarale che ha curato la foto di copertina e con la quale è in progetto un evento di presentazione legato ad una mostra su una lunga serie di scatti che la Caldarale ha effettuato nel vasto mondo dei borghi abbandonati e terremotati d’Abruzzo. Altra prestigiosa collaborazione è quella con il giovane e già pluripremiato scrittore abruzzese Peppe Millanta che per questo romanzo ha scritto una prefazione di assoluto valore.
Dunque: Casentino, piccolo borgo frazione di S.Eusanio Forconese alle porte de L’Aquila; un giovane e rampante avvocato romano, Bruno Tussi, torna nel paese d’origine dei suoi genitori per disfarsi di tutte le proprietà. Ha con se suo figlio, Emilio, affetto da disturbi comportamentali. Di contorno le storie e gli aneddoti della comunità locale e sullo sfondo una losca vicenda di corruzione legata alla ricostruzione. Di questo ed altre situazioni, oltre ad attimi di profonda commozione si parlerà a Collecorvino.
E’ stato un fine settimana di importanti impegni culturali per il comune di Celano che non ha perso l’occasione per aprire le sue porte anche alle tradizioni abruzzesi.
Le mura del Castello Piccolomini (Polo Museale dell’Abruzzo, diretto da Lucia Arbace) hanno accolto la presentazione del libro dello scrittore Fabrizio Fanciulli che sta facendo parlare di sé e del suo amato borgo di Pretoro (Chieti) con L’Uomo di Legno, una creazione letteraria ispirata dalla figura di Antonio Palmerio, ormai noto a tutti, anche alle tv straniere, con l’affettuoso nome di Mastro Tonino, artigiano e scultore del legno del borgo chietino, ma anche l’ultimo “mastro fusaro”.
Presentazione “L’uomo di legno”
A dare il via all’appuntamento è stato l’evocativo docufilm realizzato dalla fotografa Stefania Proietto, con le immagini di Mastro Tonino al lavoro, circondato da curiosi e tanti piccoli visitatori affascinati dai suoi racconti e dai suoi aneddoti: una dimensione surreale quella vissuta in un borgo in cui il tempo è lento, piacevole e dove l’orologio sembra essersi fermato, dove la vita scorre a passo d’uomo e dove è gradevole ascoltare anche il silenzio protetto da una natura incontaminata.
Una vita lunga quasi 89 anni, quella del Mastro, segnata dalle tragiche vicende della Seconda Guerra Mondiale, che mai si è arresa alla violenza e alle brutture e che, anzi, ad esse ha risposto con la bellezza e l’emozione dell’arte, con l’odore del legno trasformato in piccole trottole per i giochi infantili o in stupefacenti sculture realizzate nel minimo dettaglio, dalla maestria di chi riesce a fare di una semplice fotografia una vera opera d’arte da esporre nei musei.
Attraverso un dialogo tra l’autore e la giornalista pescarese Alessandra Renzetti è stato offerto ai presenti un vivace spaccato su Mastro Tonino, su Pretoro e sulle iniziative culturali in corso, volte, soprattutto, alla valorizzazione delle figure artigiane ormai quasi del tutto estinte, come quelle dei costruttori di fusi.
“L’uomo di legno” a Celano
“Stiamo lavorando molto per far conoscere al mondo il borgo di Pretoro – spiega Fabrizio Fanciulli– e Mastro Tonino è la prova evidente che le persone amano riscoprire le tradizioni, purtroppo è difficile tramandarle talvolta. Il nostro caro artigiano è diventato in poco tempo attrazione turistica ed è incredibile come un uomo semplice e dall’animo buono sia diventato un vero simbolo per lo stesso Parco Nazionale della Majella”.