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Tag Archives: Premio Borsellino

In occasione del 33esimo anniversario della strage di Capaci, venerdì 23 maggio, nell’ambito delle iniziative educative e culturali del 33° “Premio Nazionale “Paolo Borsellino”, saranno organizzati in Abruzzo degli incontri dedicati alla memoria di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro uccisi nella strage del 23 Maggio 1992.

Come ogni anno, da 33 anni le iniziative del Premio Borsellino nascono con l’obiettivo di coinvolgere gli studenti del territorio in momenti di condivisione e riflessione, attraverso le testimonianze di chi ha combattuto in prima linea la lotta alla criminalità, docenti, alte cariche Istituzionali regionali e delle Forze dell’Ordine, e di chi ha fatto propria la frase di Giovanni Falcone che è il tema dei diversi momenti di incontro “Gli uomini muoiono. Le idee restano e camminano sulle gambe di altri uomini”.

Riteniamo che Iniziative come questa siano fondamentali spunti di riflessione per i nostri ragazzi, per raccontare loro i valori profondi della legalità e il senso del dovere nello svolgimento del proprio lavoro, per porre una particolare attenzione e impegno nella lotta alla criminalità, diffondendo il messaggio della legalità a partire dalle aule scolastiche, luogo per antonomasia – oggi più che mai – che svolge una funzione essenziale nella divulgazione della cultura del rispetto delle leggi e in cui avviene la contaminazione dei principi cardini di una pacifica e proficua convivenza sociale. Ricordare gli eroi che hanno perso la vita per costruire un Paese più giusto, nonché tutti i cittadini che, quotidianamente, non si arrendono alla prepotenza e ai soprusi mafiosi è per noi il modo migliore per tenere viva la cultura della prevenzione e del contrasto di qualunque forma di illegalità, di sopruso e sopraffazione, stimolando il confronto tra e con le nuove generazioni.

Il 23 maggio 2025 – “Giornata della Legalità” in memoria della strage di Capaci

il Premio Borsellino sarà presente a:

L’AQUILA – AUDITORIUM DEL PARCO ORE 10,30

Pierluigi Biondi – Sindaco de L’Aquila

Giancarlo Di Vincenzo – Prefetto de L’Aquila

Renato Cortese – Direttore centrale Polizia di Stato Presidente del Premio Borsellino

Luigi Savina Prefetto – già vice capo della Polizia e Presidente del Premio Borsellino

Luigi Leonardi Imprenditore – Testimone di giustizia

Don Maurizio Patriciello – Parroco di Caivano

Leonardo Nodari – giornalista

PESCARA – SALA CONSILIARE DEL COMUNE ORE 10,30

Carlo Masci – Sindaco di Pescara

Lorenzo Sospiri – Presidente del Consiglio Regionale

Francesco Prospero – consigliere regionale

Carlo Solimene – Questore di Pescara

Nicola Mattoscio – Presidente Fondazione PescarAbruzzo

Valeria Toppetti – assessore pubblica istruzione Pescara

Graziano Fabrizi – docente

TERAMO – AUDITORIUM IST. “ALESSANDRINI” ORE 10

Letizia Fatigati – Dirigente scolastico

Marilena Rossi – consigliera regionale

Carmine Soriente – Questore di Teramo

Amelide Francia – avvocato Consigliera reg.le Pari Opportunità

Antonio Lessiani – Presidente Ordine degli avvocati di Teramo

Maria Di Domenico – volontaria del Premio Borsellino

Paola Peluso – Giornalista

by Francesco

Pescara. L’Associazione “Società Civile” ets nell’ambito del 33° Premio nazionale “Paolo Borsellino”, organizza la rassegna culturale educativa regionale “Se capire è impossibile, conoscere è necessario” per ricordare la Giornata della Memoria del 27 gennaio e la Giornata del Ricordo del 10 febbraio
Primi appuntamenti Lunedì 27 gennaio 2025.
– PESCARA, TEATRO CIRCUS spettacolo educativo “Quello che nutri di più” in 4 repliche (ore 9,00 – ore 11,00 – ore 12,30 – ore 21,00)
– TERAMO, ISTITUTO PASCAL ORE 11,00 incontro “Se capire è impossibile, conoscere è necessario” con la Dirigente scolastica Letizia Fatigati, la giornalista Elisabetta di Carlo, l’avvocato e storico Luigi Guerrieri
“La rassegna è organizzata per interrogarsi sul perché della discriminazione e la violenza che continua senza sosta dell’uomo contro altri uomini. Una rassegna per fare in modo che gli studenti sviluppino quella coscienza critica necessaria per cogliere gli elementi negativi dei nostri tempi che possono riproporre i germi del genocidio, dell’intolleranza e dell’odio razziale. La Giornata della Memoria del 27 gennaio e la Giornata del Ricordo del 10 febbraio non servono solo a commemorare quei milioni di persone uccise crudelmente e senza nessuna pietà 80 anni fa. Servono a ricordare che ogni giorno esistono tante piccole discriminazioni verso chi ci sembra diverso da noi. Spesso noi stessi ne siamo gli autori, senza rendercene conto. Ci ricordano che verso queste discriminazioni non alziamo abbastanza la voce e che spesso, per comodità e opportunismo, ci nascondiamo in quella che gli storici chiamano la zona grigia. Si tratta di una zona del nostro comportamento, a metà tra il bianco e il nero, tra l’innocenza e la colpevolezza. In questa zona ad avere la meglio, alla fine, è la pericolosa e complice indifferenza per chi viene isolato e non accettato” spiegano gli organizzatori.

by Francesco

Pescara. E’ stata presentata nella sala giunta del Comune di Pescara la rassegna culturale educativa “Se capire è impossibile, conoscere è necessario” organizzata dal Premio Borsellino – 33 edizione – che si svolgerà in Abruzzo da lunedì 27 gennaio a martedì 18 febbraio 2025.
Nella rassegna ci saranno momenti di spettacolo (il primo al Circus con 4 repliche già sold out) incontri di sensibilizzazione, presentazione di libri, su due giornate dal grande valore simbolico, la giornata della memoria (27 gennaio) e la giornata del ricordo (10 febbraio) per ricordare le vittime dell’olocausto e delle foibe e, soprattutto, per interrogarsi sul perché della discriminazione dell’uomo contro altri uomini. Una rassegna unica nel suo genere a cui nella sola città di Pescara hanno aderito 14 istituti scolastici , per fare in modo che gli studenti sviluppino quella coscienza critica necessaria per cogliere gli elementi negativi dei nostri tempi che possono riproporre i germi del genocidio, dell’intolleranza e dell’odio razziale che la storia ha sconfitto.
“La Giornata della Memoria 27 gennaio e la Giornata del ricordo del 10 febbraio non servono solo a commemorare quei milioni di persone uccise crudelmente e senza nessuna pietà 80 anni fa. Servono a ricordare che ogni giorno esistono tante piccole discriminazioni verso chi ci sembra diverso da noi. Spesso noi stessi ne siamo gli autori, senza rendercene conto. Ci ricordano che verso queste discriminazioni non alziamo abbastanza la voce e che spesso, per comodità e opportunismo, ci nascondiamo in quella che gli storici chiamano la zona grigia. Si tratta di una zona del nostro comportamento, a metà tra il bianco e il nero, tra l’innocenza e la colpevolezza. In questa zona ad avere la meglio, alla fine, è l’indifferenza per chi viene isolato e non accettato. Per evitare che queste tragedie si ripetano occorre ricordare e soprattutto capire. Perché non sono il risultato di una follia, dell’irrazionalità di singoli individui. Come accade anche oggi le terribili fabbriche della morte si alimentano delle volontà e delle azioni di donne e uomini comuni che supportano l’ideologia di morte. Donne e uomini comuni come potremmo essere noi qui oggi adesso. Non siamo immuni dal male e dobbiamo saperlo” spiegano gli organizzatori.

by Francesco

Il Premio Borsellino organizza una serie di iniziative educative il 22 e 23 maggio in occasione delle celebrazioni del XXXI anniversario delle stragi di Capaci e di via D’Amelio in cui persero la vita i giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e Paolo Borsellino e gli otto agenti delle loro scorte, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Rocco Dicillo, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Claudio Traina.

L’iniziativa è realizzata con il Patrocinio del Consiglio Regionale d’Abruzzo, della Regione Abruzzo, della Associazione nazionale Magistrati Abruzzo, della Procura minorile d’Abruzzo, dell’Università dell’Aquila, della Fondazione Pescarabruzzo e dei Comuni dell’Aquila e di Pescara con l’obiettivo di far emergere e risaltare esempi positivi di impegno e altruismo.

«Riteniamo che l’iniziativa sul tema “Gli uomini passano le idee restano” sia necessaria perché la memoria porta frutto solo se tramandata, se vive nel presente delle nuove generazioni, nel suo valore di esempio, di eredità da custodire, se diventa testimonianza. Tutti i nostri ragazzi si potranno rispecchiarsi in questa data, in questo fatto terribile. E si rispecchieranno perché diventa il momento in cui dimostriamo come noi tutti sentiamo questa data come nostra, costruendo un percorso di legalità in tutte le scuole abruzzesi»commentano gli organizzatori del Premio Borsellino.

Di seguito il calendario completo delle iniziative

22 MAGGIO

Ore 10,00 – Sala “D.Tinozzi” Provincia di Pescara

Firma del protocollo d’intesa per la stipula di un programma condiviso di iniziative sulla legalità per l’anno 2023/2024 tra Prefettura di Pescara, Regione Abruzzo, Consiglio Regionale d’Abruzzo, Comune di Pescara, Procura di Pescara, Associazione Magistrati Abruzzo, Procura minorile Abruzzo, Premio Nazionale Paolo Borsellino.

Ore 11,00 – Teatro Circus

Incontro con gli studenti. Partecipano: Lorenzo Sospiri (Presidente del Consiglio Regionale), Daniele D’Amario (Assessore regionale alla cultura), Mauro Febbo (Consigliere regionale delegato dal Presidente). A seguire lo spettacolo teatrale “Non ho paura” a cura della Prof. Franca Berardi con gli studenti dell’Istituto comprensivo 4 di Pescara. Presentano Francesca Martinelli e Graziano Fabrizi.

23 MAGGIO

Ore 11,00 – Teatro Circus

Incontro con gli studenti. Partecipano: Giancarlo Di Vincenzo (Prefetto di Pescara), Carlo Masci (Sindaco di Pescara), Nicola Mattoscio (Presidente Fondazione Pescarabruzzo), Daniela Puglisi (Ufficio scolastico di Pescara). Performance delle buone pratiche scolastiche a cura degli studenti degli istituti superiori di Pescara. Presentano Francesca Martinelli e Graziano Fabrizi.

Ore 11,00 – Auditorium del Parco – L’Aquila

Incontro con gli studenti. Partecipano: Wanda Ferro (sottosegretario Ministero dell’Interno), Pierluigi Biondi (Sindaco dell’Aquila), Massimiliano Nardocci (Direttore dell’ufficio regionale scolastico), Roberta D’Avolio (Presidente Anm Abruzzo), David Mancini (Procuratore dei minori L’Abruzzo), Gianluigi D’Alfonso (Generale Comandante Guardia di Finanza Abruzzo). Presenta la giornalista Paola Peluso.

Ore 15,30 – Aula Magna Università dell’Aquila

Incontro con gli studenti. Intervengono: Edoardo Alesse (Rettore UnivAq), Pierluigi Biondi (sindaco de l’Aquila), Vincenzo Antonelli (Docente di diritto UnivAq), Roberta D’Avolio (Presidente Anm Abruzzo), David Mancini (Procuratore dei minori L’Abruzzo), Nino Critelli (rappresentante degli studenti in senato accademico). Presenta il giornalista Leo Nodari

Ore 21,00 – Aurum, Sala “D’Annunzio”
Concerto piano solo “Per Giovanni e Paolo” a cura della concertista Maria Gabriella Castiglione. Presenta Francesca Martinelli

by Francesco

Pescara. Il programma del 31° Premio Paolo Borsellino continua prosegue a PESCARA. Anche quest’anno il Premio in collaborazione con Legambiente Abruzzo organizza per venerdì 21 aprile alle ore 10,30 al Teatro Sant’Andrea di Pescara – in piazza Sant’Andrea – un incontro sul tema: “Earth Day: chi rispetta le regole salva l’ambiente”.

Dopo i saluti del Presidente del Consiglio Regionale Lorenzo Sospiri, del Sindaco Carlo Masci, del Presidente della Fondazione Pescarabruzzo Nicola Mattoscio e di Daniela Puglisi dirigente dell’Ufficio scolastico di Pescara, interverranno Giuseppe Di Marco segretario regionale di Legambiente e Massimo Fraticelli dirigente del WWF Abruzzo.

In apertura dell’incontro saranno donate alle scuole presenti delle talee del “ficus macrophylla” noto come l’“Albero Falcone” che cresce davanti alla casa che era del giudice Falcone per “fare memoria”. Le talee dell’albero di Falcone sono state duplicate e saranno donate dal Centro nazionale carabinieri per la Biodiversità forestale.

La manifestazione Earth Day – Giornata della Terra è la manifestazione ambientale più importante per la tutela del Pianeta e lo sviluppo di una forte coscienza ecologica. Una giornata in cui la terra viene celebrata in tutto il mondo, anche se spesso si dimentica come il vero cambiamento possa arrivare “dal basso”, rispettando le regole della convivenza civile, mettendo in pratica piccole ma preziose azioni quotidiane che possono, nel tempo, salvaguardare l’ambiente e il pianeta che ci ospita.

by Francesco

Pescara. Il programma del 31° Premio Nazionale Paolo Borsellino continua con tre nuovi appuntamenti.

Lunedì 3 aprile alle ore 10,30 nell’Istituto comprensivo 4 di Pescara (via Milano).

Martedì 4 aprile alle ore 10,30 nella sala polifunzionale di Pineto.

Mercoledì 5 aprile alle ore 10,00 nell’Istituto “Alessandrini” di Teramo.

Il testimone di giustizia Pinuccio Fazio, padre di Michele – ucciso per errore dalla mafia pugliese – incontrerà gli studenti che hanno aderito al progetto “Facciamo memoria” raccontando la testimonianza drammatica della tragedia che lo ha colpito in prima persona.

Alle 12, nei tre istituti interessati sarà messa a dimora una talea del “ficus macrophylla columnaris” noto come “Albero Falcone” che cresce davanti alla casa che era del giudice Falcone per “fare memoria”. Le talee dell’albero di Falcone sono state duplicate nel Centro nazionale carabinieri per la Biodiversità forestale.

by Francesco

Quando faremo camminare le idee dei giudici Falcone e Borsellino sulle nostre gambe avremo sconfitto definitivamente la mafia. Solo i giovani hanno questo potere, ma per farlo devono essere liberi, devono rifiutare ogni compromesso. Ecco perché dico loro di non bussare mai alle porte per chiedere favori e privilegi, perché poi ci sarà sempre qualcuno che tornerà a chiedere la restituzione di quei favori. Ricordiamo che la mafia continua a esistere, ha messo da parte la lupara, ha indossato una giacca e una cravatta e proprio per questo è più pericolosa, perché si insinua più facilmente nei posti di potere ed è più difficile da riconoscere, diventa invisibile.

Lo ha detto il Generale dell’Arma dei Carabinieri Angiolo Pellegrini, Comandante della Sezione Antimafia di Palermo dal 1981 al 1985, protagonista del secondo evento organizzato dall’Istituto Alberghiero Ipssar ‘De Cecco’ di Pescara, nell’ambito del XXV Premio Nazionale ‘Paolo Borsellino’.

Presenti all’iniziativa, oltre al Generale Pellegrini, uomo di fiducia del Pool antimafia di Falcone e Borsellino, autore di alcune delle più importanti indagini nei confronti di Cosa Nostra e del volume Noi, gli Uomini di Falcone – La guerra che ci impedirono di vincere, la Dirigente dell’Istituto Alberghiero Ipssar ‘De Cecco’ Alessandra Di Pietro, organizzatrice dell’iniziativa, Daniela Puglisi per l’Ufficio Scolastico Provinciale, il docente e attore Edoardo Oliva che ha letto un brano del volume, Francesca Martinelli come referente del Premio Borsellino, Don Antonio De Grandis Presidente del Tribunale Ecclesiastico Regionale di Abruzzo e Molise, e le docenti di riferimento del Premio Renata Di Iorio, Rossella Cioppi, Roberto Melchiorre e Rosa De Fabritiis, oltre a una delegazione, necessariamente ristretta causa Covid-19, di 10 studenti.

“Il Premio Borsellino ha sempre un forte impatto sui nostri studenti grazie alla testimonianza che ci arriva da magistrati, esponenti delle Forze dell’Ordine, uomini di chiesa, cittadini comuni, che hanno avuto la forza e il coraggio di portare avanti la guerra contro le Organizzazioni criminali – ha sottolineato la dirigente Di Pietro – e infatti il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca ha definito come ‘percorso d’eccellenza’ il nostro progetto sulla Legalità. Le testimonianze hanno l’obiettivo di trasmettere un messaggio forte di giustizia ai nostri ragazzi, un monito a rifiutare le logiche mafiose ed è importante raccontare ai nostri studenti, che negli anni della strage di Capaci e di via D’Amelio non erano neanche nati, cosa hanno significato quegli anni, cos’è stata la seconda ondata delle stragi di mafia, che hanno segnato lo spartiacque tra una guerra in cui morivano i Dalla Chiesa, i Chinnici, e una fase di consapevolezza e di ribellione, di rispetto e di cambiamento, di cui la scuola dev’essere custode e garante”.

“Quando sono arrivato a Palermo, agli inizi degli anni ’80, la mafia era fortissima, si riteneva più forte dello Stato – ha ricordato il Generale Pellegrini -, la Sicilia era ‘Cosa Loro’ ed era gravissimo se pensiamo che era una regione dello Stato italiano in cui però comandava la mafia perché per anni si era trascurata l’importanza di combatterla e tante persone avevano approfittato dell’amicizia con i mafiosi per trarne benefici reciproci, specie quando c’erano le campagne elettorali. La mafia aveva la convinzione di essere padrona della Sicilia e i mafiosi godevano di una doppia cittadinanza, quella data dall’appartenenza a ‘cosa nostra’ e quella di cittadini italiani. La mafia si era arricchita con il traffico di droga, di eroina, venduta negli Stati Uniti da dove arrivavano centinaia di migliaia di dollari. A Palermo c’erano cinque distillerie di droga che veniva portata negli Stati Uniti da cui tornavano indietro centinaia di migliaia di dollari che poi la mafia provvedeva a riciclare con una serie di investimenti e attraverso un’altra componente della mafia stessa che è la corruzione politica. Pensiamo alla vicenda del ‘sacco di Palermo’, a Salvo Lima, che non poteva rifiutare e ha dovuto firmare in una notte quattromila licenze edilizie per permettere a Rosario Spatola di costruire 4mila palazzi a Palermo distruggendo le più belle ville liberty che esistevano da piazza Libertà fino al mare. E proprio quegli appoggi politici hanno permesso che per anni tutti i processi a carico di mafiosi finissero con assoluzioni per insufficienza di prove, era impossibile trovare le prove. E quando la mafia si è sentita più forte dello Stato, a fine anni ’70, ha lanciato la sua sfida allo Stato stesso uccidendo tutti coloro che pure avevano tentato di contrastarla, come il Presidente della Regione Piersanti Mattarella, fratello del nostro Presidente della Repubblica, il Procuratore Costa reo di aver firmato 55 ordini di cattura proprio per il ‘sacco di Palermo’, il capo della squadra mobile Boris Giuliano che aveva capito i canali attraverso i quali la droga prodotta in Italia arrivava negli Stati Uniti e rispediva in Italia i dollari, e poi il Capitano Basile, arrivato dopo Giuliano, ucciso di spalle mentre teneva in braccio la sua bambina per guardare i fuochi d’artificio della festa di paese. Gli hanno sparato tre balordi di tre diverse famiglie mafiose che, arrestati dai Carabinieri pochi minuti dopo l’omicidio, sono stati assolti per insufficienza di prove”.

La dirigente Di Pietro ha allora introdotto il tema della “scultura in Pietra della Majella realizzata a Castelli, che raffigura i giudici Falcone e Borsellino, rimasta nel cortile della nostra scuola per due giorni, e che si chiama Il Sorriso”.

Foto di gruppo con generale Pellegrini2
Foto di gruppo con generale Pellegrini

“Il Sorriso – ha ripreso il Generale Pellegrini – è quello che si scambiavano sempre Falcone e Borsellino, quello con cui si vincevano le avversità e gli attacchi diretti, quando ci accusavano di combattere la mafia per avere visibilità, per fare carriera, dicevano che Falcone aveva interessi politici, noi ci scambiavamo un sorriso e andavamo avanti e in dieci anni abbiamo costretto lo Stato ad ammettere che la mafia esisteva e che aveva un vertice con un uomo che si chiamava ‘Papa’, Michele Greco, e che c’erano collusioni della cupola con il potere politico e con quello imprenditoriale. La seconda guerra di Mafia ha portato 300 omicidi, uno al giorno, 150 bare bianche, gente che spariva e non si trovava più, poi si scoprirà che venivano uccisi e gettati in una vasca piena d’acido. Con Falcone e Borsellino abbiamo vinto il sentimento della paura e di fronte all’indifferenza di tanti abbiamo trovato un riferimento in colui che fu il promotore del pool antimafia, Rocco Chinnici e attraverso quel pool il giudice Falcone ha stravolto i metodi investigativi, non inseguendo gli omicidi, ma i soldi, facendo abolire il segreto bancario, aveva capito che la guerra di mafia era in realtà una guerra di potere. Il giro di boa fu l’assassinio del generale Dalla Chiesa, mandato a fare il Prefetto a Palermo senza poteri, ma il suo omicidio risvegliò la Palermo dei cittadini perbene. Qualcuno, però, non ci ha voluto far vincere la guerra alla Mafia e lo ha fatto lasciando solo Falcone: nell’84, arrivato il giudice Caponnetto, dopo le dichiarazioni del pentito Tommaso Buscetta e i 366 mandati di cattura, la mafia capì che questa volta avevamo fatto le cose in modo serio, e per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica, alla vigilia di Natale dell’84, mise la bomba sul treno Rapido 904. Ma si comprese subito che non era terrorismo, ma un attentato di mafia, e allora la mafia comprese che dovevano combattere Falcone. Per prima cosa – ha ricordato il Generale Pellegrini – gli hanno tolto tutti i più stretti collaboratori, me compreso, poi il primo attentato fallito, che però non fermarono Falcone, arrivando alla sentenza definitiva del maxi-processo in Cassazione con 19 ergastoli ai capimafia, e 2.265 anni di reclusione ai gregari. A quel punto Falcone andava punito, andava ucciso, nella sua Palermo e in modo eclatante, per evitare che andasse a capo della Procura Nazionale Antimafia a Roma. Ho voluto raccontare quegli anni a Palermo per lasciarne memoria ai ragazzi, ai giovani, per ricordare loro che il compromesso non è mai la strada per raggiungere l’obiettivo”.

“Credo che sia questo il messaggio più forte del Generale Pellegrini – ha concordato la dirigente Di Pietro – ossia: essere liberi significa non dover mai essere condizionati nelle proprie scelte. E poi: è chiaro che la mafia c’è dove lo Stato è fragile, assente, e dove non sono tutelati i diritti primari alla salute, alla giustizia, al lavoro e la mafia diventa un welfare sostitutivo. E allora ai nostri ragazzi diciamo di combattere per i loro diritti che non devono essere un privilegio per pochi”.

“Ritengo fondamentali giornate di formazione in cui a farla la da padrona è il tema della legalità – ha detto la responsabile dell’Ufficio Scolastico Puglisi – e credo che, per tali iniziative, l’Istituto Alberghiero possa a buon diritto fregiarsi di un marchio di qualità”.

 

 

by Redazione