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Parco Nazionale della Maiella

Pian piano la materia prende forma nel Parco Nazionale della Maiella e Fiabosco, Area Faunistica per Animali Fantastici diventa realtà.

Precisamente a Sant’Eufemia (Pescara), artisti nazionali ed internazionali continuano a lavorare incessantemente ed in armonia in vista dell’appuntamento di oggi 9 luglio alle 18.30, giorno in cui le opere fantastiche realizzate principalmente in pietra, verranno installate lungo il sentiero di collegamento tra l’area Pic-Nic “Il Boschetto” ed il Giardino Botanico “Daniela Brescia”, una scelta non casuale come ha già spiegato il sindaco Francesco Crivelli “poiché mirata a potenziare il sistema di offerta turistica posta a monte del centro abitato per creare maggiore sinergia tra più infrastrutture turistiche: Centro Equituristico – Area ludica del Boschetto, Giardino Botanico ‘Daniela Brescia’, Baby-Parco Avventura, Baby Mountain-Bike Park”.

 L’intuito del Direttore artistico Peppe Millanta (Scuola Macondo) e del Direttore esecutivo Stefano Faccini scultore specializzato nella lavorazione delle pietre, e l’entusiasmo dell’Amministrazione locale hanno permesso a questo angolo di paradiso naturale di poter ospitare in poco tempo un evento unico nel suo genere che sarà punto di partenza per la valorizzazione del Parco, oltre che una spinta per il turismo che si sveglia dal trauma subito dall’emergenza sanitaria.

Per Lucio Zazzara, Presidente del Parco Nazionale della Maiella, “con le riaperture, abbiamo avuto un numero considerevole di accessi sulla nostra montagna e questo naturalmente non può che far piacere a tutti gli operatori e al Parco stesso che nell’ambito di questa nuova fase insieme anche agli Amministratori e a tutti quelli che lavorano nel Parco Nazionale della Maiella hanno voluto garantire un accesso in sicurezza in piena compatibilità con specifiche finalità: tutela ed interesse alla valorizzazione; eventi come Fiabosco, entrano in un quadro generale di offerta mirata ad implementare l’attività turistica a tutto campo non solo legata all’ambiente ma anche alla riscoperta di tradizioni locali che vanno recuperate per evitare che vengano perse, come nel caso della lavorazione della pietra”.

Fiabosco prosegue il Presidente – è un appuntamento particolare che darà anche in seguito una visione di quelle che sono le tradizioni della Maiella”.

Lo stesso Parco Nazionale della Maiella sembra rinascere, ed acquisire nuove bellezze da mostrare ai suoi visitatori ed è lo stesso Direttore del Parco Luciano Di Martino, anche botanico, a spiegare che infatti i Giardini Botanici riaprono ai visitatori a Lama dei Peligni, nel chietino e a Sant’Eufemia a Maiella, dove appunto Fiabosco prende forma e sta per diventare una mostra permanente; visitare questi luoghi rappresenta “un’occasione da non perdere per osservare dal vivo piante come la Genziana dinarica, l’Aubriezia di Colonna, l’Aquilegia, Orchideee ed altre numerose specie che proprio in questo periodo sono nel clou della fioritura. Entrambi i Giardini offrono la possibilità di ammirare oltre 500 specie della nostra flora, anche grazie all’assistenza delle guide che collaborano con il Parco per le visite guidate, con spazi dedicati anche ai più piccini”.

Per il Direttore Di Martino “il periodo di lockdown causato dall’emergenza da Covid-19 ci ha spronato a lavorare e migliorare alcuni settori, al fine di concedere ai turisti in primavera ed estate la scoperta degli ambienti della Maiella, dove le specie mediterranee e montane convivono insieme alle colture agricole tradizionali. Proprio a Sant’Eufemia il progetto Fiabosco, Area Faunistica per Animali Fantastici nato dalla sinergia tra il Comune con la Scuola Macondo, progetto che valorizza la pietra bianca della Maiella, proveniente da Lettomanoppello, rappresenta un ulteriore riconoscimento al Geoparco di recente nomina: le opere posizionate lungo il viale d’ingresso al Giardino Botanico sono un arricchimento artistico e al contempo la memoria degli scalpellini della Maiella”.

Si ricorda che l’iniziativa è patrocinata anche dall’Ente Parco Nazionale della Maiella e dal Comune di Lettomanoppello (Pescara).

 

by Redazione
Fiabosco

Dal 5 al 10 luglio Sant’Eufemia a Maiella (Pescara), cuore pulsante del Parco Nazionale della Maiella, apre le porte del suo magico mondo a turisti e curiosi con il progetto Fiabosco, Area Faunistica per Animali Fantastici, la cui cura della Direzione artistica ed esecutiva è affidata rispettivamente alla Scuola Macondo di Peppe Millanta e a Stefano Faccini scultore specializzato nella lavorazione delle pietre locali e da anni impegnato nell’organizzazione di simposi di scultura.

“Con il progetto Fiabosco l’Amministrazione Comunale di Sant’Eufemia a Maiella mira a valorizzare il contesto territoriale attraverso la creazione di un luogo dove l’immaginazione e la fantasia diventano strumenti di conoscenza e tutela della cultura e dell’ambiente” spiega il sindaco di Sant’Eufemia, Francesco Crivelli.

“Fiabosco darà anima e corpo ad un luogo animato da animali fantastici e straordinari, che hanno abitato l’intimo dei nostri territori e dei nostri avi per secoli, plasmando il vissuto e la percezione che essi avevano del mondo che li circondava” – prosegue il Primo Cittadino.

Uno spazio in grado di raccontare storie antiche e spesso dimenticate, tramandate di generazione in generazione nel tentativo di svelare il mistero dell’esistenza e dell’esistente così come ad essi si mostrava.

Si tratta di valorizzare un contesto capace di raccogliere i meravigliosi animali e personaggi inventati che hanno animato le storie e l’immaginario della tradizione fiabesca abruzzese: Fiabosco consiste, infatti, in un itinerario che si snoda tra querce e roverelle proponendo sculture e istallazioni permanenti in legno e pietra della Maiella che sono rappresentative di animali e personaggi fantastici tratti da fiabe della tradizione d’Abruzzo.

“Da sempre uno dei compiti del Parco Nazionale è stato quello di salvaguardare le specie animali presenti sul suo territorio, al fine di preservarle per le generazioni future. Fiabosco vuole andare in questa direzione, ponendosi però a tutela dell’immaginario della nostra regione. Sulle nostre montagne e sulla nostra costa sono nate storie incredibili, tramandate nei secoli, che ci dicono molto sul dove veniamo e sul chi siamo. Un patrimonio che rischia di scomparire nel mondo moderno, e che in qualche modo si voleva preservare” spiega Peppe Millanta, da sempre particolarmente attento alla valorizzazione del territorio e della sua storia.

Le opere verranno istallate lungo il sentiero di collegamento tra l’area Pic-Nic “Il Boschetto” ed il Giardino Botanico “Daniela Brescia”.

La scelta del luogo è mirata a potenziare il sistema di offerta turistica posta a monte del centro abitato creando maggiore sinergia tra più infrastrutture turistiche: Centro Equituristico – Area ludica del Boschetto, Giardino Botanico “Daniela Brescia”, “Baby-Parco Avventura”, “Baby Mountain-Bike Park”. Nello specifico, venerdì 9 luglio alle ore 18.30, ci sarà la presentazione delle opere che verranno collocate lungo il percorso.

“L’itinerario si proporrà come luogo di socialità anche intergenerazionale capace di stimolare curiosità e conoscenza della storia, della tradizione e dell’ambiente naturale del nostro territorio. Le istallazioni verranno realizzate da artisti nazionali ed internazionali dal 5 al 10 luglio presso Il Boschetto di Sant’Eufemia a Maiella dove turisti ed appassionati li potranno ammirare direttamente all’opera” spiega il sindaco Crivelli.

L’iniziativa è, dunque, patrocinata dall’Ente Parco Nazionale della Maiella e dal Comune di Lettomanoppello (Pescara), e questa scelta non è casuale come spiega Francesco Crivelli, anticipando alcuni aspetti di un più ampio progetto: “il coinvolgimento di questo Comune è teso alla ricerca di sinergie costruttive con l’evento denominato ‘Le 10 giornate in pietra’, che si terrà dal 16 al 23 Agosto a Lettomanoppello dove l’arte scultorea della pietra ed i suoi scalpellini sono una delle eccellenze della regione Abruzzo”.

Dunque la lavorazione della pietra è il comune denominatore per la valorizzazione di un contesto territoriale che si propone in risposta alle aspettative dei turisti e visitatori, che trascende dai confini amministrativi ed evidenzia elementi ambientali e culturali tali da conferire omogeneità agli spazi fisici.

La collaborazione tra i due comuni si pone quindi come un primo ‘step’ verso la creazione di un progetto di ampio respiro che trova nella scultura il nucleo catalizzatore.

Con Fiabosco il Comune di Sant’Eufemia a Maiella si arricchisce di un nuovo elemento di attrazione per turisti e visitatori che nel piccolo centro montano avranno l’occasione di scoprire in modo nuovo e fantasioso la natura e la cultura del paese.

 

by Redazione
Storie di Sport

Ammonta a 232 il numero dei partecipanti alla V edizione del Premio Storie di Sport dedicato a Rocky Marciano e organizzato dalla Scuola Macondo – l’Officina delle Storie di Peppe Millanta, in collaborazione con il Comune di Ripa Teatina e con il contributo di Saquella Caffè.

Una grande adesione da parte di autori provenienti da ogni angolo d’Italia che in questi mesi hanno scritto racconti incentrati sullo sport.

Dal pugilato al calcio, dalle arti marziali al nuoto, fino ad arrivare a elaborati ispirati a personaggi realmente esistenti del mondo dello sport.

Nei prossimi giorni spetterà alla giuria valutare i racconti partecipanti, una giuria composta da esperti del mondo dell’editoria: Loretta Santini (Direttrice Editoriale Elliot), Francesca Chiappa (Hacca Edizioni), Francesco Coscioni (Neo Edizioni), Raffaele Riba (editor e scrittore), Lorenza Stroppa (editor Ediciclo Editore e scrittrice), Roberto Di Pietro (Agente Letterario Edelweiss), Athos Zontini (scrittore e scout per la rivista Achab), Patrizia Angelozzi (Angelozzi Comunicazione) e Paolo Primavera (Edicola Ediciones).

Per scoprire il racconto vincitore, a cui andrà un premio di 1000 euro, bisognerà aspettare la cerimonia di premiazione, che avrà luogo a Ripa Teatina venerdì 16 luglio, nell’ambito del Festival Rocky Marciano, che quest’anno si svolgerà dal 15 al 17 luglio.

Ospite della serata sarà Alberto Cova, campione olimpico dei 10000 metri piani ai Giochi di Los Angeles 1984. Dialogherà con l’atleta Dario Ricci, direttore artistico del Festival, che per l’occasione presenterà il libro Con la testa e con il cuore (Sperling & Kupfer), scritto insieme a Cova.

by Redazione
pizzoferrato

Pizzoferrato (Chieti), 1251 metri sopra il livello del mare: “terrazza d’Abruzzo”, secondo un’espressione coniata da Gabriele D’Annunzio.

Arroccato a ridosso di una maestosa rupe rocciosa che osserva la Valle del fiume Sangro, il borgo si è formato probabilmente nell’Alto Medioevo, ed ha ampliato nel tempo l’importanza per la sua posizione grazie alla inespugnabile e caratteristica rupe, conosciuta come il “Pizzo” ed è proprio qui, che le telecamere Rai con Sem Cipriani si sono spinte per raccontare, insieme allo scrittore Peppe Millanta la storia di questo particolare borgo per la rubrica “Quota Mille” a cura di Paolo Pacitti.

Il nome di questo borgo ha una sua evoluzione: infatti prima dell’anno mille era composto da tre piccoli abitati ossia Pizzo Superiore, Pizzo Medio e Pizzo Inferiore, che in seguito, probabilmente a causa di una catastrofe non nota, si fusero nell’attuale centro abitato, che prese il nome inizialmente di Pizzosterrato, cioè “Pizzo fuori terra” ma nel Medioevo, per difendersi dagli attacchi dei briganti, gli abitanti sbarrarono l’unica via accessibile al paese con un cancello di ferro, da qui il nome di Pizzo-Ferrato.

“Pizzoferrato – spiega Peppe Millanta nel ripercorrere la storia di questo paese – oggi si definisce un ‘patapaese’. Il richiamo è alla patafisica, e cioè a quella scienza delle soluzioni immaginarie inventata da Alfred Jarry, che si prefiggeva di studiare non la regola ma l’eccezione, ribaltando la realtà con la fantasia. E in linea con questo spirito il paese ha innescato una pata-rivoluzione, iniziando a guardare le cose da un’altra prospettiva: siamo infatti a 1251 metri sul livello del mare. Ma anche a zero metri di distanza dal cielo, come ci ricordano i cartelli. E proprio qui sorgerà il Ponte sul Cielo”.

Pizzoferrato è cornice anche di una storia che arriva fino a Bologna che riguarda la Brigata Maiella, la formazione partigiana più importante della seconda guerra mondiale: nella notte tra il 2 e il 3 febbraio del 1944, nella Pizzoferrato occupata dai tedeschi c’è tanta neve ma un piccolo commando composto da militari inglesi e volontari partigiani striscia in silenzio lungo i muri per assalire il loro quartier generale, situato proprio qui, per un attacco a sorpresa.

Una bomba a mano fa saltare il portone d’ingresso, e da lì inizia a infuriare la battaglia.

Il piccolo commando prova a resistere (in attesa dell’arrivo dei rinforzi che però tardano per la forte nevicata), fino a quando non è costretto ad arretrare e di fronte alla controffensiva tedesca, gli uomini si rifugiano nella Chiesa di Santa Maria del Girone dove, essendo in trappola, si ritirano dietro l’altare mentre i tedeschi continuano a sparare costringendo i superstiti alla resa.

Alla fine il bilancio è di 13 caduti, in quella che Ettore Troilo, il padre fondatore della Brigata Maiella, definì “la più cruenta di tutte le altre battaglie” e la Chiesa porta ancora oggi i segni ben visibili dei proiettili delle mitragliatrici sul muro.

Il viaggio tra i borghi d’Abruzzo continua su Buongiorno Regione; novità, curiosità e qualche piccola anticipazione sono sulla pagina Facebook  https://www.facebook.com/peppemillanta, dov’è possibile rivedere anche l’ultima puntata andata in onda e dedicata a Pizzoferrato.

by Redazione
Vinpeel degli orizzonti

Il pluripremiato romanzo d’esordio dello scrittore abruzzese Peppe Millanta, Vinpeel degli orizzonti pubblicato da Neo Edizioni nel 2018, raggiunge un nuovo importante traguardo dai colori internazionali e guadagna una doppia traduzione, una in rumeno e l’altra in francese.

Il romanzo che ha fatto sorridere ma anche sognare e che rimanda a quel giovane protagonista che alberga nell’animo, si sposta oltre i confini d’Italia, in Romania ed in Francia appunto, ed è pronto a trasportare in un vortice di emozioni altri lettori; ed un po’come accade per quel ragazzino che vive in un sogno anche in questa nuova dimensione c’è la voglia di scoprire nuove impressioni e sensazioni e c’è il desiderio di andare oltre ciò che è dato conoscere.

Vinpeel vola dritto, verso nuovi traguardi, proprio come quelle mongolfiere che caratterizzano la copertina del romanzo in lingua madre: esse infatti volteggiando in un cielo verde  promettono un’esperienza che va oltre la realtà, che si spinge verso una linea di confine fra cielo e terra dove si può essere liberi di volare tra le nuvole, come in un sogno, appunto.

In una nuova veste grafica grazie all’editore Casa Cărţii de Ştiinţă e alla traduttrice Gabriela Lungu, il romanzo in lingua rumena diventa Zarile lui Vinpeel, mentre in lingua francese prende il nome di En route vers l’ailleurs, traduzione di  Murel Morelli per la casa editrice  La joie de lire di Ginevra.

Diversi sono già gli appuntamenti per i prossimi mesi e proprio in Romania ci sarà una prima presentazione del libro nella nuova versione in lingua rumena il 10 giugno che vedrà presente anche l’autore Millanta, e l’evento sarà moderato dall’attrice Kristina Cepraga, presso la libreria Mihai Eminescu a Bucarest.

Vinpeel continua a parlare al cuore, da oggi in più lingue, come fosse una vera e propria guida alle emozioni con parole semplici, come quelle, non a caso, pronunciate dalla bocca di un bambino, smarrito, stupito ed anche meravigliato:

Stupore è quando inciampi su una cosa che non ti aspettavi e che ti fa perdere l’equilibrio. Ma che poi ti fa tornare sui tuoi passi altre cento volte per inciampare di nuovo.

by francesca
Gamberale

Gamberale 1343 metri sul livello del mare: il progetto Quota Mille a cura di Paolo Pacitti, le cui riprese e montaggio sono di Sem Cipriani si lancia alla scoperta del comune più elevato della provincia di Chieti.

Un nome curioso e dall’origine incerta quello che caratterizza questo comune ma, come spiega lo scrittore abruzzese Peppe Millanta, “per alcuni è da far risalire a Gambaro, noto condottiero longobardo, per altri al gambero, l’animale riprodotto anche sullo stemma del paese”.

Gamberale, come mostrano le telecamere Rai, è un caratteristico borgo a pianta medievale, con il centro abitato che si sviluppa tutto intorno al castello, situato nella parte più alta del borgo stesso, da dove si domina tutta la Val di Sangro: proprio per la sua posizione fu scelto nel 1943 dai tedeschi, come punto di controllo privilegiato lungo la linea Gustav; fu bombardato insistentemente dagli alleati che lo distrussero quasi completamente, non risparmiando neppure il castello.

Le ferite di allora furono talmente profonde che gli valsero la Medaglia d’Argento al Merito Civile.

Oggi Gamberale punta particolarmente sul turismo, sulle sue bellezze naturali e sui suoi paesaggi mozzafiato, “uno dei motivi per venire a Gamberale – ammettono i suoi abitanti – è l’aria sana e pulita; poi c’è l’aspetto agroalimentare che è uno dei migliori, ora stanno rifacendo anche le strade, hanno ampliato l’impianto di risalita, però mancano tutte quelle piccole attività economiche come un bar, un tabacchi che renderebbero migliore il paese”.

Dal 2003 ospita anche l’Area Faunistica del Cervo, fonte di grande attrazione che si trova a 1500 metri in quota e abbraccia un’area estesa, che include aree boschive, cespuglieti e corsi d’acqua naturali: originariamente diffuso in tutta Italia, il declino di questa specie era già iniziato nel ‘600, quando a causa dell’espansione degli insediamenti umani si andava riducendo l’area boschiva.

E questo fenomeno è andato oltre senza sosta fino a quando, in Abruzzo, il cervo non si estinse già agli inizi dell’800.

Negli anni ’70 però in Abruzzo avvenne quello che potrebbe essere definito “restauro zoologico”, e iniziò il ripopolamento grazie ad esemplari di provenienza alpina e centro-europea, leggermente più grandi di quelli autoctoni; oggi fortunatamente il cervo è tornato a popolare le montagne abruzzesi, e l’antico rapporto è ristabilito.

Il viaggio tra i borghi d’Abruzzo continua su Buongiorno Regione; novità, curiosità e qualche piccola anticipazione sono sulla pagina Facebook  https://www.facebook.com/peppemillanta, dov’è possibile rivedere anche l’ultima puntata andata in onda e dedicata a Gamberale.

 

by Redazione
ortona dei marsi

Ortona dei Marsi (Aq), 1003 metri di altezza sul livello del mare: le telecamere Rai si muovono verso questa nuova tappa per scoprire l’origine antichissima, addirittura preromanica, di un borgo abruzzese che recava il nome di Milonia, città dei Marsi, distrutta prima dai romani nella Terza Guerra Sannitica e poi dai Longobardi nel VI secolo.

In questo borgo dalla posizione strategica, situato nell’area protetta del Parco Nazionale di Lazio, Abruzzo e Molise, alle pendici del Monte Parasano nella Valle del Giovenco, il progetto Quota Mille a cura di Paolo Pacitti, le cui riprese e montaggio sono di Sem Cipriani prosegue il suo percorso con lo scrittore abruzzese Peppe Millanta che ne illustra la fitta storia e le leggende: pochi abitanti ma tante le testimonianze architettoniche del borgo che incuriosiscono e fieramente affrontano il trascorrere dei secoli.

Oggi l’impianto di Ortona dei Marsi è di tipo medioevale e la fetta maggiore della parte antica poggia direttamente sulla roccia ed è costruita senza fondamenta: probabilmente questo è il motivo per cui nel devastante terremoto del 1915 subì molti meno danni rispetto ai paesi limitrofi.

E’ proprio ad Ortona dei Marsi che nacque uno dei combattenti più temuti a Roma, ossia Quinto Poppedio Silone, noto per numerose battaglie, che come spiega Millanta “apparteneva all’antica stirpe dei Marsi riportata da Virgilio nell’Eneide come composta da guerrieri, maghi, stregoni ed incantatori di serpenti”.

Ma Ortona dei Marsi è tanto altro ancora e a detta degli abitanti “in questo paese medioevale dominano tranquillità e aria buona, chiunque è il benvenuto da noi: cerchiamo di essere sempre accoglienti e gentili con quanti decidono di visitare il nostro borgo”.

Il viaggio tra i borghi d’Abruzzo continua su Buongiorno Regione; novità, curiosità e qualche piccola anticipazione sono sulla pagina Facebook  https://www.facebook.com/peppemillanta, dov’è possibile rivedere anche l’ultima puntata andata in onda e dedicata ad Ortona dei Marsi.

 

 

by Redazione
aielli

Le telecamere della Rai si muovono alla scoperta di una nuova tappa: Aielli (Aq), 1021 metri sul livello del mare, paese facente parte dei “Borghi autentici d’Italia”, situato nel Parco Naturale Regionale del Sirente Velino.

E’ proprio che qui il progetto Quota Mille a cura di Paolo Pacitti, le cui riprese e montaggio sono di Sem Cipriani prosegue il suo percorso con lo scrittore abruzzese Peppe Millanta che osserva, tra le tante bellezze ed i frizzanti colori che il borgo offre, anche i suoi paesaggi mozzafiato sia sul versante del Fucino, dove un tempo sorgeva un lago che è stato prosciugato, che su quello del Monte Sirente.

Aielli, soprannominato “il balcone della Marsica”, è uno dei borghi più alti di questa area, e proprio per la sua posizione privilegiata fu utilizzato nel corso dei secoli per osservare le vie di comunicazione. Punta di diamante di Aielli è la Torre delle stelle situata all’interno dell’antica torre medioevale che rappresenta un punto ottimale per osservare le meraviglie del cielo; gli artisti di strada, invece, provenienti da ogni parte del mondo si ritrovano tutti gli anni in questo magico borgo ‘stellare’ e infatti, “oggi Aielli – come spiega Millanta – ha trovato un modo innovativo per lanciare il turismo e si tratta dell’iniziativa di ‘Borgo Universo’ che ha reso il paese un vero e proprio museo a cielo aperto ed attrae sempre molti turisti e visitatori”.

Ma il borgo di Aielli è famoso anche per un’altra grande impresa, un vero guinness dei primati: tra i tanti murales, infatti, c’è anche il romanzo di Ignazio Siloneintegralmente scritto a mano sulla parete di uno stabile, si tratta di Fontamara, un testo emblematico, ambientato durante la dittatura fascista proprio in un paesino sulla piana del Fucino, e che denuncia la condizione di povertà, ingiustizia e oppressione sociale delle classi subalterne; protagonisti di questo romanzo, il proletariato oppresso e i “cafoni” schiacciati, nella loro ignoranza, dalla classe sociale più ricca dominante.

Gli aiellesi, forti ed orgogliosi, nutrono un forte amore per la loro terra ed è proprio Martina Gentile, curatrice del Festival Borgo Universo, che confida ai microfoni Rai:“spero che questo amore non svanisca mai”.

Il viaggio tra i borghi d’Abruzzo continua su Buongiorno Regione; novità, curiosità e qualche piccola anticipazione sono sulla pagina Facebook  https://www.facebook.com/peppemillanta, dov’è possibile rivedere anche la puntata dedicata ad Aielli.

by Redazione
L’Abruzzo in Svizzera

Anche l’Abruzzo ha partecipato a questa ottava edizione di Storie Controvento, il Festival di letteratura per ragazzi di Bellinzona, in Svizzera, promosso dall’Associazione Culturale Albatros che, pur rispettando le norme, ha sfidato il difficile momento che la cultura sta attraversando a causa dell’emergenza sanitaria.

Il Festival, che si è tenuto tra il 21 ed il 24 aprile 2021, ha la scopo di promuovere la lettura fra i ragazzi e per far ciò l’associazione propone interventi tra studenti di scuole medie e post obbligatorie del Cantone ed incoraggia progetti dove l’incontro con la letteratura per ragazzi sia posta al centro.

Tra gli autori, appunto, con il suo libro Vinpeel degli orizzonti (Neo Edizioni) presente lo scrittore abruzzese Peppe Millanta che ha così commentato la riscoperta emozionante dell’evento in presenza:

Sono innanzitutto onorato per l’invito ricevuto dal Festival storie Controvento, una manifestazione davvero incredibile sia per l’umanità che per la serietà.

È stato meraviglioso tornare in presenza, rivedere i volti, gli occhi, le voci, con tutto il carico di storie che si portano dietro.

Tornare ad uno scambio umano. Credo sia stato qualcosa di simile all’emozione che si prova quando si urla “terra” dopo un lungo viaggio in mare.

Una vera liberazione. Con la bellezza che per ognuno di noi, oggi, “terra”, sono gli altri. Sono liberazione e salvezza.

I racconti, le storie, i libri, hanno un’importanza tale che rappresentano una base solida per lo sviluppo e la crescita di ogni ragazzo; ed è proprio grazie alla condivisione e alla discussione dei vari aspetti contenuti in un racconto che si accompagna il ragazzo nello sviluppo di una maggiore sensibilità verso la vita e soprattutto verso gli altri, aspetto più che mai attuale.

Si è reso necessario, dunque, salvaguardare la possibilità di offrire questi momenti di immersione nelle storie ai giovani che sono riusciti ad incontrare gli autori di cui hanno letto insieme un libro con grande responsabilità ed attenzione.

In questo Festival sono state coinvolte 14 sedi di scuola di tutto il Canton Ticino e circa 30 docenti prevalentemente di scuola media, ed è stata proprio la collaborazione a permettere la buona riuscita della manifestazione che già si prepara ad una nuova edizione per il prossimo anno: non manca l’entusiasmo, ma sicuramente non manca la speranza di poter condividere serenamente questo appuntamento con la lettura e grandi nomi.

 

by Redazione
Quota Mille

Non si parla di un romanzo, ma è altrettanto coinvolgente; ed ecco che uno scrittore pescarese cambia rotta e racconta alcuni dei luoghi più belli di un Abruzzo poco noto ed in modo differente dal solito, coinvolgendo le quattro province e distribuendo le 38 puntate annotate sul diario di bordo all’interno di un progetto dal nome importante Quota Mille.

Il nome dello scrittore in questione è Peppe Millanta ed in questo progetto realizzato per il TGR Abruzzo, riscopre e racconta alcuni dei paesi dell’Appennino.

Quota Mille, a cura di Paolo Pacitti, nasce dall’intuizione dello stesso insieme a Stefano Lamorgese, grazie anche a riprese e montaggio di Sem Cipriani va in onda due volte al mese (a lunedì alterni) all’interno di Buongiorno Regione ed ha lo scopo di raccontare i borghi d’Abruzzo posti a più di mille metri d’altezza, come recita appunto il titolo.

Vedute insolite, luoghi mozzafiato, duri, aspri, dove la natura sa essere anche feroce, ma che mantengono ancora oggi una umanità antica, e sono custodi di storie talvolta inaspettate pronte a stupire soprattutto nel difficile momento in corso dovuto all’emergenza sanitaria: chi ne ha incoraggiato la progettualità ha voluto riportare in evidenza le occasioni e le possibilità che offrono in quanto le città, da luoghi ambiti si sono trasformate in enormi gabbie, perdendo la loro centralità a favore di luoghi più periferici che rappresentano una “boccata d’ossigeno”.

“Da scrittore ho aderito con entusiasmo al progetto perché sono convinto che ci si innamori dei luoghi soprattutto per le storie che essi contengono, e che sono capaci di raccontarci. Una storia crea infatti sempre un laccio invisibile, un qualcosa capace di farci entrare in connessione con essi – spiega Millanta – E sono convinto allo stesso modo che un luogo cessa di esistere proprio quando smette di raccontarsi e di creare legami. Ancor prima quindi di essere abbandonato. Ecco, l’operazione che volevo fare insieme a Paolo era proprio questa: rimettere al centro questi luoghi creando dei legami tramite le storie che li hanno attraversati e li attraversano”.

Così prosegue Millanta a proposito del progetto:

Ascoltiamo il racconto delle persone che quei borghi li vivono, e cerchiamo tra le pieghe dei loro vicoli le storie più intriganti, capaci di creare una narrazione il più possibile interessante.

Ogni storia è infatti innanzitutto un certificato di esistenza, di bellezza, di resistenza ed autenticità.

Le civiltà, le famiglie, le nazioni, le religioni: tutto ciò che coltiva il sogno di non scomparire mai, combatte il tempo e la memoria perpetuando la narrazione di sé.

È per questo che è importante raccontare questi luoghi. Per portare avanti tutta la loro bellezza e non disperderla, cercando di perpetuarla. Sperando che questi luoghi possano creare quei legami utili a disegnare una geografia del domani differente.   

Parlare di Appennino significa raccontare una ricchezza inestimabile rappresentata dai suoi borghi, ma anche dalla storia, tradizioni, materie prime, capitale umano e patrimonio immateriale che, come spiega lo scrittore “ci sta a poco a poco scivolando via dalle mani per incuria e negligenza. A nulla sono valsi infatti gli interventi realizzati fino ad ora: ogni paese della fascia montana ha vissuto e continua a vivere come una ferita il fenomeno dello spopolamento, dell’abbandono del patrimonio immobiliare, dell’assenza in alcuni casi totale di servizi primari quali presidi ospedalieri, scuole, collegamenti e accesso alla rete telefonica e internet. Una situazione in cui spesso è difficile immaginare un futuro”.

E questo accade nonostante l’Appennino abbia avuto da sempre un ruolo centrale nel passato di chi lo vive quotidianamente: è stato rifugio e serbatoio di materie prime, riserva naturale e stimolo per la spiritualità. Copre un terzo del territorio italiano e comprende ben 2157 Comuni, quasi il 27% del totale italiano. E se l’Appennino è la spina dorsale del nostro paese, l’Abruzzo ne è sicuramente il cuore, ospitando le sue vette più celebri e i Parchi Nazionali più belli.

“La rubrica – conclude Peppe Millanta – vuole frugare in questi luoghi vertiginosi, rimetterli al centro del discorso, in questa nuova mappa che ai miei occhi sta sempre più prendendo la forma di un ‘arcipelago di altitudini’, inaspettato e meraviglioso, da cui può ripartire una nuova idea di domani”.

Emozioni, ricordi, tradizioni e tanta storia caratterizzeranno questo tour abruzzese ad alta quota con Peppe Millanta, dunque; novità e tante altre curiosità sono presenti anche sulla pagina Facebook  https://www.facebook.com/peppemillanta.

by Redazione