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donne di gesso

Chi sono le Donne di Gesso, alias Gissi, paesino teatino dell’entroterra abruzzese: sono le “femmine de ‘na vote”, donne granitiche radicate nella cultura della tradizione che giace tra superstizione e folklore.

È questo il paesaggio, magistralmente romanzato, descritto amabilmente dalla scrittrice giornalista Valeria Masciantonio, originaria di Gissi.

L’autrice, fortemente legata alla sua terra, ripercorre a ritroso la vita paesana di una volta, catapultando il lettore in un’atmosfera riprodotta minuziosamente in ogni dettaglio che ha scalfito l’epoca dei suoi e dei nostri nonni.

Il libro, edito da Ensemble, è stato presentato al FLA 2019 di Pescara.

Il testo è stato introdotto e illustrato dalla giornalista Catia Napoleone, con il supporto interpretativo delle letture a cura del poeta Dante Quaglietta.

Abbiamo incontrato l’autrice.

Valeria, quando è nata l’ispirazione per questo tuo primo romanzo, che segue il successo della tua opera biografica Remo Gaspari-Storia di un italiano, edito nel 2009 da Tracce?

Il romanzo ha avuto una gestazione lenta, sono andata a ritroso fra ricordi che stavano sbiadendo e sensazioni che invece erano vivissime, perché rappresentavano il retaggio fortissimo di un’infanzia trascorsa in paese, fra racconti, dicerie e, d’inverno, il calore del focolare, in grado di potenziare tutte le storie raccontate, rendendole vive.

La figura di Carmina, che sin dalle prime righe si pone come una roccia in questa storia, incarna l’antitesi di questi stereotipi paesani?

Carmina vive visceralmente il suo tempo, nel bene e nel male. Non si pone in antitesi per voglia di rivalsa, ma segue semplicemente la sua strada. È stata educata al rispetto e al rigore, ma è anche in grado di scegliere per se stessa. Questo la porterà ad avere un rapporto ambivalente nei confronti dei suoi paesani e, nel tempo, la trasformerà in un punto di riferimento.

Nei tuoi personaggi qual è la parte predominante: la convinzione radicale verso certe forme di superstizione e di credenza popolare, il desiderio di ribellione a determinati aspetti legati alla tradizione o il timore nel dissentire da ciò che faceva parte del patrimonio culturale?

Nell’epoca in cui è ambientato il mio romanzo, ai primi del Novecento, le superstizioni erano radicate così profondamente che condizionavano in maniera assoluta la vita delle persone. Per i miei personaggi, tranne qualche scettico, le streghe esistevano davvero, non c’era alcun dubbio in proposito. Non si trattava di ignoranza o di semplice credulità, ma di una categoria dell’esistenza. Un modo, forse, di esorcizzare i timori dando loro forma e nome, per meglio riconoscerli e affrontarli.

Valeria Masciantonio e Catia Napoleone

Questo paesaggio interiore lo rappresenti come un fenomeno carsico che emerge dopo aver agito in profondità?

Penso che nel mio romanzo ci sia molto della fiaba popolare. Le fiabe erano vere perché sceneggiavano una verità che era maturata e cresciuta nelle coscienze contadine, radicandosi nel profondo e riemergendo in riti, credenze, attitudini. Era un mondo più sereno, ogni cosa aveva il suo nome e tutto, in qualche modo, era saggio e rassicurante, anche la paura.

Quanto di questo mondo si è trasmesso alle attuali generazioni?

Credo che qualcosa sia rimasto, nel profondo. Ma sono le generazioni di mezzo, quelle che hanno conosciuto il prima e il dopo, ad avere la responsabilità di trasmettere questo patrimonio che non è solo sentimentale, ma è fatto di cultura, di attaccamento alle radici, di riscoperta di un modo di vivere che, anche se ormai così lontano dalle nostre consuetudini, ha ancora tanto da dirci e tantissimo da darci.  

A Gesso, nell’entroterra abruzzese, gli abitanti del buio si chiamano “quelli della buona sera”.

Entrano nelle case attraverso le porte chiuse, accendono fuochi nelle aie, rovinano i raccolti, sottraggono i bambini appena nati dalle culle. …con questo incipit, vi lasciamo invitandovi a dipanare l’intrigante trama di Donne di Gesso.

Un’edizione da tutto esaurito per il “FLA – Festival di Libri e Altrecose” che da giovedì 7 a domenica 10 novembre ha portato a Pescara oltre 30.000 spettatori di tutte le fasce di età, superando di gran lunga i numeri già entusiasmanti delle scorse manifestazioni.

Il festival, organizzato da Mente Locale di Vincenzo D’Aquino con la direzione artistica del direttore del Post Luca Sofri, si conferma anche quest’anno uno degli appuntamenti culturali più seguiti e apprezzati in Abruzzo e non solo. Tra presentazioni letterarie, incontri sulla musica e sul fumetto, reading e spettacoli teatrali, dibattiti, mostre e approfondimenti sui temi di più stretta attualità e su settori di nicchia della cultura e del giornalismo, sono stati oltre 170 gli incontri in cartellone, suddivisi tra i luoghi più suggestivi del centro storico di Pescara (Casa D’Annunzio, Museo delle Genti d’Abruzzo, Bagno Borbonico, Auditorium Petruzzi, Museo del Gusto e Circolo Aternino) e tra gli altri spazi della città come il Teatro Massimo, lo Spazio Matta, il Museo Cascella e il centro, coinvolto per la prima volta in un’estemporanea di pittura lungo le strade dello shopping. Un circuito virtuoso, insomma, che è riuscito a intrecciare la forte domanda di cultura con la vocazione commerciale e turistica della città.

Gli ospiti di primo piano del panorama culturale italiano come Sandro Veronesi, Enrico Vanzina, lo Stato Sociale, Malika Ayane, Andrea Pezzi, Fabio Caressa, Marco Damilano, Rosella Postorino, Vito Mancuso, Franco Arminio, Enrica Bonaccorti, Chiara Valerio, Marianna Aprile, Marcello Fois e tutti gli altri che hanno animato il FLA nelle sue quattro giornate, sono riusciti a calamitare oltre 30.000 spettatori, attirando anche tantissime presenze extra regionali e facendo registrare il pienone nelle diverse sale. I più affollati in assoluto sono stati gli appuntamenti del sabato pomeriggio al Teatro Massimo, moderati da Luca Sofri, con il giornalista e direttore dell’Espresso Marco Damilano e con il fumettista Gipi. Seguitissimo anche l’approfondimento sui trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino con Malika Ayane, Pietro Biancardi e Francesco Cancellato. I FullPass, disponibili per il terzo anno consecutivo per saltare le code negli appuntamenti gratuiti più affollati, garantendo la possibilità di sedersi nei primi posti, e per avere sconti sulle lezioni della Scuola Holden e sui biglietti a pagamento del festival, sono andati tutti sold out. Positivo anche il bilancio sulle vendite dei libri del FLA. Sono stati 1.388 i testi venduti con un incremento rispetto allo scorso anno (nel 2018 i libri venduti erano stati 1.204).

“È molto bello – dice il direttore del festival Vincenzo D’Aquino – vedere la passione per i libri e la cultura che muove e trasforma la città di Pescara nei giorni del FLA: persone che si spostano da un luogo all’altro del festival con i libri sotto braccio o che scambiano opinioni sull’incontro appena terminato o, ancora, che si intrattengono con gli autori per una foto, un autografo o per chiedere qualche piccola curiosità, magari accompagnati dai volontari, il grande motore di questa manifestazione. È come se il FLA tirasse fuori il meglio dalla città. Tra gli aspetti che quest’anno ci sono piaciuti di più e che intendiamo sicuramente rafforzare con la prossima edizione ci sono il festival nelle vie dello shopping e gli appuntamenti dedicati alle scuole. Dopo il successo degli incontri con Roberto Battiston e Rosella Postorino vorremmo riuscire nel 2019 a organizzarne uno per le scuole, al mattino, in ogni giorno del festival”.

“La forte partecipazione del pubblico agli incontri e alle iniziative artistiche e culturali del FLA – sottolinea l’assessore alla Cultura del Comune di Pescara Mariarita Paoni Saccone – ha decretato un successo oltre ogni aspettativa. Pescara ha risposto benissimo con entusiasmo e partecipazione e il FLA ha dimostrato di essere una delle manifestazioni culturali più apprezzate e seguite, superando anche i numeri delle scorse edizioni. Ho seguito diversi incontri sia in veste istituzionale, come assessore alla Cultura e rappresentante dell’intera amministrazione, e sia in veste di curiosa, in questo modo ho potuto rendermi conto di persona delle sinergie virtuose che hanno portato nei quattro giorni del festival a riempire tutte le location con cittadini di tutte le fasce di età, famiglie, adulti, ragazzi e bambini affezionati frequentatori del festival, ma soprattutto con persone che quest’anno per la prima volta si sono approcciate al festival e ne sono rimaste entusiaste. Quando una manifestazione ha successo è un motivo di vanto per tutta la città. Il mio auspicio è che il FLA possa continuare a crescere anno dopo anno in termini di pubblico, di artisti ospitati e di incontri proposti”.

Nel 2020 l’appuntamento con il “FLA – Festival di Libri e Altrecose” è già fissato, da giovedì 5 novembre a domenica 8 novembre 2020.

 

elso serpentini

II libro di Elso Simone Serpentini Il postfascismo a Teramo e nel teramano verrà presentato giovedì 24 alle 17 nella corte interna della Biblioteca “Melchiorre Delfico” a Teramo.

Sabato 26 alle 17,30 invece all’ex Asilo, in Piazza Arengo, a Bellante Paese (Te).

In entrambe le occasioni saranno presenti l’autore e il ricercatore di storia locale Paolo Iacone.

Il testo ricostruisce in 592 pagine una serie di vicende storiche non ancora mai scritte: quelle dei primi due anni successivi all’entrata nel territorio teramano delle truppe alleate e delle formazioni partigiane del lento processo di “normalizzazione” e di ricostituzione dei principali organismi di governo politico ed amministrativo e delle istituzioni delegate a rappresentare le istanze dei cosiddetti “partiti democratici”, delle riunioni del C.L.N. provinciale, della “defascistizzazione” degli uffici e degli impieghi pubblici e di epurazione degli appartenenti al caduto regime fascista, con la sospensione dei diritti elettorali attivi e passivi.

Dal giugno 1944 alle elezioni per l’Assemblea Costituente che si tennero il 2 giugno 1946, si visse un periodo contrassegnato da difficoltà e da contrasti tra i partiti in un processo di graduale distacco dalle disposizioni imposte dal Governo Militare Alleato e di crescente tensione politica, da contraddizioni e da confusioni di ruoli e di identità.

C’era chi tentava di scrollarsi di dosso le compromissioni con il passato regime fascista, c’era chi cercava di difendersi da accuse di collaborazionismo con il “tedesco invasore” e con le istituzioni fasciste, c’era chi tentava di accreditarsi come “patriota” per farsi riconoscere gli stessi meriti di chi aveva davvero preso parte alla lotta antifascista clandestina.

Accanto alla caccia al fascista, finalizzata a impartire punizioni ritenute “giuste e doverose”, si aprì la stagione del doppiogiochismo e dell’inversione di tendenza politiche.

Non mancò un generale occultamento, e a volte una vera propria distruzione, di prove documentali e di coinvolgimenti che si voleva far dimenticare.

Ci furono punizioni, ripensamenti, esagerazioni, indulgenze, perdoni e severità intransigenti, non sempre guidate da ragionevolezza e da equilibrio.

by Redazione
felicita romano

Quando le emozioni incontrano le proprie origini, il risultato è una vera favola, che riempie il cuore, che diverte i piccoli, ma che induce a riflettere gli adulti.

Di fronte ai propri sentimenti, talvolta messi all’angolo o addirittura trattenuti per paura di star male, anche i più grandi devono arrendersi: l’amore è una linfa vitale, scioglie le tensioni, fa battere i cuori più velocemente.

E così, al cuore di grandi e piccoli parla la giovane scrittrice di Pianella, Felicita Romano che il prossimo 20 ottobre alle ore 17.30 presenterà presso la Sala Consiliare del suo Comune di appartenenza la nuova esperienza letteraria La favola di Puccino e Luppina: gli aggiustacuori.

Con lei, il sindaco di Pianella Sandro Marinelli, da Rai Yoyo Greta Pierotti ossia Fata Ariele che leggerà passi del libro per i piccoli ospiti e la giornalista Alessandra Renzetti che modererà l’evento.

locandina

La scrittrice dolce e sensibile tanto amata dai piccoli, quest’anno ha accettato un’ulteriore sfida “letteraria” sintetizzata in questo nuovo libro (di Lupi Editore) e visto come un progetto che parla d’amore, sentimento nobile che non deve mancare mai nella vita, ma soprattutto nella crescita dei bambini che vanno amati, rispettati ed accolti tra le braccia degli adulti responsabili della loro educazione e del loro benessere.

La Romano nella sua vita ha ottenuto diversi riconoscimenti per aver scritto poesie e racconti che hanno appassionato i suoi piccoli ammiratori, in uno stile semplice, travolgente, di facile interpretazione ma sicuramente mai scontato, d’altra parte sono le stesse emozioni a non essere mai scontate nella vita e molto spesso sono difficili da spiegare soprattutto ai più piccini, che conoscono ancora poco il mondo, che non sanno ancora la differenza tra il bene ed il male, tra l’amore e l’odio.

Così parla in vista dell’evento la scrittrice:

Domenica 20 ottobre con mio grandissimo piacere, avrò l’occasione di presentare per la prima volta in assoluto, il mio secondo libro per bambini, dal titolo La favola di Puccino e Luppina. Gli aggiustacuori nel mio Comune di residenza, Pianella.

Per l’occasione, sarò affiancata dal sindaco, Sandro Marinelli, che ringrazio: aprirà per me, le porte del Comune anche se di domenica, permettendomi di svolgere la presentazione nella Sala Consiliare.

Sono davvero onorata, innanzitutto di poter sedere accanto a lui durante la presentazione, ed essere accompagnata, lungo i magici meandri d’una fantasia sottile e concreta, letta nei passi del libro, dalla fatina Ariele, ossia Greta Pierotti, direttamente da Rai Yoyo ed in più dalla giornalista Alessandra Renzetti, che stimo moltissimo e che assieme a me, edulcorerà l’importanza del sentimento più bello e fondamentale della vita, che è l’amore.

E’ infatti proprio “Amore”, che “muove il mondo” e rende tutto così “straordinariamente meraviglioso”. Ad aggiungere un tocco di colore all’appuntamento ci sarà il grafico e vignettista Daniele Valentini.

Amore nelle parole, amore nelle intenzioni: in questo nuovo progetto della Romano anche la copertina del libro ispira “amore”.

Ad impreziosirla due graziosi gnometti che sono appunto Puccino e Luppina che rappresentano questo sentimento di cui tanto si parla, e proprio i due dolci gnometti mostreranno in modi differenti a Giulia e Francesco, i due co-protagonisti di questa favola, e che in tale contesto simboleggiano tutti i bambini del mondo, una grande verità: durante la propria vita è possibile fidarsi di questo enorme sentimento e si può godere di tutta la sua dolcezza.

Questo è un concetto fondamentale da insegnare ai bambini: con l’amore si può sconfiggere il male, si può vivere serenamente; è insomma l’amore che dà la forza di lottare anche di fronte ad un grande dolore.

by Redazione
miti e delitti

Poesia latina e letteratura gialla. È questo il binomio ideato per la raccolta di racconti Miti e delitti (Lupi Editore).

L’insolito accostamento mira a unire passato e presente in un progetto editoriale ideato da Jacopo Lupi e curato da Andrea Del Castello.

Dopo l’esperienza positiva del festival Giallovidio nel 2018, nasce ora una collana della Lupi Editore.

Il progetto Giallovidio vuole dare continuità alle pubblicazioni “mystery” che allo stesso tempo rivolgono uno sguardo alla letteratura classica o in generale alla storia e alle peculiarità del territorio.

Oltre alla prefazione di Romano De Marco, uno degli autori più affermati del panorama italiano contemporaneo, la raccolta ospita 13 racconti di 13 scrittori che hanno rivisitato in chiave thriller e moderna i 13 miti delle Metamorfosi di Ovidio che nel 2017 Alessandro Monticelli e Claudio Pagone hanno rappresentato mediante un’istallazione artistica tra le arcate dell’acquedotto medioevale di Sulmona.

Due racconti di questa raccolta sono ambientati a Sulmona. Ci sono autori abruzzesi e autori di altre regioni, quali Emilia Romagna, Toscana, Marche, Molise e Campania.

Come afferma Del Castello nell’introduzione, l’ordine dei racconti si snoda lungo un percorso che a grandi linee parte dallo stile tipico del giallo contemporaneo (Marilù Oliva, Annavera Viva), e attraverso le penne della scrittura professionista (Daniela Casciola, Paolo Di Vincenzo), passando per nuove e più dure voci della narrativa (lo stesso Del Castello, Walter Miraldi, Jøn Mirko, Alessandra Cotoloni, Sara Ferri), arriva all’aulismo degli esperti della materia ovidiana (Simone Lupi, Raffaele Giannantonio) e delle poetesse prestate alla prosa (Michela Di Gregorio Zitella, Imma Telesforo).

“Si tratta di un percorso”, scrive il curatore, “che ci riporta idealmente alla poesia, la forma originaria delle Metamorfosi, come a chiudere un ciclo che comincia e finisce con il poeta di Sulmona, come a dimostrare che si vuole tornare a Ovidio, ma con uno sguardo costante al presente e al futuro. Accostare il genere thriller alla figura di Ovidio è stato un esperimento molto stimolante”, aggiunge Del Castello, “Abbiamo ricreato un mondo attuale attraverso gli schemi della cultura antica per dimostrare che le storie che raccontiamo sono universali così come lo era la mitologia. Credo che rivisitare le Metamorfosi in chiave moderna contribuisca a divulgare l’immagine di Ovidio e le sue opere”.

Sottolinea l’editore Jacopo Lupi:

Inauguriamo con questa pubblicazione la collana Giallovidio, che coniugherà il genere del mistero alla cultura classica e del territorio, ma con l’ambizione a divulgare le nostre storie oltre i confini abruzzesi.

Puntiamo a testi di qualità come appunto Miti e delitti, una raccolta con cui abbiamo voluto coinvolgere tanti autori di valore provenienti da diverse regioni, oltre che dall’Abruzzo.

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise lancia la campagna “Un libro per un rifiuto” contro il ‘littering’, fenomeno di abbandono di micro rifiuti sui sentieri.

Si tratta di un’iniziativa con cui si intende chiedere agli escursionisti di raccogliere vetro o alluminio, lattine, carta stagnola usata generalmente come involucro per alimenti, durante le loro passeggiate nel parco, documentando e diffondendo la loro opera benefica sui social.

La campagna parte il primo agosto e termina il 30 ottobre 2019. Il volenteroso escursionista riceverà in cambio dei rifiuti raccolti un libro in regalo che potrà scegliere tra quelli che il Parco ha destinato all’iniziativa: l’unico obbligo da rispettare, oltre alla raccolta di rifiuti esclusivamente sui sentieri in montagna, sarà quello di pubblicare testimonianza video o fotografica della raccolta sui social (Facebook o Instagram) con l’indicazione della località in cui è stata effettuata la pulizia e l’inserimento dell’hashtag #unlibroperunrifiuto seguito dal tag @parcoabruzzo.

by Redazione