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Tag Archives: inaugurazione

Pescara. Sono state inaugurate ieri, martedì 25 agosto nella sala Alambicchi dell’Aurum di Pescara, alla presenza di diverse autorità e personalità cittadine e non solo, due mostre: “Trame dell’essere” di Diana Ferrante e la collettiva “Oltre il tempo, oltre il luogo” dei suoi allievi Claudio Fuschini, Stefania Guerrieri e Mara Scoccaro.
“Trame dell’essere” di Diana Ferrante è una mostra articolata in tre serie con 22 opere: “Tracce” (8 opere), “Presenze silenziose” (6 opere) ed “Equilibri fragili” (8 opere).Si tratta di “Un viaggio intimo tra memoria, materia e trasformazione. Ventidue opere che intrecciano volto, tessuto e tempo, lasciando emergere tracce di ciò che siamo stati e di ciò che ancora possiamo diventare”.
La collettiva “Oltre il tempo, oltre il luogo” vede protagonisti i tre pittori Claudio Fuschini con “L’eredità artistica e artigiana d’Abruzzo”, Stefania Guerrieri con “L’anima dei fiori” e Mara Scroccaro con “Dove il sogno abita”. Questa esposizione riunisce tre artisti che, attraverso linguaggi e sensibilità differenti, invitano il visitatore a superare confini e distanze, a varcare la soglia del visibile per incontrare ciò che vive dentro di noi. Natura, immaginazione e tradizione diventano punti di partenza per esplorare orizzonti senza tempo e senza luogo, dove l’arte è memoria, emozione e bellezza condivisa. Le mostre rimarranno aperte fino al 30 agosto prossimo e saranno visitabili dalle 8 alle 20.
“L’Aurum ormai è diventato un punto di riferimento per tantissime iniziative culturali – ha sottolineato il sindaco di Pescara, Carlo Masci – qui negli anni passati sono state fatte anche più di 800 manifestazioni in un anno, perché ci sono tantissime sale. La sala Alambicchi è dedicata agli artisti, a coloro che vogliono portare la loro arte all’esterno per metterla a disposizione di tutta la comunità. È stato un momento importante quello che abbiamo vissuto con 4 artisti di un’unica scuola con tecniche diverse che però insieme stanno benissimo. Ho ringraziato questi artisti perché ci concedono dei momenti di tranquillità, di serenità, in un mondo che è diventato troppo tecnologico e distaccato ci permettono di avere relazioni, rapporti, emozioni, sentimenti, passioni perché i loro sentimenti e la loro anima li portano all’esterno attraverso le loro opere e noi ne godiamo. Tra l’altro l’arte è bellissima perché ogni volta che ci si avvicina ad un’opera d’arte, a seconda del sentimento che si ha e del momento che si vive, la si vede in maniera diversa, quindi ogni volta si rigenera e questo è veramente bello. Noi siamo molto contenti di dare questi spazi agli artisti perché possiamo tutti quanti noi fruire di questa bellezza e di questo momento di relazioni. L’atelier che accomuna questi artisti si trova in via De Amicis, in una palazzina d’epoca, molto bella, quindi ci sono anche questi elementi positivi che uniscono l’arte all’urbanistica, legata alla tradizione, alla storia, alla cultura. Sono momenti molto belli, faccio dunque i complimenti a tutti gli artisti, ma anche all’atelier che li accompagna per migliorare le loro tecniche”.
“Una bella occasione per ammirare delle bellissime opere di diversi artisti – ha affermato l’assessore alla Cultura del Comune di Pescara, Maria Rita Carota – che sono partiti in maniera molto amatoriale, c’è chi ha scoperto una vena artistica solo da poco tempo. Però i lavori dimostrano la grande capacità artistica di tutti coloro che stanno esponendo, quindi una capacità culturale e artistica sul nostro territorio. Con il loro atelier sicuramente è importante avere un punto di riferimento, così come è importante che poi ci siano dei momenti pubblici in cui si fa anche aggregazione perché ci si confronta di fronte ad un’opera d’arte, ci si incontra, si esprimono anche delle opinioni e anche dei punti di vista più o meno diversi. Dunque è bello ritrovarsi a dei bei colori, a dei bei paesaggi o comunque a belle opere d’arte. Molta presenza di pubblico, anche di curiosi, questo è il bello dell’arte, che riesce ad attrarre anche il cittadino comune, quello che magari non ha una determinata conoscenza di quelle che sono le arti, ma che è sempre molto attento a ciò che succede in città e questo è sicuramente un segnale molto positivo per tutti quanti noi, soprattutto per noi che amministriamo sapere che c’è del pubblico sempre interessato e attento”.
“Complimenti agli artisti e alla loro insegnante – ha detto il consigliere comunale Luigi Albore Mascia – che è riuscita con un’attività maieutica, per usare un termine socratico, a tirare fuori da ciascuno di loro questa vena artistica, questo talento e capacità di esprimersi con l’arte che è una delle forme più belle con cui l’uomo possa esprimersi. Tra l’altro sono anche opere diverse tra loro, per quanto possano avere un denominatore comune, un insegnante comune, da ognuno viene fuori la propria inclinazione e il proprio talento soggettivo. Questo è molto bello, direi un caleidoscopio fantastico di colori, di espressione dal figurativo all’astratto. È una bellissima esperienza ed è bello rappresentare le istituzioni e venire a constatare quanto c’è di spontaneo e quanto ci possa essere di talento da parte di persone comuni che non hanno indirizzato la propria vita all’arte, ma che comunque hanno la possibilità presto o tardi di poter esprimere le proprie inclinazioni e le proprie capacità. A luglio c’era già stata una collettiva un po’ diversa da questa nelle modalità, ma che comunque aveva già consentito a noi di poter toccare con mano e apprezzare le capacità degli artisti. Qui invece oggi c’è un vero e proprio simposio di arte a cui si accomuna anche l’espressione artistica della stessa insegnante Diana. Molto bello, questo è un fermento della nostra comunità e da amministratore pubblico, mi fa piacere ripeterlo, non ci può che essere la constatazione di queste capacità con grande apprezzamento e grande compiacimento”.
“Questo per noi è un luogo veramente importante – ha spiegato l’insegnante e artista Diana Ferrante – anche se io personalmente ho già esposto in questa sede, però il fatto di condividere lo spazio con i miei allievi è sempre un motivo d’orgoglio perché dare risalto anche a loro è il mio obiettivo. Quindi esporre qui e confrontarsi direttamente con la cittadinanza è uno stimolo e quindi siamo contentissimi. Il tema della mia mostra è lo stesso di Francavilla, l’interiorità attraverso tre serie nelle quali si va a sviscerare l’aspetto umano. In questo caso la metà delle opere riguardano le donne e la terza serie riguarda le tematiche di attualità. Il mio atelier si trova in via Edmondo De Amicis, esporre nella stessa città è molto importante anche per avere un confronto diretto”.
“Quella di Francavilla è stata per noi la prima esposizione – ha ricordato l’artista Claudio Fuschini – non ci aspettavamo la risposta di pubblico che è stata veramente eccezionale. Sia sul registro che sui social sono stati espressi veramente dei bei pensieri che ci incoraggiano ad andare ancora più avanti e proseguire su questa strada. Siamo approdati nella nostra città, in questa location veramente fantastica, penso che i pescaresi debbano conoscere ciò che facciamo in via De Amicis dove noi lavoriamo. Nei quadri che espongo ho voluto omaggiare gli artigiani che portano avanti la cultura, il sapere del nostro Abruzzo e a fatica proseguono le loro attività che sembrano quasi scomparse, però in realtà ci sono dei focolai che sonno attivi e gli artigiani li portano avanti con grande passione. Abbiamo elencato alcuni dei nostri mestieri come i pastori, il vasaro con la ceramica, il tombolo, il mare, la pesca. Sono tanti mestieri faticosi che però vanno ancora avanti. Un mio ex collega, diventato poeta, un artista, che su mio input per ogni quadro ha scritto una poesia in vernacolo. Si chiama Gabriele Spallone e penso che meriti veramente citato, anche le sue poesie meritano di essere lette. Credo che si abbini molto bene all’espressione artitstica”.
”Sono molto contenta – ha dichiarato l’artista Stefania Guerrieri – di esporre qui all’Aurum. La tematica dei quadri esposti sono i fiori che mi sono sempre piaciuti, amo molto la natura che mi fa stare bene”.
“Sono molto felice di partecipare a questo evento – è una grande opportunità per me per cui ringrazio l’insegnante Diana Ferranteche mi ha dato questa grande opportunità. Vengo da Venezia, da tre anni sono qui a Pescara. Fare un qualcosa di costruttivo, per me è importante e piacevole, mi sento anche un po’ integrata in questa realtà cittadina. Il mio tema è l’astratto, l’informale, faccio anche tele molto grandi perché mi immergo completamente nella tela. Mi sento parte del mio dipinto, chi guarda le mie opere mi piacerebbe che si fermasse un minuto e si immergesse completamente nei colori e che ritrovasse qualcosa nel loro passato o nei loro sogni. Per me è una cosa indefinita, però anche vivida nella mente nostra ed ognuno interpreta l’opera come meglio ritiene opportuno in base alle proprie esperienze e con la propria fantasia completare l’opera”.

by Francesco

San Buono. È stata inaugurata la scorsa domenica 9 agosto a Palazzo Caracciolo in piazza della Vittoria a San Buono la mostra di pittura di Nicola Romilio a cura di Antonio Mezzanotte. Vernissage molto partecipato con la mostra che sarà visitabile tutti i giorni dalle 17:30 alle 23:30 fino al prossimo 16 agosto. L’inaugurazione, così come l’intera mostra, è stata inserita a cavallo delle feste patronali del comune del Vastese nelle quali si festeggiano San Lorenzo e San Buono. L’esposizione segue il successo della mostra di Francavilla al Mare dello scorso luglio.
“ È un ritorno alle origini – ha spiegato il curatore Antonio Mezzanotte – la prima mostra di Nicola Romilio è del 1981 e l’ha realizzata proprio qui a San Buono. Quindi è un ritorno alla terra natia, ma tutta l’opera di Nicola Romilio, come ho scritto nel catalogo della mostra, è un ritornare alla terra perché dalla terra Nicola trova quell’energia che poi rappresenta nella propria produzione artistica. Dalla terra Nicola trae quella luminosità che caratterizza la propria produzione. Nicola rappresenta i paesaggi, la Valle del Treste, rappresenta le vedute sul mare del suo studio di Silvi Marina e quella è una luminosità che è un’interpretazione che ha Nicola della vita, una vita che guarda sempre al lato positivo. Io ho conosciuto Nicola sui social che oggi vengono utilizzati in tanti modi, però bisogna utilizzarli con il dovuto grado di sale, e ci siamo incontrati. Io sono un avvocato, però nel tempo libero mi occupo anche di storia locale e parlando dei Caracciolo di San Buono, in questa mostra siamo ospiti appunto del Palazzo Caracciolo, Nicola mi ha contattato, ci siamo incontrati all’Aurum di Pescara in occasione di una mostra che aveva organizzato. Sono stato preso dalla sua squisita umanità e poi dai propri quadri, i quadri di Nicola rappresentano il territorio. Nel catalogo ho scritto che Nicola si ricollega a Teofilo Patini, perché come lui è l’artista della socialità, dei bisogni del popolo. Ritornando alle sue origini di San Buono Nicola rappresenta quella che è la terra. Quindi le esigenze, le aspirazioni e le speranze del suo paese di origine ed è stato bello perché, occupandomi della storia locale, ho trovato un artista che valorizza proprio quelle che sono le origini. Nicola è un grande artista, è ben voluto come persona, ma è anche una persona di grande cultura. Ha fatto nella vita altro, non ha vissuto di pittura, però ha coltivato sempre con grande passione la sua arte e questo lo vediamo nella sua produzione perché Nicola è pittore, incisore, scultore, quindi è importante valorizzarlo. Lui ha iniziato la sua carriera a Charleroi, dunque ha anche un respiro internazionale, Nicola ha realizzato produzioni per l’Argentina e per altri paesi dell’America Latina. Quindi unisce il respiro internazionale, che si vede anche nei soggetti, nelle tematiche delle proprie opere, con quello che è il ritorno alle proprie origini”.
“In precedenza ho svolto una mostra a Francavilla che ho concluso il 12 luglio – ha ricordato l’artista Nicola Romilio – poi mi sono organizzato per tenerne una anche nel mio paese natio, che è San Buono, e l’ho voluta fare in questo salone di una casa antica dei Caracciolo. Siccome lo spazio è molto grande, ho inserito più del doppio dei quadri di Francavilla. Ho inserito anche alcuni quadri giovanili, ci sono dei ritratti dei miei cugini del ‘65 e del ‘67, poi c’è un mio autoritratto del ‘64. Insomma, ci sono quadri di diversi periodi e cerco di rappresentare emotivamente quello che è il mio vissuto e poi realizzare qualcosa di fantasia oppure sulla mitologia, che ho ambientato nella zona dove da bambino andavo al fiume. In alcuni quadri ho nobilitato questi posti della mia infanzia. Ultimamente ho rappresentato l’alba perché vedo dal mio studio il sole che nasce dal mare, oppure il paesaggio dalla parte della collina. Cerco di rappresentare tutto quello che mi coinvolge emotivamente e lo riporto su tela. Poi sono appassionato di Iris, che ho nel mio giardino, e quando arriva la Primavera dipingo sempre questo tipo di fiore, di qualsiasi colore. Quindi cerco di rappresentare le cose che più mi piacciono. Nella lettera indirizzata agli artisti Giovanni Paolo II diceva ‘ci dovete meravigliare nel rappresentare la natura’, io cerco di fare qualcosa di simile, se ci riesco non lo so, ma so che sia un non addetto che un uomo di cultura, quando esce da una mia mostra è contento, carico ed entusiasta. Questa è la cosa importante, il resto non mi interessa. Avevo letto il libro di Antonio Mezzanotte sui Caracciolo e sulla storia locale e quando ho organizzato la mostra qui non potevo esimermi dal farla curare a lui”.
Nicola Romilio nasce a San Buono nel 1945. Si diploma presso l’Istituto d’Arte di Chieti. Dopo aver frequentato il Magistero d’Arte a Firenze, si abilità all’insegnamento di disegno, Educazione Artistica per le scuole medie e discipline pittoriche per gli Istituti d’Arte. Inizia la sua carriera occupandosi di ceramiche e sculture in Belgio: nel 1966 è a Charleroi dove realizza numerosi pannelli artistici, a bassorilievo di grande formato, per l’Argentina ed il Brasile. Al suo ritorno in Italia, ha iniziato una lunga, feconda ed eclettica attività artistica che lo vede febbrilmente impegnato nella pittura e nell’incisione. In campo pittorico conosce una prima fase espressionistica a cui fa seguito una stagione “ideologica” nella quale gli autoritratti e le nature morte lasciano il posto ad un realismo onirico, ad una fase ideologica e visionaria dove le immagini dei personaggi storici degli anni Settanta si contaminano con i sogni e gli incubi di una generazione. Giunge, successivamente, al recupero dei temi e delle suggestioni metafisiche e surrealiste, un’evoluzione segnata dal passaggio cromatico dai toni autunnali (della prima stagione) al blu (della fase ideologica) al cinabro e all’arancio dell’età metafisica. Negli ultimi anni approda ad un naturalismo “luminoso” nel quale trovano posto sia i dipinti che raccontano il mito greco, che le vedute del suo studio nella casa di Silvi, città di adozione, dalla cui collina egli matura uno sguardo prospettico e una conquista della luce che sembrano dare potenza numinosa e diafana ad una pittura che si fa sempre più sguardo terso e armonico. Le sue opere si trovano in diverse collezioni pubbliche e private, italiane ed estere.

by Francesco

Pescara. Martedì 11 agosto alle ore 18, al Parco Florida di Pescara, in viale Regina Elena, sarà inaugurato il nuovo campo da basket realizzato su iniziativa di Simone Fontecchio, giocatore NBA dei Miami Heat, e dedicato alla memoria del nonno Vittorio Pomilio, storico cestista della Nazionale italiana. Il nuovo playground nasce dalla volontà di Fontecchio di lasciare alla sua città uno spazio destinato allo sport e, allo stesso tempo, di rendere omaggio a una figura centrale nella sua formazione umana e sportiva.

Alla cerimonia di inaugurazione, oltre a Simone Fontecchio, parteciperanno il presidente della Federazione Italiana Pallacanestro Gianni Petrucci, il sindaco Carlo Masci, l’assessore allo Sport Patrizia Martelli, i tre figli di Vittorio Pomilio, Malì, Enzo e Maria Vittoria, e tutti i nipoti. Al termine della cerimonia, Fontecchio sfiderà in una gara di tiri da tre punti i primi dieci partecipanti che si prenoteranno inviando una mail a contact.fontecchio@pomilio.com. L’unico requisito richiesto è la maggiore età.

Il basket è nel DNA della famiglia Pomilio: Vittorio Pomilio ha giocato nella Nazionale italiana; la figlia Malì Pomilio è stata giocatrice di Serie A e poi colonna della Nazionale negli anni Ottanta; Maria Vittoria Pomilio ha giocato anch’essa in massima serie e lo stesso Enzo Pomilio è arrivato fino alla serie B. Il testimone è poi passato ai figli di Malì, Luca Fontecchio e Simone Fontecchio, che dopo aver vestito la maglia dell’Italia nelle nazionali giovanili (Luca ha vinto un argento agli Europei U20) sono approdati in serie A. Luca ha giocato nella Nazionale Sperimentale mentre Simone, ad oggi, ha indossato la canotta azzurra della Nazionale maggiore 57 volte. Simone Fontecchio si sta attualmente facendo onore nell’NBA americana come unico italiano in quello che è considerato il campionato di basket più importante al mondo.

Al progetto del nuovo campo dedicato a Vittorio Pomilio ha partecipato la stessa NBA Players Association: l’intervento riqualifica l’area pubblica del Parco Florida dove si trovava un vecchio canestro ormai in disuso. La scelta del Parco Florida non è casuale: si tratta di un luogo significativo per la storia della pallacanestro pescarese, frequentato negli anni anche dagli atleti della Libertas Pescara, tra i quali proprio Vittorio Pomilio.

Nato nel 1933, Vittorio Pomilio ha vestito la maglia della Nazionale italiana tra il 1957 e il 1960, collezionando 19 presenze e partecipando al Campionato Europeo del 1957 a Sofia. Nel corso della sua carriera ha giocato con club prestigiosi come la Stella Azzurra Roma, la Società Cestistica Mazzini di Bologna e la Libertas Pescara, distinguendosi per talento e dedizione e contribuendo a scrivere una pagina importante della storia del basket cittadino e nazionale.

Uno dei momenti più belli della sua carriera cestistica fu la partita Italia-Spagna del 1958 a Napoli: Vittorio fu l’artefice della vittoria azzurra, pur essendo entrato in campo negli ultimi minuti. Nel 1960, convocato in Nazionale per le Olimpiadi di Roma, dovette rinunciare a partecipare perché nel frattempo stava avviando l’altra brillante carriera della sua vita, quella da ingegnere.

La seconda parte della sua carriera sportiva, che durò fino ai quarant’anni, si svolse sul campo in asfalto del Florida a Pescara, dove da capitano diede un contributo fondamentale alla squadra fino alla scalata in Serie B del 1970.

Il campo dedicato a Vittorio Pomilio rappresenta così la perfetta unione tra le sue due anime, quella di atleta e quella di ingegnere: fu proprio lui, nel 1970, a progettare e far realizzare il primo palazzetto dello sport di Pescara, oggi chiamato Palaquaranta, e successivamente il palazzetto di via Elettra, costruito nel 1981.

Il nuovo campo è stato realizzato con materiali drenanti e antisdrucciolo, tabelloni regolamentari e una pavimentazione ad alta resistenza, con l’obiettivo di mettere a disposizione della città uno spazio moderno e funzionale, aperto agli appassionati e soprattutto alle nuove generazioni.

L’inaugurazione dell’11 agosto segna quindi il momento conclusivo di un progetto che unisce memoria e futuro: il ricordo di Vittorio Pomilio e della grande tradizione cestistica pescarese incontra il gesto di Simone Fontecchio che, con il sostegno della NBA Players Association, restituisce alla città un luogo nel quale ragazzi, giovani atleti e appassionati potranno incontrarsi e giocare a basket. Un nuovo spazio sportivo nel cuore di Pescara che porta con sé una storia familiare e, insieme, una parte importante della storia della pallacanestro italiana.

by Francesco

Martedì 11 agosto alle ore 18 l’inaugurazione del playground realizzato con il sostegno della NBA Players Association. All’evento parteciperà il presidente della Fip, Gianni Petrucci. Al termine della cerimonia gara di tiri da tre punti con l’atleta NBA

Pescara. Martedì 11 agosto alle ore 18, al Parco Florida di Pescara, in viale Regina Elena, sarà inaugurato il nuovo campo da basket realizzato su iniziativa di Simone Fontecchio, giocatore NBA dei Miami Heat, e dedicato alla memoria del nonno Vittorio Pomilio, storico cestista della Nazionale italiana. Il nuovo playground nasce dalla volontà di Fontecchio di lasciare alla sua città uno spazio dedicato allo sport e, allo stesso tempo, rendere omaggio a una figura centrale nella sua formazione umana e sportiva.
Alla cerimonia di inaugurazione, oltre a Simone Fontecchio, parteciperanno il presidente della Federazione Italiana Pallacanestro, Gianni Petrucci, il sindaco Carlo Masci, l’assessore allo Sport Patrizia Martelli, i tre figli di Vittorio, Malì Pomilio – colonna della Nazionale italiana negli anni Ottanta – Enzo e Maria Vittoria e a tutti i nipoti.
Il progetto, sostenuto anche dalla NBA Players Association, ha consentito di riqualificare l’area pubblica del Parco Florida dove si trovava un vecchio canestro ormai in disuso. Un luogo particolarmente significativo per la storia della pallacanestro pescarese, frequentato negli anni anche dagli atleti della Libertas Pescara, tra i quali lo stesso Vittorio Pomilio.
Nato nel 1933, Pomilio ha vestito la maglia della Nazionale italiana tra il 1957 e il 1960, collezionando 19 presenze e partecipando al Campionato Europeo del 1957 a Sofia. Nel corso della sua carriera ha giocato con club prestigiosi come la Stella Azzurra Roma, la Società Cestistica Mazzini di Bologna e la Libertas Pescara, contribuendo a scrivere una pagina importante della storia del basket cittadino e nazionale.
Il nuovo campo è stato realizzato secondo gli standard FIBA, con materiali drenanti e antisdrucciolo, tabelloni regolamentari e una pavimentazione ad alta resistenza, con l’obiettivo di mettere a disposizione della città uno spazio moderno e funzionale, aperto agli appassionati e soprattutto alle nuove generazioni.
L’inaugurazione dell’11 agosto segna quindi il momento conclusivo di un progetto che unisce memoria e futuro: il ricordo di Vittorio Pomilio e della grande tradizione cestistica pescarese incontra il gesto di Simone Fontecchio che, con il sostegno della NBA Players Association, restituisce alla città un luogo nel quale ragazzi, giovani atleti e appassionati potranno incontrarsi e giocare a basket. Un nuovo spazio sportivo nel cuore di Pescara che porta con sé una storia familiare e, insieme, una parte importante della storia della pallacanestro italiana.
Al termine dell’inaugurazione Simone Fontecchio sfiderà in una gara di tiri da tre punti i primi 10 che si prenoteranno inviando una mail a contact.fontecchio@pomilio.com. Unico requisito richiesto è la maggiore età.

by Francesco

Francavilla al Mare. È stata inaugurata lo scorso sabato 25 luglio, presso la sede dell’associazione Senso Civico, presieduta da Nicolino Di Quinzio, in viale Nettuno (zona stazione) a Francavilla al Mare, la mostra personale di Diana Ferrante dal titolo “Trame dell’essere”, promossa dall’Atelier d’Art Diana e che vede al centro figure della memoria dell’interiorità e della trasformazione. La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 18:30 alle 20:30 fino al prossimo 2 agosto, fuori dall’orario di apertura su appuntamento al numero 3383778476.Si tratta di “Un viaggio intimo tra memoria, materia e trasformazione. Ventidue opere che intrecciano volto, tessuto e tempo, lasciando emergere tracce di ciò che siamo stati e di ciò che ancora possiamo diventare”.

“Questo è uno studio che ho iniziato tanto tempo fa – ha spiegato l’artista Diana Ferrante – poi l’ho interrotto perché insegno anche nel mio Atelier, quindi c’è stato n periodo di pausa. Questa mostra ha tre serie (Tracce, Presenze silenziose ed Equilibri fragili), ognuna ha una sua valenza, però sempre proiettata nell’introspezione, è da vedere per coglierne l’essenza. La scorsa settimana abbiamo avuto una mostra con tre dei miei allievi, sono molto orgogliosa di loro, ho parlato con il presidente dell’associazione che ci sta ospitando che ci ha chiesto un’ulteriore collaborazione per altre mostre e questo mi fa piacere perché ho anche altri allievi che di primo acchito sono un po’ timidi, ma preservano delle belle sorprese perché ad esempio, oltre ai tre che hanno esposto la settimana scorsa, c’è chi si occupa di scultura, chi di decorazione. Quindi invitiamo tutti a partecipare sia a questa mostra che a quelle che organizzeremo in futuro”.

“Trame dell’essere” è un percorso artistico che attraversa la memoria, l’identità e la dimensione interiore dell’essere umano.
Le opere si articolano in tre nuclei distinti e complementari:
Tracce: indaga le memorie che abitano la materia e il tessuto del vissuto. Figure sospese emergono e si dissolvono tra acrilico, foglia oro e tessuti paisley, trasformando la superficie in un luogo di stratificazione e di ricordo.
Presenze silenziose: dà forma all’interiorità attraverso volti femminili che si fanno simboli di ascolto, introspezione e rivelazione. Realizzate a pastello morbido su carta Pastelmat, queste figure abitano uno spazio di quiete e di contemplazione.
Equilibri fragili: esplora la condizione umana nella sua continua tensione tra forza e vulnerabilità. Segni, colori e materia raccontano il delicato equilibrio tra caduta e rinascita, presenza e trasformazione.
Pur nella diversità dei linguaggi e dei materiali, le opere sono unite da una medesima ricerca: dare forma alle tracce invisibili che costituiscono l’identità e rendere visibile ciò che, spesso, appartiene alla sfera più intima e silenziosa dell’epoca umana.

by Francesco

Francavilla al Mare. Nella sede dell’associazione “Senso civico” di Francavilla al Mare, situata in viale Nettuno, zona stazione ferroviaria, è stata inaugurata lo scorso sabato 18 luglio la mostra collettiva dal titolo “Oltre il tempo, oltre il luogo” che vede protagonisti i tre pittori Claudio Fuschini con “L’eredità artistica e artigiana d’Abruzzo”, Stefania Guerrieri con “L’anima dei fiori” e Mara Scroccaro con “Dove il sogno abita”.
Questa mostra collettiva riunisce tre artisti che, attraverso linguaggi e sensibilità differenti, invitano il visitatore a superare confini e distanze, a varcare la soglia del visibile per incontrare ciò che vive dentro di noi. Natura, immaginazione e tradizione diventano punti di partenza per esplorare orizzonti senza tempo e senza luogo, dove l’arte è memoria, emozione e bellezza condivisa. La mostra sarà aperta fino a venerdì 24 luglio e sarà visitabile tutti i giorni dalle 18 alle 20:30, fuori orario di apertura su appuntamento.
“Cerchiamo di fare del nostro meglio – ha affermato il presidente dell’associazione Senso civico, Nicolino Di Quinzio – siamo in pochi, ma siamo appassionati, animati da un grande spirito di solidarietà, soprattutto nei confronti di quelli che sono gli artisti giovani e anche quelli affermati. Riusciamo ad offrire alla città un prodotto di alto livello che non costa niente a nessuno perché siamo un gruppo di amici che si autofinanziano e a differenza di tutte le altre associazioni noi non usufruiamo di nessun contributo pubblico, ma usufruiamo dell’amicizia e della cordialità che riusciamo ad instaurare con tanti artisti che poi da conoscenti diventano amici. In questi giorni abbiamo gli allievi di Diana Ferrante, il prossimo sabato la stessa Diana inaugurerà la sua mostra. Quindi è una soddisfazione per tutti, vediamo che nonostante il caldo la sala è piena, questo significa che un certo interesse riusciamo a suscitarlo ed è la cosa più importante per noi. Ci auguriamo di avere anche tanti giovani per avvicinarli alla cultura e a questa bellezza che viene espressa su delle tele da bravissimi artisti”.
“È un premio che ho voluto dare a questi ragazzi – ha spiegato Diana Ferrante, mentore dei tre artisti che espongono nella collettiva – per avere il modo di confrontarsi anche con il pubblico. Questo è molto importante per loro perché alcuni sono molto timidi. Fare arte, fare pittura è una cosa molto intima, quindi dare loro l’opportunità di stare a contatto con il pubblico dà anche altri stimoli e questo è molto importante. Proprio per questo motivo ho dato loro questa possibilità e già l’inaugurazione è stata un successo con molte persone intervenute e questo è fondamentale. Questo è molto importante, c’è stata la presenza di personaggi importanti, non me l’aspettavo, mi riempie veramente d’orgoglio, soprattutto per loro. In questa mostra abbiamo tre linguaggi: Stefania che è un po’ più sul realismo-impressionismo, a lei piacciono tutti gli argomenti floreali; poi abbiamo Mara che è un’informale, gioca molto con i colori, è una cosa sua innata, ho certato di tirare fuori questa sua propensione; poi c’è Claudio che ha lavorato in questo periodo soprattutto sui mestieri abruzzesi, è stato bravo ad individuare i mestieri che stanno man mano scomparendo quindi dallo scalpellino al ceramista alla raccolta dello zafferano per valorizzare l’arte e l’artigianato abruzzese. Ho deciso di mettere insieme questi tre linguaggi perché era un modo per diversificare questa mostra e sono molo orgogliosa di loro”.
Così i tre artisti
Stefania Guerrieri: “Amando molto dipingere ritraggo molto la natura ed ho partecipato a questa iniziativa della mia insegnante Diana ed abbiamo realizzato questi dipinti che hanno come tema comune l’aspetto floreale. Mi diletto in ogni genere di pittura dal disegno all’acrilico alla spatola alla pittura d’olio. Amo molto dipingere i paesaggi, i volti ed ogni genere di cosa che riguarda la pittura e l’aspetto naturale”.
Mara Scroccaro: “Per me è stata un po’ una sfida che ho deciso di raccogliere essendo la prima volta che mi approccio ad un’esperienza del genere e l’ho fatto con grande serenità e con la voglia di mettermi in gioco. Il mio genere preferito è l’informale, l’asratto, ce l’ho nel cuore. Poi ho dipinto delle opere anche un po’ sul figurativo che mi imbriglia perché devo rispettare dei canoni che per me credo siano un po’ limitanti, quindi preferisco sempre l’astratto dove do spazio alla mia fantasia e alla mia creatività. Le opere per questa mostra le ho scelte d’istinto, non ho pensato in realtà alla mostra, ma a quello che mi passava per la mente giorno per giorno, in base all’estro e alla creatività del momento, senza pensare ad un fine”.
Claudio Fuschini: “Questa è una sfida per me perché ci siamo dovuti mettere alla prova, nel senso che una serie di quadri su un tema specifico non l’avevo mai fatta. Spero che piaccia alla gente e che ci sia un risultato positivo. Il mio stile è essenzialmente realistico con elementi ben definiti come la costruzione di un vaso, uno scalpellino, tutte cose riportate così come appaiono in natura. Quindi un realismo puro, fatto con tecniche diverse come olio, acrilico, pastel soft. I quadri per la mostra ovviamente li ho selezionati in base al tema che riguarda la tradizione e le arti tramandate nella regione Abruzzo. Dunque ho voluto omaggiare questi artisti e artigiani per promuovere anche un po’ l’attività manuale di queste persone che portano avanti la cultura dell’Abruzzo, speriamo che queste attività non si perdano”.

by Francesco

Francavilla al Mare. Sabato 18 luglio alle 19.30 si inaugura, nelle sale espositive della Galleria Mariz, la mostra dal titolo L’eredità del Novecento, con oltre 80 opere di Cascella, Nespolo, Treccani, Schifano, Guttuso, Mirò, Ernst. Bonalumi, Borghese e tanti altri nomi importanti della storia dell’arte.
“Si tratta- sottolinea il curatore della mostra Massimo Pasqualone- di un importante momento di riflessione sull’arte del Novecento e sulla sua eredità, con la possibilità di osservare opere uniche e grafiche di grandi artisti, per una mostra che resterà aperta tutta l’estate nella Galleria Mariz, con diversi eventi collaterali.
Dalla mostra emerge un’idea fondamentale- prosegue Pasqualone: nel Novecento l’artista trae dentro di sé la verità, aderendo al redi in te ipsum di agostiniana memoria. E allora il magma delle sensazioni fuoriesce e la relazione io-opera d’arte si materializza in sovrapposizioni cromatiche che avvincono il fruitore. E l’universo è quello interiore, quello della psiche, che
attraverso trame oniriche si estroietta dall’anima, quasi catarsi creativa, sciamanica concrezione sincretica. Consapevoli, alla fine, che la vita è sempre e comunque un universo nel quale l’io orbita intorno al tu. Ed ecco allora che la realtà, quella dell’archè primitivo, avvolge l’artista che si sente perso in un forte sentimento panico, che possiede ed è posseduto, che si lascia attraversare dal vento della creazione, con un trasporto, e si potrebbe pensare a una derivazione onirica del dettato pittorico, che è l’opera stessa, è la creazione ex-nihilo, penetrando quel senso del mistero che solo l’entronauta può captare, anche nella condizione di sofferenza ermeneutica che ogni spirito alto fa propria, in una condizione di tensione tra l’infinito e il finito che si materializza sulla tela e sugli altri supporti.
Massimo Pasqualone è critico d’arte e letterario ed ha al suo attivo la curatela di oltre 500 mostre in Italia ed in Europa; alcuni degli oltre 1000 testi critici da lui scritti, sono stati tradotti in decine di lingue straniere; è stato commissario del Premio Sulmona per tre edizioni consecutive ed è tra i critici della Biennale di Roma.

by Francesco

Sarà il critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone ad inaugurare la mostra di Remo Croci, Dalla luna al borgo, lo sbarco degli astronauti al borgo di Petritoli, domenica 21 giugno alle 17, a Petritoli in piazza Mazzini. Il progetto che dà il titolo alla Mostra Dalla Luna al Borgo vuole promuovere la bellezza dei territori marchigiani. Croci immagina un ipotetico viaggio al contrario, un gruppo di astronauti parte dalla luna e atterra nei piccoli borghi. La prima tappa è quella di Petritoli nella prov di Fermo nota ai più per gli eventi internazionali legati ai matrimoni civili degli stranieri.
Gli astronauti arriveranno nel centro storico del borgo laddove tutto è nato allo scoperta delle antiche tradizioni fino ai giorni nostri.
La mostra sarà ospitata dalla Bottega di Erminia degli artisti Lamberto Santini e Maurizio Virgili e alle Officine dell’arte di Remo Croci: in esposizione delle installazioni all’interno delle piccole cupole di vetro dove saranno ricreate delle ambientazioni locali in alcune luoghi simbolo del borgo e alcune tele dipinte dall’artista e alcuni gadget e per l’occasione sarà visibile anche una serigrafia particolare che ricorda il primo viaggio sulla luna compiuto dai tre astronauti americani con la navicella Apollo 11. Nel corso della presentazione ci sarà l’esibizione della cantante Samuela Lautizi e sarà servito un cocktail di benvenuto.

by Francesco

MumArt sta tornando! Mancano ormai 3 giorni all’inaugurazione dell’XI Edizione di MumArt che quest’anno sarà omaggio a Francesco Paolo Tosti a 110 anni dalla morte. Saranno 80 gli Artisti in mostra con 2 ospiti e le opere 140. Pittura, scultura, fotografia, poesia, arte digitale e installazioni. Uno spazio sarà riservato a ritratti,foto, spartiti musicali ed altro materiale del Maestro Ortonese Francesco Paolo Tosti, amico fraterno di Francesco Paolo Michetti e ci fondatore del Cenacolo Michettiano, Alla presentazione di sabato 06 giugno alle ore 16:30 si esibirà il Coro Folkloristico Abruzzese Francesco Paolo Tosti, alle 17:30 inizierà la presentazione. Saranno presenti, il Sindaco di Francavilla al Mare, la dottoressa Luisa Ebe Russo, l’assessora alla Cultura Dottoressa Cristina Rapino, la dottoressa Maria Cristina Ricciardi, il curatore della mostra Sandro Lucio Giardinelli il Presidente della Fondazione Pescara Abruzzo Prof. Nicola Mattoscio. MumArt ha ricevuto l’Alto Patrocinio della Regione Abruzzo, il contributo della Fondazione Pescara Abruzzo, il Patrocinio del Comune di Francavilla al Mare,del Comune di Ortona e della Pro Loco. Sabato 06 Giugno ore 16:30 MumArt vi aspetta al Museo Michetti per una immersione totale nel mondo dell’Arte a 360 gradi. Tra le tante sorprese il nuovo libro di Sandro Lucio Giardinelli dal titolo: “Francesco Paolo Michetti-Il Genio senza tempo-“ MumArt vi aspetta numerosi come sempre. Memento audere semper!

by Francesco

Francavilla al Mare. Il 5 febbraio alle 18, nella Biblioteca Antonio Russo nel Museo Michetti di Francavilla, verrà inaugurata la mostra di Grazia De Pedri (foto), nell’ambito della rassegna culturale InBiblioteca, curata dal critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone, che presenterà la mostra. Inoltre i proff. Francesco Marchesani ed Alessandra Melideo ricorderanno i poeti dialettali Orlando D’Addario, Emanuele Talone, Attilio Mucci, Mario D’Arcangelo.
Grazia Depedri, cittadina italo-britannica di residenza londinese, dipinge prevalentemente visioni che vibrano di una potente energia sciamanica, una sorta di realismo magico pittorico, – sottolinea Pasqualone- che alchimizza le emozioni e le sensazioni dell’universo interiore dell’artista e le trasmuta in immagini che spesso evocano un mondo onirico.
Dal 2018 Depedri si dedica all’esplorazione dell’arte sciamanica del subconscio e di altre dimensioni, sperimentando successivamente anche sotto la guida del Life Coach Ankor Inclan, Spagna, allievo e collaboratore dell’intellettuale ed artista Alejandro Jodorowsky. Una pittorica determinata da una sorta di risveglio dell’anima e dell’ ispirazione creativa, in seguito ad un incontro di importanza fondamentale per l’artista.
Alcune opere di Depedri sono presenti in collezioni private in Italia, Londra, Barcellona e New York, nonché sulle copertine di pubblicazioni, ad esempio l’antologia poetica bilingue di Irdidestinazionearte “The Alchemy of Poetry” (Teaternum 2021) , e sui suoi due libri: l’antologia poetica “Frammenti di anima” (Aletti, 2021) ed il romanzo “Io scelgo di vivere” (Amazon, II edizione 2025).
La collezione digitale include anche lavori più leggeri e decorativi, con uno stile più astratto, come la serie “Abstract Forest, 4 Seasons”; o figurativo pop-minimalistico, come alcuni dei ritratti, la serie “Limelights” e l’opera “Gaza”, immagine ufficiale del “Premio Adriatico, un mare che unisce”, edizione 2025 (Irdidestinazionearte).
La mostra resterà aperta fino al 2 marzo.

by Francesco