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Tag Archives: cultura abruzzo

abruzzo in miniatura

Livio Bucci, a Francavilla il re dei castelli d’Abruzzo. Il 2020 per l’Abruzzo si apre con una novità importante: il maestro orafo Livio Bucci di Bussi sul Tirino, è pronto a dare forma al suo sogno.

L’Abruzzo in Miniatura avrà la sua collocazione permanente in una struttura di prestigio sita a Francavilla: il Museo Michetti (MuMi) grazie anche al Comune della cittadina teatina.

L’Abruzzo in Miniatura sarà un progetto innovativo all’interno del quale sarà possibile ammirare i castelli ( e non solo) che dominano i borghi e le città della nostra regione, riprodotti su scala e realizzati a mano da Livio e i suoi collaboratori.

la transumanza

Una di quelle notizie che riempiono d’orgoglio l’Abruzzo e gli abruzzesi: la Transumanza, la tradizionale pratica pastorale di migrazione stagionale del bestiame lungo i tratturi e verso condizioni climatiche migliori, è stata iscritta, all’unanimità, nella Lista Rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.

Questo permette a un’area caratterizzata da quel passaggio, di far parte del patrimonio mondiale culturale: il “pratone” di Roccaraso.

A tal proposito presidente dell’associazione Roccaraso Futuro dichiara:

E’ una notizia meravigliosa che inorgoglisce tutta la comunità roccolana che ha saputo preservare negli anni il percorso della transumanza che attraversava il paese trasformandolo in luogo di assoluto rispetto dedicato soprattutto ai bambini.

Oggi il “pratone” è il cuore del nostro paese, che con grande gioia possiamo definire idealmente un “pezzetto” di patrimonio dell’umanità.

Tutta la nostra comunità  di fronte a questi lieti eventi deve recuperare l’orgoglio di una tradizione più che centenaria di accoglienza turistica, rispetto dell’ambiente in tandem con lo sviluppo armonico di uno dei luoghi turistici più belli e famosi d’Italia: Roccaraso.

canzano

Sono state inaugurate a Canzano due mostre: una fotografica ed una pittorica.

La prima Storia diversa per gente normale con le foto di Cecilia Marconi e Marcello Michini e la seconda Storia comune per gente speciale con i ritratti realizzati da Claudio Di Egidio. Entrambe rappresentano diversi volti della violenza sulle donne.

Le mostre allestite presso i locali dello splendido Palazzo De Berardinis, resteranno aperte al pubblico fino al 6 gennaio 2020.

L’evento è stato organizzato dalla Pro Loco Canzano e patrocinato del Comune.

Oltre alle mostre, lo scorso 30 novembre, ha avuto luogo anche un incontro organizzato con l’intervento dell’associazione Il nastro rosa attraverso la toccante testimonianza della presidente Tiziana Di Ruscio autrice del racconto Riflessa nello specchio: un importante momento di condivisione e di consapevolezza, che ha ampiamente coinvolto il pubblico presente.

“La battaglia contro la violenza sulle donne, non deve essere combattuta dalle donne per le donne, è necessario un impegno condiviso. Un cambiamento è possibile solo se c’è la partecipazione di tutta la società e in quest’ottica sappiamo di poter contare su uomini affidabili, concreti e sensibili, che comprendono l’importanza di investire nelle donne e nella loro emancipazione” ha dichiarato la presidente della Pro Loco di Canzano Mariacristina Di Gregorio, spiegando che alcuni di questi uomini, il gruppo #ioViRispetto, hanno omaggiato le donne  preparando e allestendo un ricco aperitivo, a conclusione della serata.

“Il nostro impegno come Pro loco non si limita alla celebrazione di questa ricorrenza, in rete con l’associazione il nastro rosa apriremo uno sportello d’ascolto gratuito perché tutti, non solo le donne, possano avere l’occasione di essere accolti nelle loro piccole o grandi sofferenze, inoltre la permanenza della mostra è finalizzata a permettere a più persone possibili di accedere a una tematica così chiacchierata ma così difficile da comprendere- ha spiegato la Di Gregorio– La mostra è stata realizzata da  tre giovani persone, due dei quali UOMINI, che hanno saputo comunicare molto  più efficacemente di tanti professionisti del settore politico o sociale, la fragilità e la forza delle donne. Marcello Michini e Cecilia Marconi fotografi e protagonisti degli scatti, hanno progettato un allestimento volto a presentare il percorso evolutivo della violenza sulle donne, che si sviluppa in un crescendo di immagini, evidenziando, anche attraverso la narrazione, due tipi di violenza, quella tra le mura domestiche e quella nella società. Claudio Di Egidio ha ritratto donne celebri o diventate tali proprio perché vittime di femminicidio, cimentandosi in una nuova forma di arte per lui, svelando un mondo spesso taciuto, nascosto, spesso minimizzato, evidenziando come la violenza non faccia sconti, non faccia distinzione di classi sociali, economiche, culturali ne ceti economici. L’intento di entrambe le mostre è quello di lavorare attraverso la forte componente emotiva e far emergere come a volte il confine tra un tipo di violenza e l’altra non esista”.

L’ingresso è libero nei fine settimana: sabato 17-20; domenica 11-13 e 17-20

Per info e prenotazioni 3396407349 3472436822

roccamorice

Nei giorni scorsi, nella suggestiva cornice di Santo a Majella a Roccamorice, una corposa e attrezzata troupe della Rai ha girato scene di fiction dedicate alla vita di Pietro del Morrone – Papa Celestino V – che verranno mostrate all’interno di una puntata (dedicata ai tesori d’Abruzzo) della trasmissione Meraviglie. La Penisola dei tesori, condotta da Alberto Angela e in onda nel prossimo mese di gennaio 2020.

Le maestranze, il regista, il direttore della fotografia, tutti i componenti della squadra di lavorazione hanno mostrato vivo apprezzamento per la splendida location montana caratterizzata dalla ineguagliabile combinazione di valori architettonici, paesaggio naturale e fascino storico ed espresso un sincero ringraziamento per l’interlocuzione intessuta con il Parco Nazionale della Maiella, con il Comune di Roccamorice e con la Cooperativa “Ripa Rossa”, quest’ultima impegnata in un’opera di assistenza logistica fondamentale e sperimentata in altre occasione di accoglienza di set televisivi e cinematografici.

Santo Spirito a Maiella e il territorio di Roccamorice si confermano così un’avanguardia regionale nella capacità attrattiva per l’industria dell’audio-visivo. Dopo il remake televisivo de Il nome della rosa, la trasmissione di Roberto Giacobbo Freedom e, soprattutto, la straordinaria presenza del set di The New Pope di Paolo Sorrentino, è stata la volta della trasmissione divulgativa della Rai seguita da milioni di telespettatori.

Il cinema e la televisione rappresentano uno straordinario mezzo di promozione dei luoghi d’arte e di bellezza naturale dell’Abruzzo e la sfida dei prossimi anni sarà quella di garantire velocità nelle autorizzazione, qualità dei servizi logistici, fruibilità e cura dei luoghi.

“Il Comune di Roccamorice – afferma il sindaco Alessandro D’Ascanio – è impegnato da anni su tale versante prima ancora dell’effettiva implementazione delle attività della Film Commission istituita dalla Regione che dovrebbe interloquire, fin da subito con i rappresentanti degli enti locali depositari di territori caratterizzati da spiccate capacità attrattive nei confronti di tali attività industriali capaci di attivare flussi turistici consistenti con un ritorno positivo in termini di crescita del volume di attività delle imprese ricettive insediate nei medesimi territori”.

by Redazione
donne di gesso

Chi sono le Donne di Gesso, alias Gissi, paesino teatino dell’entroterra abruzzese: sono le “femmine de ‘na vote”, donne granitiche radicate nella cultura della tradizione che giace tra superstizione e folklore.

È questo il paesaggio, magistralmente romanzato, descritto amabilmente dalla scrittrice giornalista Valeria Masciantonio, originaria di Gissi.

L’autrice, fortemente legata alla sua terra, ripercorre a ritroso la vita paesana di una volta, catapultando il lettore in un’atmosfera riprodotta minuziosamente in ogni dettaglio che ha scalfito l’epoca dei suoi e dei nostri nonni.

Il libro, edito da Ensemble, è stato presentato al FLA 2019 di Pescara.

Il testo è stato introdotto e illustrato dalla giornalista Catia Napoleone, con il supporto interpretativo delle letture a cura del poeta Dante Quaglietta.

Abbiamo incontrato l’autrice.

Valeria, quando è nata l’ispirazione per questo tuo primo romanzo, che segue il successo della tua opera biografica Remo Gaspari-Storia di un italiano, edito nel 2009 da Tracce?

Il romanzo ha avuto una gestazione lenta, sono andata a ritroso fra ricordi che stavano sbiadendo e sensazioni che invece erano vivissime, perché rappresentavano il retaggio fortissimo di un’infanzia trascorsa in paese, fra racconti, dicerie e, d’inverno, il calore del focolare, in grado di potenziare tutte le storie raccontate, rendendole vive.

La figura di Carmina, che sin dalle prime righe si pone come una roccia in questa storia, incarna l’antitesi di questi stereotipi paesani?

Carmina vive visceralmente il suo tempo, nel bene e nel male. Non si pone in antitesi per voglia di rivalsa, ma segue semplicemente la sua strada. È stata educata al rispetto e al rigore, ma è anche in grado di scegliere per se stessa. Questo la porterà ad avere un rapporto ambivalente nei confronti dei suoi paesani e, nel tempo, la trasformerà in un punto di riferimento.

Nei tuoi personaggi qual è la parte predominante: la convinzione radicale verso certe forme di superstizione e di credenza popolare, il desiderio di ribellione a determinati aspetti legati alla tradizione o il timore nel dissentire da ciò che faceva parte del patrimonio culturale?

Nell’epoca in cui è ambientato il mio romanzo, ai primi del Novecento, le superstizioni erano radicate così profondamente che condizionavano in maniera assoluta la vita delle persone. Per i miei personaggi, tranne qualche scettico, le streghe esistevano davvero, non c’era alcun dubbio in proposito. Non si trattava di ignoranza o di semplice credulità, ma di una categoria dell’esistenza. Un modo, forse, di esorcizzare i timori dando loro forma e nome, per meglio riconoscerli e affrontarli.

Valeria Masciantonio e Catia Napoleone

Questo paesaggio interiore lo rappresenti come un fenomeno carsico che emerge dopo aver agito in profondità?

Penso che nel mio romanzo ci sia molto della fiaba popolare. Le fiabe erano vere perché sceneggiavano una verità che era maturata e cresciuta nelle coscienze contadine, radicandosi nel profondo e riemergendo in riti, credenze, attitudini. Era un mondo più sereno, ogni cosa aveva il suo nome e tutto, in qualche modo, era saggio e rassicurante, anche la paura.

Quanto di questo mondo si è trasmesso alle attuali generazioni?

Credo che qualcosa sia rimasto, nel profondo. Ma sono le generazioni di mezzo, quelle che hanno conosciuto il prima e il dopo, ad avere la responsabilità di trasmettere questo patrimonio che non è solo sentimentale, ma è fatto di cultura, di attaccamento alle radici, di riscoperta di un modo di vivere che, anche se ormai così lontano dalle nostre consuetudini, ha ancora tanto da dirci e tantissimo da darci.  

A Gesso, nell’entroterra abruzzese, gli abitanti del buio si chiamano “quelli della buona sera”.

Entrano nelle case attraverso le porte chiuse, accendono fuochi nelle aie, rovinano i raccolti, sottraggono i bambini appena nati dalle culle. …con questo incipit, vi lasciamo invitandovi a dipanare l’intrigante trama di Donne di Gesso.

matera

Matera apre una finestra sulle bellezze dell’artigianato artistico della nostra regione.

Dal 26 ottobre al 3 novembre prossimo, la Capitale Europea della Cultura ospita infatti l’evento L’Abruzzo svela la sua bellezza – Le eccellenze dell’artigianato artistico, che per una settimana proporrà al vasto pubblico internazionale in visita alla città dei Sassi una mostra sulle più belle creazioni dell’artigianato regionale, corredata da laboratori realizzati da alcuni maestri specialisti in otto diverse discipline: insomma, un biglietto da visita del nostro territorio scritto da mani che parlano.

La settimana materana è stata promossa da una sinergia tra CNA Abruzzo, CNA Artistico e tradizionale e Regione Abruzzo.

Una collaborazione confermata dalla presenza, nella città lucana, dell’assessore alle Attività produttive a al Turismo della Regione Abruzzo, Mauro Febbo, che il 26 sarà presente all’apertura della mostra con l’assessore alla Cultura del Comune di Matera, Giampaolo D’Andrea.

La manifestazione, ospitata nello spazio che CNA Nazionale ha messo a disposizione delle eccellenze territoriali italiane nella centralissima piazza Duomo (ingresso gratuito dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 19) si svolge all’interno dell’evento-mostra Popoli e Terre della Lana patrocinato dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019, e in collaborazione con la Camera di Commercio di Chieti-Pescara, abruzzoavventure.it e l’Ente Mostra dell’artigianato artistico abruzzese di Guardiagrele.

E sarà proprio quest’ultimo organismo, protagonista della mostra che ogni anno in estate anima il centro alle pendici della Maiella, ad organizzare una vetrina dedicata alle eccellenze della tradizione artigianale regionale: un percorso dedicato a 8diverse specializzazioni – ceramica, ferro battuto, legno, oreficeria, pietra, tessitura e tombolo, vetro – che nel tempo hanno dato forma a prodotti straordinari (dagli strumenti musicali ai gioielli, dagli oggetti ai tessuti) e promosso luoghi diventati simbolo di questa tradizione nel mondo: Castelli, Pretoro, Scanno, Pescocostanzo, Canzano, Bucchianico, la stessa Guardiagrele.

Contemporaneamente alla mostra, sabato 26 ottobre, davanti alle telecamere di Rai Uno, alcuni maestri artigiani abruzzesi, in collaborazione con i loro colleghi di Matera, proporranno dal vivo un suggestivo gemellaggio frutto delle proprie straordinarie capacità di lavorazione dei prodotti, improvvisando un laboratorio en plain air, ed utilizzando una miscela di tradizione e tecniche innovative; si tratta di:

  • Valeria Belli (Chieti, tessitura),
  • Luigina Daniele (Roseto, Scuola di tombolo dell’Ente Mostra),
  • Lorenzo Liberati (Villamagna, ceramica),
  • Mattia Aceto (Turrivalignani, pietra della Maiella),
  • Francesco Carullo (Orsogna, legno),
  • Nicola Latorre (Matera, ferro battuto),
  • Massimo Casiello (Matera, tornitura del legno),
  • Luca Ferrari (Guardigrele, oreficeria),
  • Maria Antonietta Capotosto (Guardiagrele, associazione ”Le arti Antiche Ricamo”).

Una vetrina, la kermesse di Matera, che sarà allargata ad altre eccellenze produttive regionali: su tutte, il vino, con una presenza di viticoltori d’Abruzzo che realizzerà con una serie di degustazioni un connubio fecondo e positivo con i prodotti dell’artigianato artistico.

 

by Redazione
Graziano Fabrizi

L’artista montesilvanese Graziano Fabrizi, docente di Disegno e Storia dell’arte, dopo il danneggiamento della sua opera avvenuto un mese fa, non si è perso d’animo e si è messo subito al lavoro per ripristinarla e per donarla di nuovo alla città di Montesilvano.

“La vandalizzazione era avvenuta in via San Francesco, in pieno centro a Montesilvano lo scorso settembre – racconta l’artista montesilvanese Fabrizi – grazie alla sensibilità di alcuni privati l’ho ripulita e consegnata di nuovo al Comune. Inauguriamo ancora una volta Amatevi è gratis,che torna al suo splendore e se vogliamo anche migliorata. Era necessario dare una risposta immediata all’inciviltà di coloro che si sono divertiti a disegnare un simbolo politico su un prodotto artistico che non ha nulla a che fare con un partito o un movimento politico. L’unica maniera era di rispondere con il colore e con senso civico. Per questo ringrazio l’azienda Nuova Grafica di Montesilvano, che appena dopo lo sfregio, ha voluto ripristinare il mio lavoro accollandosi tutti i costi di realizzazione e di montaggio. Amatevi è gratis è anche interattiva: attraverso il sistema del Qr code è infatti possibile avere informazioni, guardare le foto e leggere i commenti sull’opera”.

Soddisfatto l’assessore Alessandro Pompei che ha ringraziato l’artista:

Ringrazio Graziano Fabrizi che non si è preso d’animo e ha rilanciato mettendosi subito a lavoro per donare l’opera alla collettività. Esemplare anche la tempestività con la quale è intervenuta un’azienda privata, un buon esempio di collaborazione e di cittadinanza attività.

Quando c’è disponibilità e valore la risposta è garantita e arriva sempre in breve tempo.

Imbrattare in maniera così becera è stato un atto di grande vigliaccheria che abbiamo immediatamente condannato, ma il senso di responsabilità e le belle intenzioni hanno prevalso ancora una volta.

by Redazione
campli

Un successo di partecipazione alle Giornate del FAI di Campli: più di 3.500 persone, con 1.400 ingressi al museo e più di 800 visitatori alla Necropli di Campovalano.

Grande la soddisfazione del sindaco Federico Agostinelli che afferma:

Le Giornate FAI d’Autunno sono state un successo senza precedenti per Campli. Più di 3mila tra visitatori e turisti hanno scelto il nostro borgo e il territorio che lo circonda per scoprirne bellezze e tesori che ne fanno uno dei borghi più belli d’Italia.

Il nostro impegno per la promozione e la valorizzazione, culturale e turistica, continua e queste giornate dimostrano che siamo nella giusta direzione.

Ringrazio il FAI Teramo per aver creduto in noi, le forze dell’ordine,  Don Adamo, l’IStituto comprensivo, la consigliera delegata agli Eventi, Melissa Di Egidio, tutte le associazioni e i volontari che hanno contributo a questo grande risultato.

Una grande riconferma anche per Giovanna Marinelli, Capodelegazione FAI Teramo che sottolinea:

Grande è stata la collaborazione del territorio camplese, di tutti i volontari della delegazione e degli apprendisti ciceroni dell’istituto comprensivo, che hanno valorizzato un territorio così ricco di bellezza e di storia come quello camplese.

Un sentito ringraziamento al Sindaco e a quanti si sono spesi per la riuscita di questo evento.

Forte l’apprezzamento anche di Luca Frangioni, consigliere della  Provincia di Teramo:

“La valorizzazione del nostro territorio passa senza dubbio anche attraverso il sostegno a queste importanti e significative iniziative di carattere nazionale.

Come delegato alla cultura per la Provincia Di Teramo, che ha patrocinato l’evento, sono onorato della bellissima riuscita della giornata e faccio i complimenti a tutti i volontari e le volontarie che dedicano il loro tempo per queste nobili iniziative.

La Delegazione FAI di Teramo, anche quest’anno, ha scelto di valorizzare uno dei borghi della Provincia teramana, Campli, sicuramente uno dei più antichi e ricchi di testimonianze artistiche importanti, dal 2018 nel club dei Borghi più belli d’Italia.

campli giornate FAI
Campli Giornate FAI

Il territorio di Campli, attraverso i reperti archeologici rinvenuti, ha dimostrato di essereabitato sin dall’epoca italica (VIII-II sec. a.C.) e conserva le tracce e i monumenti, sacri e civili, di una storia ininterrotta fino ad oggi: dai romani ai Farnese, dai monasteri e conventi alle chiese a rescate, dallo Stato Farnesiano al Regno di Napoli, no all’Unità di Italia.

Purtroppo, l’area ha subito diversi devastanti terremoti: quello aquilano del 1703, che danneggiò il Palazzo Farnese e la Collegiata; e quelli del 2009 e 2017.

Dopo un gran lavoro di messa in sicurezza dei monumenti, oggi è in atto una puntuale opera di recupero e di restauro che ha già restituito alcuni dei monumenti più belli, grazie all’impegno della Soprintendenza A.B.A.P. d’Abruzzo, e al Polo Museale d’Abruzzo.

Il FAI con queste GFA ha voluto contribuire al rilancio e alla conoscenza di questo borgo, che ha proposto ai visitatori anche le sue eccellenze gastronomiche (tartufo, porchetta) e le sue tradizioni.

by Redazione
Francesco Erbani

C’è un’Italia che non ci sta. Sembra solo un gioco di parole, ma è il cuore del volume di Francesco Erbani L’Italia che non ci sta. Viaggio in un paese diverso (Einaudi), che racconta le mille storie di un Paese che non si arrende, crea valore, realizza comunità, lotta contro lo spopolamento, crede in un futuro migliore.

Storie tra cui anche quelle della rete Borghi In, che da tempo Confcooperative Abruzzo sta portando avanti per ridare speranza alle aree interne della nostra regione con il protagonismo delle cooperative di comunità.

Erbani, giornalista de La Repubblica, sarà a Pescara venerdì 11 ottobre per presentare il libro in un doppio incontro.

Alle 11 al Liceo Classico “G. D’Annunzio” e alle 15 all’Aurum, per un dibattito promosso da Confcooperative Abruzzo e dalla facoltà di Architettura dell’Università “d’Annunzio” di Chieti Pescara, con il coordinamento scientifico di Luciana Mastrolonardo e Alberto Ulisse.

I saluti iniziali dell’incontro dell’Aurum saranno a cura di Paolo Fusero, direttore del dipartimento di Architettura, Carlo Masci, sindaco di Pescara, Angelo D’Alonzo, presidente Ordine degli Architetti di Pescara.

L’introduzione al tema sarà a cura di Massimiliano Monetti, presidente Confcooperative Abruzzo, che lascerà la parola a Francesco Erbani per un dialogo con Christian Corsi, preside di Scienze della Comunicazione a Teramo, Chiara Rizzi, docente del dipartimento Culture Europee e del Mediterraneo a Matera, Alberto Ulisse, dipartimento di Architettura a Pescara.

A seguire, in programma testimonianze e storie collettive: Giuseppe Mangano e Andrea Procopio racconteranno Pensando meridiano, laboratorio permanente di cultura sostenibile, innovazione e coesione sociale a Reggio Calabria, Manuela Cozzi e Palmerino Fagnilli parleranno delle cooperative di comunità di Anversa degli Abruzzi e Pizzoferrato, Francesca Di Credico porterà l’esperienza del comitato di quartiere Rancitelli a Pescara, e infine Manuela Romano parlerà dell’associazione Millimetri.

“Meriterebbero di essere raccontate – si legge nella presentazione dell’incontro – molte storie di un’Italia che non ci sta, resiste, si dà da fare e che va sperimentando nuove forme comunitarie, nuovi lavori, nuovi sistemi cooperativi, nuovi modi di abitare, nuove relazioni con il territorio. I come Italia. L’Italia che organizza da sé il futuro, non si rassegna e che Francesco Erbani racconta, dalle valli venete ai monti abruzzesi, dai borghi spopolati in Calabria al napoletano Rione Sanità”.

by Redazione
antonio zichichi

Giovedì 10 alla facoltà di Ingegneria dell’Università dell’Aquila, sede di Roio, alle ore 12 si terrà la Lectio Magistralis del professor Antonio Zichichi dal titolo Le frontiere della Scienza nella vita di tutti i giorni.

L’evento rientra nel ciclo di incontri Sostenibilità e Resilienza ed è organizzato dalla Società Italiana della Scienza e dell’Ingegneria (SIdSI).

Al professor Zichichi verrà inoltre conferito il premio Premio Scienza Giovani 2019 per “l’instancabile attività di comunicatore della cultura della Scienza”.

Il presidente del Comitato scientifico del SidSI  Enzo Chiricozzi afferma:

L’evento è stato organizzato mantenendo fede allo scopo primario di favorire la diffusione della cultura scientifica in tutti i campi per creare un rapporto diretto con un ampio pubblico, in particolare i giovani.

Dal canto suo il direttore generale SIdSI Davide Cavuti aggiunge:

Per il Comitato scientifico SIdSI è un onore e motivo di grande soddisfazione che il professor Zichichi abbia accettato di tenere un incontro di approfondimento scientifico legato alla sostenibilità.

 

Foto: Ansa

by Redazione