Search

Tag Archives: turismo regionale

Le Pagliare di Tione

Le Pagliare di Tione si trovano a 1.084 metri sopra il livello del mare, in una frazione del comune di Tione degli Abruzzi (Aq): si tratta di un agglomerato agropastorale che conserva intatto tutto il fascino del passato e sorge su un altopiano ai piedi del Monte Sirente, immerso nel Parco Regionale del Sirente-Velino, con un panorama straordinario a fare da sfondo.

“Quello che vedete intorno a me è un vero e proprio museo a cielo aperto, composto da case di contadini perfettamente conservate in stile medievale, che ci raccontano un mondo ormai scomparso. Si tratta di un villaggio d’alta quota, abbandonato a metà del ‘900, e costituito da un centinaio di piccoli casolari a due piani in pietra. Al piano superiore dimoravano gli uomini, al piano inferiore gli animali, nella paglia appunto, da cui il nome”.

A parlarne è lo scrittore abruzzese Peppe Millanta che, insieme a Sem Cipriani e le telecamere Rai, ha raggiunto questo caratteristico luogo per una nuova puntata della rubrica a cura di Paolo Pacitti,Quota Mille.

Tutto il villaggio si sviluppa intorno ad un pozzo, ricavato da un inghiottitoio naturale che raccoglie l’acqua piovana. Il borgo era utilizzato per la transumanza verticale: i territori di Tione offrono infatti pochi terreni coltivabili. Gli abitanti, per rimediare, all’inizio della primavera si spostavano nel punto in cui l’altopiano permetteva coltivazioni e pascoli fino all’arrivo dell’inverno.

La vita che vi si svolgeva era totalmente comunitaria: tutti gli abitanti lavoravano insieme, al ritmo della natura. Segno di questa comunione è la campana, che scandiva il tempo del villaggio e veniva usata per richiamare le genti dai campi e dal pascolo.

E poco fuori dalle Pagliare c’è il laghetto di Tempra: sul Sirente vi sono moltissime altre formazioni circolari come questo, il più famoso è chiamato il cratere del Sirente.

“Negli anni ’90 – spiega Millanta – alcuni studiosi stabilirono che queste buche sarebbero il frutto del violentissimo impatto di un meteorite, avvenuto nel IV secolo dopo Cristo”.

“La storia di questo magico posto ci riporta nell’antica Roma. Anno 312 d.C. per l’esattezza, quando le truppe di Costantino stanno per scontrarsi e sconfiggere quelle di Massenzio – racconta ancora Millanta – Le cronache ci narrano che il giorno prima della battaglia Costantino abbia avuto una visione: mentre marciava vide in cielo, in pieno giorno, il passaggio di una croce di luce, che lo convinse a convertirsi al cristianesimo, cambiando così per sempre il corso della storia. Certo è che non tutta la comunità scientifica è concorde con l’ipotesi dell’impatto meteoritico, per il momento però, ci godiamo questa bella storia con il naso all’insù”.

Il viaggio tra i borghi d’Abruzzo continua su Buongiorno Regione; novità, curiosità e qualche piccola anticipazione sono sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/peppemillanta, dov’è possibile saperne di più anche sulla puntata dedicata alle Pagliare di Tione.

by Redazione
Tremonti

Frazione di Tremonti del vicino comune di Tagliacozzo (Aq) 1.060 metri sopra il livello del mare: abbarbicata alle pendici del monte Pietra Pizzuta, è circondata dai monti Carseolani.

Confina con la riserva naturale regionale Grotte di Luppa, e per secoli è stata uno dei punti di osservazione più importanti della zona. Le telecamere Rai con Sem Cipriani si sono spinte fin qui insieme allo scrittore Peppe Millanta per una nuova puntata della rubrica a cura di Paolo Pacitti,Quota Mille.

“Il nome deriva dalla sua posizione, inter montes, appunto ‘tra i monti’ – spiega Millanta -, a rimarcare il suo ruolo di sentinella appostata tra le alture.  Il borgo nacque e si sviluppò nel medioevo, intorno alla fortezza costruita dalla famiglia Orsini, un tempo padrona di queste terre: era in contatto visivo con analoghe strutture militari e serviva a controllare i confini marsicani e il tracciato originario della via Valeria”.

Come prosegue Millanta:

 In questi luoghi è possibile trovare tracce di quando l’immaginazione popolare si nutriva ancora di leggende cavalleresche e imprese eroiche: la magica terra d’Abruzzo infatti, dopo la dominazione dei Franchi, fu da subito il terreno ideale per la diffusione di leggende sui Paladini, e la toponomastica di alcune zone ne è ancora intrisa. Ne è un esempio la montagna di Montebove. Il suo nome deriverebbe da Bovo d’Antona, un paladino compagno di Orlando. Sì, proprio quello della Chanson de Roland. Secondo la leggenda i due si sarebbero appostati proprio lì su a spiare l’arrivo dei Saraceni, in un luogo ancora oggi chiamato Guardia d’Orlando.

La storia dell’uomo è frutto anche di percorsi, cammini, tragitti, viaggi, spostamenti e di strade proprio come è accaduto qui, dove passava l’antica via Tiburtina Valeria, una delle opere ingegneristiche più importanti realizzate dai Romani, capace di cambiare il volto alla regione: fu realizzata intorno al 300 a.C. dal console Marco Valerio Massimo Potito, che allungò il precedente tratto che arrivava fino a Tibur, l’attuale Tivoli, fino a raggiungere l’antica Corfinium, nella valle Peligna. Dal nome del tracciato originario e del console che la costruì la si chiamò Tiburtina-Valeria.

L’opera si rese necessaria per scopi difensivi: pochi anni prima infatti i romani avevano fondato due nuove colonie in Abruzzo ossia Alba Fucens e Carseoli.

ori. Da qui la necessità per i romani di movimentare in maniera più veloce le proprie truppe.

La strada fu quindi la soluzione che permise loro di vincere, nonostante le difficoltà di costruire sui luoghi impervi dell’Appennino ed infatti come prosegue Peppe Millanta: “fu successivamente Claudio che allungò ulteriormente il tracciato fino a Ostia Aterni, l’attuale Pescara, congiungendo il Tirreno con l’Adriatico. E proprio lungo il percorso sorsero luoghi come Tremonti, con la sua torre, posta a guardia di questa via di comunicazione fondamentale. Anche le strade, però, invecchiano. E così è successo alla via Tiburtina. Una delle opere ingegneristiche più complesse del tempo, lunga 200 km con due valichi posti a più di mille metri, ha lasciato il passo alla più veloce autostrada”.

Certo è che l’antica strada è ancora qui.

Il viaggio tra i borghi d’Abruzzo continua su Buongiorno Regione; novità, curiosità e qualche piccola anticipazione sono sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/peppemillanta, dov’è possibile saperne di più anche sulla puntata dedicata alla frazione di Tremonti.

by Redazione
bisegna

Bisegna (L’Aquila) 1.210 metri sopra il livello del mare; sorge su uno sperone roccioso posto ai piedi della Montagna Grande, proprio all’inizio della Valle del Giovenco.

È situato all’estremità settentrionale del Parco Nazionale d’Abruzzo, ed è punto di partenza di numerosi itinerari naturalistici. Le telecamere Rai con Sem Cipriani si sono spinte fin qui insieme allo scrittore Peppe Millanta per una nuova puntata della rubrica a cura di Paolo Pacitti,“Quota Mille”.

Il borgo attuale, edificato nel periodo dell’incastellamento, probabilmente sorge sulle rovine dell’antico castello Visinio, dei Marsi, distrutto nel 270 a.C.

Il nome potrebbe significare “esce dal fiume”, a ricordare la presenza qui della sorgente del Giovenco, e si è modificato nel tempo fino all’attuale denominazione di Bisegna.

La fortuna del borgo – spiega Millanta – è sempre stata legata alla sua posizione strategica: qui infatti il Fucino si collega con la Marsica, e ne è testimonianza la torre, utilizzata in passato per gli avvistamenti e per il controllo del passo, e in collegamento ottico con altre torri poste lungo la valle. Ma sparsi per il borgo ci sono dei segni più meno evidenti, che ci possono raccontare molto dell’importanza del luogo. Si tratta – prosegue – di queste mezzelune, che troviamo scolpite in molte costruzioni: rappresentano il crescente lunare, simbolo della famiglia romana dei Piccolomini, signori del luogo. Poco più avanti troviamo incisa la scritta ‘Audaces Fortuna Iuvat 1541’ e al centro una mezzaluna posta su una colonna: con ogni probabilità celebra un avvenimento accaduto tra i Piccolomini e i Colonna, i loro acerrimi nemici, che avevano come stemma, appunto, una colonna.

Nei dintorni di Bisegna si trovano delle pietre rossastre: si tratta di bauxite, un minerale da cui si estraggono ferro e alluminio; a San Sebastiano dei Marsi infatti, frazione di Bisegna, nel 1844 fu costruita una ferriera, di cui oggi si possono ammirare i resti, che veniva rifornita grazie ad un sentiero d’alta quota che arrivava fino alla miniera della vicina Lecce nei Marsi, nella località non a caso definita Collerosso.

A parlarne è anche un testimone d’eccezione, il viaggiatore e scrittore inglese Edward Lear, che passò di qui l’anno prima della sua apertura e che riporta nel suo diario un divertente aneddoto: pare che nello stesso periodo, nelle vicinanze, fosse stata aperta anche una fabbrica per estrarre lo zucchero dalle patate, e che gli abitanti, di fronte a tutte queste novità, fossero ancora un po’ confusi, tanto da domandargli se fosse uno di quegli stranieri arrivati lì per tirare fuori lo zucchero dal ferro.

Fu scelto proprio questo luogo per alcuni fattori strategici, come l’abbondanza delle acque, e la vicinanza dei boschi per il legname. E da qui quindi si può immaginare che partisse una lunga processione di animali da soma, muniti di ceste e sacchi.

La ferriera produceva per lo più oggetti per il camino, grate, e ringhiere per i balconi, come se ne vedono ancora tante per le case del paese, e fu dismessa alcuni decenni dopo. Oggi sul posto sono ancora visibili i suoi ruderi, mentre si è lasciato spazio alla costruzione dell’acquedotto.

Ma il percorso che portava dalla miniera alla ferriera compone oggi il Cammino della Bauxite, inserito nella Rete Italiana dei Cammini.

Il viaggio tra i borghi d’Abruzzo continua su Buongiorno Regione; novità, curiosità e qualche piccola anticipazione sono sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/peppemillanta, dov’è possibile saperne di più anche sulla puntata dedicata a Bisegna.

 

Rocca di Mezzo 

Rocca di Mezzo (L’Aquila), 1329 metri sopra il livello del mare. Situato alle pendici di Monte Rotondo, Rocca di Mezzo è un luogo unico per gli scenari che la contornano.

Sede del Parco naturale regionale Sirente-Velino del suo territorio fanno parte anche i suggestivi Piani di Pezza, ed è collocato tra le due stazioni sciistiche di Campo Felice e della Magnola: ciò la rende una ambita meta turistica. Le telecamere Rai con Sem Cipriani, hanno raggiunto questo borgo insieme allo scrittore Peppe Millanta per la rubrica a cura di Paolo Pacitti,Quota Mille.

Come racconta Millanta: “Le vicende storiche del paese sono strettamente legate all’Altopiano delle Rocche: il lungo periodo di innevamento, le asperità naturali e la scarsità di comunicazioni hanno provocato infatti un isolamento duraturo nel tempo. Eppure è sempre stata una zona molto ambita, per la ricchezza dei suoi pascoli e per la sua posizione strategica, proprio a cavallo tra Celano e l’Aquilano”.

“Il nome –prosegue – deriva dalla presenza in epoca medievale di una rocca, tutt’oggi visibile, e dalla sua posizione, centrale all’interno dell’altipiano rispetto alle altre rocche che la costellano. Secondo la tradizione, il borgo attuale fu fondato intorno all’anno mille, da quattro comunità dedite alla pastorizia e all’agricoltura che si riunirono per ragioni difensive”.

Osservando lo sviluppo dell’abitato di Rocca di Mezzo è possibile riconoscere almeno tre fasi della sua storia, essendo il paese diviso in tre parti: il Borgo, di origini medievali, è il nucleo più antico del paese, posto sulla cima del colle, con case in pietra, vicoli ripidi e la Chiesa Madre; la Morge, alle pendici del colle, edificato intorno al 1500, dove si trovano tratti di mura del borgo medievale e i rinomati “Tre Archi”; il nuovo incasato, sull’altopiano, costruito nel ‘900, con alcuni edifici con influenza liberty.

Federico Fellini scelse questo borgo per girare alcune scene di uno dei suoi film più importanti, La strada: film ferocemente criticato a Venezia, perché tradiva gli stilemi del neorealismo a favore della favola e dello spiritualismo, temi che diventeranno poi centrali nella produzione felliniana, incarnando uno stile nuovo che alcuni chiameranno “realismo visionario”. Eppure si aggiudicò il premio Oscar. Tra gli sceneggiatori, c’era Ennio Flaiano.

“Fellini – conclude Millanta– scelse questi luoghi perché gli avevano assicurato che qui avrebbe nevicato. Erano arrivati invece alla fine delle riprese e della neve non c’era traccia. Fellini andò a dormire tormentato prima dell’ultimo giorno di lavorazione, ma quando si svegliò, trovò Rocca di Mezzo “imbiancata”: non si trattava di neve ma erano lenzuola, sequestrate a tutte le famiglie del posto e allestite per l’occasione da uno dei collaboratori del Maestro”.

Il viaggio tra i borghi d’Abruzzo continua su Buongiorno Regione; novità, curiosità e qualche piccola anticipazione sono sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/peppemillanta, dov’è possibile saperne di più anche sulla puntata dedicata a Rocca di Mezzo.

Il Bosso

Lezioni teoriche in aula, dedicate all’arte della manutenzione della bicicletta, all’uso delle lingue straniere, alla gestione delle situazioni di emergenza o alle pubbliche relazioni.

La prova pratica, realizzata sul campo, lungo i percorsi montani e costieri d’Abruzzo, o per le vie dei suoi borghi più significativi, per sperimentare da vicino difficoltà, oppure per vivere e gustare in diretta le suggestioni che la bellezza suggerisce all’occhio.

Ecco la terza edizione del corso di qualificazione professionale per accompagnatore cicloturistico.

Il Bosso Formazione è una società cooperativa costituita nel febbraio 2010, in seno all’ormai consolidata società cooperativa “Il Bosso”, riconosciuta Centro di educazione ambientale di interesse regionale.

È un ente accreditato come organismo di formazione dalla Regione Abruzzo per le macro tipologie di formazione superiore e formazione continua.

Coerentemente alle politiche definite nell’ambito del Consiglio di amministrazione ed in linea con la propria missione di promozione della cultura della formazione, Il Bosso Formazione intende attuare iniziative volte alla formazione, qualificazione, riqualificazione, aggiornamento e perfezionamento professionale, finanziate, cofinanziate da enti, e-o a pagamento, destinate a giovani, disoccupati/inoccupati, occupati, soggetti a rischio di esclusione dal mondo del lavoro, con riferimento a tutti i settori della produzione di beni e di servizi, sia privati che pubblici. Fiore all’occhiello della società è il settore turistico ambientale dove sono specializzati i responsabili aziendali.

Il Bosso Formazione è stato il primo organismo di formazione professionale in Abruzzo a realizzare il percorso formativo del corso di qualificazione per accompagnatore cicloturistico.

Il corso è organizzato da Il Bosso, Il Bosso Formazione ed Il Bosso Sport&Natura, in collaborazione con Cna Regionale Abruzzo, Wolftour Abruzzo, Confesercenti Abruzzo, LegaCoop Abruzzo, Feder P.A.T.E. e Fiab Abruzzo.

Il corso è articolato con le lezioni teoriche in aula dedicate all’arte della manutenzione della bicicletta, all’uso delle lingue straniere, alla gestione delle situazioni di emergenza o alle pubbliche relazioni.

Ma c’è anche la prova pratica, realizzata sul campo, lungo i percorsi montani e costieri della nostra regione, o per le vie dei suoi borghi più significativi, per sperimentare da vicino difficoltà, oppure per vivere e gustare in diretta le suggestioni che la bellezza suggerisce all’occhio.

L’accompagnatore cicloturistico accompagna persone singole o gruppi di persone in percorsi cicloturistici, fornendo anche in lingua straniera informazioni generali sul territorio.
Sviluppa e propone attività ed itinerari ciclistici in relazione alle effettive capacità individuali delle persone per le quali svolgerà l’attività di accompagnamento. Ha competenza sulle tecniche di guida, di base ed avanzate, sulle propedeuticità tecnico-didattiche e le modalità per svilupparle e consolidarle a seconda del caso e delle fasce d’età cui si rivolge. Conosce accuratamente la bicicletta nelle sue diverse tipologie e ne supporta l’uso nelle situazioni tipiche del ciclismo escursionistico e turistico. Sa leggere le mappe e le carte geografiche, disponendo di buone capacità.

Questo e tanto altro vuole essere questo percorso di formazione professionale, che permetterà a tutti i corsisti, dopo le lezioni in aula, di realizzare il tirocinio pratico di 80 ore direttamente con i professionisti del gruppo Il Bosso e Wolftour Abruzzo ed insieme ad altri docenti dall’alto profilo.

Per informazioni ed iscrizioni: 08621965246

by Redazione
Quota Mille

Non si parla di un romanzo, ma è altrettanto coinvolgente; ed ecco che uno scrittore pescarese cambia rotta e racconta alcuni dei luoghi più belli di un Abruzzo poco noto ed in modo differente dal solito, coinvolgendo le quattro province e distribuendo le 38 puntate annotate sul diario di bordo all’interno di un progetto dal nome importante Quota Mille.

Il nome dello scrittore in questione è Peppe Millanta ed in questo progetto realizzato per il TGR Abruzzo, riscopre e racconta alcuni dei paesi dell’Appennino.

Quota Mille, a cura di Paolo Pacitti, nasce dall’intuizione dello stesso insieme a Stefano Lamorgese, grazie anche a riprese e montaggio di Sem Cipriani va in onda due volte al mese (a lunedì alterni) all’interno di Buongiorno Regione ed ha lo scopo di raccontare i borghi d’Abruzzo posti a più di mille metri d’altezza, come recita appunto il titolo.

Vedute insolite, luoghi mozzafiato, duri, aspri, dove la natura sa essere anche feroce, ma che mantengono ancora oggi una umanità antica, e sono custodi di storie talvolta inaspettate pronte a stupire soprattutto nel difficile momento in corso dovuto all’emergenza sanitaria: chi ne ha incoraggiato la progettualità ha voluto riportare in evidenza le occasioni e le possibilità che offrono in quanto le città, da luoghi ambiti si sono trasformate in enormi gabbie, perdendo la loro centralità a favore di luoghi più periferici che rappresentano una “boccata d’ossigeno”.

“Da scrittore ho aderito con entusiasmo al progetto perché sono convinto che ci si innamori dei luoghi soprattutto per le storie che essi contengono, e che sono capaci di raccontarci. Una storia crea infatti sempre un laccio invisibile, un qualcosa capace di farci entrare in connessione con essi – spiega Millanta – E sono convinto allo stesso modo che un luogo cessa di esistere proprio quando smette di raccontarsi e di creare legami. Ancor prima quindi di essere abbandonato. Ecco, l’operazione che volevo fare insieme a Paolo era proprio questa: rimettere al centro questi luoghi creando dei legami tramite le storie che li hanno attraversati e li attraversano”.

Così prosegue Millanta a proposito del progetto:

Ascoltiamo il racconto delle persone che quei borghi li vivono, e cerchiamo tra le pieghe dei loro vicoli le storie più intriganti, capaci di creare una narrazione il più possibile interessante.

Ogni storia è infatti innanzitutto un certificato di esistenza, di bellezza, di resistenza ed autenticità.

Le civiltà, le famiglie, le nazioni, le religioni: tutto ciò che coltiva il sogno di non scomparire mai, combatte il tempo e la memoria perpetuando la narrazione di sé.

È per questo che è importante raccontare questi luoghi. Per portare avanti tutta la loro bellezza e non disperderla, cercando di perpetuarla. Sperando che questi luoghi possano creare quei legami utili a disegnare una geografia del domani differente.   

Parlare di Appennino significa raccontare una ricchezza inestimabile rappresentata dai suoi borghi, ma anche dalla storia, tradizioni, materie prime, capitale umano e patrimonio immateriale che, come spiega lo scrittore “ci sta a poco a poco scivolando via dalle mani per incuria e negligenza. A nulla sono valsi infatti gli interventi realizzati fino ad ora: ogni paese della fascia montana ha vissuto e continua a vivere come una ferita il fenomeno dello spopolamento, dell’abbandono del patrimonio immobiliare, dell’assenza in alcuni casi totale di servizi primari quali presidi ospedalieri, scuole, collegamenti e accesso alla rete telefonica e internet. Una situazione in cui spesso è difficile immaginare un futuro”.

E questo accade nonostante l’Appennino abbia avuto da sempre un ruolo centrale nel passato di chi lo vive quotidianamente: è stato rifugio e serbatoio di materie prime, riserva naturale e stimolo per la spiritualità. Copre un terzo del territorio italiano e comprende ben 2157 Comuni, quasi il 27% del totale italiano. E se l’Appennino è la spina dorsale del nostro paese, l’Abruzzo ne è sicuramente il cuore, ospitando le sue vette più celebri e i Parchi Nazionali più belli.

“La rubrica – conclude Peppe Millanta – vuole frugare in questi luoghi vertiginosi, rimetterli al centro del discorso, in questa nuova mappa che ai miei occhi sta sempre più prendendo la forma di un ‘arcipelago di altitudini’, inaspettato e meraviglioso, da cui può ripartire una nuova idea di domani”.

Emozioni, ricordi, tradizioni e tanta storia caratterizzeranno questo tour abruzzese ad alta quota con Peppe Millanta, dunque; novità e tante altre curiosità sono presenti anche sulla pagina Facebook  https://www.facebook.com/peppemillanta.

by Redazione

Confcooperative Abruzzo punta ancora di più su turismo e cultura. Il presidente Massimiliano Monetti ha incaricato Carlo D’Angelo, consigliere regionale della confederazione, a coordinare il processo che porterà alla nascita della federazione cultura e turismo, coinvolgendo le cooperative associate e quelle che hanno manifestato interesse a essere parte del sistema confederale.

La federazione intende rappresentare al meglio le istanze di realtà che, da qualche tempo, stanno consolidando il loro ruolo di primo piano specie nelle aree interne: un contesto che sta registrando trend di crescita impressionanti, soprattutto a seguito della pendemia.

“I tempi sono maturi – sostiene il presidente Monetti – poiché il lavoro che Confcooperative sta portando avanti in Abruzzo sul turismo, specie nelle aree interne, ha un approccio strategico, un’ottica di lungo periodo. Con la rete delle cooperative di comunità si sta creando un’infrastruttura in un contesto tradizionalmente disarticolato, con l’obiettivo di mettere in contatto i flussi che si indirizzano verso la costa con le aree interne: da una parte si incentiva la scoperta di un patrimonio inestimabile, altrimenti non apprezzabile poiché fuori rotta, dall’altra si contribuisce a mettere a valore queste risorse distintive. Cultura, quindi, che in quest’ottica è vista come un asset cruciale per l’industria turistica, soprattutto se il tutto viene inquadrato in una strategia di sviluppo locale a base culturale. Punteremo molto – conclude il presidente – sulla formazione di professionalità che, specie nelle aree interne, saranno capaci di assicurare servizi di accoglienza di qualità, ma anche di garantire elevati standard progettuali per costruire un’offerta turistica responsabile e sostenibile”.

Nata nel 1997 dalla fusione di Federcultura e Federturismo, a livello nazionale Confcooperative Cultura Turismo Sport rappresenta cooperative che danno lavoro a oltre 15mila persone, con una compagine sociale complessiva pari a circa 140mila soci. È

una federazione giovane, con un socio su tre che ha meno di 30 anni. La cooperazione al femminile trova una significativa espressione tra le aderenti: un terzo delle cooperative ha in prevalenza soci donne ed è donna un occupato su due.

Nei prossimi giorni si terranno incontri per promuovere questo intervento, con la partecipazione di esponenti del mondo culturale cooperativo regionale e nazionale, prima fra tutti la stessa presidente nazionale della federazione, Irene Bongiovanni.

Tutte le cooperative interessate possono contattare gli uffici regionali inviando un’e-mail a abruzzo@confcooperative.it.

by Redazione
accompagnatori cicloturistici

Sono 11 e sono i primi accompagnatori cicloturistici qualificati d’Abruzzo.

I nuovi operatori turistici hanno ottenuto la qualifica riconosciuta dalla Regione Abruzzo, che ha validità su tutto il territorio nazionale, al termine del corso di formazione organizzato dal gruppo Il Bosso Formazione, società che opera nel settore turistico da oltre 20 anni.

I partecipanti hanno sostenuto un esame finale che ha contemplato una prova orale e una pratica: conoscenza del territorio e della meccanica della bicicletta, elementi di cartografia e orientamento, primo soccorso, tecniche di guida e accoglienza del gruppo, oltre alla pianificazione di un percorso cicloturistico e alla sua promozione anche in lingua inglese.

“E’ un risultato importante – sottolinea l’assessore al Turismo Mauro Febbo – che non fa altro che agevolare la strategia di promozione turistica intrapresa dalla Regione Abruzzo di puntare sul cicloturismo. Come Regione, alla luce soprattutto della realizzazione della byke to cost Martinsicuro-San Salvo, abbiamo predisposto una decisa azione di promozione con al centro proprio il cicloturismo e il turismo lento. Il riconoscimento di 11 accompagnatori cicloturistici qualificati a seguito di un corso di formazione conferma la validità dell’offerta turistica, ma soprattutto presenta sul mercato nazionale un regione che oltre alle infrastrutture di grande valore mette a disposizione servizi turistici qualificati”.

Trecento le ore del corso seguito, di cui 220 in aula e 80 in tirocinio formativo.

L’esame finale ha visto gli undici nuovi accompagnatori cicloturistici affrontare quattro prove: ispezione dello zaino – nel quale l’accompagnatore deve avere il kit per il primo soccorso nonché quello per l’assistenza tecnica alla bicicletta – poi una prova di tecnica di guida del mezzo, un quiz e la presentazione di un progetto di lavoro, con la realizzazione di un percorso reale, con elementi relativi alla sua promozione, alla traccia, ai punti di interesse che si incontrano lungo lo stesso, con riferimento a territorio, arte, natura, enogastronomia.

“Il nostro organismo di formazione ha di fatto aperto una nuova visione ed una strategia differente nel campo della formazione professionale, un’azione sempre più in linea con gli indirizzi del futuro sviluppo turistico ed ambientale della nostra regione”, ha aggiunto Cristian Moscone, presidente del gruppo Il Bosso.

Questi gli accompagnatori cicloturistici qualficiati provenienti da tutte le zone d’Abruzzo:

  • Riccardo Olindo Avitto,
  • Mauro Cironi,
  • Emanuele De Simone,
  • Francesco Di Iorio,
  • Francesco Di Pietro,
  • Nino Di Rocco,
  • Antonella Di Zacomo,
  • Nicolas Larrosa,
  • Marco Petronio,
  • Alessandro Ricci,
  • Paolo Setta.
by Redazione
Abbazia di San Giovanni in Venere
  • Un panorama mozzafiato, una costruzione che domina la Costa dei Trabocchi in quel di Fossacesia: l’Abbazia di San Giovanni in Venere è uno dei luoghi più belli d’Abruzzo al punto da essere scelto da molte coppie quale luogo in cui celebrare le nozze.

Un luogo di culto dunque aperto al pubblico: è possibile infatti visitare l’Abbazia sia nei giorni feriali che in quelli festivi dalle ore 07 alle 19,30 (ora legale).

Un ampio parco circonda l’area dove si respira pace, tranquillità e storia: sull’area dell’attuale abbazia infatti sorgeva anticamente un tempio dedicato alla dea Venere Conciliatrice, da cui il nome San Giovanni in Venere.

Tra VIII e X secolo è attestata la presenza di una semplice cella monastica, mentre la nascita dell’abbazia vera e propria avviene nel 1015 ed è attribuita a Trasmondo II, conte di Teate (Chieti), il cui corpo è seppellito nella cripta della chiesa abbaziale.

L’aspetto odierno è il risultato delle trasformazioni apportate tra il 1165 e il 1204 dall’abate Odorisio II e di quelle successive, compiute tra il 1225 e il 1230 dall’abate Rainaldo. Attualmente l’abbazia ospita una comunità di Padri Passionisti.

by mediaplus.adv
ciclostazione

Dopo l’apertura un mese fa, il focus sul cicloturismo in regione, fra l’oggi e il futuro, con l’analisi degli itinerari a pettine per intercettare la Via Verde dei Trabocchi.

Si comincia mercoledì 17 per proseguire fino a domenica. Non solo incontri, anche escursioni guidate, eventi, dj set, mostre e, ogni sera dalle 19, degustazioni in collaborazione con cantine locali e Bar Ristoratore della Stazione di Francavilla al Mare.

Tutte le iniziative sono gratuite e saranno svolte nel rispetto delle normative di sicurezza vigenti.

Per partecipare alle escursioni è necessario prenotare (085816221, 3405064506, 3517586262).

Incontri con esperti del settore, un primo momento di riflessione sul ruolo delle ciclostazioni nello sviluppo del cicloturismo in regione.

Pensieri, strategie, obiettivi, all’insegna di una Regione Bike Friendly.

Dopo l’apertura un mese fa arriva l’inaugurazione ufficiale per la Ciclostazione dei Trabocchi, nei locali della stazione ferroviaria a Francavilla al Mare.

“Stiamo partendo tutti assieme per un viaggio che ci porterà ad avere una rete ciclabile, supportata da una rete di ciclostazioni e di servizi annessi offerti dal privato, per una Regione Bike Friendly – commenta Claudio Di Dionisio di Bikelife, tour operator di vacanza attiva che gestisce il servizio della Ciclostazione – Sappiamo che manca tanto ancora, ma sapere qual è la strada è già molto importante. Lavoreremo tutti nella direzione auspicata, ci confronteremo, per portare a casa il risultato che tutti ci chiedono”.

L’indicazione del lavoro da svolgere viene dagli incontri in programma, per valutare lo stato dei percorsi già esistenti e la loro fruibilità, per una prima traccia degli itinerari a pettine per intercettare la Via Verde dei Trabocchi.

Questo il tema del primo incontro di mercoledì 17 (alle 18,30). Si parlerà di Le Vie Cicloturistiche: a pettine sulla Via Verde dei Trabocchi, fra Via dei Mulini e Strada del Vino delle colline teatine.

Intervengono i sindaci Antonio Luciani (Francavilla al Mare), Angelo Radica (Tollo), Leo Castiglione (Ortona), Nicolino Di Paolo (Crecchio), Lorenzo Di Sario (Canosa Sannita) coordinatore regionale dell’Associazione nazionale Città del Vino, Loris Scioletti (consigliere comunale del Comune di Arielli) e Nicola D’auria (Movimento Turismo del Vino).

Tema di giovedì 18 (sempre alle 18,30) è I Cammini abruzzesi come opportunità cicloturistiche.

Intervengono: Fausto Di Nella (Associazione Il Cammino di San Tommaso), Luciano Caramanico e Lucio Taraborrelli, (Associazione Il Cammino della Pace), Nicola Ranalli e Cristina Cannone (Cooperativa Terracoste-Linea Gustav), Associazione Paliurus-Natura, storia ed ecoturismo (Cammino dell’Adriatico).

Venerdì 19 (18,30) si fa il punto su La Costa dei Trabocchi e i progetti cicloturistici: fra l’oggi e il futuro.

Intervengono: Giuseppe Di Marco (presidente Legambiente Abruzzo), Raffaele Di Marcello (Fiab), Filippo Catania (presidente Fiab Pescarabici), Claudio Ucci (Abruzzo Travelling), Graziano Di Costanzo e Gabriele Marchese (Cna Abruzzo), Gennaro Strever, presidente e Lido Legnini, vice presidente vicario (Camera di Commercio Chieti-Pescara), Elio Torlontano (Touring Club Italiano), Michele Cassone (Rfi).

Sabato 20 dalle 16 alle 19 escursione all’imbrunire lungo la Via dei Mulini.

E alle 19 l’inaugurazione ufficiale con Ciclostazione dei Trabocchi Opening Dj Set con Francesco Capodaglio e Claudio Rucci.

Esposizione degli scatti dei fotografi escursionistici, presenti in Ciclostazione: Loris Mattioli, Mauro Cironi-Discover Abruzzo, Ludovica-a_regola_d_arte1, Alessio Cipollone-Lucyitalianphotos.

La mattina di domenica 21 dalle 10 alle 13, punzonatura delle biciclette a cura di Fiab-Pescarabici e dalle 16 alle 19 escursione, camminata all’imbrunire alla scoperta dei sistemi dunali e delle zone costiere sensibili.

Alle 17,30 Bicibicitalia, intervengono gli attori protagonisti Federico Perrotta e Valentina Olla.

Alle 18.30 incontro Abruzzo Regione Bike Friendly, intervengono Mauro Febbo, assessore al Turismo Regione Abruzzo e Germano De Sanctis, direttore Dipartimento turismo. Modera gli incontri Alessandro Ricci, giornalista e ciclopoeta.

by Redazione