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Tag Archives: sociologia

Abruzzo

Alla Sala Stampa della Camera dei Deputati,  lo scorso 15 febbraio, è stato presentato il libro L’Abruzzo e i suoi giovani relativo all’indagine di ricerca coordinata dalla SoIS (Società Italiana di Sociologia) e sua presidente Patrizia Magnante, dal CAFRE (Centro Interdipartimentale per l’Aggiornamento, la Formazione e la Ricerca Educativa dell’Università di Pisa) con i saluti istituzionali del Direttore Michele Lanzetta, in collaborazione con l’Associazione Anteas L’Aquila-Sulmona, nonchè sua Presidente Clarice Lattanzi, tra le testimonianze del territorio.

A moderare gli interventi Gianni Lattanzio del Consiglio Direttivo Associazione Abruzzesi nel mondo.

“Finalmente, prima di investire, prima di poter generare questo grande cantiere della modernizzazione, di cui dobbiamo rendere conto il 31 dicembre 2027, abbiamo dati riguardanti bisogni, necessità e particolarità di questa generazione”. Così ha esordito l’onorevole Luciano D’Alfonso considerando la conoscenza professionale e analitica del lavoro svolto come un grande dono, funzionale al decisore politico.

L’onorevole Fabio Porta della Commissione Affari Esteri e Comunitari, impegnato circa un disegno di legge su spopolamento e borghi, condivide come i giovani di ieri e di oggi hanno la propensione alla mobilità, per approfondire studio ed esperienze di lavoro, il tema aperto è piuttosto sulla mobilità obbligata che non consente in rientro per mancanza di attrattività e stabilità economica.

Presente anche il presidente della Provincia dell’Aquila Angelo Caruso, che richiama al ritratto ideale del giovane abruzzese. Un giovane che si distingue sul piano nazionale e internazionale, ma che poi riesca a riportare ed esercitare competenze e capacità sviluppate, nel proprio territorio.

I dati della ricerca sono stati relazionati dalle esperte: Prof.ssa Patrizia Magnante dell’Università di Tor Vergata, Presidente Nazionale della Società Italiana di Sociologia e responsabile scientifica della ricerca; Prof.ssa Serena Gianfaldoni dell’Università di Pisa (CAFRE) componente del Direttivo (SoIS), responsabile scientifica della ricerca e dalla sociologa Giorgia Altobelli collaboratrice di ricerca e referente SoIS per la Regione Abruzzo.

Dai dati analizzati si evince come i giovani abruzzesi siano fortemente legati al loro territorio, che considerano bello dal punto di vista artistico, naturalistico e paesaggistico e un luogo tranquillo e sicuro in cui vivere.

Due elementi sono emersi con grande forza da parte dei giovani: la richiesta di essere ascoltati per esprimere bisogni, criticità e problematiche e la richiesta di partecipazione e coinvolgimento in percorsi di co-progettazione con le istituzioni, per mettere a punto progetti mirati in maniera strategica.

I giovani chiedono quindi di migliorare il legame e la comunicazione esistente con le istituzioni. Persistono profonde incertezze sul futuro, poche occasioni di sviluppo personale, scarse gratificazioni economiche, derivanti da opportunità lavorative disincentivanti.

Questi sono solo alcuni dati di sintesi della ricerca, che la politica dovrà considerare per attivare una progettazione regionale in grado di ascoltare e accogliere le istanze dei giovani abruzzesi. L’Abruzzo dovrà affrontare importanti sfide, per essere in grado non solo di formare nuovi talenti, ma anche di attrarre sul territorio giovani sempre più qualificati.

Un ringraziamento a tutti gli intervenuti, ai sociologi e alle sociologhe della SoIS che hanno collaborato alla ricerca e all’Istituto Statale “Vittorio Gassman” di Roma e sui docenti, presente la Prof.ssa Rosa Romeo Docente di Scienze Umane e Filosofia e alcune studentesse e studenti che hanno valorizzato la ricerca grazie all’esperienza di PCTO (Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento).

Ancora un particolare ringraziamento a tutti i giovani che hanno preso parte alla ricerca e a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di una così complessa indagine di ricerca nelle quattro province della regione Abruzzo.

Il video della presentazione: https://webtv.camera.it/evento/24591

Giorgia Altobelli

Sentiamo il dovere professionale di evidenziare quanto la cultura sociologica, per il suo approccio intrinsecamente interdisciplinare, sia in grado di cogliere le interrelazioni tra le visioni dei diversi saperi, per restituire il senso di unità della conoscenza, alla base dello sviluppo del senso critico. Sono molteplici le ragioni per cui risulta fondamentale la consulenza strutturata della figura del sociologo all’interno del sistema scolastico. Il ruolo del suddetto professionista, infatti, per le sue tipiche caratteristiche specialistiche, può sicuramente operare allo scopo di individuare le varie esigenze delle singole componenti della scuola.

Queste le affermazioni dalla consigliera nazionale, nonché referente per la Puglia e la Basilicata della So.I.S (Società italiana di sociologia) Maria Grazia Lezzi, riferendo di un’apposita proposta che il Consiglio direttivo nazionale della Sois, per il tramite della presidente nazionale, Patrizia Magnante, inviata al Ministro dell’Istruzione, in merito alla presenza della figura professionale del sociologo all’interno della scuola.

La missiva mette dunque in luce la proposta strutturata dal Dipartimento Scuola della Sois, composto dai dottori Giorgia Altobelli (Abruzzo), Federica De Spirito (Puglia), Mara Fioravante (Marche), Antonio Iapichino (Calabria), Salvo La Puma (Sicilia), Maria Grazia Lezzi (Puglia/Basilicata), Patrizia Magnante (Lazio), Barbara Marino (Puglia), Teresa Sicoli (Calabria) e Antonio Tumminello (Sicilia).

E a proposito della nostra regione, la dottoressa Giorgia Altobelli è stata nominata referente per l’Abruzzo della So.I.S; con lei abbiamo dunque fatto una chiacchierata in merito all’argomento.

Una lettera della So.I.S (Società Italiana di Sociologia) al ministro dell’istruzione Bianchi per sottolineare la necessità di inserire la figura professionale del sociologo a scuola: da dove nasce questa necessità?

“Per troppi anni la figura del sociologo non ha avuto il giusto riconoscimento, la necessità che oggi ci spinge a farci sentire è l’emergenza del periodo storico che ci richiede responsabilità e senso civico. Professione e professionalità se non sono al servizio della pubblica istruzione e della formazione allora perdono di efficaci”.

Come può una sociologa/o aiutare un ragazzo o bambino nel suo percorso scolastico?

“Il sociologo ha come valore principe quello di dare voce alle comunità, la scuola è un sistema complesso che merita le opportune attenzioni. Non solo ascoltare e lavorare sinergicamente con le altre figure professionali, ma anche e soprattutto osservare da buon ricercatore per diventare facilitatore nei processi e specialisti del benessere organizzativo scolastico”.

Qual è secondo te l’aspetto più drammatico che la pandemia ha lasciato sull’adolescenza?

“Gli effetti della pandemia non li vediamo subito, certamente i giovani adolescenti già alle prese con l’affermazione della propria identità, l’insicurezza e il disorientamento si trovano e si troveranno a fare i conti con un’altra mancanza, quello della relazione e della socializzazione tra pari. Il riscoprire l’emozione del guardarsi negli occhi, di scambiarsi un sorriso e leggere dalla mimica facciale cosa l’altro pensa di te. Come ogni cosa, dipende da noi, cosa vogliamo trarre di buono, anche da questa pandemia”.

Eletta delegata per l’Abruzzo della So.I.S. con quale spirito rivesti questo ruolo? E quanto c’è da fare nelle scuole d’Abruzzo?

“Grazie della domanda. Grande spirito di responsabilità, credo molto nell’istruzione e nella formazione di ogni ordine e grado. Credo sia necessario istituire un osservatorio permanente regionale che racconta come stanno le nostre scuole, i nostri docenti, gli studenti, le famiglie e tutti gli attori coinvolti nel sistema scolastico. Solo passando dalla conoscenza è possibile attivare ipotesi di azioni e strategie di empowerment per la promozione della cultura del benessere”.