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Tag Archives: San Valentino

san valentino

Ci si lascia alle spalle l’estate ma non il fortunato tour di “Cronache da Dinterbild” (Neo Edizioni) di Peppe Millanta che, accompagnato dalla sua fedelissima chitarra Frida, sarà ospite domenica 1° ottobre alle ore 17.00 della Biblioteca di San Valentino (PE) con l’editore Francesco Coscioni.

Lo “sprequel” (che è un sequel, ma anche un prequel) con le ironiche, surreali, mirabolanti storie dei personaggi che hanno popolato il mondo di Vinpeel, prima che ci scivolassero dentro, non arresta la sua corsa. La scrittura di Peppe Millanta diverte e incanta, gioca col lettore anche con quanto lasciato in sospeso nel romanzo precedente Vinpeel degli orizzonti, tradotto in Francia, Argentina, Cile e Romania.

Nel villaggio di Dinterbild non c’è più nessuno. Sono rimasti soltanto Ned e il signor Biton. Aspettano che il mare porti le conchiglie giuste. Sono le conchiglie che dentro hanno le storie di tutti gli amici che hanno deciso di partire verso l’Altrove. Ned ha un piano, folle, l’unico possibile: vuole usarle per costruire qualcosa. In una cornice narrativa fatta di dialoghi, maree, attese e speranze, le pagine si popolano dei racconti custoditi dal mare. Sono teneri, divertenti, dolorosi, parlano di occasioni perdute, di attimi di felicità scivolati tra le dita, di coincidenze misteriose che segnano i destini. E mentre le storie spuntano dalle pagine, gli unici due abitanti lavorano al loro progetto, capiscono di non essere soli, e che Dinterbild è un crocicchio di esistenze. Non gli resta che scoprire come e se riusciranno a lasciare il misterioso villaggio.

Peppe Millanta, diplomato in drammaturgia e sceneggiatura all’Accademia Nazionale Silvio d’Amico, dopo alcuni anni come musicista di strada esordisce con il romanzo Vinpeel degli Orizzonti (Neo Edizioni, 2018) con cui si aggiudica numerosi riconoscimenti tra cui il Premio John Fante Opera Prima, il Premio Città di Cuneo e il Premio Alda Merini, oltre a essere stato candidato al Premio Strega Ragazze e Ragazzi e selezionato per il Campiello Opera Prima.

Come sceneggiatore ha firmato per Rai1 la prima stagione della serie Blackout – Vite sospese (Eliseo Entertainment, 2023) e collabora con la Rai Abruzzo per le rubriche Quota Mille e Macchemito, e ad oggi anche con “Scorci d’Abruzzo” in onda su Buongiorno Regione. È il fondatore della Scuola Macondo – L’officina delle Storie di Pescara, che tiene corsi dedicati alla scrittura creativa e alle arti narrative, ed è direttore artistico del festival SquiLibri di Francavilla al Mare (Ch), oltre che di Fiabosco, Area Faunistica per Creature Fantastiche nel cuore del Parco Nazionale della Maiella a Sant’Eufemia (Pe) dove sono custodite le statue, scolpite in pietra, di tanti personaggi misteriosi.

 

lettera per amore

Nuovo appuntamento con Lettera per Amore, iniziativa dell’associazione culturale Hub-C. Dopo lo stop forzato a causa del Covid, con il San Valentino 2022, ci sarà la presentazione del lavoro realizzato in occasione dell’incontro del 14 febbraio 2020.

Appuntamento dunque, a partire proprio da questo lunedì, negli spazi della Onlus Anffas Pescara, per incontrare di nuovo i protagonisti del lavoro realizzato nel 2020, con la proiezione del video-documentario.

Il progetto Lettera per Amore (cerchiamo le parole) nasce da un’idea semplice, quasi banale, che richiede però un grande coraggio, quello di occupare una sedia vuota, guardare negli occhi uno scrittore e parlargli d’amore.

E quindi, un tavolo, dei fogli, una penna e due sedie, una di fronte all’altra. Su di una è seduto uno scrittore, sull’altra la persona che vuole raccontarsi. “L’amore, l’amore per l’altro, l’amore che ciascuno di noi porta in petto: per i figli, per i genitori, per il marito, per la moglie, per il fidanzato, ma anche per il paesaggio, per la montagna, il mare, il proprio paese o città – commenta Giovanna Romano – Lo scrittore, dal canto suo, accoglie l’altro, lo ascolta, dà corpo alle sue emozioni, restituendo parole scritte”.

Protagonisti di questo nuovo video sono quindi la poetessa Federica Maria D’Amato, sua la penna che ha dato voce alle storie raccolte, e le persone incontrate nella Fondazione Caritas dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne, cittadella dell’accoglienza Giovanni Paolo II, Pescara e nella sede dell’Onlus Anffas Pescara.

Il cuore del progetto vive nella relazione empatica tra due persone che non sanno nulla l’una dell’altra ma che hanno voglia di dirsi molte cose. E’ da questo incontro che nasce la lettera: pensata, costruita, scritta insieme.

Una lettera è un gesto d’amore, in un tempo sospeso, relegato in un angolo di magia. E’ il luogo del conoscersi e dello stare insieme.

E l’amore: perché tutti hanno qualcosa da dire sull’amore, all’amore. Perché l’amore è il più solido dei ponti tra gli esseri umani, regge la società e muove le persone, di tutte le età, luoghi e tempi.

Il progetto si è trasformato ed è divenuto strumento per indagare realtà complesse, di marginalità e solitudini.

“La fragilità diventa quel filo invisibile che lega un’esistenza ad un’altra. Tessere quel filo, colorarlo, è il nostro obiettivo – aggiunge Valerio Spezzaferro, documentarista che partecipa al progetto –. La pandemia ha accelerato il processo di frammentazione in corso, creando nuove solitudini ed estremizzando quelle già esistenti. Stiamo assistendo alla trasfigurazione del corpo e della mente, ad una rappresentazione dell’uomo che da invulnerabile diventa vulnerabile, dipendente della cura, veicolo di malattia. Il bisogno dell’altro e, al contempo, la paura dell’altro. Sentimenti opposti, vissuti in forme finora sconosciute, ci avvicinano e ci allontanano: l’uomo è nel mezzo, sempre più solo, con le proprie ansie ed insicurezze. Eppure, la nostra vita è fatta di relazioni. Noi siamo relazioni, buone o cattive che siano”.

L’associazione HUB-C si è insediata nel territorio abruzzese nel 2019. Pone al centro l’uomo e il suo quotidiano sforzo di attribuire senso ad una società complessa, sempre più difficile da interpretare. La cultura, nel suo aspetto materiale, linguistico ed espressivo, insegna la stretta connessione tra gli uomini. E’ l’universo semantico comune che aiuta a pensare, a vedere e a stare con l’altro.

Fiabosco 

Nato nel 2021 da un’idea di Peppe Millanta, fondatore della Scuola Macondo – Officina delle Storie, Fiabosco vuole preservare e promuovere il patrimonio culturale immateriale abruzzese coinvolgendo attivamente artisti, studenti, cittadini, visitatori ed appassionati di arte e natura e proprio per questo a potenziamento dell’offerta culturale, il progetto che ha già attratto un gran numero di visitatori sia d’estate che con l’arrivo della stagione fredda e dell’attuale periodo natalizio, vuole dare il via al Fiabosco Academy che mira a coinvolgere attivamente gli studenti dell’Istituto Comprensivo di San Valentino in Abruzzo Citeriore, un comprensorio che raggruppa i plessi di Caramanico Terme, Roccamorice, San Valentino in Abruzzo Citeriore stesso, Scafa e Turrivalignani.

Nello specifico, sono previste lezioni frontali sul patrimonio immateriale e sulle tematiche ambientali ed attività artistiche laboratoriali in classe e presso l’area Fiabosco volte ad accompagnare i giovani partecipanti nel processo di realizzazione di un’ottava opera da inserire nel percorso; il primo appuntamento di questo prosieguo previsto è per domenica 19 dalle ore 10 negli spazi comunali di Sant’Eufemia a Maiella (Pescara).

A seguire i ragazzi nel progetto sarà l’artista Giuseppe Colangelo.

Le opere di Fiabosco sono state installate lungo il sentiero di collegamento tra l’area Pic-Nic “Il Boschetto” ed il Giardino Botanico “Daniela Brescia” e la scelta del luogo non è stata casuale in quanto pensata per potenziare il sistema di offerta turistica posta a monte del centro abitato creando maggiore sinergia tra più infrastrutture turistiche.

Entusiasta dell’integrazione del progetto offerta dal Fiabosco Academy è il sindaco di Sant’Eufemia Francesco Crivelli:

Fiabosco Academy rappresenta un’attività complementare dell’iniziativa Fiabosco che abbiamo messo in piedi: questo testimonia il fatto che con il progetto non vogliamo identificare soltanto l’installazione di opere d’arte ma vogliamo realizzare un percorso di carattere culturale che possa richiamare storia e tradizioni agganciandoci alle fiabe, alla fantasia di quelli che sono i più giovani, di un tempo e di oggi. Il conseguente coinvolgimento dei ragazzi nella realizzazione di ulteriori opere che andranno ad integrare il percorso Fiabosco si configura bene come attività di partecipazione dei giovani alla scoperta di quelle che erano le fiabe tradizionali dei nostri avi; in questo modo potranno maturare e consolidare un rapporto quanto più proficuo possibile con il loro territorio e con le loro tradizioni perchè per noi è importante investire nelle giovani generazioni perchè un domani in qualche modo saranno loro chiamati a presidiare, tutelare e valorizzare questi territori.

Ed infatti l’idea centrale di un progetto che si arricchisce è quella di portare avanti questo legame tra uomo ed ambiente educando anche i più giovani a questo rapporto attraverso l’utilizzo della fantasia e delle storie antiche, spesso dimenticate, e dunque creando la prima area protetta dell’immaginario d’Italia.

Il risultato della prima fase di cui lo scrittore abruzzese Millanta ha curato la direzione artistica insieme a Stefano Faccini scultore specializzato nella lavorazione delle pietre locali e da anni impegnato nell’organizzazione di simposi di scultura, è stato la realizzazione di un percorso artistico che si snoda tra sculture e installazioni ispirate a soggetti fantastici tratti dalle fiabe abruzzesi ed ecco perchè Fiabosco vuole salvaguardare l’identità e tutelare la fanta-diversità attraverso l’arte con cui sensibilizzare al rispetto dell’ambiente ed al concetto di cittadinanza attiva, spingere alla tutela ed alla valorizzazione del patrimonio paesaggistico, recuperare e salvaguardare il patrimonio abruzzese, favorire lo sviluppo di un turismo sostenibile nel pieno rispetto della natura, oltre che sensibilizzare all’arte ed al processo artistico come mezzo di creazione di valore.

Il progetto gode del patrocinio dell’Ente Parco Nazionale della Maiella e del Comune di Lettomanoppello (Pescara); partecipante, oltre alla Scuola Macondo, è anche l’Istituto Comprensivo di San Valentino in Abruzzo Citeriore, che vedrà dei ragazzi impegnati nel portare avanti le tradizioni d’Abruzzo.

san valentino

San Valentino è il giorno dedicato all’amore, m la percezione di questo sentimento può variare moltissimo: per alcuni sono le piccole cose a fare la differenza, per altri sono le grandi sorprese che lasciano senza fiato.

Altri ancora pensano che l’amore non sia solo quello romantico ma anche quello per i propri affetti in generale, oppure per una grande passione come lo sport, i viaggi, il cinema …

Groupon ha voluto indagare con una survey i tantissimi modi con i quali gli abruzzesi fanno esperienza dell’amore… in fondo ogni motivazione è buona per celebrare San Valentino.

“Amore” è? Passione! Ma non solo per quello che ci si aspetterebbe

La grande maggioranza degli abruzzesi, il 71%, è convinta che San Valentino debba essere una festa dedicata ad ogni tipo di amore: non solo quello per la “dolce metà”, ma anche per gli amici, i famigliari o per l’inseparabile amico a 4 zampe.

Addirittura il 91% dichiara che non ci si dovrebbe limitare a dimostrare amore solo il 14 febbraio ma continuare a farlo ogni giorno dell’anno!

Gli abruzzesi, nel 2020, hanno una visione molto “allargata” del concetto di amore: se troviamo un 38% di romantici che per “Amore” intendono quello per il partner, c’è anche un 29% che usa questa parola anche quando si riferisce al proprio animale domestico; troviamo, poi, chi dichiara di amare le vacanze (26%), quelli che amano sé stessi (26%) e i food-lovers che dichiarano di amare la pizza (24%) o il cioccolato (18%).

La maggioranza degli abruzzesi (58%) pensa, poi, che il partner ami le sue passioni tanto quanto, se non di più, di loro.

Uno degli indiziati che ruba l’affetto della propria metà è la TV (29%), seguito a parimerito da sé stessi (17%) e a parimerito all’8% dal telefono, la squadra di calcio e il proprio animale domestico.

D’altronde le passioni sono anche un terreno comune sul quale coltivare l’amore.

L’87% degli abruzzesi dichiara di aver fatto propria una passione che inizialmente era del partner aprendosi a nuovi generi di film o serie TV (42%), alla passione per il calcio (25%), per un nuovo tipo di vacanza (21%) o di cucina (17%).

Tra le passioni comuni, le serie TV sono quelle che portano più spesso al “tradimento”: solo il 54% si impegna guardare sempre e solo con il partner la serie preferita.

“Amore”: una questione di tempo ma non più solo una questione di coppia!

A riprova che gli abruzzesi vivono San Valentino come una festa non necessariamente dedicata alla coppia, quasi la metà degli intervistati (41%) ha dichiarato di essere assolutamente aperti a celebrare San Valentino da soli, con del sano “me-time”.

In generale, infatti, il 56% pensa che dedicarsi alle proprie passioni in solitaria sia arricchente.

Secondo la survey, gli abruzzesi dimostrano amore donando il proprio tempo di qualità.

E si tratta di un amore in senso esteso, in quanto il tempo di qualità passato con i famigliari è giudicato desiderabile tanto quanto (dal 29%) quello passato con il proprio partner (sempre dal 29%).

Sempre della stessa filosofia sono quelli che dopo una lunga giornata di lavoro sono più felici di riabbracciare i propri famigliari (32%) che il proprio partner (18%).

Lo zoccolo duro dei romantici

In ogni caso, gli abruzzesi si confermano degli inguaribili romantici: dai dati emerge con chiarezza uno zoccolo duro che farà un regalo al partner per San Valentino (il 53%) – anche se un 15% lo farà a sé stesso e un 9% al proprio amico peloso.

Non manca, poi, un 56% di abruzzesi che giudica molto romantiche le dimostrazioni di affetto in pubblico; anche se ci sono dei gesti ritenuti davvero troppo imbarazzanti persino dai più sentimentali come le serenate (che mettono in imbarazzo il 29%) o riempire l’ufficio, a sorpresa, di palloncini colorati (29%).

Prosegue senza sosta il tour di presentazioni di “Come gli Alberi Spogliati ad Aprile” (Masciulli Edizioni), il secondo romanzo del giornalista scrittore Luca Pompei. Il prossimo appuntamento è previsto per sabato 25 gennaio alle ore 17 presso la Biblioteca di San Valentino dove l’introduzione sarà affidata al vicesindaco Lino Sciambra; modererà l’incontro la giornalista Alessandra Renzetti. Saranno presenti anche l’editore Alessio Masciulli e la fotografa Rossella Caldarale. Interverrà anche il noto giornalista de Il Centro, Giustino Parisse.

Locandina evento

A distanza di tre anni dall’uscita del Thriller “La T@lpa Muta”, Pompei ha voluto cambiare in qualche modo direzione, esplorando il dramma del dopo terremoto, quello vissuto in un borgo alle porte de L’Aquila, Casentino (frazione di S.Eusanio Forconese). Attraverso un’attività di studio ed inchiesta, Luca Pompei ha visitato questi luoghi, ha conosciuto i suoi pochi abitanti, raccolto storie ed aneddoti per poi ricamare una storia di finzione che fa da legante ad una serie di vicende e personaggi reali. Il tema principale, ovviamente, è quello di una ricostruzione sociale, al fianco di quella materiale, quasi impossibile da immaginare, ma, nonostante questo, l’estremo attaccamento per le tradizioni, le origini e la storia di questo borgo, porterà i personaggi di questo romanzo a combattere per un proprio riscatto.

“Il titolo “Come gli alberi spogliati ad Aprile – spiega l’autore – nasce dalla prima immagine che mi ha colpito nel viaggio  verso l’Aquila quel 6 aprile del 2009, per documentare la tragedia:  sul ciglio della Statale alberi completamente spogli tanto violenta è stata la scossa delle 3.32, uno scenario autunnale in piena primavera.”

Alberi spogliati ad aprile sono anche i tanti personaggi del romanzo, privati di tutto e non solo della loro casa, ma il loro senso di appartenenza ed il profondo senso di resilienza danno, in fondo, loro quell’immagine di piccoli eroi di provincia.

Il libro vede anche la collaborazione dell’autore con la nota fotografa abruzzese Rossella Caldarale che ha curato la foto di copertina e con la quale è in progetto un evento di presentazione legato ad una mostra su una serie di scatti che la Caldarale ha effettuato nel vasto mondo dei borghi abbandonati e terremotati d’Abruzzo. Altra prestigiosa collaborazione quella con il giovane e già pluripremiato scrittore abruzzese Peppe Millanta che per questo romanzo ha scritto una prefazione di assoluto valore.

by Redazione

Denti di squalo da Lettomanoppello, ammoniti dal Gran Sasso, riccio marino da San Valentino, coralli da Cima Murelle, pesci fossili da Abbateggio, spugne e stelle marine: domenica 3 novembre, il borgo di San Valentino in A.C. ospita la prima conferenza sulla paleontologia in Abruzzo, in particolare sulla ricerca dei materiali e sui numerosi reperti fossili, rinvenuti nelle grotte sparse sul territorio regionale.

San Valentino -Paleontologia

L’evento, in programma domenica mattina, alle 9, nelle sale del Museo dei Fossili e delle Ambre di San Valentino, rientra nel calendario di “Strisciando 2019”, raduno internazionale di speleologia, in corso in questi giorni a Lettomanoppello.

Parleranno il paleontologo Andrea Di Cencio, il geologo Silvano Agostini e la paleontologa M. Adelaide Rossi, per conto della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo.

“I molti fossili racchiusi nelle rocce e nei sedimenti della nostra regione raccontano una storia lunga oltre un centinaio di milioni di anni” – ha affermato Adelaide Rossi, che in questi giorni sta curando, insieme all’Associazione Amici del Museo dei Fossili e delle Ambre di San Valentino, la nuova collezione di animali del quaternario e una ampia sezione di paleoantropologia che riguarda le origini e l’evoluzione della specie umana.

“Il meraviglioso ecosistema delle grotte – ha aggiunto – ha preservato nel tempo i resti di antichi ospiti occasionali, stanziali, predatori o predati: gli orsi e i leoni delle caverne, o gli orsi bruni deceduti nel corso dell’ultima grande glaciazione del Würm, e ancora cervi, stambecchi e camosci, ma anche resti di specie insolite, come testimonia la mandibola di un macaco”.

Il Museo già ospita una interessante sala dedicata ai fossili della Majella, che racconta circa 165 milioni di anni di storia naturale quando tutto era mare e atolli corallini, acque calde e squali che nuotavano indisturbati.

Il Museo inoltre accoglie una Sala delle Ambre e une interamente dedicata ai dinosauri, particolarmente gradita ai giovani visitatori delle scuole primarie e secondarie.

“L’Abruzzo è ricco di impronte di dinosauri, scogliere coralline in mari cristallini, dove nuotavano squali, delfini, pesci oggi non più presenti nel Mediterraneo – dichiara Silvano Agostini -. Dopo la definitiva emersione delle montagne dell’Abruzzo che oggi formano la catena appenninica, le pianure e le conche interne hanno ospitato laghi e ampi fiumi attorno ai quali abitavano ippopotami, rinoceronti ed elefanti”.

by Redazione