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Chieti. Il Gran Caffè Vittoria di Chieti ospita, il 14 dicembre alle 17, la presentazione del libro di Cinzia Mattioli, Sono stata vinta, europa edizioni, con l’intervento del critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone.
Sono stata vinta è il racconto sincero e commosso di Cinzia Mattioli, una donna che, attraversando le prove della vita, ha scelto di lasciarsi vincere dalla Grazia. Cinzia non insegna, ma si dona. Non impone, ma si racconta. E nel farlo, trasforma la sua esperienza personale in un’eredità condivisa, un seme di speranza per chi verrà dopo. Sono stata vinta è una carezza dell’anima. Un gesto di fiducia e una dichiarazione d’amore alla vita esattamente così com’è: fragile, imperfetta, ma immensamente illuminata dalla luce di Dio. Cinzia Mattioli è nata nel 1967 e ha vissuto per 45 anni a Ripa Teatina, in provincia di Chieti. Moglie, madre di tre figli e nonna affettuosa, ama l’autenticità, la semplicità e i viaggi in compagnia del marito, soprattutto tra le meraviglie dell’Italia. Ha insegnato inglese con passione e lavorato nel commercio, coltivando da sempre l’amore per la lettura e la scrittura. Nel 2020 ha pubblicato Scelta dal Cielo, un libro dedicato alla sorella Dina, scomparsa nel 2017.

by Francesco

Chieti. Verrà presentato sabato 6 dicembre alle 11, nel Piccolo teatro dello Scalo a Chieti Scalo, il volume di liriche di Italo Radoccia, “Riflessi dell’anima”, con l’organizzazione di Marco Di Paolo e dell’associazione culturale Il Canovaccio. Gli interventi dei relatori Massimo Pasqualone e Americo Carissimo saranno seguiti dalle letture a cura dell’attore Giancamillo Marrone e dall’intervento del cantante lirico Andrea Piazza.

Italo Radoccia (foto) ha maturato diverse esperienze sia nelle funzioni requirenti che giudicanti, ed è giudice presso il Tribunale di Vasto. In precedenza ha svolto le funzioni di sostituto procuratore presso il Tribunale di Crotone ed è stato applicato alla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro occupandosi della ‘Ndrangheta e di criminalità transnazionale tanto è vero che è stato anche accreditato in diverse riunioni di coordinamento investigativo presso Eurojust a Bruxelles. Ha lavorato anche presso il Tribunale di Chieti come giudice del lavoro, e per un periodo di tempo ha ottenuto l’applicazione per la trattazione di diversi processi presso la Corte d’Appello di L’Aquila. È stato docente a contratto di diritto presso l’Università della Calabria di Cosenza e presso l’Università D’Annunzio di Chieti. Collabora con diverse riviste giuridiche di livello nazionale come Giurisprudenza di merito edizioni Giuffrè, Nuovi studi politici, edizioni Bulzoni e Archivio Giuridico, edizioni Mucchi. Radoccia è anche un appassionato di poesia, ha vinto numerosi premi nazionali e ha pubblicato due raccolte: L’Ago della meridiana nel 1999 e L’ora dei gabbiani nel 2010, opere in cui spesso si scorge la bellezza del mare di Vasto.

Chieti. Dopo le recenti tappe di Milano, Parigi e New York, l’artista creativo abruzzese Diego Carchesio porta avanti il percorso di presentazione del suo primo catalogo monografico “Oltre il visibile”, un progetto che non si limita a raccogliere opere, ma che custodisce il cuore della sua ricerca artistica degli ultimi anni.

La cerimonia ufficiale al Museo d’Arte Costantino Barbella di Chieti, introdotta dal Prof. e Critico d’Arte Massimo Pasqualone, ha rappresentato un ritorno simbolico alle origini: un momento in cui l’artista ha voluto restituire alla sua città natale un frammento della propria storia e della propria crescita creativa. Allo stesso modo, l’appuntamento di Francavilla al Mare, nell’ambito del Festival Internazionale delle Emozioni Thaumazein, diventa un omaggio alla terra del suo amato mare e un invito a condividere pensieri, visioni ed emozioni.

La monografia approfondisce in particolare la serie pittorica “Dietro la tela”, ciclo di opere intime e visionarie in cui materia, segno e simbolo diventano strumenti per raccontare ciò che non si vede, ma si percepisce. Un’indagine che intreccia silenzi, soglie e intuizioni, trasformando la pittura in un varco verso nuove forme di consapevolezza.

“Per me, racconta Carchesio, l’arte non è una meta, ma una soglia. Non una conclusione, ma un invito a camminare ancora. Portare il catalogo nelle città che hanno segnato la mia storia, così come in contesti internazionali, significa intrecciare radici e orizzonti, custodire il passato ma con lo sguardo rivolto al futuro.”

Il percorso artistico di Diego Carchesio, oggi seguito dalla curatrice artistica Elena Ferrari, è in continua evoluzione: un riconoscimento confermato anche dal recente conseguimento del coefficiente artistico, che ne consolida la crescita e il posizionamento nel panorama contemporaneo. A breve, l’artista tornerà in Abruzzo con una personale di pittura, nuova occasione per incontrare da vicino il pubblico e condividere la sua ricerca.

Con queste tappe, Diego Carchesio consolida il suo ruolo di artista contemporaneo capace di coniugare ricerca intima e apertura internazionale, restituendo all’arte il suo potere più autentico: quello di emozionare e di generare meraviglia, oltre il visibile.

by Francesco

Montelapiano. Domenica 27 luglio, alle 18, a Montelapiano, nella chiesa parrocchiale, verrà presentato il restauro della croce processione astile, realizzato interamente con il contributo dei fedeli di Montelapiano.

Alla cerimonia interverrà il sindaco Arturo Scopino, il direttore delle librerie Bosio di Chieti e San Paolo di Pescara, Antonio Di Giosafat, ed il critico d’arte Massimo Pasqualone.

“La croce astile processionale, restaurata in modo splendido, profilata in lungo da una merlatura continua, ha i bracci a riquadri bulinati con palmetta e fiorami d’acanto. I terminali, uguali da ambo i lati, sono d’argento massiccio con testina alata tra girali affrontati. Sul recto vi è la figura del Cristo patiens, fusa a tutto tondo. L’innesto neoclassico mostra ai lati cherubini sul recto e sul verso.

Questa croce astile in argento a sbalzo è un arredo liturgico finemente cesellato a mano ed è- conclude Pasqualone- ascrivibile alla scuola abruzzese di inizio ottocento.

La croce astile, detta anche croce processionale, è una croce simile a quella da altare ma invece di avere una base, è in genere fissata ad un’asta decorata o dipinta ed è alta circa due metri. Viene usata nelle processioni sia all’esterno, lungo le vie delle città, sia all’interno della chiesa, ad esempio all’inizio della Messa quando il sacerdote entra in chiesa e alla fine quando ne esce. La lavorazione plastica a rilievo le conferisce matericità ed eleganza.

by Francesco

Tanino Liberatore: “Un linguaggio intimo di serialità, bella sorpresa”

Villa Santa Maria. “Una bellissima sorpresa. Per un ragazzo che mai avrebbe pensato di trovarsi a presentare una sua mostra quello di oggi è un inizio che può avere un seguito”. Queste le parole di Tanino Liberatore intervenuto alla mostra “Moving parts, personaggi ad ingranaggio” di Graziano Sabatini, presentata oggi a Villa Santa Maria nella sede della Fondazione Peppino Falconio.
“Ha lavorato tanto tempo per lui e non per piacere agli altri – ha detto Liberatore -. Spesso quando disegniamo non ci rendiamo conto di cosa facciamo. A volte perdiamo ore, giorni nel dettaglio. E’ un lavoro intimo ed è quello che la gente percepisce. Se siamo onesti con noi stessi lo siamo anche con le persone che guardano, che si creano un giudizio anch’esso intimo. Il suo linguaggio basato sulla serialità degli ingranaggi – ha aggiunto il creatore di Ranxerox – affronta con le stesse lettere problematiche diverse e questa è una bella e interessante strada”.
“Costruisco i miei quadri letteralmente – ha spiegato Graziano Sabatini – perché non dipingo su tela ma su tavole fatte da me. Mai avrei pensato di poter fare una mostra. Per anni ho messo le mie emozioni e il mio vissuto su queste tavole che per me rappresentano un modo di esprimere cose che a parole spesso non mi vengono. Avevo pensato anche di smettere. Oggi per me è un nuovo inizio”.
“La proposta artistica di Sabatini – ha detto da parte sua il critico d’arte Massimo Pasqualone intervenuto alla presentazione – è originale ed al contempo si situa in quel filone di critica al modello industriale degli artisti russi, con intersecazioni nella pop art non solo italiana. L’artista, nello spazio meccanico e nel tempo dell’ingranaggio, vive e trasmette le sue emozioni, con un chiaro messaggio sociale.

by Francesco

Torrevecchia Teatina. Il primo Dicembre, alle ore 18, presso l’Auditorium/ Teatro delle Arti in piazza di Resta a Torrevecchia Teatina, si terrà la presentazione del libro di poesie “Oltre la luna” di Patrizia Primiterra. Nella prefazione Daniela Ricciardi, autrice anche dell’ opera in copertina, scrive: “Patrizia Primiterra raccoglie in questa prima pubblicazione le poesie e le riflessioni risultato di un percorso personale profondo di appartenenza ai quattro elementi. Io sono Acqua,Io sono Fuoco, Io sono terra, Io sono Aria ! La luna entra nella sua pelle, dialoga con lei che non dorme, il cuore di Patrizia pulsa all’ unisono con il Cosmo, viaggia attraverso la luce, diviene luce”. Patrizia Primiterra nasce a Sidney, consegue la Maturità Magistrale, lavora come tecnico sanitario di radiologia, ma nel frattempo la sua vocazione per le materie letterarie e filosofiche si fa strada fino a quando non consegue la Laurea in Filosofia. Continua la sua ricerca dell’effetto del suono sull’uomo, accostandosi agli strumenti della tradizione sia Orientale che Occidentale. L’evento è presentato dalla Associazione artistico culturale KALÓS e sarà presente come relatore il critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone L’autrice dialogherà con Daniela Ricciardi.La plaquette e’ edita da IRDIDESTINAZIONEARTE.

Il compositore e regista abruzzese Davide Cavuti ha presentato ieri, alla “Terrazza Cinematografo” dell’Hotel Excelsior di Venezia Lido, in occasione dell’81ma “Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia”, il film documentario “Alessandro Cicognini – la dama nobile” e il libro “Ritratto di Alessandro Cicognini” (Edizione Cresnac)

Venezia. Si è tenuta venerdì 30 agosto, alle ore 17, alla “Terrazza Cinematografo” dell’Hotel Excelsior di Venezia Lido, in occasione dell’81ma “Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia”, la presentazione del film-documentario “Alessandro Cicognini – la dama nobile”, scritto e diretto dal compositore e regista Davide Cavuti; subito dopo, il maestro Cavuti ha presentato, in anteprima nazionale, il libro “Ritratto di Alessandro Cicognini”, edito da Cresnac, con la prefazione di Gabriele Antinolfi, direttore della Biblioteca Luigi Chiarini del Centro Sperimentale di Cinematografia.
«Cicognini è stato un compositore a cui io ho assomigliato moltissimo (…). Le sue musiche erano bellissime»: sono le parole del Premio Oscar Ennio Morricone racchiuse nel film documentario “Alessandro Cicognini – la dama nobile”, e nel libro “Ritratto di Alessandro Cicognini”.
Il maestro Davide Cavuti torna a Venezia dopo aver presentato nel corso degli anni passati al Lido, sempre in occasione della “Mostra internazionale d’arte cinematografica, alcuni dei suoi lavori in qualità di regista quali i film biografici “Un’avventura Romantica”(2016), “Lectura Ovidii” (2019), “Un marziano di nome Ennio” (2021), i documentari “Preghiera” (2017) e “Oltre il confine” (2022) e, nel 2010, nella veste di compositore di alcuni brani del film “Vallanzasca – gli angeli del male” interpretato da Kim Rossi Stuart e con la regia di Michele Placido. Nel 2023, Cavuti aveva presentato sempre a Venezia, il suo libro “Questo amore purissimo”, edito da ICFF Books di Toronto, ispirato alla vita di Ennio Flaiano.
«Sono onorato di poter presentare a Venezia questo mio doppio lavoro su Alessandro Cicognini, uno dei grandi figli d’Abruzzo. Con il film-documentario e il libro sul celebre compositore, si contribuirà a celebrare il genio del maestro Cicognini in vista del Premio Internazionale e del Festival che si terranno il prossimo anno per il trentennale della sua scomparsa», ha affermato il regista e compositore Davide Cavuti.
Nel film-documentario, sono presenti alcune interviste conservate nell’archivio del “Centro Studi Nazionale Cicognini” e realizzate ai “Premi Oscar Ennio Morricone e Luis Enriquez Bacalov, al celebre violinista Uto Ughi, ai compositori cinematografici Stelvio Cipriani, Bruno Zambrini, Pino Donaggio e ai musicisti e compositori Paolo Fresu, Enrico Rava, Bob Mintzer, oltre a Lino Patruno, Federico Savina e la testimonianza della nipote del maestro Cicognini, Malì Cicognini e di tanti altri personaggi del mondo della cultura. Il documentario è stato realizzato in collaborazione con il “Centro Studi Nazionale Cicognini”: il soggetto e la regia sono di Davide Cavuti, il montaggio è di Matteo Veleno, il coordinamento logistico è di Emanuele D’Ancona, e con le musiche di Alessandro Cicognini.
«Il nuovo progetto del maestro Davide Cavuti dedicato a mio zio Sandro mi riempie di gioia e lo ringrazio perché, con il suo lavoro, ne mantiene viva la memoria, contribuendo nella divulgazione delle sue opere in Italia e all’estero», ha dichiarato Malì Cicognini, nipote dell’illustre compositore.
Al compositore Cicognini, nel 2016, il maestro Cavuti aveva dedicato il film biografico “Un’avventura romantica”, risultando finalista ai “Nastri d’argento” 2018 e ricevendo numerosi riconoscimenti tra cui il “Premio Flaiano” a Edoardo Siravo (nel ruolo di Alessandro Cicognini), Lino Guanciale (nel ruolo di un giornalista) e a Davide Cavuti per la regia.
«Nel 2016, quando dirigevo la Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia, accolsi la proposta artistica del compositore e regista Davide Cavuti di collaborare alla realizzazione del film biografico “Un’avventura romantica” sul maestro Cicognini, per raccontare, attraverso le sue opere, la vita di un genio della musica italiana, fino a quel momento non rilevato nella memoria dalle istituzioni cinematografiche e musicali. Successivamente, partecipando a festival del cinema internazionali e ricevendo numerosi riconoscimenti, il film biografico favorì l’avvicinamento e l’attenzione emotiva di molti studiosi, musicisti e di tanta gente comune alla musica di uno straordinario compositore italiano, quale è stato Cicognini. La pubblicazione del libro “Ritratto di Alessandro Cicognini” aggiunge un tassello eminente all’attività di ricerca del Centro Studi Nazionale Cicognini», ha dichiarato Gabriele Antinolfi, dirigente del Centro Sperimentale di Cinematografia.
Davide Cavuti è attivo come compositore, musicista e regista ed è, inoltre, laureato in Ingegneria Elettrica all’Università degli Studi dell’Aquila. È autore di colonne sonore cinematografiche e teatrali per Michele Placido, Pasquale Squitieri, Giorgio Albertazzi, Arnoldo Foà, Pino Ammendola, Lino Guanciale, Edoardo Leo, Ugo Pagliai, Giorgio Pasotti, Edoardo Siravo, Anna Foglietta, Marco Bocci. Ha collaborato con i Premi Oscar Ennio Morricone, Luis Enriquez Bacalov, Nicola Piovani, ricevendo il Premio Carlo Savina (2017) per la musica da film. Si è esibito in Italia e all’estero. Per i suoi lavori per il cinema, è stato Finalista ai Nastri d’argento 2022, ha vinto per due volte il Premio Flaiano (2017 e 2022), l’Award of Excellence (2019) a Toronto, il Premio Giornata Mondiale del Cinema Italiano (2021) alla Camera dei Deputati. Ha composto le musiche tradizionali originali del film Orlando di Daniele Vicari, che ha ricevuto una nomination per la migliore colonna sonora (con Teho Teardo) ai Nastri d’argento 2023.

by Francesco

Chieti. Verrà presentata sabato 25 maggio alle ore 17, nella splendida cornice della Nuova libreria Bosio, la nuova silloge del poeta e scrittore teatino Stefano Maria Simone intitolata “Le verità dell’anima”, per le edizioni di Irdidestinazionearte. La copertina è stata realizzata da Francesca Gizzarelli mentre le illustrazioni che arricchiscono la raccolta, sono opera dell’artista teatina Valeria Di Toro.

La prefazione del noto critico letterario Massimo Pasqualone afferma che “Vive il tempo dell’inquietudine e della meditazione con l’utilizzo della parola poetica il poeta Stefano Maria Simone, con un verso che si fa malinconia ed al contempo bellezza, sulla scia dell’amore, fiume carsico della raccolta che, a vent’anni, si mostra incomprensibile, con le sue bizze e le sue non ragioni. La poesia, allora, si fa compagna fedele, diario segreto, quaderno di lamentazioni, che prova a descrivere quello che accade, quello che dovrebbe essere ed anche quello che non dovrebbe essere. Non mancano colti riferimenti ai poeti amati, alla classicità che emerge tra le pagine e si fa modernità, per una poesia che propugna la conoscenza del qui ed ora della vita. Stefano Maria Simone, alla sua seconda prova poetica, e carico di successi e di riconoscimenti, prosegue il suo percorso zetetico alla ricerca del sé più profondo, quello che solo la poesia può svelare, perché, con Saba, l’opera d’arte è sempre una confessione, un cercarsi per ritrovarsi, quando le tempeste della vita si fanno potenti, ma il sorriso e la voglia di combattere, nonostante i nonostante, vincono tutto.”

Mentre, all’interno della postfazione a cura della professoressa Nella Martino si precisa che “Le verità dell’anima, almeno nell’intento dell’autore, avrebbero dovuto costituire la naturale prosecuzione di quel sentire poetico, che aveva manifestato al suo debutto con Amarillys. Lacrime di passione. L’ispirazione poetica, però, nel suo volare libero, ha esplorato nuovi orizzonti e nuove situazioni, dilatandosi in un universo più ampio e, per certi versi, anche più strutturato dal punto di vista artistico. Se nella prima fortunata raccolta prevaleva l’urgenza di chiarire i contorni della passione amorosa e degli effetti spesso dolorosi, che genera nell’animo del poeta, qui, invece, è posto l’accento sull’amara consapevolezza dell’impossibilità di connettere con il sentimento amoroso mondi interiori diversi. L’amore è visto come una forza portentosa che, pur sprigionandosi impetuosa, rimane solo in potenza e il poeta, rinchiuso nei confini del proprio io, molte volte, la subisce, restandone travolto. Poiché non si verifica nessuna condivisione empatica dei sentimenti tra gli amanti, rimane cantore di se stesso in un solipsismo spesso autoreferenziale in un contesto di amara e cocente disillusione. Le varie muse ispiratrici del poeta saranno anche persone reali, incontrate forse in varie occasioni di vita, ma qui perdono i contorni della contingenza e della fisicità in un gioco aoristico di proiezioni intellettuali e si fanno archetipi dei caratteri dell’universo femminile, che oscillano dalla lusinga alla dolcezza, alla scaltrezza, al fascino della seduzione e infine alla freddezza della razionalità, così come si evince anche dagli pseudonimi delle dediche. L’amore, però, non è l’unico sentimento cantato dall’autore: la speranza nella forza della parola poetica, che svela la conoscenza e la soglia del futuro, il dolore per una perdita fisica e intellettuale, la cocente disillusione sulla vanità delle certezze, sulla ragione e sulla teleologia della vita umana e dell’universo, la pace e l’inquietudine nel contemplare un’alba o un tramonto o il firmamento o il moto incessante delle onde del mare. I sentimenti appunto sono le verità dell’anima che incatenano il poeta, novello Odisseo, all’albero della nave e, infine, lo salvano dal canto ammaliatore di molte sirene e gli permettono di varcare il mare dell’infinito. Anche dal punto di vista stilistico la raccolta si rivela composita, con molte ascendenze poetiche e letterarie note, che, lontane dalla mera imitazione, costituiscono strumenti espressivi di autentico sentire.”
Alla presentazione partecipano in qualità di relatori la professoressa Nella Martino, archeologa ed ex docente di materie letterarie; il critico d’arte e letterario, professor Massimo Pasqualone; il professor Tiziano Viani, docente di lettere. Saluti iniziali del direttore della libreria, Antonio Di Giosafat ed interventi da parte del comparto artistico. Sarà presente l’autore.

Stefano Maria Simone nasce a Chieti l’8 settembre 2002. È iscritto alla facoltà di lettere classiche dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti. Nel 2022 ha presentato la sua prima raccolta di poesie dal titolo “Amaryllis, lacrime di passione”, edizioni Irdidestinazionearte, con prefazione di Massimo Pasqualone e seconda classificata al premio Internazionale Luca Romano 2023. Sempre nel 2022 viene insignito del premio Internazionale “Gabriele Basile” e del premio Internazionale di Letteratura “Francavilla Urban Festival” con la composizione “Vuoti interiori” che conquista il primo posto. Le sue poesie “Ricordi”, “Ero innamorato di un sogno” ed “Attimi”, vengono inserite nell’antologia “Il canto di Zefiro” edita da Teaternum edizioni. Dal 2022 entra a far parte del comitato scientifico dell’associazione culturale “Irdidestinazionearte” presieduta dal critico letterario e d’arte Massimo Pasqualone. Nel 2023 partecipa al simposio “Thaumazein”, in occasione del Francavilla Urban Festival, durante il quale intervista l’ex Rabbino capo di Torino, Rav Ariel Di Porto, sugli aspetti della cultura e della religione ebraica. Nello stesso anno presenta l’antologia italo-francese, edita da Teaternum edizioni, “Du coté de la beauté, anthologie d’écrivains italiens à Paris”, a Parigi, nel celebre caffè “Les deux Magots” e a Minori nel corso della “Festa del Libro in Mediterraneo, incostieraamalfitana.it” insieme al giornalista e scrittore Alfonso Bottone. All’interno del volume è contenuta una sua prosa poetica intitolata “Non voglio parlare”. Nel 2023, viene insignito nuovamente del premio Internazionale di Letteratura “Francavilla Urban Festival” con la raccolta “Le verità dell’anima”, in quel momento ancora inedita, che si aggiudica il primo posto. Viene nominato membro della giuria tecnico scientifica del premio Marrucino 2024 che si è svolto nell’omonimo teatro teatino. Da gennaio 2024 collabora con il Giornale di Chieti curando una rubrica di letteratura e dedicandosi anche alle interviste. Tra i personaggi intervistati: la flautista di fama internazionale Rita D’Arcangelo, l’attore napoletano Carlo Buccirosso, il politico e critico d’arte professor Vittorio Sgarbi ed il duo comico Ale e Franz. È stato membro di tre giurie letterarie di cui una a Londra. Tiene spesso alcune conferenze sull’italianistica presso l’Università del Sapere di Scafa diretta dalla professoressa Nella Martino.

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Chieti. Mercoledì 3 aprile alle 17.30, nella sala conferenze del caffè Vittoria di Chieti, verrà presentato il saggio storico scientifico di Marco Strona “Ars medica”, per le edizioni Teaternum, con l’intervento di Massimo Pasqualone, che sottolinea la peculiarità del nuovo libro del posturosofo teatino.

Marco Strona è nato a Chieti nell’agosto del 1987, lavora tra Chieti, Francavilla al Mare e Pescara, dove svolge la sua attività professionale di Clinico Posturologo. Dopo aver conseguito la laurea Triennale e il biennio Magistrale di specializzazione all’Università “Gabriele D’Annunzio” si è perfezionato con il Master Universitario in “Posturologia Clinica e Osteopatia” presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Tor Vergata, Roma, riscuotendo a pieno titolo le capacità cliniche e posturologiche in ambito delle disfunzioni vertebrali, patologie discali e alterazioni morfologiche e posturali della colonna vertebrale, con una tesi di Master dal titolo “studio delle correlazioni tra assetto cranio – mandibolare e rachide cervicale nelle disfunzioni posturali”; lavoro acuminato e prezioso nello studio e nella ricerca del settore riabilitativo posturologico.

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Chieti. Verrà presentato il 9 aprile alle 16, nel Museo Barbella di Chieti, il catalogo Kalos 2024, curato dal critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone, con il patrocinio del Museo Guidi di Forte dei Marmi. “Dopo lo straordinario successo di Kalos 2018,- sottolinea Pasqualone- che ha visto la divulgazione del catalogo in Polonia, Belgio, Canarie, Spagna e in tutta Italia, con tantissimi articoli persino su Arte Mondadori, di Kalos 2019, che ha visto oltre cento presentazioni, tra cui quella al British Museum di Londra, di Kalos 2020, presentato in tutta Italia ed a Fuerteventura, con oltre 120 articoli, di Kalos 2021 con la presentazione a Londra, Firenze e Fuerteventura, di Kalos 2022, presentato a Norristown, in Pennsylvania e a Firenze, Lucca, Roma, Macerata, Londra e consegnato agli operatori dell’arte di tutta Italia, abbiamo pensato di realizzare l’edizione 2024, da distribuire a tutti gli addetti del settore culturale e artistico. Il catalogo, oltre alla consueta diffusione nazionale ed internazionale, vedrà una presentazione a Madrid nel mese di settembre 2024. L’annuale appuntamento con l’arte si rinnova, dunque, con il prestigioso patrocinio del Museo Guidi di Forte dei Marmi e la partecipazione di numerosi artisti, con linguaggi diversi, ma accomunati dalla ricerca di un cammino precipuo che si fa emozione condivisa. In catalogo le opere di Silvana Altigondo, Giuseppe Amoroso De Respini, Maria Basile, Romeo Battisti, Patrizia Benedetti, Raffaella Capannolo, Diego Carchesio, Rosella Carloni, Mara Carusi, Paola Ciccarini, Claudio Cignarale, Carlo Damiani, Claudio De Gregorio In Arte Cog, Maria Francesca De Laurentis, Ercolina Delle Monache, Grazia Depredi, Paola Di Biase, Pier Giorgio Di Giacomo, Vanessa Di Lodovico, Genny Di Loreto, Luigi Di Paolo, Mario Di Paolo, Ylenia D’onofrio, Mimmo Emanuele, Maria Facchini, Federica Fiocco, Carmine Galiè, Carlo Gentili, Patrizia Giannone, Nicola Granata, Maria Gabriella Ludovici, Maria Pia Luzi, Daniela Manelli Trionfi, Giovanna Mattucci, Domenico Milillo, Emidio Mozzoni, Fred Nardecchia, Viviana Pacifico, Maria Luisa Panella, Michela Panunzi, Roberto Pestarino, Laura Petracca, Antonella Pezzotti, Piergiò, Marco Pompei, Annalisa Potenza, Raf, Bruno Sambenedetto, Michela Strollo, Francesco Subrani, Pablo T, Eugenia Tabellione, Sandra Tiberti, Claudio Torino, Nicola Trosino, Alessandra Valloreo, Alf Vazza, Patrizia Vespaziani, Angela Volpe, Antonio Zenadocchio.

by Francesco