Search

Tag Archives: pescara

ail

Sarà utilizzato per attività in favore della ricerca scientifica e della qualità della vita dei malati, il contributo di 10mila euro consegnato da UBI Banca a Domenico Cappuccilli, presidente della sezione interprovinciale Pescara-Teramo dell’Ail, Associazione italiana contro le leucemie, il linfomi e il mieloma.

A donare l’assegno è stato Simone Baglieri, responsabile della Direzione territoriale Abruzzo nord al termine di una visita nella casa di accoglienza per pazienti e familiari situata in via Rigopiano.

Presenti all’incontro alcuni funzionari della banca e i volontari della onlus.

“Ringrazio di cuore UBI Banca per aver creduto nei progetti e nelle attività dell’AIL – ha affermato Cappuccilli – L’associazione opera grazie ai contributi di tantissimi sostenitori che hanno fiducia in ciò che facciamo, ma a volte si sente la necessità di una pacca sulla spalla per trovare nuove energie ed ulteriore entusiasmo. UBI Banca ci ha dimostrato la sua vicinanza in modo utile e concreto”.

Cappuccilli ha ricordato che Casa Ail, inaugurata a giugno 2009, ha ospitato gratuitamente, fino al 30 settembre scorso, 537 pazienti in cura nel Dipartimento di Ematologia dell’ospedale di Pescara e 927 accompagnatori, per un totale di 1.464 persone provenienti per lo più dall’Abruzzo, la Campania, il Molise, il Lazio ma anche dall’estero.

Complessivamente i giorni di permanenza degli ospiti di Casa Ail, dalla sua apertura, sono stati 38.147.

“Ci sono giornate che ci fanno sentire orgogliosi del lavoro che svolgiamo – ha detto Baglieri – Oggi è una di quelle giornate perché riuscire a essere vicini a chi ha costruito con volontà, intelligenza e voglia di mettersi a disposizione degli altri una struttura di accoglienza sul territorio come Casa AIL è davvero emozionante. Abbiamo un’area che è stata costituita per seguire progetti come questo perché pensiamo che il benessere che c’è sul territorio è anche, di riflesso, il benessere di cui viviamo tutti e la banca fa parte del tutto e vive bene in un ambiente positivo dal punto di vista economico ma anche sociale. E’ stato un grande piacere aver donato un contributo all’AIL e saremo sempre disponibili quando l’associazione avrà l’opportunità di coinvolgerci”.

Al termine dell’incontro il presidente Cappuccilli ha donato una targa di ringraziamento a UBI Banca per la donazione.

casa expo

Casa Expo è l’unica manifestazione sulla ristrutturazione e riqualificazione edilizia che si organizza in Abruzzo.

L’evento, in programma da venerdì 15 a domenica 17 a Pescara, si conferma come vetrina per le tematiche del recupero e riqualificazione che rappresentano il futuro del settore edile, ma soprattutto per offrire una panoramica completa sulle normative antisismiche, sulle soluzioni ecosostenibili, sulle nuove tecniche costruttive antisismiche, sull’efficienza energetica, la riduzione dei consumi e le novità su materiali e attrezzature.

La manifestazione si svolgerà nel complesso Pescara Fiere (via Tirino 427) a un chilometro dall’aeroporto e a 4 km dall’uscita autostradale di Pescara Ovest.

Riqualificazione, recupero, ristrutturazione: oggi più che mai infatti è importante riuscire a proporre soluzioni di recupero dell’esistente in grado di garantire il ripristino del patrimonio edilizio secondo logiche economicamente sostenibili, rispettose dell’ambiente e che permettono un maggiore risparmio energetico.

Casa Expo intende infatti confermarsi come vetrina privilegiata di confronto su queste tematiche fra i professionisti del settore e fornire al tempo stesso ai visitatori un ampio ventaglio di opportunità e soluzioni per ristrutturare la propria casa.

Grazie agli incentivi, dal 1998 al 2016 il 55% delle famiglie ha potuto realizzare progetti di ristrutturazione che hanno mosso complessivi 237 miliardi di euro di cui 205 relativi al recupero edilizio e 32 alla riqualificazione energetica (dati Istat).

Oggi, il settore della ristrutturazione punta a crescere con uno sviluppo del comparto dell’8,8% tra il 2016 e il 2021; è importantissimo mantenere gli incentivi fiscali e necessario intervenire nella messa in sicurezza antisismica e idrogeologica del patrimonio abitativo integrato da interventi di efficientamento energetico. Casa Expo presentazione

Tra le tendenze più interessanti in fiera, dove esporranno circa 80 aziende, troviamo sicuramente la bioedilizia che si esprime sia nelle scelte costruttive, con l’uso del legno e di materiali ecocompatibili, sia nelle scelte di elementi interni (pavimenti, rivestimenti) sia nell’impatto ambientale dell’abitazione (risparmio energetico, riduzione dei consumi, comfort abitativo e qualità dell’aria).

Sul mercato esistono numerose tecniche per garantire maggiore sicurezza agli edifici e la fiera rappresenta un’occasione per le aziende che vogliono presentare questi nuovi prodotti.

Sono circa 10 milioni gli immobili in Italia (più della metà del patrimonio edilizio totale) costruiti ante 1974, cioè prima dell’introduzione della prima normativa sismica; quantificare le risorse necessarie per la messa a norma è difficile.

La valutazione della vulnerabilità e la classificazione sismica degli edifici è quindi il punto di partenza.
Quando si acquista un immobile, troppo spesso viene valutato il solo aspetto estetico e funzionale mentre nessuno bada alla sicurezza.

In particolare, non solo quando si costruisce, ma anche quando si mette mano a una ristrutturazione è sempre bene accertarsi che i lavori eseguiti siano compatibili con un’accurata verifica statica del fabbricato.

Per ogni ulteriore informazioni: www.casa-expo.it

donne di gesso

Chi sono le Donne di Gesso, alias Gissi, paesino teatino dell’entroterra abruzzese: sono le “femmine de ‘na vote”, donne granitiche radicate nella cultura della tradizione che giace tra superstizione e folklore.

È questo il paesaggio, magistralmente romanzato, descritto amabilmente dalla scrittrice giornalista Valeria Masciantonio, originaria di Gissi.

L’autrice, fortemente legata alla sua terra, ripercorre a ritroso la vita paesana di una volta, catapultando il lettore in un’atmosfera riprodotta minuziosamente in ogni dettaglio che ha scalfito l’epoca dei suoi e dei nostri nonni.

Il libro, edito da Ensemble, è stato presentato al FLA 2019 di Pescara.

Il testo è stato introdotto e illustrato dalla giornalista Catia Napoleone, con il supporto interpretativo delle letture a cura del poeta Dante Quaglietta.

Abbiamo incontrato l’autrice.

Valeria, quando è nata l’ispirazione per questo tuo primo romanzo, che segue il successo della tua opera biografica Remo Gaspari-Storia di un italiano, edito nel 2009 da Tracce?

Il romanzo ha avuto una gestazione lenta, sono andata a ritroso fra ricordi che stavano sbiadendo e sensazioni che invece erano vivissime, perché rappresentavano il retaggio fortissimo di un’infanzia trascorsa in paese, fra racconti, dicerie e, d’inverno, il calore del focolare, in grado di potenziare tutte le storie raccontate, rendendole vive.

La figura di Carmina, che sin dalle prime righe si pone come una roccia in questa storia, incarna l’antitesi di questi stereotipi paesani?

Carmina vive visceralmente il suo tempo, nel bene e nel male. Non si pone in antitesi per voglia di rivalsa, ma segue semplicemente la sua strada. È stata educata al rispetto e al rigore, ma è anche in grado di scegliere per se stessa. Questo la porterà ad avere un rapporto ambivalente nei confronti dei suoi paesani e, nel tempo, la trasformerà in un punto di riferimento.

Nei tuoi personaggi qual è la parte predominante: la convinzione radicale verso certe forme di superstizione e di credenza popolare, il desiderio di ribellione a determinati aspetti legati alla tradizione o il timore nel dissentire da ciò che faceva parte del patrimonio culturale?

Nell’epoca in cui è ambientato il mio romanzo, ai primi del Novecento, le superstizioni erano radicate così profondamente che condizionavano in maniera assoluta la vita delle persone. Per i miei personaggi, tranne qualche scettico, le streghe esistevano davvero, non c’era alcun dubbio in proposito. Non si trattava di ignoranza o di semplice credulità, ma di una categoria dell’esistenza. Un modo, forse, di esorcizzare i timori dando loro forma e nome, per meglio riconoscerli e affrontarli.

Valeria Masciantonio e Catia Napoleone

Questo paesaggio interiore lo rappresenti come un fenomeno carsico che emerge dopo aver agito in profondità?

Penso che nel mio romanzo ci sia molto della fiaba popolare. Le fiabe erano vere perché sceneggiavano una verità che era maturata e cresciuta nelle coscienze contadine, radicandosi nel profondo e riemergendo in riti, credenze, attitudini. Era un mondo più sereno, ogni cosa aveva il suo nome e tutto, in qualche modo, era saggio e rassicurante, anche la paura.

Quanto di questo mondo si è trasmesso alle attuali generazioni?

Credo che qualcosa sia rimasto, nel profondo. Ma sono le generazioni di mezzo, quelle che hanno conosciuto il prima e il dopo, ad avere la responsabilità di trasmettere questo patrimonio che non è solo sentimentale, ma è fatto di cultura, di attaccamento alle radici, di riscoperta di un modo di vivere che, anche se ormai così lontano dalle nostre consuetudini, ha ancora tanto da dirci e tantissimo da darci.  

A Gesso, nell’entroterra abruzzese, gli abitanti del buio si chiamano “quelli della buona sera”.

Entrano nelle case attraverso le porte chiuse, accendono fuochi nelle aie, rovinano i raccolti, sottraggono i bambini appena nati dalle culle. …con questo incipit, vi lasciamo invitandovi a dipanare l’intrigante trama di Donne di Gesso.

Un’edizione da tutto esaurito per il “FLA – Festival di Libri e Altrecose” che da giovedì 7 a domenica 10 novembre ha portato a Pescara oltre 30.000 spettatori di tutte le fasce di età, superando di gran lunga i numeri già entusiasmanti delle scorse manifestazioni.

Il festival, organizzato da Mente Locale di Vincenzo D’Aquino con la direzione artistica del direttore del Post Luca Sofri, si conferma anche quest’anno uno degli appuntamenti culturali più seguiti e apprezzati in Abruzzo e non solo. Tra presentazioni letterarie, incontri sulla musica e sul fumetto, reading e spettacoli teatrali, dibattiti, mostre e approfondimenti sui temi di più stretta attualità e su settori di nicchia della cultura e del giornalismo, sono stati oltre 170 gli incontri in cartellone, suddivisi tra i luoghi più suggestivi del centro storico di Pescara (Casa D’Annunzio, Museo delle Genti d’Abruzzo, Bagno Borbonico, Auditorium Petruzzi, Museo del Gusto e Circolo Aternino) e tra gli altri spazi della città come il Teatro Massimo, lo Spazio Matta, il Museo Cascella e il centro, coinvolto per la prima volta in un’estemporanea di pittura lungo le strade dello shopping. Un circuito virtuoso, insomma, che è riuscito a intrecciare la forte domanda di cultura con la vocazione commerciale e turistica della città.

Gli ospiti di primo piano del panorama culturale italiano come Sandro Veronesi, Enrico Vanzina, lo Stato Sociale, Malika Ayane, Andrea Pezzi, Fabio Caressa, Marco Damilano, Rosella Postorino, Vito Mancuso, Franco Arminio, Enrica Bonaccorti, Chiara Valerio, Marianna Aprile, Marcello Fois e tutti gli altri che hanno animato il FLA nelle sue quattro giornate, sono riusciti a calamitare oltre 30.000 spettatori, attirando anche tantissime presenze extra regionali e facendo registrare il pienone nelle diverse sale. I più affollati in assoluto sono stati gli appuntamenti del sabato pomeriggio al Teatro Massimo, moderati da Luca Sofri, con il giornalista e direttore dell’Espresso Marco Damilano e con il fumettista Gipi. Seguitissimo anche l’approfondimento sui trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino con Malika Ayane, Pietro Biancardi e Francesco Cancellato. I FullPass, disponibili per il terzo anno consecutivo per saltare le code negli appuntamenti gratuiti più affollati, garantendo la possibilità di sedersi nei primi posti, e per avere sconti sulle lezioni della Scuola Holden e sui biglietti a pagamento del festival, sono andati tutti sold out. Positivo anche il bilancio sulle vendite dei libri del FLA. Sono stati 1.388 i testi venduti con un incremento rispetto allo scorso anno (nel 2018 i libri venduti erano stati 1.204).

“È molto bello – dice il direttore del festival Vincenzo D’Aquino – vedere la passione per i libri e la cultura che muove e trasforma la città di Pescara nei giorni del FLA: persone che si spostano da un luogo all’altro del festival con i libri sotto braccio o che scambiano opinioni sull’incontro appena terminato o, ancora, che si intrattengono con gli autori per una foto, un autografo o per chiedere qualche piccola curiosità, magari accompagnati dai volontari, il grande motore di questa manifestazione. È come se il FLA tirasse fuori il meglio dalla città. Tra gli aspetti che quest’anno ci sono piaciuti di più e che intendiamo sicuramente rafforzare con la prossima edizione ci sono il festival nelle vie dello shopping e gli appuntamenti dedicati alle scuole. Dopo il successo degli incontri con Roberto Battiston e Rosella Postorino vorremmo riuscire nel 2019 a organizzarne uno per le scuole, al mattino, in ogni giorno del festival”.

“La forte partecipazione del pubblico agli incontri e alle iniziative artistiche e culturali del FLA – sottolinea l’assessore alla Cultura del Comune di Pescara Mariarita Paoni Saccone – ha decretato un successo oltre ogni aspettativa. Pescara ha risposto benissimo con entusiasmo e partecipazione e il FLA ha dimostrato di essere una delle manifestazioni culturali più apprezzate e seguite, superando anche i numeri delle scorse edizioni. Ho seguito diversi incontri sia in veste istituzionale, come assessore alla Cultura e rappresentante dell’intera amministrazione, e sia in veste di curiosa, in questo modo ho potuto rendermi conto di persona delle sinergie virtuose che hanno portato nei quattro giorni del festival a riempire tutte le location con cittadini di tutte le fasce di età, famiglie, adulti, ragazzi e bambini affezionati frequentatori del festival, ma soprattutto con persone che quest’anno per la prima volta si sono approcciate al festival e ne sono rimaste entusiaste. Quando una manifestazione ha successo è un motivo di vanto per tutta la città. Il mio auspicio è che il FLA possa continuare a crescere anno dopo anno in termini di pubblico, di artisti ospitati e di incontri proposti”.

Nel 2020 l’appuntamento con il “FLA – Festival di Libri e Altrecose” è già fissato, da giovedì 5 novembre a domenica 8 novembre 2020.

 

pescara

Addio ai viaggi della speranza per le costose cure odontoiatriche per i pazienti cosiddetti “fragili”, bambini e adulti affetti da patologie rare o genetiche, diabete, cardiopatie, immunodeficienze, deficit intellettivi e disabilità in genere.

Da oggi infatti queste persone potranno curarsi all’interno dell’Ospedale Santo Spirito di Pescara, dove dallo scorso mese di febbraio, è stato ripristinato l’ambulatorio di Odontoiatria, fortemente voluto dal dottor Gianfranco Ricci, coadiuvato dalla dottoressa Daniela Arcieri Mastromattei.

“Da gennaio ad oggi – spiega Ricci – abbiamo effettuato oltre 1.500 prestazioni odontoiatriche su pazienti fragili esterni e circa 700 prestazioni in consulenza su pazienti interni ai reparti dell’ospedale o provenienti dal Pronto soccorso. I pazienti non collaboranti invece vengono trattati in sedazione cosciente o in anestesia generale, presso il Presidio ospedaliero di Popoli”.

“Ricordo quando all’inizio della mia attività, entrò in reparto una paziente tetraplegica, aveva diciassette anni e pesava poco meno di 25 kg. Affetta da bruxismo, col passare degli anni aveva consumato i denti fino ai nervi. Solo attraverso la sedazione, è stato possibile operarla, devitalizzando 12 denti e in una sola seduta”.

Il dottor Ricci, pugliese di nascita, ma abruzzese di adozione, è stato un precursore delle cure odontoiatriche per i pazienti fragili.

Torna a Pescara dopo un’esperienza ventennale a capo dell’Unità di Odontostomatologia dell’Ospedale Cardarelli di Campobasso e 3.500 interventi. Oggi ricopre anche il ruolo di coordinatore provinciale della S.I.O.H. (Società Italiana di Odontostomatologia per l’Handicap).

“Per l’ospedale di Pescara è importante aver ripristinato le cure odontoiatriche per questo tipo di pazienti. Fino all’anno scorso le famiglie erano costrette ad affrontare lunghi viaggi a Milano, Ancona, Campobasso o Roma. Ora invece a Pescara e Popoli si effettuano cure odontoiatriche altamente qualificate”.

E proprio lo scorso 28 ottobre a Popoli, c’è stata la prima seduta operatoria in anestesia generale, su tre pazienti disabili non collaboranti, realizzata dal dottor Ricci, in collaborazione con i professori Domenico Tripodi e Giuseppe Varvara, del dipartimento di Scienze mediche, orali e biotecnologiche dell’ università  G. d’Annunzio di Chieti.

by francesca

Dopo il grande successo del romanzo “Per Francesco, che illumina la notte”, la scrittrice e Professoressa Elsa Flacco torna a far parlare di sé con un nuovo grande capolavoro, frutto di un’intensa ricerca ed una grande passione: al centro di questa nuova scommessa c’è Giuseppe Dell’Orefice compositore e direttore d’orchestra attivo a Napoli e in Abruzzo nella seconda metà dell’800, uomo di grande valore ma a lungo dimenticato. Il libro in questione si chiama “Giuseppe Dell’Orefice. Un canto interrotto sulla scena napoletana dell’Ottocento”, Libreria Musicale Italiana,  e verrà presentato in occasione del Fla a Pescara, domenica 10 novembre alle ore 17 presso la Sala Fucsia del Circolo Aternino; a dialogare su quest’ultimo capolavoro, con la Professoressa Flacco sarà la giornalista Alessandra Renzetti.

Nato a Fara Filiorum Petri, in provincia di Chieti, nel 1848, in una famiglia modesta ma appassionata di musica (il padre sarto suonava nella banda del paese), Giuseppe Dell’Orefice venne mandato giovanissimo a Napoli, a studiare musica presso il Conservatorio di San Pietro a Majella con i fratelli maggiori Nicola e Biagio.

Contrariamente a loro, divenuti professori rispettivamente di clarinetto e tromba, abbandonò presto lo studio del flauto per seguire lezioni di pianoforte e composizione. La breve ma intensa carriera di direttore d’orchestra e compositore lo vede produrre due opere maggiori, la Romilda dei Bardi nel 1874 e l’Egmont nel 1878, entrambe su libretto di Nunzio Federigo Faraglia, opere minori come Il segreto della duchessa, musica sacra, pezzi per pianoforte, romanze e canzoni napoletane (di cui una su testo di Salvatore Di Giacomo e una di Roberto Bracco, nel 1882 e 1883).

La sua carriera culmina con il quinquennio al teatro San Carlo, dal 1877 al 1882, quando si alterna con colleghi più anziani nel ruolo di direttore stabile: sono questi gli anni di maggiore fama e prestigio di Dell’Orefice, come dimostrano lettere e documenti che lo accreditano come uno dei musicisti più influenti di Napoli.

Nel ’78 si è sposato con Elvira Taranto, giovane di ottima famiglia, e ha avuto due bambini tra il 1880 e il 1882 ma nel 1883 perde il posto di direttore al San Carlo e sembra quasi sparire dalle cronache musicali, a parte qualche notizia di composizioni minori e direzioni di concerti in sale di società filarmoniche: tutta quella fama e popolarità all’improvviso sembrano sgonfiarsi, forse per contrasti con colleghi e conseguente emarginazione dagli ambienti che contano, o per una banale crisi di ispirazione artistica, impossibile saperlo. È certo che il 1884 rappresenta l’annus horribilis di Giuseppe Dell’Orefice: a marzo perde la moglie ventottenne, morta di qualche morbo ignoto. Due mesi dopo è costretto a dirigere tre opere al teatro Marrucino di Chieti, in sostituzione di un direttore cacciato per contrasti con l’orchestra, ma con il dolore nel cuore; i bambini vengono affidati e allevati dalla famiglia della moglie, che lo terrà lontano nei pochi anni che gli restano. Subito dopo iniziano i primi sintomi di quella demenza progressiva, forse causata da una forma di sifilide contratta anni prima, che si aggraverà costringendolo a più ricoveri in manicomio, fino alla morte sopraggiunta il 4 gennaio del 1889, a soli quarant’anni. Pochi e tristissimi i documenti di questi ultimi anni, quando restano solo i fratelli ad assisterlo nel lento struggente declino. Alla sua morte viene ricordato solo da alcuni brevi necrologi venati di rimpianto. Anni dopo i figli riceveranno riconoscimenti e omaggi alla sua memoria. La sua figura sopravvive alcuni anni nel ricordo di chi l’ha conosciuto, dei familiari e dei figli, poi più nulla: per un secolo viene ricoperta dall’oblio, letteralmente cancellata. Poi, pian piano, ricompare nelle ricerche di qualche appassionato e nella volontà dei discendenti di rendergli l’onore che merita, come uomo e come musicista.

In seguito nasce l’Istituto Giuseppe Dell’Orefice, fondato e animato dai pronipoti Giorgio e Fabrizio e dal direttore d’orchestra Maurizio Colasanti, sostenuto da figure importanti della politica e della cultura: tutti uniti dal desiderio di rivalutare una figura importante della scena musicale partenopea tra gli anni ’70 e ’80 dell’Ottocento. E nasce la ricerca documentaria, bibliografica e archivistica che ha portato alla realizzazione di questa biografia: un testo basato su una documentazione rigorosa, doverosamente riportata in appendice, ma attento anche a rendere le atmosfere, i colori, le parole, i suoni di un momento storico e di un contesto artistico irripetibili. Quelli della Napoli di allora, quando la musica era al centro della vita culturale e sociale di ampi strati della popolazione: un ruolo che in seguito ha tristemente perduto.

“Quando per la prima volta, ormai quattro anni fa, – spiega Elsa Flacco – ho sentito il nome di Giuseppe Dell’Orefice dall’amico direttore d’orchestra Maurizio Colasanti che mi proponeva di fare ricerche sulla sua vita, non avrei mai creduto che sarebbe diventato così importante per me. All’inizio non ero particolarmente attratta dall’idea di scrivere la biografia di un musicista vissuto un secolo e mezzo fa, tra l’altro non mi ero mai cimentata prima di allora in questo genere di scrittura. Ma dopo aver trascorso tanti mesi in sua compagnia, alla ricerca delle tracce del suo passaggio su e giù per l’Italia, attraverso biblioteche, archivi di conservatori e di teatri, fondi documentali privati e pubblici, la sua storia mi è entrata dentro fino a diventare parte di me. Raccontare Giuseppe Dell’Orefice, con i suoi successi, le delusioni, gli entusiasmi e le illusioni, il dolore, la malattia e la fine così triste, lo sento adesso come un dovere nei confronti di un amico che non c’è più. Ascoltare la sua musica, riscoperta ed eseguita di nuovo dopo più di un secolo grazie al maestro Colasanti e ai pronipoti Giorgio e Fabrizio, che hanno fondato l’Istituto Giuseppe Dell’Orefice, mi procura un’emozione difficile da spiegare. Presentare questo lavoro, pubblicato dalla Libreria Musicale Italiana, al FLA è per me una grande soddisfazione, prima di un evento importante che stiamo organizzando per l’inizio di dicembre a Roma”.

by Alessandra Renzetti

Dopo una prima ed emozionante presentazione presso il suo comune di residenza, Pianella, dov’è stata accolta dal sindaco Sandro Marinelli, il tour della scrittrice Felicita Romano prosegue senza sosta. E così, proprio lei che parla al cuore di grandi e piccoli sarà al Fla, domenica 10 novembre alle ore 11:00 presso il Circolo Aternino – Sala Fucsia a Pescara, con la nuova esperienza letteraria “La favola di Puccino e Luppina: gli aggiustacuori”.

Presentazione a Pianella

Al centro di questa favola tornano le emozioni che incontrano le proprie origini, riempiono il cuore divertendo i piccoli, ma portano gli adulti a riflettere e si sa, di fronte ai propri sentimenti talvolta messi all’angolo o addirittura trattenuti per paura di star male, anche i più grandi devono arrendersi: l’amore è una linfa vitale, scioglie le tensioni, fa battere i cuori più velocemente, ma soprattutto l’amore sa dare risposte a tante domande, anche a quelle più complesse, anche quelle che fanno male, ma è nell’amore stesso poi che si trova la soluzione.

Al fianco della scrittrice, in occasione della presentazione pescarese, ci saranno la giornalista Alessandra Renzetti e l’editore Jacopo Lupi, ad aggiungere un tocco di colore all’appuntamento ci sarà il grafico e vignettista Daniele Valentini che divertirà con le sue magiche creazioni.

Locandina Fla

Felicita Romano, dolce e sensibile tanto amata dai piccoli, ha sintetizzato in questo nuovo libro (di Lupi Editore) le sue emozioni,  mettendo in piedi un progetto che parla d’amore, sentimento nobile che non deve mancare mai nella vita: i bambini per crescere bene hanno bisogno di amore e vanno rispettati ed educati proprio perché a loro volta possano diventare adulti responsabili.

La Romano nella sua vita ha ottenuto diversi riconoscimenti per aver scritto poesie e racconti che hanno appassionato i suoi piccoli ammiratori, in uno stile semplice, travolgente, di facile interpretazione ma sicuramente mai scontato, d’altra parte sono le stesse emozioni a non essere mai scontate nella vita e molto spesso sono difficili da spiegare soprattutto ai più piccini, che conoscono ancora poco il mondo, che non sanno ancora la differenza tra il bene ed il male, tra l’amore e l’odio, ed ecco che attraverso le favole hanno bisogno di sapere.

Ad impreziosire le storie di Giulia e Francesco, i protagonisti del libro, ci sono due graziosi gnometti che sono appunto Puccino e Luppina che rappresentano questo sentimento di cui tanto si parla, e proprio i due dolci gnometti mostreranno in modi differenti ai due co-protagonisti che in tale contesto simboleggiano tutti i bambini del mondo, una grande verità: durante la propria vita è possibile fidarsi di questo enorme sentimento e si può godere di tutta la sua dolcezza, non bisogna temere l’amore.

Come sottolinea la scrittrice: “E’ bene ricordare che con l’amore si può sconfiggere il male, si può vivere serenamente, è l’amore che dà la forza di lottare anche di fronte ad un grande dolore e domenica ne parleremo di nuovo proprio perché è importante”.

by Alessandra Renzetti

I libri più amati e popolari e gli scrittori del momento. L’approfondimento giornalistico e i temi di più stretta attualità. E poi musica, teatro, fumetti, reading, arte e fotografia che si mescolano e si contaminano tra le strade del centro città e nei luoghi storici del “FLA – Festival di Libri e Altrecose”. La rassegna culturale, organizzata come ogni anno da Mente Locale di Vincenzo D’Aquino con la direzione artistica di Luca Sofri e la collaborazione di diversi partner nazionali e sponsor locali, torna da giovedì 7 a domenica 10 novembre per portare a Pescara ospiti di primo piano del panorama letterario contemporaneo, eventi artistici e culturali, mostre e intrattenimento per adulti, ragazzi e bambini.

Sono oltre 170 gli appuntamenti in cartellone, quasi tutti a ingresso gratuito grazie al prezioso sostegno del main sponsor Deco, da sei anni compagno di avventure del FLA, e grazie al contributo del Comune di Pescara. Importante anche il supporto degli altri motori dell’organizzazione (Amazon Audible, Coca Cola Italia, Casal Thaulero e Metamer) e le collaborazioni nazionali con Il Post, la Scuola Holden fondata da Alessandro Baricco e Rai Radio 3.

Nel ricco parterre dell’edizione 2019 del FLA troviamo ospiti come il Premio Strega Sandro Veronesi, uno degli scrittori più letti e apprezzati in Italia, che presenta il suo nuovo libro “Colibrì” appena pubblicato per “La nave di Teseo” e lo storico veejay di MTV e conduttore televisivo Andrea Pezzi, oggi imprenditore digitale (giovedì 7 novembre); il teologo Vito Mancuso con il suo ultimo volume “La forza di essere migliori” uscito con Garzanti, il giornalista e commentatore sportivo Fabio Caressa e l’ex ministro ed ex presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni (venerdì 8 novembre). In arrivo a Pescara anche il gruppo musicale Lo Stato Sociale con il suo terzo romanzo “Sesso, droga e lavorare”, il direttore dell’Espresso Marco Damilano, il fumettista Gipi e la cantante e giudice di X-Factor 2019 Malika Ayane (sabato 9 novembre); la vincitrice del Premio Campiello 2018 Rosella Postorino con il suo primo libro per ragazzi “Tutti giù per aria”, edizioni Salani, e uno dei più noti e apprezzati esponenti della stand up comedy in Italia, Saverio Raimondo (domenica 10 novembre). Ma il lungo elenco degli ospiti del FLA non si esaurisce qui. Nei quattro giorni della manifestazione interverranno, tra gli altri, Marcello Fois, Stefano Catone, Lucrezia Guidone e Franco Arminio (giovedì 7); Filippo Rossi, Chiara Valerio, Piero Trellini  e Paolo Nori (venerdì 8); Pierluigi Battista, Enrica Bonaccorti, Vera Gheno, Pietro Biancardi, Elena Loewenthal, Roberto Battiston (sabato 9); Fabio Geda, Roberta Scorranese, Marianna Aprile, Matteo Caccia e Viola Ardone (domenica 10).

La rinnovata collaborazione tra il FLA e l’Ente Manifestazioni Pescaresi si concretizza venerdì 8 novembre al Teatro Massimo nel tributo a Francesco Guccini tra parole e musica, quelle di Paolo Talanca e del Contemporary Vocal Ensemble diretto dal maestro Angelo Valori, dopo il grande successo del 2018 con la serata-evento “Mogol racconta Battisti”. Un altro omaggio ad un grande della musica italiana, Ivan Graziani, è in programma sabato 9, nella stessa location, con lo spettacolo di Andrea Scanzi e Filippo Graziani.

Il “Fla – Festival di Libri e Altrecose” si snoda in 10 sezioni, ognuna con il suo curatore. Superano gli 80 gli autori abruzzesi selezionati per presentare al pubblico le loro opere nell’ambito della sezione “Abruzzo L.O.C.” (Letteratura di Origine Controllata), in rappresentanza di circa 50 case editrici. Ci sono poi le sezioni “Prisma Italiano” a cura di Massimiliano Panarari, “A ruote spiegate” a cura di Alessandro Ricci, “Playlist” a cura di Fabio Ciminiera, “Rainbow” a cura di Abruzzo Pride, “Olis” a cura di Michele Meomartino, “Un uomo in più” a cura di Mark Karaci e Niccolò Maria Santi. Una sezione speciale “Kids” abbraccia iniziative e laboratori per i più piccoli ed è a cura del Museo delle Genti d’Abruzzo, mentre la sezione “Fumetto” è portata avanti dalla Scuola Internazionale di Comics di Pescara e comprende incontri e iniziative con i fumettisti più accreditati, come Gipi e Roberto Recchioni. Infine nell’ambito della sezione Satyricom, curata dall’Arci, saranno organizzate iniziative nei circoli della città.

Tre sono le mostre che si inaugureranno nei giorni del FLA: quella di Sebastiano De Laurentiis e Luigi D’Alimonte nei locali della Casa Natale di Gabriele d’Annunzio, la personale di Pino Procopio al Museo delle Genti d’Abruzzo e quella dedicata a Nanni Balestrini allo Spazio Matta frutto della collaborazione tra il festival, l’Associazione Culturale Grand Hotel e Artisti per il Matta.

 

 

LE NOVITÀ

Nato nel 2003 e giunto alla sua 17ma edizione, il “FLA – Festival di Libri e Altrecose” è cresciuto anno dopo anno fino a diventare uno degli eventi più importanti del Centro Italia (nel 2018 ha toccato quota 30.000 spettatori), anche grazie all’ingresso come direttore artistico nel 2012 di Luca Sofri, fondatore del quotidiano online Il Post.

Gli appuntamenti quest’anno si concentrano in diversi luoghi della città. Non solo nel centro storico, tra la casa natale di Gabriele d’Annunzio e quella di Ennio Flaiano, all’Auditorium Petruzzi, al Circolo Aternino, al Caffè Letterario e al Museo delle Genti d’Abruzzo. Altre iniziative e presentazioni animeranno diversi spazi culturali come lo Spazio Matta, il Teatro Massimo e il mercato coperto di piazza Muzii. E, novità del 2019, un’iniziativa speciale coinvolgerà anche i commercianti del centro città con un’estemporanea di pittura denominata “Libri su Tela” che si terrà sabato 9 lungo le vie dello shopping. Quest’ultima iniziativa, che vedrà la partecipazione di decine di pittori, dei lettori volontari della Rete del Libro “PescaraLegge”, dei musicisti del Conservatorio Luisa D’Annunzio di Pescara e della Compagnia Nazionale di Danza Storica Abruzzo, è stata organizzata dal FLA con il patrocinio dell’Assessorato al Commercio del Comune di Pescara e la collaborazione di Confesercenti, Confcommercio, Endas Abruzzo e Best Ideas Formazione.

Un’altra novità dell’edizione 2019 è la collaborazione con l’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara che condurrà, per conto del FLA, uno studio finalizzato alla valutazione della soddisfazione dei partecipanti all’evento, nonché delle potenzialità del festival per la promozione del territorio abruzzese.

Con l’edizione 2019 il FLA condivide l’impegno all’ecosostenibilità che da sempre contraddistingue l’attività del main sponsor Deco. Insieme, FLA e Deco, hanno aderito all’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, facendo propri gli obiettivi delle Nazioni Unite per tracciare la strada da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni. Con l’obiettivo di diffondere l’importanza della lettura in chiave sostenibile, valorizzando la pratica del riuso e lo scambio gratuito dei libri, è stato rinnovato il progetto della libreria di strada “Deco Street Library”. La street library 100% green, grazie a Deco, sarà presente nei luoghi del festival per permettere a chiunque di lasciare i propri libri e prenderne in prestito altri. Infine, sempre in chiave sostenibilità, saranno a disposizione del pubblico del FLA 6 risciò firmati Metamer, che stazioneranno in piazza Sacro Cuore e condurranno gli spettatori che vorranno usufruirne da un luogo all’altro del festival.

 

LE INIZIATIVE SPECIALI

Torna anche in questa edizione un format consolidato, quello dei 3 interessanti corsi di formazione proposti dalla Scuola Holden, fondata da Alessandro Baricco, dedicati a tutti gli appassionati di scrittura e relativi alla voce, all’autofiction e al conflitto. In calendario il workshop a cura del Post con Francesco Costa e Luca Misculin sul “Podcast spiegato bene e come farne uno” e quello con Paola De Simone su “Fare radio”.

Non mancheranno gli aperitivi letterari, tutti i giorni dalle 19.00 al Caffè Letterario con musica dal vivo, e il Full Pass, che consente di evitare le code negli appuntamenti più affollati e la possibilità di sedersi nelle prime file degli eventi principali.

Tutti gli autori del FLA saranno presenti al party in programma sabato 9 novembre al Museo Cascella. Su prenotazione si potranno gustare le specialità degli chef in compagnia degli ospiti del festival, il ricavato della serata servirà a finanziare le iniziative culturali del FLA e della Fondazione Genti d’Abruzzo.

Infine si chiama “Pescara in estrema sintesi” il nuovo progetto degli Arago designer pensato apposta per il festival, un modo per riflettere sul genius loci e sulle sue ricombinazioni e per avviare una discussione sulla percezione dell’identità dei luoghi di appartenenza.

 

LA CONFERENZA STAMPA

L’edizione 2019 del ““FLA – Festival di Libri e Altrecose” è stata presentata stamattina al Caffè Letterario di Pescara dal direttore del FLA Vincenzo D’Aquino, dal sindaco del Comune di Pescara Carlo Masci, dall’assessore alla Cultura del Comune di Pescara Mariarita Paoni Saccone, dall’assessore agli Eventi e Manifestazioni del Comune di Pescara Alfredo Cremonese e da Valentina Di Zio di Deco Spa, main sponsor del festival.

Il sindaco Masci ha posto l’accento sulla “sinergia costruttiva tra pubblico e privato che lega Pescara alle iniziative culturali e turistiche e alle effervescenze del territorio”, sottolineando come “questo percorso virtuoso che la nostra amministrazione intende ampliare, farà sicuramente crescere culturalmente la città”, mentre l’assessore alla Cultura Paoni Saccone ha rimarcato “l’importanza per il territorio di un festival che, nel 2018, ha portato a Pescara oltre 30mila presenze distribuite in oltre 150 incontri”.

“Quest’anno – ha poi sottolineato l’assessore al Commercio Alfredo Cremonese – per la prima volta portiamo il FLA nelle vie dello shopping del centro città, grazie all’iniziativa “Libri su Tela” che ho voluto realizzare in collaborazione con le associazioni di categoria dei commercianti e che contribuirà a portare arte, cultura e divertimento anche nelle strade del centro cittadino”.

 

I VOLONTARI

Un ringraziamento speciale, come nelle edizioni precedenti, va alla squadra di ragazzi e ragazze che collaborano volontariamente e gratuitamente al festival. I volontari, un centinaio anche nel 2019, sono le vere colonne portanti del FLA.

 

Il programma del FLA è consultabile sul sito http://www.pescarafestival.it/

by Redazione
Patrizio Santo è tra i 65 artisti (su più di 840 iscritti) che hanno superato la prima selezione di  Sanremo Giovani 2019.
Patrizio Santo
Di conseguenza, il 3 novembre l’artista pescarese porterà la sua “ L’estate a dicembre” alle audizioni al  Teatro delle Vittorie di Roma, esibendosi di fronte alla Commissione Musicale presieduta da  Amadeus (in veste di direttore artistico) e composta da  Claudio Fasulo,  Gianmarco Mazzi,  Massimo Martelli e  Leonardo De Amicis.

Qui verranno scelti i 20 artisti che parteciperanno poi a “Italia si”, programma del sabato pomeriggio condotto da  Marco Liorni. Tra di loro ne rimarranno 10, che si esibiranno il 19 dicembre su  Raiuno per conquistare uno dei 5 posti che garantiranno l’accesso al  Festival di Sanremo 2020, categoria Nuove Proposte.

In questi giorni Patrizio Santo è in radio e nei digital store con il suo nuovo singolo “ Milady” (uscito per la  Ondesonore Records), che vanta il featuring con il rapper americano  Mic Champion.

Questa collaborazione è nata sui social con una stima reciproca nell’ascolto dei loro brani fino a portarli alla creazione di un singolo dal sapore internazionale. Le riprese del  videoclip sono state effettuate  tra la Florida (nello specifico,  Miami)  e l’Italia: nonostante la grande distanza geografica, i due artisti hanno amalgamato i loro diversi stili e le loro culture musicali creando un sound unico nel suo genere.

Patrizio Santo è reduce da un altro importante featuring con  Luca Abete, inviato di  Striscia La Notizia, con la canzone “ Non ci ferma nessuno”, grazie alla quale sono stati donati 10.000 pasti completi al  Banco Alimentare. La canzone è diventata la colonna sonora della campagna sociale motivazionale ideata dallo stesso Luca Abete e giunta quest’anno alla quinta edizione.

Inoltre, la scorsa estate Patrizio è stato tra i protagonisti del  Deejay on Stage a Riccione nel contest per emergenti con il suo brano “ Ancora”. Il suo primo album è quasi pronto: sui social Patrizio ha una ricca fanbase che lo segue e con la quale interagisce quotidianamente. C’è tanta energia positiva con l’obiettivo di trasmettere emozioni e costruire un lungo filo costante.

by Redazione
premio cambiamenti

C’è una Silicon Valley d’Abruzzo in cui lavorano giovani imprenditori, dove corrono idee innovative, che guarda al mondo dei mercati globali ma sa anche riusare materiali e strumenti della tradizione regionale: come la vecchia, cara ceramica.

Tutto questo è condensato nel Premio Cambiamenti, voluto dalla Cna italiana proprio per premiare il pensiero innovativo, giunto alla quarta edizione, ha incoronato a Pescara la “regina” d’Abruzzo, ovvero l’impresa che il 28 novembre prossimo, a Roma, contenderà alle vincitrici delle altre regioni il primato nazionale.

Ad aggiudicarsi l’ambito traguardo è stata la “Termotag sas” dell’imprenditore teatino Luca Amicone; ha preceduto la “Carvin engineering srl” di Vincenzo Di Nino e la “Let’s Webearable Solution srl” di Mauro La Rocca e Robert Manolea.

Il trio ha ottenuto il più alto indice di gradimento al termine dalla selezione avvenuta nell’aula Federico Caffè della Facoltà di Economia dell’università d’Annunzio.

A decidere una platea di oltre 300 studenti, dopo una breve presentazione uguale per tutti (appena quattro minuti ciascuno) effettuata dai 12 concorrenti selezionati tra le 69 candidature della regione da una precedente scrematura effettuata da una giuria di esperti, tutti imprenditori e dirigenti del sistema CNA Abruzzo: Mirco Mirabilio, Linda D’Agostino, Paolo D’Amico, Gabriella Corona, Roberta Dell’Aguzzo e Ivano Lapergola.

Il verdetto della giuria “popolare” è avvenuto – e non poteva essere altrimenti – attraverso un voto avvenuto via social, smartphone ed altre tecnologie avanzate: il gradimento degli studenti si è miscelato, con diverse proporzioni, a quello degli esperti.

Il progetto del vincitore – che si aggiudica intanto un bonus da mille euro in servizi, in attesa di competere per gli ambiti benefit della finale nazionale, tra cui il primo premio da 20mila euro – potrebbe essere destinato a rivoluzione l’utilizzo di strumenti di larghissimo consumo, quali riscaldamento o condizionamento dell’aria.

Attraverso l’applicazione al polso di un semplice bracciale in ceramica, infatti, la persona sarà in grado di poter stabilizzare la propria temperatura corporea, evitando così un uso abnorme di emissioni fredde o calde a seconda della stagione, a tutto vantaggio dell’ambiente:

Ho messo a frutto questa idea progettuale nel mio soggiorno negli Stati Uniti – spiega Amicone, quarant’anni, laurea in Scienze manageriali proprio a Pescara – dove ero andato a perfezionare la lingua. Ho osservato, soprattutto nella stagione estiva, un uso folle di condizionatori sparati “a palla”, ho studiato le proprietà della ceramica, ed ho messo a punto questo brevetto, che stabilizza la temperatura corporea impedendo di usare in modo esagerato tanto l’aria fredda che quella calda.

Un dispositivo molto semplice, che per il momento sembra avere competitori importanti solo in America, e prospettive interessanti su tanti mercati, a partire da quello che si occupa di prodotti per la salute.

Un’applicazione – sia detto per inciso – che fa il paio con quella che un anno fa, sempre con la ceramica protagonista, consegnò la  vittoria finale nazionale all’aquilano Massimiliano Falcone, pure lui impegnato a studiarne l’uso a fini scientifici, medici e sanitari.

Dopo Amicone, piazze d’onore per la “Carvin engineering srl” di Vincenzo Di Nino e la “Let’s Webearable Solution srl” di Mauro La Rocca e Robert Manolea.

La prima si occupa dello sviluppo delle cosiddetta “visione artificiale” nel campo industriale; la seconda, invece punta su un campo assai simile a quello del vincitore: l’utilizzo stavolta di indumenti particolarmente trattati per la trasmissione di dati relativi alla salute di chi li indossa.

Con loro, hanno proposto i rispettivi progetti anche “LF System Italia srl”; “Gianluca Nappo natural fashion”; “Palati a Spasso srl.”; “Liberha srl”; “Abruzzo Rural Property sas”; “Api Forge srl”; “Teknisolar srl”; “Amosa.Exe srl”; “Oleafit”; “Pendeche srl”.

Alla manifestazione conclusiva del Premio Cambiamenti hanno preso parte, tra gli altri, il coordinatori nazionale e regionale del Premio, Luca Iaia e Silvio Calice, il presidente e il direttore regionale della Cna Abruzzo, Savino Saraceni e Graziano Di Costanzo, il presidente regionale dei Giovani Imprenditori di Cna, Luca Lecce.

by Redazione