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Tag Archives: mostra di pittura

San Buono. È stata inaugurata la scorsa domenica 9 agosto a Palazzo Caracciolo in piazza della Vittoria a San Buono la mostra di pittura di Nicola Romilio a cura di Antonio Mezzanotte. Vernissage molto partecipato con la mostra che sarà visitabile tutti i giorni dalle 17:30 alle 23:30 fino al prossimo 16 agosto. L’inaugurazione, così come l’intera mostra, è stata inserita a cavallo delle feste patronali del comune del Vastese nelle quali si festeggiano San Lorenzo e San Buono. L’esposizione segue il successo della mostra di Francavilla al Mare dello scorso luglio.
“ È un ritorno alle origini – ha spiegato il curatore Antonio Mezzanotte – la prima mostra di Nicola Romilio è del 1981 e l’ha realizzata proprio qui a San Buono. Quindi è un ritorno alla terra natia, ma tutta l’opera di Nicola Romilio, come ho scritto nel catalogo della mostra, è un ritornare alla terra perché dalla terra Nicola trova quell’energia che poi rappresenta nella propria produzione artistica. Dalla terra Nicola trae quella luminosità che caratterizza la propria produzione. Nicola rappresenta i paesaggi, la Valle del Treste, rappresenta le vedute sul mare del suo studio di Silvi Marina e quella è una luminosità che è un’interpretazione che ha Nicola della vita, una vita che guarda sempre al lato positivo. Io ho conosciuto Nicola sui social che oggi vengono utilizzati in tanti modi, però bisogna utilizzarli con il dovuto grado di sale, e ci siamo incontrati. Io sono un avvocato, però nel tempo libero mi occupo anche di storia locale e parlando dei Caracciolo di San Buono, in questa mostra siamo ospiti appunto del Palazzo Caracciolo, Nicola mi ha contattato, ci siamo incontrati all’Aurum di Pescara in occasione di una mostra che aveva organizzato. Sono stato preso dalla sua squisita umanità e poi dai propri quadri, i quadri di Nicola rappresentano il territorio. Nel catalogo ho scritto che Nicola si ricollega a Teofilo Patini, perché come lui è l’artista della socialità, dei bisogni del popolo. Ritornando alle sue origini di San Buono Nicola rappresenta quella che è la terra. Quindi le esigenze, le aspirazioni e le speranze del suo paese di origine ed è stato bello perché, occupandomi della storia locale, ho trovato un artista che valorizza proprio quelle che sono le origini. Nicola è un grande artista, è ben voluto come persona, ma è anche una persona di grande cultura. Ha fatto nella vita altro, non ha vissuto di pittura, però ha coltivato sempre con grande passione la sua arte e questo lo vediamo nella sua produzione perché Nicola è pittore, incisore, scultore, quindi è importante valorizzarlo. Lui ha iniziato la sua carriera a Charleroi, dunque ha anche un respiro internazionale, Nicola ha realizzato produzioni per l’Argentina e per altri paesi dell’America Latina. Quindi unisce il respiro internazionale, che si vede anche nei soggetti, nelle tematiche delle proprie opere, con quello che è il ritorno alle proprie origini”.
“In precedenza ho svolto una mostra a Francavilla che ho concluso il 12 luglio – ha ricordato l’artista Nicola Romilio – poi mi sono organizzato per tenerne una anche nel mio paese natio, che è San Buono, e l’ho voluta fare in questo salone di una casa antica dei Caracciolo. Siccome lo spazio è molto grande, ho inserito più del doppio dei quadri di Francavilla. Ho inserito anche alcuni quadri giovanili, ci sono dei ritratti dei miei cugini del ‘65 e del ‘67, poi c’è un mio autoritratto del ‘64. Insomma, ci sono quadri di diversi periodi e cerco di rappresentare emotivamente quello che è il mio vissuto e poi realizzare qualcosa di fantasia oppure sulla mitologia, che ho ambientato nella zona dove da bambino andavo al fiume. In alcuni quadri ho nobilitato questi posti della mia infanzia. Ultimamente ho rappresentato l’alba perché vedo dal mio studio il sole che nasce dal mare, oppure il paesaggio dalla parte della collina. Cerco di rappresentare tutto quello che mi coinvolge emotivamente e lo riporto su tela. Poi sono appassionato di Iris, che ho nel mio giardino, e quando arriva la Primavera dipingo sempre questo tipo di fiore, di qualsiasi colore. Quindi cerco di rappresentare le cose che più mi piacciono. Nella lettera indirizzata agli artisti Giovanni Paolo II diceva ‘ci dovete meravigliare nel rappresentare la natura’, io cerco di fare qualcosa di simile, se ci riesco non lo so, ma so che sia un non addetto che un uomo di cultura, quando esce da una mia mostra è contento, carico ed entusiasta. Questa è la cosa importante, il resto non mi interessa. Avevo letto il libro di Antonio Mezzanotte sui Caracciolo e sulla storia locale e quando ho organizzato la mostra qui non potevo esimermi dal farla curare a lui”.
Nicola Romilio nasce a San Buono nel 1945. Si diploma presso l’Istituto d’Arte di Chieti. Dopo aver frequentato il Magistero d’Arte a Firenze, si abilità all’insegnamento di disegno, Educazione Artistica per le scuole medie e discipline pittoriche per gli Istituti d’Arte. Inizia la sua carriera occupandosi di ceramiche e sculture in Belgio: nel 1966 è a Charleroi dove realizza numerosi pannelli artistici, a bassorilievo di grande formato, per l’Argentina ed il Brasile. Al suo ritorno in Italia, ha iniziato una lunga, feconda ed eclettica attività artistica che lo vede febbrilmente impegnato nella pittura e nell’incisione. In campo pittorico conosce una prima fase espressionistica a cui fa seguito una stagione “ideologica” nella quale gli autoritratti e le nature morte lasciano il posto ad un realismo onirico, ad una fase ideologica e visionaria dove le immagini dei personaggi storici degli anni Settanta si contaminano con i sogni e gli incubi di una generazione. Giunge, successivamente, al recupero dei temi e delle suggestioni metafisiche e surrealiste, un’evoluzione segnata dal passaggio cromatico dai toni autunnali (della prima stagione) al blu (della fase ideologica) al cinabro e all’arancio dell’età metafisica. Negli ultimi anni approda ad un naturalismo “luminoso” nel quale trovano posto sia i dipinti che raccontano il mito greco, che le vedute del suo studio nella casa di Silvi, città di adozione, dalla cui collina egli matura uno sguardo prospettico e una conquista della luce che sembrano dare potenza numinosa e diafana ad una pittura che si fa sempre più sguardo terso e armonico. Le sue opere si trovano in diverse collezioni pubbliche e private, italiane ed estere.

by Francesco

Francavilla al Mare. Sabato 26 luglio 2025, presso la sede dell’Associazione Culturale “Senso Civico” in Francavilla al Mare (CH) – Viale Nettuno, 107 ci sarà l’inaugurazione della mostra di pittura “Leopoldo Marciani: Essenze Marine”, una retrospettiva dedicata, a cent’anni dalla nascita, ad uno dei massimi esponenti della pittura figurativa abruzzese del dopoguerra; interverranno per illustrare l’opera del maestro, il critico d’arte Prof. Massimo Pasqualone e l’Arch. Sara Tarricone, Presidente dell’Associazione Culturale “Sogni e Percorsi”.
La mostra nel ripercorrere un itinerario artistico di oltre cinquant’anni, costellato da brillanti affermazioni, costituisce un punto fermo in chiave storica sulla ricerca del maestro teatino. Infatti, pur essendo originario di Pescara, dove è nato nel 1924, Leopoldo Marciani è vissuto per la maggior parte della sua vita a Chieti dove è stato docente di educazione artistica.
Trasferitosi da piccolo a Lanciano (Ch), città della sua famiglia, si è diplomato a Firenze in arti grafiche. Accanto alla sua attività di pittore, ha affiancato il lavoro di ceramista e mosaicista, avendo prodotto in tali tecniche opere di grandi dimensioni. Si è interessato altresì di illustrazione del libro e di pittura murale nonché di arte sacra con dipinti presenti in chiese. Ha partecipato per invito a numerose rassegne in Italia e all’estero (Nizza, Bucarest, Toronto, Ottawa).
I temi ricorrenti della sua pittura sono il paesaggio, montano, campestre e marino e la figura, proposti con un saldo impianto formale ed un cromatismo caldo per lo più timbrico. Ha tenuto diverse personali: da citare quelle al Palazzo delle Esposizioni a Roma nel 1970, alla Galleria Ponterosso di Pescara nel 1975, alla Galleria Artespaziodieci di Bologna nel 1987, all’Auditorium Diocleziano di Lanciano nel 1995 e alla Bottega d’Arte di Chieti nel 2005. Nel 2006 importante personale dal titolo Arte, esca del sentimento al Palazzo degli studi di Lanciano. Delle rassegne alle quali è stato invitato si ricordano i Premi Sulmona, Termoli, Vasto, Riviera del Conero, Avezzano, Penne, Teramo, Chieti ecc. Opere di Marciani sono esposte al Museo “Costantino Barbella” di Chieti e al Museo di Nocciano; una grande Deposizione di Marciani è collocata nella Chiesa di Madonna delle Piane a Chieti Scalo, mosaici presso cappelle private nel cimitero monumentale di Chieti oltre che in collezioni private. Nel 2009 l’amministrazione comunale della Città di Chieti gli ha conferito una targa per i suoi meriti artistici.
Leopoldo Marciani è venuto a mancare l’11 febbraio 2012.
A Francavilla al Mare, Marciani trascorreva con la sua famiglia, gran parte delle sue vacanze estive e negli anni ’60 e ’70 dipinse dal vivo molte delle sue marine ispirandosi agli angoli della cittadina balneare.
La mostra, fortemente voluta dal presidente dell’Associazione Culturale “Senso Civico” avv. Nicolino di Quinzio, rimarrà aperta fino al 1 agosto 2025 con ingresso libero (orario tutti i giorni, dalle 21.30 alle 23.30 e domenica 27 luglio 2025 anche dalle 18.00 alle 20.30).

by Francesco

Villa Santa Maria. Il 30 novembre a Villa Santa Maria, dalle ore 10 alle ore 13 presso la Fondazione Falconio in Corso Umberto I, 1, presentazione della mostra di pittura “Moving parts, personaggi ad ingranaggio”, di Graziano Sabatini.
L’esposizione, aperta a giornalisti e interessati fino ad esaurimento posti, illustrerà i concetti pittorici dell’autore che traggono ispirazione dai segnali di sicurezza sul lavoro presenti nelle fabbriche. La mostra, quindici le tavole esposte che resteranno in visione gratuita per tutto il mese di dicembre, sarà preceduta dalla relazione del critico d’arte Massimo Pasqualone e dall’intervento del fumettista e disegnatore Tanino Liberatore.
L’evento rientra nel programma culturale della Fondazione Falconio che nel mese di dicembre proporrà altri due eventi formativi, con crediti formativi per i giornalisti, dedicati alla musica dialettale abruzzese e alla Seconda guerra mondiale in Abruzzo, a ottant’anni dagli avvenimenti.