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Tag Archives: Fondazione Paolo VI

autismo

Venerdì 1° aprile, nella sede del Centro Adriatico della Fondazione Paolo VI sul Lungomare Giovanni XXIII n. 55 a Pescara, con inizio alle 16, si terrà la tavola rotonda dal titolo Nuove consapevolezze e opportunità per le persone con spetto autistico. Parteciperà Elena Bonetti, ministra della Famiglia e della Pari opportunità.

Dialogheranno con lei Nicoletta Verì, assessore regionale alla Sanità, Renato Cerbo, capodipartimento Salute mentale e primario di Neuropsichiatria infantile, Alessandra Portinari, presidente Angsa, e Daniela Puglisi, referente Area Inclusione Ufficio Scolastico Territoriale Pescara Chieti. Previsti i saluti di Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo, Carlo Masci, sindaco di Pescara, Vincenzo Ciamponi, direttore generale Asl di Pescara, e Roberto Fiorini, regional manager UniCredit Centro Italia.

La tavola rotonda sarà presieduta e moderata da Peppino Polidori, presidente della Fondazione Paolo VI, e vedrà le conclusioni e i ringraziamenti di S.E. monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne.

L’appuntamento rappresenta un importante momento di confronto su un tema, quello dello spettro autistico, che vede da sempre la Fondazione Paolo VI protagonista non solo in Abruzzo ma anche a livello nazionale, in forza di un’esperienza più che decennale e di consolidate collaborazioni con luminari che rappresentano autorevoli punti di riferimento di questo campo.

A causa delle norme anti Covid, per chi è interessato a partecipare all’incontro è prudente inviare una mail di prenotazione all’indirizzo info@fondazionepaolosesto.org e attendere una risposta di conferma.

L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook della Fondazione Paolo VI.

by Redazione
Autismo

Da sempre, la Fondazione Paolo VI è in prima linea nella cura dei pazienti con disturbo dello spettro autistico. Ora, dopo una formazione continua che ha visto susseguirsi formatori del calibro di Shopler, Micheli, Xaix, Caretto, Vivanti, Venuti e tanti altri – personalità importanti nel campo dell’autismo -, alcuni operatori hanno conseguito con grande soddisfazione la Certificate of Completion in the ESDM Direct Delivery. Si tratta del cosiddetto “Modello Denver” (ESDM sta per Early Start Denver Model), approccio per il trattamento dei casi precoci di autismo basato sul gioco e la stimolazione della reciprocità sociale.

“È un grande orgoglio, che ci permette di fare ancora di più e meglio per i nostri pazienti autistici” ha commentato l’avvocato Peppino Polidori, presidente della Fondazione Paolo VI, nel consegnare martedì 9 novembre gli attestati a cinque operatori che hanno avuto come trainer la dottoressa Liliana Ruta, neuropsichiatra infantile dell’Irib Cnr di Messina, trainer internazionale e una delle massime conoscitrici di un metodo molto richiesto ma poco diffuso a causa proprio del numero limitato di formatori.

Al Centro Adriatico della Fondazione Paolo VI a Pescara già da settembre 2013, con il progetto sperimentale regionale per il trattamento dell’autismo rivolto a bambini in età prescolare realizzato in collaborazione con l’Unità operativa di Neuropsichiatria Infantile di Pescara, si utilizza un modello  ispirato ai principi della ESDM. Questa certificazione rappresenta quindi un passaggio importante nell’ambito di un lavoro iniziato tempo addietro e che ha portato risultati positivi.

“Questo traguardo – ha aggiunto Polidori – è un grande orgoglio non solo per gli operatori coinvolti ma per tutta la Fondazione Paolo VI, da sempre in prima linea sul fronte dell’autismo. Un risultato che completa la nostra offerta di metodologie e servizi su una problematica come lo spettro autistico su cui continuiamo a rappresentare un’eccellenza non solo a livello regionale ma anche nazionale. I nostri complimenti, quindi, alle operatrici che con passione e dedizione si sono formate in questo ambito, e che continueremo a sostenere nel percorso verso ulteriori step di questo importante metodo. Grazie alla Asl di Pescara per aver creduto in questo nostro progetto, alle operatrici che hanno conseguito il risultato e alla grande famiglia della nostra Fondazione”.

 

fondazione Paolo VI

Nei vari centri della Fondazione Paolo VI da lunedì 18 maggio ripartiranno i servizi riabilitativi.

Le attività riprenderanno con gradualità, iniziando dalle esigenze più acute per poi proseguire, nel tempo, con tutti i trattamenti.

La scelta della gradualità è dettata dalla necessità di offrire prestazioni in totale sicurezza, in un contesto emergenziale non ancora terminato.

Ma in questi mesi, la Fondazione non è stata a guardare, offrendo consulenze da remoto e curando un seguitissimo blog con approfondimenti, suggerimenti e tante altre informazioni.

E, da qualche settimana, ha attivato anche il prezioso servizio di teleriabilitazione, in risposta a quanto richiesto dall’ordinanza 33 del presidente della Regione Abruzzo: si tratta di interventi forniti tramite un’apposita piattaforma online, che permette ad utenti e personale della Fondazione di entrare in contatto e riprendere in maniera più stabile il percorso di cura.

Forte della sua esperienza sul campo, la Fondazione è partita da pazienti con il disturbo dello spettro autistico, per implementare in seguito il servizio ad altre problematiche.

Spiega Paola De Palma, psicologa e coordinatrice Progetto Autismo della Fondazione Paolo VI:

L’attività consiste in sedute da remoto che vedono alternarsi le varie figure.

Siamo partiti dalla nostra esperienza, portando avanti un forte e proficuo lavoro di équipe, e abbiamo determinato i vari criteri di intervento per un servizio realmente efficace: dal primo colloquio a quelli successivi fino ad una sorta di cartella clinica online, che aggiorniamo in un’apposita area della piattaforma.

Devo dire che il servizio sta andando molto bene, oserei dire oltre ogni più rosea aspettativa in quanto stiamo ottenendo una buona risposta dagli utenti.

Sicuramente nei bambini più piccoli, il ruolo dei genitori si sta rivelando indispensabile, mentre i ragazzi più grandi stanno rispondendo in autonomia.

Si tratta di un’esperienza interessante, che ci sta fornendo conoscenze e metodologie che sicuramente torneranno utili in futuro per l’implementazione di altre attività.

Nel dettaglio, sono già 100 le persone con autismo che stanno utilizzando il servizio, circa la metà di quelle che normalmente afferiscono alla Fondazione Paolo VI.

Gli operatori coinvolti nel servizio di telemedicina sono quattro psicologi, una neuropsichiatra infantile, tre coordinatori, due amministrativi, e una trentina di terapisti.

Aggiunge Flaviana Bianco, neuropsichiatra infantile:

L’attività di teleriabilitazione sta presentando un indubbio vantaggio: ci permette di entrare virtualmente nelle case dei pazienti, facendoci parlare di più con le famiglie, e dandoci la possibilità di supportarle da vicino.

Così, abbiamo scoperto che proprio le famiglie hanno delle risorse interne superiori a quelle che immaginavamo, e questo va a tutto vantaggio del benessere della persona autistica.

È del tutto evidente che la tecnologia è un’alleata delle nostre attività, ragion per cui questo periodo si è dimostrato utile a nuove conoscenze.

Scoprirci ancora di più squadra con i tanti operatori coinvolti è poi stato un elemento di sicuro valore aggiunto in questa fase.

Commenta monsignor Tommaso Valentinetti, presidente della Fondazione Paolo VI:

La grande famiglia della nostra Fondazione non ha mai smesso di far sentire la sua vicinanza ai pazienti e alle loro famiglie. Siamo contenti dunque di poter ripartire, seppur con gradualità.

E siamo ancora più soddisfatti per un servizio come la teleriabilitazione, che tanto successo sta riscuotendo: è testimonianza di una passione per le persone che a noi si affidano, che sboccia in innovazione e capacità di rispondere ai bisogni.

Ancora una volta il mio grazie va a quanti, in questa difficile situazione, si sono prodigati per non lasciare nessuno indietro.

 

by Redazione

Una vicinanza anche a distanza. È quanto si propone la Fondazione Paolo VI in questi giorni di dura emergenza, per venire incontro alle esigenze delle famiglie e a coloro che frequentano le strutture riabilitative, dando vita ad un servizio di assistenza da effettuarsi telefonicamente. A disposizione, così, ci sono psicologi, assistenti sociali e neuropsichiatri, che possono essere contattati telefonicamente o via email nelle varie sedi della fondazione: i recapiti sono sul sito www.fondazionepaolosesto.org.

In questo modo, sarà garantita comunque una vicinanza in giorni difficili come questi: il personale altamente qualificato, infatti, fornirà risposte, darà consigli e fornirà assistenza per dare una continuità a servizi ritenuti indispensabili da tantissime persone, a partire da quelle che vivono la condizione dell’autismo, particolarmente toccate dai cambiamenti in corso.

“Il tempo che stiamo vivendo non è facile – commenta monsignor Tommaso Valentinetti, presidente della Fondazione Paolo VI – e anche la nostra fondazione ha dovuto chiudere i suoi servizi riabilitativi a seguito dell’ordinanza del presidente della Regione che ha sospeso le attività ambulatoriali pubbliche e private convenzionate. Ci rendiamo conto che questo sta provocando non pochi disagi specialmente per le famiglie con figli bisognosi di cure e di assistenza. Ci piacerebbe far sentire loro la nostra vicinanza fisica nella maniera migliore possibile ma siamo fortemente limitati per l’osservanza alle norme di sicurezza. Per questo, abbiamo stabilito di renderci disponibili almeno nelle necessità più urgenti e per questo abbiamo implementato un supporto costante durante queste difficili giornate: le famiglie possono chiamare ai numeri di ogni singolo centro poiché le segreterie sono attive dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 13.00. Inoltre, le richieste possono essere inviate via email. Anche in questa disponibilità – conclude il presidente – cerchiamo di far sentire una vicinanza che non è solo operativa ma anche umana, come è nel nostro spirito da sempre”.

by Redazione
Fondazione Paolo VI

“Non siete solamente un centro di eccellenza: siete una famiglia dove regna l’amore”.

Veronica Tabaracci è la mamma di Liam, un bimbo che dal 2015 frequenta il Centro Adriatico della Fondazione Paolo VI a Pescara: nei giorni scorsi ha girato in lungo e in largo i reparti, incontrato genitori che, come lei, si rivolgono alla struttura di Pescara.

Ne è nato un bellissimo quaderno ricco di dediche e auguri: pensieri che non sempre si riesce ad esprimere, ma ricchi di gratitudine e riconoscimento per il lavoro della Fondazione Paolo VI.

Quel quaderno insieme ad un bellissimo dipinto opera di una zia di un bambino sono stati donati questa mattina a monsignor Tommaso Valentinetti, presidente della Fondazione, nel corso di una cerimonia cui hanno partecipato tanti genitori, operatori e personale del centro.

la donazione del dipinto
la donazione del dipinto

“Di centri di ottima qualità ne ho incontrati tanti – ha raccontato Veronica – ma solo qui ho incontrato il vero amore. Quell’amore che quotidianamente ci accoglie, ci sprona, ci supporta e ci sopporta, rimettendoci continuamente in gioco. Per noi, voi siete una famiglia, e vi ringraziamo commossamente per tutto questo”.

Da parte sua, monsignor Valentinetti ha detto:

Sono io che sono grato a voi perché riconoscete il valore di quello che quotidianamente facciamo.

Non solo proviamo ad alleviare sofferenze, non solo lavoriamo quotidianamente per servizi di eccellenza, ma mettiamo il cuore in quello che facciamo: per questo, il vostro riconoscimento oggi è il più gradito di tutti, perché ci dice il valore della nostra missione.

Questo riconoscimento  non è certamente alla mia persona ma al lavoro splendido di tutto il personale della Fondazione Paolo VI.

Al termine della cerimonia è intervenuto anche il sindaco di Pescara Carlo Masci, che si è detto “orgoglioso di realtà come la Fondazione Paolo VI, che rendono la nostra città accogliente. Un’esperienza di fede, speranza e carità concrete all’origine di un territorio più umano”.

In serata, monsignor Valentinetti incontrerà tutta la grande famiglia della Fondazione Paolo VI nella sede dell’Oasi dello Spirito, per una cena conviviale nel corso della quale farà gli auguri a tutti e ribadirà la sua gratitudine agli operatori, al personale e a tutti coloro che contribuiscono a rendere i vari centri del gruppo luoghi di speranza per tante persone.

fondazione Paolo VI

C’è anche la Fondazione Paolo VI tra i protagonisti del tavolo di coordinamento sull’autismo promosso dall’Ufficio nazionale di pastorale della salute della Conferenza episcopale italiana.

La realtà presieduta da monsignor Tommaso Valentinetti siede accanto ad altri centri di eccellenza nazionale nel campo della riabilitazione e della cura di questo disturbo, tra cui il Bambin Gesù di Roma, il Cottolengo di Torino, la Fondazione Don Gnocchi di Milano e l’Opera Don Guanella di Roma.

Con questa scelta, ancora una volta viene riconosciuto il grande lavoro svolto in questi anni dalla realtà abruzzese, che a partire dall’applicazione del metodo Denver è in grado di fornire diagnosi precoce e intervento plurimo e globale a tutte le fasce di età.

Attualmente, i servizi erogati in regime di convenzione con le Asl della Regione Abruzzo riguardano ben 360 persone autistiche.

Il tavolo di coordinamento, presieduto da don Massimo Angelelli, direttore dell’ufficio della Cei, si è riunito la prima volta lunedì scorso a Roma e si avvale della prestigiosa consulenza del professor Stefano Vicari, ordinario di Neuropsichiatria infantile all’Università Cattolica e primario di Neuropsichiatria infantile del Bambin Gesù, ma soprattutto tra i più autorevoli conoscitori di questo disturbo del neurosviluppo.

Di Tillio Vicari Santilli
Di Tillio Vicari Santilli

Nei giorni scorsi proprio il professor Vicari ha fatto visita al Centro Adriatico della Fondazione Paolo VI, per incontrare gli operatori e per effettuare una serie di visite di persone autistiche provenienti dalle sette strutture del gruppo.

Queste le sue parole:

Il tavolo di coordinamento ha lo scopo di condividere tra operatori di matrice religiosa buone pratiche sul tema dell’autismo e individuare un comune approccio basato su evidenze scientifiche.

Conosco da anni la Fondazione Paolo VI, realtà che sul tema dell’autismo può vantare un ruolo di primo piano a livello regionale e nazionale, grazie al valore clinico e all’apporto scientifico delle sue attività.

Per questo, il gruppo abruzzese sarà un interlocutore privilegiato nel tavolo appena istituito in un ambito come quello dell’autismo dove molto è stato fatto ma molto resta da fare.

Ad oggi, infatti, si iniziano a conoscere i fattori di rischio, come la presenza di inquinanti in gravidanza, l’età paterna, la nascita prematura, la familiarità e il diabete in gravidanza.

La ricerca e la condivisione di conoscenze sicuramente saranno indispensabili per ulteriori passi in avanti.

by Redazione