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Tag Archives: film

Rai1

Rai Fiction  presenta “Black Out – Vite sospese” regia di Riccardo Donna, una coproduzione Rai Fiction – Èliseo entertainment prodotta da Luca Barbareschi con la partecipazione di Viola Film, in collaborazione con Trentino Film Commission e ben tre abruzzesi che hanno lavorato alla realizzazione di questa serie tv in 4 serate, in prima visione su Rai 1, dal 23 gennaio 2023 in prima serata.

Si tratta di Valerio D’Annunzio di Villamagna (Ch) che è ideatore ed head writer della serie, il quale scrive per il teatro, il cinema e la televisione; nel 2005 vince il premio Flaiano con il copione Iter.

Ha curato la sceneggiatura di molte fiction di successo come Don Matteo, Che Dio ci aiuti, La ragazza americana, Il Restauratore, L’Allieva ed è anche sceneggiatore di Black Out insieme allo scrittore abruzzese di Pescara, Peppe Millanta, autore di due fortunati libri Vinpeel degli Orizzonti (Neo Edizioni) tradotto in più paesi e La rotta delle nuvole (Ediciclo Editore), Direttore della nuovissima Collana “Comete. Scie d’Abruzzo”, Ianieri Edizioni nonchè fondatore della Scuola Macondo  – L’Officina delle Idee di Pescara e Direttore artistico di numerosi progetti fra cui il Macondo Festival di Francavilla al Mare (Ch) ed il Festival delle Narrazioni di SquiLibri, e Fiabosco a Sant’Eufemia a Maiella (Pe).

Tra i produttori delegati invece c’è Gladis Di Pietro, di Giulianova (Te),  Story Editor e Produttore Creativo per la casa di produzione Eliseo Multimedia di cui è produttore Luca Barbareschi: la sua firma è su Don Matteo, Che Dio ci aiuti, Mia Martini, Rocco Chinnici, Adriano Olivetti, La Strada di casa, Maria Goretti e altre serie e film Tv che hanno fatto, e continuano a fare, la storia della fiction all’italiana negli ultimi 20 anni sulla Rai e sulle reti Mediaset.

Black Out è un mistery-drama ambientato in alta quota. È un racconto spettacolare, fatto di suspence, ma anche di sentimenti e umanità.

I protagonisti sono i clienti di un lussuoso albergo nel piccolo ed esclusivo polo sciistico nella Valle del Vanoi, in Trentino. Qui trascorrono le feste di Natale in compagnia dei propri cari.

Ma la terra trema e il distacco di un’imponente slavina isola la Valle e impedisce i soccorsi possibili dall’unico passo che la collega con il resto del mondo. Il paese è isolato, l’elettricità saltata, le comunicazioni interrotte. In quella che avrebbe dovuto essere una piacevole vacanza, restano intrappolati personaggi con segreti da nascondere, identità celate e ambigui professionisti pronti a tutto. Tra di loro c’è anche un assassino.

La valanga costringe vacanzieri e residenti nel piccolo paese a vivere un’esperienza unica che li obbligherà a fare i conti con sé stessi e con gli altri: potranno venirne fuori, solo se supereranno le loro paure, i loro pregiudizi ed impareranno ad essere una comunità.

Quando si crede di aver perso tutto, spesso, si ritrova sé stessi e il coraggio di combattere per ciò che conta davvero.

Un mistery intenso ed emozionante diretto da Riccardo Donna (girato in grande formato 6 K utilizzando importanti VFX e grandi effetti digitali) che vede protagonista Alessandro Preziosi affiancato dall’attrice tedesca Rike Schmid, Marco Rossetti, Aurora Ruffino, Caterina Shulha, Maria Roveran l’attore francese Mickaël Lumière e, tra gli altri, i giovani Federico Russo, Riccardo Maria Manera e Juju Di Domenico.

Giovanni Lo Bianco (Alessandro Preziosi) è venuto per una vacanza sulla neve con i suoi due figli adolescenti, Riccardo ed Elena.

Non ha badato a spese e ha preso la suite più costosa del lussuoso albergo. Per tutti Giovanni è un broker di mezza età, elegante e di successo. Per i suoi figli è un padre che, dopo la recente perdita della moglie, deve riscoprirsi genitore.

Ma Giovanni è molto più di tutto questo. La verità è sepolta in un passato inconfessabile che è sul punto di ritornare quando riconosce Marco (Marco Rossetti) ospite di quello stesso albergo, insieme a Irene (Caterina Shulha), sua nuova bellissima compagna.

Per Marco, meccanico che si è appena risollevato dal fallimento della sua officina, alloggiare in quell’albergo è un colpo di testa.

In realtà un motivo c’è: in una baita poco distante si nascondono la figlia Anita, costretta a vivere suo malgrado sotto copertura con la madre, nonché sua ex moglie, Claudia (Rike Schmid), primario di chirurgia d’urgenza, sottoposta ad un programma di protezione testimoni in attesa del processo che la vede testimone oculare di un omicidio di Camorra per mano di uno spietato boss.

Nessuno sa che Giovanni è legato al clan malavitoso da un vincolo ‘di sangue’: è suo fratello il boss imputato nel processo e lui, pur avendo cambiato cognome e apparentemente vita, è ancora invischiato negli affari di famiglia.

La testimonianza di Claudia rischia quindi di distruggere la vita di Giovanni e quella dei suoi figli e a lui non resta che provare ad eliminarla.

Claudia però è anche l’unica persona nella valle in grado di salvare sua figlia, la giovanissima Elena, in coma dopo la valanga.

 

by Redazione
sulmona

Il Sulmona International Film Festival giunge alla sua 40^ edizione e si appresta a svelare un cartellone eventi che, come da tradizione, sarà bilanciato tra autori affermati ed esordienti, cortometraggi in rampa di lancio e altri al debutto assoluto. Un traguardo prestigioso e fortemente ambito, fin da quando, nel 1992, l’associazione culturale “Sulmonacinema” fece proprio il progetto delle Acli nazionali lanciato dieci anni prima.

La fatica degli inizi, la difficoltà nel trovare spazi adeguati e definitivi, la migrazione dal Teatro Caniglia al cinema Pacifico, sono alcune delle tappe che hanno contribuito al successo della manifestazione, ormai sdoganata in tutta Italia come punto di riferimento per gli addetti ai lavori, così come per semplici cultori o appassionati.

Un amore, quello verso la Settima Arte, che ha spinto i vari direttori artistici che negli anni si sono avvicendati ad una sempre maggiore ricerca della qualità, contribuendo così a creare quell’identità alla rassegna che oggi ne rappresenta il proprio punto di forza.

Una kermesse che ha saputo evolversi e rinnovarsi per esplorare le diverse forme di linguaggio che hanno caratterizzato e caratterizzano tutt’ora la cinematografia internazionale. Tante le celebrità che in quarant’anni sono state ospitate: da Paolo Sorrentino a Matteo Garrone, da Mario Monicelli a Claudia Cardinale, da Alessandro Haber a Valeria Golino, passando per Nanni Moretti, Gabriele Muccino, Luca Guadagnino, Luigi Lo Cascio, Claudio Santamaria, Sonia Bergamasco e molti altri ancora. Alcuni di loro in veste di concorrenti, altri come ospiti o presidenti delle giurie composte da studenti delle scuole di cinema italiane.

Perché, oltre alle proiezioni esclusive e al dibattito a tema, il Sulmona International Film Festival ha puntato a formare una coscienza artistica nei giovani attraverso numerose iniziative come workshop, retrospettive, concerti, mostre. Anche in questa edizione, in coerenza con un lavoro programmatico sviluppato negli anni, non mancheranno giornate dedicate ai più giovani grazie alla rinnovata e solida collaborazione con gli istituti scolastici del territorio.

Quanto ai registi stranieri, il SIFF può vantare di aver mostrato al pubblico in sala numerose première italiane e di aver avuto in selezione ufficiale tanti candidati agli Academy Awards, tra cui alcuni vincitori dell’ambito Oscar, (The Neighbors’ Window di Marshall Curry nel 2020, The Present di Farah Nabulsi nel 2021, The Queen of Basketball di Ben Proudfoot nel 2022). Non solo, dal 2007 lo sportello Sulmonacinema Film Commission offre supporto operativo e logistico alle società di produzione cinematografica e televisiva che girano sul territorio. Tra le numerose collaborazioni spicca quella con la produzione del film “The American” con George Clooney, girato a Sulmona nel 2009.

L’edizione 2022 vede l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo, il contributo del Ministero della Cultura, l’Alto Patrocinio e Contributo della Regione Abruzzo, il Patrocinio della Provincia dell’Aquila, il Patrocinio del Parco Nazionale della Maiella, il Patrocinio e contributo della Città di Sulmona, il contributo della Fondazione Carispaq.

by Redazione
pescara

Si torna a girare nella città di Pescara, all’insegna del connubio tra il regista Andrea Malandra, con l’associazione culturale No hay banda, e la Fondazione Pescarabruzzo.

Si intitola “Care bestie” il nuovo film del regista pescarese, le cui riprese partiranno il 16 maggio prossimo e saranno ospitate da spazi culturali, artistici e urbani della città.

Gli elementi consueti della ricerca visiva di Malandra ritornano di nuovo con forza, a cominciare dall’utilizzo dei luoghi più sorprendenti di una città in perenne trasformazione com’è da sempre Pescara.

Questi gli scenari e i fondali per le vicende raccontate, in virtù di quella che è da sempre l’urgenza di Malandra, ovvero connettere trasformazioni urbane a mutamenti antropologici e sociali in cerca dello spirito del tempo, in senso etico ed estetico, esplorando le possibilità di ripresa del digitale.

Così come in tutti i suoi precedenti lavori, il film di Malandra si avvale della fotografia di Maurizio Di Zio e della sceneggiatura di Erminia Cardone, scritta a quattro mani con Gisella Orsini. Torna nel ruolo di protagonista Giorgia Di Nicola (nella foto), già in Mani Nude, precedente lavoro di Malandra, pluripremiato nei festival internazionali di cinema indipendente.

La produzione di Care Bestie è in cerca di comparse e figuranti nelle scene da girare a Pescara, di qualsiasi età e genere. Per gli interessati è possibile scrivere a associazionenohaybanda@gmail.com.

by Redazione
aeroporto

L’Aeroporto d’Abruzzo diventa set cinematografico. Oggi e domani il banco check-in, ma anche uno dei gate si trasformeranno nel Jfk di New York e diventeranno lo scenario delle vicende che coinvolgeranno Filippo Laganà, che interpreta se stesso, Massimo Ghini e Nancy Brilli nel ruolo dei suoi genitori e Caterina Gonnelli. Il film è ispirato alle vicissitudini private e di salute del giovane Filippo Laganà, figlio dell’attore Rodolfo Laganà. Nel cast anche  Giampiero Ingrassia, Milena Miconi, Gianfranco Iannuzzo.

La pellicola Amici per la Pelle, con la regia dell’abruzzese Pierluigi Di Lallo è prodotta da Digilife Movie con Rai Cinema

“Abbiamo un regista abruzzese, che è una persona di grandissima sensibilità ed era adattassimo a raccontare una storia così intensa. Io personalmente mi sono innamorato dell’Abruzzo, una regione fortunatissima con tante bellissime ambientazioni montane, altrettante marine e un aeroporto di tutto rispetto”. Così Luigi De Giglio, amministratore della Digilife Movie, spiega il perché della scelta dell’aeroporto d’Abruzzo come location del film.

“Abbiamo voluto avviare questa attività trovando una disponibilità straordinaria, perché non è semplice ospitare una produzione in luoghi dove si espleta attività di traffico. Questo film è anche un modo per sensibilizzare il territorio affinché in Abruzzo, che ha una serie di opportunità scenografiche con tutti i servizi relativi, succeda ciò che è accaduto in Puglia, in Umbria, in Trentino o in Piemonte, con le film commission. Consideriamo che con l’investimento di un euro in queste regioni hanno verificato che la ricaduta sul territorio è almeno di 3 volte tanto”.

Ospitare per noi una produzione cinematografica così importante –  dichiara il presidente della Saga, Vittorio Catoneè davvero  un’opportunità da sfruttare a livello di promozione di tutta la regione. Sappiamo quanto per il turismo e per potenziare l’incoming di una regione, sia importante lavorare sulla comunicazione e sul marketing e ottenere la visibilità attraverso una pellicola cinematografica è proprio una declinazione possibile”.

by Redazione
Serendip

Il film dei corrieri solidali abruzzesi Antonio Di Leonardo e Andrea Mariani, è stato proiettato a Roma, al Festival internazionale Tulipani di seta nera.

Serendip, questo il titolo della pellicola realizzata dal regista Marco Napoli, anche lui di origini abruzzesi, è approdato al prestigioso evento come film finalista nella categoria documentari.

Il festival, presieduto da Diego Righini, con la direzione artistica di Paola Tassone e la partecipazione di Rai Cinema, si propone di promuovere attraverso le immagini e le storie, l’essenza dei luoghi e delle persone. Serendip è stato scelto proprio per questo.

Racconta infatti l’emozionante viaggio di Antonio e Andrea, che sono protagonisti e produttori del film, fatto in Sri Lanka nel 2017. Un itinerario in una terra lontana che dà un volto all’accoglienza, alla solidarietà, alla comunione di valori e sentimenti.

“È stato un grande onore essere stati tra i dieci finalisti del festival – commenta Antonio Di Leonardo –  Le parole spese dal critico cinematografico Catello Masullo sul nostro film ci hanno inorgoglito e, dopo i riconoscimenti ricevuti in giro per il mondo, essere stati ospiti nello storico Cinema Giulio Cesare di Roma accresce in noi la consapevolezza di essere sulla strada giusta, di dover continuare a lavorare sulla distribuzione di questo film per veicolare il nostro messaggio e farlo arrivare a più persone possibili e, perché no, iniziare a lavorare al prossimo film”.

Positivo il commento della giuria composta tra gli altri da Mimmo Calopresti e dall’attrice Valeria Milillo.

Serendip è una straordinaria azione di solidarietà – ha commentato il critico Catello Masullo – complimenti per averci raccontato  questa bellissima storia che ci rende più consci e partecipi di un tema importante”.

Serendip si inserisce nel percorso del progetto ideato da Antonio e Andrea, Take me back, la rete di corrieri solidali nata nel 2016 che si occupa di consegnare attraverso numerosi volontari in tutto il mondo materiale scolastico a bambini in difficoltà.

“Il film – aggiunge Antonio Di Leonardo – nasce proprio dalla necessità di filmare le nostre consegne, necessità che per noi è stata imprescindibile dall’inizio della nostra attività solidale. Sia per trasparenza delle operazioni sia per risvegliare la bellezza della solidarietà nelle persone”.

Tanti i riconoscimenti internazionali che il docufilm ha conquistato in diversi eventi in questi anni, dal Lucca Film Festival al Calcutta Film Festival. Poi la partecipazione a manifestazioni cinematografiche in Messico (Valle Film Fest), Giappone (Italia, amore Mio) ed Inghilterra.

Ultimo traguardo, prima del palco del cinema Giulio Cesare, la distribuzione su Amazon Prime.

by Redazione
Andrea Malandra

Arriva finalmente nelle sale cinematografiche l’ultimo film, il terzo nato dal connubio tra il filmaker Andrea Malandra e la Fondazione Pescarabruzzo, girato e terminato nel 2019 ma fermo a causa della pandemia. Si intitola Mani nude, in sala il 27 maggio in anteprima solo ad inviti e poi visibile per tutti dal 28 maggio al 4 giugno presso il cityplex Massimo di Pescara, e trasporta gli elementi consueti della ricerca visiva di Malandra in una nuova direzione, non più urbana ma orientata verso la natura dei boschi montani, quelli della Majella, liberamente ispirato ad una storia realmente accaduta e a più d’un fatto di cronaca verificatosi negli ultimi anni, ovvero la scomparsa di escursionisti tra boschi di montagna d’Abruzzo.

La protagonista si chiama Dafne, giovane donna in fuga dal grigiore metropolitano e dai suoi fantasmi per ritrovare se stessa entrando in contatto con la natura.

Arriva in Abruzzo, regione che soddisfa le sue aspettative dal punto di vista naturalistico, ma durante un’escursione finisce col perdersi tra i boschi della Majella.

Da qui parte il racconto di come cerchi di sopravvivere, completamente sola e smarrita, finché l’esperienza non finisce per diventare per lei qualcos’altro, ovvero un momento di trasformazione e di catarsi, innescato dall’ispirazione mitica e spirituale della natura che sta incontrando, e che muterà per sempre il modo di percepire se stessa e il mondo.

L’attrice protagonista è Giorgia di Nicola, il direttore della fotografia è Maurizio Di Zio, la sceneggiatura di Roberta Bellantuono e Erminia Cardone.

Il film è stato girato nel luglio 2019 tra i boschi di Serramonacesca, la cui amministrazione comunale, in particolare il sindaco Franco Marinelli e l’assessore Sebastiano Massimiano, ha agito come una vera e propria film commission.

Mani Nude, prima dell’uscita in sala, sta avendo un percorso tra festival cinematografici internazionali.

Ha da poco vinto due premi nello stesso festival a Londra, il Best Indie Film Award, come miglior Film sperimentale e miglior fotografia.

Inoltre figura come finalista allo Stockholm City Film Festival e al Golden Bridge Istanbul Film Festival.

by francesca
Andrea Malandra

Arrivano riconoscimenti prestigiosi per i film del regista pescarese Andrea Malandra prodotti dall’associazione culturale No hay banda, col sostegno di Fondazione Pescarabruzzo.

Confessioni di uno zero, ispirato all’omonimo romanzo di Giovanni Di Iacovo, ex vice sindaco e assessore alla Cultura del Comune di Pescara, compagno di viaggio di lungo corso nelle precedenti esperienze di Malandra è stato premiato come miglior lungometraggio al Festival del film mensile di Belgrado, una rassegna dedicata al cinema indipendente internazionale.

Girato nella città di Pescara, il film è una love story dei giorni nostri tra due giovani osteggiati da famiglie e sistema, che inneggia all’accettazione delle diversità, in cui sono riproposti gli elementi consueti della filmografia di Malandra, regista e videoartista indipendente, orientato da sempre verso il racconto della sua epoca e dei fermenti culturali metropolitani della città, vista nella sua dimensione contemporanea.

A questo link la motivazione della giuria (https://1stmonthlyfilmfestival.com/january-2021) che recita letteralmente:

Guardare questo film è una gioia assoluta. Presenta tutte le prerogative del grande film, storia meravigliosa come l’intera narrazione, grandi scelte di casting e interpretazioni, e magistrali montaggio e movimenti di macchina.

Il riconoscimento arriva dopo un percorso tra rassegne in giro per il mondo, da New York a Londra, da Praga a Kosice, così come altre produzioni di Malandra (con la Fondazione Pescarabruzzo) quali “Giallo Artistico”, ispirato ad Andrea Pazienza (Praga, Vilnius, Londra, Mosca) e soprattutto l’ultima realizzazione, “Mani Nude” ancora inedito.  Qui il festival di Skopje, Macedonia: https://artfilmawards.com/january-2021-1.

Questa ultima fatica di Andrea Malandra ha un’ambientazione tutta abruzzese, tra i boschi della Maiella, dove seguiamo lo smarrimento di una giovane escursionista alle prese con le proprie paure, reali o immaginarie.

Anche Mani Nude sta avendo un felice percorso festivaliero, poiché figura come finalista allo Stockholm City Film Festival (https://www.goldenbridgeistanbul.com/RESULTS/) e al Golden Bridge Istanbul Film Festival.

abruzzo

La scelta di ambientare in Abruzzo un film, utilizzando il borgo di Rapino come scenario, muove nella giusta direzione.

Ma adesso deve nascere un percorso che possa finalmente vedere il nostro territorio protagonista, e capace di proporsi come credibile concorrente e alternativa di regioni che da anni battono con successo questa strada, e quindi occorre aprire un confronto tra le istituzioni e gli addetti ai lavori abruzzesi e i portatori di interessi della filiera legata alla produzione cinematografica.

E’ quanto chiede alla Regione ed al suo strumento operativo del settore, la “Abruzzo Film Commission”, Cna Cinema e Audiovisivo, sigla che associa numerosi e qualificati operatori della filiera produttiva legata al settore; un segmento di cultura ed economia del nostro territorio che chiede di poter condividere con i protagonisti delle scelte politiche ed economiche tanto le strategie quanto i percorsi.

“I progetti di marketing territoriale che vogliono coniugare diverse filiere come cinema e promozione del turismo sono convincenti – dice la presidente Anna Paolini (nella foto) – anche se l’Abruzzo deve recuperare i gravi ritardi accumulati negli anni passati nei confronti di regioni molto più agguerrite, che su questo campo hanno puntato con decisione, investendo ingenti risorse economiche. Ma tutto questo ha senso solo se i tanti professionisti e le tante professioniste che vivono in Abruzzo possono vedersi riconosciuto un ruolo”.

“Ed è per questo – aggiunge – che torniamo anche in questa sede pubblica a chiedere un incontro all’assessore regionale al Turismo, Mauro Febbo, che ha anche la delega alla Film Commission. Perché crediamo di avere al nostro interno competenze e professionalità in grado di aiutare questo percorso”.  

by Redazione
docudì 2020

Giovedì 17 settembre alle ore 18 il museo Vittoria Colonna di Pescara ospita in anteprima regionale la proiezione di Emilio Vedova. Dalla parte del naufragio, di Tomaso Pessina.

Il documentario che ripercorre attraverso la voce narrante di Toni Servillo la vita e l’opera dell’artista veneziano, uno dei personaggi chiave dell’arte contemporanea, al quale Palazzo Reale ha dedicato una grande mostra nel 2019 a cura di Germano Celant. Sarà presente il regista

Il documentario è stato proiettato in prima assoluta in occasione della 76^ Mostra del cinema di Venezia, nella sezione Notti Veneziane delle Giornate degli Autori.

La proiezione è inserita, fuori concorso, in #Docudì2020 – concorso di cinema documentario giunto quest’anno alla ottava edizione e che, con appuntamenti ogni giovedì sino al 15 ottobre, si concluderà sabato 19 con la serata delle premiazioni e la proiezione in anteprima regionale di Mi chiamo Altan e faccio vignette di Stefano Consiglio, sarà presente il regista.

Pagina web per la proiezione

 

film

Parla di diversità e accettazione il fashion film Fences, ideato dal modello abruzzese Simone D’Angelo, direttore artistico del progetto.

Due minuti intensi e incisivi che propongono una riflessione sulla società contemporanea e sul fatto che spesso si tende a giudicare le persone solo dall’apparenza. Il video vuole lanciare un messaggio di rottura rispetto ai pregiudizi, invitando a riflettere e a cambiare atteggiamento.

“Fences – spiega Simone D’Angelo –  nasce dalla voglia di trasmettere un messaggio importante. Credo che non sia possibile che nel 2020 esistano ancora tanti luoghi comuni che determinano altrettanti pregiudizi». «Tutti devono avere le stesse possibilità di dimostrare chi sono e cosa sanno fare – aggiunge –  indipendentemente dall’aspetto esteriore”.

Il fashion film racconta la storia di un ragazzo che soffre per la solitudine causata dall’emarginazione e che, ad un certo punto della sua vita, capisce di non essere solo, di non essere l’unico ad essere diverso, e fa della sua diversità una ricchezza.

Questo gli permette di accettarsi ed essere accettato anche da chi, sbagliando, lo aveva emarginato.

Un invito ad essere se stessi e a non nascondere la propria identità, rompendo gli schemi dei facili giudizi: questo è l’intento di Fences, iniziativa che si ispira anche al percorso artistico e professionale del teramano D’Angelo impegnato nella moda dall’età di 16 anni, quando inizia a muovere i primi passi in concorsi e shooting a livello locale.

Oggi, ventisettenne, vive a Milano dove lavora come modello.

Protagonista di prestigiose campagne di moda, Simone ha collaborato con noti personaggi del panorama artistico italiano, tra i quali Salmo, Francesca Monte ed Herbert Ballerina. Nel 2019 è stato uno dei protagonisti della campagna Ray-Ban, motivo per lui di grande soddisfazione.

“La moda è la mia passione più grande – commenta il modello –grazie alla quale ho avuto modo di visitate posti splendidi e trarre degli insegnamenti che oggi sono i punti di riferimento della mia vita. Uno dei  motivi per cui amo la moda è proprio perché in questo settore più sei diverso e più sei unico”.

L’invito di Simone a non nascondere la propria identità, la propria diversità, è perfettamente visibile in Fences.

Il videoclip, prodotto da Mad Light Creative, vede la collaborazione di Andrea Riva (videomaker), Leo Mel (voce narrante) Lee Hook (colonna sonora), Demba, Thiago Perri e Luca Maurino  (modelli protagonisti insieme a Simone D’Angelo), Stefano Guerrini ( visual consultancy).

“Sono una persona a cui piace prendere iniziativa – spiega ancora l’art director – non riesco a stare fermo, amo lanciarmi in nuovi progetti soprattutto quando rispecchiano il mio stile, proprio come questo. In ogni ambito bisogna avere voglia di fare altrimenti si rimane ancorati e non si va mai avanti. Il mio motto è ‘il carattere fa la differenza’ e spero che anche Fences faccia la sua differenza”.

Il fashion film (visibile al link https://youtu.be/kBYjnwE59OQ ), che è stato diffuso dal magazine Man in town e su diversi canali web, ha già ricevuto diversi apprezzamenti positivi e si candida ad essere uno dei video dedicati all’abbattimento delle barriere create dal pregiudizio più cliccati del momento.

by francesca