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Tag Archives: Economia regionale

Abruzzo

Sono oltre 20mila le imprese abruzzesi sin qui finanziate dal sistema bancario in base alle misure stabilite dal governo Conte, tra cui i decreti “Cura Italia” e “Liquidità”, voluti per sostenere la ripresa durante l’emergenza Covid-19.

E a farla da padrone sono decisamente le richieste per gli importi più ridotti, a conferma che la crisi ha colpito al cuore e in profondità, nel sistema produttivo italiano e regionale, soprattutto le aziende di minori dimensioni.

I dati diffusi dal Fondo di garanzia nazionale, braccio operativo del ministero dello Sviluppo economico, aggiornati al 7 luglio scorso, descrivono uno scenario in cui, dopo una partenza decisamente accidentata, il passo preso dal sistema bancario nei confronti delle richieste presentate dal mondo delle imprese, è diventato più spedito e veloce.

Ecco le cifre in dettaglio.

Dal 17 marzo scorso – data di avvio delle richieste – al 7 luglio, sono state complessivamente in Abruzzo 20.030 le pratiche che hanno avuto il via libera, per un importo complessivo finanziato di 887 milioni, 493mila e 332 euro, per un importo medio che si attesta a quota 44mila e 90 euro, che è però ben lontano dagli oltre 60mila euro della media nazionale.

Tra i territori, confermando le tendenze delle scorse settimane, resta in vetta la provincia di Chieti (5.635 operazioni approvate), incalzata dal Teramano (5.196); con Pescara (4.867) e L’Aquila (4.359) decisamente più distanziate.

La fetta più grande di finanziamenti, confermando anche in questo caso le tendenze delle scorse settimane, resta tuttavia appannaggio delle operazioni erogate per gli importi più ridotti, ovvero fino a 30mila euro (dopo l’iniziale limite fissato a 25mila, ndr): sono state 18.672, ovvero il 93% del totale, per complessivi 347 milioni e 618mila euro.

Decisamente al di sotto della soglia massima consentita è però la media delle erogazioni effettive: poco più di 18mila e 600 euro, cifra decisamente lontana anche in questo  caso dalla media nazionale (19.927).

Tra i territori, anche in questo caso, resta Chieti la provincia con il più alto numero di pratiche di finanziamento approvate: 5.285. Per il resto, distanze meno nette tra Teramo (4.782) e Pescara (4.610), con L’Aquila che chiude a quota 3.995.

“Prendiamo atto con soddisfazione di questo scatto in avanti – dice il presidente regionale di Cna Abruzzo, Savino Saraceni – e del fatto che il sistema bancario, di cui pure all’inizio avevamo segnalato la lentezza, abbia ora invertito decisamente la rotta. Certo, non è noto il numero di imprese che ha fatto richiesta, ma i dati relativi ai finanziamenti approvati, ci segnalano quanto vasta sia l’esigenza da parte del sistema produttivo, e delle micro imprese in particolare, di poter contare su linee di credito certe per poter sopravvivere in questa delicatissima fase, in cui per molte aziende si deciderà la stessa possibilità di andare avanti. Ragione, questa, che ci spinge a chiedere anche al sistema pubblico di immettere nel più breve tempo possibile risorse finanziarie nell’economia: di tempo ce n’è davvero poco, occorre fare in fretta, perché a settembre con la fine del blocco dei licenziamenti, la ripresa del pagamento delle rate delle tasse sospese e delle rate dei mutui ci sarà un momento ancora più duro”.

 

by francesca
bcc sangro teatina

Una banca capace di affrontare l’emergenza Covid con passione, efficienza e innovazione, in forza di numeri solidi e di una reale vicinanza al territorio.

L’approvazione del bilancio 2019 di Bcc Sangro Teatina, ratificato nella sede centrale di Atessa il 25 giugno dall’assemblea dei soci rappresentata dal notaio Guido Lo Iacono, ha evidenziato per l’ennesimo anno consecutivo un bilancio in salute e una invidiabile solidità patrimoniale che, sommati ad una grande capacità di vicinanza alle imprese e alle famiglie del territorio, hanno reso possibile performance economiche e professionali anche e soprattutto nel duro periodo di emergenza che non ha risparmiato i territori di competenza.

Nel dettaglio, 4.004 sono i soci e oltre 20mila i clienti.

Molto alti sono risultati gli indicatori della solidità bancaria, con un Total capital Ratio al 16,91 per cento a fronte di un minimo richiesto del 9,25%.

Inoltre, le sofferenze nette sui crediti netti verso la clientela sono state pari all’1,80%, mentre il Cost Income Ratio, che indica il rapporto tra costi gestionali e margini di intermediazione, è stato del 73,10%, in linea con la media del gruppo Cassa Centrale Banca.

A fine anno, la raccolta totale ha raggiunto quota 373 milioni di euro, in crescita di 15 milioni rispetto al 2018, mentre sono stati erogati 35 milioni, un dato che testimonia che nel corso del 2019 Bcc Sangro Teatina ha continuato a sostenere la crescita dell’economia locale.

Il totale dei mezzi amministrati dalla banca ha superato i 588 milioni di euro mentre il rapporto impieghi/raccolta diretta è stato pari al 67%.

Al risultato positivo si accompagna un netto rafforzamento dei principali indici patrimoniali, che stanno a indicare una maggiore solidità e solvibilità dell’istituto e che sono il frutto di una politica prudente e lungimirante portata avanti dai vertici aziendali.

Una banca solida, dunque, che anche per questo è stata in grado di affrontare efficacemente l’emergenza Covid.

In una prima fase sono state messe in atto tutte le precauzioni per clienti e personale e si è fatto ricorso anche allo smart working: grazie a queste misure, non si è verificato nessun caso di contagio.

Poi sono stati realizzati interventi importanti, con un impegno di mezzi economici e risorse senza precedenti: in circa dieci giorni sono stati sospesi 1.100 mutui, per un valore di circa 70 milioni di euro, e lavorate ben 350 pratiche per i nuovi finanziamenti fino ai 25 mila euro, per un valore totale di 6 milioni di euro erogati in poco più di venticinque giorni.

Nel frattempo, è stato messo a punto un sistema di prenotazione online molto apprezzato dalla clientela, evidenziando una banca moderna, capace di affiancare a servizi tradizionali un modello di business innovativo: è il caso dei prodotti e servizi di qualità “fabbricati” dalla capogruppo Cassa Centrale Banca, come la protezione assicurativa, investimenti etici, energia pulita, monetica, internet banking evoluto, fino ad un nuovo sito internet, più dinamico e in grado di garantire un’esperienza di navigazione nuova e coinvolgente.

“Questi risultati – commentano Vincenzo Pachioli e Fabrizio Di Marco (nella foto), rispettivamente presidente e direttore generale di Bcc Sangro Teatina – confermano la proattività, la solidità, la capacità di creare valore di un istituto radicato nel territorio e strutturato per affrontare i mutamenti in atto. Continueremo con determinazione a garantire il nostro sostegno a famiglie e imprese, pur in un quadro congiunturale straordinario e non prevedibile come quello che stiamo vivendo, legato ad un’emergenza epidemiologica che non ha precedenti. Il nostro impegno oggi non vuole solo facilitare la ripartenza, ma leggere questa difficile congiuntura come un’opportunità per rafforzare il nostro modo equilibrato e flessibile di fare banca e accompagnare la ripresa economica sul terreno dell’inclusione e della sostenibilità. Siamo orgogliosi di ciò e siamo sempre di più al fianco di tutti, perché questa sfida sarà vinta solo con il contributo unanime di tutte le parti in gioco”.

by Redazione
uil abruzzo

Non solo le microimprese, l’artigianato, il commercio e il terzo settore, ma anche la grande industria abruzzese sta soffrendo per l’emergenza post Covid: bisogna vigilare con grande attenzione per evitare il tracollo e perdere posti di lavoro.

È il messaggio che arriva da Michele Lombardo, segretario generale Uil Abruzzo, che commenta così la preoccupante analisi del dottor Aldo Ronci, da cui risulta che nel primo trimestre 2020 l’export abruzzese ha segnato una flessione del 5,6%, dato triplo rispetto a quello nazionale che è diminuito dell’1,9%.

“Oltre ad evidenziare questo tracollo dell’export – dice Lombardo – la ricerca sottolinea un aspetto che noi come Uil abbiamo più volte abbiamo evidenziato soprattutto in questa fase di ripartenza: non assistiamo solamente ad una crisi di settori specifici come il turismo o la micro impresa, sia essa artigiana, commerciale o del terzo settore, ma anche ad una difficoltà crescente della grande industria, che lega il suo fatturato per massima parte ai mercati esteri o comunque extraregionali. Questo significa che a soffrire è il settore con il maggior numero di occupati in Abruzzo: la meccanica, l’automotive e tutto l’indotto che danno lavoro a decine di migliaia di persone e che rappresentano il cuore pulsante del nostro sistema economico”.

Il segretario generale Uil Abruzzo ricorda che “in maniera sempre più pressante abbiamo sottolineato alla Regione Abruzzo, nei tavoli con l’assessorato alle Attività produttive, la necessità di lavorare insieme per creare le condizioni a sostegno della tenuta dell’intero sistema economico abruzzese, ivi compresa la grande industria. Per questo, a partire dallo studio di Ronci, riteniamo sia necessario intraprendere senza indugi una riflessione più complessiva sul futuro del nostro territorio, senza dare per scontato che il nostro sistema industriale possa farcela da solo. Del resto – conclude Lombardo – il ricorso massiccio della grande industria agli ammortizzatori sociali sta lì a testimoniare che la crisi è ancora più ampia di quanto non si creda, e per questo occorre vigilare con grande attenzione. Ne va del nostro futuro”.

by Redazione
confartigianato avezzano

Lo scorso 15 maggio, la Regione Abruzzo ha pubblicato l’avviso “Aiuta Impresa” con l’obiettivo di stimolare gli investimenti in Abruzzo.

Le risorse regionali disponibili per il presente Avviso ammontano ad € 6.000.000,00 (seimilioni/00).

Il contributo consiste in una sovvenzione diretta a fondo perduto, per un massimo di 5mila euro, concessa a titolo di rimborso degli investimento effettuati, nella misura del 40% delle spese sostenute al netto dell’IVA.

Il contributo è destinato alle micro e piccole imprese nonché ai lavoratori autonomi in regime forfettario che siano costituiti da più di tre anni e operanti, sempre da almeno 3 anni, nel territorio abruzzese.

Confartigianato Imprese Avezzano a sostegno del mondo imprenditoriale mette a disposizione delle aziende un apposito servizio dedicato con il quale è possibile ricevere un aiuto alla compilazione delle domande.

Il servizio verrà erogato previo appuntamento telefonico ai numeri 0863-413713/26282,  370-3455727 oppure tramite mail all’indirizzo info.confartigianatoavezzano@gmail.com.

Per erogare un servizio efficiente si comunica che tutta la documentazione dovrà pervenire presso i nostri  uffici  entro e non oltre il 26 maggio, altrimenti non potrà essere garantita una posizione utile in graduatoria. Sulle pagine social di Confartigianato Imprese Avezzano è disponibile una presentazione esplicativa dell’Avviso.

by Redazione
telelavoro

La Commissione per le Pari Opportunità del Comune di Pineto a seguito della difficile situazione in corso a causa della pandemia di Covid-19  ha messo in evidenza, anche in considerazione dei dati derivati dal questionario Conosciamo chi lavora somministrato nelle aziende della Zona Industriale di Pineto all’inizio del 2019, alcune riflessioni, possibilità e proposte nell’ambito del lavoro.

Tra le voci emerse dal sondaggio dello scorso anno (dunque molto prima dell’emergenza in corso) quelle maggiormente auspicate dai dipendenti furono quelle legate alla flessibilità del lavoro e al telelavoro.

Con la riapertura delle aziende del 4 maggio, a seguito del DPCM del 26 04 2020, considerata la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado ancora in essere e la momentanea indisponibilità dei nonni e spesso purtroppo la loro scomparsa a causa del Covid-19, la situazione dei dipendenti è diventata particolarmente complessa.

Sulla base di queste considerazioni La CPO di Pineto ha deciso di chiedere alle aziende di considerare attentamente la grande opportunità del telelavoro e la flessibilità di orari nei limiti del possibile e delle mansioni come una grande risorsa anche per il futuro, per i dipendenti sia essi uomini che donne, per consentire di gestire meglio la casa e i figli, di ridurre le spese di assistenza da parte di terze persone, di ridurre il consumo quotidiano di carburante e il rischio da strada.

“Siamo convinte che la produttività di un dipendente non dipenda esclusivamente dal suo orario, siamo convinte che si possa, in ragione della situazione attuale estendere questo modello anche per il futuro, riconsiderare degli schemi ormai prefissati e forse obsoleti e provare con determinazione a poter conciliare famiglia, risparmio, produttività e ambiente- ha dichiarato la presidente della CPO Anna D’Amario- Noi crediamo fermamente che in futuro, e non solo in emergenza, lo sviluppo della tecnologia possa migliorare di molto la qualità della vita delle famiglie consentendo loro più risparmio e meno stress”.

Un altro interessante dato messo in evidenza nella ricerca Conosciamo chi Lavora fu quello dell’utilizzo indiscriminato dell’automobile.  Dalla ricerca risultò infatti che l’83 % dei dipendenti viaggiava in macchina da solo, un dato che si traduce sulla strada in centinaia di autoveicoli che nelle ore di punta ingorga il traffico (ben lo sanno gli abitanti della frazione Scerne), di spesa giornaliera eccessiva, di stress e in una quantità di inquinamento atmosferico eccessivo.

Se osserviamo la distribuzione delle aree rosse del mondo notiamo che esse corrispondono a zone molto inquinate e non c’è bisogno di evidenza scientifica per dedurre che l’inquinamento è uno dei fattori, di certo non il solo, che ha permesso direttamente o indirettamente una maggiore diffusione del virus. Anche per questo motivo la CPO chiede di valutare attentamente soluzioni diverse per il futuro che ci si augura, sia un futuro florido in cui però la salute, la famiglia, le donne e l’ambiente siano non solo salvaguardate ma, se possibile, al primo posto.

“Ho ricevuto la lettera della nostra Commissione per le Pari Opportunità con la proposta per le aziende che ho accolto con grande entusiasmo. Un ottimo lavoro che sottoporrò all’attenzione dell’Amministrazione Comunale e che penso possa essere una preziosa occasione di ripartenza sia per le aziende che per i dipendenti” ha dichiarato l’assessora alle Pari Opportunità Marta Illuminati.

by Redazione
castiglione messer raimondo

Abbiamo deciso di esentare le attività economiche e produttive dal pagamento della Tari e abbiamo messo a punto un apposito piano.

Lo annuncia Vincenzo D’Ercole, sindaco di Castiglione Messer Raimondo, paese più colpito dall’emergenza Coronavirus in Abruzzo. Con oltre 80 casi e 14 decessi, il comune era uno di quelli inseriti nella zona rossa istituita dalla Regione per quasi 40 giorni.

“Nelle scorse settimane – sottolinea il primo cittadino – abbiamo chiesto alle istituzioni sovracomunali uno sforzo e un aiuto per il nostro territorio, le nostre aziende e attività che stanno subendo in maniera ancora più dura le restrizioni dovute all’emergenza coronavirus. Oltre a chiedere aiuto e a far sentire il nostro grido di allarme, ci siamo messi a lavoro con tutte le forze e abbiamo voluto dare una mano concreta e reale alle attività del nostro comune”.

“Nonostante le ristrettezze di bilancio che affrontano tutti gli enti locali – prosegue il sindaco – siamo riusciti a pianificare una manovra di diverse migliaia di euro, che vedrà la luce nelle prossime settimane, per finanziare la minore entrata derivante dall’esenzione Tari che sarà concessa a quelle attività costrette alla chiusura dai vari Dpcm a causa dell’emergenza Covid-19″.

“Un’iniziativa di questo tipo significa dare forza e speranza affinché le attività ripartano. Dimostrazione della vicinanza concreta del Comune e dell’amministrazione rispetto alle esigenze reali del nostro tessuto produttivo che sta soffrendo di più e che nel futuro dovrà combattere duramente per garantire occupazione nelle nostre zone. Nel nostro piccolo – conclude D’Ercole – stiamo facendo il possibile per fare la nostra parte. Aspettiamo che la Regione e il Governo facciano la loro”.

by Redazione
confcooperative abruzzo

Già prima dell’emergenza Coronavirus, più di un terzo della popolazione abruzzese viveva in una situazione di fragilità economica: ora questa fascia rischia di ampliarsi in maniera preoccupante, mettendo a rischio la tenuta sociale dell’Abruzzo.

È l’allarme lanciato da Massimiliano Monetti (nella foto), presidente di Confcooperative Abruzzo, che snocciola i dati di un’analisi del reddito Irpef degli abruzzesi nel 2017, realizzata dal Centro Studi dell’Agenzia per l’Abitare, il consorzio di Confcooperative Abruzzo che si occupa di dinamiche urbane, social housing, servizi all’abitazione e via dicendo.

Se il reddito medio in regione si attesta a 18.703 euro, già più basso di quello nazionale pari a 20.940 euro, il 63,05 per cento dei contribuenti si attesta sotto questa soglia: un dato che già da solo parla di un potere di acquisto e di spesa ridotto per oltre la metà degli abruzzesi.

All’interno di questa maggioranza, l’1,10% (pari a 9.789 contribuenti) vive in totale emergenza, con un reddito pari a zero, e il 34,61%, equivalente a 309.363 contribuenti, oltre un terzo del totale, in una situazione di fragilità economica, con redditi che vanno da 0 a 10mila euro annui, per un massimo di 833 euro al mese.

A seguire, il 12,01% (137.054 contribuenti) vive con redditi tra i 10 mila e i 15mila euro (max 1.250 euro al mese) e 15,34 % (107.305 contribuenti) con redditi tra i 15mila e i 18mila euro, per un massimo di 1.500 euro al mese.

Commenta Monetti:

Già il quadro di partenza non è rassicurante.

Con la crisi economica che si preannuncia particolarmente dura, moltissime persone perderanno il lavoro e quindi la fascia di popolazione fragile, che oggi vive con meno di 800 euro al mese, aumenterà significativamente, con quel che ne consegue in termini di capacità di spesa e di accesso a servizi essenziali come la salute e l’assistenza.

In tanti si preoccupano giustamente per la ripresa economica, ma al tempo stesso dobbiamo essere pronti a fronteggiare un’emergenza sociale.

Confcooperative Abruzzo dunque lancia l’allarme:

Oggi più che mai è indispensabile strutturare un sistema di welfare integrato di territorio, che sul territorio sappia farsi capace di sostenere queste fragilità.

Il mondo della cooperazione ancora una volta è pronto a fare la sua parte, nella certezza che lo Stato da solo non può farcela ad affrontare questa situazione mentre il privato, attento solo alla redditività, non può garantire servizi a una fascia di popolazione che non può più permetterseli.

Si agisca subito, prima che la crisi da economica si trasformi in vera e propria emergenza sociale.

by Redazione
QuartiereMio

Valorizzare il negozio di vicinato, contro lo svuotamento dei centri storici e a favore di un’esperienza d’acquisto più consapevole: lontana dagli assembramenti dei supermercati e a sostegno delle piccole realtà che con tanta fatica ci stanno garantendo il loro servizio anche in questo momento di emergenza.

Questi gli obiettivi dell’iniziativa QuartiereMio, idea di SwizzyLab, società in house di Artigiancassa, a cui Confartigianato Chieti L’Aquila ha deciso di aderire.

L’associazione, infatti, convinta che proprio sulle piccole realtà si basi il tessuto sociale italiano, è da sempre vicina alle attività commerciali del territorio.

QuartiereMio consiste in una piattaforma online che raccoglie gli esercizi commerciali di vicinato con consegna a domicilio.

Al momento le caratteristiche principali della piattaforma sono:

  • una lista delle realtà di vicinato a cui rivolgersi per trovare qualità, servizio e disponibilità;
  • una mappa con possibilità di filtrare per categoria merceologica, servizi offerti, prezzi e tags;
  • possibilità di creare una lista di attività preferite e condividerle con i propri contatti;
  • possibilità di votare e commentare il servizio offerto dall’impresa; u
  • na vetrina per l’impresa con possibilità di informare i clienti attraverso orari di apertura, contatti, descrizione dell’attività, immagini, listino prezzi, modulo prenotazione;
  • un pannello di controllo per l’impresa in cui ricevere messaggi e visualizzare le statistiche sulla sua vetrina personale.

Si tratta di un innovativo sistema win win nato con l’intento di creare una rete di aiuti e servizi per imprese e cittadini.

Una dimostrazione di come la tecnologia possa creare rete facendo incrociare domanda e offerta anche su scala locale.

Le imprese interessate all’iniziativa possono contattare Confartigianato Chieti L’Aquila ai numeri telefonici 0871.330270 e 349.8871505 (rif. Francesco Cicchini) o scrivendo a categorie@confartigianato.ch.it.

I cittadini interessati a ricevere comodamente la spesa a domicilio, invece, possono collegarsi al sito web www.confartigianato.ch.it/quartieremio/.

“Gli artigiani, le piccole imprese e le piccole attività commerciali dei centri urbani – commentano il presidente ed il direttore generale di Confartigianato Chieti L’Aquila, Francesco Angelozzi e Daniele Giangiulli – in queste settimane di emergenza stanno dimostrando tutta la loro forza e stanno tenendo duro. E’ proprio su queste attività che si fonda il tessuto sociale italiano, dell’Abruzzo e di territori come quelli delle province di Chieti e L’Aquila. Acquistare nei negozi di vicinato consente di contrastare la diffusione del virus, evitando gli assembramenti, e di sostenere l’economia locale, la cui tenuta è a serio rischio. Agli artigiani e ai titolari di piccole attività consigliamo di sfruttare tutte le opportunità derivanti dalle nuove tecnologie. Ai cittadini – concludono – soprattutto in vista della Pasqua, rivolgiamo un invito: acquistate locale, acquistate nei piccoli negozi”.

by Redazione
cassa integrazione

“Sarà impossibile per migliaia di lavoratori della provincia di Chieti ricevere, nei tempi annunciati dal governo gli importi maturati per la cassa integrazione e per gli altri ammortizzatori sociali”, è quanto dichiarato dal Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e dall’ANCL (Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro) Unione provinciale di Chieti, rispettivamente rappresentati da Maria Teresa Maimone e Nicola De Laurentis.

“Le attuali modalità di accesso a tali strumenti, infatti, risultano essere intrise di una burocrazia tale da non permettere tecnicamente di arrivare entro il 15 aprile alla liquidazione delle somme da erogare – si spiega nella nota – La situazione sarebbe stata diversa se le istituzioni avessero raccolto le proposte di semplificazione formulate dal nostro Consiglio Nazionale, come ad esempio il ricorso ad un ammortizzatore sociale unico. Occorre segnalare, inoltre, il tema della capienza dei fondi stanziati: non si è a conoscenza, infatti, se questi ultimi saranno sufficienti a coprire tutte le richieste provenienti dalle imprese. A complicare una situazione già critica, vi è inoltre l’impossibilità in Abruzzo di poter presentare richieste di cassa integrazione in deroga dato che, pur essendo stato approvato l’accordo quadro regionale, ad oggi non è stata ancora resa nota la procedura informatica mediante la quale poter presentare le richieste”.

by Redazione
credito

Sportelli bancari chiusi a doppia mandata per le piccole imprese e gli artigiani abruzzesi.

L’ennesima conferma di quanto il credito sia diventato ormai un miraggio per alcune categorie produttive della nostra regione arriva da uno studio realizzato, per conto della Cna Abruzzo, da Aldo Ronci.

A settembre, dice infatti la ricerca realizzata su dati di Bankitalia, il credito alle micro imprese ha subìto, rispetto ai 12 mesi precedenti, una contrazione davvero pesantissima: ben 73 milioni in meno.

Una diminuzione in aperta controtendenza, illustra il curatore dell’indagine, “sia rispetto alle imprese medio-grandi, per cui è cresciuto di 85 milioni, ma sia soprattutto per le “famiglie consumatrici”, accreditate di 215 milioni di incremento”.

In valore percentuale, le differenze si notano in maniera ancora più netta, se possibile.

Così, se il credito al mondo delle micro imprese in Abruzzo è diminuito del 2,7%, contro il 2,3% nazionale, quello erogato alle imprese medio-grandi risulta addirittura di segno opposto: l’aumento registrato in Abruzzo (un punto percentuale in più) risulta infatti in netta controtendenza rispetto alla media nazionale (-0,7%).

Complessivamente, dunque, a fine settembre del 2019 il barometro del credito ha segnato in Abruzzo una consistenza (ovvero il valore complessivo del totale degli impieghi effettuati dal sistema bancario a favore di imprese e famiglie, ndr) di 20 miliardi e 727 milioni di euro, registrando, sui 12 mesi precedenti, al netto delle cessioni delle sofferenze, un incremento di 227 milioni.

Quanto ai depositi e al risparmio postale, infine, lo stesso periodo registra, rispetto al 2018, un aumento di 394 milioni di euro: 27 miliardi e 121 milioni, contro 26 miliardi e 727 milioni.

“La differenza macroscopica tra raccolta del risparmio e impieghi – esordisce il presidente regionale di Cna, Savino Saraceni – fotografa fedelmente l’andamento di una terra che destina altrove una parte consistente dei suoi risparmi, in un momento in cui al contrario l’economia regionale, e soprattutto le imprese di minori dimensioni, avrebbero assoluto bisogno di liquidità”.  

“Lo studio dimostra inoltre, come abbiamo più volte denunciato – aggiunge – che le regole che governano il mondo bancario, dominato dagli algoritmi, impatti in modo negativo sul sistema delle piccole imprese, anello debole della catena. Sono loro a pagare in termini di minor concessione di credito i danni prodotti alle banche dall’ammontare enorme di sofferenze prodotte dalla grande clientela più strutturata”.

“Così – conclude Saraceni – diventa impossibile non contare sul sostegno pubblico della Regione nell’accesso al credito, tramite il sistema dei confidi. E in questo contesto diventa impossibile non parlare della difficile situazione che sta vivendo un grande gruppo, come la Banca Popolare di Bari, che in Abruzzo ha acquisito due Casse di Risparmio, con 800 dipendenti, oltre 100 sportelli e impieghi miliardari: gli esiti di questa vicenda, in termini di contrazione nell’erogazione del credito, saranno ancor più visibili a breve tempo. Riteniamo giusta dunque l’alleanza tra istituzioni, imprese e sindacati per salvaguardare un patrimonio costruito dagli abruzzesi in decenni di lavoro”.

by Redazione