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Lo spettacolo inaugurale «Misurare il salto delle rane» ha vinto il “Premio della Critica A.N.C.T.” come migliore spettacolo nel 2025

Chieti. La stagione di Prosa del Marrucino alzerà il sipario sabato 3 gennaio (ore 21), in replica domenica 4 (ore 17.30), con lo spettacolo «Misurare il salto delle rane» di Carrozzeria Orfeo. La regia è firmata da Gabriele Di Luca (che firma anche la drammaturgia) e da Massimiliano Setti (autore anche delle musiche), con le interpreti Noemi Apuzzo (Iris), Elsa Bossi (Lori), Chiara Stoppa (Betti), le scene di Enzo Mologni, i costumi di Elisabetta Zinelli, le luci di Carrozzeria Orfeo, con la produzione della «Fondazione Teatro Due», la «Accademia Perduta / Romagna Teatri», il «Teatro Stabile d’Abruzzo», il «Teatro di Bari», e la «Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival» in collaborazione con «Asti Teatro 47». Lo spettacolo ha vinto il «Premio della Critica A.N.C.T.» nel 2025 come migliore spettacolo dell’anno, che nella motivazione ha messo in evidenza come «l’abilità di Carrozzeria Orfeo sta nel mettere in scena spettacoli sempre giusti, fattore ormai non più considerabile come pura casualità, al di là dei registri usati».
La “Stagione di Prosa”, organizzata dalla “Deputazione Teatrale Teatro Marrucino” presieduta da Giustino Angeloni e con la direzione amministrativa di Cesare Di Martino, ha il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Abruzzo e dell’assessorato alla Cultura del Comune di Chieti guidato da Paolo De Cesare: per il quinto anno consecutivo, la “Stagione di Prosa”, sotto la direzione del maestro Davide Cavuti, ha registrato un numero record di abbonamenti, con oltre settecento tessere sottoscritte, e la partecipazione di artisti come Massimo Popolizio, Gianmarco Saurino, Anna Valle, Marco Bocci, Pia Lanciotti, Leo Gullotta, Tosca D’Aquino, Giuseppe Zeno, Anna Galiena, Massimiliano Gallo e Carlo Buccirosso.
«Lo spettacolo realizzato da “Carrozzeria Orfeo” attinge dalla contemporaneità, dando all’opera un significato pervaso di sensibilità moderna, che esplora le contraddizioni dell’esistenza attraverso dialoghi incisivi e situazioni paradossali, momenti di mera poesia e gesti emblematici, che si intersecano con il racconto», ha affermato il compositore e regista Davide Cavuti, direttore della “Stagione di Prosa” del Teatro Marrucino.
“Misurare il salto delle rane” è una dark comedy ambientata in un piccolo paese di pescatori negli anni Novanta. Le protagoniste sono tre donne di diverse generazioni: Lori, Betti e Iris unite da un tragico lutto avvenuto vent’anni prima e ancora avvolto in un’aura di mistero. Il paese emerge come un frammento dimenticato, circondato da un vasto lago e da una palude minacciosa che lo isola dal mondo esterno, un microcosmo sospeso tra arcaismo e quotidianità, dove una piccola comunità persiste ancorata a consuetudini superate. Partendo da questo habitat, “Misurare il salto delle rane”, la nuova produzione di “Carrozzeria Orfeo”, senza rinunciare all’ironia che la contraddistingue, vuole essere un’indagine poetica e tragicomica sulla condizione umana contemporanea: un viaggio nell’intimità di tre esistenze femminili che si specchiano l’una nell’altra e che, in modo diverso, rifiutano etichette imposte dall’esterno. Tre età, tre mondi, tre stagioni della vita che intrecciano le loro esistenze, scavate da lutti e assenze, ma anche da rinascite, alleanze e complicità profonde», recitano le note di presentazione dello spettacolo. Nucleo pulsante della narrazione è proprio il femminile. Le manifestazioni della violenza e dell’oppressione verso le donne, endemiche nei contesti rurali dell’epoca, affiorano nel tessuto sociale della comunità con modalità sottili ma pervasive. I personaggi maschili incarnano quasi invariabilmente figure di minaccia o fallimento.
“Carrozzeria Orfeo” costruisce un racconto intimo, in cui la gravità del dolore si affianca alla leggerezza dell’ironia. “Misurare il salto delle rane” è un invito a confrontarsi con i propri limiti, a cercare la bellezza nei gesti semplici, in piccoli atti di trasformazione dove pare non accadere nulla. È un’ode alla complessità dell’essere umano, con la sua infinita capacità di perdersi e ritrovarsi, tra ciò che ci definisce e ciò che ci supera.
I pochi biglietti rimasti sono disponibili al Botteghino del Teatro Marrucino e sul circuito online Ciaotickets. Il prossimo appuntamento con la stagione di Prosa si terrà sabato 17 (ore 21) e domenica 18 gennaio (ore 17.30) con lo spettacolo “Ritorno a casa” di Harold Pinter con protagonista Massimo Popolizio che ne firma anche la regia.

by Francesco

Chieti. Dopo le presentazioni di Chieti, Pescara, Avezzano, Roma, Lanciano e Francavilla, Eliana D’Onofrio presenta il suo ultimo romanzo Non ho paura di Jack, con la prefazione di Massimo Pasqualone, sabato alle 10.30, nel Foyer storico del Teatro Marrucino di Chieti nell’ambito di Amami Teatro 2025.
Vincitrice del Premio Adriatico 2025 per la letteratura per la Regione Abruzzo, Eliana D’Onofrio ha ricevuto numerosi premi, ed i suoi libri sono stati presentati in tutta Italia e a Londra. Da sempre amante della pittura e delle varie forme d’arte, consegue il titolo di grafico illustratore.
Il suo primo romanzo “Viola, l’amore secondo me”, liberamente ispirato alla figura di sua nonna, ha ottenuto il premio Antonio Galasso 2024, il Premio Luca Romano, il Premio Ut pictura poesis; il premio Città di Cefalù 2024, il premio Francavilla urban festival, il premio parole e vita, il Premio Caravaggio.
A breve Non ho paura di jack verrà presentato a Barcellona e a Londra.

Chieti. Il Gran Caffè Vittoria di Chieti ospita, il 14 dicembre alle 17, la presentazione del libro di Cinzia Mattioli, Sono stata vinta, europa edizioni, con l’intervento del critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone.
Sono stata vinta è il racconto sincero e commosso di Cinzia Mattioli, una donna che, attraversando le prove della vita, ha scelto di lasciarsi vincere dalla Grazia. Cinzia non insegna, ma si dona. Non impone, ma si racconta. E nel farlo, trasforma la sua esperienza personale in un’eredità condivisa, un seme di speranza per chi verrà dopo. Sono stata vinta è una carezza dell’anima. Un gesto di fiducia e una dichiarazione d’amore alla vita esattamente così com’è: fragile, imperfetta, ma immensamente illuminata dalla luce di Dio. Cinzia Mattioli è nata nel 1967 e ha vissuto per 45 anni a Ripa Teatina, in provincia di Chieti. Moglie, madre di tre figli e nonna affettuosa, ama l’autenticità, la semplicità e i viaggi in compagnia del marito, soprattutto tra le meraviglie dell’Italia. Ha insegnato inglese con passione e lavorato nel commercio, coltivando da sempre l’amore per la lettura e la scrittura. Nel 2020 ha pubblicato Scelta dal Cielo, un libro dedicato alla sorella Dina, scomparsa nel 2017.

by Francesco

Chieti. Verrà presentato sabato 6 dicembre alle 11, nel Piccolo teatro dello Scalo a Chieti Scalo, il volume di liriche di Italo Radoccia, “Riflessi dell’anima”, con l’organizzazione di Marco Di Paolo e dell’associazione culturale Il Canovaccio. Gli interventi dei relatori Massimo Pasqualone e Americo Carissimo saranno seguiti dalle letture a cura dell’attore Giancamillo Marrone e dall’intervento del cantante lirico Andrea Piazza.

Italo Radoccia (foto) ha maturato diverse esperienze sia nelle funzioni requirenti che giudicanti, ed è giudice presso il Tribunale di Vasto. In precedenza ha svolto le funzioni di sostituto procuratore presso il Tribunale di Crotone ed è stato applicato alla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro occupandosi della ‘Ndrangheta e di criminalità transnazionale tanto è vero che è stato anche accreditato in diverse riunioni di coordinamento investigativo presso Eurojust a Bruxelles. Ha lavorato anche presso il Tribunale di Chieti come giudice del lavoro, e per un periodo di tempo ha ottenuto l’applicazione per la trattazione di diversi processi presso la Corte d’Appello di L’Aquila. È stato docente a contratto di diritto presso l’Università della Calabria di Cosenza e presso l’Università D’Annunzio di Chieti. Collabora con diverse riviste giuridiche di livello nazionale come Giurisprudenza di merito edizioni Giuffrè, Nuovi studi politici, edizioni Bulzoni e Archivio Giuridico, edizioni Mucchi. Radoccia è anche un appassionato di poesia, ha vinto numerosi premi nazionali e ha pubblicato due raccolte: L’Ago della meridiana nel 1999 e L’ora dei gabbiani nel 2010, opere in cui spesso si scorge la bellezza del mare di Vasto.

chieti

Chieti. Il 5 dicembre alle 11, nella sala Cascella della Camera di Commercio di Chieti, un convegno celebrativo ricorderà i cento anni dalla morte di Costantino Barbella, avvenuta il 5 dicembre 1925.
Per l’occasione verrà presentata al pubblico una medaglia commemorativa, in lega metallica, rappresentante l’opera “Canestro d’Amore” , realizzata da Teate Gioielli che, pur essendo una realtà commerciale, propone iniziative per la promozione e valorizzazione del territorio, affiancando Enti Pubblici e Associazioni.
La medaglia non è solo un oggetto- dicono gli orafi-, ma un omaggio profondo alla memoria e all’eredità artistica di Costantino Barbella, nel centenario della sua scomparsa. La realizzazione è stata possibile grazie all’autorizzazione ricevuta dal Museo Borgogna di Vercelli proprietaria dell’opera.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Chieti, Diego Ferrara, del sottosegretario alla Giunta Regionale con delega al turismo, Daniela D’Amario, del presidente Aniac Abruzzo, Tommaso Rutolo, e del consigliere provinciale, Carla Di Biase, sono previsti gli interventi di Paolo Rapposelli, Oscar D’Angelo e Massimo Pasqualone, con la moderazione di Alessandra Melideo.
Il critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone, che ha curato la parte scientifica dell’evento, sottolinea che “Costantino Barbella, con la sua straordinaria produzione plastica, supera i confini non solo nazionali, ma attinge alla speranza di eternità anche nel tempo, come dimostra la necessaria celebrazione del centenario della morte e la medaglia commemorativa realizzata da Teate gioielli, vera fucina di idee e di proposte tese alla valorizzazione del territorio di Chieti e non solo.
Difatti, é questo il vulnus più profondo della nostra epoca: dimenticare le proprie radici, le proprie origini, gli uomini e le donne che hanno costruito le fondamenta della nostra società, perché, sempre e comunque, siamo nani sulle spalle dei giganti, per dirla con Bernardo di Chartres.
Lo sguardo, da un lato incantato del mondo e della società, la capacità di fissare gli attimi ed i momenti della vita e delle relazioni, dall’altro, fanno di Barbella un alfiere della possibilità di decriptare la realtà attraverso il meraviglioso strumento ermeneutico dell’arte e la scultura di Barbella va in questa direzione, ostinata e contraria alla sirene dell’oblio, sempre in agguato, con l’aiuto della polvere del tempo, come ci ricorda lo storico dell’arte Cusatelli: ” Le sue sculture… sintomatiche di una stagione culturale in cui la storia locale diventa ispiratrice, in modi e con risultati diversi, di molti nostri artisti”.
Barbella va oltre, come dimostrano le sue innumerevoli relazioni amicali e culturali e, a cent’anni dalla morte, è più attuale che mai.”

Chieti. Bruno Giordana, tra i più importanti sassofonisti italiani, famoso muscista che si è esibito con Renato Zero, Fiorella Mannoia ed i Pooh, è tra i premiati della quarta edizione del Premio Roberto D’Orazio, la cui cerimonia di premiazione si terrà nello storico Caffè Vittoria di Chieti, il 13 novembre alle 17.30, con la direzione artistica di Massimo Pasqualone.
“Roberto D’Orazio – ricorda il fratello e presidente del premio Ettore D’Orazio, è nato a Chieti il 5 luglio 1946. I suoi genitori, Nicola D’Orazio e Gabriella Serrandrei, si erano conosciuti nel corso del secondo conflitto mondiale e si erano sposati nell’ottobre del 1945. Sin da ragazzo ha mostrato una grande passione per l’attività commerciale che il padre e lo zio Ettore avevano iniziato negli anni trenta aprendo la storica pasticceria D’Orazio. Nel 1970 si è sposato con Lucia Manzini con la quale ha messo al mondo le tre figlie: Gabriella, Renata e Mariangela. Nel 1988 ha realizzato quello che da sempre era stato il suo più grande desiderio professionale: rilevare la gestione del Gran Caffè Vittoria. È stato nominato Cavaliere del lavoro nel 1994. Ha ricoperto incarichi di responsabilità presso la Confcommercio di Chieti. Si è spento il 15 ottobre del 2015”.
Queste le altre personalità che il comitato scientifico del premio, presieduto dal critico letterario e d’arte Massimo Pasqualone, ha scelto e che verranno insignite del premio per l’impegno imprenditoriale, culturale, artistico, sociale: Anja Kunze, Lanfranco D’Alessio, Bruno La Selva, Alessandro Morano, Lorenzo Cuini, Silvia Iacuone, Devis Martella, Angela Valente, Nicola Petrongolo, Alfonso Mazzocchetti, I Cantori della torre, Cinzia Marganella, Alessia Argentieri, Fra Emiliano Antenucci, Alessandra Arcieri, Simone d’Alessandro, Pino Giannini, Davide Colaiocco, Simona Bucciarelli, Walter Nanni, Nicola Verzella, Alessandra Prospero, Ivo Pignatelli, Ivan Antonio Giampietro, Giorgia Loreto, Chiara Muratori, Paola Di Renzo, Cinzia Di Vincenzo, Gianni Scarsi, Alessandra Di Pietro, Gianni Colaiocco, Andrea Roma, Giovanni Perseo, Toni Tobia De Luca, Davide Rocchio, Valeria Di Mascio, Alessandra Di Paolo, Gelateria Glacia, Giulio Obletter e due studenti dell’Istituto Alberghiero di Pescara.

by Francesco

Chieti. Per i tipi delle edizioni Sigraf, e con l’introduzione del critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone, esce in questi giorni il catalogo d’arte “Villa Valignani/Rocchetti, una dimora di interesse storico”, a cura di Gabriele Rocchetti (foto).
Il volume racconta la storia dei Valignani e di questa splendida villa a Chieti, tutta realizzata in mattoni d’epoca anni 1935/40, ora di proprietà dell’avvocato Rocchetti, ed illustra la splendida collezione d’arte presente nelle sue stanze.
La villa- scrive Rocchetti nel testo- è stata acquistata nel 2008 e successivamente sono state acquisite le oltre 50 opere dei principali artisti e pittori italiani, che adornano le pareti.
Il catalogo mostra le opere di Seignon, Brancaccio, Pratella, Ciardi, Fergola, Campestrini, Rossano, Postiglioni, Cascairo, Tommasi, Patini, Hess, i Palizzi, Tito, Dal Bono, Panza, Smargiassi e tanti altri, con uno straordinario viaggio nella storia dell’arte tra pitture, sculture, tappeti, mobili antichi.
Nell’introduzione, Pasqualone scrive: ” Conosco molto bene la casa di cui si parla in questo libro, conosco il suo fascino, il suo essere da un lato casa museo, con la sua incredibile collezione di opere d’arte, talmente importante che potresti ricostruire la storia dell’arte tra fine Ottocento ed inizio Novecento con una semplice visita pomeridiana, accompagnato dalla squisita ospitalità del padrone di casa e dalla sua inesauribile competenza, unita all’orgoglio del possesso ed al furore del collezionista. L’avvocato Rocchetti è, davvero, uno straordinario personaggio di altri tempi: ti illustra i suoi capolavori, li commenta, si emoziona come un bambino ogni volta che aggiunge un pezzo alla sua collezione.”
A breve, il volume verrà presentato alla comunità degli studiosi e degli appassionati d’arte.

by Francesco

Chieti. Domenica 5 ottobre alle 10, verrà presentato a Chieti, nel Museo Barbella, il nuovo romanzo di Eliana D’Onofrio (nella foto), Non ho paura di Jack, per le edizioni Sigraf di Pescara.con l’intervento del critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone,prefatore del libro.

Nella prefazione, Massimo Pasqualone scrive: “Eliana D’Onofrio, in questo nuovo libro, ci propone, attraverso la visione multipla di vite sofferenti, la possibilità di dire il negativo, di raccontare le storie nella storia con una malinconia di fondo che è la consapevolezza che le storie narrate vanno in quella direzione, che la Storia le accoglie e le accoglie un tempo di sospensione del giudizio, perché il narratore racconta e non giudica, illustra giornalisticamente e direi quasi cinematograficamente, il fatto che ogni volta si carica di emozione. In queste pagine, però, oserei dire che si insinua una caducità dei sentimenti, delle emozioni, una labilità delle relazioni, che sfaldano le granitiche certezze di ognuno e di ciascuno.”

Vincitrice del Premio Adriatico 2025 per la letteratura per la Regione Abruzzo, Eliana D’Onofrio ha ricevuto numerosi premi, ed i suoi libri sono stati presentati in tutta Italia e a Londra. Da sempre amante della pittura e delle varie forme d’arte, consegue il titolo di grafico illustratore.

Il suo primo romanzo Viola, l’amore secondo me, liberamente ispirato alla figura di sua nonna, ha ottenuto il premio Antonio Galasso 2024, il Premio Luca Romano, il Premio Ut pictura poesis; il Premio Città di Cefalù 2024, il Premio Francavilla Urban Festival, il Premio Parole e vita, il Premio Caravaggio.

Chieti. Con il concerto del duo Claudia Di Crescenzo al piano e Stefano Cutilli al clarinetto, Il Museo Barbella di Chieti ospita il 5 ottobre alle 10 il premio Irdidestinazionearte per la cultura ed il sociale, presieduto dal critico letterario e d’arte Massimo Pasqualone.
Il comitato scientifico ha segnalato le seguenti personalità da premiare: Antonio Di Giosafat, Francesco Marchesani, Daniela Burgassi, Antonella D’Arezzo, Edoardo Petti, Claudio Di Donato, Angelo Di Nardo, Daniela Torto, Francesco Proietto, Alessandra Renzetti, Antonia Ciccarelli, Elisa Petrongolo, Carmine Di Giovanni, Jenny Caballero Savasta, Antonella Di Cola, Connie Strizzi, Angela Polidoro, Stefano Cutilli, Claudia Di Crescenzo, Bruno Candeloro, Alessio D’angelo, Massimo Di Moia, Federico Orlando, Annalisa Piermattei.
Per l’occasione verrà inaugurata la mostra di Umberto Candeloro, in arte Bruno, pittore autodidatta. Fin dalle elementari ha iniziato a disegnare e colorare con tutto ciò che capitava tra le mani. Dalle medie in poi, tra una tempera, un acquerello e un olio, ha scoperto i grandi maestri del passato, curiosato nelle loro vite e ammirato i loro capolavori. Tutto questo lo ha spinto a fare della pittura una piacevole compagna di vita, con la quale condividere le tante sensazioni che prova nel trasformare una bianca tela in una creatura. Con lui espone Alessio D’Angelo, nome d’arte “Slimer”, nato a Penne nel 1985, vive a Penne e lavora a Elice, dove gestisce da dieci anni il suo studio di tatuaggi. La sua fiamma artistica si accende fin dalla tenera età, nutrita dal generoso sostegno della famiglia. È stato il primo a proporre al pubblico l’arte del tatuaggio a Penne, anche se nel suo studio questa pratica resta solo una parentesi. Slimer ha costruito un contesto artistico indipendente sul territorio, fondando una vera e propria base creativa nel cuore di numerosi piccoli centri urbani. Autodidatta nel disegno, esplora tecniche diverse: pittura a olio, pittura su legno e altre superfici, disegno a penna Bic e tecniche miste. Street artist per vocazione, evita gli ambienti accademici, salvo rare occasioni, preferendo la libertà di una creatività senza vincoli. La sua arte nasce dal desiderio di scuotere la stasi mentale dell’osservatore.
Fino al 12 ottobre i visitatori del Museo Barbella potranno ammirare le loro opere.

Chieti. Verrà inaugurata giovedì 11 settembre alle 17, nel Museo Barbella di Chieti, la mostra Prospettica mente, che propone gli scatti di Mariangela Ottaviano per i concerti di Luigi Friotti, a cura del critico d’arte Massimo Pasqualone, che interverrà all’inaugurazione.
Dopo un’amicizia decennale, nata in uno degli insoliti palcoscenici di Luigi Friotto, Mariangela Ottaviano via via intensifica la sua collaborazione con il cantautore fino a divenire, nel 2025, la “reporter” eccellente degli spettacoli seguiti all’uscita dell’ultimo disco Dedalo.
Ottaviano nasce a Chieti nel 1985. La sua passione e suo grande istinto creativo sposano la tecnica quando, nel 2010, entra a far parte del Fotoclub di Chieti e da lì inizia a muovere i primi passi nel mondo della fotografia professionale.
Ama rubare i momenti, tenersi distante dalla scena per osservarla dall’esterno e decidere come raccontarla. Le persone, la vita, la semplicità sono i soggetti delle sue foto più “intime”.
A partire dal 2011 arrivano i primi riconoscimenti nei concorsi fotografici, le pubblicazioni su testate giornalistiche locali e nazionali, inizia a fotografare concerti e spettacoli collaborando con istituzioni teatrali e realizzando anche foto di copertina dei dischi e dei concerti di artisti.
Con Luigi Friotto, tutto parte sommessamente in occasione di uno dei suoi spettacoli nelle gole di Fara San Martino. Da lì Ottaviano comincia a documentare i concerti sull’acqua del cantautore e gli eventi di presentazione, in diversi musei abruzzesi, del disco Lucernario uscito nel 2015. Per l’occasione viene organizzata una navigazione sul lago di Pallano, nel Comune di Tornareccio, e Friotto, sulla stessa zattera degli spettacoli, accompagna per diversi giorni i visitatori, fino al Concerto sul Lago tenutosi nel giugno dello stesso anno.
Prospettica Mente nasce dunque con l’intento di dare luce e voce al lavoro di Ottaviano e Friotto in un’antologia di frammenti degli ultimi quindici anni, un album di ricordi, un libro di intenti per il futuro.