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Tag Archives: chieti

Chieti. Torna la tradizionale iniziativa dei Canti di Passione a Chieti, con il gruppo degli amici della passione, che nasce nell’anno 2005 per volontà del suo fondatore, nonché Maestro di fisarmonica Stefano Melideo. Da quell’anno in poi, grazie all’amicizia con alcuni stretti cantori, cominciano ad esibirsi nelle case e in alcuni locali dove trovano sempre grande partecipazione, accoglienza e soprattutto attenzione. Questa tradizione è stata ereditata dallo stesso Stefano Melideo in quanto già prima di allora andava con il nonno e con il papà ad esibirsi presso abitazioni private continuando a dare corpo a quelle che erano le tradizioni dei canti popolari che precedevano le solennità pasquali. Nel 2020 e 2021 a causa del COVID non si è potuto mantenere questa tradizione. Nel corso degli anni però il gruppo è sempre più cresciuto numeroso e con vari accorgimenti anche relativi all’utilizzo di altri strumenti (chitarra, sax) da accompagnare ai più classici fisarmonica e dubbotte. Lo scopo del gruppo degli amici della passione è quello di riunire quante più persone possibile all’ascolto dei vecchi canti popolari e partecipare a in questo modo alle celebrazioni di quella che è la santa Pasqua secondo il rito cattolico. Il successo e la notorietà raggiunta nel corso degli anni è comunque dimostrata dalla partecipazione e dal rinnovarsi di anno in anno di alcune tappe fondamentali in cui esibirsi. Il gruppo è cosi composto: Stefano Melideo e Davide Iacobucci, rispettivamente alla fisarmonica e alla dubbotte, i tenori Carlo Zappacosta, Piero Zappacosta, Ezio Di Nicola, Lorenzo Di Muzio, Marco Mascitelli, Davide Iacobucci, Giovanni Parisi, Mirko Colaiocco, Marco Vivante, Emanuele Vivante, Maurizio Di Paolo, Franco Candida, Gianluca Sanelli ed il sassofonista Andrea Tontodimamma.
Primo appuntamento mercoledì 1 aprile alle 20.30 al Bar Ariston di Chieti Scalo.

by Francesco

Chieti. Nel primo appuntamento di Omnia Artis, progetto culturale ideato da ArteMind, con Direzione scientifica di Angela Rossi, sabato 21 marzo alle ore 10.30 presso il Museo Barbella di Chieti, verranno esaminati il mito di Afrodite, Apollo e Atena nell’arte con i relativi archetipi e rappresentazioni visive insieme all’Inaugurazione della Mostra della Scuola “Le Ali della Vita”di Lucrezia Di Francesco, che espone dal 21 al 28 marzo, curata dal critico d’arte Massimo Pasqualone.

Il mito greco deriva dal greco mýthos ( “parola, racconto, discorso”): si tratta, infatti, di una narrazione con valore simbolico-religioso, che aveva l’obiettivo di rispondere ai grandi interrogativi della vita, che da sempre si è posto l’essere umano. La mitologia rappresenta la “storia sacra” di una cultura, articolata in immagini, collegate tra loro attraverso racconti. L’Arte diventa l’attività per eccellenza produttrice di simboli, attraverso modalità diverse nel tempo e nello spazio. La mitologia greca ha giocato un ruolo significativo attraverso i secoli, poiché ha influenzato la creazione di opere artistiche e letterarie, offrendo nuovi personaggi, differenti narrative e punti di riferimento. L’uso della mitologia nell’arte è stato fondamentale al fine di creare particolari opere visive nella pittura e nella scultura. Il mito greco ha permesso di esplorare temi come l’amore, la morte, il destino, la bellezza da diversi punti di vista. Il mito di Atena, Apollo e Afrodite, che ha ispirato nei secoli artisti come per es. Bernini, Canova, Botticelli, Bronzino, Veronese, De Chirico, rappresentano archetipi universali della psiche umana, incarnando valori e passioni, che ancora oggi ci toccano profondamente. La prof.ssa Angela Rossi attraverso l’analisi di opere d’arte esaminerà come questi archetipi siano stati reinterpretati e riadattati nel corso della storia, riflettendo i valori delle diverse epoche, in particolare analizzando le figure di Atena, dea della saggezza e della guerra, simbolo di forza e intelligenza, di Apollo, dio della luce e della musica, emblema di bellezza e armonia e di Afrodite, dea dell’amore e della bellezza, icona della passione e della sensualità.

Angelina Andreacola, Federica D’Andreagiovanni, Marco di Matteo, Michela Iacobitti, Roberta Marcuccio, Susanna Nuzzolese, Carmela Palomba, Allievi della Scuola di Recitazione con la regia di Giuliana Antenucci realizzeranno una breve performance a tema sulla rappresentazione di queste tre divinità mitologiche.

Rimanendo nello stesso ambito tematico verrà inaugurata la mostra Le Fiabe-Un viaggio dentro di noi, OLTRE LO SPECCHIO- Alice, organizzata dalla Scuola “Le Ali della Vita” di Lucrezia Di Francesco. Le 54 opere esposte in questa mostra sono la testimonianza di un anno di lavoro sulle fiabe archetipiche, ma fanno parte di un viaggio più ampio, che si snoda anno dopo anno, opera dopo opera, trasformazione dopo trasformazione. Gli artisti adulti hanno attraversato sei grandi fiabe (Cappuccetto Rosso, Biancaneve, Cenerentola, La Bella Addormentata, Rapunzel, Barbablù), esplorando archetipi universali, recuperando il contatto con il loro bambino interiore ferito, riconoscendo le ferite creative, che li bloccano. Gli artisti Bambini e Ragazzi hanno attraversato sei fiabe emotive (Pinocchio, Zio Lupo, La Nonna del Diavolo, La Regina delle Nevi, La Bella e la Bestia, I Musicanti di Brema), analizzando il vasto universo delle emozioni, dalla paura al coraggio, dalla vergogna all’autenticità, dall’esclusione all’appartenenza. Entrambe le generazioni hanno prodotto manifestazioni di sé: opere uniche, irriproducibili, profondamente personali, nate dall’incontro tra meditazione/immaginazione, archetipo/emozione e creatività sacra, secondo il metodo ARKA, che non è solo un corso di pittura e disegno, ma, pur utilizzando strumenti dell’arteterapia, integra in modo originale anche costellazioni familiari, archetipi junghiani, simbolismo sacro. E’ già in corso il secondo capitolo di questo percorso artistico interiore di trasformazione, che vede in tre anni di lavoro un unico grande percorso di individuazione:

Nel primo anno (2024-2025) il tema è stato LE FIABE ARCHETIPICHE( Gli archetipi universali che vivono in noi), nel secondo anno (2025-2026) è stato esaminato l’aspetto OLTRE LO SPECCHIO- Alice( analisi del bambino ferito interiore), nel terzo anno sarà indagato (2026-2027): OLTRE I FILI-Pinocchio( Come divento finalmente? L’autenticità e la liberazione). Il Metodo ARKA è molto più di una tecnica artistica o di un approccio terapeutico: è una filosofia di vita, che riconosce nell’atto creativo un gesto sacro, nell’arte un linguaggio dell’anima, nella manifestazione di sé un atto di coraggio e autenticità.

La cittadinanza è invitata a partecipare. L’ingresso è libero.

by Francesco

Chieti. L’Università degli Studi “G. D’Annunzio”, nella persona del Magnifico Rettore, Prof. Liborio Stuppia, con l’apporto professionale del Dirigente Francesco Di Giovanni, ha dato il via libera al Master di alta formazione in “Business Crisis and Innovation Management”, che si terrà presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche e Sociali (DSGS), diretto dal Prof. Federico Briolini con l’ausilio della Prof.ssa Grazia Buta, dedicato alla memoria del più grande manager al mondo degli ultimi vent’anni, Sergio Marchionne, nato a Chieti. Pertanto, è partito ufficialmente, su scala internazionale, l’ambizioso progetto “L’Alta Formazione universitaria itinerante”, ideato e coordinato dall’avv. Luigi Iosa (nella foto con il Rettore Stuppia). Inoltre, è stato già avviato questo mese il Master di alta formazione presso l’Università degli Studi di Foggia in “Green Finance and Global Risk Management”, alla memoria di Donato Menichella, “l’uomo del miracolo economico italiano”. Prossime tappe: Master di alta formazione in “Innovazione tecnologica etica”, in onore di Fabrizio Faggin, il più grande scienziato italiano, ancora vivente, dopo Enrico Fermi, presso l’antica Università degli Studi di Padova; Master di alta formazione sulla figura di Italo Calvino, uno dei più grandi scrittori del 900 presso la Villanova University, un’Università privata statunitense di ispirazione cattolica agostiniana con sedi a Villanova e Radnor, nel Commonwealth di Pennsylvania e Master di alta formazione presso il Politecnico di Torino e l’Università degli Studi del Piemonte Orientale, alla memoria di Adriano Olivetti, “l’uomo del primo modello di impresa umanistica in Italia”.

by Francesco

Il 21 marzo, l’11 aprile e il 23 maggio 2026

Chieti. L’Associazione ArteMind organizza la VI Edizione della manifestazione OMNIA ARTIS, Patrocinata dal Comune di Chieti con direzione scientifica di Angela Rossi. Sono previsti 3 incontri mensili nel Museo Barbella, in cui verrà dedicato uno spazio culturale intitolato Mitart, dedicata al mito greco a cura di Angela Rossi. Saranno presenti gli Allievi della Scuola del Teatro Marrucino con la regia di Giuliana Antenucci per conferenze-spettacolo. Saranno allestite tre mostre a cura del Critico d’arte Massimo Pasqualone

Omnia Artis è un progetto culturale, che vuole mettere insieme tutti gli aspetti dell’arte: pittura, scultura, scrittura, musica, recitazione, letteratura, perché- L’opera d’arte è un messaggio fondamentalmente ambiguo, una pluralità di significati, che convivono in un solo significante. – (Umberto Eco).

Programma

Nel primo appuntamento sabato 21 marzo alle ore 10.00 verranno esaminati il mito di Afrodite, Apollo e Atena nell’arte con i relativi archetipi e rappresentazioni visive e narrative.

Inaugurazione della Mostra della Scuola “Le Ali della Vita”di Lucrezia Di Francesco, che espone dal 21 al 28 marzo.

Nel secondo incontro sabato 11 aprile alle ore 10.00 saranno protagonisti i simboli della rinascita e morte nel mito con le figure di Demetra, Orfeo, Perseo nell’arte.

Inaugurazione della Mostra di Maria Grazia Focanti, che espone dall’11 al 18 aprile.

Nella terza conferenza-spettacolo prevista per sabato 23 maggio alle ore 10.00 saranno di scena Edipo, Antigone, Medea e Alcesti rappresentati nell’arte come simbolo del destino, del potere, della follia, del sacrificio.

Inaugurazione della Mostra di Cesare Borsa, che espone dal 23 fino al 29 maggio. L’ingresso è libero.

by Francesco

Lo spettacolo “Gin Game” Premio Pulitzer scritto da Donald L. Coburn e vincitore del Premio Pulitzer per la drammaturgia nel 1978, andrà in scena per la “Stagione di Prosa” del Marrucino diretta da Davide Cavuti

Chieti. Sabato 21 febbraio (ore 21) e domenica 22 febbraio (ore 17.30) andrà in scena lo spettacolo «Gin Game» di D.L. Coburn, con gli attori Giuseppe Pambieri e Pamela Villoresi. Vincitore del “Premio Pulitzer” per la drammaturgia nel 1978, lo spettacolo è diretto da Giampiero Francese, con le scene di Fabiana De Marco, e prodotto da “Opera prima”.
“Fonsia e Weller sono due anziani che si incontrano in una casa di riposo e iniziano a passare il tempo giocando a gin. Le loro partite diventano subito un terreno di confidenza, dove piccoli segreti, con apparente leggerezza. Ogni mano vinta o persa porta alla luce frustrazioni e ferite profonde: dietro l’ironia e le schermaglie verbali, si svelano solitudini incolmabili e rancori sedimentati. La competizione si trasforma progressivamente in uno scontro crudele, dove il gioco diventa specchio delle loro vite. Gin Game è un duetto intenso che mescola comicità amara e dramma esistenziale, affrontando temi universali come l’invecchiamento, l’illusione di controllo e la paura dell’abbandono. Un’opera che mette lo spettatore davanti allo specchio del tempo, con la stessa spietata chiarezza di una mano di carte rivelata troppo presto”, recitano le note di presentazione dello spettacolo.
Domenica 22 febbraio, alle ore 12, si terrà il consueto “Incontro con gli Artisti” nel Foyer del Teatro.
Attore di teatro, cinema e televisione, Giuseppe Pambieri è una delle figure più solide della scena artistica italiana. Ha interpretato testi di autori classici e contemporanee. Al cinema e in televisione, è stato tra i protagonisti di film come “Il mafioso” di Alberto Lattuada e per numerosi sceneggiati e fiction della Rai. Ha vinto numerosi premi tra cui il “Premio Flaiano” e il “Premio Gassman”.
Pamela Villoresi è un’attrice di teatro, cinema e televisione. Diplomata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, ha lavorato con registi come Luca Ronconi e Giancarlo Cobelli. Al cinema è stata diretta da Marco Bellocchio in “Gli occhi, la bocca”; ha partecipato a importanti fiction Rai. Ha ricevuto riconoscimenti prestigiosi, tra cui premi teatrali per l’interpretazione e per l’impegno nella promozione della cultura scenica italiana.
Donald L. Coburn è noto a livello internazionale come autore di “Gin Game”, uno dei testi teatrali più rappresentati del secondo Novecento. L’opera, incentrata su un intenso duello psicologico tra due anziani ospiti di una casa di riposo, ha conquistato pubblico e critica per la sua scrittura asciutta e profonda. Gin Game ha ottenuto nel 1978 il “Premio Pulitzer” per la drammaturgia, consacrando Coburn come una voce originale del teatro americano contemporaneo.

Chieti. Sono dieci gli artisti selezionati al museo Barbella di Chieti che parteciperanno nel 2026 alla Biennale di Roma. Tre sono stati scelti dalla commissione (foto) presieduta dal critico Massimo Pasqualone, curatore dell’evento e composta da Gabriele Rocchetti, Eliana D’Onofrio, Simona Di Lisio, Simona Candeloro, Simona Ferrauti, Pino Valente, Antonio Di Giovanni, Michele Siravo: si tratta di Bruno Candeloro, Giorgio Aimola e Claudia Di Virgilio; sette sono stati selezionati direttamente dal presidente della Biennale Pino Chiovaro: Emidio Mozzoni, Daniela Placido, PierGiò, Licia Scenna, Stefania Spadano, Filomena Monte Fellegara, Alessandra Valloreo. L’inaugurazione, si è tenuta nei giorni scorsi e ha visto la partecipazione dei 32 artisti in gara, dei 13 poeti selezionati, con un concerto di Vilma Campitelli, il tutto presentato da Orietta Spera. Soddisfatto il presidente della Biennale di Roma, Pino Chiovaro, che ha decantato le bellezze di Chieti e la magnificenza del museo Barbella, invitando tutti a Piazza Navona il 16 maggio prossimo. Pasqualone ha ringraziato l’amministrazione comunale di Chieti e gli artisti in mostra, provenienti da tutta Italia: Giorgio Aimola, Diego Carchesio, Bruno Candeloro, Rosella Carloni, Anna Maria Cavacini, M. Patrizia Crupi, Gianna Danese, Erc (Ercolina Delle Monache), Angela De Nobili, Merilù Di Gregorio, PierGiò (Pierluigi Di Michele), Elisabetta Di Tullio, Claudia Di Virgilio, Graziella Gagliardi, Barbara Giustiniani, Filomena Monte Fellegara, Emidio Mozzoni, Oria (Dorina Oriana Randisi), Michela Panunzi, Antonella Pezzotti, Daniela Placido, Nadia Portelli, Paola Raspu, Guillermina Rivera, Samuel Art, Dafne Santoleri, Licia Scenna, Stefania Spadano, Patrizia Traini, Alessandra Valloreo, Enzo Valerio, Tiziano Viani. Per la letteratura, la commissione presieduta da Salvatore Falvo e composta da Alessandra Melideo, Claudia Di Crescenzo, Pierlisa Di Felice, ha selezionato i seguenti scrittori: Paola Corradi, Bernardino Dell’Aguzzo, Annachiara Marangoni, Brina Maurer (Claudia Manuela Turco), Sara Palladini, Annalina Paradiso, Daniela Quieti, Giuseppe Ranieri, Marisa Riso, Aurelio Rossi, Alberico Solimes, Rosanna Vaudo, Maria Pia Vittorini.

Chieti. Dal 17 al 24 febbraio il Museo Barbella di Chieti ospita la mostra personale di Emma Bitri, a cura del critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone, che il 21 febbraio alle 10 presenterà il percorso dell’artista molisana durante la cerimonia di premiazione del Premio Luica Romano. Nel catalogo allestito per la mostra, Pasqualone scrive: “Il percorso artistico di Emma Bitri si muove tra diversi lidi, ma approda ad un solo porto: la trasmissione delle emozioni attraverso l’arte è la poetica precipua di un’artista che vede il mondo, il tempo, la storia, la realtà con il colore e con la volontà di dire il qui ed ora della vita. Le stagioni della vita fanno da fiume carsico alla proposta artistica che ho il piacere di presentare in questo catalogo, che ci mostra un cammino di ricerca fatto di colti riferimenti e rimandi alla storia dell’arte e della letteratura, ma l’opera d’arte si fa riflessione sui sentimenti, sulle relazioni, su quella dialettica io-tu che fa tremare i polsi ad ogni entronauta, perché sempre e comunque l’artista è un entronauta, viaggia nelle emozioni e le rende potenza cromatica e descrittiva.
Osserviamo allora le opere presentate nel catalogo: colpisce, innanzitutto, l’accostamento cromatico e la forza dei piani visivi; in secondo luogo il soggetto scelto, figura o paesaggio che sia, assume una valenza talvolta onirica ed introspettiva, perchè l’opera d’arte è sempre una ricerca del sè più profondo, un cercare per ritrovarsi. Le figure femminili, poi, diventano correlativo oggettivo della bellezza, della storia, della vita, dell’eternità, a cui ognuno cerca di attingere e che ciascuno cerca di raggiungere nel contempo.
Emma Bitri ha un curriculum importante e di tutto rispetto e il suo fare arte testimonia l’impegno di un’artista che vive il tempo della vita come tempo dell’arte.”

by Francesco

Chieti. Dal 7 al 14 febbraio, nel Museo Barbella di Chieti, il critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone organizza le selezioni della Biennale di Roma 2026, organizzata dal Ciac presieduto da Pino Chiovaro.
“L’evento- sottolinea Pasqualone- porta a Chieti valenti artisti e sensibili poeti da tutta Italia. La giuria, presieduta dallo stesso Pasqualone- selezionerà una rosa di nomi che nel maggio 2026 sarà a Roma per la Biennale, tra i seguenti creativi in mostra: Giorgio Aimola, Diego Carchesio, Bruno Candeloro, Rosella Carloni, Anna Maria Cavacini, M. Patrizia Crupi, Gianna Danese, Erc (Ercolina Delle Monache), Angela De Nobili, Merilù Di Gregorio, PierGiò (Pierluigi Di Michele), Elisabetta Di Tullio, Claudia Di Virgilio, Graziella Gagliardi, Barbara Giustiniani, Filomena Monte Fellegara, Emidio Mozzoni, Oria (Dorina Oriana Randisi), Michela Panunzi, Antonella Pezzotti, Daniela Placido, Nadia Portelli, Paola Raspu, Guillermina Rivera, Samuel Art, Dafne Santoleri, Licia Scenna, Stefania Spadano, Patrizia Traini, Alessandra Valloreo, Enzo Valerio, Tiziano Viani.
Per la letteratura, la commisione presieduta da Salvatore Falvo e composta da Alessandra Melideo, Claudia Di Crescenzo, Pierlisa Di Delice, ha selezionato i seguenti scrittori: Paola Corradi, Bernardino Dell’Aguzzo, Annachiara Marangoni, Brina Maurer (Claudia Manuela Turco), Sara Palladini, Annalina Paradiso, Daniela Quieti, Giuseppe Ranieri, Marisa Riso, Aurelio Rossi, Alberico Solimes, Rosanna Vaudo, Maria Pia Vittorini.
La cerimonia di premiazione si terrà il 14 febbraio alle 10 nel Museo Barbella di Chieti, con la presenza del presidente del Ciac e verrà presentata da Orietta Spera, con il concerto del duo De Massis- Ciaffarini: Isabella De Massis, mezzosoprano, allieva dei Maestri Muscente e Frigato, si è diplomata col massimo dei voti al Conservatorio di S. Cecilia. Si è perfezionata con il M° Mingardo all’Accademia Nazionale di S. Cecilia, attualmente studia con il M° Frittoli. Da solista ha cantato in importanti produzioni bachiane tra cui “Messa in Si min.” (Trento e Tione, Rassegna di Musica sacra) e “Passione secondo Matteo” (Festival Internazionale di Stresa). Si è esibita anche ne “Il Ballo delle Ingrate” di Monteverdi (Teatro Olimpico di Vicenza), “Stabat Mater” di Pergolesi in diverse città italiane, “Messiah” di Händel a Roma e “Juditha Triumphans” di Vivaldi al Teatro di Gallarate. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti in diversi concorsi lirici tra cui quello del “Vienna International Classical Singing Competition” nel 2024. Maria Gabriella Ciaffarini è pianista, cembalista, compositrice e Direttore d’orchestra. Ha tenuto concerti in Italia, USA e Canada. Come scrittrice ha pubblicato diverse sillogi poetiche premiate in concorsi nazionali e internazionali. Si interessa anche all’Arte: le sue recensioni critiche sono state tradotte in inglese e in cinese. Le è stato assegnato il Premio Internazionale eccellenze italiane nel mondo, New York 2025 – Irdi Destinazionearte.
Laureata in Lettere Moderne con lode, insegna Filosofia e Storia. Ha fondato l’Ass. Cult. “Sinergie d’Arte APS”.

by Francesco

Il primo appuntamento della stagione di Prosa del Teatro Marrucino, diretta dal maestro Davide Cavuti, ha proposto lo spettacolo «Misurare il salto delle rane» di “Carrozzeria Orfeo” (vincitore del “Premio della Critica” come migliore spettacolo nel 2025), raccogliendo applausi calorosi dal pubblico

Chieti. Partenza con il grande pubblico per la Prosa del Marrucino che ha accolto lo spettacolo di “Carrozzeria Orfeo” con lunghi applausi in entrambe le repliche andate in scena a Chieti. La “Stagione di Prosa” 2026 si è aperta con i saluti del presidente della “Deputazione Teatrale Teatro Marrucino” Giustino Angeloni e del maestro Davide Cavuti.
“Ringrazio il pubblico per la fiducia e l’affetto che ci dimostra in ogni appuntamento della Prosa; un grazie particolare ai nostri tecnici, al personale di sala, al personale amministrativo e al direttore amministrativo Cesare Di Martino”, ha affermato il maestro Cavuti nella sua breve prolusione e al suo quinto anno consecutivo come direttore della “Stagione di Prosa”.
Al primo appuntamento stagionale con la Prosa, era presente anche il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio.
Lo spettacolo «Misurare il salto delle rane» di Carrozzeria Orfeo diretto da Gabriele Di Luca (che ha firmato anche la drammaturgia) e da Massimiliano Setti (autore anche delle musiche), ha visto in scena tre interpreti straordinarie come Noemi Apuzzo (Iris), Elsa Bossi (Lori) e Chiara Stoppa (Betti), molto applaudite dal pubblico che ha seguito lo spettacolo con attenzione.
Al via anche l’appuntamento con l’“Incontro con gli Artisti”, molto seguito dal pubblico e tenutosi domenica mattina nel Foyer del Teatro. La “Stagione di Prosa”, organizzata dalla “Deputazione Teatrale Teatro Marrucino” in collaborazione con MuTeArt, proseguirà sabato 17 (ore 21) e domenica 18 gennaio (ore 17.30) con lo spettacolo “Ritorno a casa” di Harold Pinter con protagonista Massimo Popolizio che ne firma anche la regia.

by Francesco

Chieti. Domenica 4 gennaio alle 17.30, nell’atelier Punto di fuga di Chieti, in via De Lollis 10 (accanto al Museo Barbella), l’artista Silvana Abbruzzese inaugurerà con una performance la sua opera dal titolo Sonno di Pietra, un’installazione artistica per il nuovo anno, “una metafora per evidenziare lo stato di chi preferisce restare immobile e indifferente davanti alle atrocità che accadono a Gaza e altrove… la pietra non come protezione, ma come rifiuto di muoversi”. Durante il vernissage di domenica la performance, insieme ad altri artisti, su suoni di handpan e chitarra elettrica, introdurrà nello spirito dell’installazione. Francesca Finarelli, studiosa di linguaggi artistici, approfondirà il significato dell’intervento di Silvana Abbruzzese.

by Francesco