Search

Tag Archives: arte in Abruzzo

giornalarte

GiornalArte – Io, piccolo giornalista: artisti- giornalisti in erba si mettono in gioco sabato 5 novembre in un laboratorio coordinato dalla giornalista Francesca Di Giuseppe e da Lucrezia Di Francesco, presidente dell’associazione culturale “Le ali della vita” di Silvi.

L’evento è in programma nel contesto dell’Abruzzo in Miniatura, all’interno del Borgo d’Abruzzo di Cepagatti.

Il laboratorio, pensato per bambini dai 7 agli 11 anni, consta di due momenti che prevedono attività ludico- didattiche interconnesse: prima Lucrezia di Francesco racconterà un dipinto nelle sue sfumature artistiche, per poi passare il testimone a Francesca di Giuseppe che orienterà i piccoli apprendisti nella stesura di un articolo giornalistico che trae ispirazione dal dipinto precedentemente illustrato.

“Nel laboratorio analizzeremo l’opera Il carnevale di Arlecchino di Joan Miró in chiave onirica – spiega Lucrezia Di Francesco ogni bambino guarderà l’opera e si farà ispirare dalle forme. In programma anche una lettura simbolica e tecnica. Un approccio dunque che i piccoli partecipanti faranno su tre livelli: visivo legata al sogno, simbolica dell’autore e tecnica cioè su come è stata realizzata”.

Nella seconda parte del laboratorio la parola passerà a Francesca Di Giuseppe: “Si tratta di un’iniziativa a sfondo ludico-formativo che unisce la pittura e la scrittura; il mio apporto da giornalista mira a spiegare ai piccoli apprendisti come scrivere un articolo. Per la prima volta nelle vesti di ”insegnante”, mi cimento volentieri in questa stimolante ed emozionante sfida con un pubblico così ricettivo come quello dei bambini. Un’iniziativa che replicheremo coinvolgendo prossimamente anche una classe più adulta”.

Appuntamento sabato 5 novembre, dalle 16 alle 19, al Borgo d’Abruzzo in via Nazionale 74 a Cepagatti. Quota di partecipazione: 15 euro.

Info: 327 6912708 – 339 5997849

by Redazione
pescara

Domenica 23 ottobre dalle 17:30, inaugurazione di “AP/ArteProssima secondo anno di collezione” a Ci vuole un villaggio aps – ArtGallery in Via Villetta Barrea 24 a Pescara. La mostra inaugura nell’ambito dell’Open Day 2022 di Ci vuole un villaggio aps che si propone come una grande casa o meglio “villaggio” per accogliere e proporre discipline innovative e wellness.

Saranno esposte le opere di dodici artisti della nuova pittura italiana contemporanea provenienti da più parti d’Italia. Violetta Mastrodonato, Claudio Pezzini, Mirco Mascitelli, Mario Di Profio, Gianni Marrone, Alessandra D’Ortona, Stefano Alisi, Luciano Mancuso, Fabrizio Sola, Benito Macerata, KRAKEN, Tiziano Calcari. La direzione artistica curatoriale è affidata a Beniamino Cardines ideatore del progetto AP/ArteProssima. Consulenza artistica di Adriano Segarelli e Raffaella Bonazzoli.

AP/ArteProssima, un progetto di collezione che nasce a Pescara nel 2019 per promuovere l’arte contemporanea e la creatività artistica nelle arti visive. Il progetto con un orizzonte decennale per costruire una pinacoteca d’arte contemporanea con 120 opere di base, immaginando di fare una ricognizione (e scouting) nella nuova pittura italiana contemporanea, oggi.

Alla base, un’urgenza: ricostruire un rapporto con il pubblico. Rendere l’arte prossima, vicina, compagna di vita. Portarla nella vita quotidiana, fuori, sdoganandola dalle élite culturali e dai baronati critici, dalla visibilità tradizionale.

Questa mostra è il nostro secondo anno di collezione (2021). arteprossima@gmail.com

 Guia Marinelli, presidente:

Da anni lavoro come insegnante del metodo Feldenkrais. Sognavo un giorno di poter aprire un centro, un luogo cioè dove accogliere altri professionisti. Con loro offrire possibilità alternative di conoscere, migliorare, guarire il rapporto tra se e il proprio corpo, per esempio anche durante la gravidanza. Avremo yoga per i bambini e per le donne gravide, esperti in mindfulness, consulenze e costellazioni familiari, reiki, massaggi sonori, e tante altre discipline.  Un progetto che realizzo con le mie due sorelle Eleonora e Benedetta entrambe osteopate da anni nel settore. E poi c’è l’incontro con l’arte e il progetto dell’ArtGallery  con tutta una programmazione fino all’estate 2023.

Beniamino Cardines, direttore artistico:

Nessuno vuole più appartenere, finalmente. Questo è il tempo in cui ogni opera d’arte rivendica un’attenzione unica, ogni artista è unico, solo, pioniere. In questo senso l’arte si riprende il suo posto sociale, ovvero di essere linguaggio umano universale prima di farsi bottega scuola tecnica tendenza movimento e critica di parte e d’interesse… Oggi, l’arte ritrova un ruolo aggregante proprio attorno alla sua forza di relazione, di prossimità, alla capacità di creare condivisione, dialogo, scambio. C’è un ritrovarsi antropologico attorno all’arte che è una necessità, siamo tutti figli d’arte, figli della bellezza e della voglia di parlarne. Questo è anche un tempo dall’ego spropositato, di troppa gente che improvvisa. Soprattutto è il tempo per non stare fermi, immobili, sopraffatti dall’impotenza. Questo è il tempo per uscire. Questo è un tempo nuovo per l’arte, un tempo di grande vitalità. Un tempo per giocare, per mostrare e contagiare.

by Redazione
cepagatti

Parlano di amore, di famiglia, di storia e di sentimento le sculture su cui sta lavorando l’artista pescarese Anna Seccia: risultato di un importante percorso di introspezione che ha segnato uno sviluppo del progetto di arte partecipativa intrapreso da anni.

I primi risultati di questo studio di Hand Art saranno esposti in un evento, Il divino nelle mani,  in programma domenica prossima, 18 settembre, all’interno dell’Happy family day, in programma al Relais Toulà di  Cepagatti.  Le opere sono coppie di mani, o mani singole, realizzate con la tecnica del calco e rielaborate cromaticamente: non restituiscono semplicemente una forma, ma raccontano in un gesto iconizzato l’essenza della persona.

Il filo conduttore dell’evento di domenica, che inizierà alle ore 17, è l’artista stessa, che racconta attraverso la collezione la storia della sua famiglia: un’anima che si mette a nudo attraverso l’espressività delle opere e si presenta, questa volta, non come elemento di collegamento di esperienze altrui, ma come interprete della propria esperienza e di quella delle persone che l’hanno accompagnata nel corso degli anni.

Compagna di viaggio in questo percorso è Emigliana Fusco, esperta numerologa e naturopata olistica, che della formazione delle opere racconterà l’energia, la forza delle radici, la possibilità di raggiungere attraverso l’arte un equilibrio personale che porti a ristabilire il benessere. La mostra sarà visitabile solo dopo il vernissage. Questo evento è il primo passo di un progetto artistico molto più ampio che coinvolgerà, anche attraverso approfondimenti scientifici e antropologici, oltre che artistici, l’intero territorio regionale.

torrevecchia teatina

È in corso nella sala espositiva comunale di Palazzo Valignani in piazza San Rocco a Torrevecchia Teatina la mostra fotografica personale di Mauro Splendore intitolata Altera mundi – Cronache dal post Antropocene. L’evento è promosso dall’associazione culturale Kalòs ed è patrocinato dal Comune di Torrevecchia Teatina.

L’esposizione, che durerà fino alla prossima domenica 18 settembre, è visitabile la mattina dalle 8 alle 12 e il pomeriggio su prenotazione al numero 3314321627, l’ingresso è libero.

“Altera mundi è il mio progetto fotografico in cui vado ad immaginare quello che potrebbe essere il pianeta terra dopo l’uomo – ha spiegato Mauro Splendore – è un viaggio immaginario, distopico in cui immagino una terra interamente priva di vita, gli errori dell’uomo si ripercuotono sul pianeta e alla fine non rimarrà nulla. L’inaugurazione è andata molto bene, c’è stato un discreto via vai, parecchie visite con un pubblico molto variegato, da chi era attratto dal tema trattato,  all’ amante della fotografia ed anche qualche affermato fotografo locale. Tutto ciò mi ha fatto molto piacere. Questa è la mia prima mostra personale, la passione per la fotografia è in me sin da bambino, scattavo con una macchina analogica che era di mio padre da cui ho  ereditato la passione ed appreso le prime nozioni tecniche. Negli anni successivi ho continuato a scattare prevalentemente per ricordare momenti fino al al 2018 quando mi sono iscritto ad un corso base alla scuola Meshroom di Pescara e da lì è iniziato il mio percorso come autore. Dunque ho frequentato diversi workshop, master e corsi e alla fine sono andato a maturare quello che è il mio linguaggio ed il mio modo di esprimermi attraverso la fotografia. Per questa mostra l’atmosfera cupa era attinente all’argomento, in realtà è anche nel mio stile fotografico, soprattutto per gli autori che più mi stanno a cuore e con cui mi sono formato, voglio citare Antoine D’Agata e Michael Ackermann. Quel genere di atmosfere me le sono portate dietro per costruire questo percorso”.

lanciano

È stata inaugurata lo scorso mercoledì 7 settembre all’Auditorium Diocleziano di Lanciano la mostra di pittura di Mario Di Paolo dal titolo Sguardi nel tempo, che si inserisce all’interno di un percorso artistico nel quale, al San Legonziano, si svolge anche l’esposizione “Il Tempo sospeso” di Juan Carlos.

La mostra, inserita nel cartellone di “Settembre in arte”, rimarrà aperta fino a domenica 18 settembre e sarà visitabile, con ingresso libero, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 24.

Hanno partecipato al vernissage hanno partecipato, tra gli altri, anche il sindaco Filippo Paolini e l’assessore alla Cultura Danilo Ranieri.

“È un percorso iniziato durante la pandemia e concluso pochi giorni fa – ha spiegato l’artista Mario Di Paoloquindi è un ricordo del tempo passato. La mia pittura è ricerca di materiale e nel periodo del lockdown ho avuto la possibilità di sperimentare e ricercare nuovi materiali, data l’impossibilità di uscire ed acquistare i materiali tradizionali ho dovuto fare una ricerca ed è uscito questo nuovo genere di pittura per me. Quando feci richiesta all’amministrazione comunale per il locale non avevo minimamente pensato che ci fossero le feste di settembre di Lanciano, quindi è stata una sorpresa essere inserito nel calendario delle feste. È un evento importante anche perché l’associazione Amici di Lancianovecchia ed altre associazioni hanno contribuito a queste esposizioni perché poi è iniziato un percorso artistico tra la mia mostra, quella di Juan Carlos e i quadri dell’estemporanea precedente e ci sarà anche l’estemporanea di pittura, quindi hanno lavorato per un vero percorso artistico. Per me l’arte non ha confini quindi ogni percorso, purché sia arte, è valido. Io amo i confronti artistici con gli altri pittori perché l’arte è fatta di confronto”.

“Abbiamo aderito molto favorevolmente a questa iniziativa che è inserita nel programma delle Feste di Settembre – ha sottolineato il presidente dell’associazione Amici di Lancianovecchia, Raffaele Filipponein questo mese a Lanciano ci sono le feste patronali ed abbiamo pensato di inserire l’arte all’interno del cartellone dei festeggiamenti. L’artista Mario Di Paolo occupa lo spazio principale che è l’Auditorium Diocleziano, poi c’è il settore dedicato alla pittura estemporanea a Santa Maria in Platea, nella vecchia Cattedrale della città. Poi, facendo un percorso archeologico e passando sotto piazza Plebiscito, arriviamo al San Legonziano, che sarebbe la Chiesa del Miracolo Eucaristico, dove c’è un altro artista, Juan Carlos, che farà la sua esposizione. La pittura estemporanea per due anni l’abbiamo dovuta sospendere per il Covid, quest’anno la riproponiamo domenica 11 settembre. In questo periodo c’è un susseguirsi di eventi ed abbiamo pensato di fare questo Settembre in arte, una iniziativa che collega due artisti con un’associazione, con la città e con la commissione per le feste. È tutto un discorso che portiamo avanti perché sappiamo che la città è visitata da tante persone in questo periodo”.

Tornareccio

È Francesca Aristei la vincitrice della XIII edizione di Un Mosaico per Tornareccio: il suo bozzetto Luna di Miele è quello che tra i quattordici in gara ha ottenuto il maggior numero di preferenze dalla giuria popolare e da quella di esperti, precisamente 77 su 320 voti validi espressi, e diventerà un nuovo, entusiasmante mosaico che arricchirà il museo a cielo aperto visitabile 365 giorni l’anno, 24 ore su 24.

L’artista romana è intervenuta ieri, domenica 28 agosto, alla cerimonia conclusiva, condotta da Elsa Betti, presidente dell’associazione Amici del Mosaico Artistico, che organizza la rassegna: emozionata e sorridente, ha ringraziato tutti con parole di apprezzamento per l’iniziativa.

Alla Aristei è stato consegnato anche il trofeo in mosaico Colata di Miele¸ opera del Gruppo Mosaicisti di Ravenna.

Come da regolamento, oltre alla trasformazione del bozzetto in mosaico, l’artista avrà diritto anche alla realizzazione a Tornareccio di una mostra personale nel 2023.

Di lei ha scritto Marco Bussagli, storico dell’arte e docente all’Accademia di Belle Arti di Roma, che ha curato l’edizione 2022 di Un Mosaico per Tornareccio: “Al tema della Luna di miele rimanda l’opera di Francesca Aristei, titolare di una pittura raffinata, tutta tesa a «trovare il giusto equilibrio fra (…) particolare e generale, ideale e contingente utilizzando, con sapienza e sensibilità, il rapporto fra forma e colore, come ebbi modo di scrivere altrove. Così, immersa in un’atmosfera onirica l’immagine concepita dalla pittrice romana, vede nella figura dell’ape – qui umanizzata e accolta dai petali di un fior di loto, simbolo di purezza e di bellezza – la metafora della dolcezza. Perciò, un rivolo di miele esce da una luna che ingombra un cielo occupato dai sogni”.

Cala il sipario, così, su un’edizione davvero speciale della rassegna ideata dal mecenate Alfredo Paglione, nativo di Tornareccio, e che si è svolta dal 30 luglio al 28 agosto: il sogno di portare a cento i mosaici esposti in paese si appresta a diventare realtà.

Infatti, oltre al bozzetto della Aristei, che come da regolamento sarà finanziato dal Comune di Tornareccio, saranno trasformati in mosaico anche quelli di Enrico Benaglia, dal titolo Apparizione, finanziato dalla Bcc Abruzzi e Molise, Michelangelo Mammoliti, dal titolo Apis Pacis, sostenuto dal negozio L’Arcobaleno di Atessa, Alexandra Bolgova, dal titolo Api Operose, finanziato dallo stesso Alfredo Paglione, e Raffaella Benetti, dal titolo L’oro del mio giardino, sostenuto dal Gruppo Mosaicisti di Ravenna di Marco Santi.

Come sempre, qualora dovessero palesarsi ulteriori sponsor, il numero di nuovi mosaici potrebbe crescere ulteriormente.

Le opere musive saranno realizzate nella primavera del 2023, ed installate successivamente sulle pareti delle case di Tornareccio, il paese dove fioriscono i mosaici.

Francesca Aristei

Nasce nel febbraio 1977 a Roma. Terminati gli studi classici si iscrive all’Accademia di Belle Arti, nella sezione di Decorazione, con il Maestro Gino Marotta e nel 2001 si laurea con lode. Da qui inizia la sua carriera artistica, articolata tra la passione per il disegno e la pittura, incrementata poi con lo studio e la pratica del tatuaggio. Dal 2003 sviluppa altresì capacità didattiche relative a tecniche pittoriche tenendo corsi di pittura e disegno presso vari atelier e centri culturali tra le quali INart a Piazza di Spagna, Aregoladarte in via del Corso, il Quasar Institute Design in via Crescenzio. Ha ottenuto commissioni dalla FAO per l’esecuzione di ritratti dei Direttori Generali esposti permanentemente nella sala conferenze, ha partecipato a mostre collettive, collaborato a progetti editoriali di settore. Attualmente prosegue la propria produzione artistica presso il suo atelier a Castelnuovo di Porto, portando avanti sia l’attività di insegnamento che quella di tatuatrice che si svolge presso due studi romani.

by francesca
Archi

È stata inaugurata nell’affascinante borgo di Archi Radici, la nuova mostra personale di pittura di Benedetta Luciani, giovane artista lancianese, già apprezzata per il suo linguaggio artistico originale.

“Radici nasce da un bellissimo incontro con Giuseppe Lannutti e Janiel Santos che sono i proprietari del frantoio in cui sta avvenendo la mia esposizione – ha spiegato l’artista Benedett Luciani – loro erano stati alla mia mostra a Lanciano, ci siamo riconosciuti e mi hanno proposto questa collaborazione che io sono stata felicissima di cogliere perché questo è un posto veramente emozionante, questo frantoio del 1600. Mi sono sentita molto ispirata da questa location e dalle loro anime. Il nome ‘Radici’ è stato ispirato da una mia opera che si chiama ‘Roots’, appunto radici in inglese, in cui ho utilizzato questa tecnica per dare proprio l’effetto delle radici. Si tratta di un’opera per me molto importante, quasi meditativa, che mi ha portata a radicarmi e a sentirmi di più con i piedi per terra perché, essendo un’artista, capita di stare con la testa fra le nuvole. Anche perché ho avuto una riscoperta del mio territorio, dell’Abruzzo, ma anche di tutta l’area della Val di Sangro. Ho visitato vari posti come Pietraferrazzana, Pennadomo, l’Oasi di Serranella, il Lago di Casoli che sono fonti di grandissima ispirazione per me in cui trovo benessere e serenità per poi potermi dedicare alla mia arte. Mi sento quindi a casa in questo posto, con la Costa dei Trabocchi anche il mare è oggetto della mia arte, dunque dalla montagna al mare mi sento parte di questa terra e la mostra si chiama Radici proprio per questo”.

L’evento di Archi arriva dopo l’ampio consenso ottenuto lo scorso anno con la mostra personale “Stratosfere”: “Stratosfere” e “Radici” sono due titoli in contrapposizione perché uno è  nel cielo e nell’universo e l’altro nella terra e riguarda un percorso di radicamento e maturazione dentro di me, infatti ci sono dei quadri nuovi dove ho sperimentato delle tecniche diverse come la foglia oro, ma anche tecniche miste: ho utilizzato pennarelli e acquerelli anche sulla tela, bombolette spray. Ho realizzato queste opere nuove e si vede che c’è stata un’evoluzione.

Le nuove opere sono tre: Liberi di volare che ho esposto anche a Roma che è un inno appunto alla libertà dopo questo periodo di chiusura, c’è il mare infuocato come se il sole fosse nell’acqua, non si sa se lo stesso sole stesse sorgendo o tramontando sta agli occhi dell’osservatore definirlo, poi ci sono dei gabbiani che volano e rappresentano colore, libertà, movimento ed energia.

Gli altri due quadri sono A un passo da te e Tanti desideri, una è un’opera molto emozionale e l’altra ha a che fare sempre con la libertà, ma c’è una bellissima aquila che sorvola una montagna ed un campo di fiori.

Troviamo dunque la potenza dell’aquila che è un po’ il leone del cielo che sorveglia e che guida tutto ciò che sta al di sotto e tanti desideri rappresentati dai soffioni.

A fare da sfondo lo storico Trappeto Lannutti, risalente al 1600 e tra i più antichi d’Abruzzo, magnifico esempio di archeologia industriale, particolarmente interessante per dimensioni e soluzioni tecniche adottate per la sua costruzione.

L’evento é inserito nel Programma “Archi Panoramica, viaggio nel territorio e contaminazione dal mondo” organizzato dal Comune di Archi. La mostra rimarrà aperta fino al 10 agosto.

“Siamo veramente molto soddisfatti e contenti di essere riusciti ad aprire questo spazio in occasione di Archi Panoramica – hanno affermato Giuseppe Lannutti e Janiel Santos, titolari dell’antico Trappeto Lannutti – stiamo parlando di un sito di archeologia industriale, un vecchio frantoio del 1600 che ha lavorato per circa tre secoli sino ai primi anni del ‘900, all’avvento dell’elettricità. In questa occasione ospiteremo una mostra di quadri di un’artista locale, Benedetta Luciani. Siamo davvero soddisfatti di riuscire ad aprire in queste giornate al pubblico e ad ospitare questo e molti altri eventi come mostre e manifestazioni. Siamo contenti di aver ristrutturato ogni parete, il mulino, dove prima non si poteva entrare, pian piano durante la pandemia siamo riusciti a sistemare il frantoio, è una grande realizzazione. Questo è il primo frantoio del paese, è ubicato proprio nel centro della piazza di Archi, in piazza Guglielmo Marconi, uno dei pochi rimasti conservati in Abruzzo. È possibile vedere ancora tutti i meccanismi di funzionamento e il tempo come scorreva molto più lentamente fino a 50/100 anni fa, era tutto mosso dalla trazione umana o con l’aiuto di un asino. Noi vogliamo valorizzare il territorio, ci occupiamo con la nostra associazione proprio di rigenerazione territoriale, di creazione di parchi, oasi, musei. Questo è uno dei musei gestiti dalla nostra associazione ed è anche la sua sede. Siamo contenti di aprire anche in occasione di Archi Panoramica in modo da permettere a tutte le persone che verranno a godere anche degli spettacoli di altri eventi della manifestazione di visitare anche questo spazio e questa mostra”.

by Redazione
tornareccio

È l’edizione che porterà a cento i mosaici installati, quella di Un Mosaico per Tornareccio che prende il via il prossimo 30 luglio nella sala polifunzionale “Remo Gaspari”: dopo un anno di stop, ritorna in versione classica la rassegna d’arte contemporanea con l’esposizione di bozzetti tra i quali scegliere quelli che poi, nel 2023, diventeranno mosaici a cura del Gruppo Mosaicisti di Ravenna di Marco Santi. Ad oggi, sono novantasei quelli già esposti in piazze, vicoli, strade del paese, in un suggestivo museo a cielo aperto visitabile sette giorni su sette, 365 giorni l’anno: il raggiungimento delle cento opere, dunque, è a portata di mano, e renderebbe ancora più suggestivo il percorso ideato dal gallerista e mecenate Alfredo Paglione, e realizzato dall’Associazione Amici del Mosaico Artistico di Tornareccio.

L’edizione 2022 è a cura di Marco Bussagli, storico dell’arte e docente all’Accademia di Belle Arti di Roma, che ha selezionato i quattordici autori in gara: Adriano Altamira, Francesca Aristei, Enrico Benaglia, Raffaella Benetti, Alexandra Bolgova, Benedetta Bonichi, Valeria Cademartori, Antonia Cappuccio, Michelangelo Mammoliti, Roberto Pavoni, Mario Ricci, Beatrice Scaccia, Carlos Spottorno e Giovanni Tommasi Ferroni.

Le loro opere rimarranno in esposizione dal 30 luglio al 28 agosto nella sala polifunzionale “Remo Gaspari”, in viale don Bosco, e i visitatori potranno votare la loro preferita.

Il bozzetto che otterrà più consensi, sarà il vincitore dell’edizione 2022, e la sua trasformazione in mosaico sarà sostenuta dal Comune di Tornareccio.

Come sempre, se dovessero palesarsi altri finanziatori desiderosi di contribuire all’arricchimento del museo – come si è sempre verificato nel corso degli anni -, potranno scegliere quale altra opera trasformare in mosaico.

La cerimonia inaugurale è in programma sabato 30 luglio 2022 alle 17.30, con la partecipazione del curatore, degli artisti, delle autorità e degli organizzatori, i membri dell’Associazione Amici Mosaico Artistico.

“Con questa tredicesima edizione – dice Elsa Betti, presidente dell’Associazione Amici del Mosaico Artistico – il miraggio dei cento mosaici è diventato reale: il Museo dei Mosaici, che noi dell’associazione immaginavamo, ha decisamente acquistato concretezza. In questi anni abbiamo progettato, sognato, demolito e costruito, di certo abbiamo commesso degli errori, ma abbiamo destinato tenacia e passione al lavoro di volontariato e all’intenzione di donare tempo ed energia al paese e a questo museo che è nostro, che siamo noi. Il museo è Tornareccio, in nessun altro posto sarebbe stata possibile tanta dedizione e l’unione indissolubile tra contenitore e contenuto. Il Museo dei Mosaici di Tornareccio ha assunto una identità granitica e un cuore pulsante, visitarlo vuol dire viverlo, vuol dire essere aperti ad una esperienza immersiva in cui si è al contempo fruitori e protagonisti dell’esistenza di questa meravigliosa realtà che è laboratorio ed esempio di cittadinanza attiva”.

Aggiunge Marco Bussagli, curatore della tredicesima edizione:

Sono davvero onorato di questo incarico di curatela perché quella di Tornareccio non è una manifestazione qualsiasi, ma ha il valore di una scelta strategica sul territorio. Una scelta d’amore, voluta da Alfredo Paglione, uno dei grandi collezionisti e operatori d’arte italiani che, nato in questa cittadina del miele (fa parte dell’Associazione Nazionale Italiana “Città del Miele”), ha deciso di valorizzarla con l’invenzione, azzeccatissima, di un concorso per la realizzazione di un mosaico che viene messo in opera su uno dei muri del borgo. Questa è la tredicesima edizione ed è la più importante perché Tornareccio, ormai divenuta capitale del mosaico contemporaneo, potrà raggiungere il mitico numero di cento opere esposte perennemente sotto il cielo d’Abruzzo. I mosaici che negli anni hanno trasfigurato il paese non solo rendendolo più bello, ma unico al mondo, sono stati realizzati dai grandi artisti contemporanei. Anche questa edizione non fa eccezione con artisti provenienti da New York, San Pietroburgo, Madrid nonché, naturalmente, Roma, Milano, Rovigo e Napoli.

Per Nicola Iannone, sindaco di Tornareccio, “l’evento Un Mosaico per Tornareccio è stato una rivoluzione sociale e culturale per il nostro paese. Anno dopo anno, mosaico dopo mosaico, abbiamo visto crescere il nostro museo, un museo che ha per sale le vie del paese, per tetto il cielo e per custodi gli abitanti, così come sono cresciuti i turisti, che passeggiano con gli occhi pieni di curiosità tra le sale del nostro museo, entusiasti di scoprirne tutti i segreti più profondi. Sin dall’inizio, le istituzioni si sono impegnate per valorizzare questo patrimonio, e continueranno a farlo nel futuro. Grazie a quanti, come l’associazione A.M.A., continuano a credere in questo sogno, che è il sogno di un paese intero”.

“L’amore per la mia terra – dice Alfredo Paglione – ha portato alla nascita di Un mosaico per Tornareccio. L’idea, concepita nel 2006, ha alle spalle un articolato programma in cui vede impegnati artisti, mosaicisti e lo stesso pubblico, invitato a votare il bozzetto da trasformare in mosaico ed esporre per le strade del paese. Ad oggi si contano ben 96 mosaici, altri ancora sono in preparazione: sono stati già prenotati il centesimo dal sottoscritto e il centunesimo da Marco Santi, direttore del Gruppo Mosaicisti Ravenna. Il paese è così diventato un centro propulsore di cultura, richiamando personaggi importanti come l’allora vicario del papa, il Cardinale Angelo Comastri che durante la visita del “museo a cielo aperto” è rimasto fortemente colpito, tanto da commuoversi per “tanta bellezza e umanità”. Non sono ancora sazio dell’amor cortese che ogni opera d’arte porta con sé e continuerò a illuminare il buio della periferia del nostro Paese con la fiaccola dell’arte e della poesia, svegliando il perpetuo torpore che affligge l’umanità abbandonata”.

 

by Redazione
castelbasso

La Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture, presieduta da Osvaldo Menegaz, trasforma ogni estate il piccolo centro della provincia teramana nel Borgo della cultura.

Quest’anno la manifestazione è in programma da domani (sabato 23 luglio) a domenica 28 agosto.

Le mostre – a cura di Pietro Gaglianò – sono Bagnanti, riti, mattanze, di Francesco Lauretta (nella foto Lucciole, 119x 203 cm, 2021) e Grounds, di Aryan Ozmaei. Le esposizioni sono allestite, rispettivamente a palazzo De Sanctis e a palazzo Clemente.

Non mancheranno, come da tradizione, la musica di qualità, in collaborazione con la Società della musica e del teatro Primo Riccitelli di Teramo, l’Istituzione sinfonica abruzzese, i Solisti Aquilani, Abbazie Jazz Festival e con l’organista Roberto Marini; e la letteratura, grazie al solido rapporto con il FLA, Festival di Libri e Altre cose di Pescara.

Si inizia, dunque, con le mostre mentre il primo appuntamento musicale è in programma con Mario Venuti che propone il suo TROPITALIA TOUR, venerdì 29 luglio, alle 21.30. Ingresso 20 euro – prevendite su Ciaotickets. Il concerto è organizzato da Abbazie Jazz Festival.

 

by Redazione
Memento

Apre al pubblico Memento, presso la Piazzetta del Porto Turistico di Pescara dal 21 luglio dalle ore 19.30 al 12 agosto, Anja Kunze e Armando Di Nunzio saranno in mostra in una bipersonale che pone in relazione i due linguaggi più antichi del “fare arte”, pittura e scultura.

Memento” è il titolo scelto per il dialogo tra il candore delle sculture in pietra della Maiella e i colori a smalto brillanti su tela attraverso forme astratte, sinuose e fluide in cui riaffiorano i ricordi della memoria.

Memento” è la storia della pietra impressa nell’unicità dei pezzi che dalle loro venature e caratteristiche tecniche imprimono le condizioni della scultura. Che sia una venatura o una scheggia di conchiglia, del passato, l’opera su pietra è obbligata a fare i conti con la storia del materiale.

Memento” è l’intuito creativo di chi, come per Anja Kunze, si mette in ascolto del proprio sentire e ogni opera diviene preghiera.

Massimiliano Stella, proprietario dell’agenzia immobiliare ITUTOR.IT, ha pensato all’agenzia come luogo di incontro e di relazioni in cui l’arte possa essere il mezzo per meglio veicolare le emozioni tra persone; come accade per una casa, un dipinto o una scultura capaci di esprimere le personalità di ciascuno.

Anja Kunze (1983, Reichenbach/Germania) è pittrice. Si forma alla Scuola d’arte, teatro e musica Clara-Wieck-Gymnasium di Zwickau e la scuola per la creatività, scultura e pittura di Berufliches Schul-und Bildungszentrum a Plauen. Dopo le prime personali in Germania, nei primi anni del 2000 si trasferisce in Italia al fianco dell’architetto e designer Paolo Torresan come suo curatore e art advisor, inserendosi nel mercato lombardo. Giunta in Abruzzo, espone al Museo delle Genti d’Abruzzo, ai Musei Michetti e Barbella, ma non mancano le partecipazioni in diverse città d’Italia. Oggi Kunze è in collaborazione esclusiva con Phi Hotels, a Francavilla, che ospita le sue opere in una collezione permanente.

Armando Di Nunzio (1976, Pescara) è artista e scultore. Si diploma all’Istituto d’Arte di Pescara attraversando diversi linguaggi: pittura, fotografia, teatro, danza fino ad approdare alla scultura su pietra con il maestro Walter Zuccarini, co-fondatore dell’associazione “La Casa per le Arti” di Chieti. Partecipa in mostre collettive nazionali ed internazionali: la Valletta (Malta), a Pescara espone all’Aurum, al Museo d’Arte Moderna Vittoria Colonna, nella galleria di Cesare Manzo, a Roma nell’Atelier Montez. Nel settembre 2020 Di Nunzio partecipa al Simposio Internazionale di scultura di Lettomanoppello, le “10 Giornate in Pietra”, con l’opera “Vita Nova”. Oggi Di Nunzio si divide tra la sua arte e i progetti di coordinazione.

 

by francesca