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Archi

È stata inaugurata nell’affascinante borgo di Archi Radici, la nuova mostra personale di pittura di Benedetta Luciani, giovane artista lancianese, già apprezzata per il suo linguaggio artistico originale.

“Radici nasce da un bellissimo incontro con Giuseppe Lannutti e Janiel Santos che sono i proprietari del frantoio in cui sta avvenendo la mia esposizione – ha spiegato l’artista Benedett Luciani – loro erano stati alla mia mostra a Lanciano, ci siamo riconosciuti e mi hanno proposto questa collaborazione che io sono stata felicissima di cogliere perché questo è un posto veramente emozionante, questo frantoio del 1600. Mi sono sentita molto ispirata da questa location e dalle loro anime. Il nome ‘Radici’ è stato ispirato da una mia opera che si chiama ‘Roots’, appunto radici in inglese, in cui ho utilizzato questa tecnica per dare proprio l’effetto delle radici. Si tratta di un’opera per me molto importante, quasi meditativa, che mi ha portata a radicarmi e a sentirmi di più con i piedi per terra perché, essendo un’artista, capita di stare con la testa fra le nuvole. Anche perché ho avuto una riscoperta del mio territorio, dell’Abruzzo, ma anche di tutta l’area della Val di Sangro. Ho visitato vari posti come Pietraferrazzana, Pennadomo, l’Oasi di Serranella, il Lago di Casoli che sono fonti di grandissima ispirazione per me in cui trovo benessere e serenità per poi potermi dedicare alla mia arte. Mi sento quindi a casa in questo posto, con la Costa dei Trabocchi anche il mare è oggetto della mia arte, dunque dalla montagna al mare mi sento parte di questa terra e la mostra si chiama Radici proprio per questo”.

L’evento di Archi arriva dopo l’ampio consenso ottenuto lo scorso anno con la mostra personale “Stratosfere”: “Stratosfere” e “Radici” sono due titoli in contrapposizione perché uno è  nel cielo e nell’universo e l’altro nella terra e riguarda un percorso di radicamento e maturazione dentro di me, infatti ci sono dei quadri nuovi dove ho sperimentato delle tecniche diverse come la foglia oro, ma anche tecniche miste: ho utilizzato pennarelli e acquerelli anche sulla tela, bombolette spray. Ho realizzato queste opere nuove e si vede che c’è stata un’evoluzione.

Le nuove opere sono tre: Liberi di volare che ho esposto anche a Roma che è un inno appunto alla libertà dopo questo periodo di chiusura, c’è il mare infuocato come se il sole fosse nell’acqua, non si sa se lo stesso sole stesse sorgendo o tramontando sta agli occhi dell’osservatore definirlo, poi ci sono dei gabbiani che volano e rappresentano colore, libertà, movimento ed energia.

Gli altri due quadri sono A un passo da te e Tanti desideri, una è un’opera molto emozionale e l’altra ha a che fare sempre con la libertà, ma c’è una bellissima aquila che sorvola una montagna ed un campo di fiori.

Troviamo dunque la potenza dell’aquila che è un po’ il leone del cielo che sorveglia e che guida tutto ciò che sta al di sotto e tanti desideri rappresentati dai soffioni.

A fare da sfondo lo storico Trappeto Lannutti, risalente al 1600 e tra i più antichi d’Abruzzo, magnifico esempio di archeologia industriale, particolarmente interessante per dimensioni e soluzioni tecniche adottate per la sua costruzione.

L’evento é inserito nel Programma “Archi Panoramica, viaggio nel territorio e contaminazione dal mondo” organizzato dal Comune di Archi. La mostra rimarrà aperta fino al 10 agosto.

“Siamo veramente molto soddisfatti e contenti di essere riusciti ad aprire questo spazio in occasione di Archi Panoramica – hanno affermato Giuseppe Lannutti e Janiel Santos, titolari dell’antico Trappeto Lannutti – stiamo parlando di un sito di archeologia industriale, un vecchio frantoio del 1600 che ha lavorato per circa tre secoli sino ai primi anni del ‘900, all’avvento dell’elettricità. In questa occasione ospiteremo una mostra di quadri di un’artista locale, Benedetta Luciani. Siamo davvero soddisfatti di riuscire ad aprire in queste giornate al pubblico e ad ospitare questo e molti altri eventi come mostre e manifestazioni. Siamo contenti di aver ristrutturato ogni parete, il mulino, dove prima non si poteva entrare, pian piano durante la pandemia siamo riusciti a sistemare il frantoio, è una grande realizzazione. Questo è il primo frantoio del paese, è ubicato proprio nel centro della piazza di Archi, in piazza Guglielmo Marconi, uno dei pochi rimasti conservati in Abruzzo. È possibile vedere ancora tutti i meccanismi di funzionamento e il tempo come scorreva molto più lentamente fino a 50/100 anni fa, era tutto mosso dalla trazione umana o con l’aiuto di un asino. Noi vogliamo valorizzare il territorio, ci occupiamo con la nostra associazione proprio di rigenerazione territoriale, di creazione di parchi, oasi, musei. Questo è uno dei musei gestiti dalla nostra associazione ed è anche la sua sede. Siamo contenti di aprire anche in occasione di Archi Panoramica in modo da permettere a tutte le persone che verranno a godere anche degli spettacoli di altri eventi della manifestazione di visitare anche questo spazio e questa mostra”.

by Redazione
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Dal 5 al 10 agosto, si terrà ad Archi (CH), delizioso borgo della Val di Sangro Radici, la nuova mostra personale di pittura di Benedetta Luciani, giovane artista lancianese, già apprezzata per il suo linguaggio artistico originale.

Le sue opere, infatti, rivelano una particolare creatività sia tecnica che cromatica. L’artista pone particolare attenzione alla natura, alla salvaguardia dell’ambiente e, allo stesso tempo, esprime i suoi sogni, le sue aspettative, la dimensione onirica della vita.

Le sue creazioni hanno una prorompente capacità di suscitare emozioni.

Dopo l’ampio consenso ottenuto lo scorso anno con la mostra personale “Stratosfere” e la partecipazione ad alcune mostre collettive, Benedetta Luciani propone per l’occasione alcuni nuovi lavori.

Farà da vetrina lo storico Trappeto Lannutti, risalente al 1600 e tra i più antichi d’Abruzzo, magnifico esempio di archeologia industriale, particolarmente interessante per dimensioni e soluzioni tecniche adottate per la sua costruzione.

L’evento é inserito nel programma Archi Panoramica, viaggio nel territorio e contaminazione dal mondo organizzato dal Comune di Archi.

 

by Redazione
Archi

È stata inaugurata la nuova Sala polivalente del Comune di Archi intitolata a Ivana Lannutti, la studentessa scomparsa nel sisma dell’Aquila nel 2009. Hanno partecipato all’iniziativa l’amministrazione comunale, il presidente della provincia di Chieti Mario Pupillo e i familiari della ragazza.

Il ricordo di Ivana dopo 12 anni è ancora vivo e ne siamo commossi. Ringraziamo di cuore tutta l’amministrazione comunale. Anche il mio papà che non c’è più e che si è impegnato tanto per la nostra comunità oggi ne sarebbe orgoglioso.

Queste le parole di Ilaria, sorella della ragazza che pagò il duro prezzo del terremoto perdendo la vita a soli 23 anni, che ha ricordato il papà Angelo, scomparso qualche anno fa e persona molto stimata in paese. Fu anche vice sindaco di Archi.

“Questo appuntamento – ha sottolineato il sindaco Mario Troilo –  ha un doppio valore. Uno relativo all’aspetto della  riqualificazione, che ci ha portato a concedere alla collettività uno spazio idoneo per momenti di aggregazione, e l’altro affettivo, legato alla figura di Ivana che mai dimenticheremo.  Il ricordo è un valore imprescindibile per la comunità e come amministrazione comunale abbiamo voluto dare un segno importante in tal senso”.

“Siamo molto emozionati e onorati di ricordare Ivana in un luogo nel quale si svolgeranno attività di aggregazione e di incontro – ha spiegato il vice sindaco Nicola De Laurentisil nostro paese aveva bisogno di un ulteriore spazio di aggregazione, dopo la sala in piazza ad Archi, dove poter svolgere attività culturali e sociali. Per questo l’inaugurazione di oggi rappresenta per tutta l’amministrazione un traguardo importante”.

“Questa sala – ha aggiunto l’assessore alla Cultura Silvia Spinelli – è per i nostri figli, per le future generazioni. È uno spazio che potrebbe essere utilizzato per le attività scolastiche e ricreative. E ci piace pensare che ogni ragazzo che entrerà qui per qualsiasi tipo di attività lo faccia con il sorriso. Perché crediamo che Ivana vorrebbe questo”.  

La struttura che ospita la sala, in località Piane d’Archi, era un antico silos granaio e ha, in qualità di edificio di archeologia industriale, un importante valore storico e culturale. La costruzione, che risale al 1936 per opera del consorzio di bonifica irrigazioni valli Sangro-Aventino, aveva una capacità di raccolta pari a 19mila quintali di grano all’anno.

“L’esistenza della stazione ferroviaria a Piane d’Archi ha sicuramente influenzato la nascita di quest’opera – ha spiegato l’architetto Leonardo Porreca, curatore della riqualificazione -. Nella zona ce n’erano due, della stessa matrice architettonica, questo e uno nel territorio di Fossacesia che è stato demolito. Mi auguro che questa sala non rimanga solo un luogo della memoria ma che viva attraverso iniziative culturali che coinvolgano l’intera collettività”.

Interessante ammirare tutti gli elementi architettonici recuperati, comprese le botole dove il grano defluiva. Recuperata anche la sala superiore, visitabile, dove sono conservati gli antichi macchinari che venivano usati per la lavorazione del grano.

by francesca
Archi

È stata inaugurata ieri la nuova Sala Comunale di Archi dedicata alle vittime di Rigopiano. In particolare a Ilaria Di Biase, la giovane cuoca archese che perse la vita a soli 22 anni nella tragedia di quattro anni fa.

Alla cerimonia, che si è tenuta nel pieno centro storico del paese, in piazza G. Marconi, hanno partecipato l’amministrazione comunale, l’assessore regionale Nicola Campitelli, il vicepresidente della provincia di Chieti Arturo Scopino, i sindaci del territorio e i rappresentanti del Comitato dei familiari delle vittime di Rigopiano.

La ristrutturazione è stata finanziata dai fondi Masterplan per l’Abruzzo e ha previsto un intervento conservativo con relativa messa in sicurezza antisismica.

”Questa opera è il riassunto di tutta la nostra attività amministrativa – ha spiegato il sindaco Mario Troiloquando ci siamo insediati, cinque anni fa, abbiamo fatto una promessa alla cittadinanza, far risplendere le pietre del centro storico. La ristrutturazione di questa sala è uno dei tanti interventi portati a termine nell’ambito di questo progetto. Inoltre questo è uno spazio – ha aggiunto – di un inestimabile valore storico e artistico e meritava di essere riqualificato. A tutto ciò si è unita la volontà dell’amministrazione comunale di mantenere vivo il ricordo di Ilaria e di tutte le vittime di un evento tragico che ci ha toccato da vicino come comunità e che difficilmente dimenticheremo”.

“È un immobile a cui siamo particolarmente legati in quanto è la sede istituzionale del nostro paese, quella in cui teniamo i consigli comunali – ha affermato il vice sindaco Nicola De Laurentis – ed è una riqualificazione che rientra in una serie di interventi portati avanti grazie all’abnegazione della nostra amministrazione, dalla ristrutturazione della Torre civica alla riqualificazione della sede comunale, progetto già finanziato e che verrà avviato a breve. Attualmente abbiamo 31 opere in corso, tra quelle realizzate, in corso d’opera e in fase di progettazione. Un grande risultato raggiunto grazie all’aiuto dei nostri collaboratori e al sostegno dei cittadini”.

La storia dello stabile che ospita la Sala Comunale risale al 1400 quando fu costruito e adibito a chiesa, intitolata a San Giovanni Battista.

Successivamente è stata denominata  chiesa della Madonna in quanto al suo interno custodiva, in una nicchia, il quadro raffigurante la Madonna con bambino che attualmente si trova nella chiesa principale di Santa Maria dell’Olmo.

Sconsacrata in seguito ad un evento delittuoso che si è consumato tra le sue mura, la sala è stata poi adibita a cinema teatro e dopo a sala consiliare.

”È un edificio dal grande valore storico e artistico, nel corso dell’intervento abbiamo cercato di riportare alla luce tutte le caratteristiche che richiamano la storia e con essa le funzioni che la sala ha avuto nel tempo – ha illustrato l’architetto Leonardo Porreca, curatore dell’intervento –  Nella cripta di questa ex chiesa sono seppelliti tutti i ragazzi che sono morti in  tenera età, una strana coincidenza sulla quale voglio porre l’attenzione e che dà un significato ancor più prezioso alla cerimonia di oggi”.

Toccante l’intervento dei familiari delle vittime di Rigopiano che hanno partecipato con grande commozione alla lettura del pensiero che l’amministrazione comunale ha dedicato ad Ilaria e che è stato riportato sulla targa commemorativa affissa all’interno della sala.

“È un’iniziativa lodevole – queste le parole di Mario Tinari in rappresentanza del Comitato – siamo molto grati al Comune di Archi per il ricordo dei nostri angeli. Ci spendiamo ogni giorno affinché non vengano mai dimenticati. Ecco perché iniziative come questa sono preziose e di estrema importanza per non dimenticare e per ribadire ‘mai più’.  Mai più a tragedie come quella di Rigopiano”.

by Redazione
Archi

Non si terrà quest’anno il tradizionale saluto notturno alla Concezione che si svolge nella notte tra il 7 e l’8 dicembre ad Archi.

Il Covid ha fermato una delle usanze più sentite dalla popolazione locale e dai numerosi ragazzi che da qualche tempo a questa parte portano avanti la tradizione.

Giovani che comunque vogliono dare un segno di continuità. Perciò, in qualità di organizzatori, prepareranno per l’occasione, un piccolo video omaggio che sarà pubblicato on line.

In un 7 dicembre qualunque un gruppo di archesi, con a capo un cantastorie e accompagnato dalla banda del paese, si sarebbe radunato, a mezzanotte in punto, davanti alla Chiesa di Santa Maria dell’Olmo. Per il consueto saluto alla Madonna.

Poi il corteo si sarebbe incamminato nel borgo percorrendo le vie centrali e portando il “buongiorno” a tutti i compaesani.

Ogni famiglia, la notte della Concezione, viene salutata con una piccola composizione in rima, scritta e recitata dallo stornellatore.

I versi sono seguiti da un originale ritornello intonato dai bandisti. Suonato a ripetizione, dopo ogni singola battuta del cantastorie.

La tradizione,  che è stata tramandata nel tempo in modo orale, pare che affondi le sue radici nella metà dell’Ottocento con una finalità esclusivamente religiosa, nata dalla devozione alla Vergine di un cittadino archese.

Che ogni anno insieme alla sua famiglia offriva il saluto alla Madonna per averlo salvato da un grave pericolo.

Ma questo rituale non passò inosservato in paese tant’è che la notte della Concezione fu, anno dopo anno, sempre più affollata.

Sebbene non si hanno certezze sulla data del passaggio dal rituale religioso a quello prevalentemente laico,  si racconta che quel primo cantastorie (Tumasse de lu Baleije), vedendo così tanta partecipazione, decise di affiancare ben presto al saluto alla Madonna quello ai suoi compaesani.

E da qui iniziarono le rime , le battute, gli sfottò e tutto ciò di più esilarante che una tradizione così particolare possa avere.

I cantastorie nel tempo furono diversi. Dopo il figlio e il nipote di quel famoso ‘Tumasse’, i giullari timonieri del rito furono Francesco Lannutti (Ciccheccille), del quale ancora oggi si narra in paese per il suo sarcasmo e la sua piccante vena creativa, Pierino Pomilio e Cornelio Sirolli.

L’attuale cantastorie è Nicola Di Biase che dieci anni fa, appena diciottenne, spinto dai suoi amici, decise di buttarsi nell’avventura.

“Ho iniziato un po’ per scherzo, un po’ perchè tante persone hanno visto in me le caratteristiche per poter ricoprire questo ruolo – spiega Nicola che è maestro di musica e stimato cultore della tradizione – Anche per questa edizione avrebbe iniziato a lavorare alle battute circa tre settimane prima, raccogliendole nel suo diario annuale, perché adesso la tradizione è scritta, e come ogni anno si sarebbe incamminato insieme alla banda del paese e a un nutrito gruppo di giovani nell’antico borgo. «Le battute – spiega Nicola – vengono composte in rima baciata. Devono obbligatoriamente seguire una linea melodica che entra in simbiosi con la risposta musicale della banda. In quanto alla fine di ogni piccola filastrocca il complesso bandistico risponde con un ritornello che è sempre lo stesso”. 

A portare avanti questo rituale, insieme a Nicola, c’è anche il Complesso Bandistico Città di Archi. Un gruppo di giovani musicisti che hanno sposato appieno la consuetudine e che quest’anno hanno deciso insieme a Nicola di dare comunque un segno di continuità con la realizzazione di un piccolo filmato video che sarà condiviso sui social.

Il ruolo del resto della popolazione nell’usanza non è da meno. Molti si uniscono al corteo partecipando in prima persona alla festa, alcuni attendono dietro la finestra ansiosi di ascoltare il saluto che li vede come protagonisti.

Altri allestiscono durante il percorso veri e propri punti ristoro per gli stornellatori, con dolci rigorosamente fatti in casa, salumi e, per combattere il freddo, l’immancabile vino rosso.

“Una della particolarità di questa tradizione è che, essendo ora scritta, è diventata memoria storica – commenta il giovane cantastorie – se tra vent’anni vorremmo sapere cos’è accaduto in paese nel 2019, per esempio, basterà rileggere il diario della notte della Concezione di quell’anno per venire a conoscenza di tutti i fatti degli archesi o anche solo per rispolverare la nostra memoria”.

Un po’ come dire “ridendo e scherzando, scriviamo la storia”.

by Redazione
archi

La scuola ad Archi sarà presto più sicura. Sono stati avviati i lavori di ristrutturazione della scuola dell’infanzia e  secondaria di primo grado in via SS. Salvatore a Piane d’Archi.

L’intervento, che rientra nel Piano per l’Edilizia scolastica per l’annualità 2018, riguarda l’adeguamento sismico e quello degli impianti, l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’efficientamento energetico.

“Si tratta di un traguardo straordinario per la nostra amministrazione” commenta il vice sindaco e assessore con delega ai Lavori pubblici Nicola De Laurentis,  il quale esprime profonda soddisfazione a nome di tutta l’amministrazione poiché i lavori, attesi da tanto tempo dalla cittadinanza, rientrano tra i soli 14 progetti finanziati in tutta la regione Abruzzo dal Piano per l’annualità 2018.

Circa 800mila euro il fondo stanziato per l’intervento che sarà completato entro il 1° marzo del 2021.

“Come amministrazione ci siamo sempre battuti affinchè i nostri ragazzi potessero andare a scuola in tutta sicurezza – aggiunge il vice sindaco – La realizzazione del lavoro garantirà al nostro paese una scuola sicura e confortevole”.

by Redazione
archi

Un’iniziativa davvero particolare quella che è stata organizzata dalle maestre della scuola dell’infanzia di Archi che, nonostante le restrizioni dettate dell’emergenza Coronavirus, hanno deciso di non spezzare la tradizionale consegna dei diplomi agli alunni dell’ultimo anno e si sono recate personalmente a casa di ciascuno di loro svolgendo, a domicilio, la “Cerimonia dei remigini”, vale a dire il saluto simbolico ai futuri studenti delle elementari.

I bimbi hanno accolto le maestre nelle loro abitazioni con le dovute precauzioni, ovvero indossando le mascherine e mantenendo le distanze di sicurezza, e con grossa emozione hanno ricevuto l’attestato che li porterà a settembre a frequentare il primo anno della scuola primaria.

“Sono stati momenti davvero coinvolgenti – racconta la maestra Sandra Spinelli, referente del plesso scolastico – i bambini erano contentissimi di rivedere le loro maestre. Quasi tutti gli altri alunni e le loro famiglie erano collegati in videochiamata per cui i remigini si sono emozionati come se avessimo svolto la cerimonia in presenza”.

Nonostante il lockdown imposto da una situazione non di certo prevedibile, le attività della scuola non si sono fermate.

Le insegnanti hanno prontamente attivato, nei primi giorni di chiusura forzata, un canale di comunicazione con bambini e famiglie tramite whatsapp riallacciando i rapporti attraverso le immagini, la voce e la condivisione.

 

In un primo momento l’attività didattica a distanza si è soffermata sulla conoscenza del Coronavirus e sulle cause che costringevano tutti, bimbi compresi, ad un nuovo stile di vita; a seguire il momento della creazione di grandi arcobaleni con la scritta #andràtuttobene per infondere un messaggio di speranza.

“I bambini sono stati privati di esperienze fondamentali e soprattutto della relazione con i loro pari. Ecco perché abbiamo cercato di reinventare e coordinare le attività in modo che potessero essere vissute da ciascun bambino e dalle famiglie con il vincolo di appartenenza alla nostra piccola comunità scolastica – aggiunge Sandra Spinelli – auspico che il coraggio e la determinazione di tutti gli insegnanti possa essere di esempio per le future generazioni”.

Grande sostegno in questi mesi è stato manifestato dall’amministrazione comunale che ha speso parole di apprezzamento anche per quest’ultima iniziativa organizzata dalle maestre della scuola dell’infanzia.

“Mantenere costantemente i rapporti con i bambini e le loro famiglie durante tutta l’emergenza e concludere l’anno scolastico con questa piccola manifestazione itinerante ci dà modo di apprezzare ancora di più il valore dei docenti e dei collaboratori della nostra scuola – commenta Silvia Spinelli, assessore alla Scuola del Comune di Archi – la consegna dei diplomi di quest’anno ha un significato maggiore rispetto agli anni scorsi, ci fa comprendere come le maestre abbiano accompagnato costantemente fino alla fine i piccoli alunni. Un gesto sicuramente lodevole, un nobile esempio di insegnamento e umanità valevole per l’intera collettività”.

by Redazione

Sono partiti oggi lavori per la sistemazione del tratto franoso in contrada Rascitti ad Archi sulla strada provinciale che collega Perano a Tornareccio.

Frana contrada Rascitti

“Una situazione imbarazzante e che dura da trent’anni – così il vicesindaco di Archi Nicola De Laurentis ha commentato lo stato del tratto interessato – finalmente grazie all’impegno dell’amministrazione comunale e all’interessamento della Provincia di Chieti, che ha recepito le nostre istanze, siamo riusciti a intervenire e a risolvere un problema di viabilità annoso per i nostri concittadini”.

I lavori rientrato nell’iniziativa più ampia di “Sistemazione smottamenti SP n. 115 Perano Tornareccio, SP n. 216 (ex SS 364 Atessa)” che ammonta complessivamente a 550mila €, dei quali circa 150mila € sono destinati alla frana di contrada Rascitti.

Presente stamane all’inaugurazione dei lavori anche il vicepresidente della Provincia di Chieti, Arturo Scopino, che ha spiegato:  “Finalmente e dopo tantissimi anni metteremo in sicurezza questo tratto di strada provinciale ma tante sono le richieste da parte dei Comuni e tante le situazioni che richiedono interventi urgenti. La Provincia sta cercando di far fronte alle numerose istanze e questo intervento, con gli altri che verranno, rappresenta un impegno concreto per il territorio”.

E sul comprensorio comunale di Archi ci sono altri tratti di competenza provinciale che dovranno essere sistemati e per i quali ha annunciato De Laurentis, che è anche assessore con delega ai Lavori Pubblici, “ci stiamo impegnando affinché vengano messe in sicurezza anche altre situazioni, uno dei nostri obiettivi è sicuramente il miglioramento della viabilità per i nostri concittadini. Nello specifico entro l’anno in corso c’è l’impegno da parte della Provincia ad effettuare i lavori di sistemazione della traversa di Archi (Archi – Zainello) ”.

Si terrà sabato  9 novembre ad  Archi la  prova di lavoro per cani da tartufo, con rilascio del certificato C.A.C. (certificato di attitudine di qualità) di calibro nazionale e C.A.C.I.T. di portata internazionale.
La competizione itinerante, prova di cerca del tartufo tipo B, organizzata dal  CIL (Club Italiano del Lagotto) che sta toccando tutto il territorio italiano, farà tappa per il quinto anno consecutivo nel borgo di Archi, peraltro facente parte del circuito nazionale di  “Città del Tartufo”, data la cospicua presenza di tartufo in loco.

Lagotto
Un importante traguardo per il borgo del Chietino che per le peculiarità del terreno si presta molto bene a iniziative di questo genere e che possiede una bella fetta di appassionati cercatori di tartufo tra i quali Tommaso Bellomo, portavoce dell’evento e addestratore professionista di cani da tartufo.

Le verifiche zootecniche che si terranno ad Archi saranno quest’anno di categoria B, quindi di livello tecnico superiore a quelle degli anni precedenti e la gara sarà finalizzata alla  ricerca del tartufo bianco. I partecipanti arriveranno come di consueto da tutta Italia e i cani coinvolti saranno i lagotti, un’antica razza canina di origine italiana che è nata nelle pianure di Comacchio, da qui l’accezione “lagotto romagnolo”, in primis usata nel riporto in acqua e in seguito divenuta, grazie alle sue spiccate capacità olfattive, un eccellente cane da tartufo.
“Siamo onorati – commenta il sindaco Mario Troilo –  di ospitare un evento di tal calibro; il nostro paese fa parte da diversi anni dell’associazione nazionale “Città del Tartufo”. Accogliere manifestazioni di altissimo livello come quella di sabato prossimo, non fa che rafforzare la vocazione territoriale nei confronti di questo prodotto che, insieme all’olio d’oliva, è un’eccellenza del nostro paese”.

Il raduno dei partecipanti avverrà alle ore 7.00 di sabato mattina alla “Locanda La Quercia”, in località Piane d’Archi. Da lì si partirà con la competizione che durerà l’intera mattinata e nel pomeriggio, dalle 15.00 in poi, ci sarà la premiazione.
by Redazione
nicola d'eramo

Sarà allestita dal tardo pomeriggio di domani nella sala consiliare del Comune di Archi la camera ardente dell’attore Nicola D’Eramo, scomparso improvvisamente all’età di 68 anni.

“Nicola di Roma, l’attore”, così lo chiamavano gli archesi, vanta una carriera artistica invidiabile e un amore indicibile per il paese che gli aveva dato i natali e dove tornava spesso, da Roma, a rifocillarsi nella casa natia e tra gli amici di sempre.

È arrivata come un fulmine a ciel sereno la notizia della scomparsa dell’artista ad Archi, dove sarebbe dovuto tornare tra pochissimi giorni.

Noto e apprezzato attore di teatro al quale ha dato tutta la sua vita.

Una professione e una passione, quella per il teatro, che custodiva con grande discrezione, nonostante le sue collaborazioni con grossi nomi della scena teatrale italiana.

Durante il suo lungo percorso artistico ha avuto modo di interpretare prestigiosi ruoli in spettacoli teatrali che portano la regia di Riccardo Cavallo, Marcello Cava, Giancarlo Nanni, Alessandro Berdini, Memè Perlini, e Giancarlo Sepe, il quale lo ha ricordato come “l’attore complice di tante battaglie teatrali vinte e combattute negli anni d’oro della vita e del teatro che si animava per ogni spirito di giovane appassionato che lo viveva, fin nelle viscere”. Con Sepe ha recitato in numerose pièce teatrali tra le quali Zio Vania, In Albis, Accademia Ackermann, Iliade e Macbeth.

Lo ricordano con commozione anche al Silvano Toti Globe Theatre di Roma dove ha calcato la scena numerose volte e dove ha fatalmente concluso la sua vita teatrale a settembre scorso con l’ultimo spettacolo Riccardo III per la regia di Marco Carniti dove interpretava il ruolo di Re Edoardo IV.

Non ha tardato ad arrivare anche l’omaggio del direttore artistico del teatro di Villa Borghese Gigi Proietti che ieri durante i festeggiamenti del finale di stagione del Globe ha salutato la sua triste scomparsa e di sua figlia Carlotta la quale ha commentato sui social così la morte dell’attore: “Ancora non mi abituo all’idea. Mi mancherà il tuo sorriso, il tuo modo di fare così elegante e dolce, la tua grande professionalità”.

Il suo percorso artistico è stato fatto non solo di teatro ma anche di molte apparizioni sul piccolo e grande schermo. Tra i film più conosciuti ai quali ha partecipato spiccano L’angelo con la pistola al fianco di Remo Girone, Tahnee Welch ed Eva Grimaldi, e Il vizietto, famosa commedia con Ugo Tognazzi.

Tra le fiction si annoverano invece Distretto di polizia, Un posto al sole e Paolo VI.

Artista eclettico e uomo umile; Nicola D’Eramo sceglieva con cura cosa interpretare e cosa no. Grande amante della storia, e le sue interpretazioni teatrali lo confermano, era una persona poco incline agli abbagli del successo ma un’artista che si è sempre nutrito di sostanza e umanità.

Tutte le scelte che hanno caratterizzato il suo percorso lavorativo sono state mosse da una grande passione per il suo mestiere e sono state sicuramente il frutto di valutazioni fatte con il cuore.

Archi, i suoi compaesani e l’amministrazione comunale hanno deciso di rendergli omaggio per l’ultima volta allestendo per lui la camera ardente nel centro storico del suo amato paese. “Questo vuole essere l’ultimo omaggio – spiega il vice sindaco Nicola De Laurentis – ad un grande artista archese che ha portato il nome del nostro paese nei più grandi teatri italiani”.

E i suoi amici ad Archi lo ricordano così:

E poi arriva un’inaspettata folata di vento che con implacabile dolcezza solleva e porta con sé uno dei più luminosi granelli di sabbia, per farlo splendere per sempre nell’immensità del cielo. Caro Nicola, i tuoi amici ti aspettano ad Archi per salutarti nuovamente.

Un emozionante messaggio dal quale traspare sicuramente la grandezza di un personaggio che ha fatto della sua semplicità la sua vita.

Gli amici di sempre lo attenderanno in paese per quello che sarà non un ultimo saluto ma un caloroso abbraccio, un piccolo gesto per rendere indietro tutta la cultura dispensata ai suoi compaesani in maniera del tutto naturale, soltanto come un grande artista sa fare, e a tratti in modo ironico e pungente, tra un caffè al bar e l’altro.

 

 

by Redazione