Search

Category Archives: Turismo

gole del salinello

Una Riserva naturale a tutela dell’habitat delle gole create dal fiume Salinello: sono le Gole del Salinello nella provincia di Teramo all’interno Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

La riserva è stata istituita con la legge regionale n. 84/1990; le gole possono essere definite un enorme canyon scavato dall’acqua del fiume omonimo tra i Monti Gemelli, il Foltrone (1720 m) e il Girella (1814 m).

Area verde dunque dove la Natura la fa da padrona con i mammiferi che vivono all’interno del Parco; camminando per i sentieri infatti è frequente incontrare tracce del passaggio di lupi, cinghiali, volpi e tassi.

Le pareti delle gole offrono l’habitat naturale per la nidificazione di numerose specie di volatili, tra cui l’aquila e corvo reale. Nelle acque del fiume vive la trota iridea.

Una Riserva, quelle delle Gole del Salinello, che al suo interno hanno anche due importante zone attrattive:

Grotta Sant’Angelo o di San Michele Arcangelo

La grotta più nota ed estesa è profonda 30 m e larga 10 m, in alcuni punti raggiunge un’altezza di 30 m. Utilizzata fin dal Paleolitico, è stata oggetto di scavi archeologici che hanno portato alla luce reperti databili fino al 6000 a.C.

Eremo di Santa Maria Scalena ed Eremo di San Francesco alle Scalelle

Di difficile accesso quello di Santa Maria Scalena, sono più facili da raggiungere i resti dell’Eremo di San Francesco alle Scalelle.

by mediaplus.adv
rifugi d'Abruzzo

Pensare di trascorrere qualche giorno ad alta quota mentre a valle l’afa avanza: non è una cattiva idea se si ama il freddo e si soffre il caldo.

Una soluzione che in Abruzzo c’è; la regione che vede il mare dalla montagna offre anche questa possibilità: i rifugi d’Abruzzo sono un’ottima alternativa alle vacanze al mare.

Noi vi raccontiamo in breve la storia di due di essi.

Rifugio Garibaldi

Inaugurato il 16 settembre 1886. Prima costruzione del genere sugli Appennini, ad essa si lega il ricordo del periodo eroico della conquista alpinistica, condotta sistematicamente dalla Sezione Romana del Cai (Club alpino italiano), del massiccio del Gran Sasso.
La costruzione dell’Albergo di Campo Imperatore e della Funivia di Fonte Cerreto nel 1933 segnerà un secondo declino del Rifugio.

Rifugio Coppo dell’Orso

Costruito nel 1927, all’altezza di m.1870, sul gruppo di monti Serra Lunga.

E’ stato costruito in pietra a faccia vista e cemento, da maestranze locali. Essi hanno dormito per mesi su in montagna, fino alla fine della costruzione.

Le pietre sono state raccolte tutto intorno. La rena e l’acqua per l’impasto è stata trasportata dai muli ed asini.

All’interno c’è un soppalco in legno – locale notte – con 10 posti letto.

Il rifugio è messo in modo tale da avere tanti paesaggi per ogni grado di visuale e per 360°.

Tutte le sensazioni del momento sono state raccolte in un libro tenuto all’interno del rifugio, come un giornale di bordo.

by mediaplus.adv
il gran sasso

Il Ferragosto degli abruzzesi di mare, la maggior parte delle volte fa rima con montagna; e quando si pensa ai monti un nome solo viene in mente: sua maestà il Gran Sasso.

Trascorrere una giornata alle pendici della montagna più alta dell’Appenino ha un sapore sempre nuovo anche se quei posti, quelle strade si conoscono e si visitano di frequente.

Alzare gli occhi al cielo mentre si sorseggia un caffè seduti a un bar, riconcilia con la natura; permette di apprezzare ciò che di più vero e unico abbiamo: la Madre Terra.

L’imponenza della montagna, le nuvole che la circondano fanno capire quanto la natura sia più forte di noi e contro di essa non possiamo nulla. Lei vincerà sempre.

Pensare a poi ai piccoli borghi che nascono ai suoi piedi, la vita quotidiana dei suoi abitanti, emoziona per chi viene dal caos delle città.

Come per esempio Casale San Nicola (località Isola del Gran Sasso in provincia di Teramo), un piccolo paesino dove ogni giorno i suoi abitanti hanno il privilegio di salutare il Gran Sasso semplicemente spalancando le finestre.

fiume mavone (Casale san Nicola TE)
fiume mavone (Casale san Nicola TE)

E non solo: la natura è nel borgo con il fiume Mavone che scorre attraverso il paese; ecco, ascoltare anche solo per pochi minuti il suono melodioso dell’acqua è una sensazione da brividi che solo il mare a valle ti può restituire.

by francesca

Al via la sperimentazione di mobilità sostenibile lungo tutta la Costa dei Trabocchi con l’attivazione delle bike station nelle stazioni ferroviarie da Francavilla al mare a Vasto-San Salvo.

L’iniziativa aggiunge un altro tassello al progetto di green mobility voluto e pensato dentro il Contratto di Costa e che vede protagonisti la Camera di commercio Chieti-Pescara insieme al Gal Costa dei Trabocchi, il Polo Inoltra e Legambiente, in collaborazione con la Regione Abruzzo.

Un ruolo importante è anche quello di Rete ferroviaria Italiana che, insieme a Legambiente, ha dato vita e ruolo alle bike station in Abruzzo, come elemento di centro servizi per il territorio, punto informativo turistico e hub di accesso alla mobilità sostenibile.

“Stiamo promuovendo la mobilità alternativa lungo la Costa dei Trabocchi – commenta il vicepresidente vicario della Camera di Commercio Chieti-Pescara, Lido Legnini – perché crediamo fortemente nella sostenibilità come il mezzo più efficiente per preservare la bellezza del territorio e contribuire, così, alla esaltazione di quella che sarà una delle vie ciclabili più affascinanti d’Europa”.

“Questo progetto rappresenta un esempio moderno di condivisione e dialogo in cui vengono contemplati gli interessi e le ragioni tanto dell’economia quanto dell’ambiente. In questo modo diamo il massimo sostegno alle istituzioni coinvolte ed educhiamo la cittadinanza ed il turista ad una fruizione completa della Costa”.

by Redazione
Il giorno di Ferragosto è tradizionalmente dedicato alle gite fuori porta con lauti pranzi al sacco e, data la calura stagionale, a rinfrescanti bagni in acque marine, fluviali o lacustri. Molto diffuso anche l’esodo verso le località montane o collinari, in cerca di refrigerio.
Infatti, il termine “Ferragosto” deriverebbe da “Feriae Augusti” (riposo di Augusto, cioè dell’Imperatore Ottaviano Augusto), poiché la festività è stata istituita proprio dal primo imperatore romano il 18 a.C. Per i Romani le festività nel mese dedicato all’imperatore Augusto, appunto “Agosto” si svolgevano a partire dal 1° del mese andando ad aggiungere e ad inglobare delle festività già esistenti come i “°Vinalia Rustica”, i “Neomoralia” e i “Consualia”, festa dedicata al Dio della terra e della fertilità “Conso” che celebrava la fine dei lavori agricoli. L’insieme delle festività agostane riunite dall’Imperatore Augusto venivano appunto chiamato “Augustali” (Lodovico Antonio Muratori, “Dissertazioni sopra le antichità italiane“, Barbiellini, Roma 1755, tomo II, pagina 32 .
La festività con l’avvento del Cristianesimo venne spostata al 15 agosto per far coincidere la festività con l’Assunzione di Maria come si evince anche dall’enciclopedia Treccani alla voce “Ferragosto”.
A Ferragosto, secondo tradizione si usa fare delle gite fuori porta con pranzo al sacco vicino a ruscelli, laghi, fiumi o al mare. Molto diffusa la gita in campagna e in montagna dove si fanno escursioni. Ma, questa tradizione sta lentamente venendo meno, e molta gente riduce il ferragosto a lauti pranzi in ristoranti, trattorie o agriturismi, o, addirittura i più innovatori, preferiscono passare la giornata del 15 agosto in centri commerciali, dove poter mangiare nella grande distribuzione o facendo visite in città fra boutique e divertimenti mondani.
“Noi di Abruzzo Tourism – spiega Cristiano Vignali, Presidente di Abruzzo Tourism – siamo favorevoli alla tradizione e invitiamo gli Abruzzesi a passare il Ferragosto in Abruzzo, dotato di mare e montagna a pochi chilometri e di bellezze naturalistiche di flora e fauna che la rendono unica in Europa. Magari, seguendo dei percorsi esperienziali. A tal proposito, di seguito riproponiamo una simpatica ma interessante video – intervista informalmente rilasciata da me in un momento di relax al bar sul turismo in Abruzzo, video che è stato inspiegabilmente censurato da Facebook e da Instagram”.
by Redazione
il ferragosto

E’ il capodanno dell’estate, la giornata dove il divertimento la fa da padrona: stiamo parlando del Ferragosto, il giorno dedicato interamente al cibo come il buon abruzzese comanda.

E in Abruzzo il Ferragosto vuol dire scampagnata, pic nic per chi vive al mare in montagna e per chi vive sui monti si scende al mare; l’importante è non manchino le cose essenziali: copertina (o telo mare), cocomero, canaletta per gli arrosticini, musica e tanto risate in buona compagnia.

Ma dove andare a Ferragosto in Abruzzo?

Il bosco di Sant’Antonio per stare immersi completamente nella natura; 550 ettari di natura incontaminata, con alberi dalle dimensioni monumentali. In alcune zone dell’area è possibile fermarsi per una grigliata con amici, ovviamente cercando di rispettare il più possibile la meraviglia circostante

La montagna Spaccata dove ci sono aree appositamente attrezzate per pic nic e ritrovi tra amici e magari, nel pomeriggio, visitare uno dei borghi più belli d’Abruzzo e d’Italia: Scanno.

Per il mare una zona su tutti: la Costa dei Trabocchi e le sue meravigliose calette dove prendere il sole diventa un’esperienza unica grazie a scenari incredibili e acque pulitissime.

by mediaplus.adv
pescara

Una passeggiata lungomare, una sosta sul Ponte del Mare o un tramonto al Porto Turistico: non stiamo parlando di una grande capitale europea o di una località tropicale.

Parliamo della nostra città, Pescara tanto viva e reattiva di giorno quanto magicamente romantica al calar del sole.

Già dal tramonto è possibile respirare un’aria più pura; già con il tramonto si può ascoltare il suono del mare, di un flebile vento che accarezza anima e corpo, magari al mare, magari al Porto Turistico con le barche che rientrano da una giornata al largo, per poi guardare il rosso del sole calante che si specchia sull’acqua.

Di notte poi c’è il Ponte del Mare, dal suo punto più alto, e in dolce compagnia, si può guardare l’orizzonte tra cielo e mare da un lato e la magnificenza dei monti dall’altro, il tutto costellato dalle luci gentili della Città o della torre del Comune, del ponte Flaiano e delle Torri Camuzzi.

Spettacolo da non credere? E’ tutto vero invece, Pescara è “Abruzzo”: forte e gentile con quella vena magicamente romantica che cattura il cuore di tutti e tutte.

by francesca
il volto santo

Abruzzo terra di luoghi unicità e incantati, terra di santi e chiese conosciuti nel mondo.

Per gli abruzzesi, nell’ambito religioso, sono tanti i luoghi di culto meta di pellegrinaggi e visite ma due su tutti hanno un posto speciale: San Gabriele (Teramo) e il Volto Santo (Pescara).

La Basilica del Volto Santo è sita a Manoppello; è la chiesa principale della cittadina insieme all’abbazia di Santa Maria Arabona.

La basilica è meta di pellegrinaggio perché ospita una reliquia che secondo la leggenda sarebbe il velo della Veronica (Volto Santo di Manoppello).

Secondo il racconto tradizionale, dunque, nel 1506 un pellegrino sarebbe giunto a Manoppello, recando un pannello con quello che sosteneva fosse il ritratto del volto di Cristo, che avrebbe consegnato al fisico Giacomo Antonio Leonelli, e sarebbe quindi sparito misteriosamente.

L’erudito, inizialmente scettico, si sarebbe in seguito ricreduto sull’autenticità della reliquia in seguito ad un accurato esame.

La famiglia Leonelli lo avrebbe conservato fin quando Marzia Leonelli lo vendette, in cattive condizioni, a Donato Antonio de Fabritiis, il quale incaricò di dare alla reliquia una sistemazione più consona il padre Clemente da Castelvecchio.

Frate Remigio da Rapino eseguì la cornice in legno di noce e difese l’immagine con i due vetri tuttora conservati, ma eliminò anche tutta la parte della stoffa, che aveva le proporzioni di una tovaglia, intorno all’immagine.

La storia è narrata nella Relatione historica di padre Donato di Bomba, nell’atto notarile della donazione del Velo ai padri cappuccini nel 1638 da parte di Antonio de Frabritis.

Dal 1703 inoltre la festa della Trasfigurazione di Gesù divenne la festa del Volto Santo.

Infine, nel settembre 2006, fu visitata da papa Benedetto XVI ed elevata alla dignità di basilica minore.

by mediaplus.adv
le gole del sagittario

L’Abruzzo tra mare e monti nasconde piccoli e grandi scrigni naturali che meritano di essere scovati, ammirati e protetti come le Gole del Sagittario ad Anversa degli Abruzzi (L’Aquila).

La Riserva Naturale Regionale-Oasi WWF Gole del Sagittario si trova all’interno di un Sito d’Importanza Comunitario e si estende per circa 400 ettari; un’area che dunque inizia dalla diga di San Domenico (zona in cui sorge anche l’eremo del Santo) nei pressi di Villalago.

Nelle gole, a livello di fauna, trovano rifugio molti animali selvatici dai lupi ai falchi, dai moscardini (piccoli ghiri color nocciola) ai gufi all’orso marsicano.

Allo stesso modo non è difficile osservare l’aquila reale o il falco pellegrino; numerosi sono pure i gracchi corallini e le rondini montane; queste ultime sono solite edificare i loro nidi anche all’interno delle gallerie stradali.

Un posto più unico che raro formatosi dalla millenaria erosione delle acque del fiume Sagittario che ha così dato vita a un canyon spettacolare.

by mediaplus.adv