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Author Archives: Redazione

arbitro regionale

E’ in programma a partire dal giovedì 14 a Roseto degli Abruzzi al Centro Tecnico Regionale FIB Abruzzo, il Corso di formazione teorico e pratico per l’abilitazione ad Arbitro Regionale.

Organizzato dal Comitato Regionale FIB Abruzzo (Federazione Italiana Bocce) e dall’AIAB (Associazione Italiana Arbitri di Bocce), il corso si svilupperà in cinque lezioni che precederanno l’esame con prova scritta e orale.

Le lezioni, previa iscrizione, sono aperte a chiunque sia già in possesso del titolo provinciale e come aggiornamento, anche agli arbitri con qualifica regionale.

Gli argomenti che si andranno a trattare spazieranno dalla Storia ed organizzazione della Federazione Italiana Bocce all’importanza del ruolo dell’arbitro nel contesto organizzativo della Federazione nelle varie tipologie di gara, passando per un’illustrazione dell’Associazione italiana arbitri bocce (AIAB) con il Regolamento e scopi. E poi naturalmente Disposizioni Tecniche, Procedure di sorteggio, Modulistica e molto altro comprese prove tecnico-pratiche.

“Siamo contenti dell’avvio di questo corso per nuovi Arbitri Regionali – ha dichiarato il Commissario Straordinario per l’AbruzzoGregorio Gregori –Con il Coordinatore Regionale Arbitrale Domenico Di Natale e con il Vice Commissario Domenico Sposetti abbiamo concordato sulla necessità di formare nuove figure e siamo soddisfatti della risposta ottenuta fino ad oggi”.

Per informazioni ed iscrizioni sono a disposizione i seguenti numeri telefonici 335.6987468, 335.1013013 e 329.6487796.

donne di gesso

Chi sono le Donne di Gesso, alias Gissi, paesino teatino dell’entroterra abruzzese: sono le “femmine de ‘na vote”, donne granitiche radicate nella cultura della tradizione che giace tra superstizione e folklore.

È questo il paesaggio, magistralmente romanzato, descritto amabilmente dalla scrittrice giornalista Valeria Masciantonio, originaria di Gissi.

L’autrice, fortemente legata alla sua terra, ripercorre a ritroso la vita paesana di una volta, catapultando il lettore in un’atmosfera riprodotta minuziosamente in ogni dettaglio che ha scalfito l’epoca dei suoi e dei nostri nonni.

Il libro, edito da Ensemble, è stato presentato al FLA 2019 di Pescara.

Il testo è stato introdotto e illustrato dalla giornalista Catia Napoleone, con il supporto interpretativo delle letture a cura del poeta Dante Quaglietta.

Abbiamo incontrato l’autrice.

Valeria, quando è nata l’ispirazione per questo tuo primo romanzo, che segue il successo della tua opera biografica Remo Gaspari-Storia di un italiano, edito nel 2009 da Tracce?

Il romanzo ha avuto una gestazione lenta, sono andata a ritroso fra ricordi che stavano sbiadendo e sensazioni che invece erano vivissime, perché rappresentavano il retaggio fortissimo di un’infanzia trascorsa in paese, fra racconti, dicerie e, d’inverno, il calore del focolare, in grado di potenziare tutte le storie raccontate, rendendole vive.

La figura di Carmina, che sin dalle prime righe si pone come una roccia in questa storia, incarna l’antitesi di questi stereotipi paesani?

Carmina vive visceralmente il suo tempo, nel bene e nel male. Non si pone in antitesi per voglia di rivalsa, ma segue semplicemente la sua strada. È stata educata al rispetto e al rigore, ma è anche in grado di scegliere per se stessa. Questo la porterà ad avere un rapporto ambivalente nei confronti dei suoi paesani e, nel tempo, la trasformerà in un punto di riferimento.

Nei tuoi personaggi qual è la parte predominante: la convinzione radicale verso certe forme di superstizione e di credenza popolare, il desiderio di ribellione a determinati aspetti legati alla tradizione o il timore nel dissentire da ciò che faceva parte del patrimonio culturale?

Nell’epoca in cui è ambientato il mio romanzo, ai primi del Novecento, le superstizioni erano radicate così profondamente che condizionavano in maniera assoluta la vita delle persone. Per i miei personaggi, tranne qualche scettico, le streghe esistevano davvero, non c’era alcun dubbio in proposito. Non si trattava di ignoranza o di semplice credulità, ma di una categoria dell’esistenza. Un modo, forse, di esorcizzare i timori dando loro forma e nome, per meglio riconoscerli e affrontarli.

Valeria Masciantonio e Catia Napoleone

Questo paesaggio interiore lo rappresenti come un fenomeno carsico che emerge dopo aver agito in profondità?

Penso che nel mio romanzo ci sia molto della fiaba popolare. Le fiabe erano vere perché sceneggiavano una verità che era maturata e cresciuta nelle coscienze contadine, radicandosi nel profondo e riemergendo in riti, credenze, attitudini. Era un mondo più sereno, ogni cosa aveva il suo nome e tutto, in qualche modo, era saggio e rassicurante, anche la paura.

Quanto di questo mondo si è trasmesso alle attuali generazioni?

Credo che qualcosa sia rimasto, nel profondo. Ma sono le generazioni di mezzo, quelle che hanno conosciuto il prima e il dopo, ad avere la responsabilità di trasmettere questo patrimonio che non è solo sentimentale, ma è fatto di cultura, di attaccamento alle radici, di riscoperta di un modo di vivere che, anche se ormai così lontano dalle nostre consuetudini, ha ancora tanto da dirci e tantissimo da darci.  

A Gesso, nell’entroterra abruzzese, gli abitanti del buio si chiamano “quelli della buona sera”.

Entrano nelle case attraverso le porte chiuse, accendono fuochi nelle aie, rovinano i raccolti, sottraggono i bambini appena nati dalle culle. …con questo incipit, vi lasciamo invitandovi a dipanare l’intrigante trama di Donne di Gesso.

Un’edizione da tutto esaurito per il “FLA – Festival di Libri e Altrecose” che da giovedì 7 a domenica 10 novembre ha portato a Pescara oltre 30.000 spettatori di tutte le fasce di età, superando di gran lunga i numeri già entusiasmanti delle scorse manifestazioni.

Il festival, organizzato da Mente Locale di Vincenzo D’Aquino con la direzione artistica del direttore del Post Luca Sofri, si conferma anche quest’anno uno degli appuntamenti culturali più seguiti e apprezzati in Abruzzo e non solo. Tra presentazioni letterarie, incontri sulla musica e sul fumetto, reading e spettacoli teatrali, dibattiti, mostre e approfondimenti sui temi di più stretta attualità e su settori di nicchia della cultura e del giornalismo, sono stati oltre 170 gli incontri in cartellone, suddivisi tra i luoghi più suggestivi del centro storico di Pescara (Casa D’Annunzio, Museo delle Genti d’Abruzzo, Bagno Borbonico, Auditorium Petruzzi, Museo del Gusto e Circolo Aternino) e tra gli altri spazi della città come il Teatro Massimo, lo Spazio Matta, il Museo Cascella e il centro, coinvolto per la prima volta in un’estemporanea di pittura lungo le strade dello shopping. Un circuito virtuoso, insomma, che è riuscito a intrecciare la forte domanda di cultura con la vocazione commerciale e turistica della città.

Gli ospiti di primo piano del panorama culturale italiano come Sandro Veronesi, Enrico Vanzina, lo Stato Sociale, Malika Ayane, Andrea Pezzi, Fabio Caressa, Marco Damilano, Rosella Postorino, Vito Mancuso, Franco Arminio, Enrica Bonaccorti, Chiara Valerio, Marianna Aprile, Marcello Fois e tutti gli altri che hanno animato il FLA nelle sue quattro giornate, sono riusciti a calamitare oltre 30.000 spettatori, attirando anche tantissime presenze extra regionali e facendo registrare il pienone nelle diverse sale. I più affollati in assoluto sono stati gli appuntamenti del sabato pomeriggio al Teatro Massimo, moderati da Luca Sofri, con il giornalista e direttore dell’Espresso Marco Damilano e con il fumettista Gipi. Seguitissimo anche l’approfondimento sui trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino con Malika Ayane, Pietro Biancardi e Francesco Cancellato. I FullPass, disponibili per il terzo anno consecutivo per saltare le code negli appuntamenti gratuiti più affollati, garantendo la possibilità di sedersi nei primi posti, e per avere sconti sulle lezioni della Scuola Holden e sui biglietti a pagamento del festival, sono andati tutti sold out. Positivo anche il bilancio sulle vendite dei libri del FLA. Sono stati 1.388 i testi venduti con un incremento rispetto allo scorso anno (nel 2018 i libri venduti erano stati 1.204).

“È molto bello – dice il direttore del festival Vincenzo D’Aquino – vedere la passione per i libri e la cultura che muove e trasforma la città di Pescara nei giorni del FLA: persone che si spostano da un luogo all’altro del festival con i libri sotto braccio o che scambiano opinioni sull’incontro appena terminato o, ancora, che si intrattengono con gli autori per una foto, un autografo o per chiedere qualche piccola curiosità, magari accompagnati dai volontari, il grande motore di questa manifestazione. È come se il FLA tirasse fuori il meglio dalla città. Tra gli aspetti che quest’anno ci sono piaciuti di più e che intendiamo sicuramente rafforzare con la prossima edizione ci sono il festival nelle vie dello shopping e gli appuntamenti dedicati alle scuole. Dopo il successo degli incontri con Roberto Battiston e Rosella Postorino vorremmo riuscire nel 2019 a organizzarne uno per le scuole, al mattino, in ogni giorno del festival”.

“La forte partecipazione del pubblico agli incontri e alle iniziative artistiche e culturali del FLA – sottolinea l’assessore alla Cultura del Comune di Pescara Mariarita Paoni Saccone – ha decretato un successo oltre ogni aspettativa. Pescara ha risposto benissimo con entusiasmo e partecipazione e il FLA ha dimostrato di essere una delle manifestazioni culturali più apprezzate e seguite, superando anche i numeri delle scorse edizioni. Ho seguito diversi incontri sia in veste istituzionale, come assessore alla Cultura e rappresentante dell’intera amministrazione, e sia in veste di curiosa, in questo modo ho potuto rendermi conto di persona delle sinergie virtuose che hanno portato nei quattro giorni del festival a riempire tutte le location con cittadini di tutte le fasce di età, famiglie, adulti, ragazzi e bambini affezionati frequentatori del festival, ma soprattutto con persone che quest’anno per la prima volta si sono approcciate al festival e ne sono rimaste entusiaste. Quando una manifestazione ha successo è un motivo di vanto per tutta la città. Il mio auspicio è che il FLA possa continuare a crescere anno dopo anno in termini di pubblico, di artisti ospitati e di incontri proposti”.

Nel 2020 l’appuntamento con il “FLA – Festival di Libri e Altrecose” è già fissato, da giovedì 5 novembre a domenica 8 novembre 2020.

 

E’ stato presentato lo scorso 9 novembre, in piazza della Rinascita a Pescara, il progetto “Voi con noi… insieme si cresce”, attivato dal Csv Pescara in partenariato con la rete composta da Protezione Civile Cepagatti, Modavi Pianella, Croce Rossa Cepagatti e IC Cepagatti. L’iniziativa è rivolta alle scuole della provincia di Pescara, in particolare quelle di Cepagatti e Pianella e prevede incontri diurni e pomeridiani volti a diffondere, nelle giovani generazioni, la cultura della sicurezza preventiva.

Protezione Civile a piazza Salotto

Il progetto fa parte dei cinque avviati dal Csv di Pescara insieme ad altrettante reti di associazioni: “Con l’obiettivo di sviluppare una diffusa cultura di solidarietà, che porti a incrementare la disponibilità della cittadinanza a svolgere esperienze di volontariato – spiega il coordinatore Lorenzo Di Flamminio – il Csv di Pescara ha prima individuato tre temi importanti per il tessuto sociale e urbano e ha poi chiesto alle associazioni di condividere un’idea progettuale da sviluppare assieme. Avvieremo un fitto dialogo con la città che andrà avanti fino alla fine del 2019″.

Nate dopo diversi mesi di progettazione, le iniziative costruiscono una sorta di Mappa del bene comune: un’attività di promozione del volontariato che si diffonde per tutto il territorio provinciale, dialogando con i suoi protagonisti. I temi dei progetti riguardano la povertà, le periferie e i servizi.

Protezione Civile a piazza Salotto

Nell’ambito dei servizi agirà il progetto “Voi con noi… insieme si cresce”, che mira a informare e sensibilizzare gli studenti delle scuole sulla cultura del rischio e della sicurezza. L’iniziativa è stata presentata in base alle varie fasi dell’iniziativa, che dialoga con due fasce generazionali specifiche, quella dai 6 ai 13 anni e quella dai 13 ai 35 anni. Oltre al Csv Pescara, erano presenti Manuela Pitocco della Protezione Civile Cepagatti, in qualità di responsabile del progetto, e Mirco Planamente, Vice-Presidente di Modavi Pianella che dichiara:

“Davanti ad un pericolo improvviso la prima reazione spesso è la paura. Il sistema più efficace per difendersi è avere la conoscenza del rischio, quindi riuscire ad affrontare il pericolo e sapere come comportarsi.

La legge del 24 febbraio 1992, n. 225, ha istituito il servizio nazionale della Protezione Civile, con l’importante compito di “tutelare l’integrità della vita delle persone, dei i beni e dell’ambiente dai danni derivati da calamità naturali o da altri eventi calamitosi”.

Il soccorso alla popolazione in emergenza è l’attività che identifica la funzione principale della Protezione Civile, anche se negli anni le competenze del sistema si sono estese allo sviluppo della conoscenza dei rischi e alle azioni per ridurre al minimo i danni delle calamità.

L’attività di previsione punta a identificare gli scenari di rischio e, quando possibile, a preannunciare, monitorare, sorvegliare e a vigilare in tempo reale gli eventi e i livelli di rischio attesi”.

Poi c’è la prevenzione e come prosegue Planamente:

“L’attività di prevenzione punta a evitare i danni in caso di calamità. Sono strumenti di prevenzione l’allertamento, la pianificazione d’emergenza, la formazione, la diffusione della conoscenza di Protezione Civile e l’informazione alla popolazione. L’attività di Emergenza che consiste negli interventi di prima assistenza alle popolazioni colpite da calamità. E in fine il superamento dell’emergenza che consiste nell’insieme delle iniziative necessarie per rimuovere gli ostacoli alla ripresa delle normali condizioni di vita.

Il progetto voi con noi… insieme si cresce ha lo scopo di educare i ragazzi dai 6 ai 13 anni, renderli consapevoli dei rischi, e fornire loro gli elementi necessari per sapersi gestire nelle situazioni di rischio ed affrontare in maniera corretta i pericoli. Faccio l’esempio di Tilli, una ragazza inglese di circa 10 anni, che grazie alla consapevolezza del rischio acquisita in una lezione svolta a scuola è riuscita a salvare circa 100 persone durante il disastroso Tsunami avvenuto nell’oceano indiano nel 2004″.

Dopo una fase di aggiornamento interno dei formatori, la rete di Associazioni incontrerà le scuole per un percorso di formazione sugli interventi necessari in caso di incendio, terremoto e alluvione. Il percorso si concluderà con una serie di simulazioni pratiche in materia di sicurezza preventiva. Il progetto è nato con l’ottica di utilizzare l’informazione sul rischio come strumento di crescita personale dei ragazzi.

Sono arrivati da Puglia, Marche, Campania, Molise, Veneto, Piemonte e dall’immancabile Abruzzo i numerosi visitatori di Borgo Rurale, la festa del vino novello, castagne e olio nuovo che quest’anno ha tagliato il nastro della ventiduesima edizione. Sabato e domenica il centro storico di Treglio è stato letteralmente travolto da un fiume di ospiti che hanno assaggiato le deliziose pietanze preparate dalle massaie e brindato con fiumi di vino novello, montepulciano, pecorino, vin brulè e vino cotto.

Borgo rurale

“Anche quest’anno ce l’abbiamo messa tutta e lo strepitoso risultato ha ampiamente ripagato il nostro sforzo – commenta Francesco Conserva, presidente della Pro Loco –  Borgo rurale si conferma un’eccellenza tra gli eventi di settore e ne siamo orgogliosi e soddisfatti”.

Apprezzatissimi i piatti che hanno arricchito le ventiquattro postazioni tra i quali baccalà con verdure pastellate e peperoni, new entry di questa edizione che ha riscosso moltissimo successo, l’immancabile pancetta alla brace, arrosticini, pizz’e foje, frittata con salsicce e peperoni, pallotte cace o ove, sagnette con ceci e pancetta, pizza scima, crispelle, cif e ciaf, castagne e ceci, maccarune alla trappetare, pizza fritta con e senza mortadella, salsicce alla spada, cotiche e fagioli, pasta con zucca gialla e pancetta, pizzelle e dolci tradizionali.

Un format consolidato, quello di Treglio, che è il frutto del lavoro di circa 300 volontari che si mettono all’opera dalla fine dell’estate per allestire spazi e cantine.

E lo fanno in maniera precisa e autentica senza lasciare nulla al caso, riproponendo perfettamente gli ambienti della tradizione contadina.

Il lavoro della Pro Loco, associazione che organizza l’evento, è stato premiato con ben due riconoscimenti da parte dell’amministrazione comunale che sono stati consegnati al momento del taglio del nastro al quale hanno partecipato numerose autorità locali e il sottosegretario di Stato Gianluca Castaldi. Il sindaco Massimiliano Berghella ha premiato l’impegno del presidente Franco Conserva e dell’intero direttivo come esempi di cittadinanza attiva.

Novità dell’edizione 2019 è stata sicuramente l’apertura alla solidarietà con la partecipazione dello stand gestito dall’associazione “Amatrice siamo noi”. I volontari dell’associazione hanno venduto i prodotti tipici del territorio e il ricavato sarà donato a progetti che saranno realizzati nelle zone colpite dal sisma. Oltre a questa iniziativa, c’è stata l’idea della postazione “pizza scima” che ha deciso di donare l’incasso delle due serate alla causa delle adozioni dei bambini a distanza.

Tredici in tutto i gruppi di musica dal vivo che si sono alternati durante l’evento sul palco principale, tra le vie del borgo e nelle postazioni dedicate. Canti e balli hanno accompagnato gli ospiti di Borgo Rurale che hanno fatto registrare il tutto esaurito agli stand gastronomici sia sabato che domenica.

Borgo rurale – Treglio

Grande attenzione è stata riservata alla sicurezza con 35 agenti dislocati nei punti strategici della manifestazione, oltre alla corposa presenza delle Forze dell’Ordine.

Insomma un evento che non lascia nulla al caso e che si propone, ogni anno di più, come collante tra le vecchie generazioni che tramandano usi e costumi di un tempo e le nuove generazioni che lavorano al fianco di nonni e genitori per la perfetta riuscita dell’iniziativa.

go beyond

Partirà dall’Abruzzo Go Beyond, il laboratorio formativo rivolto ai giovani promosso da Fondazione Nenni, Feps (Foundation for European Progressive Studies), Forum dei Giovani e Uil, che prende il via ufficialmente venerdì 15.

In questa terza edizione, l’iniziativa affronterà il tema della sostenibilità e dell’Agenda 2030, ragion per cui sembra quanto mai azzeccata la sede della prima tappa: la sala conferenze del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise a Pescasseroli.

Il giorno prima, giovedì 14 novembre alle 17, nella stessa sede si terrà la conferenza stampa nazionale di lancio, alla presenza di Carmelo Barbagallo, segretario nazionale Uil, Silvana Roseto, segretaria nazionale Uil con delega all’Ambiente, e Ludovic Voet, segretario della Ces Etuc, la federazione europea dei sindacati. Porteranno il loro saluto anche Luciano Sammarone, direttore del Pnalm, Luigi La Cesa, sindaco di Pescasseroli, e Michele Lombardo, segretario generale Uil Abruzzo.

go beyond

Venerdì 15 l’intensa giornata che si articolerà nella visita guidata al parco, la mattina, e tre relazioni nel pomeriggio: oltre a quella dello stesso Ludovic Voet, che interverrà su Gli obiettivi di sostenibilità ambientale dell’Agenda Onu 2030 sulla sostenibilità: idee e proposte del sindacato europeo, sono in programma gli interventi di Anna Morgante, preside della facoltà di Economia dell’Università “d’Annunzio” di Pescara, che parlerà di Economia circolare, e Daniela D’Amico, responsabile promozione del Pnalm, su Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: un laboratorio per la sostenibilità; la Carta Europea del Turismo Sostenibile: un esempio di buona pratica.

“Questa edizione – dicono i promotori – approfondirà gli obiettivi dell’Agenda 2030 Onu per lo Sviluppo Sostenibile, in particolare la sostenibilità facendo anche riferimento agli indicatori di Benessere Equo e Sostenibile (Bes), introdotti nel 2016, a supporto del pil che misurava il benessere solo dal punto di vista finanziario. Il tutto in un percorso che oltre Pescasseroli toccherà anche Roma, Firenze e Pescara a febbraio. Sono attesi cinquanta studenti under 35 da tutta Italia che parteciperanno a otto giornate formative che prevedono anche visite e laboratori vari, con docenti di grande autorevolezza”.

Go Beyond gode del patrocinio di Adoc (Associazione Difesa Orientamento Consumatori), Ces (Confederazione Europea dei Sindacati), Kyoto Club, Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Università internazionale per la pace Roma (delegata Onu).

 

Foto: Wento – Opera propria, CC BY-SA 2.5

Cento giovani neodiplomati abruzzesi in cinque paesi esteri per un’esperienza professionalizzante di 120 giorni all’interno di aziende straniere: è quanto prevede il progetto Erasmus Plus denominato M.A.D.E. IN. UE – Making Alliances anD Empowering Inclusion IN UE.

L’iniziativa è promossa, in collaborazione con numerosi partner, da Confartigianato Imprese Pescara, che ha ottenuto l’approvazione del progetto.

I dettagli sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa al Comune di Pescara.

Presenti l’assessore comunale all’Artigianato, Alfredo Cremonese, il presidente ed il direttore provinciale di Confartigianato, Giancarlo Di Blasio e Fabrizio Vianale, la project manager Stefania Cafaggi di Formamentis Group  e i rappresentanti dei partner di progetto, che sono, oltre al Comune di Pescara, il Comune di Montesilvano, l’Arci Pescara, Pescara S.U.P.  School, la Caritas, il Centro Culturale Abruzzo srl, Formamentis Group, l’Istituito Tecnico Statale “Tito Acerbo”, l’Istituto Tecnico Statale Commerciale per Geometri “Guglielmo Marconi”, l’Istituto Professionale di Stato “Di Marzio”, l’Istituto Tecnico Statale Commerciale e per geometri “Aterno- Manthonè”, l’Istituto di Istruzione Superiore “E. Alessandrini” e l’Istituto di Istruzione Superiore “Luca da Penne – Mario dei Fiori”.

Tre gli obiettivi principali di M.A.D.E. IN UE:

  • permettere ai giovani abruzzesi di sviluppare una mentalità professionale-imprenditoriale di impostazione europea, tesa non tanto alla “ricerca”, quanto alla “creazione” del proprio lavoro;
  • sviluppare nei partecipanti hard e soft skills per la formazione di job profiles quali “Tecnico dell’e-commerce”, “Tecnico marketing”, “Visual Merchandiser” e “Tecnico della promozione del territorio”;
  • concretizzare il raccordo tra il mondo dell’istruzione e quello economico-produttivo per creare un continuum tra percorsi formativi e professionali;
  • permettere lo sviluppo economico territoriale attraverso l’innovazione di settori economici potenzialmente fruttuosi da reinventare con l’apporto di nuovi job profiles, formatisi a livello internazionale ed in contesti altamente competitivi.

Saranno selezionati 100 diplomati che avranno conseguito un diploma nei seguenti indirizzi di studio: amministrazione, finanza e marketing; turismo; relazioni internazionali per il marketing; grafica e comunicazione.

I paesi di destinazione sono Regno Unito, Germania, Olanda, Belgio e Spagna. Le aziende ospitanti operano nei settori del commercio, dell’import-export, del marketing e dell’e-commerce.

Il progetto è interamente finanziato all’Unione Europea.

conferenza presentazione Erasmus Plus3

Sono previste borse di mobilità per i ragazzi partecipanti, i quali, alla fine dell’esperienza all’estero, otterranno quattro certificazioni, la Europass Mobilità, quella linguistica Ols, l’attestato Erasmus da parte di Confartigianato e quello rilasciato dall’azienda ospitante.

“Nell’arco dei due anni – spiega Cafaggi – il progetto sarà suddiviso in più bandi. Le domande per il primo, dedicato a 15 diplomati del 2019 e con destinazioni Regno Unito e Spagna, sono fissate al 6 dicembre. Il bando è consultabile all’indirizzo www.erasmus-madeinue.eu . Per informazioni è possibile scrivere all’indirizzo info@erasmus-madeinue.eu o contattare il numero di telefono 3939116329″.

“E’ per me motivo di orgoglio essere qui oggi con la Confartigianato. Il Comune di Pescara – sottolinea Cremonese – è partner di questo importante progetto, che ha portato ad un risultato storico. I progetti per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro di solito riguardano gli universitari, in questo caso, invece, l’iniziativa è dedicata agli studenti che escono dalla scuola. E’ un’opportunità per tanti giovani che potranno subito entrare in contatto con il mondo del lavoro in aziende dislocate in cinque Paesi stranieri diversi. Vogliamo così dare un messaggio importante: ci impegniamo per creare lavoro, portando i ragazzi a vivere un’esperienza formativa e professionale al di fuori dei confini nazionali”.

“Siamo estremamente soddisfatti di aver promosso il primo esperimento di questo tipo – affermano Di Blasio e Vianale – In un momento economico e occupazionale estremamente particolare, il nostro intento è quello di ridurre quanto più possibile i tempi tra l’uscita da percorsi formativi e l’entrata nel mondo del lavoro. Dopo l’alternanza scuola lavoro e gli stage in azienda in ambito universitario, questo progetto rappresenta il completamento del nostro impegno in tal senso. Cento giovani abruzzesi avranno l’opportunità di crescere professionalmente in una piccola o media impresa straniera, di acquisire nuove competenze, di fare un’esperienza all’estero, con tutti i vantaggi che ne conseguono anche dal punto di vista delle lingue straniere. Siamo certi che questa sia una risposta concreta ad un’esigenza dei giovani”.

cucciolo di orso

Cinquanta è più o meno il numero di orsi marsicani rimasti sulle montagne dell’Appennino; un numero esiguo di individui per una popolazione tanto preziosa.

Infatti, l’Orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus) è una sottospecie di Orso bruno unica al mondo, che vive solamente in Italia, tra il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, il Parco Nazionale della Majella e le aree appenniniche limitrofe.

Più piccolo del “cugino” alpino ed europeo, adattato dopo secoli di isolamento a una stretta convivenza con l’uomo, recenti studi ne hanno confermato l’unicità genetica, ecologica e comportamentale.

Sembra, infatti, che la coesistenza millenaria con l’uomo e le sue attività abbiano addirittura plasmato il comportamento particolarmente mansueto di questi orsi.

Purtroppo, questa popolazione conta oggi solamente poco più di 50 individui, è considerata “in pericolo critico” dalla IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) e rischia seriamente l’estinzione.

L’Orso marsicano continua inoltre a morire a causa dell’uomo: negli ultimi 25 anni il 63% dei decessi è stato determinato direttamente o indirettamente da azioni umane, addirittura il 40% da bracconaggio.

Immagine concorso Orso marsicano

“Fin dalla sua nascita, nel 1966, – ricorda il vice presidente nazionale Dante Caserta – il Wwf Italia ha sempre portato avanti azioni per la salvaguardia dell’Orso bruno marsicano. Prima dell’estate abbiamo lanciato la campagna Orso 2×50 con l’ambizioso obiettivo di raddoppiare il numero di individui di Orso marsicano entro il 2050. Questo sarà ovviamente possibile solo collaborando con tutte le amministrazioni che si occupano della tutela dell’Orso, a partire dal Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise grazie al quale l’Orso è potuto sopravvivere fino ad oggi. Questo concorso per le scuole rientra tra le azioni di sensibilizzazioni che stiamo conducendo anche attraverso campi di volontariato con giovani provenienti da tutta Italia. Attraverso l’Oasi WWF delle Gole del Sagittario di Anversa degli Abruzzi (Aq) stiamo agendo direttamente anche sul campo con la distribuzione e l’allestimento di recinti a protezione di apiari, campi coltivati e allevamenti per evitare i conflitti tra le attività umane e la presenza dell’orso e portiamo avanti anche una forte azione di lobby nelle sedi politiche e istituzionali, oltre che una attività nei tribunali per impugnare tutti quegli atti che possono anche potenzialmente mettere in pericolo la specie”.

In un simile contesto è fondamentale anche diffondere il più possibile la conoscenza di questo straordinario animale e rendere sempre più persone consapevoli della necessità di attente politiche di conservazione.

“È per questo che il Wwf lancia un concorso dedicato ai più piccoli – dichiara Filomena Ricci, delegato del WWF Abruzzo – Vogliamo incoraggiare i bambini a fare un disegno per l’Orso che si sveglia dal letargo, un regalo per farlo sentire amato e rispettato: 50 disegni, uno per ogni Orso, verranno pubblicati sul sito del Wwf e valorizzati dall’associazione”.

Gli elaborati scelti saranno i più belli e quelli che avranno coinvolto l’intera scuola e le famiglie dei bambini. Oltre al disegno si chiede alle classi di organizzare una mostra a scuola invitando i genitori.

La proposta si rivolge alle oltre 20mila istituzioni scolastiche pubbliche e private dell’infanzia e ai primi due anni della scuola primaria. Tutte le informazioni possono essere reperite sul sito del concorso.

antoniana basket

Altra sconfitta per la squadra pescarese nel campionato di Serie C Silver; la Pallacanestro Antoniana cede in casa alla Torre Spes 64 a 76.

Partita vissuta in equilibrio per tutti e due i primi quarti. Nel terzo quarto la Torre Spes, grazie alla sua difesa a zona e causa l’imprecisione al tiro dei giovani dell’Antoniana, ha ottenuto il break che poi ha portato al successo finale. A nulla sono valsi i tentativi della squadra di casa di ricucire nell’ultimo quarto il divario.

Parziali: 16-17, 20-20, 13-21, 15-18.

Tabellini: Antoniana: Felice Civitillo 3, Flocco 8, Cacciagrano n.e., D’Annunzio 2, Di Rosso 2, Boscherini 11, Morelli 9, Pacchioli 11, D’Orazio 10, Mastrodomenico Alessio n.e., Mastrodomenico Andrea 6, Piserchia 2.

lanciano

Nuove luci in città è il titolo della mostra personale di Marco Lodola, organizzata dalla Galleria la Nuova Forma di Lanciano in via Bocache, 8.

L’inaugurazione, il prossimo 16 novembre, vedrà la presentazione di 25 sculture luminose in perspex, led e neon dell’artista pavese.

La mostra potrà essere visitata fino al 7 dicembre nei seguenti orari: 10-13, 17-20; festivi su appuntamento.

Considerato uno degli artisti italiani contemporanei più influenti, Marco Lodola esordisce all’inizio degli anni ’80 come fondatore del gruppo “Nuovo Futurismo”, di cui Renato Barilli è stato il principale teorico.

La sperimentazione di materiali inconsueti e il desiderio di contaminare la creazione artistica con il design caratterizzano da sempre la produzione di Lodola.

L’interesse di questo artista è volto alle possibilità espressive dei materiali industriali e all’invasività dei soggetti proposti dai mass media: Lodola trova nel perspex, nel neon e nel led la materia da plasmare per dare forma alle sue sculture luminose raffiguranti icone mutuate dall’immaginario popolare e animate da una vivace luminosità.

La spinta innovativa di questi lavori svela lo studio approfondito da parte dell’artista dei grandi maestri dell’arte, le cui ricerche sono assorbite e rielaborate fino alla genesi di un linguaggio personale e caratteristico.

mostra

Le opere di Lodola svelano l’influsso di Matisse e della luminosità delle sue campiture monocrome, di Fortunato Depero e della sua visione artistica volta ad allargare l’orizzonte della creazione fino al confronto con il quotidiano delle persone.

Da questi punti di riferimento nascono le sculture luminose di Lodola: ballerini, innamorati, pin-up e automobili sono i soggetti ai quali l’artista affida il compito di portare l’opera d’arte fuori dagli ambienti convenzionali per avvicinarla alla quotidianità; proprio questo desiderio di un contatto immediato tra pubblico e opera favorisce l’incontro del lavoro di Lodola con i più svariati mezzi comunicativi, quali il cinema, la televisione, il teatro e la musica.

Attraverso questi canali i lavori di Lodola si aprono al mondo, offrendo agli spettatori la possibilità di fruire di opere d’arte senza il formalismo dei luoghi ad esse convenzionalmente dedicati.

L’arte di Lodola si fa seriale, esce dai musei, scende in strada, entra nelle case ad incontrare il suo pubblico.

 

Info: 0872 713652