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Author Archives: Redazione

avezzano

A grande richiesta torna il corso base di apicoltura presso Ancos di Confartigianato Imprese Avezzano.

Si terrà tutti i venerdì a partire dal 13 marzo e fino al 3 aprile dalle ore 17 alle ore 20 presso la sede in via S. Donatoni n. 56 ad Avezzano.

Il corso, come i precedenti anni, è organizzato da Ancos con la collaborazione di Assapira (Associazione Apicoltori Regione Abruzzo), di ASL1 Avezzano Sulmona L’Aquila e dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo.

Le lezioni, sia teoriche che pratiche, sono rivolte a tutti coloro che intendono conoscere a fondo gli aspetti legati al mondo delle api e dell’apicoltura, il rapporto tra ape e uomo, le attrezzature necessarie per fare apicoltura, le tecniche apistiche, le principali patologie, gli obblighi dell’apicoltore, le corrette prassi igieniche per il miele e i prodotti dell’alveare.

Costituirà un’ottima occasione per avviare l’attività di apicoltore o semplicemente approfondire le proprie conoscenze in materia, grazie all’indispensabile assistenza tecnica e burocratica che verrà offerta da dottori esperti specializzati del settore.

Per informazioni, iscrizioni e costi ci si può rivolgere ai seguenti contatti: tel. 0863/413713-26282 , email: info.confartigianatoavezzano@gmail.com

Ada Flocco

Si chiama Ada Flocco di Atessa la vincitrice della finale dedicata ai Cantanti della XVII edizione del Concorso “Chicco Bettinardi”, organizzato dall’associazione culturale Piacenza Jazz Club, con il sostegno decisivo della Fondazione di Piacenza e Vigevano e con il supporto di Yamaha Music Europe GmbH – Branch Italy, della Regione Emilia-Romagna e del patrocinio del MIBACT, quest’anno tutta al femminile.

La cantante abruzzese che è salita per prima sul palco durante la finale che si è tenuta sabato 15 febbraio presso un Milestone, il locale di musica dal vivo di Piacenza, gremito in ogni ordine di posto, ha convinto in particolare per la sua spiccata musicalità, che non eccede mai nella virtuosità fine a se stessa, naturale e solare.

Seconda classificata la campana Francesca Simonis, che ha convinto con le interpretazioni dei brani niente affatto semplici da lei scelti, da “Flamenco Sketches” di Miles Davis a “Bye Bye Blackbird” del duo Henderson/Dixon fino a “Body and Soul” di Johnny Green.

A presiedere il tavolo dei giurati la cantante Diana Torto, splendida voce del Jazz italiano e insegnante al Conservatorio di Bologna, oltre che ai corsi di alta formazione di Siena Jazz, coadiuvata da Debora Lombardo, anch’essa cantante e docente di canto, dalla giornalista di “Musica Jazz” Lorenza Cattadori, dal direttore artistico del Piacenza Jazz Fest e musicista Gianni Azzali e dal musicista e direttore di coro Andrea Zermani.

Ad accompagnare le cantanti, il Trio Bettinardi che ha visto al pianoforte Giovanni Guerretti, al contrabbasso Alex Carreri e alla batteria Luca Mezzadri.

Ognuna delle cinque cantanti finaliste in gara ha dato un tocco distintivo, offrendo una carrellata di personalità, timbri e stili differenti.

Anche il folto pubblico presente ha potuto esprimere la sua preferenza attraverso il voto, premiando con convinzione l’ultima finalista della serata, la brianzola Simona Daniele che ha cantato Art Deco di Don Cherry, Skylark, uno dei brani più celebri e amati di Hoagy Carmichael con testo di Johnny Mercer ed Equinox di John Coltrane.

Quest’anno il Concorso Bettinardi prosegue con la sezione D, dedicata ai gruppi che portano musica originale residenti in Emilia-Romagna, che si terrà domenica 23 febbraio alle ore 18:00 sempre al Milestone.

Per tutte le informazioni si rimanda al sito www.piacenzajazzfest.it e alle sue pagine social su Facebook, Twitter e Instagram.

spoltore

Quanto è importante credere in sé stessi, darsi una possibilità e tentare di inseguire i propri sogni senza aver paura di niente e di nessuno?

Per qualcuno tutto ciò può sembrare impossibile, ma per qualcun altro è solo una grande missione che si accompagna alla migliore versione di sé: quella per cui ogni giorno è un nuovo giorno fatto di sorrisi, costruito su idee positive e basato su momenti vissuti con le persone che si amano.

Sull’amore vero, poi, si potrebbero spendere fiumi di parole poiché esso va vissuto fino in fondo e non si può affatto aver paura di dire “ti amo”, poiché nella vita ogni emozione non vissuta è davvero un’emozione persa.

E così, all’interno di una dimensione colorata e positiva vive in perfetta sintonia con il mondo Alessio Masciulli, l’editore pescarese di Catignano per la precisione, noto per il suo travolgente entusiasmo che proprio nella giornata di venerdì 21 dalle ore 18 sarà presso il centro commerciale L’Arca di Spoltore dove grazie alla collaborazione della libreria Giunti al Punto sarà possibile presentare ben due libri della serie Masciulli Edizioni per la rassegna #IOLEGGOLIBRI, un appuntamento periodico (con la cultura e con la lettura) incoraggiato da un “hashtag” dedicato.

Silvia Elena Di Donato
Silvia Elena Di Donato

A moderare la doppia presentazione sarà la giornalista Alessandra Renzetti; saranno presenti Alessio Masciulli in veste di editore e scrittore del libro Credi in me! e la professoressa Silvia Elena Di Donato, autrice della raccolta di testi poetici La maschera di Euridice.

Credi in me è una storia di musica suonata con il cuore: parla soprattutto di temi come la creatività, l’umiltà, l’importanza dell’amicizia ed è un palese invito a credere nei propri sogni.

Al centro della trama due storie che si intrecciano.

C’è Andrea, un giovane musicista che vorrebbe fare della musica la ragione della sua vita, ma è ostacolato in questo dai pregiudizi della ragazza e di chi lo vede come un sognatore; e poi c’è Stefano, un ex discografico di successo, caduto in disgrazia per una tragica vicenda, costretto a ripartire da zero. Le due storie andranno ad intersecarsi, fino ad una conclusione inaspettata. E la domanda che ci si pone è: “l’amore potrà fermare un sogno?”.

In Credi in me Masciulli invita tutti a “non essere la cover di nessuno nella propria vita”: per essere un vero artista bisogna mettersi in gioco, creare qualcosa che sia il frutto della propria creatività e del lavoro intimo condotto da un’anima nobile.

Raffinata ed elegante è invece la raccolta di testi poetici “La maschera di Euridice”della medesima casa editrice Masciulli e scritta da Silvia Elena Di Donato: versi brevi, intensi ma carichi di significato.

Locandina L'Arca

Si tratta di una raccolta che si accompagna alle illustrazioni di Zopito De Fabritiis e che risulta essere una vera riflessione sull’esistenza con richiami alla classicità che si coniugano con la parola metaforica ed evocativa della lirica moderna.

La Di Donato scrive la realtà trasfigurandola attraverso la luce di un sentire intenso, fragile e forte nello stesso tempo ma capace di regalare forti emozioni; all’interno vi è poi anche una dedica speciale da parte dell’autrice in grado di commuovere.

Dal 29 aprile al 9 maggio 2020, il capoluogo adriatico ospita il Beethoven Festival, rassegna organizzata dal Colibrì Ensemble Orchestra da Camera di Pescara (progetto dell’Associazione Libera delle Arti), in occasione dei 250 anni dalla nascita del grande compositore.

Il Festival durerà 11 giorni e toccherà diversi luoghi della città. Partendo dalla musica (con l’Integrale delle nove sinfonie), si spazierà dal teatro, al cinema, alle conferenze a tema, agli eventi all’aria aperta. Dall’Auditorium Flaiano (dove si svolgeranno i concerti sinfonici), il festival si sposta all’Auditorium Petruzzi, al Caffè letterario, all’Auditorium del Conservatorio, fino all’ex-Aurum, alla Pineta Dannunziana e al nuovo spazio antistante il Flaiano.

“Per la città di Pescara è un grande onore ospitare un’iniziativa prestigiosa come il “Beethoven Festival” – dichiara Alfredo Cremonese, assessore comunale ai Grandi eventi. Un festival di altissimo profilo culturale, che inserisce il nome di Pescara tra le città protagoniste della musica classica in Italia”.

“Siamo lieti di sostenere l’Orchestra Colibrì Ensemble, che ormai da sette anni porta alto il nome di Pescara sui maggiori palcoscenici italiani” – aggiunge Maria Rita Paoni Saccone, assessore alla Cultura.

La rassegna si articola in cinque macro-aree: Music, Theatre, Movie, Talk, Open air.

Il fulcro del Festival è l’Integrale delle Sinfonie di Beethoven (30 aprile-2-4-6-9 maggio, Auditorium Flaiano), cinque concerti che permetteranno di ascoltare per la prima volta in Abruzzo, nell’arco di così pochi giorni, tutte le nove sinfonie.

 L’ultimo concerto (9 maggio) vedrà in programma la Nona Sinfonia. Sul palcoscenico ospiti prestigiosi: Enrico Dindo, in veste di direttore, il baritono Mauro Borgioni, il tenore Bechara Moufarrej, il mezzo soprano Rosa Bove e il soprano Caterina Di Tonno. Il Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini” darà voce al celebre “Inno alla gioia”.

Beethoven è anche uno dei primi esploratori del pianoforte, strumento “nuovo” per l’epoca, dunque ci sarà spazio anche per le Sonate per Pianoforte (29 aprile, 3 maggio, 7 maggio)  presso l’Auditorium Petruzzi. La musica da camera sarà protagonista l’8 maggio all’Auditorium del Conservatorio.

Trattandosi di uno dei compositori che ha fatto del ritmo e dell’armonia degli innovativi mezzi espressivi, non poteva mancare una contaminazione con la musica jazz, con 3 appuntamenti in programma al Caffè letterario (Beeth’in Jazz).

In programma anche 3 appuntamenti di Teatro (30 minuti ciascuno), incentrati sul racconto della vita di Beethoven e volti ad approfondire la sua personalità attraverso letture di lettere, diari e appunti. Gli eventi sono realizzati in collaborazione con l’Associazione Cuntaterra, la voce narrante è dell’attore Marcello Sacerdote.

Anche dal Cinema arriva l’omaggio al grande compositore: le tre serate del Beeth’in Movies vedranno la proiezione dei film “Eroica – il giorno che cambiò per sempre la musica”, “Amata Immortale” e “Io e Beethoven” (1-5-8 maggio, Auditorium Petruzzi).

Tra le novità del festival, anche gli eventi Open Air, che daranno la possibilità di festeggiare Beethoven in luoghi simbolici della città, come la Pineta Dannunziana o il nuovo spazio appena rinnovato di fronte al Teatro Flaiano.

L’ultima serata del festival prevede la Conferenza conclusiva presso l’ex-Aurum, realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Arti e Scienze Sociali dell’Università “G. d’Annunzio”. Temi d’obbligo, nel pomeriggio che precede l’esecuzione della nona sinfonia, la pace nel mondo e l’unione dei popoli, da cui il titolo preso in prestito dai versi dell’inno alla gioia “Abbracciatevi moltitudini!”.

“Un grande evento di musica e non solo, che vuol essere una festa popolare dedicata a un personaggio che appartiene al mondo intero – dichiara Andrea Gallo direttore artistico del Colibrì Ensemble e ideatore del Festival – Sarà un’occasione per avvicinarsi alla musica classica anche attraverso altre discipline artistiche. Abbiamo pensato inoltre di omaggiare il genio di Beethoven coinvolgendo i principali enti culturali del territorio, come il Conservatorio e l’Università, con i quali siamo lieti di collaborare”.

Non mancano il Food&Drink con gli aperitivi al Flaiano inclusi nel biglietto d’ingresso e la possibilità di prenotare la cena al Caffè Letterario in occasione degli eventi serali.

“Un festival eterogeneo, in linea con quanto avviene nel 2020 nelle più importanti capitali del mondo – aggiunge Gina Barlafante, presidente del Colibrì – Diversi eventi sono a ingresso gratuito, o a  costo simbolico, mentre per l’integrale delle sinfonie è previsto  un abbonamento che permette l’ingresso anche a  tutti gli eventi del Festival. Per gli abbonati alla Stagione del Colibrì, infine, c’è un ulteriore sconto: per loro in pratica il Festival è in regalo!”.

Gli abbonamenti sono già disponibili in tutti punti vendita o online su www.ciaotickets.com.

Info: www.colibriensemble.it (tel. 328.3638738).

Punti vendita:

– Outlet Città Sant’Angelo Village (sede)

– Gong music workshop (via Palermo, 190 Pescara)

– Centro Abaton (via Caravaggio, 127 Pescara)

atessa

Rilanciare i centri storici in via di spopolamento: è la scommessa alla base del progetto Un borgo per giovani, promosso da Bcc Sangro Teatina insieme al Dipartimento di Architettura dell’Università G. d’Annunzio di Chieti-Pescara, e che vedrà il Comune di Atessa come comune pilota di un’iniziativa che affianca ambiziosi sviluppi urbanistici a interventi di carattere finanziario per sostenere tutte le attività dei borghi, a partire da quelle commerciali, nuove ed esistenti.

Sono tre i pilastri del progetto.

In primo luogo, una progettazione di qualità: dare una nuova linfa ai centri storici in via di spopolamento, infatti, richiede una capacità tecnica e di visione da affidare a protagonisti autorevoli.

Per questo, la Bcc Sangro Teatina ha scelto il Dipartimento di Architettura dell’università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, diretto dal professor Paolo Fusero, quale partner del progetto.

La banca, così, finanzierà uno dei due assegni di ricerca – l’altro sarà sostenuto direttamente dall’università con fondi propri – finalizzati proprio a studiare modelli attuativi per il rilancio dei centri storici.

In una fase iniziale, sarà Atessa il “laboratorio” del progetto, con il suo centro storico affascinante, capace di tornare attrattivo: sarà elaborato, infatti, un “piano integrato” che prevede il protagonismo di più soggetti e il coinvolgimento pieno di associazioni culturali e di categoria, di commercianti, di cittadini.

Il Comune, da parte sua, faciliterà tutti gli adempimenti e le azioni da intraprendere così come emergeranno dagli studi effettuati. In futuro – è l’ambizione del progetto – questo laboratorio potrà essere allargato ad altri comuni che vorranno approfittare del modello elaborato.

Secondo pilastro sarà un uso intelligente degli incentivi già a disposizione.

Se attualmente chi ristruttura può contare di uno sgravio fiscale pari al 50 per cento, che diventa l’80% in caso di miglioramento sismico e, con il beneficio per il rifacimento delle facciate, il 90%, soldi recuperabili in dichiarazione dei redditi, Bcc Sangro Teatina supporterebbe tutte queste azioni di recupero edilizio con un prestito ad hoc particolarmente vantaggioso, rivolto proprio per chi sceglie di ristrutturare sfruttando gli incentivi, con caratteristiche che renderebbero il rimborso molto pratico e poco oneroso.

Infine, sono previste ulteriori azioni di rilancio economico e commerciale dei centri storici, con il coinvolgimento di altri qualificati partner in grado di amplificare la portata di questa strategia, anche in termini di comunicazione e marketing.

Atessa

Spiegano Vincenzo Pachioli e Fabrizio Di Marco, presidente e direttore generale di Bcc Sangro Teatina:

Il nostro è un territorio dal grande fascino e dalle grandi potenzialità, ma alle prese con un forte spopolamento.

Ai giovani di questi territori e ai nuovi nuclei familiari diciamo: piuttosto che puntare sull’edificazione di un nuovo edificio, perché non considerare la ristrutturazione di un’abitazione in un centro storico?

In questo modo, da un lato si ridà vita a ciò che rischia di andare in malora come una casa vecchia e non più abitata, dall’altro si dà a una storia e a un luogo la possibilità di continuare a vivere.

C’è poi anche un aspetto ambientale da tenere in considerazione: in questo modo si evita il consumo di suolo, non di rado all’origine di altri problemi legati al rischio idrogeologico e alla cementificazione selvaggia.

Inoltre, grazie al progetto si fa una reale politica per la casa, incoraggiando l’acquisto e soprattutto il riuso, rimettendo in moto l’economia del territorio con nuovo lavoro per artigiani, ditte di costruzioni e quel mondo che gravita attorno al pianeta casa.

Non trascurabile, infine, il piccolo contributo alla solidità familiare, che proprio nei primi anni di vita viene sostenuta in una spesa importante economicamente e simbolicamente com’è quella della casa.

Siamo certi che con questo progetto i borghi torneranno a rivivere, ad essere più belli, più solidi e più attrattivi.

Grazie ai nostri partner per aver sposato questa causa.

Aggiunge Giulio Borrelli, sindaco di Atessa:

Oggi abbiamo sottoscritto un importante protocollo di intesa tra Bcc, Dipartimento di Architettura dell’Università di Pescara, ringrazio molto entrambi, e il Comune di Atessa, con il difficile e ambizioso obiettivo di trovare una strada per la riqualificazione e il rilancio del nostro centro storico.

Abbiamo intenzione di elaborare e realizzare – con un approccio urbanistico, finanziario e amministrativo – un “piano integrato” che prevede il protagonismo di più soggetti e il coinvolgimento pieno di associazioni culturali e di categoria, di commercianti, di cittadini.

È un progetto rivolto a giovani e meno giovani, a tutti coloro che vivono, vogliono vivere e lavorare nelle strade e nei vicoli che racchiudono secoli di storia.

Alle provvidenze edilizie del governo nazionale (come il rimborso del 90 per cento per il rifacimento delle facciate) aggiungiamo un sostanzioso e lodevole intervento della Bcc, la banca del nostro territorio, insieme con benefici fiscali e semplificazioni amministrative del Comune.

La realtà urbana beneficerà delle analisi e delle indicazioni del Dipartimento di Architettura dell’università abruzzese.

Il piano avrà bisogno di un po’ di tempo – data la molteplicità e complessità delle misure previste – per poter dare i primi risultati. Confido che, con l’impegno di tutti, possiamo raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati.

Conclude il professor Paolo Fusero:

Per noi questo genere di attività fanno parte della cosiddetta terza missione universitaria: riversare nei territori di appartenenza il know how delle nostre ricerche.

Il nostro interesse scientifico risiede nella possibilità di sperimentare un modello unico in Italia di rivitalizzazione dei centri storici che, oltre al controllo qualitativo degli interventi sotto il profilo architettonico, sia in grado di porre in essere anche misure concrete economico-finanziarie per le realizzazioni.

Il Dipartimento di Architettura si occuperà di elaborare le ricerche che porteranno alla definizione delle linee guida per gli interventi di recupero, oltre che all’organizzazione di una serie di eventi culturali da tenersi ad Atessa nel periodo estivo come ad esempio un workshop di una decina di giorni cui parteciperanno studenti e giovani laureati.

Tengo a precisare che i proventi del finanziamento Bcc saranno tutti utilizzati per le borse di studio e per l’organizzazione degli eventi culturali: nessun compenso è previsto per i docenti che pure parteciperanno numerosi alle iniziative in programma.

abruzzo mineral show

Il prossimo weekend sarà l’occasione per fare un viaggio unico chiamato Abruzzo Mineral Show, la fiera al Grand Hotel di Montesilvano in programma dal 21 al 23 febbraio.

L’ingresso è libero; si può visitare la fiera nei seguenti orari: 21 febbraio dalle 14 alle 19; 22 e 23 febbraio dalle 10 alle 19.

Una mostra/scambio, workshop, conferenze, escursioni e migliaia di minerali, fossili, conchiglie, ossa di dinosauri, meteoriti, attrezzature e libri per 3 giorni.

Un fine settimana in cui si potranno ammirare tutti insieme fossili, dinosauri, meteoriti, conchiglie, minerali e gioielli di straordinaria bellezza e rarità.

Tale collezione viene realizzata grazie al lavoro dell’associazione Anteo con esperti di musealizzazione e collezionisti di tutta Italia.

L’Abruzzo Mineral Show 2020 diventa una mostra unica nel suo genere, permettendo gratuitamente ad appassionati e visitatori la visione di resti fossili, minerali, dinosauri, meteoriti e conchiglie da tutto il mondo.

Oltre alla mostra sarà possibile far provare a tutti workshop ed escursioni, che saranno guidati da esperti del settore e quindi provare dal vivo cosa significa ricerca e preparazione in laboratori di fossili, minerali e conchiglie.

Non mancheranno le escursioni realizzate grazie alla collaborazione con la Riserva Naturale Oasi WWF Calanchi di Atri.

E’ nata nel pieno della Prima Guerra Mondiale, ha vissuto il fascismo, il Secondo conflitto mondiale, la resistenza, le conquiste dei diritti per le donne, come il poter votare, diritto che lei ha esercitato per la prima volta all’età di 32 anni, la guerra fredda, l’entrata in Europa, l’arrivo del nuovo millennio, episodi che ricorda lucidamente così come ricorda i cambiamenti della sua Atri e in particolare della frazione dove risiede: Casoli. Una comunità che va orgogliosa della longevità di questa donna, tanto che il Sindaco Piergiorgio Ferretti e la Presidente del Consiglio Comunale di Atri, Cristina Forcella, l’hanno omaggiata con un mazzo di fiori nel giorno del suo 104esimo compleanno. Si tratta di Anna Cantoro, la quale davanti a una meravigliosa torna di pasta di zucchero con un cuore di pizza dolce tradizionale, il 13 febbraio ha festeggiato l’importante traguardo nella sua casa con i suoi cari, in particolare il figlio con cui vive Germano Martemucci, la nuora Dorotea Di Febbo e i nipoti Giuseppe e Anna presenti anche i pronipoti Camilla e Stefano e il genero Sandro Ferretti oltra a altri parenti.

Nata il 13 febbraio 1916 Anna è autonoma e perfettamente lucida, fa ancora diverse faccende in casa. Il marito Giuseppe Martemucci è morto circa 16 anni fa e da allora Anna si è dedicata alla famiglia dell’unico figlio Germano. “Il segreto della longevità è nel cibo tradizionale: polenta, pane cotto, granetti e fave i suoi piatti preferiti e ovviamente nella vicinanza della famiglia” ha detto. La nipote, Anna Martemucci, che porta con orgoglio il suo nome, la definisce come una donna “molto riservata che ha trascorso la sua esistenza in campagna e a cucinare pietanze salutari. Una donna da cui c’è tanto da imparare”.

“Abbiamo deciso di omaggiare la nostra concittadina Anna Cantoro con dei fiori – sottolinea il Sindaco di Atri, Piergiorgio Ferretti – come gesto di affetto che tutta la nostra comunità sente per lei. Una donna di altri tempi che ha tanto da insegnare per stile di vita, valori e rispetto per gli altri. In occasione dei suoi 100 anni l’Amministrazione Comunale di Atri l’ha omaggiata con una targa. Siamo felici ogni anno di ritrovarci nella sua casa per aggiungere una candelina alla sua speciale torta e incontrare il suo sorriso gentile e autentico”. 

SERENDIP torna al cinema, il docufilm diretto da Marco Napoli e prodotto da TAKE ME BACK, dopo i successi nei festival mondiali e l’anteprima nazionale al Supercinema di Chieti con oltre 800 persone, torna in proiezione nelle sale cinematografiche.

Si comincia il 21 febbraio 2020 alle ore 21:00 a Sulmona, che sarà la prima tappa di una programmazione più ampia in tutto il territorio italiano.

La proiezione è organizzata in collaborazione con il Cinema Pacifico, con l’Associazione Sulmonacinema e il Liceo Scientifico “E. Fermi” e rientra nelle giornate di approfondimento su temi culturali, sociali e di attualità che saranno proposte con regolarità nella sala da poco riaperta alla fruizione pubblica e alla normale programmazione cinematografica. L’incasso sarà in parte devoluto per sostenere i Corrieri Solidali di TAKE ME BACK.

Serendip fa parte di un progetto più importante sul piano umano: è stato prodotto e realizzato grazie al progetto Take me Back e dalla Solidarity Couriers Onlus.

Take Me Back è il progetto fondato da Andrea Mariani e Antonio Di Leonardo che mira a creare un network di Corrieri Solidali connessi tra loro che utilizzano il proprio viaggio per regalare delle possibilità a bambini che ne hanno bisogno. E che si traduce in azioni concrete come l’acquisto di materiale scolastico e vestiario per permettere ai ragazzi di continuare gli studi (www.takemeback.eu).

La Solidarity Couriers Onlus si affianca a questo progetto per garantire la riuscita di missioni più grandi, come quella che vedremo nel bellissimo docufilm Serendip, girato in Sri Lanka nel 2017.

Serendip è un messaggio positivo in un momento estremamente negativo della storia dell’uomo e si prefigge come obiettivo quello di risvegliare la bellezza della solidarietà nell’animo umano.

La trama del film:

Dopo mesi passati a raccogliere le risorse necessarie, Andrea parte per lo Sri Lanka, dove raggiunge Antonio, già impegnato sul posto nell’organizzazione della consegna del materiale scolastico ai bambini di Ambewela.

Superate con successo le fasi iniziali, i ragazzi di Take Me Back entrano in contatto con voci, volti ed idee fino a farsi testimoni di storie e spettatori di un luogo lontano, che urla diversità, cambiamento e possibilità.

Ciò che i due amici non potevano prevedere era quanto il viaggio stesso sarebbe diventato il loro cammino, permettendogli di riportare a casa molto più della sensazione di aver fatto qualcosa di grande.

È possibile prenotare e acquistare il biglietto per la data del 21 febbraio 2020 ore 21:00 alla biglietteria del Cinema Pacifico a Sulmona, oppure on-line al link: https://pacifico.corfinio.18tickets.it/

cicloturismo

La regione verde d’Europa, nonostante tutto lo siamo ancora visto che si è aggiudicato il Green Road Award cioè l’Oscar italiano del cicloturismo.

Una premiazione avvenuta a Verona in occasione del CosmoBike Show, il più celebre festival della bicicletta. A ritirare il riconoscimento l’assessore al Turismo, Mauro Febbo, che ha voluto sottolineare “il grande lavoro di squadra che ha animato l’impegno del Dipartimento Turismo che, alla fine, si è rivelato una delle carte vincenti”.

san valentino

San Valentino è il giorno dedicato all’amore, m la percezione di questo sentimento può variare moltissimo: per alcuni sono le piccole cose a fare la differenza, per altri sono le grandi sorprese che lasciano senza fiato.

Altri ancora pensano che l’amore non sia solo quello romantico ma anche quello per i propri affetti in generale, oppure per una grande passione come lo sport, i viaggi, il cinema …

Groupon ha voluto indagare con una survey i tantissimi modi con i quali gli abruzzesi fanno esperienza dell’amore… in fondo ogni motivazione è buona per celebrare San Valentino.

“Amore” è? Passione! Ma non solo per quello che ci si aspetterebbe

La grande maggioranza degli abruzzesi, il 71%, è convinta che San Valentino debba essere una festa dedicata ad ogni tipo di amore: non solo quello per la “dolce metà”, ma anche per gli amici, i famigliari o per l’inseparabile amico a 4 zampe.

Addirittura il 91% dichiara che non ci si dovrebbe limitare a dimostrare amore solo il 14 febbraio ma continuare a farlo ogni giorno dell’anno!

Gli abruzzesi, nel 2020, hanno una visione molto “allargata” del concetto di amore: se troviamo un 38% di romantici che per “Amore” intendono quello per il partner, c’è anche un 29% che usa questa parola anche quando si riferisce al proprio animale domestico; troviamo, poi, chi dichiara di amare le vacanze (26%), quelli che amano sé stessi (26%) e i food-lovers che dichiarano di amare la pizza (24%) o il cioccolato (18%).

La maggioranza degli abruzzesi (58%) pensa, poi, che il partner ami le sue passioni tanto quanto, se non di più, di loro.

Uno degli indiziati che ruba l’affetto della propria metà è la TV (29%), seguito a parimerito da sé stessi (17%) e a parimerito all’8% dal telefono, la squadra di calcio e il proprio animale domestico.

D’altronde le passioni sono anche un terreno comune sul quale coltivare l’amore.

L’87% degli abruzzesi dichiara di aver fatto propria una passione che inizialmente era del partner aprendosi a nuovi generi di film o serie TV (42%), alla passione per il calcio (25%), per un nuovo tipo di vacanza (21%) o di cucina (17%).

Tra le passioni comuni, le serie TV sono quelle che portano più spesso al “tradimento”: solo il 54% si impegna guardare sempre e solo con il partner la serie preferita.

“Amore”: una questione di tempo ma non più solo una questione di coppia!

A riprova che gli abruzzesi vivono San Valentino come una festa non necessariamente dedicata alla coppia, quasi la metà degli intervistati (41%) ha dichiarato di essere assolutamente aperti a celebrare San Valentino da soli, con del sano “me-time”.

In generale, infatti, il 56% pensa che dedicarsi alle proprie passioni in solitaria sia arricchente.

Secondo la survey, gli abruzzesi dimostrano amore donando il proprio tempo di qualità.

E si tratta di un amore in senso esteso, in quanto il tempo di qualità passato con i famigliari è giudicato desiderabile tanto quanto (dal 29%) quello passato con il proprio partner (sempre dal 29%).

Sempre della stessa filosofia sono quelli che dopo una lunga giornata di lavoro sono più felici di riabbracciare i propri famigliari (32%) che il proprio partner (18%).

Lo zoccolo duro dei romantici

In ogni caso, gli abruzzesi si confermano degli inguaribili romantici: dai dati emerge con chiarezza uno zoccolo duro che farà un regalo al partner per San Valentino (il 53%) – anche se un 15% lo farà a sé stesso e un 9% al proprio amico peloso.

Non manca, poi, un 56% di abruzzesi che giudica molto romantiche le dimostrazioni di affetto in pubblico; anche se ci sono dei gesti ritenuti davvero troppo imbarazzanti persino dai più sentimentali come le serenate (che mettono in imbarazzo il 29%) o riempire l’ufficio, a sorpresa, di palloncini colorati (29%).