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Arriva all’appuntamento finale l’edizione 2019 del PeFest e lo fa alla grande con A ruota libera, uno spettacolo del ciclo Teatro al D’Annunzio.
Sul palco un poker di stelle del piccolo e grande schermo. Attori, registi, musicisti, sceneggiatori della caratura di Alessandro Haber, Rocco Papaleo, Sergio Rubini e Giovanni Veronesi (quest’ultimo firma anche la regia).Musiche di: Musica da Ripostiglio.
La data è fissata a sabato 17 agosto, ore 21:15, nell’anfiteatro cittadino – Monumento Teatro D’Annunzio, lungomare Colombo 122  – ed è il frutto di una collaborazione tra l’EMP, Ente manifestazioni pescaresi e il TRA, Teatri riuniti d’Abruzzo, con Federico Fiorenza.
Il pubblico potrà godersi una chiacchierata a ruota libera (da cui il titolo) su temi che vanno dal quotidiano al mondo dello spettacolo, il tutto infarcito da mille aneddoti, vissuti dai protagonisti in quel sottile confine tra realtà e finzione. Questo spettacolo-incontro sarà dunque un vortice di racconti, canzoni ed emozioni, tra risate e riflessioni. “Solo dei grandi artisti – si legge nella sezione Spettacolo del Corriere dello Sport – riescono a trasformare una semplice chiacchierata tra amici in uno spettacolo di successo”.

“Chiudiamo questa lunga edizione del PeFest – commenta il presidente dell’EMP Angelo Valori – nel segno del teatro estivo, che abbiamo rilanciato, come stagione, dopo oltre quindici anni di assenza. In totale abbiamo messo su una proposta di ben 39 spettacoli, divisi tra Funambolika, che ne ha contati 12, il Pescara Jazz, con 18 concerti e  9 del teatro. Colgo l’occasione per ricordare come il festival Jazz abbia ottenuto anche il gradito apprezzamento della stampa nazionale e sia stato segnalato dal Giornale della Musica e da Jazzit tra i primissimi festival italiani. Ottimo anche il successo di pubblico e di critica raccolto dal festival dedicato al Nuovo Circo, con spettacoli originali e mozzafiato e grandi vedettes da tutto il mondo”.

Biglietti disponibili sul circuito CiaoTickets e nei punti vendita convenzionati, nelle biglietterie dell’EMP o al botteghino la sera stessa dello spettacolo. Per info: 393/9055578. Poltronissima intero 26,50 euro. Poltrona 21,50 euro. Poltrona Bonus Cultura 16,50 euro. Poltrona ridotto 16 euro. Disabili in carrozzina 21,50. Disabili ridotto (3-18 anni e over 65) 16 euro.

by Redazione

A Pescara “pe-scaramanzia!”.

Non è di certo mancata una sottile ironia ieri, giovedì 8 agosto, presso il Porto Turistico della città di Pescara dove per lo Zoo Music Fest, Calcutta l’indie-pop tanto apprezzato dai giovanissimi e non solo vista la grande varietà di pubblico presente, si è esibito in un concerto “da urlo”, sotto il cielo stellato della città adriatica.

Il suo disco “Mainstream” uscito nel 2015 ha davvero attirato un pubblico sempre maggiore che nel corso degli anni è cresciuto ed in questa tournée dal timbro artistico più maturo, si è reso manifesto, e così anche Pescara ha vissuto il live dell’ “Evergreen Tour”, la nuova sfida musicale; un appuntamento musicale, quello di ieri, caratterizzato da un incipit che ha scaldato subito l’atmosfera con Briciole. 

Un successo, quello di Calcutta, testimoniato anche dal disco d’oro raggiunto da Oroscopo e da altre hit come Cosa mi manchi a fare, Frosinone, Gaetano. Non solo questi successi, sul palco pescarese è poi stata la volta di Paracetamolo, Kiwi, Limonata, Milano, il vero delirio è arrivato con il turno di Pesto, dove il pubblico sembrava un fiume in piena ed inarrestabile, ma con il disco Evergreen, Calcutta è riuscito a dare il meglio di sè, grazie anche alla sua capacità di rapportarsi con il pubblico, sottoponendosi anche al giudizio sempre positivo dei più giovani che appaiono molto esigenti in materia di musica.

E’ nel finale poi, che c’è stata un’insolita magia di questa penultima data del tour di Calcutta: “Quando non avrò più l’età diventerò un albero per metter le radici nelle tue radici o per morire gridando..”; proprio con Albero in acustico l’artista ha salutato il suo caloroso pubblico, in questa calda serata di piena estate vissuta “in musica”.

by Alessandra Renzetti

Il palcoscenico del Teatro D’Annunzio di Pescara, ha vissuto uno dei momenti teatrali più elevati di una lunga rassegna di questa estate, sotto un cielo stellato del litorale adriatico con lo spettacolo di Sebastiano Lo Monaco, Io e Pirandello, che è andato in scena la sera del 5 agosto: uno spettacolo elegante, colto, che ha lasciato ampio spazio, però, anche al divertimento.

Sebastiano Lo Monaco a Pescara

Un “magnetico” Lo Monaco sul palco del teatro in terra dannunziana,  emozionato ma a suo agio  nel parlar di sé attraverso la nuova produzione di Sicilia Teatro, apparsa come una sintetica rilettura della propria vita e insieme omaggio al conterraneo siciliano che però non è stato il protagonista dell’appuntamento, infatti l’attore ha specificato già dal frizzante “incipit”: “L’unico responsabile della serata sarò io”.

Sebastiano Lo Monaco a Pescara

Lo Monaco ha ripercorso la sua storia attraverso Pirandello e i suoi personaggi, facendo riferimento a quella vita “pirandellianamente vissuta”, fatta di tanto lavoro e sacrifici ed in cui ha vissuto e raccontato in prima persona tanti personaggi analizzati anche nel proprio “io” che si sono rivelati sul palco.

Al centro di questo suo viaggio artistico e professionale però, non manca in nessuna occasione la sua madre terra, la Sicilia, che non ha mai perso di vista, da qui un omaggio  ironico ma anche delicato, del tutto personale, a Luigi Pirandello di cui analizza il genio, il mistero, la scrittura, ma anche quella solitudine del grande Agrigentino.

Sebastiano Lo Monaco a Pescara

Un contenuto, quello raccontato, nato “dalle viscere del teatro”, come lo stesso attore lo ha definito: un percorso che drammatizza il male di vivere dell’attore stesso, con quel tanto di umorismo che lo lega a Pirandello, di cui è stato interprete in allestimenti importanti per esempio Il berretto a sonagli, Come tu mi vuoi, Enrico IV ; è proprio sul palcoscenico che si consuma quel bacio ideale tra le storie pirandelliane e la biografia di Lo Monaco, quest’unione diventa la testimonianza concreata di un modo di fare teatro, antico e nuovo, senza però cadere nel falso o nel banale ed il pubblico pescarese che ha vissuto, in una notte d’estate, con emozione il percorso artistico di Lo Monaco, lo sa bene.

Accanto a Pirandello non potevano certo mancare tragici greci nella vita di Lo Monaco come Eschilo, Sofocle, Euripide, autori a cui ha dato spesso voce e corpo; all’ Edipo Re, in particolare, si può dare la responsabilità dell’ingresso in teatro  dell’attore. Lo Monaco ha scelto quindi una chiave ironica, addirittura comica, per passare in rassegna quei personaggi cardine del suo repertorio ed ecco che vita e teatro coincidono proprio come in Pirandello.

Sebastiano Lo Monaco a Pescara

Ad aumentare l’eleganza dell’interpretazione i ricchi e preziosi costumi indossati per presentare i suoi “protagonisti ideali” al pubblico; attimi intensi di commozione invece, sono stati vissuti nella fase dei tanti ricordi: non è mancata ovviamente un’ampia dedica al grande Maestro da poco scomparso: Andrea Camilleri, un “padre” per Sebastiano Lo Monaco che ora porta con sé sui prestigiosi palchi dei teatri d’Italia, oltre che nel suo pulsante cuore siciliano.

by Alessandra Renzetti

Continua per tutta l’estate il “PERSONALE TOUR” di FIORELLA MANNOIA che venerdì 9 agosto sarà in concerto al Teatro D’Annunzio di Pescara (Lungomare Colombo Cristoforo, 122 – inizio concerto ore 21.00). Il tour, in cui Fiorella presenta dal vivo al pubblico i brani tratti dal suo nuovo progetto discografico “PERSONALE” e i suoi più grandi successi, proseguirà anche in autunno con una seconda parte nei teatri più importanti d’Italia.

Ad accompagnare Fiorella sul palco durante il tour ci sono i musicisti Diego Corradin (batteria), Claudio Storniolo (pianoforte e tastiere), Luca Visigalli (basso), Carlo Di Francesco (percussioni e alla direzione musicale), Max Rosati (chitarre) e Alessandro “Doc” De Crescenzo (chitarre).

Queste le prossime date del “PERSONALE TOUR”, prodotto e organizzato da Friends & Partners:

9 agosto al Teatro D’Annunzio di Pescara

11 agosto al Parco Belloluogo di Lecce

13 agosto in Piazza XX Settembre a Rionero in Vulture (Potenza)

16 agosto in Piazza Libertà a Ragusa

17 agosto al Teatro Antico di Taormina (Messina)

19 agosto al Teatro Verdura di Palermo

22 agosto alla Summer Arena di Soverato (Catanzaro)

24 agosto al Parco della Colonia Montana di S. Lazzaro di Agerola (Na)

25 agosto al Fossato del Castello di Barletta (Bari)

5 settembre in Piazza dei Signori a Vicenza

3 ottobre al Teatro Degli Arcimboldi di Milano

5 ottobre al Teatro Colosseo di Torino

7 ottobre al Teatro Augusteo di Napoli

10 ottobre al Gran Teatro PalaDianflex di Atena Lucana (Salerno)

12 ottobre al Teatro Carlo Gesualdo di Avellino

13 ottobre al Teatro Carlo Gesualdo di Avellino

15 ottobre al Teatro Carlo Felice di Genova

16 ottobre al Teatro Ponchielli di Cremona

18 ottobre al Teatro Verdi di Firenze

19 ottobre al Teatro Verdi di Firenze

22 ottobre al Teatro Creberg di Bergamo

24 ottobre al Teatro Ariston di Sanremo

26 ottobre al Pala Congresssi di Lugano

27 ottobre all’ Europauditorium di Bologna

29 ottobre al Teatro Openjobmetis di Varese

30 ottobre al Teatro Politeama di Piacenza

31 ottobre all’Auditorium Santa Chiara di Trento

15 dicembre al Teatro Verdi di Montecatini

18 dicembre al Volkshaus di Zurigo

21 dicembre al Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia

 I biglietti per le date del tour sono disponibili in prevendita su TicketOne.it e nei punti vendita autorizzati (per infowww.friendsandpartners.it).

 Disponibile in versione CD, in vinile e in digitale “PERSONALE”, il nuovo album di Fiorella Mannoia, è composto da 13 brani, 13 storie che raccontano consapevolezze e prese di coscienza, riflessioni su se stessi, sull’umanità, sulla vita e sui sentimenti, in tutte le loro sfaccettature, e molto altro ancora. Attualmente è in radio il nuovo singolo “IL SENSO”.

 L’album è anche – come dichiara l’artista – una «piccola e umile “personale”», da cui il titolo. A rafforzare il racconto delle canzoni, infatti, trovano spazio fotografie realizzate da Fiorella in varie parti del mondo. Una passione, quella della fotografia, che l’artista ha recentemente approfondito e condiviso sui social network.

 «Essere appassionati di qualcosa è la più grande fortuna che si possa avere. Non c’è età per scoprire nuove passioni – racconta Fiorella – io ho scoperto da poco quella della fotografia. Oggi esce il nuovo album che è anche la mia piccola e umile personale. Ho voluto abbinare a ogni brano uno scatto realizzato nel corso di viaggi, di incontri, di momenti imprevedibili. Perché le fotografie raccontano prima di tutto delle storie, esattamente come le canzoni».

 Questa la tracklist di “PERSONALE”: “Il peso del coraggio”, “Imparare ad essere una donna”, “Riparare”, “Smettiamo subito”, “L’amore è sorprendente”, “Il senso”, “Un pezzo di pane”, “Penelope”, “Resistenza”, “Anna siamo tutti quanti”, “Carillon”, “L’amore al potere” e “Creature” (Bonus Track Canzone Sospesa con Antonio Carluccio).

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by Redazione

L’attore, noto per aver recitato anche nella fiction “Il Commissario Montalbano” ricorda con affetto Andrea Camilleri, scomparso da poco  

Sul palco del Teatro D’Annunzio di Pescara il 5 agosto 2019 alle ore 21.15, andranno in scena ironia e comicità, ma anche riflessione ed analisi con lo spettacolo della produzione Sicilia Teatro dal titolo Io e Pirandello, in viaggio con i miei autori – da Sofocle ad Euripide e Dante Alighieri di Sebastiano Lo Monaco e con l’attore siciliano che sarà anche l’unico protagonista sul palco insieme alle sue tante interpretazioni: uno spettacolo elevato ed elegante che sta ormai spopolando in Italia. La regia è di Salvo Bitonti e le musiche di Dario Arcidiacono.

Sebastiano lo Monaco, famoso anche per aver avuto una parte tra gli altri nella serie Il Commissario Montalbano e nel film di Giuseppe Tornatore, Baaria, porta in scena il mistero della creazione, ma anche quello della solitudine, e da corpo ad un confronto tra vita e palcoscenico, attraverso i personaggi scelti in questo viaggio e di cui vestirà i panni.

Lo spettacolo interpretato e voluto fortemente da Sebastiano Lo Monaco, vede la vita dell’attore siciliano e quella dello scrittore Luigi Pirandello incontrarsi, contaminarsi, ed intrecciarsi. Lo Monaco trasporta il pubblico in una Sicilia lontana ma non dimenticata per far riassaporare i sapori e gli odori della sua infanzia e della sua adolescenza: gli aneddoti della sua storia personale sono il filo conduttore per raccontare l’incontro con il teatro attraverso la tragedia greca che lo porteranno poi, in età matura, all’incontro spirituale con Luigi Pirandello.

 

Ecco che allora in questa ora e mezzo di recital emerge un Pirandello poco conosciuto, un Pirandello delicato, intimo, ironico; l’autore siciliano prende forma davanti allo spettatore per mostrarsi nei panni di un uomo come gli altri, capace però di mettere su carta le sfumature della realtà.

 

E attraverso di lui anche il noto attore Lo Monaco si mette a nudo, si racconta intimamente per la prima volta sul palcoscenico, per mostrare la sua “maschera nuda”, il suo volto, segnato ma capace di trasmettere passione e calore.

 

Sebastiano Lo Monaco e Luigi Pirandello sono spiritualmente insieme sul palcoscenico per raccontarsi.

La solitudine dell’attore Sebastiano lo Monaco in questa performance, che nasce dall’anima vera del teatro, drammatizza il male di vivere dell’artista, con quel tanto di umorismo che lo lega a Pirandello di cui è stato grande interprete, non è un caso se per Lo Monaco l’incontro con Pirandello si è trasformato in un vero e proprio processo simbiotico, tanto da ereditarne anche la vis comica frutto di una combinazione tra tragico e comico, che nasce da una situazione drammatica, presente in quasi tutti i suoi spettacoli.

Lo spirito di Io e Pirandello è proprio caratterizzato dall’uso di una drammaturgia che alterna l’alto e il basso della tragedia greca con quello dell’umorismo che interagisce con il pubblico. Il copione è concepito come un pretesto che suggerisce all’attore la linea interpretativa, frutto di continue invenzioni che nascono direttamente sul palcoscenico, al centro c’è sempre l’attore che cerca di raggiungere la verità dei sentimenti che va ad interpretare, con quel distacco frutto di ironia e sarcasmo.

Lo Monaco rivisita il suo passato, sceglie di coinvolgere il suo pubblico passando in rassegna i personaggi del suo repertorio che combina con quelli della sua autobiografa mettendo in piedi una grande lezione di teatro.

L’INTERVISTA A SEBASTIANO LO MONACO

Sebastiano Lo Monaco, cosa rappresenta il teatro nella sua vita?

Che vita avrei senza il teatro? Mi impegna da quando avevo circa 15 anni, il teatro è la mia vita. La mia risposta può sembrare anche un po’ retorica ma io, come recita anche il primo comandamento “non avrai altro Dio all’infuori di me”, non ho avuto altra vita al di fuori del teatro. I miei viaggi, per esempio, vengono organizzati in base ai miei impegni teatrali: sono stato a New York, Parigi, Bruxelles, Zurigo, ad Epidauro in Grecia, dove ho portato una tragedia greca prodotta dal Teatro Greco di Siracusa che era l’Edipo a Colono, ma mi sono spostato soltanto per lavoro. Tutti i ritmi della mia vita vengono scanditi dal teatro. Non ho altra vita oltre il teatro.

Qual è il rapporto tra la vita e palcoscenico per lei, ossia tra la realtà e l’interpretazione?

Per me nel teatro non c’è finzione, questa idea del teatro è una banalità della nostra professione. Una cosa è fare l’attore, altra è essere attore o interprete, oppure un portatore del “Verbo” se vogliamo, perché nel teatro avviene quello che avviene nella Messa Cristiana, ossia il “Verbo si fa Carne”, ovviamente storicamente, se si considera la nascita del teatro, non c’è ancora “Transustanziazione”, non c’è ancora il Dio Cristiano, ma la fenomenologia del teatro è quella della Liturgia della Santa Messa Cristiana: la Parola, il Verbo, il Pensiero, il Logos dell’autore, di Sofocle, di Eschilo, di Euripide, ed ancora di Shakespeare, di Molière, di Pirandello, ed ancora Goldoni, nascono e diventano vita vera nel corpo dell’attore; si fanno carne e si danno in Comunione al pubblico, questo è essere attore e non vuol dire fingere, ma vuol dire spogliarsi e darsi in pasto al pubblico. Fare l’attore significa raccontare attraverso le “alte parole” dei grandi autori che sono pensatori perché i Greci racchiudevano nella tragedia greca tutto il loro modo di vivere e di pensare, non solo nei tragici; negli autori greci c’è la filosofia, c’è la politica, c’è il senso della democrazia, c’è il senso della religione, c’è il vero pensiero greco. Quindi chi è veramente attore ed è portatore di un pensiero, lo dona al pubblico spogliandosi di sé stesso e raccontando la propria verità. L’attore che si maschera è chi fa l’attore, non chi è attore realmente, ed in genere chi ha bisogno di mascherarsi e fingere è l’attore mediocre. I mediocri fingono, i grandi attori sono.

“Io e Pirandello”, quell’ “io” accostato al nome di Pirandello è lei: dunque quanto la rappresenta questo spettacolo?

Si quell’ “io” è Sebastiano Lo Monaco; Pirandello nello spettacolo c’è ma non è esclusivamente uno spettacolo a lui dedicato. È la mia vita che viene “pirandellianamente” vissuta, attraverso Pirandello stesso ma anche attraverso autori vari quali Sofocle, Euripide, Pietro Grasso, Dante, e gli altri che fanno parte dello spettacolo. Io sono tutti i personaggi che ho indossato, infatti avrò addosso costumi veri ed autentici durante lo spettacolo. In tutta la mia carriera “ho vestito” personaggi come Pirandello immagina che gli uomini indossino personaggi per vivere e per mostrarsi agli altri ecco perché la mia vita è “pirandellianamente vissuta”. Reciterò dei testi: per esempio Paolo e Francesca di Dante del V Canto, un pezzo scritto da Pietro Grasso Presidente del Senato tratto da un testo che si intitola Per non morire di mafia; c’è poi un pezzo tratto dall’edipo Re di Sofocle, c’è Il berretto a sonagli di Pirandello, c’è l’Ifigenia in Aulide dove faccio Agamennone, c’è l’Enrico IV ancora una volta di Pirandello, come anche le Novelle. E’ un elenco che potrebbe non finire mai: è uno spettacolo che potrebbe durare giorni.

Quanto la Sicilia influisce nel suo lavoro? Grandi nomi provengono da questa regione: è notoriamente e storicamente da sempre attenta al teatro..

Tanto, anzi credo che la Sicilia influisca totalmente. Non vedo la “Sicilia”soltanto come la mia regione; del luogo dove io sono nato non ho preso solo la “sicilianitudine” ammesso che si possa usare il termine, ma ho preso anche la cultura millenaria dei popoli che hanno attraversato il territorio qualche volta per dominarlo altre volte per donare a questa terra opere culturali, architettoniche, opere d’arte e letterarie, come hanno fatto gli Arabi per esempio. Io sono figlio di stratificazioni culturali di millenni che la mia terra mi ha dato e soprattutto mi sento culturalmente siracusano e quindi greco, perché la maggior parte del mio modo di essere fa parte della cultura classica e dunque antica.

Se lei non fosse Sebastiano Lo Monaco chi sarebbe? C’è per esempio un personaggio anche pirandelliano che le somiglia o potrebbe addirittura essere il suo alter ego?

Un personaggio che ho frequentato soprattutto per il gran numero di repliche è Ciampa, tratto da Il berretto a sonagli, ma non credo di somigliare a lui, mi rivedo di più in quell’enrico IV  che dopo il riconoscimento della follia rinsavisce e che comunque interpreterò nello spettacolo. Lo vedo molto vicino a me e a tanti uomini che vanno incontro alla follia “senza riconoscerla” come dice lo stesso Pirandello.

Veniamo all’attualità ed alla cronaca: lei ha recitato anche nella serie del Commissario Montalbano e il nostro paese è ancora scosso dalla recente scomparsa di Andrea Camilleri, vuole ricordarlo?

Si, Andrea Camilleri è stato il mio maestro nell’accademia dell’arte Drammatica, siamo stati amici praticamente per tutta la vita. Almeno un paio di volte l’anno andavo a trovarlo, Andrea era un “pezzo di famiglia”, l’ho conosciuto nel ’77 quando avevo 19 anni e lui 53, abbiamo intrattenuto dei rapporti di stima reciproca tali che fino al giorno della morte è stato il direttore artistico della Compagnia Sicilia Teatro. Io gli sono molto riconoscente. Quello che forse tutti conoscono è il suo talento letterario di scrittore, narratore, regista teatrale e televisivo ma non so se si parla molto della sua bontà d’animo e della sua generosità. Era un uomo buono e generoso. Ogni volta che ho avuto bisogno di lui, per qualunque motivo, anche nei momenti difficili della carriera lui mi ha sempre detto “si, Sebastiano”, non ho mai ricevuto un “no” da parte sua. Certo è che come artista ha dato molto a tutto il mondo: gioia e sollievo, ma a me ha dato molto anche umanamente, fraternamente e paternamente.

Le faccio quest’ultima domanda la cui risposta vuol essere anche un consiglio per i giovani che magari si vogliono mettere in gioco in questo settore: qual è la lezione più grande che il teatro può dare?

Il teatro è molto faticoso; bisogna avere grande salute per fare teatro, mi ha insegnato la resistenza ma anche ad avere tanto coraggio.

by Alessandra Renzetti
La stagione Teatro al D’Annunzio, inserita all’interno del PeFest, prosegue domani sera alle 21.15 con un omaggio del grande Giorgio Albertazzi, “imperatore del teatro italiano” come è stato definito dalla critica.
Il D’Annunzio, sul lungomare Colombo 122, accoglierà dunque una compagnia di 14 attori, pronti a mettere in scena una nuova versione de Il Mercante di Venezia di Shakespeare. La regia è firmata da Giancarlo Marinelli, che ha raccolto il testimone del Maestro, debuttando a luglio a Verona.
L’incipit dello spettacolo prenderà le mosse dalle battute finali dell’Anonimo Veneziano di Giuseppe Berto. I temi sono quelli del Bardo e del compianto mattatore toscano: il conflitto tra generazioni, la bellezza che muore e che si riscatta, la vendetta, l’amicizia, la giovinezza che deve fare i conti con le trasformazioni del tempo, il carnevale dell’esistenza.
A rievocare il successo e l’interpretazione magistrale di Albertazzi, sarà un cast potente e rinnovato: Mariano Rigillo (dallo stesso Albertazzi assai stimato, non a caso avrà lo stesso ruolo, quello di Shylock), Romina Mondello nei panni di Porzia e Fabio Sartor in un Antonio che tanto somiglia a Gustav von Aschenbach. Presente anche Francesco Maccarinelli con le sue incisive performance. Scene di Fabiana Di Marco, costumi di Daniele Gelsi, luci di Luca Palmieri.
“Se devi riprenderlo, fai una cosa: dimenticami. Dimenticati che l’ho fatto io”, il regista Giancarlo Marinelli ricorda le parole del Maestro durante una delle sue ultime repliche. “Ma Albertazzi diceva anche un’altra cosa – aggiunge il regista – diceva che il teatro è dire la verità facendo finta; è un bugia sotto giuramento. Ed allora sì, lo giuro: Maestro ti dimenticherò”. Posto unico 20 euro, ridotto 10.
Biglietti in vendita online su CiaoTickets e nelle tabaccherie convenzionate o nelle biglietterie del teatro. Orari: 10-13 e 17-19.30. La sera stessa dello spettacolo anche al botteghino a partire  dalle 20.30. Per info 393/9055578. Previsto un abbonamento ai nove spettacoli in programma a 140 euro (primo settore) o 75 euro (secondo settore). 
Prodotto dall’EMP, Ente manifestazioni pescaresi, Teatro al D’Annunzio prosegue il giorno seguente, domenica 4 agosto, con Love Letters, sul palco Raul Bova.
by Redazione

Si chiama Marina Plan Plus ed è il progetto che il Comune di Cervia mette in campo, utilizzando fondi europei del programma Life 15, per porre rimedio in maniera innovativa al problema dell’insabbiamento del porto.

Alla presentazione, che si è svolta questa mattina, hanno partecipato per il Comune di Pescara l’Assessore ai Lavori Pubblici e alle Grandi Infrastrutture cittadine, Luigi Albore Mascia, anche in rappresentanza del Sindaco  Carlo Masci, e l’ingegner Lino Prezioso, esperto in trattamento delle acque.

“Si tratta di una proposta molto interessante – sottolinea l’assessore Albore Mascia – e anche relativamente economica. Comunque tutta ancora da valutare”.

L’Assessore Luigi Albore Mascia

Il progetto prevede sostanzialmente un rimodellamento dei fondali attraverso un sistema di eiettori che, adeguatamente posizionati, rimuovono stabilmente i sedimenti dalle aree portuali evitando l’accumularsi dei depositi. La sabbia viene movimentata attraverso getti d’acqua direzionati in modo da modificare le correnti e raggiunge anche l’obiettivo di un ripascimento costante delle spiagge interessate.

Non si tratta dunque di un dragaggio, ma di una movimentazione all’interno del bacino che può essere controllata anche da remoto.

“E’ nostra intenzione – prosegue ancora l’assessore Albore Mascia – avvicinarci al sistema portuale pescarese con soluzioni che siano definitive, per quanto riguarda il problema dell’insabbiamento. Non è più possibile procedere attraverso provvedimenti tampone. Quella di Cervia è una realtà strutturalmente molto simile, anche se non identica, alla nostra: per questa ragione abbiamo voluto verificare il progetto individuato e comprenderne i costi. In ogni caso anche per quanto riguarda i fondi cercheremo di intercettare linee di finanziamento europee che possano sostenerci nell’impresa di restituire a Pescara Porto Canale, Porto Turistico e banchina commerciale nella loro piena funzionalità e come concreta ricchezza”.

by Redazione
La stagione Teatro al D’Annunzio, inserita all’interno del PeFest, prosegue con una produzione originale: Moby Dick – Come il mare io ti parlo, uno spettacolo firmato alla regia da Claudio Di Scanno per l’EMP – Ente manifestazioni pescaresi. Questa produzione originale andrà in scena domani sera, 2 agosto, in prima assoluta, al D’Annunzio, lungomare Colombo 122.
 
Monta l’attesa per assistere in diretta alla conversione, ad attore teatrale, del noto cabarettista abruzzese, Germano D’Aurelio, in arte ‘Nduccio, che interpreterà il capitano Achab, protagonista ed eroe tragico di tutta la storia. “La scena teatrale è la mia nuova fidanzata – dichiara proprio il protagonista – è una di quelle follie che si compiono ad una certa età. Il teatro non ha niente a che vedere con il cabaret, ci sono altre regole, ma spero di poter dare al meglio il mio contributo”. 
 
In scena anche Susanna Costaglione nei panni di Ishamel, alter ego dell’autore, Herman Melville di cui quest’anno ricorre il bicentenario della nascita (New York, 1 agosto 1819). Attrice di livello nazionale, la Costaglione muove i primi passi da attrice a Venezia. Negli anni ’80 lavora nella compagnia Giorgio Albertazzi, successivamente interpreta l’Antigone di Bertolt Brecht per il Teatro stabile d’Abruzzo e la Clitennestra di Eschilo, nella traduzione di Pasolini. Nei primi anni 2000 è ospite a Toronto del Columbus Centre per una lettura di poesie.
 
Completano il cast 8 giovani attori-marinai che compongono la ciurma: Stefano Buccella, Rebecca Di Renzo, Enrico Valori, Jamal Mouawad, Lorenzo Valori, Pascal Di Felice, Francesco Salvatore, Pierluigi Lorusso. Musiche dal vivo di Marco Di Blasio fisarmonica e bandoneon, musiche originali di Pierfrancesco Speziale, costumi di Annie Di Sante Marolli, luci e suono di Dario Marcheggiani. 
 
Posto unico 20 euro, ridotto 10. Previsto un abbonamento ai nove spettacoli in programma a 140 euro (primo settore) o 75 euro (secondo settore). Biglietti in vendita online su CiaoTickets e nelle tabaccherie convenzionate o nelle biglietterie del teatro. Orari: 10-13 e 17-19.30. La sera stessa dello spettacolo anche al botteghino a partire  dalle 20.30. Per info 393/9055578.
by Redazione

Farindola torna in “piazza” con uno degli appuntamenti più attesi dell’anno, la “Sagra del Pecorino” che quest’anno festeggia la sua 9ª edizione.

Un viaggio alla riscoperta del gusto e della tradizione, propri lì alle pendici del Gran Sasso, dove dal 1 al 5 Agosto ci sarà una vera e propria festa enogastronomica che si snoderà tra le vie e le piazze del borgo antico, tra i numerosi spettacoli musicali e gli stand dedicati al buon cibo.

Parallelamente verrà dato spazio anche all’arte: non mancheranno anche suggestivi laboratori di pittura e scultura tenuti da artisti internazionali del noto F.I.A.F. Farindola International Arts Festival che da anni rende noto il borgo nel mondo.

Saranno protagoniste assolute le eccellenze gastronomiche abruzzesi: in “pole” il re dell’appuntamento il “pecorino di Farindola” oltre che inedite ricette proposte da ristoratori locali e chef stellati abruzzesi che sapranno al meglio esaltare i sapori d’Abruzzo.

All’interno della sagra sarà possibile trovare la Fiera Mercato con “I sapori d’Abruzzo”, mostre fotografiche e Rassegna di arte contemporanea (F.I.A.F) con la partecipazione di pittori e scultori di fama internazionale oltre a “l’angolo dello Chef”: in un angolino esclusivo, allestiranno il loro stand, Chef stellati Abruzzesi, che prepareranno piatti gourmet e ricette speciali a base dei “frutti del gregge”, accompagnati da degustazioni di oli e vini Abruzzesi.

Le serate saranno allietate da gruppi live, animazioni, artisti di strada e gruppi folk itineranti.

by Alessandra Renzetti

“Parole note” e non solo, anche attimi di pura magia che hanno permesso al pubblico di guardare più in là, con il cuore, di scandire momenti, di rinvigorire ricordi e di scavare nelle proprie emozioni. Una serata, forse anche all’insegna dell’analisi di quel sè nascosto nell’ombra della propria anima.

Giancarlo Giannini a Pescara

Ed è così, che anche nella seconda serata, presso il D’Annunzio di Pescara, dedicata al teatro (si ricorda che nella prima è andato in scena l’Anfitrione per la regia di Livio Galassi) l’amore per l’arte ha vissuto un nuovo trionfo grazie alle letture proposte e promosse dal grande attore di tutti i tempi Giancarlo Giannini.

Si è svolto ieri sera, infatti, sabato 27 luglio, il secondo appuntamento con la magica dimensione del teatro dove i protagonisti sono stati il già noto Giannini ed il Quartetto del napoletano Marco Zurzolo nel recital “Le parole note“.

Giancarlo Giannini a Pescara

Una serata in compagnia delle poesie di Pablo Neruda, Garcia Lorca, Marquez, Angiolieri, Salinas e non solo, recitate con la grinta e la tenacia di chi sa bene come entrare nel cuore del pubblico.

Insieme alle parole anche “le note” appunto, proprio lì dove c’è stato un incontro tra la poesia musicale di Marco Zurzolo con le parole recitate di Giancarlo Giannini; è stato celebrato un vero matrimonio sul palco del D’Annunzio di Pescara, tra la letteratura a volte malinconica a volte più frizzante e la musica, vera psicologa.

Giancarlo Giannini a Pescara

Si è parlato della donna, dell’amore; e cos’è l’amore senza la passione? E’stato analizzato fino in fondo l’universo femminile in tutte le sue sfaccettature. Il sassofonista napoletano, poi, con il suo quartetto ha accompagnato la voce calda di Giannini verso atmosfere tra il mistico e il malinconico ma anche amorose e ironiche sotto il cielo stellato della città dannunziana, figlia della letteratura e della musica.

Gli scatti della serata sono di Giada Di Blasio.

 

 

by Alessandra Renzetti