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Tag Archives: economia

L'Aquila

Ridare al lavoro dignità, diritti e tutele, affinché torni ad essere strada privilegiata di realizzazione personale, e non solo sostentamento.

È la richiesta chiara e forte che si alza dal congresso della Uiltemp Abruzzo, la federazione dei lavoratori autonomi, atipici, temporanei e partite iva della Uil, che si è chiuso questa mattina, 22 giugno, a L’Aquila.

Dopo due giorni intensi di dibattito e confronto, che hanno visto la partecipazione anche di docenti, formatori, rappresentanti datoriali e della segretaria nazionale Lucia Grossi, Maurizio Sacchetta è stato rieletto segretario regionale, con una segreteria che sarà composta anche da Chiara Pupi e Alessio Zanon, tesoriere Stefano Santucci.

“In questi ultimi anni – ha detto Sacchetta nel corso della sua relazione – sembra di essere tornati nel passato, dove molte società erano basate sulla schiavitù. Prevenire le forme di sfruttamento del lavoro significa garantire alle persone una vita equa e giusta perché se il lavoro garantisce la sola sussistenza, esso non rende più libero l’uomo, ma diventa una dipendenza necessaria alla sopravvivenza”. Provando ad analizzare il futuro del mercato del lavoro, Sacchetta ha detto che “si baserà sulle competenze, sia tecniche che non. Centrale quindi sarà la rigenerazione del sistema delle politiche attive del lavoro. L’alternanza scuola-lavoro e i tirocini dovranno mutare forma e strutturarsi sempre più come laboratori, come luogo in cui fare esperienza e misurarsi con le aziende”.

Venendo ai temi del precariato, il segretario ha ricordato come “noi siamo per l’eliminazione di tutti quei contratti che creano precarietà e sponsorizziamo l’utilizzo del solo contratto della somministrazione perché rappresenta quella forma di flessibilità contrattata necessaria a garantire la continuità occupazionale e la parità di trattamento ai lavoratori, sia in termini di tutele dei diritti sia in termini economici e alle aziende garantisce la flessibilità richiesta”. Negli ultimi due anni vi è stato un forte aumento dell’utilizzo della somministrazione: “In particolare in questi primi tre mesi del 2022 c’è stato un incremento del quasi 32,6 per cento e quindi a fine anno si arriverà al 50 per cento di incremento. Tutto questo dimostra che l’utilizzo della somministrazione non è più solo per picchi di produzione ma è diventata strutturale. In Abruzzo, secondo i dati Inail relativi all’anno 2021, la somministrazione ha occupato l’equivalente di circa 16.650 occupati netti: Chieti con 5882 lavoratori, Pescara con 4631 lavoratori, Teramo con 3787 lavoratori e L’Aquila con 2350 lavoratori. Nelle piccole aziende artigiane abruzzesi, da 1 a 14 addetti, l’utilizzo della somministrazione è pari a 2708 lavoratori netti. La somministrazione, inoltre, è l’unica modalità che riesce a ricollocare i lavoratori e lavoratrici che hanno perso il posto di lavoro nelle fasce di età dai 50 fino ai 65 anni e più: infatti sempre in Abruzzo la somministrazione garantisce occupazione a 4056 lavoratori nella suddetta fascia di età, nello specifico 1934 addetti dai 65 anni in su (età pensionabile 67 anni), 2122 addetti dai 50 ai 64, e se volessimo aggiungere la fascia di età dai 40 ai 49 anni avremmo un totale di addetti pari a 7040 che rispetto ai 16650 occupati netti rappresentano circa il 42.5 per cento degli occupati netti”.

Sacchetta, inoltre, ha passato in rassegna le varie vertenze, nazionali e regionali, che hanno avuto al centro i cosiddetti “invisibili”:

La pandemia ha portato alla luce lavoratori e lavoratrici che fino a questo momento vivevano sottotraccia e al limite della sopravvivenza, perché sottopagati e senza tutele né contrattuali né previdenziali. Gli invisibili che hanno sofferto di più in questo periodo sono stati i lavoratori dello spettacolo e dello sport in quanto, in molti casi, non considerati dai vari interventi straordinari che si sono susseguiti nel corso degli anni dell’emergenza sanitaria.

E ancora, al centro della relazione, la cosiddetta “Gig economy”, i somministrati delle Poste, la questione Navigator, la somministrazione nella Sanità, fino a situazioni abruzzesi come i somministrati in Sevel e Lfoundry, Comdata, Ecare, Movè e Asl 1.

“Ad oggi il nostro impegno è – ha concluso Sacchetta – dare tutela e rappresentanza a tutti i lavoratori, che vivono la flessibilità, la precarietà attraverso tutti quei contratti non tutelanti, far diventare la somministrazione, correggendone l’utilizzo distorto, l’unico contratto flessibile utilizzabile, creare un welfare di sostegno, attraverso accordi Regionali, nei periodi di non lavoro per rendere la flessibilità non fonte di precarietà, far realizzare uno studio sui fabbisogni formativi delle aziende, in tutta la Regione, per evitare di far diplomare o laureare i giovani in ambiti che non danno sbocchi occupazionali. In un contesto come quello attuale, l’unica strada per avere possibilità lavorative è quella della formazione continua”.

Da parte sua, la segretaria nazionale Lucia Grossi ha ribadito che “abbiamo presentato una piattaforma nazionale per la riforma del contratto di somministrazione, che rappresenta, come detto, lo strumento su cui puntiamo. Oggi siamo di fronte a lavoratori e lavoratrici plurilaureati e, quindi, il mondo del lavoro è cambiato: tutti gli attori del sistema devono modificare il modo di pensare la formazione di qualità per garantire il lavoro alle future generazioni”.

Al congresso è intervenuto anche Michele Lombardo, segretario generale Uil Abruzzo, che ha rimarcato come “gli atipici devono avere la massima attenzione istituzionale, le decisioni legislative devono essere a loro sostegno, e bisogna superare la precarietà, per guardare al lavoro di qualità che possa dare alle giovani generazioni una stabilità che consenta di programmare la propria vita. In Abruzzo, in particolare, gli ultimi fatti che riguardano aziende importanti ci preoccupano molto: chiediamo alle controparti che ci sia maggiore attenzione, e che i somministrati possano avere una possibilità seria di trasformazione a tempo indeterminato dei loro contratti di lavoro. Purtroppo, così non è e noi continueremo a lavorare per dare il massimo di tutela a questi lavoratori e lavoratrici”.

by Redazione
Bonus

Lo scorso lunedì nella sala associazione All’Incontrè di Monza il convegno dal titolo Bonus 110% – Novità fiscali e strumenti per ripartire in sicurezza.

Dopo i saluti del consigliere di Regione Lombardia, Federico Romani, e del segretario nazionale di Lega Impresa, Rosario Mancino, ci sono stati gli interventi del commissario di Enbital Monza, Francesca Giarmoleo, del direttore tecnico di Nrg Zero, Alessandro Giuliani, del presidente di Enbital, Paolo Provino, del dottore commercialista, Rosario Gennaro, e di Emanuele Fedeli di Obiettivo Sviluppo. Tanta partecipazione soprattutto da parte degli addetti ai lavori per un convegno che si è dimostrato utile e costruttivo.

“L’incontro è stato voluto fortemente da alcuni imprenditori – ha spiegato Francesca Giarmoleo, commissario di Enbital Monza – sono persone con cui lavoriamo sul territorio e siamo andati a sviscerare quelle che possono essere le problematiche legate a questi bandi, anche a livello bancario tutto quello che si deve fare per richiedere questi bonus. È stata una sessione lavoro accolta con successo sul territorio e ci hanno fatto piacere le numerose domande rivolte ai relatori. Siamo un gruppo lavoro formato da persone che collaborano tra loro. Abbiamo fatto sapere che siamo pronti ad accogliere progetti dal territorio e a sposarli. Noi ci occupiamo proprio di accompagnare le aziende a risolvere tutte le problematiche legate alla richiesta dei danni che possono essere comunali, regionali, nazionali o europei. Le misure previste da questi bandi per gli imprenditori sono molto importanti anche perché danno forza e respiro però possono nascere anche progetti nuovi in questo  momento sto seguendo un bellissimo progetto dedicato ai bambini autistici, ci sarà quindi un progetto innovativo che è inclusivo e darà spazio a tante nuove idee. Il progetto è particolare, c’è dietro tutto uno studio medico, quindi sapere di poter accedere a questi fondi non è poco. Certo, ogni progetto ha un impegno diverso, l’unica cosa è studiarlo per bene insieme con il cliente. Ci si siede al tavolo tutti quanti, non si prende in giro il cliente, non si chiedono soldi anticipatamente e si fa partecipare il cliente a determinati bandi solo se si ha il pensiero di riuscire a vincere e accompagnarlo in questa nuova attività imprenditoriale. Devo dire che ci sono tante richieste in questo periodo da donne che vogliono aprire attività artigiane e da imprenditori che vogliono allargare la loro attività già esistente e da associazioni che vogliono diventare fondazioni proprio perché i progetti si ampliano così tanto da poter intervenire poi con altri enti. Questo fa piacere perché significa che c’è la volontà di ripartire”.

Il presidente di Enbital, Paolo Provino, si è detto molto soddisfatto per l’incontro, sia per il numero di partecipanti che per la qualità del parterre, erano infatti presenti numerose aziende e tanti professionisti dei settori delle costruzioni e della progettazione. “Mi auspico – sottolinea – che il Governo si renda conto che il Superbonus e l’Ecobonus sono importanti sia per quanto riguarda i privati cittadini che permettono di ammodernizzare e migliorare le proprie abitazioni, sia per le imprese. Infatti con il Superbonus si è avuto un aumento del Pil che una repentina diminuzione della disoccupazione”.

by Redazione
Enbital

Il prossimo giovedì 24 febbraio, nella Sala Pirelli della Regione Lombardia a Milano, si terrà il convegno dal titolo Legge di Bilancio 2022: Nuovi obblighi di regolarità contributiva. Il Durc e gli Enti Bilaterali al quale parteciperà anche Enbital.

Dopo i salti di Barbara Mazzali (Commissione Attività produttive, formazione e occupazione), Federico Romani (Commissione Ricerca, innovazione, comunicazione), Franco Lucente (Commissione Rapporti tra Lombardia e Istituzioni europee), Riccardo De Corato (assessore Regione Lombardia) e dell’onorevole Paola Frassinetti (vicepresidente Commissione Istruzione e Universtità); ci saranno gli interventi di Davide Falasconi (Ministero Innovazione e Digitalizzazione), Giovanni Cuomo (consulente di lavoro Milano), Paolo Schiavone (funzionario tecnico dell’Ispettorato interregionale del lavoro del Nord-Ovest), Paolo Provinco (presidente Enbital) e Rosario Mancino (segretario nazionale territoriale Lega Impresa).

La Legge n. 234 del 30 dicembre 2021, o Legge di Bilancio, all’articolo 40-bis prevede che: “a decorrere dal 1° gennaio 2022, la regolarità del versamento dell’aliquota di contribuzione ordinaria ai fondi di solidarietà bilaterali di cui agli Atti Parlamentari – 104 – Camera dei Deputati XVIII LEGISLATURA A.C. 3424 articoli 26, 27 e 40 è condizione per il rilascio del documento unico di regolarità contributiva (DURC)”.

“Enbital – Ente Nazionale Bilaterale Italiano è Ente bilaterale maggiormente rappresentativo presente nei CCNL leader in Italia per l’assistenza al mondo del lavoro – spiega il presidente Enbital, Paolo Provino – rappresentando gli interessi dei datori di lavoro e quelli dei lavoratori, in un’ottica di collaborazione e partecipazione tra le diverse parti sociali. In particolare ci occupiamo, tra l’altro, di: formazione professionale di lavoratori e datori di lavoro per il tramite del nostro Organismo Paritetico tramite la piattaforma mylearn.it; sviluppo di azioni inerenti alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro; promozione di un’occupazione regolare e di qualità; intermediazione tra domanda e offerta di lavoro; conciliazioni di lavoro; certificazione dei Contratti; assistenza al mondo del lavoro; fondi di sostegno al reddito. Gli enti bilaterali sono istituiti e regolamentati dai contratti collettivi di lavoro e pertanto, il finanziamento degli stessi ricade interamente sui datori di lavoro e sugli stessi lavoratori. Gli enti bilaterali garantiscono il riconoscimento al lavoratore di specifiche tutele, quali ad esempio l’assistenza sanitaria integrativa, la previdenza integrativa oppure trattamenti di sostegno al reddito. Enbital è lo strumento atto a valorizzare, incrementare e rafforzare la bilateralità nei territori e nelle aziende. Noi abbiamo già dal 2016 sottoscritto la convenzione con l’INPS per la riscossione della quota di contribuzione tramite codice INPS EB16. Versamento ad enti bilaterali: cosa prevede la Legge di Bilancio 2022. La Legge di Bilancio n.234 del 2021, a partire dalla mensilità di gennaio 2022, obbliga il datore di lavoro a versare quanto dovuto, al fondo di solidarietà bilaterale di appartenenza per l’ottenimento del Durc”.

lega impresa

Il superbonus, l’ecobonus, il bonus ristrutturazioni, il sismabonus e il bonus facciate saranno soggetti a nuovi vincoli: la cessione del credito sarà limitata ad un solo passaggio. La novità è contenuta nel Decreto “Sostegni ter” approvato questo pomeriggio dal Consiglio dei Ministri.

Superbonus, ecobonus, bonus ristrutturazioni, sismabonus e bonus facciate: credito cedibile una sola volta

Il decreto prevede che il credito di imposta corrispondente a superbonu bonus ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus e bonus facciate sia ceduto una sola volta. Questo significa che:

– il beneficiario della detrazione potrà cedere il credito ad altri soggetti, banche e intermediari finanziari, ma questi non potranno cederlo a loro volta;

– i fornitori che praticano lo sconto in fattura potranno recuperare lo sconto sotto forma di credito di imposta e cederlo una sola volta ad altri soggetti, banche o intermediari finanziari, ma questi ultimi non potranno cederlo a loro volta.

Tutti i contratti stipulati violando queste regole saranno considerati nulli. Sconto in fattura e cessione del credito, le modifiche al Decreto Rilancio

Si arriva a questo perché l’articolo 26 del decreto approvato modifica l’articolo 121, comma 1, lettere a) e b) del Decreto Rilancio. Se le novità del decreto “Sostegni ter” saranno confermate, le disposizioni che regolano lo sconto in fattura e la cessione del credito cambieranno nel seguente modo:

Art. 121

  1. I soggetti che sostengono, negli anni 2020, 2021, 2022, 2023 e 2024, spese per gli interventi elencati al comma 2 possono optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione spettante, alternativamente:
  2. a) per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi e da questi ultimi recuperato sotto forma di credito d’imposta, di importo pari alla detrazione spettante, con facoltà di successiva cessione del credito cedibile dai medesimi ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari senza facoltà di successiva cessione;
  3. b) per la cessione di un credito d’imposta di pari ammontare, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari senza facoltà di successiva cessione.

 

* Le frasi barrate saranno soppresse, quelle in corsivo diventeranno efficaci con l’entrata in vigore del Decreto Sostegni ter.

Bonus edilizi e cessione del credito, lo spartiacque del 7 febbraio

La bozza stabilisce che i crediti che al 7 febbraio 2022 sono stati già ceduti, potranno essere oggetto esclusivamente di una ulteriore cessione.

In vista delle nuove regole, i crediti di imposta stanno per trasformarsi in una patata bollente. Se le nuove regole saranno convertite in legge, prima della loro entrata in vigore tutti gli operatori che non vogliono utilizzare i crediti di imposta in compensazione saranno interessati a cederli al più presto.

“Questo è un attacco forte alle imprese – afferma Rosario Mancino, segretario nazionale di Lega Impresa – che, in virtù di queste agevolazioni, hanno investito sul personale, quindi hanno assunto tante persone, hanno formato e specializzato i dipendenti, hanno investito in termini di attrezzature, acquistando i terreni per realizzare i magazzini e capannoni. Dunque questo blocco mette in ginocchio tutta quella economia edile che è portante per lo Stato italiano, infatti su questo settore si reggono quasi tutte le attività in Italia. Basta pensare al commercio (con l’acquisto di materiale edile), ai trasporti (con appunto il trasporto dei materiali), alla consulenza (i consulenti per la consulenza e per la formazione). Sottolineamo che l’edilizia è trainante in Italia e fermare questo settore significa la fine di un paese”.

“Questo porta una grande crisi sia per le aziende in termini di produttività, di rientro degli investimenti sia per quanto riguarda le attrezzature che i dipendenti – sottolinea Paolo Provino, presidente di Lega Impresa – e mette anche in ginocchio l’economia per quanto riguarda i lavoratori perché fermando un settore in forte espansione, che è trainante ed importante per l’Italia, logicamente tanti contratti non verranno rinnovati ed altri dovranno cessare, non essendoci il lavoro. Quindi si andrebbe ad incrementare la disoccupazione e si andrebbe a creare cassa integrazione, quindi spese per lo Stato. Chi può si mette in mobilità, gli altri si mettono in disoccupazione, quindi è stipendiato dallo Stato per stare a casa. Dunque lo Stato ferma i lavori, non permette ai cittadini di lavorare, non cè più il lavoro e paga questi ultimi per stare a casa. Questa è la cosa più sbagliata, ci auspichiamo un ripensamento da parte di tutte le forze politiche per un futuro migliore per il paese”.

 

bcc sangro teatina

Una banca capace di affrontare l’emergenza Covid con passione, efficienza e innovazione, in forza di numeri solidi e di una reale vicinanza al territorio.

L’approvazione del bilancio 2019 di Bcc Sangro Teatina, ratificato nella sede centrale di Atessa il 25 giugno dall’assemblea dei soci rappresentata dal notaio Guido Lo Iacono, ha evidenziato per l’ennesimo anno consecutivo un bilancio in salute e una invidiabile solidità patrimoniale che, sommati ad una grande capacità di vicinanza alle imprese e alle famiglie del territorio, hanno reso possibile performance economiche e professionali anche e soprattutto nel duro periodo di emergenza che non ha risparmiato i territori di competenza.

Nel dettaglio, 4.004 sono i soci e oltre 20mila i clienti.

Molto alti sono risultati gli indicatori della solidità bancaria, con un Total capital Ratio al 16,91 per cento a fronte di un minimo richiesto del 9,25%.

Inoltre, le sofferenze nette sui crediti netti verso la clientela sono state pari all’1,80%, mentre il Cost Income Ratio, che indica il rapporto tra costi gestionali e margini di intermediazione, è stato del 73,10%, in linea con la media del gruppo Cassa Centrale Banca.

A fine anno, la raccolta totale ha raggiunto quota 373 milioni di euro, in crescita di 15 milioni rispetto al 2018, mentre sono stati erogati 35 milioni, un dato che testimonia che nel corso del 2019 Bcc Sangro Teatina ha continuato a sostenere la crescita dell’economia locale.

Il totale dei mezzi amministrati dalla banca ha superato i 588 milioni di euro mentre il rapporto impieghi/raccolta diretta è stato pari al 67%.

Al risultato positivo si accompagna un netto rafforzamento dei principali indici patrimoniali, che stanno a indicare una maggiore solidità e solvibilità dell’istituto e che sono il frutto di una politica prudente e lungimirante portata avanti dai vertici aziendali.

Una banca solida, dunque, che anche per questo è stata in grado di affrontare efficacemente l’emergenza Covid.

In una prima fase sono state messe in atto tutte le precauzioni per clienti e personale e si è fatto ricorso anche allo smart working: grazie a queste misure, non si è verificato nessun caso di contagio.

Poi sono stati realizzati interventi importanti, con un impegno di mezzi economici e risorse senza precedenti: in circa dieci giorni sono stati sospesi 1.100 mutui, per un valore di circa 70 milioni di euro, e lavorate ben 350 pratiche per i nuovi finanziamenti fino ai 25 mila euro, per un valore totale di 6 milioni di euro erogati in poco più di venticinque giorni.

Nel frattempo, è stato messo a punto un sistema di prenotazione online molto apprezzato dalla clientela, evidenziando una banca moderna, capace di affiancare a servizi tradizionali un modello di business innovativo: è il caso dei prodotti e servizi di qualità “fabbricati” dalla capogruppo Cassa Centrale Banca, come la protezione assicurativa, investimenti etici, energia pulita, monetica, internet banking evoluto, fino ad un nuovo sito internet, più dinamico e in grado di garantire un’esperienza di navigazione nuova e coinvolgente.

“Questi risultati – commentano Vincenzo Pachioli e Fabrizio Di Marco (nella foto), rispettivamente presidente e direttore generale di Bcc Sangro Teatina – confermano la proattività, la solidità, la capacità di creare valore di un istituto radicato nel territorio e strutturato per affrontare i mutamenti in atto. Continueremo con determinazione a garantire il nostro sostegno a famiglie e imprese, pur in un quadro congiunturale straordinario e non prevedibile come quello che stiamo vivendo, legato ad un’emergenza epidemiologica che non ha precedenti. Il nostro impegno oggi non vuole solo facilitare la ripartenza, ma leggere questa difficile congiuntura come un’opportunità per rafforzare il nostro modo equilibrato e flessibile di fare banca e accompagnare la ripresa economica sul terreno dell’inclusione e della sostenibilità. Siamo orgogliosi di ciò e siamo sempre di più al fianco di tutti, perché questa sfida sarà vinta solo con il contributo unanime di tutte le parti in gioco”.

by Redazione
saldi invernali

Sul finire delle feste, la Befana anticipa i suoi doni regalando agli abruzzesi e agli italiani l’inizio dei saldi invernali.

Il periodo per il 2020 è stato fissato dal 4 gennaio al 3 marzo; circa due mesi in cui sarà possibile acquistare la merce a prezzi scontati facendo ottimi affari in diversi settori merceologici.

Come ricorda la legge e la Confcommercio: “Le merci in vendita sono esposte con l’indicazione distinta: del prezzo praticato prima della vendita promozionale; del nuovo prezzo; dello sconto praticato e del ribasso effettuato, espresso sia numericamente che in percentuale”.

internazionalitalia

Un roadshow a Pescara dal titolo Internazionalitalia con l’obiettivo di parlare del Made in Italy fuori dai confini nazionali e di come esportare al meglio le nostre eccellenze

Di questo si è quindi parlato all’Aurum nei giorni scorsi grazie all’Anpit (Associazione nazionale per l’industria e il terziario) nata con l’obiettivo di impegnare tutti i soggetti, pubblici e privati, in un’azione congiunta di medio termine per promuovere l’internazionalizzazione come strumento di sviluppo per le imprese italiane.

L’Italia all’estero dunque al centro della prima parte dell’incontro soprattutto in mercati come, tra gli altri, Cina, Usa e Serbia.

Ad aprire il convegno è stato Lucio Palombini, responsabile dell’Ufficio Internazionalizzazione Anpit di Pescara:

Lo scopo del nostro ufficio è creare un modello di associazionismo che rappresenti un valore aggiunto per le imprese.

“Vogliamo dare soluzioni operative e concrete alle aziende”, ha dichiarato Leonardo Giacomozzi di Anpit Abruzzo: “Dopo cinque anni di crescita, l’export abruzzese ha segnalato una grave flessione. Dobbiamo riflettere sulle misure da applicare per dare sostegno alle imprese. La politica deve assumersi delle responsabilità a tal proposito: bisogna trovare delle soluzioni per creare nuove sinergie e sbocchi per le nostre aziende”.

Successivamente a prendere la parola è stato Alfredo Cremonese, Assessore alle attività produttive del Comune di Pescara:

Esportare il Made in Italy significa esportare eccellenze: dobbiamo preservare i posti di lavoro mi-nati nel nostro paese da una profonda crisi.

I saluti istituzionali sono proseguiti con l’intervento di Antonella Ballone, Vvce residente della Camera di Commercio di Teramo:

L’internazionalizzazione è una grande impresa da sostenere, perciò stiamo provando a dare il nostro contributo e sarebbe interessante collegarsi a livello logistico con paesi strategici come la Cina.

Mai come in questo momento l’internazionalizzazione rappresenta uno sbocco importante per le imprese italiane.

Cina, Serbia e America: tre mercati importanti su cui l’Italia può e deve puntare; la Cina ad esempio ha visto il suo Pil crescere in modo abnorme rispetto all’Italia così come il debito pubblico: se il nostro paese è al di sopra del 100%, quello cinese arriva al 207% ma è una cifra spiegabile con l’espansione in corso e quindi la necessità di indebitarsi per far crescere la domanda.

Un mercato italiano che, a differenza di quello della nazione asiatica, è maturo ed è per questo che in altri settori come quello Elettromedicale, meccanica di precisione e digitale, può dire la sua.

Anche la Serbia è un mondo in espansione dove, per esempio, la tassazione delle imprese è a 15% e in alcuni settori l’Iva non è prevista quali: trasporti e importazioni di beni, merci destinate alla zona franca, prestazioni di servizi e di trasporti agli utenti della zona franca.

analisi mercato serbo

Anche il mercato serbo ha delle aree interessanti in cui l’Italia può entrare come l’agroalimentare; il paese infatti ha un territorio composto per il 64,3% di terreni agricoli. Poi ci sono altri settori in forte espansione come l’Italian food, ambiente e informatica.

Per quel che concerne l’America, che ha una passione viscerale per il nostro paese, una delle strade di percorrere è la comunicazione online: generare cioè interazioni maggiori con l’e-ommerce e le tutte le possibilità che la Rete offre.

L’Italia dovrebbe in qualche modo avere più fiducia di quello che non vede e non tocca, cambiare approccio nel mondo del commercio.

Federico Iadicicco
Federico Iadicicco, presidente Anpit

Al termine del convegno il presidente nazionale di Anpit, Federico Iadicicco ha concluso:

L’internazionalizzazione è una leva virtuosa, ci permette infatti di attrarre capitali stranieri e invogliarli a investire in Italia.

Lavorare per l’internazionalizzazione delle nostre imprese, inoltre, non vuol dire incentivarne la delocalizzazione, ma anzi significa permettere di esportare capacità, competenze che rendono i prodotti del Made in Italy i più famosi e desiderati al mondo.

by francesca
artigianato abruzzo

Mille iscrizioni e 1.458 cancellazioni: è racchiuso in questo saldo negativo (-458 imprese) l’andamento dell’artigianato Abruzzo nei primi sei mesi dell’anno, secondo lo studio che Aldo Ronci (nella foto) ha realizzato per la CNA Abruzzo su dati del sistema camerale italiano diffusi da www.movimpresa.it.

Un dato che, se da una parte spinge la nostra regione in fondo alla graduatoria nazionale, peggior risultato degli ultimi quattro anni, induce le associazioni che rappresentano il mondo della micro impresa, come la CNA, a chiedere alle istituzioni, Regione in testa, “di pensare adesso a misure e politiche mirate, destinate a quelle che sono ancora in piedi”.

Ma torniamo ai dati, secondo cui le imprese artigiane attive in Abruzzo sono 29.448.

Lo studio di Ronci dice che “la loro flessione percentuale è stata pari all’1,52%, con un valore superiore al decremento italiano, fermo allo 0,65%”.

Ma dice anche che la caduta si è distribuita “in modo disomogeneo sul territorio regionale: peggiori risultati all’Aquila (-140) e Chieti (-144), decrementi più contenuti a Pescara (-97) e Teramo (-77)”.

Dati, quelli delle due province messe peggio, che le hanno fatte precipitare rispettivamente al terzultimo e sestultimo posto della graduatoria nazionale tra le 105 province d’Italia.

“La CNA, con le altre associazioni d’impresa – commenta il direttore regionale della confederazione artigiana, Graziano Di Costanzo – ha da tempo denunciato la condizione di estrema gravità in cui versa il mondo della micro impresa e dell’artigianato in Abruzzo. Ed ha sollecitato misure di sostegno all’erogazione del credito, alla trasmissione d’impresa e allo start-up, alla digitalizzazione, all’internazionalizzazione, all’export, alla formazione. Misure su cui ci siamo confrontati con i diversi governi regionali, utilizzando lo stesso metro e lo stesso linguaggio: quello dell’urgenza. Una corda che non sembra fare breccia, vista la lunghezza esasperante, talvolta biblica, legata all’iter di approvazione dei bandi e delle relative graduatorie”.

Tra i comparti produttivi, continua incessantemente a perdere colpi – nel mondo dell’artigianato – il settore delle costruzioni, che ha fatto registrare un saldo negativo di 236 imprese, ben 156 delle quali localizzate tra Chieti e L’Aquila.

Una crisi che fa chiedere alla CNA misure specifiche a più istituzioni, come il governo e i Comuni, in materia edilizia: “Occorre dare sostegno e vigore a misure di rigenerazione urbana, come ‘eco’ e ‘sisma’ bonus: ha senso infatti mettere in sicurezza il patrimonio edilizio esistente, per riqualificare i nostri centri urbani. E questo può dare ossigeno alle micro imprese” dice Di Costanzo.

Male, infine, è andata pure nelle attività manifatturiere (-146) con pesanti cadute soprattutto nel Chietino (-52) e nel Teramano (-40), mentre altri segni “meno” sono arrivati nei trasporti (-46), nella riparazione di auto e di prodotti per la casa (-40), nell’alimentare (-29).

Tra i pochi dati in controtendenza, segno positivo solo per giardinaggio (+14) e servizi alla persona (+4).

turismo e sviluppo

Turismo: una parola, tante realtà. Se da un lato questo settore rappresenta uno dei motori dell’economia italiana, dall’altro si confronta stagionalmente con diverse problematiche che talvolta ne ostacolano il reale sviluppo e dunque una crescita regionale effettiva.

Certo è che l’Italia presenta una situazione eterogenea, e dunque sono proprio gli operatori di settore a chiedere un “riordino” di questo mondo.

Sguardo spesso vigile sulle spese quando si decide di partire, poiché in fin dei conti la vacanza fa bene alla testa ma un po’ meno alle tasche ed ecco che si cerca spesso il last minute o comunque quella soluzione più adatta che possa garantire un risparmio; eppure, a chi non piace trascorrere qualche giorno al mare e sorseggiare un buon cocktail in spiaggia o in alternativa passeggiare in totale relax in montagna? C’è chi poi predilige le città d’arte e dunque ama conoscere ed accrescere la propria cultura.

Ci sono soluzioni per tutti i gusti ma è tempo di scendere in campo con una vera e propria strategia affinché il turismo diventi davvero il volàno dell’economia nazionale.

Ma quali sono le reali difficoltà che incontra il settore e come si può davvero intervenire? Risponde a queste ed altre domande Paolo Oddi, giovane Manager alberghiero e docente di origine marchigiana che negli ultimi anni si è dedicato alla stesura di progetti per il rilancio del turismo e si è concentrato particolarmente sullo sviluppo dell’area adriatica, grazie anche ad un monitoraggio costante della realtà che lo porta a lavorare in Abruzzo, dove attualmente gestisce un albergo a Tortoreto Lido (Teramo).

Signor Oddi, entriamo nel cuore del tema “turismo”, lei di cosa si occupa nello specifico?

Sono un Manager alberghiero marchigiano con decennale esperienza in gestione hotel, risorse umane, revenue e sviluppo territoriale. Il mio lavoro consiste oltre a quello di essere titolare di una struttura ricettiva sul litorale teramano, anche in quello di consulente marketing per hotel. Inoltre sono docente accreditato per enti di formazione regionali. Diciamo che mi piace definirmi un manager che desidera il migliore sviluppo turistico sia per le strutture che per il territorio oltre che per un’importante crescita del “made in italy” e cerco di lavorare ogni giorno per questo obiettivo, nel mio piccolo e malgrado le difficoltà.

A proposito di difficoltà: ci può fare una panoramica, in base ai suoi studi, della situazione attuale del turismo in Italia?

Il nostro territorio presenta ricchezze artistiche e culturali inestimabili, ha dei prodotti turistici ineguagliabili ma, ahimè sembriamo incapaci nel valorizzare un tesoro che abbiamo tra le mani; situazione dovuta alla poca formazione e know how sia degli operatori turistici sia degli imprenditori, c’è una mancanza di sinergie e reti di imprese e co-operazioni necessarie per lo sviluppo del ” brand Italia “. Siamo accecati solo dall’egoismo imprenditoriale e non ci curiamo del fatto che insieme si fa la forza e nessuno vince da solo. Il Governo e le Istituzioni non si sono ancora resi conto che il turismo può rappresentare quasi la metà del PIL nazionale e quindi non investono più di tanto lasciando le Regioni e addirittura le vecchie Province o località singole a pubblicizzarsi e promuoversi da sole nel Continente e nel mondo; operazioni impossibili considerando la concorrenza feroce ed unita degli altri Paesi.

Ed invece il turismo in Abruzzo?

Il turismo abruzzese ha gli stessi problemi che ha anche la mia regione (Marche ) e tante altre regioni italiane soprattutto del centro sud: quello di possedere un patrimonio gigantesco e non saperlo gestire, valorizzare e promuovere. Sto vivendo la situazione della costiera teramana da due anni a livello imprenditoriale e credo sia molto indietro nei programmi e nello sviluppo territoriale. Vedo tante divisioni, tanto individualismo. Sembra che conti di più l’incasso della stagione invece che l’importanza del creare un brand per permettere lo sviluppo di un territorio negli anni. La presenza di molti hotel fermi agli anni ’80 sia come mentalità sia come struttura è la prova tangibile che col turismo si vuole solo “incassare” non costruire ed investire per poter “riscuotere il triplo in un quinquennio “. Purtroppo il futuro di questa realtà dipende molto dalla capacità di mettere a frutto quelle competenze acquisite con la formazione.

Come si potrebbe implementare il turismo in Italia, e per rimanere in zona, in Abruzzo?

Credo che tutto debba partire dalle Istituzioni: da un Ministero del Turismo forte che imponga regole e dall’Enit che deve riprendere il ruolo di faro per lo sviluppo e la crescita del Turismo italiano. Prendere provvedimenti impopolari ma necessari dalla lotta all’extra alberghiero “di contrabbando”, come lo definisco io, alle agevolazioni per i titolari e le catene alberghiere europee che investono nel nostro Paese e danno anche lavoro agli operatori italiani. Quindi bisogna ripartire da idee chiare ed essere presenti a fiere europee e mondiali come “Italia”, il Bel Paese e non frammentati e divisi. Stesso discorso per la regione Abruzzo che deve impegnarsi soprattutto nello sviluppo della rete di imprese, scuole e corsi di turismo e co-operazione pubblico privato. Per creare sviluppo è necessaria anche la disponibilità economica di tutti gli imprenditori del settore, uniti in un unico obiettivo.

Qual è secondo lei l’errore più grande commesso?

L’aver delegato il lavoro del Governo alle Regioni, Province e Comuni. Il turismo ed in particolare il “made in Italy” deve essere promosso e sviluppato dal centro di governo del Paese; ogni Regione o località deve intervenire e poter dire la sua, ma il Ministero del Turismo e l’ Enit devono far conoscere al mondo la realtà del paese. Se c’è un Ministero forte che detta le direttive e gli altri eseguono e propongono allora sì che possiamo iniziare a costruire un bel turismo italiano. Un altro ostacolo grandissimo è la mentalità: noi italiani non siamo più portati ad ospitare. Ripeto sempre una frase ” tolleranti con ospiti e visitatori; intolleranti con la mediocrità”. Questa frase credo riassuma tutto il mio pensiero: intolleranti rispetto alla mediocrità degli imprenditori ed operatori ed intolleranti di fronte alla mediocrità dei residenti che vedono nei turisti solo disturbo e caos. Se si esce fuori da questo “spirito”, allora si può costruire ed offrire qualcosa di più.

Quanto è importante il confronto tra operatori?

Credo che la co-operazione e il confronto tra operatori ( insieme all’aiuto e direttive del pubblico ) siano fondamentali per poter sviluppare un territorio. Le Iat, pro Loco, le consulte del turismo, i distretti non hanno dato risultati perché sono stati sempre visti come centro di potere per chi veniva eletto o nominato e centri di favori per i “seguaci”. Non si è pensato mai a lavorare insieme o discutere insieme per trovare idee e soluzioni.

Quali sono gli strumenti necessari per la cura del settore?

Innanzitutto come ho già anticipato, un potere forte centrale che dia direttive, regole e definizione dei vari contratti ai centri locali e Regioni. Poi bisogna formare in maniera precisa “destination manager” che siano in grado di scovare le eccellenze e le aziende di qualità sul territorio. E poi ancora sinergie, consorzi, co-operazioni e reti di imprese che sono le uniche capaci di riunire gli operatori e offrire loro servizi selezionati di eccellenza. In più dobbiamo cambiare noi, dobbiamo aprire le porte all’innovazione.

Consigli per quanti vogliono lavorare nel mondo del turismo?

Scendere in campo con tutta la passione che si ha nel cuore. Ai miei allievi ripeto sempre loro che devono amare questo lavoro, se non si è disposti a fare sacrifici è meglio lasciar perdere. E’un lavoro che concede poche ferie, nei festivi si lavora sempre ma è necessario rispondere alle esigenze dei clienti. Voglia, passione e fiducia nel proprio lavoro: è questo il segreto per cambiare e far maturare al meglio il turismo.

by Alessandra Renzetti
esportazioni in Abruzzo

Le esportazioni in Abruzzo fanno registrare numeri positivi: si parla in fatti di un incremento del 3,9% registrato nel 2018, con quasi 9 miliardi di euro di beni venduti all’estero.

E’ quanto emerge dall’ultimo Rapporto Export a cura di Sace Simest,(Polo export e internazionalizzazione Cdp).

Nel 2018 l’export abruzzese è altresì cresciuto in quasi tutte le aree geografiche, a partire da Polonia (+12,2% rispetto al 2017), Germania (+5,1%), Francia (+4,2%), Stati Uniti (+1,1%) e Spagna (+0,9%) e Polonia (+12,2%).

Nei primi tre mesi del 2019 si assiste invece ad una lieve flessione, pari allo 0,7%, che in ogni caso non impedisce alla regione di attestarsi su un trend di crescita stabile che ha caratterizzato l’ultimo quinquennio.

Flessione del primo periodo che deriva dai cali nei settori gomma e plastica (-8,9% rispetto al 2018) e della meccanica strumentale (-13,2%).

Foto di StockSnap da Pixabay 

by Redazione