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Tag Archives: COVID19

Villa Santa Maria

Il comune di Villa Santa Maria conclude con successo la campagna vaccinale. “Da marzo scorso al Distretto sanitario del paese sono state somministrate 3000 dosi di vaccino a 1500 persone – spiega il sindaco Giuseppe Finamore  (nella foto) – ciò significa che abbiamo concluso le vaccinazioni per tutte le fasce di età, da 12 a 100 anni”. I vaccini anti Covid sono stati somministrati ai villesi e ai residenti nel comprensorio. Pfizer il più utilizzato, a seguire Moderna e AstraZeneca per il personale scolastico.

“La perfetta riuscita della campagna è stata possibile grazie alla sinergia tra le istituzioni interessate – dichiara il primo cittadino – a marzo scorso ho chiesto personalmente, in una riunione con il prefetto Armando Forgione e con il direttore della Asl Thomas Schael, di poter partecipare alle vaccinazioni tramite il nostro Distretto sanitario, mettendo a disposizione le forze del paese per poter contribuire in modo fattivo all’iniziativa”.

“Grazie all’impegno del dott. Fioravante Di Giovanni, direttore dell’Area Distrettuale Sangro – Aventino, del dott. Arnaldo Rossi e del suo staff e al prezioso contributo della Protezione civile che è sempre presente e che in questo frangente ci ha dato una grossa mano – conclude Finamore -, siamo riusciti a raggiungere questo bel traguardo, contribuendo in modo reale alla campagna di vaccinazione e di conseguenza alla ripartenza del Paese”.

by francesca
ALI

Riceviamo e pubblichiamo le dichiarazioni del presidente di ALI (Autonomie Locali Italiane) Giacomo Carnicelli in merito alla campagna di vaccinazione anti Covid.

Vaccinarsi un dovere, al via la campagna dei Sindaci italiani per sensibilizzare i cittadini alla vaccinazione anti-Covid; gli amministratori locali aderenti si vaccineranno appena sarà possibile, compatibilmente con la scala di priorità indicata dalle Autorità Sanitarie. La campagna di sensibilizzazione lanciata da ALI – Autonomie Locali Italiane – intende rimarcare il fatto che vaccinarsi sarà un dovere e i Sindaci ci “metteranno la faccia”, associando la propria immagine alla campagna vaccinale.

La responsabilità individuale resta fondamentale per uscire da questa drammatica situazione, sanitaria ed economica, e noi ora abbiamo due carte da giocare: massimo rigore possibile in questi giorni di festa e vaccinazione di massa anti-Covid a partire da gennaio. Dipende da noi come e quando superare questo brutto momento, e che non siamo solo il Paese dei diritti, siamo anche il Paese dei doveri. Quando avremo la possibilità di immunizzarci, dobbiamo farlo per noi e per chi non potrà farlo per motivi di salute, come ad esempio gli immunodepressi.

Una pronta e rapida vaccinazione collettiva permetterà al nostro Paese di uscire al più presto dall’emergenza sanitaria e, quindi, concentrarsi sulle tante emergenze di natura economica e sociale che questa terribile pandemia ha portato con sé. Inutile sottolineare che ogni tentennamento in questa fase darà alle altre Nazioni un vantaggio competitivo sull’Italia, l’esperienza cinese (unico Paese tra le grandi economie mondiali a chiudere il 2020 con una crescita economica avendo, di fatto, evitato una “seconda ondata”) insegna.

Vaccinarsi è un atto di responsabilità civile e i sindaci sono pronti a dare l’esempio.

Rotary Club Pescara Ovest D’Annunzio

“La sfida che oggi ci troviamo ad affrontare è quella di garantire la massima assistenza ai pazienti colpiti dal Sars-Covid-19, che oggi conta 11mila malati in Abruzzo, 10.500 in isolamento domiciliare, 500 ricoverati in ospedale, e, al tempo stesso, assicurare la consueta operatività dei nostri ospedali, senza trascurare alcuna patologia, a partire da quelle oncologiche perché il cancro, con i suoi nuovi mille malati al giorno solo in Italia, non si ferma in attesa che la pandemia termini il suo ciclo. E non possiamo permetterci di ritrovarci con una pandemia nella pandemia”.

Lo ha detto l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì che ha aperto la tavola rotonda online su La Pandemia nella Pandemia organizzato dal Rotary Club Pescara Ovest ‘G. d’Annunzio’ di Pescara.

Presenti il Presidente del Rotary Club Luciana Vecchi , la pneumologa dell’Ospedale civile di Pescara Antonella Spacone, il dottor Dimitri Luisi, Primario del reparto di Oncologia dell’Ospedale civile di Pescara e componente della Task Force nazionale della Lilt – Lega Italiana Lotta contro i Tumori; il dottor Marino Nardi, responsabile dell’Unità Operativa Semplice di Chirurgia Mammaria dell’Ospedale civile di Pescara, e il professor Marco Lombardo, Coordinatore regionale della Lilt.

“Scopo dell’incontro – ha sottolineato il presidente Vecchi – è quello di approfondire il problema della pandemia da coronavirus, alla luce degli sviluppi della seconda ondata dell’emergenza sanitaria, ma anche capire i riflessi più immediati che la stessa pandemia sta determinando sul sistema sanitario generale, a partire dal rallentamento degli screening per la prevenzione oncologica, rischiando di generare una ‘pandemia’ all’interno dell’emergenza coronavirus, un tema, peraltro, oggetto di un acceso dibattito proprio negli ultimi giorni”.

“Il nostro sistema sanitario regionale deve affrontare una mole di lavoro immensa – ha spiegato l’assessore Verì – e lo sta facendo intensificando sia la rete ospedaliera che territoriale. Purtroppo in Abruzzo abbiamo toccato l’indice di contagio RT 1,5; 1 paziente su 4 è giovane in età scolare, solo per capire l’estensione capillare del virus. Per fronteggiare l’epidemia abbiamo assunto 863 unità operative in più tra medici e infermieri e parliamo di medici, anestesisti, infettivologi. Ma soprattutto, nonostante il grande sforzo straordinario al quale il Covid ci sta sottoponendo, continuiamo a portare avanti anche le attività programmate perché si continua a morire anche di altre patologie”.

“Nel Covid Hospital i tre piani di degenza sono tutti pieni – ha detto la pneumologa Spacone -, abbiamo circa 90 pazienti ricoverati che hanno bisogno di ventilazione meccanica intensiva o non intensiva, ovvero ossigenoterapia. Il Pronto soccorso è pieno tutte le notti, è una battaglia davvero dura e nell’ultima settimana abbiamo stilato un documento aziendale, tra i primi in Italia, in cui abbiamo redatto un percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale per omogeneizzare i comportamenti e garantire un approccio integrato e multidisciplinare che coinvolge le Usca, che devono effettuare il monitoraggio dei pazienti paucisintomatici che possono essere seguiti sul territorio. Poi nel Covid Hospital abbiamo allestito uno spazio per l’Osservazione breve per uno screening del paziente che dev’essere ricoverato o rimandato a casa; al primo piano abbiamo i pazienti che necessitano di un supporto semintensivo con l’ossigenazione ad alti flussi, un piano intermedio a bassa intensità e all’ultimo piano la terapia intensiva. Attualmente abbiamo in atto ogni tipo di terapia, il Tocillizumab, la terapia stiroidea per bloccare la cascata infiammatoria che il virus instaura, la terapia antivirale con l’Aldesivir, trattamenti che mirano a ridurre il rischio di intubazione, poi l’antibiotico con Azitromicina per  pazienti domiciliari. Nel Covid Hospital abbiamo anche allestito una struttura di day hospital anche per il follow up dei pazienti post-Covid che comunque lascia delle sequele polmonari importanti”.

Poi le problematiche oncologiche: “Lavoriamo ogni giorno per assistere il paziente oncologico – ha detto il primario Luisi – che è sofferente perché è fragile, noi cerchiamo di far sentire meno il peso della situazione, ma la paura è palpabile, tanti saltano le terapie, cercano di evitare i trattamenti, c’è un ritardo nella diagnostica, c’è un rallentamento della sala operatoria, ci sono i pazienti in follow up che saltano i controlli e questo si traduce in un ritardo di diagnosi delle recidive o nelle seconde neoplasie”.

“La prima conseguenza della pandemia – ha aggiunto il dottor Nardi – sono le diminuzioni delle diagnosi perché tanti pazienti hanno rinviato le visite per paura di recarsi in ospedale o nei centri diagnostici e tale problematica determinerà un aumento della mortalità dell’1 per cento, ovvero negli Stati Uniti, moriranno in un anno per carcinoma alla mammella o al colon-retto, che sono un sesto delle neoplasie, circa 50-60mila persone. E la pandemia ha bloccato anche il mondo della ricerca scientifica, orientata sul Coronavirus; si sono rallentati gli interventi chirurgici, il lockdown ha ritardato almeno 600mila interventi di cui 50mila per neoplasie e tutto questo aumenterà la mortalità. In Italia abbiamo ben mille nuove diagnosi oncologiche al giorno e ogni giorno muoiono 500 persone, oltre ai 700 decessi al giorno per patologie cardiovascolari, si calcola che in un anno, a causa del Covid, avremo 10mila casi in meno di diagnosi di cancro allo stadio iniziale, che significa meno probabilità di salvezza. Ora gli screening sono ripresi, ma a macchia di leopardo. In Abruzzo la neoplasia alla mammella incide per mille nuovi casi l’anno e con il Covid perderemo sicuramente 200 diagnosi. Consideriamo che a Pescara con la prima ondata pandemica l’ospedale civile è stato completamente ridisegnato in funzione del Covid con tre reparti di rianimazione e il blocco delle attività chirurgiche elettive, noi siamo riusciti a preservare il trattamento chirurgico per i pazienti con neoplasie e le urgenze, ma comunque rispetto allo stesso trimestre marzo-maggio 2019, la riduzione delle attività chirurgiche per neoplasie è stato pari al 25%. Nella seconda ondata siamo più pronti, c’è il Covid Hospital che ci ha salvati, ma dobbiamo potenziare l’attività diagnostica”.

“Ci sono 34 studi internazionali – ha proseguito il professor Lombardo – che dimostrano che la ridotta prevenzione dei tumori determina un aumento del rischio di neoplasie che supera l’8%, oggi in Italia si ammalano di tumore mille persone al giorno e la metà muore, sappiamo che più la diagnosi è precoce più si guarisce, purtroppo abbiamo concentrato le forze sul virus, ma non ci siamo posti il problema di fare una strategia nazionale e regionale per la prevenzione e oggi rischiamo una pandemia dei pazienti oncologici che non possiamo curare bene perché non li abbiamo presi nella fase iniziale, C’è bisogno della prevenzione secondaria, ovvero degli screening, ma anche della prevenzione primaria, continuando a insistere sui sani stili di vita, e poi la terziaria, garantendo supporto a chi si è già ammalato. Oggi le Lilt di tutta Italia sono pronte a fornire il proprio supporto con i propri ambulatori per svolgere l’attività di prevenzione che è meglio fare all’esterno degli ospedali, siamo pronti anche a Pescara a stilare dei protocolli specifici portando il nostro know how. Consideriamo che con la campagna del Nastro Rosa garantiremo complessivamente oltre 300 visite, 100 già sono state fatte e ora effettueremo le ecografie. A fine novembre partirà il Percorso Azzurro per le neoplasie urologiche”.

 

Al via da pochi giorni l’iniziativa promossa dai comuni dell’Unione Montana dei Comuni del Sangro finalizzata ad effettuare test immunocromatografici nei confronti di tutte le categorie a rischio e dei cittadini che ne faranno liberamente richiesta, con priorità per quelli che sono rientrati e che rientreranno da fuori regione.

“Il piano è stato ideato e  avviato – spiega il presidente dell’Unione Montana Arturo Scopino –  per salvaguardare al meglio la salute dei cittadini residenti in paesi che hanno avuto un solo caso accertato da Coronavirus”. I test, che saranno effettuati nei comuni di Montebello sul Sangro, Colledimezzo, Montelapiano, Monteferrante, Montenerodomo, Roio del Sangro, Rosello e Pietraferrazzana, sono rivolti sia alle categorie a rischio, quali dipendenti comunali, personale sanitario ecc., sia a tutti quei cittadini che manifesteranno la volontà di sottoporsi all’esame, con un’attenzione particolare rivolta a chi rientra da fuori regione.

“In estate c’è un forte incremento della popolazione dovuta al rientro di cittadini residenti all’estero o in varie città italiane e all’arrivo di turisti – spiega Scopino che è anche sindaco di Montelapiano – questo ci ha spinto, in qualità di amministratori locali,  a mettere a disposizione un servizio atto ad effettuare test con risposta rapida in modo da monitorare le persone che intendono volontariamente sottoporsi all’esame. Un modo, questo, anche per mettere a loro agio tutti coloro che tornano in paese garantendo loro un immediato e  adeguato inserimento nelle collettività locali che sono fortemente scosse dall’emergenza Covid-19”.

Gli screening, che rappresentano un’iniziativa singolare per l’intero Abruzzo, sono finalizzati alla rilevazione qualitativa di anticorpi specifici contro il COVID-19 presenti nel siero, nel plasma o nel sangue intero umani, sono di grande affidabilità scientifica a marchio CE,  e definiti STANDARD Q COVID-19 IgM/IgG Duo, tipo STANDARD M nCoV Real-Time Detection Kit, prodotti dalla ditta SD BIOSENSOR Inc., inserita nell’allegato 1 alla Circolare del Ministero della Salute del 3 Aprile 2020 per la produzione di dispositivi diagnostici per il rilevamento di SARS CoV- 2 RNA.

I cittadini che intendono volontariamente sottoporsi al test devono prenotarsi contattando gli uffici comunali, ritirare la modulistica appositamente predisposta dall’ente e consegnarla agli ambulatori autorizzati ad effettuare lo screening.

Al fine di contenere le spese sostenute per l’erogazione del  servizio, l’Unione Montana informa i fruitori che è gradita una libera donazione.

I comuni membri dell’Unione avevano già adottato, dall’inizio della fase due, linee guida condivise per la gestione del territorio e dei suoi residenti con indicazioni comuni rivolte alla collettività:  l’invito a utilizzare dispositivi di protezione anche nei luoghi all’aperto, il divieto di creare assembramenti rispettando il distanziamento interpersonale di almeno un metro e altre disposizioni per tutti coloro che sono rientrati o rientreranno nei singoli paesi per residenza o visita a congiunti.

by Redazione

L’emergenza Covid non ha fermato gli interventi di manutenzione straordinaria delle strade provinciali avviati nei mesi scorsi dalla Provincia di Chieti riguardanti le arterie del Distretto n. 6 per un importo complessivo di 4.450.000,00 di euro. Oggi sono stati inaugurati i cantieri che insistono sui comuni del Sangro a ridosso dell’Alto Vastese per un totale interventi di 1.760.000,00 €.

“Sono partiti questa mattina i lavori nei comuni di Atessa, Tornareccio, Archi, Perano, Castiglione Messer Marino, Montazzoli, Colledimezzo, Roio del Sangro, Monteferrante e Carpineto Sinello”, spiega il vice presidente della Provincia di Chieti Arturo Scopino. “Sono stati consegnati i lotti di intervento alle ditte appaltatrici – aggiunge Scopino – ed entro l’estate completeremo tutte le realizzazioni conseguenti al Masterplan per l’Abruzzo”. Questi gli importi dei singoli interventi ricadenti nei comuni del Sangro: 315mila euro per la S.P. 115 Perano Tornareccio, 550mila euro per la S.P. 152 Castiglione Messer Marino – Crocetta di Colledimezzo, 315mila euro per la S.P. 153 Colledimezzo – Borrello, 210mila euro per la S.P. Carpineto Sinello – Atessa e 370mila euro per la S.P. 216 ex S.S. 364 di Atessa.

I lavori del lotto A del Distretto 6 sono stati affidati alla ditta Conti e Mastroiacovo s.r.l. di Trivento (Is) e saranno completati entro la fine della bella stagione. La Provincia annuncia la realizzazione di nuovi interventi che saranno attuati con altri fondi e ricorda l’importanza del lavoro di sinergia svolto con il territorio. “I sindaci sono molto soddisfatti di quanto è stato e sarà realizzato – spiega Arturo Scopino –  Sono interventi, questi, che le amministrazioni comunali e i cittadini attendevano da tempo. Ma non bisogna dimenticare che le segnalazioni sono state fatte direttamente dalle amministrazioni locali, sono istanze che provengono dal territorio. Per questo sostengo che soltanto la collaborazione costante tra l’ente provinciale e le singole realtà territoriali possa portare a risultati davvero soddisfacenti”.

All’inaugurazione dei lavori di stamane c’era anche il sindaco di Atessa Giulio Borrelli che ha sottolineato:“Si tratta di un intervento molto importante che la Provincia realizza sul nostro territorio. La strada provinciale 216 è un’arteria di collegamento strategica tra Atessa e i paesi dell’entroterra e le sue condizioni disastrate rendono, non solo nella stagione invernale, molto difficili gli spostamenti che avvengono maggiormente per la fruizione dei servizi e per tutte le attività di lavoro. Non dimentichiamo che sono numerose le persone che dai paesi di montagna si spostano per ragioni di lavoro nella nostra zona industriale”.

“ Questo – aggiunge il sindaco Borrelli – è un territorio unico dal punto di vista naturalistico e monumentale. Rendere fruibile la viabilità permette  l’accesso a tutti coloro che vogliono godere delle bellezze che la zona custodisce, a partire dal convento quattrocentesco di San Pasquale alle rovine megalitiche sul Monte Pallano,  fino ai panorami incantevoli delle zone montane”.

by Redazione

E’ molto importante credere in sé stessi, darsi una possibilità e tentare di inseguire i propri sogni senza timori; alzarsi al mattino ed iniziare la giornata con un sorriso magari guardando “face to face” il sole soprattutto in un momento così complesso, in particolare in un tempo in cui le certezze sono state piegate dall’Emergenza Coronavirus. Non c’è mascherina che possa impedire agli occhi di brillare.

L’assenza di un abbraccio, la carenza di un bacio, l’impossibilità di una stretta di mano hanno reso tutti più fragili ma come recita l’ormai noto e coloratissimo hashtag che per pomeriggi interi ha impegnato i bimbi in casa, poiché intenti a dipingere enormi fogli e vecchie lenzuola: “andrà tutto bene”. 

In questo momento in cui il tempo sembra essersi fermato ed in cui il distanziamento sociale demoralizza e spaventa per il suo necessario protrarsi, non c’è miglior amico di un buon libro che apre la mente, proietta in mondi migliori e genuini; inoltre il libro non fa sentire mai soli e, ancora una volta, grande testimone di questa filosofia imprenditoriale basata sul sorriso è l’editore Alessio Masciulli che non si perde d’animo ed esorta tutti a reagire: “Non arrendetevi mai, sperate sempre nelle nuove occasioni e nelle nuove possibilità che la vita ci offre, la vita dà sempre uno schiaffo e una carezza”.

“Quello che cambia attorno a noi è sempre fonte di nuovi stimoli e di nuove possibilità anche se ci viene presentato con dolore e impacchettato con paura e sconforto – prosegue. – Con forza e coraggio trasformeremo, come abbiamo sempre fatto, anche questo momento in una nuova rinascita sperando di uscirne più maturi e consapevoli di dover cambiare modo di vita. Consapevoli di dover salvaguardare il pianeta e indirizzare i giovani verso valori e studi utili a proteggerci in futuro”.

In questo invito in cui l’editore di Catignano esorta a non perdere mai la speranza è affiancato dalla Professoressa Silvia Elena Di Donato, autrice di una raffinata ed elegante raccolta di testi poetici “La maschera di Euridice” della medesima casa editrice Masciulli:

“La Masciulli Edizioni va oltre i confini della quarantena con la vulcanica energia dell’editore positivo. – commenta la Di Donato. – E chi lo ferma l’editore positivo? E’ sempre un tripudio di sorrisi ed energia Alessio, neppure il Coronavirus può limitarne la passione e la vitalità: se c’è un vaccino contro le trappole della tristezza e dello scoraggiamento, lui l’ha trovato. E lo dona in continuazione”. 

“Ogni giorno – prosegue – riesce a raggiungere e a stupire tutti con quel potpourri tutto suo di energia, ironia, e una certa dose di ‘follia’ che ormai lo hanno reso un vero e proprio ‘personaggio’ noto e apprezzato ben oltre i confini abruzzesi. Basta contattarlo sui social per essere accolti nel suo mondo ed avere un’iniezione di rigenerante ottimismo e fiducia.  E’ sempre in movimento l’editore positivo, con il corpo e con la testa, le sa pensare tutte; mai scontato, mai banale”.

Ed in merito alla sua attività editoriale aggiunge: “La sua casa editrice cammina on line con dirette, interviste, recensioni, approfondimenti, perché i libri sono vivi, sanno varcare anche i confini più angusti e oggi più che mai sono nostri indispensabili compagni di viaggio. Ci ha abituato alle sorprese, l’editore positivo, e non si smentisce. E’ già pronto per nuovi progetti sorprendenti e con il suo sorriso pieno di nuove idee; intanto, on line pacchetti di libri in offerta, basta un click perché a casa vi arrivino mondi da leggere!”

E l’amore? Può il Covid19, e quindi la distanza che ne consegue tra le persone, allontanare chi si ama? Quel sentimento che ha ispirato da sempre filosofi, poeti, scrittori affronta una nuova grande sfida e forse, sarà l’unico vincitore. Anche su questo tema l’editore positivo non smette mai di stupire.

 

by Alessandra Renzetti

“I medici e gli operatori sanitari del San Liberatore di Atri sono il nostro orgoglio. Il nostro nosocomio, in poco tempo riconvertito in Covid Hospital della provincia di Teramo, sta rispondendo benissimo al maggior carico di lavoro. I medici e i sanitari stanno portano avanti la loro attività come sempre in maniera encomiabile, con impegno e dedizione. Ho avuto contezza direttamente dai pazienti ricoverati per positività al Covid-19 della qualità del servizio non solo dal punto di vista medico, ma anche umano. Mi preme rassicurare i pazienti ricoverati e le loro famiglie, inoltre, che al San Liberatore è già in dotazione il farmaco Tocilizumab che viene utilizzato nel trattamento terapeutico in caso di Coronavirus”. Con queste parole il Sindaco di Atri, Piergiorgio Ferretti, fa il punto sulla gestione dell’emergenza nell’ospedale atriano e replica al consigliere Paolo Basilico sull’uso del farmaco per curare il Covid-19 al San Liberatore in riferimento all’articolo di stampa pubblicato in data odierna, (25 marzo 2020).

 “È pleonastico precisare  – conclude Ferretti – che la consegna del farmaco è avvenuta in seguito alla richiesta effettuata nei giorni precedenti, tramite la piattaforma dedicata all’attuale emergenza, dalla Direzione Sanitaria. Non è tempo delle polemiche semmai occorre dimostrare vicinanza a tutte le persone e alle rispettive famiglie colpite dal Covid-19 e a tutti i medici, gli operatori sanitari e tutti coloro che lavorano nell’ospedale San Liberatore per l’encomiabile impegno quotidiano svolto con professionalità e altruismo”. 

by Redazione

Estesa la zona rossa in Abruzzo per l’emergenza Coronavirus.

Ai comuni in cui già sono in vigore maggiori restrizioni: Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Arsita, Bisenti, Montefino (Teramo), nella Val Fino, ed Elice (Pescara), si aggiunge l’area vestina, nel Pescarese, con i comuni di Penne, Montebello di Bertona, Civitella Casanova, Farindola e Picciano.

Ad annunciare questa nuova decisione è il governatore Marco Marsilio, sottolineando che l’ordinanza verrà firmata a breve e sarà in vigore immediatamente.

Il presidente di Regione afferma che il nuovo provvedimento “serve a perimetrare l’area metropolitana pescarese rispetto all’area vestina”.

Evidenziando che le Asl, cui è stato chiesto un monitoraggio costante, hanno “individuato una curva crescente di contagi e pericolosità nell’area vestina”, il governatore sottolinea che “si è creato un focolaio complesso in quella zona, che ha contatti molto stretti con la costa. Questa riperimetrazione – conclude – serve a limitare ulteriormente il contagio”.

by Redazione

La cittadinanza è rimasta molto colpita per i due decessi legati al Covid-19, e soprattutto la più che prematura scomparsa della donna di 44 anni ha generato nella popolazione un profondo senso di coinvolgimento che da più parti si chiede di poter trasformare in azioni concrete.

“Domenica sera – spiega il sindaco Sandro Marinelli – abbiamo ritenuto con tutti i consiglieri comunali di collegarci in videoconferenza al fine di illustrare la situazione che stiamo gestendo con il COC comunale e, soprattutto, per valutare iniziative di sostegno alle fasce più deboli della popolazione.

Tutti i gruppi consiliari di maggioranza ed opposizione, tranne uno, hanno risposto prontamente all’appello ed hanno dato la loro piena disponibilità a collaborare in questa fase delicatissima per la nostra comunità e per questo li ringrazio. Pertanto, lunedì mattina, sempre in videoconferenza, abbiamo approvato la delibera di giunta con la quale, in aderenza alle indicazioni fornite con il D.L. 18/2020, si è acceso un conto corrente dedicato, denominato “EMERGENZA COVID-19 PIANELLA”, da utilizzare per gestire tutte le problematiche connesse all’emergenza e, in primo luogo, garantire interventi tempestivi ed immediati.”

“Nell’immediato futuro – aggiunge il sindaco – ci troveremo a dover dare risposte concrete e pronte alle fasce più esposte della nostra cittadinanza che avranno difficoltà, a causa della prolungata inattività, ad accedere ai beni primari quali farmaci e generi alimentari e, pertanto, facciamo appello alla consueta generosità dei pianellesi, siano essi aziende, istituzioni, associazioni, privati cittadini, in modo da costituire un fondo straordinario che non lasci nessuno indietro e confermi come la nostra collettività vanti un grado di coesione sociale in grado di affrontare in maniera solidale e collaborativa questa gravissima fase della crisi.”

La delibera di giunta approvata prevede che sia un comitato di garanzia che coinvolge anche la minoranza a vigilare sull’impiego di fondi e la pubblicazione di tutte le movimentazioni del conto corrente sul sito dell’ente al fine di garantire la massima trasparenza; inoltre nella delibera viene dato atto che la prima dotazione del conto corrente sarà costituita mediante il versamento da parte di Sindaco e Assessori degli emolumenti spettanti ai medesimi per la mensilità di Marzo, per un importo di € 5.423,27.

“Chiediamo a tutti – conclude il primo cittadino – di aiutarci a diffondere il più possibile l’IBAN del conto corrente acceso preso la Tesoreria Comunale (Banca Popolare di Bari) IBAN – IT35C0542404297000000001026, sul quale far confluire le donazioni con la causale “Donazione emergenza Covid-19 Comune di Pianella”, in modo da poter beneficiare anche delle detrazioni previste dal decreto.”

 

 

by Redazione

 Il Sindaco di Atri, Piergiorgio Ferretti, ha firmato una ordinanza con ulteriori misure restrittive urgenti per il contenimento del contagio da virus Covid-19. Una decisione motivata dall’essere al confine con una zona rossa, la valle del Fino, e per il fatto che l’Ospedale “San Liberatore” di Atri è stato individuato quale nosocomio Covid-19 della Provincia di Teramo. Tali misure sono stare disposte per la sicurezza della collettività e degli stessi operatori sanitari. Le violazioni alle disposizioni sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 25 a 500 euro fatte salve le eventuali ulteriori responsabilità penali di cui all’ art. 650 del codice penale.

In particolare nel territorio comunale sono vietate tutte le attività motorie e sportive all’aperto; è possibile attendere alle esigenze primarie degli animali d’affezione per il tempo strettamente necessario e comunque in aree contigue alla propria residenza, domicilio o dimora e comunque nel raggio di 300 metri; è vietato circolare a piedi o con velocipedi salvo i casi di spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, di salute o situazioni di necessità, nelle quali rientra l’approvvigionamento alimentare e quello relativo a altri beni di primaria necessità negli esercizi commerciali. A eccezione delle attività di farmacie e parafarmacie, fino al 3 aprile 2020, lo svolgimento delle attività commerciali previste all’allegato 1, del D.P.C.M. 11 marzo 2020, è consentito, fatto salvo il rispetto delle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di settore, tutti i giorni tra le 7 alle 20; i titolari e/o gestori delle attività, al fine di evitare assembramenti di persone, devono organizzare l’accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate. All’interno dei locali aperti al pubblico deve essere rispettata la distanza di almeno un metro tra gli avventori. Il personale impiegato nelle attività a contatto con il pubblico deve essere protetto con appositi DPI; la cittadinanza è tenuta a effettuare l’approvvigionamento alimentare e quello relativo a altri beni di primaria necessità negli esercizi più vicini alla propria residenza, domicilio o dimora, salvo le ipotesi di acquisito di beni e prodotti non presenti negli esercizi più prossimi; la cittadinanza è sempre tenuta a rispettare il principio secondo il quale negli spostamenti deve essere percorso il tragitto più breve per raggiungere il luogo di destinazione.

“Il nostro territorio – commenta Ferretti – ospita il presidio ospedaliero Covid-19 della provincia di Teramo e siamo al confine con la zona rossa della valle del Fino, ai cui confini è presente una nostra pattuglia della Polizia Municipale per evitare l’entrata e l’uscita dalla stessa, alla luce di tutto questo e nell’interesse della salute pubblica, ho deciso di adottare questi ulteriori provvedimenti, misure più restrittive che ci aiuteranno a uscire quanto prima da questa terribile emergenza che stiamo vivendo“.

by Redazione