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Lo spettacolo inaugurale «Misurare il salto delle rane» ha vinto il “Premio della Critica A.N.C.T.” come migliore spettacolo nel 2025

Chieti. La stagione di Prosa del Marrucino alzerà il sipario sabato 3 gennaio (ore 21), in replica domenica 4 (ore 17.30), con lo spettacolo «Misurare il salto delle rane» di Carrozzeria Orfeo. La regia è firmata da Gabriele Di Luca (che firma anche la drammaturgia) e da Massimiliano Setti (autore anche delle musiche), con le interpreti Noemi Apuzzo (Iris), Elsa Bossi (Lori), Chiara Stoppa (Betti), le scene di Enzo Mologni, i costumi di Elisabetta Zinelli, le luci di Carrozzeria Orfeo, con la produzione della «Fondazione Teatro Due», la «Accademia Perduta / Romagna Teatri», il «Teatro Stabile d’Abruzzo», il «Teatro di Bari», e la «Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival» in collaborazione con «Asti Teatro 47». Lo spettacolo ha vinto il «Premio della Critica A.N.C.T.» nel 2025 come migliore spettacolo dell’anno, che nella motivazione ha messo in evidenza come «l’abilità di Carrozzeria Orfeo sta nel mettere in scena spettacoli sempre giusti, fattore ormai non più considerabile come pura casualità, al di là dei registri usati».
La “Stagione di Prosa”, organizzata dalla “Deputazione Teatrale Teatro Marrucino” presieduta da Giustino Angeloni e con la direzione amministrativa di Cesare Di Martino, ha il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Abruzzo e dell’assessorato alla Cultura del Comune di Chieti guidato da Paolo De Cesare: per il quinto anno consecutivo, la “Stagione di Prosa”, sotto la direzione del maestro Davide Cavuti, ha registrato un numero record di abbonamenti, con oltre settecento tessere sottoscritte, e la partecipazione di artisti come Massimo Popolizio, Gianmarco Saurino, Anna Valle, Marco Bocci, Pia Lanciotti, Leo Gullotta, Tosca D’Aquino, Giuseppe Zeno, Anna Galiena, Massimiliano Gallo e Carlo Buccirosso.
«Lo spettacolo realizzato da “Carrozzeria Orfeo” attinge dalla contemporaneità, dando all’opera un significato pervaso di sensibilità moderna, che esplora le contraddizioni dell’esistenza attraverso dialoghi incisivi e situazioni paradossali, momenti di mera poesia e gesti emblematici, che si intersecano con il racconto», ha affermato il compositore e regista Davide Cavuti, direttore della “Stagione di Prosa” del Teatro Marrucino.
“Misurare il salto delle rane” è una dark comedy ambientata in un piccolo paese di pescatori negli anni Novanta. Le protagoniste sono tre donne di diverse generazioni: Lori, Betti e Iris unite da un tragico lutto avvenuto vent’anni prima e ancora avvolto in un’aura di mistero. Il paese emerge come un frammento dimenticato, circondato da un vasto lago e da una palude minacciosa che lo isola dal mondo esterno, un microcosmo sospeso tra arcaismo e quotidianità, dove una piccola comunità persiste ancorata a consuetudini superate. Partendo da questo habitat, “Misurare il salto delle rane”, la nuova produzione di “Carrozzeria Orfeo”, senza rinunciare all’ironia che la contraddistingue, vuole essere un’indagine poetica e tragicomica sulla condizione umana contemporanea: un viaggio nell’intimità di tre esistenze femminili che si specchiano l’una nell’altra e che, in modo diverso, rifiutano etichette imposte dall’esterno. Tre età, tre mondi, tre stagioni della vita che intrecciano le loro esistenze, scavate da lutti e assenze, ma anche da rinascite, alleanze e complicità profonde», recitano le note di presentazione dello spettacolo. Nucleo pulsante della narrazione è proprio il femminile. Le manifestazioni della violenza e dell’oppressione verso le donne, endemiche nei contesti rurali dell’epoca, affiorano nel tessuto sociale della comunità con modalità sottili ma pervasive. I personaggi maschili incarnano quasi invariabilmente figure di minaccia o fallimento.
“Carrozzeria Orfeo” costruisce un racconto intimo, in cui la gravità del dolore si affianca alla leggerezza dell’ironia. “Misurare il salto delle rane” è un invito a confrontarsi con i propri limiti, a cercare la bellezza nei gesti semplici, in piccoli atti di trasformazione dove pare non accadere nulla. È un’ode alla complessità dell’essere umano, con la sua infinita capacità di perdersi e ritrovarsi, tra ciò che ci definisce e ciò che ci supera.
I pochi biglietti rimasti sono disponibili al Botteghino del Teatro Marrucino e sul circuito online Ciaotickets. Il prossimo appuntamento con la stagione di Prosa si terrà sabato 17 (ore 21) e domenica 18 gennaio (ore 17.30) con lo spettacolo “Ritorno a casa” di Harold Pinter con protagonista Massimo Popolizio che ne firma anche la regia.

by Francesco

È stato inaugurato sul prestigioso palcoscenico del Teatro Marrucino di Chieti il Modern Composers International Music Festival, ModComFest, giunto alla sua quarta edizione (14 settembre – 17 ottobre). L’evento celebra la grandezza del compositore in residenza Michel Petrossian, francese di origine armena, la cui musica, che unisce con maestria civiltà antiche e innovazione contemporanea, è stata accolta con un applauso trionfale dal pubblico teatino.

L’apertura del festival è avvenuta in occasione dell’esibizione di Roman Kim, violinista e compositore di fama mondiale, al fianco del Maestro Giuliano Mazzoccante al pianoforte. Il concerto, che ha visto il pubblico entusiasta, ha dato il via a una serie di eventi dedicati a Petrossian.

Dopo la tappa inaugurale a Chieti, infatti, la quarta edizione del festival si sposterà a Parigi e ospiterà artisti di fama internazionale in luoghi iconici come il Petit Palais e il Théâtre de Saint-Maur. Tra gli artisti attesi, figurano il violoncellista Alexander Chaushian e gli ensemble Musicatreize e Ensemble 2e2m, diretti rispettivamente da Roland Hayrabédian e Bruno Mantovani. Il festival si concluderà con l’ultimo concerto a Bari.

Il ModComFest, presieduto da Konstantin Ishkhanov, è un’iniziativa lanciata nel 2016 per promuovere i compositori moderni e contemporanei. Le precedenti edizioni, tenutesi dal 2019 al 2022, hanno riscosso ampi consensi per aver messo in luce voci innovative e arricchito il canone della musica classica.

«Il Modern Composers International Music Festival rappresenta un grande progetto per la musica classica e la cultura in tutto il mondo – ha dichiarato Konstantin Ishkhanov, presidente del ModComFest. – Unendo le forze con numerose organizzazioni e istituzioni di prestigio, siamo orgogliosi di poter collaborare con questi prestigiosi ensemble che portano valori e opportunità unici a tutti gli amanti della musica classica nel mondo».

«È un onore per noi aver aperto il festival dedicato ad un musicista unico come Michel Petrossian, sul palco del gioiello teatino – hanno dichiarato Roman Kim e Giuliano Mazzoccante. – La sua capacità di creare un ponte tra il passato e il futuro della musica è importante. Siamo sicuri che le sue composizioni ispireranno le prossime generazioni di musicisti e compositori».

«Sono profondamente onorato che il ModComFest abbia scelto Chieti per dare inizio a questa edizione – ha commentato Michel Petrossian. – Il calore e l’entusiasmo del pubblico del Teatro Marrucino ci hanno regalato un’emozione ed un incoraggiamento straordinari. Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato a questo evento e che hanno reso la serata un momento, oltre che un inizio per me, davvero indimenticabile».

 

Ritorna la grande musica al Teatro Marrucino di Chieti (Ch) con l’inaugurazione della seconda parte della Stagione Concertistica 2025. Il primo appuntamento è in programma per domenica 7 settembre alle ore 18:00 con un evento di prestigio internazionale che apre la mini-rassegna “Stars of Violin”.

Protagonisti della serata saranno il celebre violinista Daishin Kashimoto, primo violino dei Berliner Philharmoniker, e il Maestro Giuliano Mazzoccante al pianoforte. Il programma, un vero e proprio viaggio musicale, spazierà dai virtuosismi di Mozart alle sonorità di Edvard Grieg, fino alla raffinatezza di Alexey Shor.

Il progetto “Stars of Violin”, ideato dal Direttore Artistico del Teatro Marrucino, il Maestro Giuliano Mazzoccante, è il fiore all’occhiello di questa stagione. La rassegna, che si sviluppa in due appuntamenti, porterà sul palco del Teatro due tra i più grandi violinisti a livello mondiale: Daishin Kashimoto (il 7 settembre) e Roman Kim (il 14 settembre), entrambi considerati tra gli interpreti più innovativi e sorprendenti del nostro tempo.

“La ripartenza della Stagione Concertistica del Teatro Marrucino, con il progetto ‘Stars of Violin’, rappresenta un momento cruciale per la nostra programmazione. – spiega Mazzoccante. – La scelta di ospitare musicisti di calibro mondiale come Daishin Kashimoto e Roman Kim non è casuale, ma è il risultato di un preciso impegno: quello di offrire al nostro pubblico un’esperienza musicale di altissimo livello e di posizionare il Teatro Marrucino come un punto di riferimento culturale in grado di attrarre e valorizzare i grandi nomi internazionali”.

Oltre a questi appuntamenti, la stagione proseguirà con concerti di grande prestigio, tra cui quelli con il violoncellista Alexander Chaushian (5 ottobre), la Schola Cantorum “S. Zimarino” (26 ottobre) e il duo di Darko Brlek ed Epifanio Comis (30 novembre).

Un momento molto atteso è il concerto straordinario di Daniel Lozakovich e Mikhail Pletnev, in programma per il 12 novembre alle 21:00.

I biglietti per tutti gli appuntamenti della Stagione Concertistica 2025 sono disponibili presso il Botteghino del Teatro Marrucino, online sul sito www.ciaotickets.com e nei punti vendita autorizzati.

Un ritorno, a Chieti, alla musica di Wolfgang Amadeus Mozart che ha riempito per quattro serate (dal 1 al 4 giugno) il gioiello teatino: il Teatro Marrucino, infatti, ha salutato ieri sera la rassegna ‘Mozart Evenings’, ispirata alla Settimana Mozartiana, animata da artisti internazionali ed un pubblico caloroso che ha costantemente manifestato la sua emozione sulle note del caposaldo della tradizione sinfonica classica interpretate con passione e maestria dalla National Symphony Orchestra of Uzbekistan, rappresentata e sostenuta in teatro anche da un funzionario del Ministro alla Cultura dell’Uzbekistan.

“Mozart Evenings”, è un appuntamento organizzato dal CMDI Group guidato da Konstantin Ishkhanov in collaborazione con la Deputazione Teatrale del Marrucino del Presidente Giustino Angeloni e dall’Amministrazione comunale di Chieti guidata dal Sindaco Diego Ferrara. In sala per accogliere gli artisti tante le personalità di spicco, fra cui lo stesso Monsignor Bruno Forte arcivescovo di Chieti-Vasto ed il Prefetto di Chieti, Gaetano Cupello.

Immancabile, anche, al fianco degli ospiti e tra il pubblico, il Maestro Giuliano Mazzoccante, Direttore artistico della Deputazione e promotore dell’iniziativa.

Sul palco del Marrucino dopo il primo appuntamento con l’Orchestra Sinfonica Giovanile Pugliese Ayso diretta da Teresa Satalino, è stata l’Orchestra Sinfonica Nazionale dell’Uzbekistan a far da padrona: insieme a solisti come gli italiani Anna Tifu al violino e Tommaso Benciolini al flauto ed il greco Cyprien Katsaris al pianoforte, con la cui esibizione si è conclusa ieri la rassegna, anche Julia Zilberquit (USA) e Arsenii Moon (Francia); i violinisti: Davide Alogna (Italia), Karen Shahgaldyan (Armenia), il clarinettista Vicente Alberola (Spagna) e il violista Giuseppe Russo Rossi (Italia).

La direzione dell’Orchestra è stata magistralmente condotta dai Maestri Gianluca Marcianò, italiano lodato dal Sunday Times “per la sua direzione immancabilmente teatrale e idiomatica”; l’uzbeko Alibek Kabdurakhmanov dal 2018, Direttore principale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale dell’Uzbekistan e Luis Andrade, Direttore e violoncellista portoghese, ricercato solista e musicista da camera.

Ed è proprio attraverso questo straordinario incontro di eccellenze artistiche, che la rassegna, con la vibrante musica del compositore di Salisburgo, ha saputo rendere la musica classica accessibile a tutti perchè la musica stimolante e duratura ha celebrato il ricco patrimonio culturale della Città di Chieti diventata polo di attrazione e ritrovo di illustri nomi; la scelta del repertorio, inoltre, ha permesso al pubblico attento ed entusiasta di avere un contatto diretto con Mozart, l’uomo e l’artista, e la straordinaria resa da parte della National Symphony Orchestra of Uzbekistan ha permesso anche ai meno esperti di addentrarsi nella sua musica, specchio dell’anima e della sua indole.

L’Orchestra ha voluto concludere ieri sera, con un gradito omaggio musicale giunto a Chieti direttamente dalla forte tradizione che caratterizza la terra che dà i natali all’importante realtà artistica ormai nota su scala mondiale.

by sara.gerardi

Un testo intenso interpretato dal noto attore Raoul Bova per il suo spettacolo “Il nuotatore di Auschwitz” per la Prosa del Marrucino diretta dal Maestro Davide Cavuti

Chieti. L’applauso commosso e sentito del pubblico ha salutato le due repliche dello spettacolo «Il nuotatore di Auschwitz» con Raoul Bova, andato in scena lo scorso fine settimana, per la Stagione di Prosa del Marrucino diretta dal maestro Davide Cavuti. Con la regia di Luca De Bei, Raoul Bova ha raccontato la vicenda ispirata alla vita di Alfred Nakache, tratta dal libro “Uno psicologo nei lager” di Viktor E. Frankl, prodotto dal teatro “Il Parioli” di Roma.
Al termine delle due repliche, il famoso attore italiano si è concesso ai numerosi fans per le foto di rito e gli autografi.

by Francesco

“Il nuotatore di Auschwitz” interpretato da Raoul Bova per la Stagione di Prosa diretta da Davide Cavuti al Teatro Marrucino di Chieti

Chieti. Visto l’annullamento dello spettacolo “Oliva Denaro” per sopraggiunta indisponibilità dell’attrice protagonista Ambra Angiolini, non dipendente dagli organizzatori, la “Deputazione Teatrale Teatro Marrucino” annuncia lo spettacolo «Il nuotatore di Auschwitz» con Raoul Bova che andrà in scena sabato 15 marzo (ore 21) e in replica domenica 16 marzo (ore 17.30), per la Stagione di Prosa diretta da Davide Cavuti, la regia è di Luca De Bei, la vicenda è ispirata alla vera storia di Alfred Nakache e al libro “Uno psicologo nei lager” di Viktor E. Frankl, per una produzione del teatro “Il Parioli”.
Nella messinscena di questa vicenda – cupa e luminosa assieme – ho costruito lo spettacolo attorno alla figura carismatica di Raoul Bova.
È lui che con grande generosità si fa tramite per raccontare la storia del famoso nuotatore francese Alfred Nakache e dello psicanalista austriaco Viktor Frankl, entrambi rinchiusi ad Auschwitz. Raoul dialoga col pubblico, forte anche delle sue stesse esperienze di atleta, portando alla vicenda la propria sensibilità e il proprio vissuto. La scena attorno a lui si fa essenziale, composta principalmente da linee di luci disegnate da Marco Laudando e che diventano simbolo di corsie in piscina, di rotaie che trasportano anime cariche di dolore per assurgere infine a fughe prospettiche in una tensione verso l’ignoto, l’assoluto, la ricerca di una spiritualità quanto mai necessaria nel tentativo di sopravvivere alla brutalità del lager. La scena si arricchisce poi delle immagini filmate da Marco Renda che immergono lo spettatore in spazi astratti eppure materici e poetici, in un bianco e nero essenziale, luoghi non-luoghi che sono specchi dell’anima. Ancora, lo spettacolo si avvale delle musiche originali di Francesco Bova che costruiscono tappeti sonori ricchi di palpiti e di rimandi, che avvolgono e a volte spiazzano gli spettatori, sempre però con l’intento di coinvolgere ed emozionare. Perché, se la storia di un internato ad Auschwitz ci riporta inevitabilmente alle tante testimonianze ascoltate fino ad oggi, è vero che quella del nuotatore Nakache si distacca da queste per diventare in special modo emblema di una resistenza portata avanti e raggiunta con coraggio e caparbietà. Una figura che per emergere appieno ha però bisogno del suo “doppio” – lo studioso Frankl, – che analizza e teorizza ciò che l’istintivo Alfred pone in atto in modo istintivo. In questa visione Alfred e Viktor sono uno lo specchio dell’altro, sono le due facce di una stessa medaglia e si fondono in un’esperienza capace di dare agli spettatori il senso ultimo dell’esistenza.
Alfred Nakache era un nuotatore francese di origine ebraica, detentore di un record mondiale. Ad Auschwitz era il detenuto numero 172763. Nonostante la prigionia e le inaudite privazioni, non ha mai smesso di allenarsi tuffandosi nell’acqua gelida di un bacino idrico. La sua forza, la sua incrollabile determinazione, gli hanno permesso di attraversare l’orrore del campo e di salvarsi. Tornato poi a gareggiare, ha ottenuto un nuovo record e ha partecipato alle olimpiadi di Londra. Ad Auschwitz è stato internato anche Viktor Frankl, uno psichiatra austriaco che, subito dopo la liberazione, ha scritto un libro sull’esperienza vissuta e su coloro che, proprio come Nakache, sono riusciti a superare quella prova terribile. Lo spettacolo vuole restituire queste due figure straordinarie che comunicano a tutti noi un messaggio di speranza: vivere è certo anche sofferenza, ma cercare un senso a questa sofferenza guardando verso il futuro con uno scopo è il modo per affrontare le sfide più dure che la vita ci presenta. In questo modo è possibile arrivare, infine, a scoprire il senso stesso dell’esistenza.

Per i soli possessori di biglietto dello spettacolo “Oliva Denaro” è possibile richiedere il rimborso entro e non oltre le ore 18.00 del 15 marzo 2025.

by Francesco

Posti in piedi all’incontro con gli artisti della domenica mattina al Foyer del teatro, moderato dal maestro Davide Cavuti, direttore della Prosa del Marrucino

Chieti. “Abbiamo ricevuto una meravigliosa accoglienza, direi inusuale e non stiamo facendo dei complimenti a caso. Questo teatro è bellissimo, ha un’ospitalità incredibile. Anche voi siete stati meravigliosi. Per noi sono stati due giorni veramente belli. Questo teatro è la meraviglia delle meraviglie.”, ha dichiarato Angela Finocchiaro al pubblico della Stagione di Prosa del Marrucino, firmata dal maestro Davide Cavuti.
Il pubblico ha salutato gli attori con un applauso lungo e caloroso in entrambe le repliche dello spettacolo «Il Calamaro gigante», che ha visto accanto alla protagonista Angela Finocchiaro, l’attore Bruno Stori, per la regia di Carlo Sciaccaluga e la produzione di “Enfi Teatro” e “Teatro Nazionale di Genova”.
Molto seguito l’appuntamento con l’“Incontro con gli Artisti”, che ha fatto registrare, come di consueto, il pienone nel Foyer del teatro, alla presenza dell’Ingegner Giustino Angeloni, presidente della Deputazione Teatrale Teatro Marrucino e del maestro Davide Cavuti.
“Quando siamo in un posto così bello per noi è prezioso ed estremamente edificante, bello, ed emozionante”, ha concluso Angela Finocchiaro.
Molto atteso il prossimo appuntamento con la Prosa che vedrà in scena lo spettacolo «Misericordia» scritto e diretto da Emma Dante, in programma sabato 15 febbraio (ore 21) e domenica 16 febbraio (ore 17.30). Pochissimi i biglietti rimasti a disposizione.

by Francesco

A Chieti dal 24 al 26 maggio la seconda edizione del ConfArte Festival celebra i 70 anni di Confartigianato Chieti L’Aquila

Chieti. Una catartica satira 4.0, a velocità 5G, per dare vita a urticanti e divertenti situazioni surreali: il giornalista romano Federico Palmaroli, con le sue #lepiubellefrasidiosho, in scena a Chieti. L’appuntamento è per domani, sabato 25 maggio alle ore 21:00, al Teatro Marrucino. I biglietti sono disponibili sul circuito CiaoTickets (online e punti vendita), gli ultimi saranno in vendita prima dello spettacolo al botteghino del teatro. Lo spettacolo rientra nell’ambito della seconda edizione del ConfArte Festival, promosso da ConfArte, categoria Cultura, Turismo e Spettacolo di Confartigianato Chieti L’Aquila. L’edizione 2024 è finalizzata a celebrare i 70 anni dell’associazione di categoria. Per tre giorni, dal 24 al 26 maggio, il festival animerà Chieti, con numerosi eventi: concerti, convegni, mostre, dibattiti, show cooking e street food.

Uno degli appuntamenti principali è proprio quello con Federico Palmaroli che, decontestualizzando le immagini, catturate dal flusso mediatico tramite tagli originali, attribuisce irriverenti battute ai loro eminenti protagonisti. Sono irresistibili carrellate di personaggi della politica, del costume, dello sport e della spiritualità che si esprimono con un linguaggio “da strada” e che proprio per quel senso del contrario innescano meccanismi del tutto esilaranti. Il successo, inizialmente misurato a colpi di “mi piace”, deve la sua fortuna ad un sottotesto drammaturgico che restituisce sempre qualcosa di estremamente aderente alla realtà dei fatti, alla loro attualità, e sovente alla loro crudeltà.

Dal vivo, in scena sul palco, Federico Palmaroli fa sfilare una dopo l’altra le scoppiettanti vicende di questi ultimi anni, immagini e parole s’accoppiano in una catartica satira 4.0, a velocità 5G, anzi alla velocità della luce. Per contraltare la velocità del suono è affidata ai Furano Saxophone Quartet (Antonio Bruno, sax soprano; Matteo Quitadamo, sax alto; Alberto Napolitano, sax tenore; Marco Destino sax baritono), giovane quartetto di musicisti particolarmente sensibile ai temi della contemporaneità. L’ensemble, spingendo l’acceleratore su fatti e personaggi in scena, interpreta alcuni brani che dialogano alla perfezione con i toni di questa parata semiseria. Lo spettacolo di Palmaroli è a cura di Corvino Produzioni.

Nata nel 2019, la categoria ConfArte è uno dei primi esperimenti di questo tipo lanciati in Italia nell’ambito del mondo Confartigianato. L’obiettivo è quello di promuovere lo sviluppo delle potenzialità culturali, turistiche ed attrattive delle province di Chieti e L’Aquila e, più in generale, dell’Abruzzo. Consapevole di questa mission, Confartigianato Imprese Chieti L’Aquila ha deciso di promuovere il “ConfArte Festival” che, giunto alla sua seconda edizione, quest’anno va in scena in grande stile in occasione del 70° anniversario dell’associazione. Tante le sorprese e gli appuntamenti, che verranno svelati nelle prossime settimane.

by Francesco
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“Una vita presa a pugni” è il titolo del nuovo libro del giornalista dell’associazione Centro Studi Sport&Valori Luigi Milozzi, dedicato alla carriera e alla vita del campione italiano di pugilato Emanuele Cavallucci.

Nativo di Chieti Emanuele Cavallucci, nel suo curriculum vanta 17 anni di agonismo, di cui 7 da dilettante e 10 da professionista. Nel 2019, il boxeur teatino vince il titolo italiano dei professionisti per KO, primo nella storia di Chieti. Nel 2023, dopo aver affrontato tanti campioni in Europa, vince nettamente per KO anche il titolo IBF del mediterraneo.

Un testo edito Hatria Edizioni, con una copertina originale frutto della creatività della calciatrice e designer Deborah Salvatori Rinaldi, che vedrà una doppia presentazione nella giornata di mercoledì 20 dicembre.

Si inizia alle 18,30 alla Casina dei Tigli della Villa Comunale di Chieti con il firmacopie di Cavallucci che sarà presente insieme all’autore Luigi Milozzi e alla giornalista Mila Cantagallo che modererà il pomeriggio.

In un secondo momento, per la precisione alle ore 23, “Una vita presa a pugni” sarà sul palco del teatro Marrucino di Chieti inserito della prestigiosa rassegna Amami Teatro.

Un’ora all’interno della quale si alternerà sport, musica e lettura alla presenza di grandi personalità e amici. A presentare la serata la giornalista Francesca Di Giuseppe e Giampiero Davide.

A intervistare Luigi ed Emanuele, sul palco, sarà invece il giornalista de IlCentro Lorenzo Colantonio. Serata che vedrà altresì la partecipazione del cantautore Alfredo Scogna, il fisarmonicista Vincenzo De Ritis, il baritono Christian Latorre e Francesco Di Clemente che leggerà alcuni brani di “Una vita presa a pugni”.

Due infine gli ospiti d’onore: Fabrizia D’Ottavio che verrà insignita del ruolo di madrina anche per l’edizione 2024 di Terrazza d’Abruzzo sullo sport; Claudio De Sousa ex calciatore di Serie A con un passato al Chieti Calcio, sarà presente ad omaggiare Emanuele Cavallucci grazie all’amicizia al già dirigente neroverde, e oggi membro dell’associazione Sport&Valori, Gianni Colaiocco.

Graditissima la presenza del Conte Mauro Rosati che donerà dei riconoscimenti a Lorenzo Colantonio ed Emanuele Cavallucci.

 

 

chieti

Gli anni d’oro della risata ed un grande omaggio al duo comico per eccellenza Stan Laurel e Oliver Hardy rappresentano l’anima di una nuova produzione del Teatro Stabile d’Abruzzo in collaborazione con la Uao Spettacoli dal titolo “Stanlio & Ollio, amici fino all’ultima risata”, una commedia musicale senza cervello che sta animando i più grandi teatri italiani ed approda al Teatro Marrucino di Chieti il 29 ottobre alle ore 17.30,  in collaborazione altresì con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi (Savona) che ha visto debuttare lo spettacolo.

La regia reca la firma di Claudio Insegno che fa coppia in scena con Federico Perrotta nell’interpretazione del duo. Sul palco sono numerosi gli antagonisti e i protagonisti che animano la scena: da Thelma Todd, famoso Cold Case hollywoodiano, a Mae Bush, frequente protagonista dei film di Stanlio e Ollio insieme a Jim Finlayson e lo storico e dispotico produttore Al Roach e perfino tutte le mogli che hanno animato la vita e sono state a volte il presupposto artistico dei due protagonisti.

Caratterizzato da una comicità semplice e leggera, incentrata sulla mimica, lo spettacolo viaggia a ritmo di “slapstick”, celebre genere comico che deve il suo nome all’effetto sonoro del bastone usato dagli attori per colpirsi sulla scena senza nessuna conseguenza fisica ma con assicurato effetto comico. Ed ecco che basta un piccolo incidente drammaturgico perché tutti entrino nella battaglia infinitamente esilarante.

Quest’operazione teatrale è un atto d’amore da condividere con il pubblico che è cresciuto con i loro mito e un’occasione per le nuovissime generazioni di conoscere un tipo di comicità universale: quella loro goffa ingenuità che li ha resi sullo schermo due adulti mai davvero cresciuti che non hanno mai perso occasione per farsi dispetti, il loro stile e le loro invenzioni comiche non sono stati mai prevedibili, mai volgari, mai deludenti. Nel tempo hanno insegnato sorridere, a ridere, e a “sbellicarsi dalle risate”.

Gli autori di questa commedia musicale sono Sabrina Pellegrino e Claudio Insegno, sul palco con Federico Perrotta, Valentina Olla; le musiche originali sono del Maestro Claudio Junior Bielli, mentre Fabrizio Angelini ha curato anche le coreografie. E inoltre nel cast Franco Mannella, attore, regista, doppiatore, e due giovani talenti Giacomo Rasetti e Federica De Riggi.

“Scrivere una commedia sulla loro vita artistica è un’impresa impossibile, visti la quantità di film girati e il materiale archiviato su di loro, eppure della loro vita privata sappiamo poco. Quanti sanno che Oliver Hardy aveva avviato un allevamento di polli che poi regalava agli amici perché gli dispiaceva mandarli al macello? Quanti sanno che Stan Laurel fu arrestato perché percorse 50 miglia contromano in autostrada completamente ubriaco? E cosa dire poi della loro vita sentimentale?” – incalzano Claudio Insegno e Sabrina Pellegrino.

Eppure come proseguono “abbiamo così voluto portare in scena una commedia che mescola fatti reali di vita vissuta dai due attori con eventi di pura fantasia, per raccontare la storia di un’amicizia vera durata più di trent’anni”.

“Sì, è vero – spiega Insegno – potrebbe essere molto difficile portare sulle tavole di un palcoscenico le gesta dei nostri beniamini della risata. Ma l’amore e il profondo rispetto che proviamo per loro ci portano a rappresentarli come non li abbiamo mai visti”.

In questo spettacolo è possibile essere travolti dalla loro rocambolesca vita privata, soprattutto, nell’articolato rapporto con le loro numerose mogli: è dal 1921 che abituano il pubblico a ridere con le loro facce, le loro cadute, le loro torte in faccia, è un invito a continuare a farlo anche nella contemporaneità.

Le scene sono di Alessandro Chiti ed i costumi di Graziella Pera. Disegno luci Marco Laudando, progetto audio Marco De Angelis, aiuto regia Step Minotti.

Per info è possibile seguire le pagine social alla voce @uaospettacoli, e contattare il numero 333.5001699.

 

 

 

by francesca