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Gladius Pescara

Un nuovo momento di incontro e confronto su tecniche e modalità di allenamento; è stato questo il fulcro della giornata formativa della Milan Academy svoltasi lo scorso 3 maggio al campo Donati di Pescara della Gladius Pescara Centro Tecnico AC Milan.

Una giornata alla presenza di Fabio Vannoni, supervisore Milan Academy e di Vittorio Cammarosano, responsabile Scouting AC Milan.

Confronto e condivisione di idee che hanno visto coinvolte scuole calcio di Abruzzo e Marche: Elite Sangiorgese calcio 1922; AC Nuova Folgore; Union Fossacesia Calcio; ASDF Usav Pisaurum.

Non è la prima volta che la Gladius Pescara, in qualità di Centro Tecnico, ospita i rappresentanti del Milan e dell’Academy nel campo Donati; è stata proprio l’ASD pescarese infatti a ospitare nel novembre 2021 il primo evento formativo in presenza dopo il lockdown.

by Redazione
Sport e formazione

Fare sport significa in primis formare, educare e insegnare ai ragazzi i valori fondamentali che ogni disciplina sportiva porta con sé.

Per far ciò è necessaria sia l’esperienza sul campo sia quella sui banchi di scuola; la teoria e la pratica insomma devono andare di pari passo.

Ed è questo il motivo che ha spinto la Gladius Pescara, Centro Tecnico AC Milan, a trovare nel Liceo Maior di Pescara il partner ideale per formare gli sportivi di domani.

Il Liceo Maior, con al suo interno anche le classi di scuola Media, prevede tra gli altri l’indirizzo Scienze Umane opzione Economico Sociale con programma Sportivo guida lo studente nello sviluppo delle conoscenze e delle abilità attraverso l’interazione tra le diverse forme del sapere, l’attività motoria e la cultura dello sport.

La Gladius Pescara, presente da ben 12 anni nel nostro territorio, ha da sempre nella formazione e nell’educazione sportiva dei ragazzi l’obiettivo primario, il traguardo principale a cui seguirà la vittoria sul campo.

“Siamo orgogliosi – afferma il presidente della Gladius Pescara Angelo Nicolò – di aver trovato molti punti di contatto con una scuola d’èlite come la Maior. Credo nel concetto di formazione non solo dei ragazzi e dei più piccoli, ma anche dello staff: scuola e formazione vanno di pari passo per cui, lavorare su concetti per cui la formazione è la base per crescere a tutti i livelli, credo sia fondamentale. Ragion per cui, creare questo connubio non possa che essere un punto di partenza per realizzare tanti progetti in futuro per i quali siamo a completa disposizione”.

“Vogliamo rafforzare la collaborazione con la Gladius – afferma la presidente del Liceo Maior Federica Chiavaroli – che nasce dalla condivisione degli stessi valori che sono fondamentali per la formazione di persone solide e in grado di affrontare il loro futuro. Lo sport forma, come la scuola, ragazzi rispettosi delle regole, che conoscono il valore dell’impegno, del sacrificio, della fatica; il calcio poi insegna anche come i risultati si raggiungono con una squadra, cos’è la fiducia. Un esempio? Passare la palla a un compagno, un gesto banale ma non troppo: convincere un ragazzino che la cosa migliore per la squadra è non fare da solo ma passarla a un compagno, è un grande lavoro che poi si ritroverà nel vivere quotidiano e nelle altre esperienze di vita fuori dallo sport. Una sinergia con la Gladius – precisa Chiavaroli – che vuol essere sì nella testa ma anche in campo: con loro infatti abbiamo pensato di portare i nostri ragazzi e ragazze delle Medie, durante le ore di Scienze Motorie a fare attività sportiva al loro campo, con i loro istruttori. Partiamo da qui, poi chissà se in futuro si potrà immaginare una piccola squadra del Maior insieme alla Gladius e magari un momento conclusivo di festa e divertimento insieme sul campo”.

by Redazione
Angelo Nicolò

Fare calcio ai tempi del Covid, seguire bambini e adolescenti in un percorso di crescita umana e sportiva tra limitazioni, chiusure e distanziamento.

Non è sicuramente uno dei momenti storici più belli per i più piccoli che amano giocare a palla e per gli adolescenti che iniziano a intravedere un piccolo futuro nel pallone. Dal 2020 infatti entrare in campo è un po’ a singhiozzio tra ripartenza, stop e riprese come sta accadendo in questi giorni.

Abbiamo cercato di capire come vivono le realtà sportive locali questa situazione e lo abbiamo fatto con Angelo Nicolò, presidente della Gladius Pescara Centro Tecnico AC Milan.

Presidenten un bilancio del 2021 della Gladius Pescara.

“Dal punto divista prettamente sportivo-sociale, aver ripreso le attività da aprile direi abbastanza positivo proprio in considerazione del ritorno a pieno regime anche dei campionati fino al mese scorso; a ciò aggiungo un aumento di iscritti nel mese di settembre alla scuola calcio. Una rinascita dunque dopo il buio del 2020 che ci ha visti fermi un’intera stagione. E poi, un 2021 che ci ha visti protagonisti, in quanto Centro Tecnico AC Milan, del ritorno in presenza dei corsi di formazione: lo scorso 9 novembre infatti siamo stati scelti dalla società rossonera quale sede per la ripresa. Un’occasione che ci dà il grande orgoglio di essere un punto di riferimento per la formazione territoriale considerando anche che, finora, dopo di noi tali eventi formativi si sono svolti solo a Roma”.

E per questo 2022 appena iniziato, cosa ti aspetti?

“Dal punto di vista sportivo mi auguro, dato il momento davvero delicato, di non essere costretti a chiudere di nuovo tutto nonostante la sospensione di alcuni campionati. Me lo auguro soprattutto per gli adolescenti, una fascia d’età complessa che hanno già subìto tanto in senso negativo finora; ecco, pensare di fermare di nuovo i loro campionati potrebbe essere dannoso sotto il profilo psicologico e non solo. La speranza dunque è quella di tornare a fare calcio, sport in libertà e spensieratezza. A livello societario invece, continuare a lavorare insieme all’AC Milan è la priorità; tra i progetti in tal senso si spera di tornare a organizzare la Milan Cup: tornei tra i Centri Tecnici AC Milan che si sono svolti fino al 2019, così come i Campus estivi che abbiamo dovuto cancellare causa Covid. Altro progetto che vorremmo riprendere è quello dell’educazione motoria nelle scuole, cosa ancora impossibile visto che nelle classi non è possibile ancora entrare. Insomma, tornare alla normalità sportiva per il bene dei bambini e dei nostri ragazzi”.

Il corso dell’Academy AC Milan nella struttura del Centro Tecnico rossonero Gladius Pescara

Quanta voglia avevano i ragazzi di tornare a giocare?

“C’è una distinzione da fare per fasce d’età: dai 5 agli 11 anni non vedevano l’ora giocare, è stata un’emozione per noi vedere di nuovo quella luce nei loro occhi; una voglia e una gioia che ha dato una spinta anche noi per la ripresa. Per gli adolescenti invece, non è stato così automatico e scontato il rientro in campo: fare calcio, stare con gli altri, è stato un processo davvero lento e, per quello che ho visto con i miei gruppi, un vero senso di libertà hanno iniziato a viverlo e sentirlo da fine agosto cioè all’inizio della stagione 2021/22. Non è stato dunque semplice riprendere, il lockdown l’hanno vissuto davvero come momento duro e complesso che ha portato anche a un maggiore abbandono dello sport e la ripresa delle attività; ho notato infatti una perdita dello spirito di squadra, della voglia di stare insieme ai loro compagni. E quello che mi dispiace di più è proprio questo: aver perso tempo alla nuova ricerca del concetto di squadra; il distanziamento e la solitudine di tanti mesi, nei ragazzi di 15/16 anni, ha portato dunque i ragazzi a restare chiusi in se stessi. Cosa ha scatenato ciò? La fatica di guardarti negli occhi, a parlare con gli altri, a condividere. Piccole cose ma grandi che hanno fatto e fanno ancora la differenza in un momento poi delicato della crescita dei ragazzi/e. Particolari che mi fanno riflettere parecchio sul periodo storico che stiamo vivendo”.

E quanto è stato ed è tuttora difficile gestire lo “spogliatoio” in piena emergenza Covid?

“Complesso è dire poco: muoversi tra protocolli, regole e norme da spiegare a genitori e applicare in quanto società, non è una passeggiata. Il problema è proprio la vastità dei regolamenti; dal primo protocollo ad oggi è cambiato tutto e di più e ogni volta è stato un ricominciare, cambiare e le persone chiedono informazioni vista la confusione che si percepisce… E qui, non voglio fare polemica, ma sottolineo come, qualsiasi protocollo sia stato fatto e aggiornato dalla Federazione, la responsabilità cade interamente sul presidente di una società sportiva. Un esempio: l’apertura degli spalti. La decisione di mettere un controllo al Green Pass, chiudere l’accesso, spetta comunque al presidente e, come agisci, sarai criticato. Personalmente ho scelto di tenere chiuso l’impianto sia durante le partite sia durante gli allenamenti; perché? Perché per un’associazione dilettantistica è insostenibile creare un vero e proprio sistema di controllo integrale. In tutto questo vendendo alla gestione dello spogliatoio, la situazione si complica; e questo è un altro aspetto delicato sotto due aspetti: il primo riguarda il contagio visto che lo spogliatoio è l’unico ambiente chiuso dove il rischio è maggiore; il secondo è legato alle difficoltà degli adolescenti di tornare a vivere lo spirito di squadra che si crea e nasce proprio dentro lo spogliatoio dove si vive prima e dopo una gara con tutte le emozioni che si generano”.

Angelo Nicolò, quanto e cosa ha imparato alla presidenza della Gladius Pescara?

“Sicuramente ho imparato la maggior parte delle cose legato all’essere presidente di un’associazione sportiva sia a livello gestionale sia a livello organizzativo; e non mi vergogno a dirlo, l’ho imparato sul campo e dietro la scrivania. La parte sportiva, sotto il profilo formativo è altresì cresciuta in maniera esponenziale grazie all’AC Milan, credo di essere cresciuto tanto sotto il profilo umano e lavorativo ma non mi fermo, ho tanta strada da fare e tanti aspetti, tipo questo momento storico, da cui si impara tanto ed è una grande fonte di esperienza. Altro aspetto importante di crescita è nella gestione delle risorse umane cioè le interazioni con i miei collaboratori, con lo staff e le famiglie: anche lì sono cresciuto, cambiato in quanto ho acquisto nuove competenze e senso di responsabilità. Ma c’è un ultimo, non per importanza, particolare che mi ha dato e mi sta dando tanto: lavorare in un quartiere difficile di Pescara come quello di Rancitelli. Interagire e gestire il mio lavoro in un ambiente di cui sei estraneo come estrazione culturale, dal 2014 a oggi mi ha dato una marcia in più, una crescita sotto tutti i punti di vista”.

by francesca
Gladius Pescara

Grande partecipazione al primo corso dell’Academy AC Milan nella struttura del Centro Tecnico rossonero Gladius Pescara. Tecnici e allenatori provenienti anche da fuori Abruzzo hanno partecipato al primo evento formativo in presenza dopo il lockdown voluto dal club di Milano.

A una prima parte svolta al campo Donati, ne è seguita una seconda alla sala D’Annunzio dell’Aurum alla presenza del Sindaco di Pescara Carlo Masci e dell’assessore allo Sport Patrizia Martelli che hanno portato i loro saluti e ricevuto in dono le maglie ufficiali AC Milan.

In particolare il Sindaco ha sottolineato gli aspetti sociali e i valori preziosi che lo sport incarna e come Pescara sia una città che mette in risalto e dà spazio a svariati eventi sportivi locali e nazionali; l’assessore Martelli dal canto suo, ha elogiato il lavoro che da 12 anni la Gladius Pescara svolge in collaborazione con AC Milan e, da diversi anni, in un quartiere non facile della città come Rancitelli, riconfermando appieno la gestione della struttura al presidente dell’associazione Angelo Nicolò e al suo staff.

Corso di 1° livello dal titolo “Osservare, Scomporre, Giocare” tenuto dai responsabili della Milan Academy nelle figure di Massimiliano Caniato preparatore dei portieri e Antonio Corbellini, responsabile Milan Academy Italia.

Una giornata di confronto tra tecnici operanti nei settori giovanili della nostra Regione e delle Scuole Calcio Milan del Centro Italia, che ha visto un’ampia adesione e partecipazione attiva alle novità relative alla gestione dei più giovani e alle loro capacità non solo atletiche.

Gladius Pescara

Si ritorna in presenza anche con i corsi formativi delle società sportive rivolte alle Scuole Calcio, questa volta l’Abruzzo è tra le prime scelte del Centro d’Italia da parte dell’AC Milan.

La Gladius Pescara, Centro Tecnico AC Milan, è stata scelta quale sede per il primo e unico corso di formazione Territoriale AC Milan d’Abruzzo; corso di 1° livello dal titolo “Osservare, Scomporre, Giocare” che sarà tenuto dai Responsabili della Milan Academy.

Il corso è rivolto a tutti i tecnici operanti nei settori giovanili della nostra Regione e delle Scuole Calcio Milan del Centro Italia e si terrà martedì 9 novembre dalle ore 17.

“La Gladius Pescara – afferma il presidente della Squadra Sportiva Dilettantistica Angelo Nicolò – è Centro Tecnico ufficiale AC Milan da due anni ma collabora con la società rossonera da 12 stagioni. Essere scelti come uno dei sei punti di riferimento a livello nazionale per ripartire con il progetto di formazione territoriale, è motivo di orgoglio per la nostra società che lavora da anni sulla formazione di tutti i protagonisti che ruotano intorno alla squadra, a partire dai bambini, seguendo le linee della Milan Academy. La scelta di Pescara è sicuramente una scelta strategica di calcio giovanile che conferma quanto la città e l’Abruzzo intero siano considerati un punto di riferimento per l’AC Milan. L’opportunità che il corso offre ai tecnici non solo abruzzesi ma anche provenienti da Marche, Lazio e Puglia, è dunque unica e ci auguriamo che tutti possano sfruttarla al meglio”.

Nel dettaglio, il corso si articolerà in due momenti, l’uno propedeutico dell’altro:

  • Parte in Campo con proposte didattiche pratiche (presso Campo A. Donati insieme ai ragazzi del Centro Tecnico Milan Gladius Pescara);
  • Parte in Aula con workshop di confronto tra docenti e partecipanti (nella Sala conferenze dell’Aurum) e consegna attestati di partecipazione da parte della Milan Academy.

Il Corso rappresenta un’occasione di prestigio per la Città di Pescara, che risulta essere una delle 6 località scelte a livello nazionale da Ac Milan nella stagione corrente come punto di riferimento per il Calcio Giovanile.

Alla presentazione in aula sono invitati a presenziare in rappresentanza della città e della Regione, il Sindaco Carlo Masci, nonché delegati Regionali e Provinciali del Comitato Regionale Abruzzo – LND.

Alla fine della giornata formativa sarà rilasciato un attestato di partecipazione.

Per informazioni e iscrizioni: info@milanacademy@acmilan.com.

by Redazione
gladius pescara

L’unione fa la forza, la condivisione rende invincibili: nello sport vale di più anzi, è prerogativa essenziale negli sport di squadra.

Ecco che, nelle scorse settimane, il Centro Tecnico Gladius Pescara ha ospitato i giovani della ASD Union Fossacesia Calcio per un grande momento di sport, amicizia e lealtà.

Un incontro tra associazioni sportive accomunate dalla passione rossonera: il settore giovanile dell’ASD di Fossacesia dallo scorso anno è affiliato alla Milan Academy, la Gladius Pescara, sempre nel 2020, è stato nominata Centro Tecnico AC Milan “scelta – precisa il tecnico della Milan Academy Fabio Vannoni – per un percorso e per come hanno lavorato e per come sono organizzati ma, soprattutto per la predisposizione del presidente e dello staff di rendersi utile e capaci di ascoltare, migliorare e crescere”.

Mister Fabio Vannoni tecnico Milan Academy è stato infatti l’ospite d’onore in una delle sue visite per l’Abruzzo. Insomma, i valori dello sport al centro della giornata svoltasi all’interno del Centro Tecnico Gladius Pescara.

“L’obiettivo dell’affiliazione – afferma Vannoni – è formare le varie località e toccare con mano come lavoriamo noi al Centro Sportivo Vismara adattandolo, ovviamente, alle singole realtà che visitiamo”.

Un momento di confronto e gioco tra mister e piccoli giocatori, il futuro del calcio italiano: “Sarebbe bello, personalmente parlando – dice mister Vannoni – si trasformino in fatti perché è un mezzo che possiamo sfruttare; investire sul settore giovanile è il segreto per arrivare ai piani alti”.

 

Nella foto da sinistra il presidente della Gladius Pescara Angelo Nicolò e Fabio Vannoni Tecnico Milan Academy

by Redazione
Gladius Pescara

Educare allo sport e dare una formazione sociale attraverso lo sport: questa è la prima e indissolubile mission della Gladius Pescara.

All’interno di questo principio cardine, c’è un punto di riferimento che può essere importante per la società sportiva, un ruolo da non sottovalutare nelle strategie di riuscita di una squadra e di un singolo atleta.

La psicologia dello sport “si colloca nell’ambito della psicologia positiva o del benessere”; così afferma la dottoressa Filomena Napolitano psicologa dello sport all’interno della Gladius Pescara da poco nominato Centro Tecnico dal Milan AC.

La società può dunque definirsi all’avanguardia in quanto, sin dalla sua costituzione (11 anni fa), ha iniziato un percorso educativo e formativo con la dottoressa Napolitano.

Un percorso che sta dando i suoi frutti e basato su un percorso chiaro fatto di regole:

Ci siamo organizzati sin dal primo anno – afferma la dottoressa – con una serie di regole comportamentali. Quali? La prima è arrivare in orario agli allenamenti, la seconda è che ognuno porta il proprio borsone fino ad arrivare alla regola che accompagna i bambini al rispetto del proprio compagno in campo e fuori. Un sistema – continua Napolitano – a sua basato sul sistema del rinforzo positivo cioè i bambini che rispettano maggiormente le regole ottengono degli smiles e quindi un premio. Ecco, all’interno della Gladius si è rivelato un sistema molto funzionale per cui ora, bambini che sono da noi da piccolissimi, sono in linea con il metodo e che ne rendono più semplice l’applicazione ai nuovi arrivati.

La dottoressa Filomena Napolitano e il presidente della Gladius Pescara Angelo Nicolò (foto 2019)

Ed è quando si parla di scuola calcio che inevitabilmente si parla di genitori, ma anche in questo caso alla Gladius si è pensato a una formazione dei genitori:

Abbiamo spiegato loro, nel corso di vari incontri anche formativi – spiega la psicologa – la funzione dello psicologo dello sport che intanto serve per il gruppo squadra; per aiutare cioè il gruppo a far emergere il massimo delle loro potenzialità. Inoltre per il singolo a fare in modo che emergano i pregi di ognuno dall’atleta al bambino passando per l’allenatore. L’intrusione delle famiglie in campo? Durante la nostra formazione alle famiglie – precisa per concludere la dottoressa – sottolineiamo anche questo aspetto cioè far capire che il bambino deve sentirsi libro di sperimentarsi in questo rettangolo di gioco.