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Tag Archives: chieti

Dopo il grande successo del romanzo “Per Francesco, che illumina la notte”, la scrittrice e Professoressa Elsa Flacco torna a far parlare di sé con un nuovo grande capolavoro, frutto di un’intensa ricerca ed una grande passione: al centro di questa nuova scommessa c’è Giuseppe Dell’Orefice compositore e direttore d’orchestra attivo a Napoli e in Abruzzo nella seconda metà dell’800, uomo di grande valore ma a lungo dimenticato. Il libro in questione si chiama “Giuseppe Dell’Orefice. Un canto interrotto sulla scena napoletana dell’Ottocento”, Libreria Musicale Italiana,  e verrà presentato in occasione del Fla a Pescara, domenica 10 novembre alle ore 17 presso la Sala Fucsia del Circolo Aternino; a dialogare su quest’ultimo capolavoro, con la Professoressa Flacco sarà la giornalista Alessandra Renzetti.

Nato a Fara Filiorum Petri, in provincia di Chieti, nel 1848, in una famiglia modesta ma appassionata di musica (il padre sarto suonava nella banda del paese), Giuseppe Dell’Orefice venne mandato giovanissimo a Napoli, a studiare musica presso il Conservatorio di San Pietro a Majella con i fratelli maggiori Nicola e Biagio.

Contrariamente a loro, divenuti professori rispettivamente di clarinetto e tromba, abbandonò presto lo studio del flauto per seguire lezioni di pianoforte e composizione. La breve ma intensa carriera di direttore d’orchestra e compositore lo vede produrre due opere maggiori, la Romilda dei Bardi nel 1874 e l’Egmont nel 1878, entrambe su libretto di Nunzio Federigo Faraglia, opere minori come Il segreto della duchessa, musica sacra, pezzi per pianoforte, romanze e canzoni napoletane (di cui una su testo di Salvatore Di Giacomo e una di Roberto Bracco, nel 1882 e 1883).

La sua carriera culmina con il quinquennio al teatro San Carlo, dal 1877 al 1882, quando si alterna con colleghi più anziani nel ruolo di direttore stabile: sono questi gli anni di maggiore fama e prestigio di Dell’Orefice, come dimostrano lettere e documenti che lo accreditano come uno dei musicisti più influenti di Napoli.

Nel ’78 si è sposato con Elvira Taranto, giovane di ottima famiglia, e ha avuto due bambini tra il 1880 e il 1882 ma nel 1883 perde il posto di direttore al San Carlo e sembra quasi sparire dalle cronache musicali, a parte qualche notizia di composizioni minori e direzioni di concerti in sale di società filarmoniche: tutta quella fama e popolarità all’improvviso sembrano sgonfiarsi, forse per contrasti con colleghi e conseguente emarginazione dagli ambienti che contano, o per una banale crisi di ispirazione artistica, impossibile saperlo. È certo che il 1884 rappresenta l’annus horribilis di Giuseppe Dell’Orefice: a marzo perde la moglie ventottenne, morta di qualche morbo ignoto. Due mesi dopo è costretto a dirigere tre opere al teatro Marrucino di Chieti, in sostituzione di un direttore cacciato per contrasti con l’orchestra, ma con il dolore nel cuore; i bambini vengono affidati e allevati dalla famiglia della moglie, che lo terrà lontano nei pochi anni che gli restano. Subito dopo iniziano i primi sintomi di quella demenza progressiva, forse causata da una forma di sifilide contratta anni prima, che si aggraverà costringendolo a più ricoveri in manicomio, fino alla morte sopraggiunta il 4 gennaio del 1889, a soli quarant’anni. Pochi e tristissimi i documenti di questi ultimi anni, quando restano solo i fratelli ad assisterlo nel lento struggente declino. Alla sua morte viene ricordato solo da alcuni brevi necrologi venati di rimpianto. Anni dopo i figli riceveranno riconoscimenti e omaggi alla sua memoria. La sua figura sopravvive alcuni anni nel ricordo di chi l’ha conosciuto, dei familiari e dei figli, poi più nulla: per un secolo viene ricoperta dall’oblio, letteralmente cancellata. Poi, pian piano, ricompare nelle ricerche di qualche appassionato e nella volontà dei discendenti di rendergli l’onore che merita, come uomo e come musicista.

In seguito nasce l’Istituto Giuseppe Dell’Orefice, fondato e animato dai pronipoti Giorgio e Fabrizio e dal direttore d’orchestra Maurizio Colasanti, sostenuto da figure importanti della politica e della cultura: tutti uniti dal desiderio di rivalutare una figura importante della scena musicale partenopea tra gli anni ’70 e ’80 dell’Ottocento. E nasce la ricerca documentaria, bibliografica e archivistica che ha portato alla realizzazione di questa biografia: un testo basato su una documentazione rigorosa, doverosamente riportata in appendice, ma attento anche a rendere le atmosfere, i colori, le parole, i suoni di un momento storico e di un contesto artistico irripetibili. Quelli della Napoli di allora, quando la musica era al centro della vita culturale e sociale di ampi strati della popolazione: un ruolo che in seguito ha tristemente perduto.

“Quando per la prima volta, ormai quattro anni fa, – spiega Elsa Flacco – ho sentito il nome di Giuseppe Dell’Orefice dall’amico direttore d’orchestra Maurizio Colasanti che mi proponeva di fare ricerche sulla sua vita, non avrei mai creduto che sarebbe diventato così importante per me. All’inizio non ero particolarmente attratta dall’idea di scrivere la biografia di un musicista vissuto un secolo e mezzo fa, tra l’altro non mi ero mai cimentata prima di allora in questo genere di scrittura. Ma dopo aver trascorso tanti mesi in sua compagnia, alla ricerca delle tracce del suo passaggio su e giù per l’Italia, attraverso biblioteche, archivi di conservatori e di teatri, fondi documentali privati e pubblici, la sua storia mi è entrata dentro fino a diventare parte di me. Raccontare Giuseppe Dell’Orefice, con i suoi successi, le delusioni, gli entusiasmi e le illusioni, il dolore, la malattia e la fine così triste, lo sento adesso come un dovere nei confronti di un amico che non c’è più. Ascoltare la sua musica, riscoperta ed eseguita di nuovo dopo più di un secolo grazie al maestro Colasanti e ai pronipoti Giorgio e Fabrizio, che hanno fondato l’Istituto Giuseppe Dell’Orefice, mi procura un’emozione difficile da spiegare. Presentare questo lavoro, pubblicato dalla Libreria Musicale Italiana, al FLA è per me una grande soddisfazione, prima di un evento importante che stiamo organizzando per l’inizio di dicembre a Roma”.

by Alessandra Renzetti

Si terrà sabato  9 novembre ad  Archi la  prova di lavoro per cani da tartufo, con rilascio del certificato C.A.C. (certificato di attitudine di qualità) di calibro nazionale e C.A.C.I.T. di portata internazionale.
La competizione itinerante, prova di cerca del tartufo tipo B, organizzata dal  CIL (Club Italiano del Lagotto) che sta toccando tutto il territorio italiano, farà tappa per il quinto anno consecutivo nel borgo di Archi, peraltro facente parte del circuito nazionale di  “Città del Tartufo”, data la cospicua presenza di tartufo in loco.

Lagotto
Un importante traguardo per il borgo del Chietino che per le peculiarità del terreno si presta molto bene a iniziative di questo genere e che possiede una bella fetta di appassionati cercatori di tartufo tra i quali Tommaso Bellomo, portavoce dell’evento e addestratore professionista di cani da tartufo.

Le verifiche zootecniche che si terranno ad Archi saranno quest’anno di categoria B, quindi di livello tecnico superiore a quelle degli anni precedenti e la gara sarà finalizzata alla  ricerca del tartufo bianco. I partecipanti arriveranno come di consueto da tutta Italia e i cani coinvolti saranno i lagotti, un’antica razza canina di origine italiana che è nata nelle pianure di Comacchio, da qui l’accezione “lagotto romagnolo”, in primis usata nel riporto in acqua e in seguito divenuta, grazie alle sue spiccate capacità olfattive, un eccellente cane da tartufo.
“Siamo onorati – commenta il sindaco Mario Troilo –  di ospitare un evento di tal calibro; il nostro paese fa parte da diversi anni dell’associazione nazionale “Città del Tartufo”. Accogliere manifestazioni di altissimo livello come quella di sabato prossimo, non fa che rafforzare la vocazione territoriale nei confronti di questo prodotto che, insieme all’olio d’oliva, è un’eccellenza del nostro paese”.

Il raduno dei partecipanti avverrà alle ore 7.00 di sabato mattina alla “Locanda La Quercia”, in località Piane d’Archi. Da lì si partirà con la competizione che durerà l’intera mattinata e nel pomeriggio, dalle 15.00 in poi, ci sarà la premiazione.
by Redazione
gabriele d'annunzio

Si svolgerà giovedì 24 a Chieti, nell’Auditorium Le Crocelle, in via dei Crociferi 1, con inizio alle ore 18, lo spettacolo Gabriele d’Annunzio, la memoria del sentimento popolare tratto da un’idea di Enrico Di Carlo.

L’evento è organizzato dall’associazione Noi del G. B. Vico. L’ingresso è gratuito, fino ad esaurimento posti.

Enrico Di Carlo (voce narrante) e Alessio Tessitore (che legge d’Annunzio), accompagnati da Fabio D’Orazio alla fisarmonica, ripropongono il rapporto dello scrittore con l’Abruzzo.

Rapporto, che negli anni, si è sempre più sviluppato attraverso un indissolubile cordone ombelicale.

Mediante la lettura di brani letterari, poetici, ma anche intimamente biografici, emerge un d’Annunzio diverso, ben lontano dall’immagine del superuomo, del poeta-soldato, dell’esteta.

Lettere affettuosissime scritte alle compagne del momento, o effervescenti sonetti dialettali inviati agli amici corregionali, mettono in luce un legame ancestrale, profondo, che fino alla morte sempre più ha unito d’Annunzio alla propria casa, alla propria madre, alla propria terra.

A fare da filo conduttore a questo indissolubile rapporto con la regione, sono i cibi; i sapori della cucina di mamma rappresentano per lui i sapori dell’Abruzzo.

Il parrozzo, la porchetta, i maccheroni con le vongole, il cacio pecorino, si trasformano in altrettanti ritorni della memoria all’infanzia e alla gioventù.

Anche il d’Annunzio astemio diventa così occasione per raccontare di storie condivise goliardicamente con gli amici del tempo, e sublimate nella memorabile prefazione al libro del tedesco Hans Barth, Osteria. Guida spirituale delle osterie italiane da Verona a Capri, considerato la prima guida enogastronomica italiana.

D’Annunzio ha saputo collocare l’Abruzzo non soltanto al centro della sua vita, ma anche di una produzione letteraria tra le più vibranti, creando, nel contempo, insieme ad altri artisti (tra i quali emerge la figura del pittore Francesco Paolo Michetti), un forte interesse nei confronti della regione da parte di intellettuali italiani e stranieri del tempo.

La serata è dedicata al professor Filippo Canci, apprezzato docente di materie letterarie presso i Licei teatini, dal “G. B. Vico” al “Masci”, scomparso lo scorso 29 maggio.

A conclusione dello spettacolo, l’Associazione “Noi del G.B. Vico”, in collaborazione con la Casina dei Tigli, ha organizzato una Cena dannunziana.

La partecipazione all’evento è facoltativa e a pagamento, previa prenotazione. Il menu proposto è stato appositamente selezionato seguendo le preferenze culinarie del Vate.

 

by Alessandra Renzetti
agriturismi in Abruzzo

Il Cresa analizza i dati sugli agriturismi in Abruzzo e, al 31 dicembre 2018, ne sono 392: in 10 anni il calo è stato apri al 5,8% mentre nel resto d’Italia c’è stato un aumento del 31,1%.

Il presidente dell’istituto Lorenzo Santilli spiega:

I risultati negativi registrati nell’ultimo decennio dalle strutture agrituristiche sono dovuti alla sensibile flessione verificatasi nel biennio 2012-2013 che non è stata ancora recuperata nonostante l’aumento verificatosi nell’ultimo quinquennio e testimoniato dalla crescita dell’ultimo anno pari al +1,3% per gli esercizi e al +3,2% per i posti letto.

Di conseguenza il peso che la regione rappresenta sul totale nazionale è diminuito dal 2,7% all’1,9%, che pone l’Abruzzo al 15° posto della graduatoria tra le regioni italiane nella quale emergono Toscana, Trentino-Alto Adige e Piemonte (rispettivamente 25,2%, 15,7% e 11,0%).

La diminuzione degli agriturismi in Abruzzo è avvenuta contemporaneamente alla diminuzione delle strutture alberghiere (-6,1%) e in controtendenza rispetto all’aumento degli esercizi extralberghieri (+86,1%).

Alla flessione degli esercizi agrituristici si è affiancato il calo dei relativi posti letto (-8,4%) anch’esso in controtendenza rispetto all’incremento verificatosi in Italia (+41,2%).

Nel decennio la regione ha perso 413 posti letto, fatto che ha causato la diminuzione del suo peso percentuale sul totale nazionale dal 2,6% all’1,7% che colloca l’Abruzzo al 17° posto nella graduatoria regionale dove emergono Toscana e Trentino-Alto Adige (rispettivamente 28,5% e 11,2%).

Nel dettaglio provinciale spicca per numero di agriturismi Teramo (32,1% del totale regionale) seguita da Chieti (28,1%) e a una certa distanza da Pescara e L’Aquila (rispettivamente 21,4% e 18,4%).

Anche riguardo alla distribuzione territoriale dei posti letto emerge Teramo (34,4%) seguita da Chieti e Pescara (rispettivamente 25,2% e 23,0%) e poi L’Aquila (17,4%).

Teramo spicca anche in relazione al numero di posti letto per 1000 abitanti che registra un valore (5,0) superiore non solo a quello regionale (3,4) ma anche a quello nazionale (4,5).

Tra il 2008 e il 2018 tutte le province hanno fatto rilevare diminuzioni sia del numero di esercizi agrituristici che di posti letto ad essi relativi, con la sola eccezione dell’Aquila, unica ad aver riscontrato un sensibile aumento.

A maggiore dettaglio territoriale sono 153 i comuni sprovvisti di strutture agrituristiche. Per numero assoluto di alloggi agrituristici emerge Loreto Aprutino (12) mentre se si considera il numero di posti letto spicca Pineto (157).

 

by Redazione
acd sant'anna

Dopo anni di abbandono e degrado sarà riattivato il campo di via Edison e, soprattutto, ci si tornerà a giocare al calcio. Per l’amministrazione Marinucci e la comunità di San Giovanni alta è un bellissimo risultato.

Così il vice sindaco Giorgio Di Clemente al momento della consegna delle chiavi, davanti al cancello dell’impianto, ai rappresentanti dell’Acd Sant’Anna di Chieti.

La convenzione tra SGT Sport, società partecipata del Comune, e Associazione calcio dilettantistica Sant’Anna, era stata sottoscritta poco prima nella sala Giunta del Comune dai rispettivi presidenti Luciano Di Nicola e Nevio Crecchio.

Queste le dichiarazione dell’assessore a Sport e partecipate del Comune di San Giovanni Teatino Roberto Ferraioli:

Questa consegna rappresenta la conclusione di un percorso impegnativo ma molto soddisfacente per la società Sant’Anna e per l’ente.

Un percorso iniziato con la richiesta della società lo scorso 21 settembre. I responsabili degli uffici hanno saputo lavorare con celerità e precisione.

Presto il Comune e la SGT Sport vedranno recuperato alla pratica sportiva, soprattutto giovanile, un impianto fino ad oggi invaso da sterpi ed erbacce, ricettacolo di insetti e piccoli animali di ogni genere.

L’Acd Sant’Anna avrà una nuova casa e mi sembra molto motivata a renderla il più possibile accogliente e fruibile non solo dagli appassionati di calcio. Per tutti un grande vittoria.

foto di gruppo

Il contratto sottoscritto avrà efficacia fino al 31 agosto 2020 e non è tacitamente rinnovabile.

L’Associazione sportiva vi svolgerà sessioni di allenamento (dal settore giovanile alla prima squadra) ed ha il diritto ad introitare le somme relative al noleggio giornaliero dell’impianto ad amatori occasionali di calcio (le tariffe sono stabilite da SGT Sport e saranno agevolate per i residenti di San Giovanni Teatino).

La Sant’Anna, inoltre, creerà un’area attrezzata per il tennis tavolo per disabili e non, e spazi gratuiti destinati alla fruibilità ludica dei bambini.

Eseguirà i lavori necessari a rendere l’impianto idoneo allo svolgimento di attività non agonistica attraverso la pulizia del terreno, degli spalti e degli spogliatoi.

Questi interventi, valorizzati dall’ufficio tecnico comunale in 8mila euro, saranno completati entro i prossimi trenta giorni.

L’Acd Sant’Anna dovrà garantire manutenzione, custodia e vigilanza del campo da calcio in terra e relativo blocco spogliatoi, e l’utilizzo dalle 15 alle 22, da lunedì a domenica.

by Redazione
univeristà chieti pescara

Un’importante novità per il nuovo anno accademico dell’università Chieti Pescara: il corso in Digital Marketing il cui obiettivo è quello di formare un profilo professionale con conoscenze manageriali e tecniche adeguate alle nuove esigenze delle aziende che operano in uno spazio non più solo fisico ma digitale.

Gli insegnamenti in particolare, sono stati progettati in collaborazione con esperti e aziende secondo un approccio integrato.

Il corso di laurea in Digital Marketing inoltre 14 esami in 2 anni, suddivisi in 4 semestri e tra le materie: basic soft skills, le digital technical skills, le core marketing skills, le analytical skills e le customer insight skills

La prorettrice Augusta Consorti, come riporta l’Ansa dichiara:

Uno sguardo al futuro; i contenuti digitali, pur essendo fondamentali da un punto di vista gestionale, non trovano ancora uno spazio adeguato all’ interno dei corsi di studio.

by Redazione
chieti

E’ stata inaugurata oggi al museo universitario di Chieti a mostra Ophidia, serpenti vivi in apposite teche allestite dal veterinario ed erpetologo Maurizio D’Amico più le magnifiche fotografie di Matteo Di Nicola e Marco Carafa scattate in natura che ritraggono tutte le principali specie presenti in Italia.

L’ingresso in museo per chi visita la mostra è gratuito e sarà possibile accedervi nei seguenti orari: martedì a venerdì 9-19.30; sabato e domenica 15-20 con ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura.

Saranno inoltre in esposizione le fotografie che partecipano al concorso a premi organizzato nell’ambito di Urban Nature: una serie di immagini sul tema della natura in città che offrono punti di vista particolarissimi, invitandoci a scoprire quel mondo verde che sopravvive o riconquista spazi nonostante la massiccia cementificazione dei nostri centri urbani.
Nel weekend inoltre sono previsti:

Sabato 5 convegno Ophidia. Dalle 16, nell’auditorium del Museo, si terrà un convegno organizzato dal Wwf in collaborazione con Societas Herpetologica Italica (SHI) Sezione Abruzzo e Molise, Gruppo erpetologico abruzzese e molisano (GErpAM), Parco nazionale della Majella e, Museo universitario.

Alcuni qualificati erpetologi parleranno dei serpenti d’Abruzzo, dei riti di Cocullo e Pretoro, del rischio vipere e delle fake news che da sempre circolano a danno degli ofidi, con ingresso libero sino a esaurimento posti. Una occasione importante per saperne di più.

Domenica 6 Urban Nature 2019. Dalle 9 alle 13 evento conclusivo di “Urban Nature – La festa della Natura in città” del Wwf Italia, svolto con la collaborazione dei Carabinieri Forestali e dell’Anmse con importanti patrocini.

Alla Villa comunale di Chieti (nel Museo in caso di maltempo) saranno allestiti alcuni stand informativi e sono inoltre previste postazioni per attività con i bambini e visite guidate nel giardino pubblico, tutto per aumentare la conoscenza della Natura in città.

Nel corso della mattinata ci sarà anche la premiazione del concorso fotografico.

by Redazione

“Abbiamo voluto intitolare una strada a Sergio Marchionne non per ricordare ma per fare memoria sulla sua figura. E’ un riconoscimento che Fossacesia attribuisce all’uomo e al manager, un grande manager italiano, uno dei più grandi a livello globale, un abruzzese autentico nella tenacia e nella determinazione.Questo è il senso di fare memoria: attualizzare il messaggio di chi, come Marchionne, ha saputo lavorare per un futuro diverso e migliore e al quale i nostri giovani devono guardare come un esempio unico”.

Queste le parole pronunciate dal Sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, nel corso della cerimonia di intitolazione di una strada dell’area artigianale di località Sterpari, di Fossacesia, dedicata all’ex Ad di Fca, scomparso il 25 luglio 2018.

Discorso del sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio

All’evento presenti oltre al primo cittadino e all’intero Consiglio Comunale, il nostro Parroco Don Leo Rosa,una nutrita delegazione della Sevel con l’ing. Alfredo Leggero, Head of Manufacturing Mass Market Brands del Gruppo FCA, Angelo Coppola, Direttore Stabilimento Sevel di Atessa, Priscilla Talacchi, Responsabile delle relazioni esterne FCA ed una rappresentanza di lavoratori Sevel. Presenti anche il Questore di Chieti, Borzacchiello; il Vice Prefetto della Provincia di Chieti, Calabrese; il Comandante Provinciale di Chieti dell’Arma dei Carabinieri, Forleo; il colonnello della Guardia di Finanza, Sesse; il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Ortona, Ragucci; la dirigente del Commissariato di Polizia di Stato di Lanciano, D’Agostino; il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco, Martella; il Comandante della Stazione dei Carabinieri di Fossacesia, Panico. Fossacesia è il primo Comune in Italia e in Abruzzo a ricordare l’amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles, dedicandogli una via, tra l’altro a pochi chilometri dagli stabilimenti della Sevel. 

vendemmia 2019

Vini di buona qualità anche se con un calo della produzione: secondo le prime stime della vendemmia 2019 in Abruzzo dovrebbe ridursi dell’11% rispetto all’annata record del 2018.

E’ il dato principale che caratterizza anche l’andamento della vendemmia delle province di Chieti e Pescara, in linea con il trend nazionale.

Complessivamente, nella regione la produzione dovrebbe raggiungere circa i 3 milioni di ettolitri, a fronte dei 3 milioni e 423mila ettolitri registrati lo scorso anno.

Di questi, la maggior parte vengono prodotti nella provincia di Chieti.

Se per i bianchi già in raccolta la situazione è ormai definita, si aspetta ancora qualche giorno per tracciare il quadro dei rossi, il cui andamento finale è dettato dalle condizioni climatiche e metereologiche che si verificheranno nei giorni e nelle notti a seguire.

Aspettative positive per Cia Agricoltori Italiani Chieti-Pescara: “Si prospetta una buona vendemmia”, afferma il presidente provinciale Nicola Sichetti che traccia un quadro completo della situazione, “quantitativamente si rileva un calo rispetto al 2018, ma lo scorso anno è stata un’annata straordinaria con una produzione oltre misura, ora si potrà lavorare sulla qualità. Determinanti saranno le condizioni meteo dei prossimi giorni ma è evidente che il cambiamento climatico degli ultimi anni, con scarse escursioni termiche tra giorno e notte, ha messo a dura prova i nostri vigneti”.

Si rileva un generale ritardo della maturazione di circa 10/15 giorni, tanto da far rientrare l’epoca di vendemmia in periodi più legati alla tradizione, dopo gli innumerevoli anticipi registrati negli ultimi anni.

Per quanto riguarda le varietà precoci (Pecorino, Pinot grigio e Chardonnay) si è registrato un calo del 20% di produzione, calo del 15-20% anche per i vitigni più noti, Trebbiano e Montepulciano.

Secondo l’Unione Italiana Vini, Ismea e Assoenologi l’abbondante produzione italiana del 2018 ha avuto effetti negativi sulle quotazioni dei vini (-13% rispetto al 2017) e a subire maggiormente la riduzione dei listini sono stati i vini comuni, più esposti alle dinamiche dell’offerta internazionale e alla concorrenza di altri paesi produttori, in particolare della Spagna, registrando un -27% maturato da un -34% dei bianchi e da un -21% dei rossi.

Per i vini a denominazione (Doc e Docg), invece, la riduzione è stata più contenuta (-6%), dimostrando che i vini di qualità hanno mercati più consolidati e meno esposti alla concorrenza dei competitor.

 L’Abruzzo ha visto chiudere il 2018 con un +6,4% di esportazioni all’estero con buoni risultati anche in Italia.

Come Cia-Chieti – Pescara riconosciamo il valore del settore vitivinicolo nell’economia regionale”, continua Sichetti, “e ribadiamo l’importanza della cooperazione, soprattutto nel chietino. Quest’anno organizzeremo un evento a Villa Medici in cui interverranno esperti del settore per approfondire le tematiche del genoma e della coltivazione biologica della vite”.

a chieti

Sabato 21 a Chieti la Villa Comunale vedrà la ”Tendopoli della Salute”, una giornata dedicata alla prevenzione con screening gratuiti nata da un progetto dei Club Kiwanis Pescara, Kiwanis Chieti-Pescara D’Annunzio e Kiwanis Chieti Pescara.

Dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle ore 17.30 tutti potranno sottoporsi a controlli a ed esami nelle 6 tende e 4 gazebo presenti all’interno della Villa.

In particolare, sarà possibile effettuare test tra cui:

  • allergologici,
  • elettrocardiogramma e prelievi ematochimici,
  • esami dermatologici con mappatura dei nei,
  • visite oculistiche per i bambini,
  • test diabetologici.